Categoria: Spettacoli

  • Fabio D’Innocenzo “Kanye West ci ha detto di avere amato i nostri film. Adesso stiamo lavorando con Lazza”

    Fabio D’Innocenzo “Kanye West ci ha detto di avere amato i nostri film. Adesso stiamo lavorando con Lazza”

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    MILANO (ITALPRESS) – I fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, durante l’incontro che si è tenuto questa mattina presso l’Università IULM di Milano, in occasione dell’uscita della serie “Dostoevskij”, hanno parlato anche della collaborazione con il rapper statunitense Kanye West.
    I due sono stati impegnati nella realizzazione del videoclip di “Talking”, brano del primo capitolo di “Vultures” di Ye (Kanye West) e Ty Dolla Sign, uscito a febbraio di quest’anno. Queste le parole di Fabio D’Innocenzo: “Kanye ci ha detto di avere visto e amato i nostri film e ci è bastato questo per collaborare con lui. Lo abbiamo raggiunto in America e abbiamo lavorato in otto ore utilizzando un budget davvero basso. È un album molto misogino, ma il brano che abbiamo scelto ci piaceva perché riguardava un rapporto padre-figlia”. Ha aggiunto: “Abbiamo incontrato una persona in difficoltà, che vive in un mondo parallelo“. Per poi concludere: “Adesso stiamo lavorando con Lazza”. Queste invece le parole di Damiano: “Non teniamo conto dell’orientamento politico quando scegliamo di fare un lavoro con qualcuno, perché altrimenti non potremmo collaborare con l’85% dell’industria cinematografica che, per chi non lo sapesse, è di destra”.
    Damiano e Fabio D’Innocenzo hanno parlato della loro gioventù durante l’incontro che si è tenuto nell’auditorium dell’Università IULM di Milano, moderato dal Rettore Gianni Canova. “Il cinema costava troppo per noi, guardavamo i film dalle piattaforme di streaming piratate con le immagini sgranate e i virus che entravano e uscivano. Adesso compriamo alcuni film per il senso di colpa di quando piratavamo” ha detto Fabio. Damiano ha invece parlato della scuola e del più recente rapporto con i social: “La scuola era una prigione, volevamo soltanto uscirne. Ci siamo diplomati all’alberghiero con 60 e 61, i voti più bassi. Per quanto riguarda i social, non li ho più da cinque anni. Quando mi tolsi Facebook e Instagram mi ero aperto un account Tripadvisor perché non sapevo che fare durante il giorno e stroncavo gli hotel”.
    -foto eb Italpress –
    (ITALPRESS)

  • Presentato il nuovo volume Menarini “Veronese, un tripudio di colori”

    Presentato il nuovo volume Menarini “Veronese, un tripudio di colori”

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    TORINO (ITALPRESS) – L’ultimo volume della prestigiosa collana d’arte del Gruppo Menarini, presentato domenica 5 maggio a Palazzo Madama a Torino, ci riporta ai fasti della Serenissima Repubblica, nello splendore dei colori che solo la pittura veneziana può regalare. Il protagonista è Paolo Caliari, più noto semplicemente come il Veronese, colui che insieme a Tiziano e Tintoretto ha composto la triade capace di dominare la pittura europea del Cinquecento e divenire modello di riferimento per la modernità in pittura, l’esempio da cui prende avvio la stagione impressionista. L’autore del volume è Giovanni Carlo Federico Villa, studioso di pittura veneta del Rinascimento e museologo, direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino. “Veronese è l’artista che ha interpretato, narrato e inaugurato il Cinquecento come pittore di figure e architetture, disegnatore e colorista senza eguali – spiega Villa – La sua lezione ha attraversato i secoli, apprezzata e compresa da tutti coloro che hanno cercato di colorare l’emozione del mondo, narrando l’agire umano sul palcoscenico del Teatro della vita. Fu il meno veneziano, il più ‘italianò fra i pittori che hanno lasciato il segno in laguna. Perchè ‘forestò, nato, cresciuto e formato in una città che si appoggia ai colli e guarda la pianura, riceve umori e messaggi d’arte dalle terre lombarde ed emiliane, coltiva la classicità e sperimenta l’invenzione”. “Con Veronese prosegue il viaggio che Menarini ha cominciato nel 1956, quando è andato in stampa il primo dei suoi Volumi d’Arte – affermano Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini – La ricerca di bellezza e la diffusione di cultura sono fondamenti di civiltà e di crescita collettiva e siamo convinti che arte e scienza siano un sodalizio inscindibile per il progresso e il futuro delle giovani generazioni”.
    Nel corso degli anni, la vocazione artistica del Gruppo si è evoluta con il progetto multimediale Menarini Pills of Art, brevi video con 30 milioni di visualizzazioni in cui esperti del settore raccontano aneddoti e curiosità delle opere protagoniste dei Volumi d’Arte Menarini. (ITALPRESS).

