Categoria: Spettacoli

  • The Italian Library, a Londra ripartono gli incontri con Cristina Marconi

    The Italian Library, a Londra ripartono gli incontri con Cristina Marconi

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    LONDRA (ITALPRESS) – Con la scrittrice e giornalista Cristina Marconi con i suoi libri “A Londra con Virginia Woolf” e “Stelle Solitarie” è tornata all’Istituto italiano di Cultura di Londra la serie di incontri The Italian Library, organizzata da Ornella Tarantola presso la Biblioteca Eugenio Montale.
    Marconi ha ripercorso davanti ad una sala gremita nell’Istituto diretto da Francesco Bongarrà un giro per la città, dove la giornalista stessa ha felicemente vissuto fino a pochi anni fa, seguendo le orme della grande Virginia Woolf, da Bloomsbury alla casa di Tavistock Square. Woolf amava la sua Londra e sempre vi tornava nonostante i medici glielo sconsigliassero, preoccupati dell’effetto di una citta’ cosi’ animata su un’anima cosi’ sensibile e torturata. “Non mi sembra che Londra abbia dedicato molti spazi o memorie alla Woolf”, nota Marconi. “C’è, sì, una statua nel giardino di fronte alla casa di Tavistock Square, ma bisogna proprio andarla a cercare e non e’ nemmeno troppo somigliante, mentre in Italia la Woolf e’ assolutamente adorata”.
    Un’altra città è al centro del libro “Stelle Solitarie”: Houston, in Texas. “Tutti conosciamo la frase del film Apollo 13: ‘c’è’ un problema , Houston’. A Houston io sono andata alla ricerca della soluzione dei problemi, in particolare la malattia dell’amica Vera, l’amica luminosa, scintillante, l’amica ‘zucchero’” come Cristina chiama l’amica che accompagna a farsi curare in Texas, standole accanto, facendole un po’ da “moglie”, dopo aver a sua volta seguito il marito Luca nella sua malattia, ora superata.
    Prossimo appuntamento con Ornella Tarantola il 24 settembre con L’estate sta finendo, con Piero Tarantola e Ugo Buizza, aiutati da Daniele Gozzetti e Paolo Cavagnini: la storia dei tormentoni estivi, una carrellata di canzoni che hanno segnato le nostre estati e che non abbiamo mai dimenticato.
    – foto di Francesco Bongarrà –
    (ITALPRESS).

  • Carmen Consoli, la “cantantessa” compie 50 anni

    Carmen Consoli, la “cantantessa” compie 50 anni

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Cantautrice, polistrumentista ma per molti semplicemente “la cantantessa”. E’ Carmen Consoli che, reduce da un emozionante concerto a Campobasso, nel quale ha proposto i suoi brani ma ha anche omaggiato la cantautrice siciliana Rosa Balistreri e il “maestro” Franco Battiato, si appresta a festeggiare i suoi primi 50 anni. La Consoli è nata infatti il 4 settembre 1974 a Catania, città nella quale ha iniziato a esibirsi nei club a soli 13 anni e da dove è partita alla volta di Roma per presentare alle case discografiche i suoi pezzi.
    Nel 1995 si presenta a “Sanremo Giovani” e l’anno dopo è sul palco del teatro Ariston con “Amore di plastica”, brano che ottiene un buon successo radiofonico ma non riesce a trainare più di tanto le vendite del suo primo album “Due parole”. Nel 1997 è di nuovo a Sanremo con “Confusa e felice”, brano che viene eliminato ma che ottiene un grande successo tra il pubblico.
    Stavolta anche l’album funziona e le regala il disco di platino e il Premio italiano della musica come rivelazione dell’anno. Con “In bianco e nero” la Consoli partecipa ancora al Festival di Sanremo nel 2000: il relativo album, “Stato di necessità” funziona (con 300 mila copie è il suo maggior successo) e, grazie a “L’ultimo bacio”, scelta da Gabriele Muccino come colonna sonora del suo film omonimo, le fa vincere diversi premi, tra cui il Nastro d’argento proprio per quest’ultimo brano. C’è persino chi lo inserisce tra i dieci migliori dischi italiani del decennio e Consoli ne realizza anche una versione francese.
    Anche il disco successivo, “L’eccezione”, si rivela un successo da disco di platino e altri riconoscimenti. Questi ultimi, del resto, non mancano nella sua carriera: tra i tanti, oltre a quelli già citati, ci sono una Targa Tenco (per l’album “Elettra”), due premi Lunezia, sette Italian Wind & Music Awards, un Telegatto. Nel 2012 è stata insignita con l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
    Nel frattempo la Consoli ottiene un discreto successo anche all’estero: nei concerti a New York e nelle tournèe nelle maggiori capitali d’Europa e nel Nord America. E’d è l’unica italiana a partecipare, nel 2005, alle celebrazioni dell’anniversario della scomparsa di Bob Marley.
    Dopo “L’ultimo bacio”, altre canzoni di colonne sonore di film portano la sua firma e/o la sua voce: “I giorni dell’abbandono” di Roberto Faenza, “Saturno contro” di Ferzan O’zpetek, e “L’uomo che ama” di Maria Sole Tognazzi. Diverse anche le partecipazioni a eventi benefici: il brano “Domani 21/04.2009”, progetto di Mauro Pagani e Jovanotti in aiuto alla popolazione abruzzese dopo il terremoto; il concerto “Amiche per l’Abruzzo”; la versione inedita del brano “La signora del quinto piano”, registrata con Emma, Gianna Nannini, Elisa, Irene Grandi e Nada in collaborazione con Telefono Rosa; lo spettacolo “Amatrice nel cuore”; la serata “Carmen Consoli & Friends” in Piazza del Duomo a Catania; il “Concerto per la Terra” a Roma in occasione dell’Earth Day.
    L’ultimo album pubblicato finora è “Volevo fare la rockstar” (2021), annunciato durante l’evento “25 anni mediamente isterici” (dal suo terzo album “Mediamente isterica”, uscito nel 1998) che si è svolto all’Arena di Verona per celebrare i suoi 25 anni di carriera.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Omaggio a Sophia Loren all’i-Fest International Film Festival

