Categoria: Spettacoli

  • Sanremo, Mannoia “In Mariposa c’è tutto l’orgoglio di essere donne”

    Sanremo, Mannoia “In Mariposa c’è tutto l’orgoglio di essere donne”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – C’è tutto “l’orgoglio di essere donne in tutte le nostre sfaccettature, nel bene e nel male senza vittimismo per quello che siamo e siamo state e per quello che saremo” in ‘Mariposà, brano con cui Fiorella Mannoia torna per la sesta volta in gara al Festival di Sanremo. “Sono sempre le canzoni a portati fino all’Ariston, questa mi è sembrata una canzone manifesto”, spiega la cantante che ha firmato il testo con il marito Carlo Di Francesco. “E’ partito tutto dalla visione della serie ‘Il grido delle farfallè che racconta la storia delle sorelle Mirabal, attiviste dominicane trucidate in quanto oppositrici della dittatura del presidente Trujillo il 25 novembre 1960, giorno in cui per questo si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Mentre la guardavamo, mio marito ha preso carta e penna e ha cominciato a buttare giù frasi su frasi con cui abbiamo costruito una canzone dal ritmo giocoso che, però non ha nulla a che fare con le figure di quelle donne”, continua Mannoia.
    Il testo, infatti, è universale e contiene un chiaro riferimento a “Una, nessuna, centomila”: “Io sono presidente onorario di questa fondazione nata dopo l’evento omonimo del 2022 a Campovolo per raccogliere fondi per i centri antiviolenza e cercare di cambiare, a partire dai più giovani, questa mentalità che attanaglia sia donne sia uomini”. L’invito di Fiorella Mannoia è quello di “uscire dagli stereotipi di cui tutti siamo vittime: per noi donne è essere crocerossine, per gli uomini considerare ogni rifiuto come un attacco alla loro virilità”. Un messaggio, poi, lo dà anche ai rapper che scrivono testi violenti: “Condivido l’appello alla responsabilità che fece Roy Paci invitandoli, senza alcuna censura, alla responsabilità perchè alcuni testi fanno rabbrividire”. Tornando a Sanremo chi si aspetta una ballad avrà una sorpresa, perchè ‘Mariposà ha “un arrangiamento giocoso”, un ritmo che, aggiunge proprio Carlo Di Francesco, “è un insieme di sonorità che ricordano tanti ritmi tribali anche antichi”.
    Sul palco, poi, Fiorella Mannoia che nel 2024 compirà i 70 anni (“Ho gli anni della Rai”, scherza rivelando che sta lavorando “a un concerto per festeggiare con tanti amici, ma non so ancora dove e quando”) si presenterà con un look “molto femminile firmato Luisa Spagnoli”. Anche l’abbigliamento è un elemento di quella libertà che, sottolinea l’artista romana, “mi sono conquistata, ho cercato di mantenere dritta la barra, ho sbagliato come tutti, ho pagato le mie scelte e ho ricominciato. La libertà è una conquista perchè costa: quando si è liberi non si piace a tutti, ma nessuno è libero completamente perchè dobbiamo cedere a dei compromessi”, chiarisce la cantante di ‘Quello che le donne non diconò. Interpellata sulle critiche che puntualmente vengono rivolte a Elodie e Annalisa per la loro immagine sexy, poi, osserva: “Penso che siamo in un momento di regressione, eravamo forse molto più liberi negli Anni ’70 con le comuni e le ragazze a seno nudo ai concerti. Questa gente che scrive dimentica Madonna o Beyonce, all’improvviso siamo tutti bigotti. La questione vera, però, è che i social hanno messo in evidenza ciò che siamo”. E sulla regressione dei diritti delle donne, aggiunge: “Il momento storico non aiuta, si mettono in discussione i diritti già acquisiti: siamo migliori di chi ci governa, sempre”.

    foto: ufficio stampa Fiorella Mannoia

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  • “Le cose che abbiamo in comune”, primo podcast di Daniele Silvestri

