Categoria: Spettacoli

  • E’ morto l’attore Philippe Leroy

    E’ morto l’attore Philippe Leroy

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto a Roma, all’età di 93 anni, l’attore Philippe Leroy.
    Nato a Parigi, nel 1960 esordisce come attore nel film drammatico-minimalista Il buco di Jacques Becker, al fianco di Jean Keraudy e Michel Constantin. Si trasferisce in Italia nel 1962 e ha un grande successo nelle pellicole Leoni al sole (1961), Il terrorista (1963), Frenesia dell’estate (1964), Le voci bianche (1964), Sette uomini d’oro (1965), il suo seguito Il grande colpo dei 7 uomini d’oro (1966) e Che notte, ragazzi! (1966).
    Interpreta numerosi lungometraggi, fotoromanzi e serie televisive e divide la sua carriera tra Francia e Italia; la sua più celebre interpretazione televisiva italiana è quella nello sceneggiato La vita di Leonardo da Vinci (1971) di Renato Castellani; un’altra sua celebre interpretazione è quella di Yanez de Gomera, il compagno di Sandokan, nell’omonimo sceneggiato del 1976; tra gli altri film, State buoni se potete (1983) di Luigi Magni, dove interpreta sant’Ignazio di Loyola, al fianco di Johnny Dorelli (san Filippo Neri) e Renzo Montagnani (Mastro Iacomo/Satana), il poliziesco Milano calibro 9 (1972) di Fernando Di Leo, al fianco di Gastone Moschin e Mario Adorf e il comico Teste di quoio (1981); è apparso inoltre anche nella miniserie Il corsaro (1985) e nel film Nikita (1990) di Luc Besson.
    Nel 1997 interpreta un cameo nella serie Noi siamo angeli, con Bud Spencer e Philip Michael Thomas, mentre nel 2008, 2009 e 2011 partecipa alla sesta e alla settima stagione di Don Matteo con Terence Hill, nel ruolo del vescovo.
    Il 1º settembre 1990 sposa la giornalista Silvia Tortora, figlia del conduttore televisivo e uomo politico Enzo, da cui ha avuto due figli, Philippe e Michelle e che lo ha lasciato vedovo il 10 gennaio 2022.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS)