    Omaggio a Sophia Loren all’i-Fest International Film Festival

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – i-Fest International Film Festival, il grande evento culturale cinematografico che si svolge dal 5 al 15 settembre a Castrovillari e nei territori del Parco Nazionale del Pollino, celebra in questa edizione 2024 i novant’anni della Diva tutta italiana Sophia Loren. Donna di carattere ed attrice dall’inarrivabile fascino, interprete intensa, densa di dramma e spensierata leggerezza, icona di bellezza, simbolo del cinema italiano nel mondo, star internazionale inimitabile, genuina, sexy, divertente.
    Il Manifesto Ufficiale di i-Fest 24 la racconta attraverso un iconico scatto del grande fotografo statunitense Richard Avedon del 1966, rivisitato in chiave pop attraverso l’inconfondibile ed innovativo stile del Festival.
    Numerose le attività in programma dedicate alla Loren tra cui le proiezioni del capolavoro Matrimonio all’italiana e della intensa opera Voce Umana, diretta dal figlio Edoardo. E ancora Masterclass, incontri dedicati, Mostre fotografiche e digitali e l’omaggio che tre giovani attori italiani dedicheranno alla Loren attraverso l’interpretazione di tre monologhi originali.
    Ricchissima la selezione ufficiale che presenta 160 opere di cui, per la prima volta in assoluto, 100 in competizione. Sei sono i concorsi internazionali che raccolgono il meglio della produzione internazionale e numerose opere in anteprima e vincitrici dei più importanti Festival al mondo tra cui Venezia, Cannes, Locarno e Clermont-Ferrand. I concorsi Doc, Short, Animazione, Feature Young, Short Young sono organizzati in Media Partnership con Rai Cinema Channel, SIAE ed Italian Film Institute e rappresentano oltre 45 paesi e circa 70 distribuzioni nazionali ed internazionali tra cui Premiere Film, Miyu, Shortcut, Pathos.
    Numerosi gli ospiti nazionali ed internazionali che parteciperanno all’evento ed incontreranno il pubblico del Festival ed i numerosi giovani fruitori per una serie di attività Educational tra cui Masterclass, Workshop e Panel dedicati, tutte attività gratuite.
    A calcare il prestigioso palco di i-Fest 24, firmato dallo scenografo Mario Garrambone, saranno nelle serate del 12 e del 13 settembre, il grande regista italiano candidato all’Oscar Matteo Garrone, il regista Palma d’Oro a Cannes Cristian Mungiu, il popolare attore Michele Placido, lo show man più amato d’Italia Nino Frassica, il regista di grandi commedie e serie Tv Luca Miniero, Stefano Reali, autore di numerosi successi televisivi che presenterà il suo ultimo libro Shakespeare AEnigma. Premiati inoltre Attilio Sabato, giornalista e scrittore, Carlo Rodomonti, responsabile marketing di Rai Cinema e Marco De Angelis, direttore vendite NTV – Italo.
    Sabato 14 settembre, serata di Gala e premiazioni sarà ospite d’onore Raoul Bova. Domenica 15 settembre, all’interno dell’innovativo progetto speciale Cultural Bridge, ponte culturale tra Calabria e Sicilia (le due regioni in cui si svolge annualmente i-Fest International Film Festival), il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì presenterà in anteprima le sue due ultime fatiche cinematografiche, Enif Al e Il Tristo Mietitore. Ad affiancare sul palco il Direttore Artistico Giuseppe Panebianco, sarà l’attrice e show girl venezuelana Aida Yespica.
    In occasione della rara e preziosa partecipazione del regista rumeno Cristian Mungiu, i-Fest 24 presenta una ricchissima e completa retrospettiva della sua opera, attività presentata in esclusiva europea. In selezione 9 opere tra cui il suo ultimo successo R.M.N. Animali Selvatici, il film vincitore della Palma d’Oro 4 Mesi, 3 Settimane, 2 Giorni, Occident ed alcuni rarissimi short tra cui Mariana e E-Bine Rau.