    “Le cose che abbiamo in comune”, primo podcast di Daniele Silvestri

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Arriva “Le cose che abbiamo in comune”, il primo podcast di Daniele Silvestri, realizzato in collaborazione con Fandango, disponibile da oggi, 25 gennaio, su Youtube, Spotify e tutte le piattaforme di ascolto. Il progetto nasce direttamente sul palco del live “Il Cantastorie recidivo”, 30 concerti che Silvestri sta tenendo a Roma per celebrare i suoi primi 30 anni di carriera.
    Prodotto da Fandango Podcast, il progetto – anche vodcast – vede Silvestri ritagliarsi una parentesi durante i concerti e, accompagnato in ogni puntata da un ospite diverso, raccontare insieme, scorci di vita, aneddoti, ricordi e riflessioni.
    Dialoghi profondi e coinvolgenti che portano sul palco nuove storie e alternano racconto e musica, ironia e pensiero, applausi e silenzi attenti, mostrando un Silvestri inedito, perfetto padrone di casa anche nelle vesti di ‘conduttorè di questo nuovo modo di fare talk show.
    “Volevo che questi 30 spettacoli fossero ricchi e sorprendenti, se possibile. Volevo che il racconto si muovesse su piani e linguaggi diversi, con un telaio ben chiaro e ripetibile, ma anche con elementi differenti ogni sera. Tra questi, il più macroscopico è probabilmente il Podcast. Un momento “Talk” in cui incontro ogni sera un ospite diverso per chiacchierare in libertà, per svelare pezzi diversi del racconto collettivo e personale, e per sottoporre il pubblico in sala alla fascinazione di qualcosa di molto distante dalla logica prevedibile di un concerto. A quella insolita chiacchierata abbiamo poi deciso di dare una vita propria e indipendente”, ha detto Silvestri.
    Partito oggi, il podcast sarà arricchito anche da una parte video e porterà il pubblico direttamente sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, mostrando Silvestri e i suoi ospiti dialogare in un’atmosfera rilassata e coinvolgente.
    “Da più di trentacinque anni Fandango racconta storie. Partecipare a questo entusiasmante progetto si inserisce nel nostro percorso dove si incontrano diversi linguaggi, suoni, persone, passioni e professionalità. In questo caso aggiungiamo la stima e la vicinanza con quello che consideriamo uno dei più importanti artisti del nostro tempo che fa della narrazione uno dei cardini della sua identità”, ha detto Domenico Procacci a capo, insieme a Laura Paolucci, di Fandango, casa di produzione e realtà culturale tra le più attive e all’avanguardia in Italia.
    “Le cose che abbiamo in comune”, ha come primo ospite uno degli artisti con cui Silvestri ha intrecciato più volte vita personale e artistica, Max Gazzè, e si proseguirà nelle prossime puntate con Sergio Cammariere, Finaz (Bandabardò) e Rodrigo D’Erasmo.
    -foto ufficio stampa Daniele Silvestri-
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  • Drusilla Foer, anche in streaming il suo primo album “Dru”

    Drusilla Foer, anche in streaming il suo primo album “Dru”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – E’ disponibile da oggi anche in digitale (streaming e download), DRU il primo album di Drusilla Foer, pubblicato in ottobre da BMG inizialmente solo in formato Vinile numerato e Maxi CD da collezione. L’uscita in digitale (https://drusillafoer.lnk.to/DRU) è accompagnata dal video inedito di uno dei brani più apprezzati dell’album, Non mi parlare d’amore, composta da Tricarico, in versione live registrata al Blue Note di Milano l’8 dicembre scorso, dove Drusilla si è esibita in tre sole serate, accompagnata sul palco da sei musicisti e dal trio vocale delle Blue Doll’s. Pubblicato da BMG e prodotto da Best Sound, la storica etichetta di Franco Godi che del disco ha curato personalmente la direzione artistica e gli arrangiamenti, DRU contiene tredici tracce, di cui dodici canzoni inedite, firmate da autori eccelsi di tante generazioni diverse, fra i quali Pino Donaggio e Maurizio Piccoli, Pacifico e Vittorio Cosma, Mariella Nava, Giovanni Caccamo, Mogol e Donida, Tricarico e Luca Rossetti. Ognuno di loro ha creato piccoli quadri su temi diversi – l’amore naturalmente, ma anche la guerra, l’avversione per il pregiudizio e altri temi da sempre cari all’interprete – con grandi aperture sonore, in uno spettro emotivo nel quale Drusilla si è saputa riconoscere.

