Categoria: Spettacoli

  • Irene Grandi celebra 30 anni di carriera con il “Fiera di Me” tour

    Irene Grandi celebra 30 anni di carriera con il “Fiera di Me” tour

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Dopo la pubblicazione del singolo “Fiera di Me”, arricchito dalla supervisione ritmica del leggendario Stewart Copeland, Irene Grandi annuncia l’omonimo tour che celebra i 30 anni di una carriera straordinaria e che partirà quest’autunno da Bologna. Irene Grandi, una delle artiste più amate e iconiche del pop italiano, ha pensato a un concerto unico, in cui ripercorre la sua lunga e brillante storia musicale iniziata nel 1994. Con la sua voce inconfondibile accompagnerà gli spettatori nel racconto della propria storia attraverso i suoi successi più amati, le collaborazioni più significative e le sue esplorazioni musicali. Il tour “Fiera di Me” sarà un’occasione imperdibile per rivivere i momenti più emozionanti della carriera di un’artista che ha sempre sperimentato e ha saputo evolversi e reinventarsi costantemente. Dal successo travolgente di “In vacanza da una vita” a “La tua ragazza sempre”, fino alle intense emozioni di “Bruci la città” e “Prima di partire per un lungo viaggio”, ogni canzone racconta una parte del percorso di un’artista che non si è mai fermata. Le collaborazioni di Irene Grandi hanno arricchito la sua musica di sfumature uniche. Ha condiviso il palco e lo studio con artisti del calibro di Pino Daniele, Jovanotti, Vasco Rossi e Stefano Bollani, dimostrando una versatilità che le ha permesso di spaziare tra diversi generi musicali senza mai perdere la sua identità.
    Il nuovo singolo “Fiera di Me”, che dà il titolo al tour, segna una nuova tappa nella carriera di Irene, rappresentando un inno alla rinascita e alla forza personale. Questo brano, carico di significato, non solo celebra il passato, ma guarda con ottimismo al futuro, proiettando Irene verso nuovi e ambiziosi progetti artistici. Il concerto sarà una festa ma anche l’occasione per riscoprire e apprezzare l’evoluzione di un’artista che ha saputo reinventarsi e restare sempre attuale. Tra ieri e domani, un presente in cui scoprire, ancora una volta, che “è tutto qui”.
    Queste le prime date annunciate: 12 novembre Teatro Duse, Bologna; 18 novembre Teatro Manzoni, Milano; 24 novembre Teatro Golden, Palermo; 25 novembre Teatro Metropolitan, Catania; 30 novembre Teatro dell’Aquila, Fermo; 7 dicembre Auditorium Parco della Musica, Roma; 9 dicembre Teatro Verdi, Firenze; 10 dicembre Teatro Politeama, Genova.

    foto: ufficio stampa International Music

    (ITALPRESS).

  • NYCanta riprende la collaborazione con l’associazione Ranco. Pupo presenterà la nuova edizione

    NYCanta riprende la collaborazione con l’associazione Ranco. Pupo presenterà la nuova edizione

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    NEW YORK (ITALPRESS) – La direzione artistica del NYCanta è stata affidata a due nomi di spicco nel panorama musicale italiano: Beppe Stanco e Cesare Rascel, esperti operatori del settore musicale italiano, che si erano già occupati delle selezioni per le edizioni XII, XIII e XIV. Lo riferisce l’Associazione Culturale Italiana di New York, attraverso il chairman Tony Di Piazza.
    Il Festival della Musica Italiana di New York sarà trasmesso nel mondo da RAI ITALIA, in Italia da RAI 2 ed in seguito sarà disponibile anche su RAIPLAY.
    L’associazione RANCO, di Beppe Stanco e Cesare Rascel, ha sottoscritto un accordo con l’Associazione Culturale Italiana di New York anche per continuare le operazioni di selezione, già avviate lo scorso marzo per l’individuazione dei 10 artisti che si esibiranno sul palco dell’Oceana Theater di New York il prossimo 13 ottobre. La XVI edizione del NYCanta sarà presentata da Pupo.
    L’ACINY ringrazia “la precedente organizzazione, Glocal Media, per il lavoro svolto fino ad oggi, che seppur passando il testimone alla Ranco, continuerà a fornire un supporto tecnico alla kermesse”.
    Gli artisti interessati possono continuare ad inviare le proprie candidature attraverso il sito ufficiale www.nycanta.com, dove sono disponibili le informazioni dettagliate riguardo i requisiti e le modalità di partecipazione.
    Come da regolamento i 10 finalisti che voleranno nella grande mela saranno selezionati da una giuria di esperti e tutte le spese per raggiungere la grande mela e soggiornarvi saranno a carico dell’organizzazione.
    -foto ufficio stampa NyCanta-
    (ITALPRESS).