    Di altissimo profilo qualitativo e culturale le numerose Rassegne fuori concorso tra cui Eye on Venice, Eumotion, Green Screenings, Area Calabria, Proiezioni Speciali, MondoDoc, Orient Express, spazio dedicato alla cinematografia orientale che quest’anno presenta 4 opere giapponesi, in collaborazione con l’Istituto di Cultura del Giappone. Numerose le opere presentate in anteprima tra cui il candidato all’Oscar 2024 Invincible, i pluripremiati Area Boy, Et si le soleil plongeait dans l’ocèan de nues, Duan pian gushi, Short Story, Goodbye First Love.
    Ad aprire il Festival, il 5 settembre sarà Il Mistero Scorre Sul Fiume, straordinario Thriller cinese ad alta tensione in collaborazione con Wanted. In selezione anche la World Premiere di Love is not enough, splendida opera di denuncia e riscatto femminile in collaborazione con WeShort.
    In programma anche un tributo al grande attore Alain Delon, con la presentazione di una delle sue pellicole di maggior successo internazionale, La Piscina, film del 1969 diretto dal regista francese Jacques Deray.
    Di grande spessore la Giuria Internazionale che assegnerà i Premi dei concorsi, di cui fanno parte illustri personaggi tra cui i critici Valerio Caprara, Giancarlo Zappoli e Andrea Chimento, la sceneggiatrice Victoria Vinuesa, il direttore del CeSam Marcello Foti, la dirigente di Rai Cinema Manuela Rima, lo storico del cinema Fabio Melelli, il regista Anton Giulio Onofri, la manager Danila Confalonieri, i docenti UniPa Schembri e Bonanzinga ed il direttore Santamaria.
    Rinnovata anche in questa edizione 2024 la collaborazione con l’Istituto Rosetta Sisca di Castrovillari e con il direttore Giuseppe Carrà, che accoglierà il Festival in tre giornate dedicate a concorsi ed incontri con i detenuti. Il 5 ed il 6 settembre si svolgerà all’interno dell’Istituto Cinema Senza Confini, concorso internazionale di short film, dove i detenuti diventano giurati ed assegnano il prestigioso i-Fest Award People. Venerdì 13 settembre, sempre in Istituto si svolgerà l’incontro con il regista Luca Miniero, ospite del Festival, che racconterà ad una grande platea la genesi di pellicole pluripremiate come Benvenuti al Sud, Un Boss in salotto, Tutti a Bordo e di applauditissime serie Tv come Napoli milionaria! e Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso.
    i-Fest International Film Festival è un evento sostenuto da Mic – Ministero della Cultura, Regione Calabria, Calabria Film Commission, Comune di Castrovillari, Gal Pollino, Parco Nazionale del Pollino e da numerosi sponsor privati tra cui ITALO, Panebianco Medical Group, VIP, Capani, Armentano Autoscuole, Gas Pollino, Lions Castrovillari.
    Tra i partner culturali, Calabria Straordinaria, CeSam, Siae, Ministero del Made in Italy, Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Provincia di Cosenza, Nuovo Imaie, ENIT.
    Tra i partner Internazionali, Ambasciata di Germania, Ambasciata di Spagna, Ambasciata di Norvegia, Ambasciata di Danimarca, Ambasciata di Svezia, Ambasciata di Ungheria, Ambasciata di Romania, Istituto culturale Corea, Istituto culturale Giappone.
    Media Partner ufficiali dell’evento, Rai Cinema Channel, MyMovies, LongTake. Official Car: Carlomagno.
    Gli i-Fest Special Award 24, prestigiosi premi speciali di sono opere originali del Maestro Orafo Michele Affidato.
    Gli i-Fest Award 24, premi dei concorsi e delle Special Areas, sono realizzati da Marino Gioielli.
    Il ricchissimo programma organizzato dal direttore artistico Giuseppe Panebianco e dal direttore operativo Glauce Valdini, presenta numerosi eventi speciali dedicati ai temi ambientali (i-Fest Green), ai temi sociali (i-Fest People) ed alle nuove tecnologie (i-Fest Lab) ed eventi collaterali alla scoperta dello straordinario territorio del Parco Nazionale del Pollino e delle sue eccellenze.
    Durante le serate del 13 e del 14 settembre, si svolgerà inoltre una importante raccolta fondi in collaborazione con CRI – Croce Rossa Italiana a sostegno di un progetto dedicato ai ragazzi disabili del territorio.
    -foto ufficio stampa i-Fest International Film Festival –
    (ITALPRESS).