    Foto: Ufficio stampa Menarini

  • David di Donatello, Mattarella “Abbiamo bisogno del cinema”

    David di Donatello, Mattarella “Abbiamo bisogno del cinema”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La storia è sempre un percorso. Memoria e cambiamenti si rincorrono e si alimentano. Le novità e le rotture non rimuovono il passato, ma lo possono reinterpretare selezionando esperienze e chiavi di lettura”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale alla cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2024. “Profonde e veloci trasformazioni hanno interessato il cinema in questi ultimi anni. L’innovazione tecnologica ha favorito mutamenti radicali nei linguaggi, nelle modalità di trasmissione e di fruizione, nella stessa percezione dei contenuti. Il cinema registra una rinnovata vitalità e un più vasto campo d’azione. Si tratta di un’opportunità per l’Italia, non soltanto per chi vi opera. Perchè il cinema è un’industria di grande rilievo, che dà lavoro a tante persone, che coltiva specialismi e saperi, e produce ricchezza che concorre al benessere del Paese”.
    “Le politiche pubbliche – aggiunge – devono tener conto di questi valori. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza destina, difatti, importanti risorse al cinema e alla cultura. Le istituzioni sono quindi chiamate a promuovere le tante opportunità che possono offrire occasioni di sviluppo in questo ambito. Opportunità che si inseriscono in una condizione internazionale che registra una competizione sempre più vigorosa e postula, quindi, un sicuro quadro normativo di riferimento.
    Grande attenzione va rivolta in particolare all’espressione dei giovani artisti, che devono poter provare, sperimentare, dunque formarsi e crescere. L’ingresso di nuove generazioni produce nuova ricchezza.
    Esprime libertà, quella libertà da assicurare anche a chi non condivide i nostri gusti, a chi la pensa diversamente”.
    “Lungo il percorso, ovviamente, vi sono anche contraddizioni e vi sono problemi da risolvere. Molte sale cinematografiche continuano a soffrire, anche dopo la ripresa post-pandemia, e non sono poche le città di piccole e medie dimensioni che non dispongono più di sale accessibili.
    E’ un tema che presenta evidenti risvolti sociali, e non può essere considerato soltanto dal punto di vista degli equilibri commerciali. Le sale sono un luogo di incontro.
    Con il medesimo impegno – per assicurare costante vitalità al tessuto civile – vanno preservate, ad esempio, le librerie delle città e di ogni luogo, e va posta attenzione a quei settori artistici e dello spettacolo che si propongono a pubblici più limitati, ma esprimono contenuti di alto valore e di qualità.
    Costituiscono beni preziosi che, oltre la loro portata economica, hanno una grande valenza per la comunità e per il grado di civiltà. Il nostro cinema contiene nel suo DNA una tensione alla dimensione nazionale. Sin dal tempo in cui ha contribuito, con le pellicole degli anni Quaranta e Cinquanta, a consolidarne la lingua in un Paese dai molti dialetti.
    Questa tensione si arricchisce con la creatività così ampiamente manifestata, con i successi nazionali e internazionali, con la rilettura della storia, degli eventi, dei protagonisti, con i valori di umanità, con i sentimenti che aiutano a rafforzare il senso di comunità.
    Abbiamo bisogno del cinema. Della sua sensibilità, della sua arte, delle sue visioni plurali.
    La storia del cinema ci ha fatto conoscere e apprezzare queste sue capacità”.
    -foto xl5 Italpress-
    (ITALPRESS).

