Categoria: Spettacoli

  • Ultimo, esce “La parte migliore di me”, dedicato al figlio in arrivo

    Ultimo, esce “La parte migliore di me”, dedicato al figlio in arrivo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “La parte migliore di me”, il nuovo brano di Ultimo pubblicato sotto etichetta indipendente Ultimo Records e distribuito da Believe, uscirà stanotte a sorpresa. Il nuovo brano è una dedica a cuore aperto, intima, profonda e più che mai sentita a una nuova vita che sta per iniziare, caratterizzata da una melodia che intreccia il suono del pianoforte con l’intensità degli archi. Capace come pochi di raccontare emozioni universali con la sua musica, il cantautore romano, in attesa del primogenito, gioca a immaginare, ancor prima di poterlo abbracciare, i tratti del piccolo e tra affettuosi contrasti si interroga su chi diventerà. Con “La parte migliore di me” Ultimo consegna ancora una volta il cuore in mano al pubblico e aggiunge un nuovo importante tassello al suo percorso artistico, che lo traghetta sempre più verso il live del prossimo anno.

    foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).

  • RAI: Malinconico 2, Gallo “Felice ma ho paura di doverne pagare il conto”

    RAI: Malinconico 2, Gallo “Felice ma ho paura di doverne pagare il conto”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Per sapere cosa succederà nella nuova stagione di “Vincenzo Malinconico – Avvocato d’insuccesso” (Rai1, da domenica 1° dicembre), la serie interpretata da Massimiliano Gallo, bisogna affidarsi a Luca Miniero: “La seconda stagione conserva i medesimi ingredienti della prima ma viene riservata una maggiore attenzione all’emotività – anticipa il regista – Inoltre il racconto si tinge di trame noir con l’omicidio di una splendida ragazza che fa da tirante per tutto il corso delle quattro serate e consente a Malinconico di acquisire gli strumenti per un profondo riscatto”. Diego Da Silva, il “papà” di Malinconico (la seconda stagione è tratta dai suoi romanzi “I valori che contano” e “Sono felice, dove ho sbagliato” e dal racconto “Patrocinio gratuito”, editi da Einaudi) conferma: “Lo ritroveremo coinvolto in un caso che riguarda la morte, apparentemente incidentale, di una prostituta a cui una mattina ha offerto rifugio dopo una retata della polizia in una casa d’appuntamenti. Sarà questo il mistero principale che impegnerà Malinconico in un complesso lavoro di ricostruzione in cui ad affiancarlo sarà, ancora una volta, Amodio Tricarico (Francesco Di Leva, ndr), l’ex camorrista conosciuto nella prima serie e che troveremo convertito in un problem solver con tanto di partita Iva e biglietto da visita. Attorno a questo caso trainante, girano gli altri episodi gialli, uno per serata, che arricchiscono la serie”.
    Delitti a parte, nelle nuove puntate ritroviamo “l’avvocato depresso più simpatico d’Italia” alle prese con la fine della relazione con Alessandra Persiano e sempre alle prese con la ex moglie Nives (Teresa Saponangelo), i figli Alagia (Chiara Celotto) e Alf (Francesco Cavallo), la suocera Assunta (Lina Sastri). A movimentare ulteriormente le cose arriverò anche Clelia (Giulia Bevilacqua), una giornalista tosta e determinata con cui Malinconico si troverà a collaborare: “Malinconico è un anti-narcisista in un’epoca in cui sono tutti narcisisti. Non perde mail il sorriso, è un anti-eroe necessario nella televisione italiana piena di eroi e, più in generale, nel nostro Paese” sostiene Miniero.
    Dal canto suo, “mi piace Malinconico, lo sento mio” dice Massimiliano Gallo che con il personaggio condivide la paura della felicità: “Mi sento una persona felice ma ne ho paura perchè penso che a un certo punto bisogna pagarne il conto, la vita te lo chiede”. Diversamente dal suo Malinconico, però, non ha mai sperimentato l’insuccesso: “L’insuccesso come qualcosa che è andata male non l’ho mai provato però ho fatto un lungo percorso di gavetta. Posso dire di avere fatto di tutto prima di arrivare al successo – ricorda – Ho cominciato con mio fratello Gianfranco, con una compagnia nostra, guadagnando molto poco. Con lui ho fatto i cabaret, i locali, le birrerie ma ho preso tutto come un arricchimento, qualcosa che mi portava esperienza”.
    Di Malinconico continua a essere probabilmente innamorata la ex moglie Nives: “Lei è un pò confusa sulla percezione di un amore che sembra finito perchè il suo ruolo non è terminato. Ha voglia di mantenere il controllo su questo marito, non si sa se per amore, gelosia, possesso. Il suo è un continuo misurarsi con le nuove donne che arrivano” spiega Teresa Saponangelo. In realtà, aggiunge, “lei continua a stargli vicino perchè lui la fa ridere, è ancora un uomo affascinante nonostante la sua goffaggine. Anzi, è proprio in questa che sta il suo fascino”. E poi, dicevamo, c’è Clelia di cui Giulia Bevilacqua dice: “Mi assomiglia molto. Di lei ho adorato il suo essere una donna piena di contraddizioni, cosa che la rende molto umana, divertente e affascinante. Non fa mistero dei suoi dubbi e, nonostante si sia sposata tre volte, lo rifarebbe ancora perchè come si fa a dire di no all’amore?”.
    “Vincenzo Malinconico – Avvocato d’insuccesso 2” è una coproduzione Rai Fiction – Viola Film. Nel cast ci sono anche, tra gli altri, Giovanni Ludeno (Espedito Lenza), Luca Gallone (Benny La Calamita), Paola Minaccioni (Addolorata) e Carlo Massarini (Mister Fantasy).