  • Lady Gaga al primo posto su Spotify con “Die with a smile”

    Lady Gaga al primo posto su Spotify con “Die with a smile”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Lady Gaga è tornata e ha fatto centro: il suo nuovo singolo “Die with a Smile” con Bruno Mars è da nove giorni il brano più ascoltato al mondo su Spotify. Si tratta del brano di Gaga a raggiungere più velocemente i 100 milioni di stream sulla popolare piattaforma. La canzone si trova attualmente in top3 nella classifica americana dei singoli Billboard Hot 100. Già sold-out il cd singolo di “Die With a Smile” per il mercato italiano. Una ballad d’amore che unisce la musicalità e la creatività dei due artisti, segnando il loro ritorno sulle scene, rispettivamente dal 2021 e dal 2022. Insieme hanno venduto oltre 300 milioni di dischi in tutto il globo e mandato 13 singoli alla n.1 della classifica Billboard Hot 100.
    “Die With A Smile” è prodotta dai due artisti insieme a D’Mile e Andrew Watt, ed è accompagnata dal videoclip ufficiale diretto insieme a Bruno Mars.
    A proposito del brano, Lady Gaga racconta: “Io e Bruno ci rispettiamo molto reciprocamente e stavamo parlando da tempo di collaborare. Stavo finendo il mio album a Malibu e una sera dopo una lunga giornata mi ha chiesto di andare nel suo studio per ascoltare qualcosa a cui stava lavorando. Era circa mezzanotte quando sono arrivata e sono rimasta sbalordita quando ho sentito cosa avesse iniziato a fare. Siamo rimasti svegli tutta la notte e abbiamo finito di scrivere e registrare la canzone. Il talento di Bruno è inspiegabile. La sua musica e la sua visione sono di altissimo livello. Non c’è nessuno come lui”. Bruno Mars aggiunge: “Lavorare con Gaga è stato un vero onore. E’ un’icona e rende questa canzone magica. Sono così emozionato che tutti possano ascoltarla”.

    foto: ufficio stampa Universal Musica

    (ITALPRESS).

  • George Clooney a Venezia “Biden ha avuto coraggio, difficile mollare il potere”

    George Clooney a Venezia “Biden ha avuto coraggio, difficile mollare il potere”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    VENEZIA (ITALPRESS) – Non soltanto Wolfs, ma anche politica americana e streaming. Alla conferenza stampa del film presentato Fuori Concorso alla Mostra del cinema di Venezia diretto da Jon Watts (assente per Covid), e in cui recita assieme a Brad Pitt, George Clooney ha manifestato il suo apprezzamento per la scelta di Joe Biden di ritirarsi dalle elezioni politiche statunitensi: “Io penso che dobbiamo ringraziare il presidente Joe Biden che ha fatto una mossa davvero coraggiosa, non vedevo questo coraggio dal presidente Washington, e questo è quello che dobbiamo ricordare: che è stato fatto un atto per niente egoista perchè è difficile mollare il potere e l’abbiamo visto in tutto il mondo, dobbiamo davvero ringraziarlo”. Clooney ha poi sottolineato le opportunità che derivano dalle piattaforme streaming: “Quando ero un giovane attore c’erano 64 emittenti e quindi il lunedì si apriva il giornale per vedere se eravamo nei top 10, ora invece ce ne sono 700. L’industria del cinema ha bisogno dello streaming, perchè beneficia del fatto che i film vengano proiettati, siamo in una situazione davvero di rivoluzione e le cose stanno cambiando radicalmente. Penso che gli attori avranno molto più lavoro, il Covid ha sicuramente complicato tutto, ma stiamo arrivando a un punto di assestamento. Penso comunque che sia un momento positivo per un giovane attore perchè ci sono molte più opportunità rispetto a quando ero giovane io”.
    Per quanto riguarda invece il film in cui sono protagonisti, Brad Pitt ha evidenziato le qualità della pellicola: “Per me è un immenso complimento sentire dire che ‘Wolfs’ sembra un film degli anni Settanta. I film di quegli anni sono migliori per noi, non è una cosa che avevamo intenzione di replicare come genere ma è nel nostro Dna perchè siamo cresciuti con quei film, e quei film ci hanno fatto voler fare questo mestiere. Man mano che invecchio diventa sempre più importante per me lavorare con persone con cui passo volentieri il tempo. Il regista Jon Watts è arrivato con questa idea e noi abbiamo pensato che fosse una buona idea. Ho letto la prima bozza e ho detto “fantastico”. Accade raramente che una prima bozza sia già perfetta”.
    -foto xp2 Italpress-
    (ITALPRESS).