    Foto: ufficio stampa Drusilla Foer

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  • Mark Knopfler, il 12 aprile nuovo album “One Deep River”

    Mark Knopfler, il 12 aprile nuovo album “One Deep River”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Mark Knopfler pubblicherà il 12 aprile il suo decimo album solista con la sua etichetta British Grove via EMI. Intitolato One Deep River, il progetto contiene 12 nuove tracce di Knopfler.
    E’ fuori ora il primo singolo estratto dall’album Ahead Of The Game, una storia malinconica, forse autobiografica, che narra di un cantautore che lotta per sfondare, raccontata su un classico riff tipicamente Knopfleresco.
    La title track One Deep River riflette il profondo legame affettivo di Knopfler nei confronti del fiume che attraversa la sua città natale Newcastle. “L’attraversamento del Tyne è sempre nei tuoi pensieri”, dice. “Lo facevi da bambino è la sensazione è rimasta la stessa ogni volta che lo fai. Quando lasci la città o quando torni questo elemento si collega sempre alla tua infanzia, e il suo potere non se ne va”.
    -foto ufficio stampa album Mark Knopfler –
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  • Sanremo, Amadeus “Sarà il mio ultimo festival consecutivo”

    Sanremo, Amadeus “Sarà il mio ultimo festival consecutivo”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Ho detto ‘mi fermo a cinque Festival consecutivì anche perchè altrimenti Fiorello mi chiude in una stanza e butta la chiave! Sono onorato del fatto che la Rai me lo abbia chiesto, mi lusinga. Ho detto, per una questione di rispetto, per non essere categorico: ‘Facciamo la settimana del Festival e poi ci sediamo e capiamò. L’intenzione è di fermarmi a cinque consecutivi, già aver raggiunto il traguardo di personaggi del calibro di Pippo Baudo e Mike Bongiorno è un onore”. Così Amadeus in una intervista su “Chi” in edicola domani. Poche settimane fa allo stesso settimanale, Gerry Scotti aveva dichiarato: “Se Amadeus mi manda il biglietto, vengo in prima fila”.
    Amadeus risponde così: “Non l’ho ancora mandato, adesso è difficilissimo trovare i biglietti, ma per lui lo trovo” risponde ridendo. Su un possibile invito a Mourinho, suo idolo, tanto che ha chiamato il figlio Josè, Amadeus dice: “In passato, forse un paio d’anni fa, ci avevo pensato. Ma poi è difficile avere gli sportivi, quando sono in attività, a parte Zlatan Ibrahimovic che condusse con me Sanremo, ma lui è un mondo a parte. Non so se Mourinho abbia voglia di venire, non so se sia dell’umore”.
    Ci saranno, in piazza Colombo, Rosa Chemical, dopo lo scandalo del bacio a Fedez dell’anno scorso, e Arisa, che aveva presentato un brano per la gara ma non è stata scelta. “Rosa Chemical a me piace tantissimo, non era in gara, ma porterà la sua energia in piazza, sono un suo estimatore”. “Arisa è una bravissima cantante, una cara amica. E’ chiaro che sia difficile scegliere, arrivano 400 brani e, se ne scegli 30, è normale che gli altri 370 ci rimangano male. Sono stati presentati brani e artisti di grande valore, ma non ho pentimenti, quello che c’è è quello che volevo per questa edizione. E non potevo prenderne uno di meno, non c’era un brano che potessi togliere”. Sulla presenza di sette cantanti che hanno fatto Amici, Amadeus dice: “Non ho preclusioni, se qualcosa mi piace, che venga da Amici, X Factor o altri talent, non trovo giusto escludere un artista a priori solo perchè non viene da programmi Rai. Se ci sono trasmissioni che forniscono talenti, le guardo. Sono sempre alla ricerca, ho molta curiosità per tutto”.

    foto: Agenzia Fotogramma

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  • In autunno il nuovo tour nei palasport “Tananai Live 2024”