    foto: ufficio stampa Rai

    (ITALPRESS).

  • Claudio Santamaria è Nicola Calipari nel film “Il Nibbio”

    Claudio Santamaria è Nicola Calipari nel film “Il Nibbio”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Nel ventesimo anniversario della scomparsa di Nicola Calipari, Alto Dirigente del SISMI che ha sacrificato la propria vita per salvare quella della giornalista de “il manifesto” Giuliana Sgrena, rapita in Iraq da una cellula terrorista, Notorious Pictures porterà a marzo al cinema Il Nibbio. Diretto da Alessandro Tonda (The Shift, Suburraeterna, Summertime) il film è interpretato da Claudio Santamaria (David di Donatello per il film Lo Chiamavano Jeeg Robot) nel ruolo di Nicola Calipari, Sonia Bergamasco (Nastro d’Argento per La meglio gioventù) e Anna Ferzetti (Le Fate ignoranti, Call My Agent, 3/19, I peggiori giorni) rispettivamente nei panni di Giuliana Sgrena e di Rosa Calipari. Da un soggetto di Davide Cosco, Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, sceneggiato da Sandro Petraglia (Bianca, Il portaborse, Il Ladro di Bambini, La meglio gioventù, L’ombra di Caravaggio, Suburra), Il Nibbio è stato girato per sette settimane a Roma e in Marocco.
    Il Nibbio racconta i ventotto giorni precedenti i tragici eventi del 4 marzo del 2005, quando Nicola Calipari, Alto Dirigente del SISMI, sacrificò la propria vita per salvare quella della giornalista de “il manifesto” Giuliana Sgrena, rapita in Iraq da una cellula terroristica. Calipari ha avuto un suo ruolo cruciale nelle operazioni in Iraq nei primi anni Duemila per salvaguardare la vita umana e mantenere la pace. Il suo omicidio è ancora irrisolto. Il Nibbio è una coproduzione italo belga Notorious Pictures con Rai Cinema e Tarantula, in collaborazione con Netflix e Alkon Communications ed il supporto del fondo regionale Wallimages, con la speciale collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), della Polizia di Stato, la Prefettura di Roma, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ambasciata italiana in Marocco e con MedOr Leonardo Foundation come partner culturale. Il film è sostenuto anche dal Centre Cinematographique Marocain e dall’ Ambasciata del Regno del Marocco in Italia.

    foto: ufficio stampa emmeperdue.com

    (ITALPRESS).