  • Venezia, Amelio “Racconto la guerra ma non come in televisione”

    Venezia, Amelio “Racconto la guerra ma non come in televisione”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    VENEZIA (ITALPRESS) – “Ho un modo di lavorare che non è condiviso dagli altri registi. Io sento nelle viscere le cose, non le penso. Non parto da un tavolino dove metto delle idee perchè le ho sentito dire o perchè l’attualità le racconta o perchè gli argomenti “tirano”, ma è il contrario”. Lo ha detto il regista Gianni Amelio oggi alla conferenza stampa del suo ultimo film “Campo di battaglia”, presentato in Concorso alla Mostra del cinema di Venezia e ambientato durante la Prima Guerra mondiale. Un film di guerra, “ma senza le immagini di guerra perchè sono usurate, paradossalmente oggi sembrano irreali perchè ne vediamo troppe. La televisione ci manda tutti i giorni bombardamenti, feriti e morti. Non ci sono solo le guerre a Gaza o in Ucraina, le immagini di morte vengono consumate costantemente in situazioni che, per fortuna, non sono quelle della sala cinematografica. La sala è un tempio, il tempio della goduria del cinema. Quando si entra in una sala si sta attenti alle emozioni. A casa con la televisione si fa la vita di tutti i giorni e intanto arrivano immagini e suoni di guerra. Questo provoca un’assuefazione terribile al concetto di guerra perchè in quei momenti noi subiamo le emozioni e non le partecipiamo”.
    (“Il mio film non va visto in tv ma in una sala. Questo non è un film di guerra ma sulla guerra: la forza emotiva del film non è predicatoria o pesante o fatta per un comizio, ma è fatta sulla pelle mia e su quella dei personaggi”, ha detto Amelio, che ha dedicato un pensiero anche agli interpreti comprimari: “Ho voluto per ogni piccola parte scavare nelle regioni italiane e ho scoperto attori meravigliosi, ognuno in un punto del Paese dove lui conosce la sua lingua: c’è il soldato pugliese, c’è quello valdostano”. Il ruolo del protagonista è affidato ad Alessandro Borghi, nei panni del medico Stefano Zorzi, pieno di umana compassione per i feriti che vogliono evitare di tornare al fronte: “Il mio personaggio è frutto di una scoperta continua. Gianni ci ha reso liberi rispetto alle modalità, alle sfumature e ai tempi. Una tematica del film è molto importante: la relatività del giusto e dello sbagliato. Il mio personaggio sarebbe il “buono” del film, ma lo spettatore alla fine si domanda chi ha ragione, chi sia davvero il buono e chi il cattivo: anche quello buono ha fatto davvero soltanto azioni giuste e buone? Il film si interroga su questo, io che il mio personaggio sia davvero il buono non lo so”.
    Borghi ha anche dedicato un intervento al suo regista: “Non ho mai conosciuto nessuno come Amelio. E’ la benzina di ogni processo creativo. E’ stato un processo lungo e meraviglioso. Gianni ti responsabilizza e ti rende partecipe di ogni scelta. Il film è figlio di un’improvvisazione emotiva che viene guidata da lui”. Infine, anche Gabriel Montesi, nel ruolo del coprotagonista Giulio Farradi, ha ringraziato con sentita commozione il cineasta: “Amelio mi ha insegnato tanto. Mi ha fatto capire che cosa sia ogni inquadratura e che agire come attore significa anche saper leggere le persone”.

    foto: xp2/Italpress

    (ITALPRESS).