  • Libri, esce “Il grande gioco-parte prima: la promessa” di Angelo Deiana

    Libri, esce “Il grande gioco-parte prima: la promessa” di Angelo Deiana

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – E’ uscito il libro “Il grande gioco – Parte Prima: la Promessa” scritto da Angelo Deiana per Giacovelli Editore. Ma cosa è il Grande Gioco e perchè ne siamo tutti dentro? Abbiamo affrontato una crisi epocale come la pandemia e, quando ne siamo usciti, ci siamo accorti che avevamo partecipato al più grande esperimento sociale della Storia: per molti mesi, 5 miliardi di persone erano rimaste a casa e avevano fatto business, affetti e relazioni solo digitalmente. Quello che è accaduto subito dopo è sotto gli occhi di tutti: invece di fermarci a riflettere su quello che avevamo passato, ci siamo accorti che stavamo scendendo velocemente verso la sorpresa, l’inatteso, l’imprevedibile. L’avvento dell’era dell’IA e della velocità in Rete, ma anche dell’era delle nuove guerre e dell’inflazione. Un mondo nuovo che dobbiamo ancora capire bene: il mondo del Grande Gioco. Un mix esplosivo, lo scontro di attrito economico, finanziario, bellico e ibrido delle grandi piattaforme globali, e la conseguente separazione definitiva tra potere e politica. Un nuovo modello di ordine mondiale che, anche attraverso i nostri Big Data, coinvolge tutti. Cosa fare allora? A partire da un indice innovativo da leggere “tutto d’un fiato”, questo libro è il primo di una trilogia che vuole esplorare gli scenari evolutivi incerti e le reti che legano persone, imprese, professionisti, manager, governi, Istituzioni, finanza e tecnologia nel mondo del Grande Gioco. Tutto questo per cercare di capire quali sono le consapevolezze utili per governare la nostra personale nave in questa tempesta mai vista di innovazione. D’altra parte, come diceva Einstein, per ottenere risultati differenti bisogna fare cose differenti. E, soprattutto, bisogna imparare a giocare al Grande Gioco.(ITALPRESS).