  • Morto Panseca, artista delle opere biodegradabili e del garofano Psi

    Morto Panseca, artista delle opere biodegradabili e del garofano Psi

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 84 anni Filippo Panseca a causa un infarto fulminante che lo ha colpito nella notte. Inutile gli sforzi dei sanitari dell’ospedale Nagar di Pantelleria. Lo riporta il sito d’informazione Pantelleria Internet. Da tempo si era preparato il suo mausoleo in Contrada Mursia, vicino ai Sesi, tombe di tremila anni fa. A Pantelleria era arrivato nel 1976 assieme a Margherita Boniver.
    Docente di figura ed ornato modellato al liceo artistico di Palermo dal 1964 al 1967, fondò nel 1965 il Gruppo Tempo Sud.
    Nel 1970 dà inizio all’Arte biodegradabile, critici di questo nuovo movimento artistico sono Pierre Restany e Guido Ballo. Nel 1975 riesce l’esperimento di produrre opere da trasmettere via satellite contemporaneamente in ogni parte del mondo eseguendo un esperimento a Milano con Pierre Restany presso la Rank Xerox.
    Nel 1986 viene invitato da Tommaso Trini ad esporre il video “Immagini Digitali Fotodegradabili” alla Biennale di Venezia e partecipa alla Triennale di Milano presentando “Il Luogo del lavoro di Filippo Panseca”, una valigia contenitore di tutto di sogni e strumenti per attuarli. Diviene noto negli anni Ottanta come realizzatore di innovative scenografie per i congressi del Partito Socialista Italiano, inventore del garofano rosso nel simbolo elettorale. Celebre il tempio di Rimini e la piramide telematica eretta nel 1989 nell’area Ansaldo di Milano.
    Ha inoltre collaborato come scenografo con La Scala di Milano con la Rai, Mediaset e Rete A e come designer per Kartell, Onlywood, Martini, Arteluce, Fiorucci e Baghetti. Nel 1988 è tra i fondatori del movimento Arte Ricca a Torino e partecipa a tutte le mostre del gruppo in Italia e all’estero. Nei primi anni Novanta, brevetta e realizza Swart Art O Mat, un distributore automatico di opere d’arte programmabile a distanza e utilizzabile attraverso banconote o carta di credito. Nel 2009, prosegue il suo percorso con una serie di opere Cronache Mitologiche Digitali che rappresentano la vita di personaggi noti dalla politica all’industria rappresentati in veste di divinità con i loro pregi e difetti, vizi e virtù, le opere sono state esposte a Savona al Castello di Priamar e successivamente alla galleria Battaglia di Milano. Dal 2015, con una tecnica innovativa, realizza le opere fotocatalitiche che sono state presentate a giugno per la prima volta presso la Galleria Adalberto Catanzaro di Bagheria (Palermo) e successivamente al Museo di Palazzo Riso di Palermo.
    (ITALPRESS).
    -Foto: Salvatore Gabriele-