    In autunno il nuovo tour nei palasport “Tananai Live 2024”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Tananai torna a far suonare la propria musica annunciando il nuovo tour “Tananai Live 2024” nei palasport di tutta Italia il prossimo autunno, nei mesi di novembre e dicembre. Tananai è pronto a tornare per un 2024 all’insegna di nuova musica e apre il nuovo anno con la promessa di rincontrare il proprio pubblico dal palco dei principali palasport italiani, a partire da inizio novembre con la data zero al Palazzo del Turismo di Jesolo (VE) sabato 2 e proseguendo poi al Forum di Milano lunedì 4, al Nelson Mandela Forum di Firenze venerdì 8, al Kioene Arena di Padova sabato 9 e al Palaflorio di Bari martedì 12. La nuova tournèe del cantautore continuerà poi venerdì 15 al Palasele di Eboli (SA), al Palazzo dello Sport di Roma mercoledì 20, al Modigliani Forum di Livorno sabato 23, all’Unipol Arena di Bologna mercoledì 27 e alla Vitrifrigo Arena di Pesaro venerdì 29. L’ultima data del tour sarà a Torino, martedì 3 dicembre presso l’Inalpi Arena. I biglietti per il “Tananai Live 2024” sono disponibili online da oggi 22 gennaio alle ore 16:00.

    Foto: ufficio stampa Words for You

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  • Mahmood, esce il 16 febbraio il nuovo album “Nei letti degli altri”

    Mahmood, esce il 16 febbraio il nuovo album “Nei letti degli altri”

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    MILANO (ITALPRESS) – Mahmood annuncia “Nei letti degli altri”, il nuovo album in uscita venerdì 16 febbraio 2024, disponibile in pre-save e in pre-order nei formati CD standard, CD autografato (in esclusiva sullo shop Universal Music Italia), vinile standard nero, vinile autografato nero e vinile autografato lilla (entrambi in esclusiva sullo shop Universal Music Italia). La scorsa settimana sono apparsi, in vari angoli delle città di Milano, Roma e Napoli, dei materassi – a evocare il titolo dell’album – con alcune frasi, la data di oggi e un richiamo all’artista, che hanno subito attirato l’attenzione dei fan.
    Intimo e introspettivo, “Nei letti degli altri” è una ricerca nella profondità misteriosa dei sentimenti. Lo spazio personale del letto si fa amplificatore di emozioni comuni, è un luogo e un simbolo in cui tutto accade: si dorme, si sogna, ma si rimane anche svegli a pensare, soffrire, amare, leggere, osservare, e il tempo assume varie velocità. Nei confini del letto ci si confronta con se stessi e si esplorano i rapporti umani e il microcosmo fatto di lenzuola e cuscini diventa una scenografia di vita.
    L’artwork della cover è stato ancora una volta affidato al visual artist e fotografo Frederik Heyman, che – con il suo immaginario surreale creato con l’ausilio della tecnologia 3D – ha collaborato con le più importanti star internazionali. Si rinnova il percorso iniziato con “Cocktail d’amore”, il singolo uscito lo scorso novembre che si è posizionato per due settimane al #1 posto nella classifica dei brani più trasmessi in radio.

    foto: ufficio stampa words for you

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  • Baglioni, Siae “Carriera travolgente, domanda iscrizione del 24 giugno 1969”

    Baglioni, Siae “Carriera travolgente, domanda iscrizione del 24 giugno 1969”

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    ROMA (ITALPRESS) – «Claudio Baglioni, impegnato nel tour di “aTUTTOCUORE”, live show che lo sta portando a raccogliere grandi successi in tutta Italia e che stasera replica a Milano, ha appena annunciato che questo spettacolo è il suo saluto finale alle grandi arene indoor, annunciando anche l’addio alle scene.
    La più recente occasione per dimostrare a Claudio Baglioni la nostra stima e il nostro affetto è stata la consegna del Premio Live Recital ai SIAE Music Awards, che nel 2023 abbiamo inaugurato. Al di là di quella stima e di quell’affetto, il Premio è in realtà il riconoscimento di qualcosa di concreto come l’enorme partecipazione del pubblico ai suoi meravigliosi concerti”. Lo afferma il Presidente della SIAE Salvatore Nastasi che aggiunge: “Oggi, a sessant’anni dal suo primo palcoscenico, torniamo a festeggiare la travolgente carriera di un autore che, appena diciassettenne, dava alla vita un capolavoro come “Signora Lia” e che, appena raggiunta la maggiore età, si iscriveva alla SIAE. La domanda è del 24 giugno 1969, l’estate a Roma era appena arrivata e il giovanissimo Cucaio, questo lo pseudonimo che avrebbe registrato sempre in SIAE cinque anni dopo, era pronto per iniziare una carriera tanto sfolgorante da fargli attraversare la storia d’Italia con parole e musiche al di là di ogni moda e di ogni tempo”.
    -foto Agenzia Fotogramma –
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  • Sanremo, Rose Villain “So che la mia musica non potrà piacere a tutti”