  • Al Vittoriano mostra “Gli ultimi momenti di Mazzini” di Silvestro Lega

    Al Vittoriano mostra “Gli ultimi momenti di Mazzini” di Silvestro Lega

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il Vive – Vittoriano e Palazzo Venezia, diretto da Edith Gabrielli, inaugura la mostra “L’ultimo ritratto: Mazzini e Lega, storie parallele del Risorgimento”, in corso fino al prossimo 8 settembre a Roma, presso la Sala Zanardelli del Vittoriano. Al centro del progetto espositivo gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini di Silvestro Lega, un dipinto di straordinaria intensità, oltre che di assoluto rilievo artistico, in cui il Padre della Patria viene ritratto qualche ora prima della morte in tutta la sua fragile e composta umanità, ribadendo il ruolo centrale della pittura nel processo di trasmissione della memoria storica. Ad oggi conservata nel Museum of Art, Rhode Island School of Design di Providence (USA), grazie alla volontà del Ministero della Cultura ed all’impegno diplomatico degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro Gennaro Sangiuliano, l’opera – una delle icone del nostro Risorgimento – viene esposta al Vittoriano, simbolo per eccellenza del Risorgimento, della Repubblica e dell’identità storica, artistica e culturale italiana. L’esposizione, a cura di Edith Gabrielli, con la consulenza storica di Giuseppe Monsagrati, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è promossa e organizzata dal Ministero della Cultura e dal Vive, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del MiC, guidata da Massimo Osanna, e d’intesa con l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, diretto da Alessandro Campi. “Il Vittoriano, la Casa del Risorgimento Italiano, è il luogo naturale per ospitare la mostra dedicata a Giuseppe Mazzini, che di quel processo Storico fondativo della Nazione è colui che meglio ha incarnato i valori e personificato le gesta. La dimensione del suo impegno e la sua statura politica hanno travalicato i confini della storia italiana per farne un esponente di peso del pensiero occidentale, come dimostra il fatto che Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini di Silvestro Lega, simbolo iconico di questa mostra, provenga dal Museum of Art, Rhode Island School of Design di Providence dove è custodito negli Stati Uniti. Il Ministero della Cultura si è adoperato per ottenerne il prestito e, fino all’8 settembre, insieme a oltre sessanta opere, sarà esposto a beneficio del pubblico che potrà così riavvicinarsi a questa grande figura della nostra Patria”, dichiara il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il capolavoro di Lega dimostra la capacità della pittura, strumento interpretativo e critico di eccellenza, di competere con altre forme di conservazione della memoria pubblica dei grandi del Risorgimento, in primis con la litografia e la fotografia. “Il Vittoriano, sede dell’Altare della Patria, rappresenta il più importante monumento che lo Stato Italiano ha dedicato al Risorgimento e dunque anche a Giuseppe Mazzini. L’eredità dei valori mazziniani si rintraccia in molte parti del complesso, quali i gruppi scultorei in bronzo raffiguranti Il Pensiero e L’Azione. E’ inoltre sempre qui, nel Vittoriano, che si trovano il Museo Centrale del Risorgimento e l’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano: l’uno e l’altro custodiscono reliquie e documenti mazziniani di grande importanza. La scelta del nostro Istituto da parte del Ministero della Cultura per l’organizzazione di una mostra di così alto rilievo è del tutto naturale e ha innescato una rete straordinaria di collaborazioni con ben quindici istituti museali ed enti, fra i principali custodi dell’eredità dei due protagonisti, Giuseppe Mazzini e Silvestro Lega. Lega conobbe fin da giovane il pensiero di Mazzini: l’artista divenne un seguace degli ideali repubblicani e contribuì alla causa sul campo di battaglia e con la propria arte. Lega nell’ideare e poi dipingere questa tela così innovativa percorse una strada difficile e solitaria, come in fondo ogni grande artista. In Italia, da principio furono in pochi a comprenderla, mentre all’estero fu subito accettata. Solo con il tempo è divenuta un’icona di Mazzini e del nostro Risorgimento”, afferma Edith Gabrielli, Direttrice del Vive- Vittoriano e Palazzo Venezia. La mostra, organizzata su due piani, è suddivisa in quattro sezioni e si completa con una sala immersiva che, attraverso la tecnologia digitale, consente al visitatore di sperimentare con un linguaggio nuovo quanto già osservato nelle sezioni analogiche. Dedicato alla figura di Giuseppe Mazzini, il percorso espositivo del primo piano si apre con un’importante e recente acquisizione da parte dell’Istituto Vive – Vittoriano e Palazzo Venezia: il Busto di Giuseppe Mazzini eseguito dallo scultore pavese Giovanni Spertini nel 1878, lo stesso anno in cui, alla morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, lo Stato concepì l’idea di realizzare un monumento in sua memoria, il Vittoriano appunto. L’opera di Spertini, che rappresenta Mazzini con la fascia recante uno dei suoi motti più celebri “Dio e il popolo”, è stata acquistata dal VIVE sul mercato londinese e andrà ad arricchire il percorso di visita sulla storia e il mito del Vittoriano, ora in corso di realizzazione. La seconda sezione del I piano, in particolare, approfondisce uno dei temi-chiave della mostra: il ruolo che Mazzini attribuì alla comunicazione tradizionale e di massa nonchè all’elaborazione e alla diffusione della propria immagine pubblica; dalla corrispondenza alla stampa – fra cui il celebre giornale da lui stesso creato “La Giovine Italia” – fino ai maestri che riteneva precursori della pittura nazionale, quali Francesco Hayez, Giovanni Migliara e Massimo D’Azeglio. In quest’ottica il pensatore genovese esercitò un controllo serrato della propria immagine attraverso gli strumenti delle repliche in gesso, in marmo e in bronzo, della litografia e della fotografia, conscio del loro valore propagandistico. Al secondo piano, l’esposizione si sviluppa intorno al profilo di Silvestro Lega e al ruolo centrale ricoperto da Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini, non solo nell’ambito dell’immaginario iconografico del Padre della Patria ma anche nel percorso creativo dello stesso Lega. Lega partì dal suo linguaggio, radicato nel movimento dei Macchiaioli, e tenendo presenti alcune novità della scena artistica internazionale (da E’douard Manet a Edgar Degas), maturò una cifra stilistica originale e personalissima: ne venne fuori un’immagine di Mazzini inedita, molto lontana dall’iconografia ufficiale proposta dai suoi seguaci. La mostra annovera oltre sessanta oggetti, suddivisi fra sculture, dipinti, incisioni, fotografie, manoscritti, documenti inediti e cimeli mazziniani: fra i cimeli rientrano gli occhiali, la spada e lo scialle, già appartenuto a Carlo Cattaneo. Nel complesso, questi oggetti restituiscono al visitatore un contesto storico fedele e avvincente, permettendogli di comprendere meglio Mazzini, Lega e insieme l’intero processo risorgimentale. A conclusione del percorso espositivo, lo spazio immersivo consente al pubblico di riflettere sui contenuti della mostra per riviverli ed assimilarli emotivamente, entrare letteralmente nell’opera d’arte così da poterne apprezzare i dettagli, nonchè di verificare attraverso i monumenti quanto oggi la memoria di Giuseppe Mazzini sia viva ed attuale nel nostro Paese e nel mondo. La mostra si avvale dell’intesa con alcuni importanti istituti che conservano la memoria di Giuseppe Mazzini e di Silvestro Lega, come la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, la Domus Mazziniana di Pisa, l’Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento di Genova, il Museo del Risorgimento di Milano, il Museo del Risorgimento di Pavia, il Comune di Modigliana, la Diocesi di Faenza-Modigliana e l’Istituto Matteucci di Viareggio. In linea con la volontà dell’Istituto Vive di mantenere un dialogo costante con il proprio pubblico, la mostra propone un programma didattico rivolto a tutte le fasce d’età: dalle visite guidate dedicate agli adulti ai laboratori per bambini e famiglie volti ad approfondire la conoscenza della figura di Giuseppe Mazzini e del periodo del Risorgimento, dall’altro di Silvestro Lega e della pittura dell’800. (ITALPRESS).

    Foto: Ministero della Cultura

  • Elodie, The Stadium Show nel 2025 a San Siro e al Maradona

    Elodie, The Stadium Show nel 2025 a San Siro e al Maradona

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Oltre all’uscita del suo nuovo singolo “Black Nirvana”, disponibile da oggi in radio e su tutte le piattaforme streaming, Elodie annuncia l’”Elodie The Stadium Show”, due appuntamenti imperdibili prodotti da Vivo Concerti che avranno luogo l’8 giugno 2025 allo Stadio San Siro a Milano, uno dei palchi più ambiti della musica pop e rock a livello internazionale, e il 12 giugno 2025 allo Stadio Maradona a Napoli. I biglietti saranno disponibili online a partire da lunedì 3 giugno 2024 alle ore 14 e in tutti i punti vendita autorizzati da sabato 8 giugno 2024 alle ore 11. Per ulteriori informazioni: www.vivoconcerti.com. All’interno di questi due templi della musica live prenderà vita uno show sensazionale e sarà l’occasione per il pubblico di ascoltare per la prima volta anche la nuova era musicale dell’artista multiplatino che inizia dal nuovo singolo “Black Nirvana”, scritto da Jacopo Ettorre, Federica Abbate, la stessa Elodie e Itaca, il team che ne ha curato anche la produzione. Online anche il videoclip ufficiale del brano, diretto da Attilio Cusani, caratterizzato da un immaginario accattivante, tantrico e onirico.

    foto: ufficio stampa Wordsforyou

    (ITALPRESS).