  • Marco Betta nominato sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo

    Marco Betta nominato sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    PALERMO (ITALPRESS) – Con l’arrivo del decreto del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ratifica la nomina in conformità alla proposta del Consiglio di indirizzo, diventa operativa la nomina del maestro Marco Betta a Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo di Palermo per i prossimi cinque anni.
    “Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine al Sindaco Roberto Lagalla, al Presidente della Regione Renato Schifani e al Ministro della Cultura Alessandro Giuli per la fiducia che hanno riposto in me con questa nomina – dichiara il Sovrintendente Marco Betta. Un pensiero di riconoscenza va anche al pubblico, che non mi ha mai fatto mancare il suo affetto e sostegno, dimostrando un amore incondizionato per questa straordinaria forma d’arte. Esprimo altresì soddisfazione per i lavoratori del Teatro che, sotto la guida del direttore esecutivo, hanno assicurato continuità amministrativa e artistica della Fondazione. Sono pienamente consapevole della responsabilità e dell’onore che questo incarico comporta. Con umiltà e determinazione, mi impegno a custodire e promuovere il nostro patrimonio culturale, valorizzando il talento e la passione che rendono unica la nostra tradizione”.
    “Rivolgo il mio ringraziamento al Ministro della Cultura Giuli per la firma della nomina, in conformità alla proposta del Consiglio di indirizzo, del maestro Marco Betta quale nuovo sovrintendente del Teatro Massimo ed esprimo personale apprezzamento per le significative parole che il Ministro ha voluto manifestare in riferimento al ruolo che Palermo e il Teatro Massimo avranno in termini di rigenerazione culturale – afferma in una nota il sindaco di Palermo Roberto Lagalla -. Al maestro Betta rivolgo il mio augurio di buon lavoro, convinto che l’amministrazione comunale e la Fondazione Teatro Massimo sapranno ancora camminare fianco a fianco per il bene del teatro, dei suoi lavoratori, del pubblico e della città, sempre più emotivamente attaccata al suo simbolo culturale e artistico più prestigioso”.
    Siciliano, nato a Enna nel 1964, Marco Betta è Accademico effettivo di Santa Cecilia, docente di Composizione al Conservatorio di Palermo. Dal 2010 al 2021 è stato Professore di “Teoria e Pratica della colonna sonora” alla Luiss Creative Business Center a Roma. Dal 1992 è stato Consigliere di amministrazione e in seguito dal 1994 fino al 2002 ha ricoperto l’incarico di Direttore Artistico del Teatro Massimo di Palermo che riapre il 12 maggio 1997 dopo 23 anni di chiusura. Dal 1988 al 1993 è stato Coordinatore del Centro di Documentazione della musica Contemporanea del CIMS di Palermo. Dal 1995 al 2000 è stato membro della Commissione Musica della Siae e in seguito Vice Presidente della Commissione Lirica. E’ stato Consigliere di amministrazione del Conservatorio di Palermo, dal 2001 al 2004 e dal 2005 al 2011, e membro del Consiglio Accademico della stessa Istituzione. Dal 13 gennaio 2022 al 31 luglio 2024 ha ricoperto il ruolo di Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Ha composto opere liriche, lavori di teatro musicale, e colonne sonore cinematografiche. La sua musica viene trasmessa ed eseguita in molti paesi d’Europa, Stati Uniti, Canada, ex Unione Sovietica, Argentina e Brasile. In Italia riceve inviti e commissioni da enti e festival come il Teatro alla Scala, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Accademia Chigiana di Siena, l’Arena di Verona, l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma. Le sue musiche sono edite da Ricordi Milano e Casa Musicale Sonzogno.

    – Foto Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Un milione di spettatori per il film Parthenope di Sorrentino

    Un milione di spettatori per il film Parthenope di Sorrentino

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Un milione di spettatori per Parthenope di Paolo Sorrentino, in quattro settimane di programmazione. Si conferma il film italiano più visto della stagione con oltre 7 milioni al box office. Un pubblico costituito al cinquanta per cento da under 34 che ha dato vita a un vivace dibattito che ha fatto di Parthenope il film più commentato sui social. Il film è distribuito da PiperFilm. Presentato in Concorso al Festival di Cannes, il film racconta la vita di Parthenope dal 1950 a oggi. Un’epopea femminile senza eroismi, guidata dal desiderio di libertà, dall’amore per Napoli e dai sentimenti imprevedibili, a volte dolorosi, che però ti fanno ripartire. La giovinezza spensierata a Capri e la sua inevitabile fine, segnata, come tutte le giovinezze, dalla brevità. Accanto alla protagonista, i napoletani: disillusi e vitali, ironici e dagli sguardi stanchi. La vita scorre, portando con sè tutte le emozioni umane, mentre Napoli, affascinante e crudele, ammalia e ferisce.
    Il film è interpretato da (in ordine alfabetico): Dario Aita, Celeste Dalla Porta, Silvia Degrandi, Isabella Ferrari, Lorenzo Gleijeses, Biagio Izzo, Marlon Joubert, Peppe Lanzetta, Nello Mascia, Gary Oldman, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Daniele Rienzo, Stefania Sandrelli e Alfonso Santagata. Girato tra Napoli e Capri, PARTHENOPE è una co-produzione Italia-Francia. Scritto e diretto da Paolo Sorrentino, è un film Fremantle prodotto da The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle, e Pathè in associazione con Numero 10, in associazione con PiperFilm e Saint Laurent. I produttori sono Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, una società di Fremantle; Anthony Vaccarello per Saint Laurent, Paolo Sorrentino per Numero 10 e Ardavan Safaee per Pathè. Douglas Urbanski è il produttore esecutivo. Il direttore della fotografia è Daria D’Antonio, premiata a Cannes con il CST Artist-Technician, il Costume Artistic Director è Anthony Vaccarello per Saint Laurent, il costumista è Carlo Poggioli, il montatore è Cristiano Travaglioli, lo scenografo è Carmine Guarino, il casting è di Annamaria Sambucco e Massimo Appolloni. Le musiche originali sono di Lele Marchitelli e la canzone originale “E sì arrivata pure tu” è di Valerio Piccolo.