  • Ferro a Maionchi “Ti sono sempre stato grato”. Lei “Dispiace l’assenza”

    Ferro a Maionchi “Ti sono sempre stato grato”. Lei “Dispiace l’assenza”

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    ROMA (ITALPRESS) – Botta e risposta a distanza tra Tiziano Ferro e Mara Maionchi, dopo le dichiarazioni dell’ex manager a “Belve” sul fatto che il cantante non sarebbe stato riconoscente nei suoi confronti.
    “Ti sono sempre stato grato, te l’ho dimostrato un milione di volte durante un milione di occasioni quindi mi chiedo: perché questo? Perché adesso?”, scrive Ferro in un lungo post sui social. “La prima cosa che ho insegnato ai miei bimbi è dire ‘grazie’, la seconda è dire ‘scusa”’, afferma. “Ci siamo incontrati tantissime volte: studi televisivi, concerti, camerini e ogni volta ci siamo abbracciati e abbiamo riso dei bei tempi andati. Se davvero era questo ciò che pensavi, perché non me l’hai mai detto durante una di queste occasioni? Ti avrei tranquillizzata, mi sarei scusato e ti avrei ringraziata ancora, come sempre e senza problema”. “Ho digitato ‘Tiziano Ferro Mara Maionchi’ e sono uscite circa 55mila voci contenenti entrambi i nostri nomi”, continua l’artista.
    “Potrei postare la miriade di interviste nelle quali ti ho celebrata – prosegue Ferro – i ringraziamenti nel booklet dei miei album nei quali eri in prima linea nei ringraziamenti, il nostro scherzo telefonico, una serie infinita tra citazioni nel mio libro o nel web – in tutte le lingue del mondo, perché ho parlato di te e Alberto in tanti posti del globo”. Ferro conclude il suo post condividendo un video che, a suo dire, rappresenta un ”abbraccio di cuore”. ”Magari sono uno stolto ma a me questo, sembrava un abbraccio di cuore. Che peccato, che tristezza,” conclude l’artista.
    Nel corso della conferenza di presentazione dell’Eurovision Song Contest, Mara Maionchi ha commentato: “Con Tiziano Ferro avrei voluto mantenere un rapporto. Abbiamo spinto tanto all’inizio, mi sarebbe piaciuto un ‘Ciao, come va?’ ogni tanto o un ‘Buon Natale’. Forse non ci siamo capiti, ho parlato di riconoscenza umana, non economica”: La Maionchi ha anche negato di avergli fatto pressioni perché nascondesse la sua omosessualità o perché dimagrisse: “Non era una forzatura, per me non era giusto c e un ragazzo di 18 anni pesasse così tanto. Se si è più magri ci si muove meglio, per me è un fatto normale, anche io cerco, purtroppo difficilmente, di mantenermi. In più lo spettacolo ha qualche esigenza, non credo di averlo forzato”. Poi ha concluso: “Credo di avergli dato consigli buoni in buona fede. E comunque quelle che contano sono le canzoni e lui le aveva”.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Sangiuliano “Per il 1 maggio lunghe file ai musei”

    Sangiuliano “Per il 1 maggio lunghe file ai musei”

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    ROMA (ITALPRESS) – Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è recato ieri a Palazzo Barberini, accompagnato dal direttore Thomas Clement Salomon, effettuando una visita alle sale dove, oltre alle collezioni permanenti, sono in corso le mostre “Raffaello, Tiziano, Rubens. Capolavori dalla Galleria Borghese a Palazzo Barberini” ed “Effetto Notte. Nuovo realismo americano. Opere dalla collezione di Tony ed Elham Salamè”.
    Poi ha salutato dipendenti e collaboratori del museo, “che, nel giorno della Festa del Lavoro, con la loro presenza, assicurano la fruibilità della bellezza del nostro immenso patrimonio. La lunga fila all’ingresso qui e in altri luoghi, nonostante il maltempo, è un segnale inequivocabile dell’apprezzamento dei nostri tesori a livello mondiale”, ha detto il ministro.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa ministero della Cultura –