  • Mostra Venezia, “Babygirl”, Nicole Kidman e la sessualità sottomessa

    Mostra Venezia, “Babygirl”, Nicole Kidman e la sessualità sottomessa

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    VENEZIA (ITALPRESS) – L’argomento del giorno al Lido è il sesso, nella sua variante specifica della sottomissione… Il mondo ha ben altri problemi, si direbbe, ma alla 81 Mostra del Cinema oggi è di scena Nicole Kidman con “Babygirl” e tutte le attenzioni vanno a lei e al ruolo programmaticamente estremo che ha interpretato in questa opera terza dell’attrice e regista olandese Halijna Reijn, presentata in Concorso. Produzione americana, indipendente ma griffata, il film sta dalle parti delle spinte erotiche di “50 sfumature di grigio”, ma ciò che si rimpiange probabilmente è la mano di un altro olandese, quel Paul Verhoeven col quale Halijna Reijn ha lavorato (in “Black Book”), del quale in questo film subdolamente moralista manca l’autentica e profonda trasgressività. Ormai difficilmente riconoscibile, Nicole Kidman entra in scena con un orgasmo in primo piano, culmine di un amplesso col marito Antonio Banderas, che è un regista teatrale e un uomo ampiamente sensibile e corretto, che però, rivelerà lei, non le fa avere un vero amplesso da anni… Tant’è che, per dare la misura della trasgressione cui il film ci spinge, lei completa la seduta nell’altra stanza, guardando video porno online…
    La donna si chiama Romy ed è la potente AD di un’impresa di automazione aziendale: registra video motivazionali e promozionali a spron battuto e guida il suo staff femminile con determinata cordialità, mentre a casa fa la mamma e la moglie perfetta. Senonchè tra gli stagisti appena arrivati in azienda ce n’è uno di nome Samuel (è il notevole inglese Harris Dickinson, visto in “Triangle of Sadness”) che turba la sua attenzione, forse per i suoi modi sobriamente introversi o per lo sguardo determinato e seducente con cui la fissa e la cerca. Sarà che il ragazzo ha intuito una cosa di Romy che lei stessa ancora non sa, ovvero che dietro l’immagine della donna di potere, che gestisce il comando con affabile puntualità e correttezza, c’è una donna che desidera essere sottomessa, comandata con determinata e controllata volgarità. Tra i due inizia così un gioco di attrazione e seduzione che vede Romy timorosa di concedersi ai suoi desideri rimossi e sospettosa nei confronti di quel ragazzo che potrebbe rovinarle la carriera e la vita. E’ lei la “Babygirl”, la “piccolina” del titolo, fragile e insicura di fronte a Samuel, che nonostante la sua giovane età e la sue origini più umili ha il controllo delle proprie emozioni, dei desideri e sa perfettamente ciò che vuole, forse proprio perchè non ha nulla da perdere.
    Patinato e calibrato come sa essere ogni film indipendente americano di rango, “Babygirl” aggiunge poco alla filmografia sui rapporti di potere tra datori di lavoro e dipendenti, declinati nella sfera dell’attrazione sessuale. Halijna Reijn scrive e dirige un’opera che tenta di spingersi nella riflessione sul tema del controllo nella società contemporanea, mettendo in campo anche le questioni del potere finalmente affidato alle donne e sui rischi che la correttezza femminile corre nella sua gestione. Il film vuole essere una intrusione nella dimensione del desiderio femminile e della sua libertà di fronte alle pretese dell’uomo, ma cerca anche di offrire una visione liberatoria della sessualità, affidandosi alla neutralità morale delle nuove generazioni. Molto meno trasgressivo di quel che vorrebbe sembrare, “Babygirl” convince poco soprattutto per la banalità con cui sviluppa la metamorfosi della protagonista e per l’incapacità di dare sostanza al personaggio indubbiamente più interessante, Samuel, interpretato con determinazione e equilibrio da Harris Dickinson. Nicole Kidman, dal canto suo, ci mette un certo facile coraggio, ma non riesce a dare sostanza a un personaggio che resta distante dallo spettatore.

    foto: IPA Agency

    (ITALPRESS).

  • Andrea Bocelli insieme a Karol G in “Vivo por Ella”

    Andrea Bocelli insieme a Karol G in “Vivo por Ella”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Andrea Bocelli torna oggi in radio e su tutte le piattaforme digitali con “Vivo per Ella”, nuova versione in spagnolo di uno dei suoi brani più amati, che vede la partecipazione straordinaria di Karol G, superstar colombiana, due volte vincitrice del Latin Grammy e artista di musica latina più ascoltata in streaming su Spotify degli ultimi 4 anni consecutivi. Il brano, prodotto da David Foster e Zedd (fenomeno della musica globale, già a lavoro con Ariana Grande e Justin Bieber, tra gli altri, e vincitore di un Grammy Award), è tratto dal nuovo album di Bocelli, “Duets”, in uscita il 25 ottobre per Decca Records / Sugar Music, celebrazione del suo trentesimo anniversario di carriera. Pubblicato nel 1995, all’interno del disco “Bocelli”, “Vivo Per Lei” catapultò il tenore al successo in numerosi paesi del Mondo. Il brano, una dichiarazione d’amore verso la musica, ha raggiunto la vetta delle classifiche in Svizzera, Belgio, Francia e Panama, ed è diventato una delle tracce più ascoltate di sempre.
    Ora l’amata canzone sta ricevendo nuova vita con “Vivo Por Ella” con Karol G, icona della cultura pop internazionale che vanta 199 certificazioni e 77 miliardi di stream combinati, oltre ad essere nota per la sua capacità di infrangere i record: è diventata la prima artista donna a debuttare al primo posto nella Billboard 200 con un album in lingua spagnola, e ha avuto il più grande debutto di sempre per un album spagnolo di un’artista latina sia su Spotify che su Apple Music. “Ho scoperto Andrea quando ero adolescente. Ero molto connessa alla sua musica, alla potenza della sua voce e al suo modo unico di creare musica – ha detto Karol G – Questa canzone è un grande onore per me: è una canzone che ho sempre amato e quando sono stata invitata a cantare “Vivo Por Ella” mi sono sentita come se fossi tornata a casa. E’ una canzone che sento davvero dentro di me, sento che sarà un punto speciale della mia carriera”. Il prossimo album di Andrea Bocelli, “Duets”, nato per celebrare il suo trentesimo anniversario nella musica, contiene molte delle sue collaborazioni più amate insieme a nuovi brani. Questa raccolta di 32 tracce abbraccia tutta la sua carriera, e include duetti con Ed Sheeran, Cèline Dion, Sarah Brightman, Dua Lipa, Jennifer Lopez, Giorgia e Luciano Pavarotti, insieme a nuove versioni registrate appositamente per l’album con Shania Twain, Chris Stapleton e Gwen Stefani, Marc Anthony, Sofia Carson, Lauren Daigle, Elisa, Matteo Bocelli e Hans Zimmer.

    foto: ufficio stampa Andrea Bocelli

    (ITALPRESS).