    – Foto Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Sanremo, Conti “Aumentano i big in gara”

    Sanremo, Conti “Aumentano i big in gara”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Si è tenuto alla Milano Music Week, nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco di Milano, il panel “Il Sanremo che verrà: una conversazione con Carlo Conti” presentato da FIMI insieme a PMI.
    Conti, direttore artistico e conduttore del festival di Sanremo 2025, ha annunciato che aumenterà i Big in gara e che i nomi degli artisti saranno svelati domenica 1 dicembre all’ora di pranzo, al Tg1 delle ore 13.30. La serata delle cover sarà a tema libero, i duetti potranno essere fatti anche tra cantanti in gara.
    -foto ufficio stampa Milano Music Week-
    (ITALPRESS).

  • Mika, tre date in Italia nell’estate 2025

    Mika, tre date in Italia nell’estate 2025

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Dopo il concerto al Lucca Summer Festival, la scorsa estate, Mika è pronto a tornare in Italia con tre nuovi appuntamenti estivi.
    La popstar si esibirà il 19 luglio all’Arena Santa Giuliana di Perugia all’Umbria Jazz Festival, il 20 luglio ai Laghi di Fusine a Tarvisio al No Borders Music Festival e, infine, il 22 luglio al Castello Carrarese dell’Este Music Festval (Padova).
    “L’Italia per me è una seconda casa, un luogo dove la mia musica e la mia anima si incontrano in modo speciale – ha dichiarato Mika – Non vedo l’ora di ritrovare il pubblico italiano per vivere insieme delle serate magiche in tre location meravigliose. Sarà un’estate indimenticabile!”.
    -foto ufficio stampa Goigest –
    (ITALPRESS).

  • Il tempo, l’uomo, la musica. La Nona di Mahler al Teatro Lirico di Magenta

    Il tempo, l’uomo, la musica. La Nona di Mahler al Teatro Lirico di Magenta

    “La musica sveglia il tempo”, dice Daniel Baremboim. Il tempo è invisibile, è inodore, non è udibile. Eppure, senza di esso, non esisterebbe la musica; che lo impiglia tra le battute dello spartito rendendolo visibile, udibile, percepibile ed addirittura eseguibile! Uno strano effetto, poi, quello dell’insieme, perché alla fine di tutta questa fatica per scrivere, suonare e mostrare il tempo, rimane invece una sensazione di “senza… tempo” !

    Al tema del “Tempo”, cosa sia, come ci avvolga ed accompagni, come ci lasci invece “nudi” davanti all’imperscrutabile; a questa dimensione, Totem ha voluto dedicare la stagione musicale 2024-25, dopo un anno di pausa forzata dovuta ai doverosi lavori di messa in sicurezza del bel teatro Lirico. Perché la musica, suonata ed ascoltata dal vivo, è davvero una esperienza di risveglio : fuori e dentro il tempo.

    Dove ci eravamo lasciati ? (per chi vuole)

    … Ci eravamo lasciati all’estasi dei “Poemi Sonori”, programma dell’appuntamento del 29 aprile 2023, con la bacchetta fulminante del direttore Lorenzo Passerini, la meraviglia dei musicisti delle Orchestre Vivaldi e Città di Magenta; con l’incredibile emozione del violoncello di Enrico Graziani che ci ha commossi e stupefatti sia come ‘solo’ di orchestra sia nel bis ‘insieme’ ai colleghi violoncellisti: un gioiello poco noto, “Adoration” di Florence Price. Perle che il pubblico del Lirico può scoprire grazie agli spazi musicali che l’associazione culturale magentina “Totem – La tribù delle Arti” ci propone in un crescendo di cultura, abilità e complessità artistiche.

    Il programma di Sala di quella memorabile serata (Enescu, Strauss e Shostakovic), a voler guardare, dopo un anno e mezzo, ci ricollega, come percorrendo un ‘tunnel temporale’, al primo appuntamento con la stagione in corso. Sono diversi gli elementi che accomunano.

    Sabato 16 novembre il concerto inaugurale della Stagione sinfonica di Magenta 2024/2025.