  • Apre a Roma la mostra di Emilio Leofreddi

    Apre a Roma la mostra di Emilio Leofreddi

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Apre oggi (31 maggio), al pubblico, a Roma presso lo Spazio WeGil, la mostra dedicata – ad un anno dalla sua prematura scomparsa – all’artista Emilio Leofreddi, curata da Giuseppe Stagnitta, con la collaborazione dell’Archivio Emilio Leofreddi e con il contributo di Amnesty International Italia. E’ patrocinata dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea, e viene prodotta dalla Clode Art Gallery con la partecipazione della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dalla Prof.ssa Alessandra Taccone, e Poema.
    Emilio Leofreddi nacque il 23 maggio 1958 a Roma, dove ha vissuto e lavorato come artista e autore video. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, ha vissuto per un periodo in India e poi a Berlino, dove ha alternato l’attività fotografica a quella fumettistica e alla pittura. Nel 1985 ha fatto ritorno a Roma ed ha iniziato a lavorare come fotografo di moda e come assistente della fotografa Cristina Ghergo. All’inizio degli anni ’90 ha ripreso a disegnare ed iniziato a progettare istallazioni con video e performance impegnate su tematiche politiche e sociali. È del 1992 la sua prima installazione Balene, contro la caccia alle balene, patrocinata da Greenpeace e finanziata da Mario Schifano. Nel 1993 ha realizzato l’opera Contact, contro la pena di morte, patrocinata da Amnesty International e da Nessuno tocchi Caino. Nel 1994 ha concepito Im-Media, un’istallazione composta da opere su tela che evocano le affissioni pubblicitarie. Nel 1996, a Palazzo delle Esposizioni, ha realizzato Caos, un’opera sull’assenza della pietas in un momento storico di assestamenti politici e grandi violenze nel mondo. L’anno successivo, da una derivazione di Caos, ha presentato Mangiate Pietà, un progetto ironico e poetico in cui viene immaginato il tema della Pietà (pietas) come un prodotto coloniale, consumistico, rappresentato da un cucchiaio con dentro la Pietà di Michelangelo in volo per il mondo. Nel 1999 ha fondato a Roma, insieme a Ivan Barlafante, Claudio Di Carlo e Andrea Orsini, lo studio d’arte collettivo Ice Badile Studio; in quell’anno ha esposto la sua personale Human Being al M.O.C.A. (Museum of Contemporary Art) di Washington D.C. (USA). Nel 2004 ha iniziato a lavorare sul viaggio come opera d’arte e sul diario di viaggio da realizzare su tappeti tibetani e tende indiane. Prese così forma il progetto Dreams che lo riporterà, dopo molti anni, a rivivere in India: la dimensione del viaggio e l’incontro tra Oriente e Occidente sono al centro di questo progetto. Le opere sono state presentate alla Galleria Santo Ficara di Firenze ed esposte anche all’Art Basel Miami (USA) e nel 2007 alla Biennale del Cairo (Egitto), dove ha ricevuto il premio della Critica. Nel 2009 ha esposto al Vittoriano di Roma, a cura della Galleria La Nuvola, una personale dal titolo Il respiro del mondo, realizzata con le tende indiane cucite a Goa (India): la scelta di questo tipo di tenda come media artistico è dovuta alla sua identità di materiale povero; la tenda è anche percepita come sinonimo di movimento, di rifugio e comunità. Nel 2012 con il progetto Land-E-Scape ha dato continuità alla tematica del sogno e del viaggio, affrontati come immersione nel fantastico mondo del cielo. Ispirandosi ai cieli del pittore William Turner e alle imprese funamboliche di Philippe Petit, Leofreddi ha dipinto la tensione tra l’aspirazione verso l’alto e la paura di cadere nell’abisso della realtà più crudele.
    “Io mi sento come quell’equilibrista”, diceva spesso nel suo ultimo periodo di vita, sempre in bilico nel desiderio di raggiungere il cielo, fondersi con l’infinito e con le sue nuvole di musica e colori, ma con la paura di sprofondare nel caos di un sistema delirante. Nel 2015, presso la galleria SMAC (Segni Mutanti Arte Contemporanea), è stata inaugurata la personale Gea Mondi Colori. Il mondo si colora di tensioni del sogno e del desiderio, per una serie di opere che segnano il ritorno dell’artista alla pittura più pura. Nel 2018 ha lavorato ad un nuovo progetto dal titolo l’Economia del Nulla. Numerose le mostre personali e collettive che lo hanno portato a esporre in Italia e all’estero, tra Inghilterra, Stati Uniti, Germania, India e Cina. Alcune sue opere video hanno partecipato a festival di cinema e rassegne di videoarte. Emilio Leofreddi si è spento a Roma il 22 luglio 2023. Il suo lavoro è stato presentato all’Accademia delle Belle Arti di Milano, Firenze e Roma. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private sia nazionali che internazionali.
    La Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che ha contribuito a realizzare la mostra, si è così soffermata in conferenza stampa sulla dimensione sociale e la vocazione internazionale dell’arte di Leofreddi:
    “Sono molto lieta che la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale partecipi concretamente, assieme alla società Poema S.p.A., a questa mostra, prodotta dalla Clode Art Gallery di Claudia Guitto e curata con passione da Giuseppe Stagnitta, caro amico di Emilio Leofreddi, con la fondamentale collaborazione dell’Archivio Leofreddi a cura della figlia Asia e della moglie Marina.
    La Fondazione Terzo Pilastro non poteva non partecipare alla realizzazione di questa mostra, seguendo in tal modo il percorso tracciato dal mio illustre predecessore Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, il quale ha sempre voluto dare visibilità, negli spazi espositivi della Fondazione e non solo, all’arte e alla cultura di mondi lontani che hanno fatto la Storia, nonché alle testimonianze più significative dell’arte contemporanea, che siano in grado di intercettare i temi di maggiore attualità e le sensibilità oggigiorno più diffuse. Inoltre, la valenza sociale del lavoro di Leofreddi – che si declina sia nel suo appassionato impegno civile e politico, sia nel progetto Dreams, realizzato con i tappeti tibetani tessuti, in modo sostenibile, dai bambini del luogo (i quali non sono stati sfruttati, ma a cui al contrario è stato devoluto il compenso della produzione di queste opere) – si sposa perfettamente con la filosofia della Fondazione Terzo Pilastro, e con la sua vocazione internazionale ben resa, dall’artista, nell’ampia e articolata ricerca sul tema del viaggio, inteso come strumento di conoscenza del mondo.
    Il progetto espositivo, che vuole essere un omaggio a tutto tondo all’uomo e all’artista, è a mio parere di grande impatto concettuale ed emotivo, ed è ospitato in questo spazio affascinante, la WeGil, dalle linee architettoniche pulite e rigorose, mirabilmente recuperato dalla Regione Lazio dopo un lungo abbandono e oggi divenuto un vero e proprio hub culturale.
    Ci viene qui restituito il ritratto di una personalità complessa e affascinante, libera da ogni tipo di condizionamento, e di un artista poliedrico e sognatore che nella sua vita si cimentò con il fumetto, la fotografia, la pittura, la videoarte, persino la scrittura (come testimonia il suo taccuino, un’opera esso stesso, summa di tanti viaggi reali e immaginati).
    Le opere che, personalmente, mi hanno più colpito – fra le tante degne di nota – sono: la grande sfera Pangea, attraverso la quale Leofreddi lancia un messaggio di comunione e fratellanza universale, che lo accompagnerà sempre come aspirazione a cui tendere; i cicli Dreams e Il Respiro del mondo, realizzati rispettivamente con i tappeti tibetani e le tende indiane di Goa, che sono frutto dei suoi soggiorni in India e del contatto e scambio con altre culture; e infine le opere che meglio esprimono la sua dimensione intimistica e poetica, attraverso il leit-motiv del cielo, e della figura dell’equilibrista – alter ego dell’artista – sospeso tra sogno e realtà, tra mondo utopico e mondo reale”.
    -foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro-
    (ITALPRESS).