  • 27 anni fa la morte di Lady Diana, gioielliere Repossi “Mito che faceva ombra a chi ne soffriva la presenza”

    27 anni fa la morte di Lady Diana, gioielliere Repossi “Mito che faceva ombra a chi ne soffriva la presenza”

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    MILANO (ITALPRESS) – Il 31 agosto di 27 anni fa moriva a Parigi in un’incidente d’auto la principessa Diana. “E’ passato oltre un quarto di secolo e negli anni, riflettendo sulla vicenda umana della principessa Diana, forse la cosa che mi ha più addolorato è stato vedere come la principessa venisse volutamente dimenticata un po’ alla volta, negli anni, sempre di più. Un modo, credo, per cercare di oscurare un’icona, un mito che faceva ombra a chi ne soffriva la presenza”, racconta nel libro biografico “Il Gioielliere della principesse” (Cairo editore, 240 pagg, 18 euro) il gioielliere Alberto Repossi che creò l’ultimo anello di Lady Diana. E la incontrò a Saint Tropez in quell’estate maledetta del 1997.
    Intervistato dalla giornalista e inviata Royal del Corriere della Sera, Enrica Roddolo, Repossi ripercorre nel volume l’ultima estate della principessa del Galles: “Lei era bella, serena anche se non raggiante. Il più emozionato era Dodi, più emozionato persino di me che stavo prendendo le misure dell’anulare alla donna più desiderata al mondo. Per stemperare la tensione, quando Dodi è venuto poi a ritirare l’anello nella boutique di Place Vendôme, ricordo che provammo persino a scherzare sul nome della collezione, quel Dis-moi oui. E presi l’impegno del riserbo. Finché un giorno, a settembre, ricevetti una telefonata dal tabloid britannico The Sun, che aveva saputo dalla compagnia assicurativa dei Lloyds del gioiello”.
    Fu l’inizio di un’avventura che ha proiettato Repossi al centro delle indagini di Scotland Yard e delle inchieste parigine e britanniche sulle ultime settimane della madre dei principi William ed Harry.
    Repossi aggiunge che Diana è stata senza dubbio la personalità che più l’ha colpito nella sua vita lavorativa: “La sua era stata una storia d’amore che nel volgere di una notte maledetta era diventata una tragedia greca, di proporzioni planetarie. E la cosa alla quale continuavo a pensare era che la donna più mediatica del mondo in quel momento avesse scelto un modello Repossi”.
    Il gioielliere testimone dell’ultimo scampolo di vita della principessa racconta nella sua biografia come avesse quindi accettato di andare a Londra, al cospetto di Scotland Yard “che passò in rassegna il lavoro della fabbrica, i dipendenti, i documenti doganali… e tutto confermava l’effettiva lavorazione e consegna dell’anello”.
    Alla domanda di Roddolo su che fine avesse fatto poi l’anello dopo l’incidente, il gioielliere che ha lavorato per tutte le corti reali oltreché per noti imprenditori come i Ferrero, è netta: “Non si sa. La Polizia francese mi disse che gli oggetti personali di Lady D furono dati alla sorella. Non so se c’era l’anello…”. E aggiunge: “Anni dopo ho incontrato il principe Carlo per un evento De Beers: fu uno scambio molto cordiale. E sono rimasto in contatto per anni con la fondazione della principessa per bloccare il proliferare di copie “pirata” dell’anello, l’anello della principessa dei cuori. Per rispetto nei confronti della principessa, di quella tragedia consumatasi in una notte d’estate, annullammo tutte le campagne pubblicitarie di quell’anello, che fu immediatamente ritirato dalle vetrine delle nostre boutique: non si trovava più in distribuzione. Cancellammo anche dalla produzione la collezione Dis-moi oui. Anche se ovviamente ci arrivarono molteplici solle[1]citazioni a sfruttare l’occasione, in Giappone per esempio, rifiutammo tutte le proposte di nuove collaborazioni e collezioni ispirate all’anello entrato ormai nell’immaginario del mondo perché legato a quella sventura. Non volevamo lucrare su quell’atroce incidente, volevo solo dimenticare il dolore di quel risveglio, la mattina del 31 agosto, con la notizia della morte di Diana”.Repossi in effetti per anni si è sottratto alle curiosità della stampa, e solo adesso racconta tutta la sua verità nel libro “Il Gioielliere delle principesse”. “Non mi sono mai pronunciato sulla tragedia sotto il ponte dell’Alma, non era mai stato il mio ruolo, se non di testimone su quello che era successo alla Maison, e penso che la famiglia reale non ci ritenne capaci di approfittare di quella tragedia. Ne avemmo conferma quando, nel 1999, partecipammo come co-sponsor alla sfilata con Versace, a Londra, sotto l’egida di SAR il principe Carlo”. Non solo, la Maison Repossi come racconta nel libro il gioielliere, “ha sempre avuto un rapporto di collaborazione con la Fondazione Princesse Diana che lavorava per ostacolare lo sfruttamento a fini di lucro dell’immagine della principessa e il commercio di copie di prodotti legati al mito di Diana”.
    Anche se i ripetuti interrogatori di Scotland Yard sul caso Diana hanno lasciato un segno indelebile su Repossi: “Quando fui richiamato per la terza volta quello che seguì fu per me uno dei colloqui più kafkiani della mia esistenza: in breve mi si informava della chiusura dell’inchiesta e, per quanto riguardava la nostra Maison, avevano capito che eravamo una società nobile e attendibile. Mi dissero che in effetti avevano controllato tutte le intercettazioni telefoniche (che Mohamed Al Fayed aveva richiesto inutilmente in copia, anche tramite la giustizia) ma avevano avuto dei problemi con l’Hôtel Ritz di Parigi perché vi erano troppe linee e non poterono assicurarsi una copertura al cento per cento. Un’ammissione che trovai a dir poco incredibile…”.
    Ma come fu che l’ultimo anello della principessa fu acquistato proprio presso la maison Repossi di Place Vendome a Parigi? “Con Mohammed Al-Fayed padre di Dodi amico dell’ultima stagione della principessa, ci eravamo conosciuti molto prima dell’anello della Maison Repossi voluto da Dodi per Diana. Quando aprimmo la boutique in Place Vendôme, ci ritrovammo dirimpettai del Ritz di proprietà di Al Fayed (lo aveva acquistato nel 1979). Al Fayed sapeva di essere per noi un cliente di riguardo per l’acquisto dei gioielli. Uno scambio di cortesie: il Ritz ci accordava uno sconto per i nostri soggiorni ed eventi, e Al Fayed sapeva che avrebbe avuto lo stesso trattamento di favore quando si discuteva il prezzo dei gioielli che avrebbe acquistato”.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Il direttore del Tg2 Antonio Preziosi ospite al Museo Albino Luciani