    Foto: Angelo Deiana

  • A Cannes “Caught by the tides”, 23 anni di Cina secondo Jia Zhang-Ke

    A Cannes “Caught by the tides”, 23 anni di Cina secondo Jia Zhang-Ke

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Le prime inquadrature di “Caught by The Tides” sono state girate nel 2001, le ultime alla fine nel 2023. In mezzo c’è la grande narrazione della Cina contemporanea messa in immagini tra il documentario e la finzione dal grande Jia Zhang-ke. In Concorso a Cannes 77, il film è un magnifico esempio di narrazione cinematografica moderna, trovata dal regista cinese tra gli spazi reali del suo paese e quelli immaginari del suo cinema. Un ritratto sociale ma prima di tutto un melodramma in cui l’amore si disperde nelle mareggiate della grande modernizzazione cinese: ci sono Qiaoqiao e Bin che all’inizio del 2000 vivono nella provincia di Hubei, quella che è destinata di lì a breve a essere spopolata e inondata per costruire la Diga delle Tre Gole. Lei canta nei locali e nelle feste del posto, Bin le sta accanto ma poi decide di partire per fare fortuna in un’altra provincia, promettendo di chiamarla appena sistemato. Ma sparisce nel nulla e allora Qiaoqiao decide di andarlo a cercare, senza troppa fortuna. La vita scorre, gli anni passano, l’età avanza, la Cina cambia, le tecnologie si evolvono… Quando, vent’anni dopo, i due si ritroveranno, tutto sarà diverso eppure tutto è uguale e Jia Zhang-ke è proprio questo immutabile ed eterno cambiare nel nulla che racconta da sempre nei suoi film.
    “Caught by the Tides” è solo l’ennesimo capitolo del suo cinema dedicato ai volti e ai paesaggi di un Paese che si trasforma nei suoi occhi e che puntualmente gli appare come un paesaggio arcaico e una visione di fantascienza. A interpretare il ruolo di Qiaoqiao c’è del resto la sua attrice feticcio, Zhao Tao, presenza che attraversa il tempo tra il mutismo e la mascherina dei tempi del Covid.

    foto: IPA Agency

    (ITALPRESS).

  • A Cannes “Bird”, l’adolescenza ad ali spiegate di Andrea Arnold

    A Cannes “Bird”, l’adolescenza ad ali spiegate di Andrea Arnold

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    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Adolescenza ad ali spiegate, per liberarsi dal terreno vago di una vita difficile: in Concorso a Cannes 77 arriva “Bird”, il nuovo film di Andrea Arnold che trova lo spazio adatto a raccontare la storia della dodicenne Bailey, spirito sognante e carattere testardo. Vive col fratello Hunter e con il padre Bug che pensa prevalentemente a se stesso e sta per risposarsi. Bailey dovrebbe fare la damigella d’onore dello sposalizio da sogno che l’uomo e la sua consorte immaginano, ma lei proprio non ci sta a indossare il vestito ridicolo che la nuova madre le ha comprato per l’occasione e allora fugge di casa… Tenta di raggiungere la madre, che però non può accoglierla in casa, col marito violento che si ritrova e le due figlie alle quali già non riesce a badare. E allora in suo soccorso arriva un amico reale o forse immaginario, che comunque viene dall’alto dei palazzi su cui vive appollaiato e che infatti viene chiamato da tutti Bird: anche lui cerca la sua famiglia, che prima abitava accanto alla madre della ragazzina, e allora si unisce a lei in una comunione di speranza e disillusione che si trasformerà in una fiaba di iniziazione alla vita raccontata da Andrea Arnold con dolcezza e spirito libero.
    Regista di grande sensibilità, l’autrice di film come “American Honey”, “Fish Tank” e “Red Road” porta a Cannes 75 quello che definisce il suo film più doloroso, un viaggio tra realtà e immaginario che scaturisce dal realismo suburbano del Kent e assume le forme di un coming of age impossibile. Sorretto da una colonna sonora che tiene insieme i Coldplay e i Blur, il film trova nella giovane Nykiya Adams un punto focale notevole. La affiancano Franz Rogowski nel ruolo di Bird e Barry Keoghan in quello del giovane padre Bug.

    foto: Ipa Agency

    (ITALPRESS).

  • Si è spento Franco Di Mare

    Si è spento Franco Di Mare

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    ROMA (ITALPRESS) – Si è spento il giornalista Franco Di Mare, 68 anni. A darne notizia la famiglia con una nota: “Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari, oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare – si legge. Seguirà comunicazione per le esequie”. Franco Di Mare era malato da tempo di mesotelioma, un tumore dovuto all’esposizione all’amianto. Lo aveva rivelato lui stesso qualche settimana fa apparendo a “Che tempo che fa” il programma di Fabio Fazio su La Nove che oggi ha scritto su Facebook: “Addio a Franco Di Mare”.

    foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • Billie Eilish, esce l’album “Hit Me Hard and Soft”

    Billie Eilish, esce l’album “Hit Me Hard and Soft”

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    MILANO (ITALPRESS) – Billie Eilish ha pubblicato il suo terzo album in studio, “Hit Me Hard and Soft”, su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico.
    Da oggi, il nuovo singolo “Lunch” è disponibile per la rotazione radiofonica in Italia.
    “Lunch” esplora sonorità e contenuti nuovi per Billie ed è un pezzo uptempo, pop, sexy e in cui i bassi sono pompati al massimo.
    -foto ufficio stampa Billie Eilish –
    (ITALPRESS).