    “Mahler”

    L’epoca storico-musicale, a grandissime linee, è quella della contemporaneità, quando gli autori cominciavano a riflettere e lavorare sulla “scomposizione” delle forme romantiche e le nuove domande di “senso”, soggettivo e non, che, con il finire del XIX secolo e dei suoi pilastri storico-esistenziali, emergevano per poi esplodere prepotentemente in una realtà europea in preda ad enormi mutamenti di cui ancora oggi possiamo valutare la portata. Ancora oggi, terminato anche il XXI secolo, siamo di fronte ad un analogo fragore… .

    Dall’esplorazione musicale del tardo romanticismo (tecnicamente, “modernismo”) alla nostra contemporaneità la questione del rapporto tra l’uomo ed il tempo non cessa di interrogare e frugare il fondo della nostra coscienza: individuale e collettiva.

    Da “nona” (di Shostakovic) a “nona” (di Mahler), eccoci di nuovo al punto. Eccoci di fronte al mistero del tempo e del senso dell’esistenza umana: sulla terra, nel cosmo?

    Sabato sera al Lirico l’Orchestra Vivaldi con L’Orchestra Città di Magenta (orchestre “in residenza”), diretti dal maestro Maurizio Agostini (curriculum di eccellenza), ci hanno condotti oltre la soglia del contingente, del transeunte, inglobandoci nei movimenti sonori, quattro, creati da Gustav Mahler tra il 1909 ed il 1910, con i quali il maestro si congedava dalla vita quasi a volerne riassumere la irregolare, quanto ineluttabile, parabola. La propria ed universalmente quella di tutti. Una parabola fatta di contraddizioni, di momenti aurei od oscuri; di meraviglie e di frenesie, di armonia e di caos, di dramma e di requie. Tutto questo attraversiamo con la sinfonia, in tutto questo – l’esistenza in mundo – ci diamo da fare inseguendo il tempo ed i modi della storia.

    Mahler ripercorre il tempo dell’uomo, si confronta con il “finito”, ciò che è finito, e guarda oltre esso.

    Nel primo, sublime, movimento, forme di grazia e bellezza, come frammenti sonori emergenti dall’oscurità, ninfee, che svaniscono e si trasformano in suoni altri, turbamenti, perdite, attraversati dal tempo e dalla coscienza che esso stesso genera. Tutto è cristallino quanto labile, reminescente. La memoria della bellezza e la coscienza della sua caducità, corruttibile come tutto ciò che avviene in terra.

    Il silenzio in cui si chiude questo prima parte lo ritroveremo protagonista nell’ultima. Veniamo immessi quindi in una seconda età, secondo movimento, fatto di accenni di danze, marce, di slanci giovanili (tratti dai materiali popolari e tradizionali, come usavasi nel romanticismo) che presto si tramuteranno in stridore, in caricature delle forme sonore. Lo sguardo retrospettico non può non marcare l’illusione fino a rappresentarne, terzo movimento, il lato grottesco, quello del del “mondo”, dell’affanno vorticoso, realtà beffarda, che ci costruiamo o cui siamo costretti; che ci travolge ed impiglia come in una rete – uno spazio delimitato e turbolento – dentro la quale perdiamo il senso primigenio, forse anche la percezione, di una vita più profonda ed ampia che “batte il tempo” con ritmo nascosto.

    Il quarto movimento, l’ultimo, è in verità ‘il cuore’ della Nona sinfonia in Re maggiore. Qui tutto è placato; tutto si è consumato, siamo al “finito”. Le note divengono rarefatte, dialogano intensamente con il silenzio. Quando il battito rallenta, dove ci troviamo? In quale spazio temporale? Il tempo ci attraversa o siamo noi stessi fatti di tempo? Esistiamo oltre di esso?

    Di sicuro, l’arte sa contenere questa sostanza sconosciuta; dando forma all’informe anche quando la forma si storce o si cancella.

    Ed ecco il viaggio biologico, filosofico ed estetico di Gustav Mahler . Ottanta minuti e quattro movimenti in cui gli elementi compositivi ed orchestrali, nelle forme tipiche romantiche, vengono manipolati e sottoposti ad ardue prove di maestria e durante i quali siamo attraversati da molteplici sentimenti.

    Reminescenza, bellezza, l’illusione dell’armonia, la sua perdita, il distorcersi delle forme, il loro frammentarsi; dall’ironia al sarcasmo, al rifugio nel ritmo primordiale, nell’unica forma perfetta fatta di silenzio.