  • Il 5 maggio torna la domenica al museo

    Il 5 maggio torna la domenica al museo

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    ROMA (ITALPRESS) – Il 5 maggio si rinnova l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
    Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione dove previsto.
    Domenica 7 aprile l’affluenza registrata è stata di 365.187 persone.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Pierfrancesco Favino nella giuria del Festival di Cannes

    Pierfrancesco Favino nella giuria del Festival di Cannes

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    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Pierfrancesco Favino farà parte dela giuria della 77esima edizione del Festival del Cinema di Cannes. A presiedere la giuria sarà Greta Gerwig, regista del recente successo “Barbie”. Insieme a Favino e alla Gerwig, in giuria ci sarà la sceneggiatrice turca Ebru Ceylan, l’attrice americana Lily Gladstone, l’attrice francese Eva Green, la regista libanese Nadine Labaki, il regista spagnolo Juan Antonio Bayona, il regista giapponese Kore-eda Hirokazu e l’attore francese Omar Sy, famoso tra l’altro per la serie Lupin.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Fuori “E’ la verità” dei “Bloom” la band guidata da Giusy Ferreri

    Fuori “E’ la verità” dei “Bloom” la band guidata da Giusy Ferreri

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    ROMA (ITALPRESS) – Arriva in radio e in digitale “E’ la verità, il primo brano di Bloom, la band alternative rock formata da Giusy Ferreri, Max Zanotti, Roberta Raschellà e Alessandro Ducoli, che anticipa l’album di inediti di prossima uscita. Prodotto da GGF Music e distribuito da ADA Music, “E’ la verità” è un inno all’energia del rock, caratterizzato da una melodia travolgente, viscerale e ipnotica. Prodotto, registrato e mixato da Steve Lyon nel Panic Button Studios a Hampton (Londra) e masterizzato da Andrea De Bernardi presso Eleven Mastering Studio, il brano vede Giusy Ferreri alla voce, Max Zanotti al basso, Roberta Raschellà alla chitarra e Alessandro Ducoli alla batteria, con il contributo di Mattia Boschi al violoncello, di Simone D’Eusanio alla viola e al violino e di Floriano Bocchino per la scrittura delle parti degli archi. Produzione artistica dei BLOOM e Steve Lyon.
    Il videoclip “E’ la verità”, diretto da Vonjako, è un omaggio a “La bevanda ha un retrogusto amaro”, singolo pubblicato esattamente 10 anni fa (25 aprile 2014 – estratto dall’album “L’attesa”) e tra i brani più iconici e rock della carriera da solista di Giusy Ferreri. Anche attraverso il look di Giusy Ferreri, punto in comune principale tra i due video, viene sottolineata l’anima rock di Bloom, progetto che Giusy Ferreri ha voluto regalarsi al di là della sua carriera da solista (che prosegue parallelamente) per esprimere in maniera più pura e completa la sua anima rock che fin dai suoi esordi è presente, come lato B-Side, in tutti i suoi album. “E’ la verità” sarà presentato per la prima volta live sul palco del Concerto del Primo Maggio di roma, l’evento promosso da CGIL, CISL e UIL, organizzato da iCompany con la direzione artistica di Massimo Bonelli, che si terrà al Circo Massimo, trasmesso in diretta su RAI 3, Rai Radio 2, RaiPlay e Rai Italia.
    Bloom nasce da un’idea di Giusy Ferreri e Max Zanotti, il quale ha poi coinvolto Roberta Raschellà e Alessandro Ducoli, musicisti di grande esperienza e personalità, che contribuiscono a dare vita al suono unico e coinvolgente della band. L’idea che unisce i componenti della band è quella di immergersi in una fase creativa dove sperimentare attraverso il suono un nuovo linguaggio musicale e dove Giusy fa emergere il suo lato più introspettivo. Da qui il nome Bloom, che significa fioritura, e che quindi incarna l’essenza di una nuova vita. Oltre a essere leader della band, Giusy Ferreri è anche produttrice esecutiva, autrice di tutti i testi e di 7 melodie dei 10 brani che andranno a comporre il primo album di inediti dei BLOOM di prossima uscita.

    foto: ufficio stampa Parole e d’intorni

    (ITALPRESS).