  • Dal politichese al socialese, come cambia il linguaggio della politica in un libro edito da Treccani

    Dal politichese al socialese, come cambia il linguaggio della politica in un libro edito da Treccani

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Fino agli anni ’90 ha dominato il “politichese”, una lingua poco comprensibile ma dotata di fascino: “votami perché parlo meglio di te”, supponevano i politici fino al rifiuto della Prima repubblica. È subentrato allora nei nuovi politici il paradigma del rispecchiamento, con la scelta linguistica del “gentese”, la lingua della “gente”, come racconta il linguista Michele A. Cortelazzo, Accademico ordinario della Crusca e collaboratore dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, nel libro “La lingua della neopolitica. Come parlano i leader” edito da Treccani.
    E oggi? Il fenomeno del rispecchiamento, spiega Cortelazzo, professore emerito di linguistica italiana dell’Università di Padova, sembra essersi radicalizzato attraverso i social, con la diffusione del cosiddetto ‘hate speech’, il ricorso a insulti e stereotipi negativi verso gli avversari, facendo emergere una sorta di “socialese”.
    Che il politichese non sia però definitivamente sparito potrebbe farlo pensare l’uso del termine “esternalizzazione” (“Lampedusa è la dimostrazione del fallimento delle politiche di esternalizzazione del Governo”, Elly Schlein), parola utilizzata in realtà più spesso di quanto si creda da diversi politici, anche a livello internazionale (il ministro degli Esteri, Antonio Tajani o l’attrice Cate Blanchett al Parlamento europeo). O di parole vaghe: “governo del cambiamento” (patrimonio prima della sinistra e poi della destra, osserva Cortellazzo); “interlocuzione”, “occupabili”; di ossimori che ricordano il passato come “convergenze parallele” (Aldo Moro), “equilibri più avanzati” (Francesco De Martino) “compromesso storico” (Enrico Berlinguer), “casti connubi” (Giulio Andreotti) diventati ora “radicalismo dolce” (Romano Prodi).
    Nel capitolo dedicato alla lingua di oggi, Michele A. Cortelazzo evidenzia che Fratelli d’Italia e la sua leader Giorgia Meloni fanno largo uso di lessico valoriale: “coerenza”, “coraggio”, “fiducia”, “fierezza”, “orgoglio”, “serietà”; o di parole recuperate come “patria” e “nazione”, “sovranismo” e “sovranità” (anche alimentare), “bonifica” e l’anglismo più famoso, “underdog”.
    Il Partito democratico, scrive il linguista, dopo la ‘verve’ di Luigi Bersani, ha vissuto un deficit di specificità lessicale con Enrico Letta (“cacciavite”, “occhi di tigre”, “front-runner”) risvegliandosi con Elly Schlein: “capibastone”, “cacicchi”, “vento della destra”, “vittimizzazione secondaria” ed “esternalizzazione” restano impressi.
    Il Movimento 5 stelle è più orientato, sostiene il linguista dell’Università di Padova, “alla volgare eloquenza e alla denigrazione dell’avversario”: dal “vaffa” di Beppe Grillo alla “mangiatoia” soppiantata dalla “pacchia”, da “manine” che cambiano i provvedimenti approvati al “reddito di nullafacenza” o alla “pigranza”.
    La Lega di Matteo Salvini, afferma Cortelazzo, “sembra affetta da bulimia comunicativa”, con parole come “europirla”, “sbruffoncella”, “ruspa”, “giornaloni”, “intellettualoni”, “professoroni”, “rosiconi” o “zecche”.
    Il Terzo Polo vede in Matteo Renzi, sottolinea il professor Cortelazzo, “un abile oratore e diffusore di parole” come “rottamazione”, “professoroni” e “rosiconi” (poi adottati da Salvini) e soprattutto “gufi”. A Carlo Calenda si deve “bipopulismo”.