  • ‘Ruggero de I Timidi’ dal vivo al Cowboys’ Guest Ranch di Voghera in versione country

    ‘Ruggero de I Timidi’ dal vivo al Cowboys’ Guest Ranch di Voghera in versione country

    In programma domenica 16 giugno il concerto di Ruggero de I Timidi presso il Cowboys’ Guest Ranch di Voghera (PV), dove l’artista è atteso con uno show del tutto speciale.

    Ruggero, cantante romantico per eccellenza, indosserà jeans e cappello da cowboy per un live in versione acustica dei suoi brani più celebri, riarrangiati per l’occasione in chiave country. Una cavalcata tra i più grandi successi di Ruggero, in esclusiva per la serata con le sonorità del vecchio West. Con lui sul palco la cantante Fabiana Incoronata Bisceglia, considerata dalla critica la nuova Dolly Parton italiana, e il polistrumentista Davide “Bill” Brambilla.

    Ruggero è il cantante da night che mancava in questi anni, un cocktail perfetto che mescola modernità e vintage. Con le sue canzoni affronta tematiche che gli altri cantanti non hanno il coraggio di affron­tare, sia in amore che nella vita di tutti i giorni, canzoni che vanno dritte al sodo e che sono diventate veri e propri inni: da “Timidamente io” a “Notte Romantica”, passando per “Padre e Figlio” e “La Canzone dell’estate”, ma anche la sua personalissi­ma versione del celebre brano “Hallelujah” di Leonard Cohen.

    Dopo essersi fatto conoscere tramite il web, è stato lanciato in radio prima da Ciao Belli di Radio Deejay, poi dallo Zoo di Radio 105 con varie incursioni a La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24. Televisivamente ha partecipato a Tu Si Que Vales su Canale 5, Quelli che il calcio su Rai 2, 90 Special su Italia e molto altro. Ha al suo attivo oltre 800 concerti, esibendosi nei principali club e teatri italiani.