    Sanremo, Rose Villain “So che la mia musica non potrà piacere a tutti”

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    MILANO (ITALPRESS) – “C’è un pò di tossicità in ogni relazione. Credo che bisogna accettare che l’amore sia imperfetto e capire come non farsi male in una relazione. Io per esempio quando m’innamoro perdo un pò di balance: sono gelosa, mi annullo”. Così Rose Villain, nome d’arte della milanese Rosa Luini che ha spopolato durante l’estate con la hit ‘Fragolè insieme ad Achille Lauro, una delle 15 esordienti dell’Ariston, parla di ‘Click Boom!’, brano che porta al Festival di Sanremo con cui esplora “il lato più oscuro degli amori totalizzanti che porta alla dipendenza”. Dice Rose Villain: “La frase che racchiude l’essenza della canzone è: ‘Se non t’importa di me, non m’importa di mè”, ben sapendo che queste sue parole possono diventare terreno di scontro sulla questione femminile. “Sono consapevole e mi sono sempre dichiarata femminista. Secondo me, però, ci deve essere spazio per una donna femminista che non sia perfettamente in linea con ciò che vorrebbe essere. Noi donne vogliamo la parità dei sessi, ma poi siamo le prime vittime di una società millenaria”, afferma pronta al dibattito la cantautrice che ha lavorato al pezzo con il marito produttore Andrea Ferrara (più noto come Sixpm) che è tra le firme anche del brano sanremese di Sangiovanni. “Lavorare con il proprio partner è meraviglioso perchè condividiamo gioie e dolori. Siamo una coppia fuori e due collaboratori molto duri fra di noi in studio. Quando usciamo dallo studio di registrazione, però, lui resetta tutto mentre io gli tengo il muso”, racconta. Quella di ‘Click Boom!’ è una produzione che passa dalla ballad al rap in un attimo. “Da quando ho cominciato a sentirmi artista sono venute fuori le mie due anime. Ho un piede nel pop che mi mangia e un’anima urban e non ho paura di osare”, afferma senza paura di non essere compresa.
    “Non vedo l’ora di farmi conoscere a un pubblico più ampio, ma so che la mia musica non potrà piacere a tutti, ma una cosa che piace a tutti è senz’anima”, continua ostentando tranquillità. “Sono abbastanza zen, il palco lo vivo bene, poi magari all’ultimo sarò terrorizzata (il linguaggio è stato molto più colorito, nda). Il problema vero è la mia famiglia, loro sono tutti molto agitati”, continua anticipando che porterà sul palco “come portafortuna un piccolo papillon azzurro” regalatole dal Maestro Vessicchio, metterà da parte un pò della sua stravaganza esteriore, “perchè voglio che la canzone sia più protagonista dei vestiti che non devono sovrastare la performance”. Altro capitolo è quello della serata cover, dove dovrebbe essere accompagnata da Claudio Santamaria, “in un’esibizione dirompente che vorrei lasciasse il segno”. Sulla predominanza di artisti maschili in gara osserva che “lo sbilanciamento durerà poco perchè anche le nostre donne stanno cominciando a non aver paura a uscire fuori dalle righe. Se guardo all’America (ha vissuto per 14 anni a New York, nda) so che nessuno può fare a meno di Cardi B o Nicki Minaj che hanno dato una sterzata”. Al podio tutto al femminile, però, non crede: “Sarebbe bello vincesse una donna perchè ci sono artiste forti e secondo me accadrà, ma il podio non sarà tutto rosa perchè ci sono uomini molto forti”. A inizio marzo (“Mi piacerebbe fosse l’8”), poi, Rose Villain pubblicherà ‘Radio Sakurà, sequel del suo precedente album ‘Radio Gotham’, “che era un viaggio tra le ombre di me stessa con tanta frustazione. La connessione umana seguita a quel disco mi ha fatto sbocciare nell’artista che sono oggi. ‘Radio Sakurà, il cui titolo richiama il nome dato alla fioritura dei ciliegi giapponesi, rappresenta la mia fioritura e quella della mia migliore musica”.

    foto: ufficio stampa Rose Villain

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  • Su Rai1 “La rosa dell’Istria”, Ammirati “Serve memoria condivisa”