  • Cinema, anche Andy Garcia tra i protagonisti di “Under the stars”

    Cinema, anche Andy Garcia tra i protagonisti di “Under the stars”

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    BARI (ITALPRESS) – Dopo Chiara Iezzi, primo nome svelato nelle scorse settimane, che torna in scena dopo il successo della serie “Mare Fuori”, dove ha vestito i panni della mamma di Giulia (Clara Soccini), sono stati svelati i protagonisti internazionali di Under the stars, che in questi giorni si sono riuniti in Puglia per le già cominciate riprese della commedia romantica in cui il protagonista Ian si avventura insieme all’amata zia, alla ricerca dell’ispirazione per poter ultimare il suo romanzo. Si affiancano a Iezzi, quindi, i vincitori del Golden Globe e dell’Emmy Toni Collette (Hereditary), Andy Garcia (Ocean’s 11), Alex Pettyfer (The Ministry of Ungentlemanly Warfare) ed Eva De Dominici (The Cleaning Lady). In scena anche Rob Estes (After), Jessica Michel Serfaty (The Ride) e Vincent Riotta (Il Capo dei Capi, tra gli altri). Sono loro i protagonisti della pellicola della regista Michelle DAnner, anche autrice e insegnante di recitazione di fama mondiale che ha lavorato con star internazionali del calibro di Penelope Cruz, Chris Rock, Henry Cavill e Gerard Butler, e della produttrice Pia Patatian, Presidente delle vendite mondiali presso Arclight Films e CEO di Nura Films. Le due americane hanno scelto la Puglia per le già cominciate riprese, con le sue zone ricche di fascino, incontro di tradizioni centenarie e luoghi pittoreschi, inondati dal profumo dei piatti tipici locali e rivestiti dei colori della primavera. La sceneggiatrice è Victoria Vinuesa, scrittrice di See you in Venus – Ci vediamo su Venere, adattamento cinematografico del romanzo rosa con lo stesso titolo, disponibile su Netflix in tutto il mondo. Insieme a Danner, Patatian e Vinuesa anche il produttore italiano Giangi Foschini e i suoi soci pugliesi Deborha Brandonisio e Leo De Matteis della Brandos film, società di produzione cinematografica pugliese, che stanno curando la produzione esecutiva della commedia romantica americana a Campi Salentina, Casalabate, Lecce e nei Brandos Studios: “non solo Puglia come cornice alle riprese, ma anche nel cast tecnico, composto quasi interamente da professionisti pugliesi con anni di esperienza alle spalle – commentano i produttori italiani – e con il supporto da parte della Apulia Film Commission, crediamo che questo film prenda il volo e si guadagni il successo a livello internazionale, anche perchè sarà distribuito da uno dei più importanti distributori di Hollywood, Arclight Films che curerà le vendite internazionali a Cannes e da Capstone che curerà le vendite negli USA”.(ITALPRESS).