  • “Linee dell’Invisibile”, a Baku la mostra dello scultore Gianfranco Meggiato

    “Linee dell’Invisibile”, a Baku la mostra dello scultore Gianfranco Meggiato

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “Linee dell’Invisibile” (Görünməyənin cizgiləri) è il titolo della grande mostra dello scultore Gianfranco Meggiato, allestita a Baku, la capitale dell’Azerbaijan, nell’Heydar Aliyev Center, uno dei più importanti complessi culturali dell’Asia, gioiello dell’architettura contemporanea, progettato da Zaha Hadid.
    L’esposizione, inaugurata nelle scorse ore, potrà essere visitata fino al 26 ottobre e presenta 39 opere, alcune delle quali di dimensioni imponenti, di cui 19 realizzate appositamente per questa mostra: al centro della riflessione dell’Artista, la relazione con l’invisibile, la possibilità di vivere la materia, trascendendola, dandole un significato che non sia esclusivamente materiale; la relazione con l’energia, alla luce delle ricerche della Fisica Quantistica e uno sguardo alla spiritualità, che si esprime nelle forme che rimandano ai quattro elementi e all’Unità Primigenia.
    La mostra di Baku, inoltre, assume un’importanza internazionale, perché Gianfranco Meggiato è il primo artista italiano vivente a esporre in una grande mostra Personale presso l’Heydar Aliyev Center. Un polo culturale, presso cui, negli anni, sono state ospitate opere di alcuni fra gli scultori e artisti più importanti del mondo, tra i quali Anish Kapoor, Yayoi Kusama, Tony Cragg.
    La mostra è allestita su più livelli e in diversi luoghi dell’Heydar Aliyev Center: le sculture sono, infatti, visibili nel grande parco esterno, all’ingresso del complesso culturale, nella hall del pianterreno e in una sala espositiva appositamente allestita nel cuore del museo. Ed è proprio la grande visibilità, data dal Centro Heydar Aliyev alle opere di Meggiato ad apparire come un significativo tributo a questo scultore italiano e all’Italia nel suo complesso da parte della massima istituzione culturale dell’Azerbaijan. Entro l’estate sarà realizzato un libro-catalogo completo della mostra da Editoriale Giorgio Mondadori.
    Tra le 19 opere realizzate appositamente per Baku ci sono “Germinazione”, “Sfera Primigenia”, “Mistral”, “Scienza e Conoscenza”, “Creazione”.
    Fra le sculture più imponenti, l’opera “Germinazione”, alta oltre 6 metri e situata proprio davanti all’ingresso principale dell’Heydar Alyiev Center, ha un significato speciale: “la scultura – come sottolinea Gianfranco Meggiato – ricorda che siamo tutti foglie di un albero, cellule di un organismo, parti di un Essere. Fino a quando l’umanità non accetterà questi concetti di unità e fratellanza, non ci sarà né pace né rispetto per il mondo a cui apparteniamo”. La scultura appare, inoltre, come un concatenarsi di quattro elementi abbracciati, che solo uniti possono germogliare, riportandoci alla vita: un tema che è un richiamo forte al rispetto della natura e dell’ambiente, alla possibilità di uno sviluppo che guardi al pianeta, non stravolgendo il suo equilibrio. Un richiamo che arriva non a caso da Baku, città che a novembre ospiterà la Cop 29, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
    “Mistral” (alta 4 metri), con la sua forma caratterizzata dalle volute a spirale che si avvolgono attorno al nucleo e con il suo colore rosso, simbolicamente incarna e riunisce insieme il concetto del vento e della fiamma di fuoco, che rappresentano rispettivamente la città di Baku e l’Azerbaijan. Nell’Opera “Sfera Primigenia”, ispirata dalla fisica quantistica, vi sono le stringhe di energia attorno al nucleo, che è l’Origine, l’essenza creatrice. In “Sfera Samsara” si fa riferimento ai cicli di vita, morte e rinascita, che simboleggiano la vita. La ciclicità. All’uomo è data la possibilità di vivere i cicli, ma anche quella di trascenderli.
    Presentando la mostra, Anar Alakbarov, Direttore dell’Heydar Aliyev Center, ha evidenziato la lunga tradizione del Centro di presentare opere di scultori importanti, esprimendo la fiducia che la mostra catturerà i visitatori ed esprimendo la propria gratitudine a Gianfranco Meggiato. L’esposizione è curata da Amina Melikova, Direttrice del Dipartimento di organizzazione eventi ed esposizioni presso l’Heydar Aliyev Center.
    “Questo straordinario Centro Culturale che ospita la mostra – sottolinea Gianfranco Meggiato – con le sue forme fluide e armoniche, definito “l’incredibile trasformazione dell’Arzebaijan”, ha reso tangibile un sogno, quello di modernizzazione di un Paese. E rendere visibili i sogni, ispirare e materializzare ciò che si riteneva impossibile, è una delle grandi possibilità dell’arte in tutte le sue forme: è per questo che l’architettura avveniristica e sognatrice di Zaha Hadid e le mie sculture condividono gli stessi ideali e sono in perfetta sintonia. Ringrazio di cuore il direttore dell’Heydar Aliyev Center, Anar Alakbarov, la curatrice e direttrice del Dipartimento Eventi, Amina Melikova per avere voluto ospitare le mie sculture e la Città di Baku per l’eccezionale accoglienza”.
    Gianfranco Meggiato, scultore di origini veneziane, dal 1998 partecipa ad esposizioni in Italia e all’estero e ad eventi internazionali. È ospite, nei padiglioni nazionali, a due edizioni della Biennale di Venezia (2011, 2013). L’artista modella le sue sculture ispirandosi al tessuto biomorfo e al labirinto, che simboleggia il tortuoso percorso dell’uomo teso a trovare sé stesso e a svelare la propria preziosa sfera interiore. Meggiato inventa, così, il concetto di “introscultura”, in cui lo sguardo dell’osservatore viene attirato verso l’interiorità dell’opera, non limitandosi alle sole superfici esterne. Cercando di realizzare complicate forme astratte, sceglie non tanto di scolpire la pietra, ma modellare la morbida e fluida cera d’api, per poi fondere a cera persa. Utilizzando la più antica tecnica di fusione del mondo, crea un proprio stile riconoscibile e contemporaneo.
    Dal 2017 Gianfranco Meggiato realizza opere urbane e installazioni di grande potenza e nello stesso anno ha ricevuto il Premio Icomos-UNESCO “per aver magistralmente coniugato l’antico e il contemporaneo in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica”.
    Sue mostre sono state allestite, negli anni, in diverse città italiane e in varie parti del mondo: Canada, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Principato di Monaco, Ucraina, Russia, India, Cina, Emirati Arabi, Kuwait, Corea del Sud, Taipei, Australia, Londra, Montecarlo, Singapore e in diverse città degli Stati Uniti.
    -foto ufficio stampa Gianfranco Meggiato-
    (ITALPRESS)

  • Rino Gaetano, esce ristampa del primo album “Ingresso libero”

    Rino Gaetano, esce ristampa del primo album “Ingresso libero”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Da domani, venerdì 31 maggio, sarà disponibile l’esclusiva ristampa di “Ingresso libero” (Sony Music), il primo storico album di Rino Gaetano, a 50 anni dall’uscita, un omaggio al suo talento senza tempo per offrire un’esperienza unica ai fan devoti e ai collezionisti. “Ingresso libero” sarà disponibile nei formati: vinile 180gr Black Remastered in 192 Khz con copertina originale apribile che riporta internamente un breve racconto scritto da Rino Gaetano e i testi delle canzoni, anche in edizione limitata numerata con in più due fotografie inedite, che donano una nuova chiave di lettura ad uno dei capolavori della storia della musica italiana (foto di Piero Togni, fotografo del servizio fotografico dell’album); Picture Vinyl con stampata la copertina dell’album. Uscirà inoltre in 45 giri trasparente il singolo “Tu, forse non essenzialmente tu / I tuoi occhi sono pieni di sale” che rappresenta una rarità per i veri fan collezionisti. Le copie originali del 1974, infatti, sono andate distrutte e questo rende la nuova release un pezzo unico di storia musicale da non perdere.
    Sempre da domani sarà possibile ascoltare per la prima volta Rino Gaetano in audio spaziale! Saranno disponibili sulle piattaforme digitali i brani “Mio fratello è figlio unico”, “Berta Filava” e “Visto che mi vuoi lasciare” e l’intero album “Nuntereggae più”.
    “Ingresso libero”, uscito nel luglio 1974, è il primo lavoro che il cantautore firma col proprio nome. Un disco in cui convergono già tutte le differenti anime musicali che andranno via via definendo la poetica unica di Rino Gaetano, un mosaico di liriche taglienti e un sarcasmo sottile, riflettendo una libertà intellettuale senza pari. Gaetano osserva e descrive il mondo con una peculiarità che lo distingue nettamente dai suoi contemporanei, affrontando temi come la vita, l’amore e la politica con un approccio del tutto nuovo. Le canzoni di “Ingresso libero” si caratterizzano per una ritmica incalzante, che spesso si avvicina più a una filastrocca (come “A Khatmandu”) che alla tipica canzone cantautorale degli anni ’70. Questa scelta stilistica conferisce al disco una freschezza e un dinamismo che anticipano lo spirito innovativo che caratterizzerà l’intera carriera di Gaetano.
    (La ristampa esce a pochi giorni dal consueto “RINO GAETANO DAY” (2 giugno a Testaccio Estate – Città dell’Altra Economia di Roma), la tradizionale manifestazione nazionale organizzata dal 2011 dalla famiglia del cantautore nelle persone di Anna e Alessandro Gaetano per ricordarlo negli anniversari della sua scomparsa. L’evento è aperto a chiunque voglia conoscere o ripercorrere la discografia di Rino, riproposta rigorosamente live dalla Rino Gaetano Band insieme a molti artisti ed ospiti che gli renderanno omaggio. L’edizione 2024 sarà a supporto del progetto PES School Edition dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus che gira nelle scuole in ricordo di Francesco Valdiserri per informare sulla sicurezza stradale e il divertimento responsabile.