    Su Rai1 “La rosa dell’Istria”, Ammirati “Serve memoria condivisa”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Dopo “La Storia”, tratta dal romanzo di Elsa Morante, arriva su Rai1 un’altra storia, anch’essa (liberamente) ispirata a un romanzo. Si tratta de “La rosa dell’Istria”, tv movie che attinge al libro di Graziella Fiorentin “Chi ha paura dell’uomo nero?” e che Rai1 propone nella prima serata di lunedì 5 febbraio. Diretto da Tiziana Aristarco e interpretato da Andrea Pennacchi, Gracjela Kikaj ed Eugenio Franceschini, il film racconta la storia di una famiglia istriana che ai viene sconvolta dai tragici eventi della Seconda guerra mondiale. Maddalena e i suoi sono costretti a lasciare la loro terra e tentare di ricominciare una vita, ma da esuli mentre sullo sfondo scorre una delle pagine più drammatiche della storia d’Italia. Quella, appunto, dell’esodo istriano. Un tema, l’esodo, non solo purtroppo ancora assai attuale ma, nel caso di quello degli esuli istriani, ancora “caldo” nella memoria del nostro Paese.
    Per la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati “non possiamo non avere una memoria condivisa nel nostro Paese. Parliamo di tutti e smettiamola di parlare solo di una parte: la ricchezza del nostro Paese sono le storie. Possiamo anche non essere d’accordo ma dobbiamo capire”. Per Ammirati “magari grazie a questo film qualcuno aprirà i libri di storia o andrà a vedere cosa è successo nell’Istria. E’ questo il nostro principio guida. Il tema della memoria ci dà la possibilità di condividere tutti i passaggi fondamentali della storia del nostro Paese, spesso molto travagliati come questo nel quale una parte del popolo italiano è stata strappata alla propria casa”. Sulla stessa linea, Verdiana Bixio di Publispei: “Bisogna guardare ogni progetto con grande apertura intellettuale e sentimentale e avere il coraggio di scegliere storie belle, potenti che ci devono arricchire, portandoci a fare delle domande. Quello che facciamo non è solo intrattenimento: parliamo a milioni di persone, se riusciamo a portarli a porsi delle domande o parlare di certe storie in famiglia, abbiamo fatto un buon lavoro”.
    Con lei concorda Alessandro Centenaro di Venicefilm, co-produttore del film con Publispei e Rai Fiction: “Quello raccontato ne ‘La rosa dell’Istrià è un tassello che mancava nella narrazione del ricordo. Ci chiedevamo: dopo l’esodo quelle persone che hanno fatto? Dove sono andate a finire? Purtroppo c’è stato un vero e proprio razzismo degli italiani nei confronti di coloro che arrivavano dall’Istria ma che erano anch’essi italiani a tutti gli effetti, per nascita e perchè per esserlo avevano abbandonato tutto. Eppure venivano visti come residuati bellici mentre, tra l’altro, i loro beni sono stati utilizzati per pagare i danni di guerra dell’Italia alla Jugoslavia senza mei essere stati indennizzati”. Protagonista de “La rosa dell’Istria” è Andrea Pennacchi che nel “suo” Antonio dice di riconoscere “cose simili alle mie, cose che ritrovo negli occhi dei miei figli e di mia moglie. Anche io, che sono un ‘primiparo attempatò, faccio fatica come lui a capire mia figlia”.
    L’attore, per il quale “le piccole storie familiari sono quelle raccontano meglio la Storia che schiaccia gli ultimi”, osserva: “La memoria che hai è diversa da quella che ti insegnano a scuola. Lo dico da figlio e nipote di partigiani. Poichè a guidare le nostre azioni è la memoria che passa per la nostra famiglia, le diverse memorie devono dialogare. E tutte le storie sono degne di essere raccontate, farlo è sano per il nostro presente. Quello che vediamo oggi nel mondo, purtroppo, è il fallimento di questo dialogo”. Non a caso la regista Tiziana Aristarco sottolinea che, durante le riprese, “abbiamo trovato ferite ancora aperte, C’è ancora il bisogno di raccontare e di avere delle risposte, ci sono divisioni ancora molto forti”. Accanto a Pennacchi, nel cast ci sono Gracjela Kukaj ed Eugenio Franceschini.

    foto: ufficio stampa Rai

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