    Il direttore del Tg2 Antonio Preziosi ospite al Museo Albino Luciani

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    BELLUNO (ITALPRESS) – Un ospite illustre per ricordare l’indimenticato (e indimenticabile) beato papa Giovanni Paolo I. Sabato 31 agosto, alle 17.30, la Sala Lina Zandò del Musal – Museo Albino Luciani di Canale d’Agordo (Belluno) ospiterà l’incontro con il giornalista e direttore del Tg2 Antonio Preziosi che presenterà i suoi libri dedicati a papa Luciani, Indimenticabile (Rai Libri Cantagalli) e Il sorriso del Papa (San Paolo Editore). Grande conoscitore della vita di Giovanni Paolo I, Preziosi accompagnerà i presenti in un viaggio attraverso la vita di una figura così importante come quella di Albino Luciani.
    Nell’Indimenticabile, Preziosi ricostruisce con chiarezza e rigore giornalistico la portata innovativa del breve pontificato di Albino Luciani. Si racconteranno i gesti, i discorsi, le premonizioni, i segni che annunciarono e poi costituirono un pontificato destinato ad aprire una fase nuova nella vita della Chiesa i cui semi germoglieranno con San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco. Il libro affronta con schiettezza anche il tema del cosiddetto “mistero della morte” cercando di offrire un contributo originale e senza tesi precostituite alla realtà storica dei fatti.
    La seconda opera di Preziosi, Il sorriso del Papa, ricostruisce dettagli ed episodi della vita di Albino Luciani e del pontificato di Giovanni Paolo I. Una biografia aggiornata e attenta a tutti gli aspetti della figura del Pontefice che regnò solo per un mese: teologo, pastore, padre conciliare, uomo di intensa e per alcuni aspetti innovativa spiritualità. La storia di un Papa che in appena trentatré giorni ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa.
    L’ospite musicale della serata sarà il Coro Comelico. Tra i brani che canteranno ascolteremo la canzone che il direttore del coro in persona, Luciano Casanova Fuga, ha scritto due anni fa in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo I, cioè La luce di un sorriso.
    Antonio Preziosi, giornalista, saggista e scrittore. A lungo corrispondente del servizio pubblico da Bruxelles, ha svolto per anni l’incarico di inviato speciale seguendo i principali avvenimenti di politica interna e internazionale. Ha diretto Radio Uno, Giornale Radio e Gr Parlamento, ma soprattutto storico direttore del Tg2. Studioso di questioni religiose e vaticane, è stato anche Consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Nel corso della sua carriera, Antonio preziosi, è stato autore di molte pubblicazioni relative a Papa Luciani, tra cui Indimenticabile e il suo ultimo libro Il sorriso del Papa. La vita di Albino Luciani e i trentatré giorni di Giovanni Paolo I.
    -foto ufficio stampa Musal – Museo Albino Luciani –
    (ITALPRESS)