    foto: ufficio stampa Parole e d’Intorni

    (ITALPRESS).

  • “Synchronicity” dei Police sarà ripubblicato a 40 anni dall’uscita

    “Synchronicity” dei Police sarà ripubblicato a 40 anni dall’uscita

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – A quattro decenni dalla sua uscita originaria “Synchronicity” l’album-capolavoro dei Police viene arricchito con demo inediti di Sting. Synchronicity dei Police sarà ripubblicato il 26 luglio in numerosi formati, incluso un cofanetto Deluxe da 6CD con 55 brani inediti, nuove note di copertina, interviste, memorabilia e fotografie mai viste prima. Un vero tesoro per i fan di Sting, Stewart Copeland e Andy Summers. L’album ha raggiunto il primo posto nelle classifiche di tutto il mondo, vendendo oltre 15 milioni di copie (di cui 8,5 milioni solo negli Stati Uniti). E la hit “Every Breath You Take” è la canzone più ascoltata nella storia della radio, con oltre 15 milioni di riproduzioni. Shyncronicity ha vinto 3 Grammy Award nel 1984, (Best Rock Performance, Song of the Year e Best Pop Performance), stampa e critica lo hanno applaudito e la rivista Rolling Stone lo include nella fra i 500 migliori album della storia (#159).
    Questa ristampa, realizzata con il coinvolgimento diretto della band, ha richiesto tre anni di lavoro. Il libro di 62 pagine incluso nel Box contiene nuove e approfondite note di copertina scritte dal noto giornalista musicale Jason Draper, che racconta nei dettagli la nascita del capolavoro dei Police.
    Oltre quarant’anni dopo, tutti i membri della band continuano a portare avanti l’eredità dei Police: Stewart Copeland ha pubblicato i suoi Police Diaries, ha girato il mondo con i concerti Police Deranged e in autunno si esibirà nel Regno Unito con il lo spettacolo Have I Said Too Much?; Andy Summers ha pubblicato diversi libri fotografici incentrati sull’era dei Police e attualmente è in tournèe in USA con lo show Cracked Lens + A Missing String; Sting è attualmente in tour negli Stati Uniti e in Europa dove suona molte canzoni dei Police.

    foto: ufficio stampa Universal Music

    (ITALPRESS).

  • X Factor 2024, per la prima volta in conduzione Giorgia

    X Factor 2024, per la prima volta in conduzione Giorgia

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    MILANO (ITALPRESS) – Primi annunci per X Factor 2024: la nuova edizione dello show Sky Original prodotto da Fremantle accende oggi i motori con lo svelamento delle prime novità di quest’anno. Una grande sorpresa arriva nella conduzione: a guidare lo show ci sarà Giorgia, che fa il suo esordio assoluto alla guida in solitaria di uno show. Al tavolo di X Factor si siederà una formazione del tutto inedita, con un attesissimo ritorno – quello di Manuel Agnelli – e tre nomi che a #XF2024 faranno il proprio esordio assoluto in giuria: Achille Lauro, Jake La Furia e Paola Iezzi. “Inauguriamo X Factor 2024 con grandi novità, per un’edizione rinnovata nel cast artistico e con la missione costante di ricercare il vero talento e aiutarlo a sbocciare. C’è una grande energia al nuovo tavolo dei giudici, voglia di scoprire nuovi progetti musicali, intrattenere e divertirsi. Diamo quindi un caloroso benvenuto a Paola, Achille e Jake, e un grande bentornato a Manuel, uno dei giudici più amati di X Factor. Personalità, stili e gusti diversi, ma tutti competenti, contemporanei e glam, sono già al lavoro per le Audizioni che inizieranno a breve. E con grande soddisfazione annunciamo una conduzione inedita e sorprendente: Giorgia entra a far parte della famiglia di X Factor. Per lei e per la sua carriera gli aggettivi non bastano mai, siamo stati letteralmente travolti dalla sua voglia di mettersi alla prova in una veste ancora nuova e siamo orgogliosi che abbia deciso di farlo sul nostro palco” dichiara Antonella d’Errico, Executive Vice President Content Sky Italia.
    “E non posso non ringraziare di vero cuore la nostra Francesca Michielin, che ha voluto portare il suo talento, la sua professionalità e il suo amore per la musica, ancora una volta, sul palco di X Factor conducendo le ultime due edizioni. Con lei tutti gli artisti che hanno contribuito a rendere grande questo show. A Sky non vediamo l’ora di ripartire con il grande team di X Factor, colonna portante della nostra idea di intrattenimento, per costruire assieme a Fremantle, alla nostra squadra e agli artisti in gara, un nuovo spettacolo di altissimo livello” conclude Antonella d’Errico. “Una delle grandi doti di X Factor è sempre stata la capacità di reinventarsi ogni volta, pur rimanendo fedele alla sua storia. E’ questa la sfida, dal punto di vista produttivo ed editoriale: consolidare un format iconico, accogliendo stimoli e suggestioni dalla contemporaneità con l’ambizione di guardare al futuro. E’ per questo che siamo felici di continuare a collaborare con Sky a una nuova stagione di X Factor all’insegna del cambiamento e dell’eccellenza. Insieme, con un cast artistico che ci entusiasma, costruiremo il palcoscenico che i sogni e le aspirazioni dei nostri concorrenti meritano” dice Marco Tombolini, Ceo di Fremantle.