    Cortelazzo ricorda che Forza Italia ha avuto un leader come Silvio Berlusconi “grande innovatore del linguaggio politico italiano, artefice del passaggio dal ‘politichese’ al ‘gentese’, facendo anche riferimento ad ambito metaforici, come quello sportivo rappresentato dalla discesa in campo. Uno smalto appannatosi negli ultimi anni, che ha portato la spinta innovativa a degradarsi nel ‘socialese’.
    Ultimo guizzo linguistico del leader scomparso, che i giornali ricordano come ‘il combattente’, è stato ‘l’operazione scoiattolo’, nome in codice per la cattura, uno per uno, dei grandi elettori che gli mancano per il “grande salto verso il Colle” nel gennaio 2022.
    Il passato in politica ritorna spesso e lo dimostra l’uso di “balneari”, un tempo governi di durata breve ora riferito ai concessionari di spiagge; ma poi si va oltre, con l’uso di tanti tecnicismi o modi di dire: “garante” (“Io sono il garante del M5s”, Giuseppe Conte) e “resilienza” (Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza oggi ma usato già da Emma Bonino), “cambio di passo” (spesso utilizzato da Giorgia Meloni ma anche da Roberto Giacchetti e politici di varia estrazione), “metterci la faccia” (“io ci metto la faccia sulle cose”, Giorgia Meloni”), “mettere a terra” (“mettere subito a terra le risorse”, Roberto Gualtieri); “mettere le mani nelle tasche degli italiani” (“stiamo mantenendo gli impegni senza mettere le mani nelle tasche degli Italiani”, Giulio Tremonti e a seguire Giorgia Meloni e Matteo Salvini), E qualche richiamo al latino pseudogiuridico come “ius soli” (Enrico Letta) e “ius culturae” diverso da “ius scholae”.
    In piena seconda Repubblica, sono spariti i partiti, ad eccezione di quello Democratico, a vantaggio di parole o espressioni chiave: Movimento, Alleanza, Azione, Italia Viva, +Europa, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Italia al Centro, Noi moderati, Lega; ma anche “sardine”, “poli” (delle libertà, del buon Governo, del riformismo, del buonsenso e persino, Carlo Calenda, della serietà) e “campi” (campo largo il più famoso). Con un rischio, sostiene Cortelazzo, “che al diminuire dei partiti faccia riscontro il nomadismo politico, che porta ai cambi di casacca, cruciali durante le crisi di governo; e al ‘menevadismo’, lo scissionismo di sinistra che ricorda altri -ismi del passato come ‘doppiopesismo’, ‘doppiogiochismo’, ‘cerchiobottismo’ e ‘celodurismo’, quest’ultimo legato a Umberto Bossi.
    Il libro “La Lingua della neopolitica. Come parlano i leader” affronta anche la drammatica stagione del Covid e le tracce che ha lasciato sulla lingua, con il ritorno di molti burocraticismi: ”chiudere per garantire la tutela sanitaria’, ‘blindare’ o ‘sigillare’, ‘congiunti’, ‘zone protette’ (rosse o arancioni), ‘ristori’ e ‘sostegni’, ‘negazionismo’, ‘dittatura sanitaria’ o ‘sanitocrazia’. E anglismi a non finire: ‘lockdown’, ‘green pass’, ‘smart-working’, ‘baby-sitting’, ‘recovery plan’ o ‘recovery fund’, ‘spending review’, ‘voluntary disclosure’.
    Il professore Cortelazzo dedica una nota affettuosa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al quale il responsabile della comunicazione del Quirinale, Giovanni Grasso, durante la registrazione di un intervento sull’emergenza sanitaria, segnalò fuorionda un ciuffetto fuori posto: “Eh Giovanni, non vado dal barbiere neanche io”. E nella memoria collettiva rimane questo umanissimo scambio di battute più ancora dell’importante contenuto, osserva il linguista Accademico della Crusca.
    -foto ufficio stampa Treccani –
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  • A Cannes “Diamant Brut”, il reality dream dell’adolescenza perduta