    Foto: Agenzia Fotogramma

  • Shirley MacLaine, il premio Oscar compie 90 anni

    Shirley MacLaine, il premio Oscar compie 90 anni

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    ROMA (ITALPRESS) – Il premio Oscar Shirley MacLaine compie 90 oggi (24 aprile).
    Ventenne, debutta nel mondo del cinema nel 1955, nel film La congiura degli innocenti di Alfred Hitchcock, dove è la protagonista femminile accanto a John Forsythe, Edmund Gwenn e Mildred Natwick, e con cui vince il Golden Globe come migliore attrice debuttante. Successivamente viene diretta da Frank Tashlin in Artisti e modelle (1955), accanto a Jerry Lewis e Dean Martin, e ottiene la prima candidatura agli Oscar per Qualcuno verrà (1959) di Vincente Minnelli, ove affianca Frank Sinatra e Dean Martin. Recita anche in due film di Billy Wilder, L’appartamento (1960) e Irma la dolce (1963), in entrambi i quali ha come partner Jack Lemmon. Nel 1959, per Tutte le ragazze lo sanno di Charles Walters, in coppia con David Niven, e nel 1960 per il citato L’appartamento di Wilder vince il BAFTA quale attrice internazionale dell’anno.
    Apprezzata soprattutto per le sue doti brillanti ma anche per la sua versatilità, la MacLaine negli anni sessanta ha una carriera molto intensa al cinema, lavorando, tra gli altri, con Yves Montand in La mia geisha (1962) di Jack Cardiff, Peter Ustinov e Richard Crenna in A braccia aperte (1965) di J. Lee Thompson, Michael Caine in Gambit – Grande furto al Semiramis (1966) di Ronald Neame, e Vittorio De Sica nel film a episodi Sette volte donna (1967). Nel 1969 è la protagonista di Sweet Charity – Una ragazza che voleva essere amata, musical diretto da Bob Fosse basato sul film Le notti di Cabiria di Federico Fellini. Alterna i ruoli comici a quelli drammatici, ottenendo in genere grande successo e imponendosi tra le migliori e più richieste attrici americane della sua generazione. Notevoli le sue prove accanto a celebri attori, come David Niven in Il giro del mondo in ottanta giorni (1956) di Michael Anderson, Robert Mitchum in La ragazza del quartiere (1962) di Robert Wise, Audrey Hepburn e James Garner in Quelle due (1962) di William Wyler, Alain Delon e Art Carney in un episodio di Una Rolls-Royce gialla (1964) di Anthony Asquith, Clint Eastwood in Gli avvoltoi hanno fame (1969) di Don Siegel, Anne Bancroft in Due vite, una svolta (1977) di Herbert Ross ed Anthony Hopkins in In amore si cambia (1980) di Richard Lang.
    Tra gli altri suoi film, da ricordare Oltre il giardino (1979) di Hal Ashby, accanto a Peter Sellers e Melvyn Douglas, per il quale ottiene il British Academy Film Award e una candidatura al Golden Globe per la sua interpretazione. Lavora anche in film di nicchia come La ruota di scorta della signora Blossom (1968) di Joseph McGrath, Desperate Characters (1971) di Frank D. Gilroy e Madame Sousatzka (1988) di John Schlesinger. Nel 1984 conquista il premio Oscar alla miglior attrice per Voglia di tenerezza (1983) di James L. Brooks, con Debra Winger e Jack Nicholson. Nel 1988 è candidata al Golden Globe per la miglior attrice in una mini-serie o film per la televisione per Tra il buio e la luce, nel quale la MacLaine interpreta se stessa. Il film, ispirato al romanzo autobiografico dell’attrice Out on a limb, racconta dell’avvicinamento della diva al movimento New Age.[1] Negli anni novanta appare in Cartoline dall’inferno (1990) di Mike Nichols, in coppia con Meryl Streep. Con Marcello Mastroianni è la protagonista di La vedova americana (1992) di Beeban Kidron.
    Affianca ancora Nicholson nel film Conflitti del cuore (1996) di Robert Harling, sequel di Voglia di tenerezza. Negli stessi anni recita, tra l’altro, in Ricordando Hemingway (1993) di Randa Haines, Cara, insopportabile Tess (1994) di Hugh Wilson e Scambio di identità (1996) di Richard Benjamin.
    Nel 2006 viene candidata al Golden Globe per il film In Her Shoes – Se fossi lei (2005) di Curtis Hanson, ove interpreta la nonna di Toni Collette e Cameron Diaz. Nel 2005 appare anche in Vita da strega di Nora Ephron, con Nicole Kidman, e in Vizi di famiglia di Rob Reiner, accanto a Jennifer Aniston e Kevin Costner. In seguito recita in ruoli primari in vari film, tra cui Closing the Ring (2007), ultima regia di Richard Attenborough, e Elsa & Fred (2014) di Michael Radford, entrambi in coppia con Christopher Plummer.
    Nel 2016 affianca Jessica Lange in Wild Oats di Andy Tennant. Tra le sue apparizioni in produzioni televisive, cui prende parte sin dai primi anni settanta, si segnalano il film These Old Broads (2001) di Matthew Diamond, ove recita con Elizabeth Taylor, Debbie Reynolds e Joan Collins, e la miniserie Coco Chanel (2008) di Christian Duguay, girata principalmente a Roma.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).