    foto: ufficio stampa Sky Tv

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  • Recuperate e rimpatriate dagli Stati Uniti 600 opere d’arte

    Recuperate e rimpatriate dagli Stati Uniti 600 opere d’arte

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Opere di antiquariato, beni archivistici, numismatici e soprattutto archeologici del periodo che va dal IX secolo a.C. al II secolo d.C.:i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno rimpatriato dagli Stati Uniti 600 opere d’arte dal valore economico stimato in circa 60 milioni di euro. Si tratta di oggetti di scavi clandestini nel centro-sud d’Italia e furti a danno di chiese, musei e privati, i beni sono stati riportati in Italia grazie alle numerose indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con diverse Procure della Repubblica nazionali, coadiuvate dal New York District Attorney’s Office e dall’Homeland Security Investigations statunitense. Per le attività di indagine il TPC si avvale di un importante strumento tecnologico, la ‘Banca dati dei beni culturali illecitamente sottrattì, che costituisce il più grande archivio al mondo di beni d’arte rubati, con informazioni su oltre 7 milioni di oggetti censiti, di cui 1.315.00 da recuperare.
    ‘Celebriamo oggi un nuovo successo conseguito dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale con il rimpatrio in Italia di centinaia di opere d’arte di pregevole valore, frutto della consolidata cooperazione investigativa, giudiziaria e diplomatica tra il TPC, la magistratura e le autorità di polizia federali e statali degli Stati Unitì ha detto il generale Francesco Gargaro, Comandante del TPC. Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano ha spiegato che ‘oggi è una bellissima giornata per il patrimonio culturale della Nazione per il rientro in patria di centinaia di opere d’arte sottratte ed esportate illecitamente all’estero. Grazie all’insostituibile azione dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, una vera eccellenza investigativa della Nazione, insieme alla preziosa collaborazione delle autorità statunitensi, registriamo un ulteriore successo su questo fronte. Riportare in Italia questi beni permetterà anche di sanare tante ferite che si sono aperte negli anni nei territori dove sono stati trafugati, privando le comunità di pezzi importanti della loro identità. Fondamentale, anche in questa lunga e articolata attività, è stata la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del MiC, che rappresenta il più grande archivio al mondo di beni d’arte rubati, con informazioni su oltre 7 milioni di oggetti censiti, di cui oltre 1.3 milioni di opere da ricercarè.
    Attualmente è attivo un innovativo strumento che sfrutta l’Intelligenza Artificiale, denominato ‘Stolen Works Of Art Detection System’ (S.W.O.A.D.S.) che elabora la ricerca nel web e social networks, senza soluzione di continuità, di opere d’arte trafugate. Secondo l’ultimo rapporto sull’attività svolta nel 2023, diffuso nei giorni scorsi dal TPC, sono stati recuperati 105.474 mila beni d’arte dal valore stimato di oltre 264 milioni di euro. ‘L’Italia possiede un incredibile patrimonio culturale e artistico. La sua tutela richiede cura e sorveglianza. Gli Stati Uniti sono fortemente impegnati per la salvaguardia e la conservazione del patrimonio culturale in tutto il mondo. Dal 2001, gli Stati Uniti adempiono ad un accordo bilaterale con l’Italia per combattere il traffico di antichità, e insieme continuiamo a lavorare per proteggere, preservare e promuovere la cultura e le artì, le parole dell’ambasciatore americano Markell. L’allestimento temporaneo delle opere è stato curato dalla Direzione generale Musei, insieme ai Carabinieri TPC.
    ‘Il rientro in Italia di beni culturali di tale importanza, sia per la loro consistenza numerica che per il valore storico-artistico, è un altro traguardo significativo. Oltre ad essere opere d’arte di inestimabile valore rappresentano l’alta espressione della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità nazionalè ha affermato il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi ‘la cerimonia di oggi è, inoltre, una testimonianza concreta della forza della cooperazione internazionale con gli Stati Uniti d’Americà. Per Massimo Osanna, direttore generale Musei: ‘si scrive oggi grazie allo straordinario lavoro del Comando dei Carabinieri TPC, un nuovo capitolo nell’appassionante storia dei recuperi dei beni culturali. La Direzione generale Musei sarà orgogliosa di poter accompagnare, insieme alla Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio, il viaggio di queste opere straordinarie fino agli istituti museali che ne saranno la nuova casa. Dal grande calderone bronzeo di epoca orientalizzante decorato con teste di grifo alle lastre etrusche dipinte, dalla ceramica figurata di produzione ateniese ad oggetti preziosi quali la corona in oro e le coppe cesellate in argento, dalla straordinaria statua in bronzo di principe ellenistico al mosaico romano, di epoca imperiale, con Orfeo e gli animali, queste suggestive testimonianze costituiscono un racconto variegato della nostra eredità culturale nei suoi molteplici e affascinanti aspetti. Nei prossimi giorni gli studenti di alcuni istituti scolastici potranno visitare l’esposizione temporanea dei reperti allestita presso l’ICR, per continuare a stimolare la sensibilità dei giovani nei confronti di temi fondamentali quali la legalità e il valore del nostro patrimoniò.
    Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio ha ricordato che ‘l’operazione ‘Symes’, grazie alla serrata attività in stretta sinergia dal Comando Carabinieri TPC e la Direzione generale ABAP, con il supporto giuridico dell’Avvocatura dello Stato fin dal 2007, ha consentito il recupero e il rimpatrio di una moltitudine di reperti archeologici di inestimabile valore provento di attività illecita di scavo clandestino. Si tratta di un vero e proprio tesoro di circa 900 pezzi tra i quali sculture, gioielli, bronzetti, ceramiche a figure rosse e nere, riconducibile alla figura di Robin Symes, noto trafficante internazionale di reperti antichi, di cui una parte considerevole recuperata negli Stati Uniti grazie alla collaborazione con la Procura di New York. Nonostante la distruzione della documentazione commerciale relativa alla attività di commercio internazionale di materiale archeologico, le Autorità coinvolte hanno ricostruito la mappa del traffico clandestino del materiale scavato ed esportato dal territorio italiano, oggetto dello straordinario recupero a favore del Ministero della cultura. Un nuovo importante recupero di opere d’arte antica che dopo la consegna alla Direzione Generale Abap e quindi al Ministero della cultura saranno assegnate agli istituti museali dei luoghi di provenienza e restituiti alla fruizione pubblicà.
    Tra i beni recuperati si segnalano: 600 reperti archeologici risultati essere provento di furto ai danni di enti statali italiani o di scavi illeciti, esportazioni clandestine e ricettazione. I beni sono stati localizzati negli USA sia d’iniziativa del Comando TPC, ma anche a seguito d’indagini proprie, svolte dal District Attorney’s Office e dall’HSI, uffici che hanno poi sequestrato i reperti finiti in possesso di note istituzioni museali statunitensi, galleristi, collezionisti e intermediari del settore, nonchè noti trafficanti internazionali. I beni, che si riferiscono all’arco temporale dal IX secolo a.C. al lI secolo d.C., sono testimonianze storico-scientifiche riconducibili alle culture villanoviana, etrusca, magno-greca, sannita, apula e romano- imperiale, provenienti dalle regioni Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Un tetradramma da Naxos in argento, IV secolo a.C., raffigurante il dio del vino Dioniso sul dritto e Sileno sul rovescio, provento di scavi illeciti avvenuti prima del 2013 in Sicilia e successivamente esportato clandestinamente nel Regno Unito. Il bene è stato localizzato e sequestrato a New York nel 2023 dove si trovava in vendita a 500.000 dollari; Una moneta in argento, un contorniato dell’imperatore Traiano, provento del furto avvenuto nel 1978 ai danni del Museo Archeologico Oliveriano di Pesaro. Individuata dal Comando TPC in una casa d’aste di Lancaster (Philadelphia, USA); Monete in oro, riconducibili a varie zecche, provento del furto avvenuto il 3 luglio 2009 ai danni del Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Parma.
    Individuate in case d’asta di New York, Dallas, Los Angeles, Chicago e Puerto Rico, le monete sono state sequestrate dai rispettivi uffici HSI, per poi essere definitivamente restituite; Una corazza e due teste in bronzo risalenti al IV-III secolo a.C., localizzate dal District Attornev’s Office nella disponibilità di un noto gallerista di New York, quindi sequestrate poichè risultate essere provento di scavo clandestini avvenuti in Italia centro-meridionale; Un bronzetto umbro raffigurante un guerriero trovato in un noto museo statunitense, provento del furto avvenuto nel 1962 ai danni di un museo italiano. Le evidenze fornite da questo Comando al New York District Attorney’s Office hanno permesso il recupero del bronzetto e di ulteriori 39 pregevoli reperti archeologici, risultati essere provento di scavi clandestini avvenuti negli anni ’90 nel sud Italia; Una scultura bronzea raffigurante un principe ellenistico a grandezza naturale, del I sec. a.C., provento di scavi clandestini avvenuti negli anni ’70 nel Sud Italia, localizzato nel New Jersey (Stati Uniti). L’opera è stata recuperata da Comando TPC unitamente ad altri 144 oggetti, grazie alla collaborazione del New York District Attorney’s Office e l’HSI; Un mosaico (pavimento musivo) raffigurante il mito di Orfeo che incanta gli animali selvaggi con il suono della lira, metà III – metà IV secolo d.C., localizzato dal District Attorney’s Office nella collezione privata di un noto collezionista di New York, risultato essere provento di scavi illeciti avvenuti in Sicilia prima del 1991.
    Centinaia di capolavori, di elevato valore economico, depredati dai ‘tombarolì in tutta la Penisola: vasi villanoviani, buccheri e lastre dipinte etrusche, anfore e crateri apuli, coppe in argento, teste in marmo e bronzo, interi corredi funerari sradicati dal loro originario contesto; Un dipinto olio su tela raffigurante ‘Madonna Assuntà attribuito al pittore Giuseppe Pappini e risalente al 1851, provento del furto avvenuto il 2 maggio 2002 nell’Abbazia Benedettina in provincia di Pordenone, che era nella disponibilità di un gallerista di Dallas, dove è stato sequestrato da HSI e restituito al Comando TPC. Una coppia di dipinti del Seicento, olio su tela di forma ovale, raffiguranti natura morta (asportati il 25 febbraio 1997 da un’abitazione privata di Cucciago (Como), localizzati in una nota casa d’aste di Los Angeles, sequestrati da HSI e poi restituiti al Comando TPC; Un dipinto olio su tela raffigurante ‘A mediterranean harbor scenè di cm. 82×119, attribu all’artista olandese Hendrik Van Minderhout (1632-1696), provento del furto avvenuto nel 2004 in provincia di Salerno ai danni di un privato. Localizzato dal Comando TPC in una galleria di New Orleans; Una pergamena manoscritta nota come ‘Waldipertus Land Grant Document,’ Benevento, Italia, 821, (Inventario Arca I 13); Una pergamena manoscritta nota come ‘Martinus Land Sale Document,’ epoca 823, Benevento, Italia (Inventario Arca I 37); Materiale archivistico e bibliografico di epoca compresa tra il 1800 e il 1979, asportato nel 2004 dall’archivio storico in provincia di Pescara, poi individuato nella collezione di un gallerista di Binghamton (New York), sequestrato da HSI e restituito al Comando TPC.

    foto: ufficio stampa Ministero della Cultura

    (ITALPRESS).