    Dall’arpa al clarinetto, dal corno alle campane, legni e timpani, archi, ottoni e percussioni. L’Orchestra dà il meglio di sé, sottoposta – con percepibile impegno di energie fisiche ed emotive – ai repentini cambi e complessi registri della partitura.

    Sotto la guida del maestro Maurizio Agostini (esperienza, curriculum e sensibilità di eccellenza, date un occhio alle note di sala) gli strumentisti hanno profuso abilità ed energie donandoci questo viaggio mozzafiato nella grande riflessione di un genio sull’orlo dell’infinito.

    La musica classica è davvero “classica” : tratta di qualcosa il cui valore non termina, non finisce. Continua a generare ed accogliere o risvegliare il nostro bisogno di comprendere, esprimere, sentire.

    Ci piace sottolineare qui anche l’introduzione all’opera, dal palco, a cura di Matteo Vercelloni (violoncellista dell’orchestra): in una manciata di minuti parole sublimi quanto la musica stessa che poi avremmo ascoltato.

    I prossimi appuntamenti della Stagione.

    Il prossimo appuntamento di stagione sarà a dicembre, sabato 21. Dopo una traversata tanto titanica il programma propone un alleggerimento con le belle musiche tratte dal “magico mondo Disney”. Una formula ormai collaudata dalle maggiori orchestre sempre apprezzata dal pubblico e che ben si accompagna al periodo natalizio.

    Pausa a gennaio, si riprende il 15 febbraio con un concerto cameristico, “L’archetto virtuoso”, ricco ed accattivante (musiche di Franck, Ravel, de Sarastase, Fiorenza, Tartini).

    Sabato primo marzo tornerà sul podio il maestro Passerini e ci tornerà con Brahms : concerto per pianoforte ed orchestra in si bemolle maggiore e sinfonia n. 1 in do minore.

    Venerdì 14 marzo concerto sinfonico a cura del conservatorio di Novara con il direttore Nicola Paszkowski.
    Ultimo appuntamento sabato 12 aprile: Bach e Bruckner per vivere il mistero della Pasqua. Orchestre Vivaldi e Città di Magenta, Coro degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano diretto dal maestro Filippo Dadone; sul podio Ernesto Colombo.

    Il programma è consultabile sul sito di Totem Magenta, del Comune, del Teatro Lirico, di Pro Loco e dei media magentini.

    Alessandra Branca

  • Riccardo Cocciante, 5 nuove date a marzo al Teatro Arcimboldi Milano

    Riccardo Cocciante, 5 nuove date a marzo al Teatro Arcimboldi Milano

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Riccardo Cocciante ha annunciato cinque nuove date, prodotte da Vivo Concerti, al Teatro Arcimboldi Milano: domenica 9, martedì 11, venerdì 14, domenica 16 e martedì 18 marzo 2025. I nuovi appuntamenti seguono lo straordinario trionfo dello show sold out all’Arena di Verona dello scorso 29 settembre, organizzato per il 50° anniversario dell’album “Anima”, nel quale il pubblico ha potuto apprezzare la prolifica discografia di uno degli artisti e compositori di maggiore successo in Italia e all’estero, che ha pubblicato in tre lingue più di 40 album. I cinque live in programma a marzo saranno una nuova occasione per celebrare la carriera di Riccardo Cocciante e immergersi in un viaggio musicale attraverso le sue intramontabili composizioni, accompagnato da una super band.
    I biglietti saranno disponibili online a partire da giovedì 21 novembre alle ore 14 e in tutti i punti vendita autorizzati da martedì 26 novembre alle ore 14. Per ulteriori informazioni: www.vivoconcerti.com. Riccardo Cocciante ha recentemente raggiunto anche nuovi traguardi musicali con il brano “Era già tutto previsto”, presente nella colonna sonora del film di Paolo Sorrentino “Parthenope”, che nelle scorse settimane ha dominato la classifica delle canzoni più virali su Spotify in Italia, mantenendosi attualmente in Top 10. Un ulteriore riconoscimento è arrivato anche per uno dei brani più apprezzati dal pubblico, “Margherita”, che questa settimana è stato certificato disco di platino.

    foto: ufficio stampa Wordsforyou

    (ITALPRESS).