    A Cannes “Diamant Brut”, il reality dream dell’adolescenza perduta

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (ITALPRESS) – C’è un sogno nel cellulare di Liane, 19 anni portati come le extension delle unghie nel cuore della periferia francese: è lei la protagonista di “Diamant Brut”, l’opera prima della regista francese Agathe Riedinger che bussa alla porta di Cannes 77 per inaugurare il suo Concorso. Un esordio di forza, non c’è che dire, inciso su una protagonista che è un vero diamante grezzo: storia minimale, che si racconta in due righe, quella del reality dream di una adolescente senza altra speranza se non essere selezionata nel cast del reality show per il quale il suo profilo Instagram è finalista. Mentre il telefono non squilla e i vocali che lascia alla casting director non hanno risposta, la regista la segue con sguardo vivido, senza troppe remore ma anche con una certa commozione, in bilico tra empatia giudicante e stigmatizzazione partecipe. Forme esaltate dai vestiti troppo stretti, trucco esplosivo come le scarpe e i capelli, Liane sta tra una casa in cui litiga con la madre e si prende cura della sorellina e il cerchio magico delle amiche, con cui sogna, litiga, gira per centri commerciali… C’è anche un ragazzo che la ama sinceramente sin da quando l’ha conosciuta nel centro correzionale che li ha accolti in infanzia: ora che sono quasi adulti, potrebbero sognare una casa e una vita insieme, se non fosse che Liane ha paura della normalità e spera il fuori norma della realtà in forma di show televisivo. Ruvido e dolce, “Diamant brute” è un esordio che sembra quasi la versione realistica di “Titane”: gonfia tutte le forme della messa in scena in maniera simbiotica rispetto alla sua protagonista, eccelle in drammaturgia scritta in forma realistica e eccede in sentimentalismo mascherato da volgarità. Agathe Riedinger nutre una dolcezza tutta particolare, che qua e là perde il controllo e s’inventa soluzioni improbabili (la Passacaglia della vita di Stefano Landi cantata a cappella da Liane), cerca il realismo crudo ma poi lo disegna come un fumetto di periferia, gioca con il sogno della protagonista e lo cavalca sino in fondo offrendole un finale salvifico: siamo del resto sulla linea di una narrazione che la regista coltiva da anni, visto che “Diamant brute” sta addosso allo stesso personaggio che aveva già raccontato in “J’attend Jupiter”, un cortometraggio del 2017. Qui però c’è la forza di una giovane interprete, l’esordiente Malou Khebizi, che dà a Liane una verità intima straordinaria.
    -foto Ipa Agency –
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  • Renato Zero, esce “Vita”, terzo singolo estratto da “Autoritratto”

    Renato Zero, esce “Vita”, terzo singolo estratto da “Autoritratto”

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    ROMA (ITALPRESS) – Dopo La Ferita ed Eccoci Qui arriva in rotazione radiofonica da giovedì 16 maggio Vita, terzo singolo estratto da Autoritratto, l’ultimo album di Renato Zero pubblicato lo scorso dicembre per Tattica. La traccia 12 di Autoritratto, che porta la firma di Lorenzo Vizzini, è un autentico inno alla vita, che la celebra in tutta la sua bellezza accogliendo anche le sfide e le tempeste dell’esistenza. Vita impreziosisce la setlist di Autoritratto – I Concerti evento, l’avventura live di Renato Zero (prodotta da Tattica) che dopo le 14 date sold out di marzo a Firenze e Roma, tra giugno e luglio toccherà con doppia data Bari, Napoli e Santa Margherita di Pula (CA), e tra settembre e novembre arriverà nei palasport di Milano, Torino, Livorno, Bologna, Mantova, Pesaro, Perugia, Eboli, Messina e Roma.

    foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).