Categoria: Spettacoli

  • Alessandra Amoroso e BigMama insieme in “Mezzo Rotto”

    Alessandra Amoroso e BigMama insieme in “Mezzo Rotto”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Alessandra Amoroso e BigMama insieme per la prima volta in “Mezzo Rotto” (Epic / Sony Music), il nuovo singolo fuori ovunque venerdì e da ora in pre-save e pre-add. “Mezzo Rotto”, prodotto da ZEF e scritto da Stefano Tognini, Davide Petrella e Marianna Mammone, sancisce il rapporto di stima, amicizia e complicità musicale tra le due artiste, iniziato nel 2022 durante l’ultimo tour di Alessandra in cui BigMama ha aperto la data di Napoli, grazie all’operazione nata dalla collaborazione di Alessandra con Spotify Equal. Entrambe sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo, hanno duettato anche all’Arena di Verona per “Una Nessuna Centomila”, evento che le ha viste entrambe schierate per la lotta contro la violenza sulle donne.

    foto: ufficio stampa On-outnow

    (ITALPRESS).

  • Elisa ospite del concerto dei Negramaro il 22 giugno a San Siro

    Elisa ospite del concerto dei Negramaro il 22 giugno a San Siro

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Manca sempre meno al ritorno live dei Negramaro che dal 15 giugno saranno sui palchi dei principali stadi italiani. Un’attesa che la band ha voluto spezzare annunciando a sorpresa il primo ospite speciale di questo tour evento: Elisa. La cantautrice sarà sul palco dello Stadio San Siro di Milano il prossimo 22 giugno. Un’amicizia speciale quella che lega i due artisti che negli anni hanno collaborato insieme scrivendo vere e proprie gemme della musica italiana come “Basta così”, “Ti vorrei sollevare” e la recente “Diamanti” insieme anche a Jovanotti. Il tour negli Stadi, prodotto e organizzato da Magellano Concerti e Friends & Partners, partirà sabato 15 giugno allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli (la prima volta per una band italiana), per poi proseguire il 18 giugno al Blueenergy Stadium Stadio Friuli di Udine, il 22 giugno allo Stadio San Siro di Milano, il 3 luglio allo Stadio Franco Scoglio (San Filippo) di Messina e il 6 luglio allo Stadio San Nicola di Bari.

    foto: ufficio stampa MNComm
    (ITALPRESS).

  • Gli 80 anni di Bruno Vespa tra interviste a grandi leader e al Papa

    Gli 80 anni di Bruno Vespa tra interviste a grandi leader e al Papa

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    PALERMO (ITALPRESS) – Bruno Vespa compirà 80 anni il 27 maggio. Giornalista, conduttore televisivo e scrittore è uno dei volti più noti dell’informazione politica italiana. Apprezzato dal grande pubblico non solo per la sua cultura e grande competenza che lo hanno portato ad intervistare i personaggi politici più importanti su scala mondiale, ma soprattutto per il modo semplice e chiaro di condurre le sue interviste, rendendole accessibili a tutti. Un compleanno importante che arriva a pochi giorni dal
    mancato faccia a faccia in Tv del 23 maggio tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein in vista delle elezioni europee, che avrebbe fatto il paio con quello del 6 aprile del 2009 tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi.
    Il suo talk show “Porta a Porta”, in onda in seconda serata su Rai 1 e in prima in caso di eventi importanti, entra nelle case degli italiani dal 27 gennaio del 1996, un appuntamento fisso con protagonisti politici, esperti e personaggi famosi che si confrontano su alcune importanti tematiche che arrivano giornalmente in particolare dalla cronaca parlamentare. Gli ospiti del programma definito ironicamente da Giulio Andreotti “la terza Camera dello Stato” entrano in studio, uno per volta, attraverso una porta aperta dall’attore Paolo Baroni, che interpreta la figura del maggiordomo, sulle note della sigla, la colonna sonora del film “Via col Vento”, arrangiata più volte nel corso degli anni.
    Bruno Paolo Vespa nasce a L’Aquila il 27 maggio del 1944. Nel 1968 si laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. La sua carriera giornalistica comincia molto presto e già a 16 anni è autore di articoli sportivi per il quotidiano “Il tempo”. Vince un concorso nazionale per radiocronisti e viene assegnato alla redazione del Telegiornale unificato, per poi diventare inviato speciale del Tg1. Tra le sue interviste più famose quella del 1977 all’allora Arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, che l’anno successivo sarebbe diventato Papa Giovanni Paolo II e che nel 1998, in occasione della puntata di Porta a Porta dedicata al ventennale del suo pontificato gli telefonò in diretta. Nel 1990 è l’unico giornalista italiano ad intervistare il dittatore iracheno Saddam Hussein, nonostante il parere contrario del Governo. E in seguito all’invasione russa dell’Ucraina del 2022 intervista per ben tre volte il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy: la prima in collegamento da Kiev, in occasione della seconda Vespa si reca personalmente in Ucraina e la terza viene realizzata in occasione della visita ufficiale in Italia del leader ucraino.
    Dalla voce di Bruno Vespa vengono comunicate al pubblico per la prima volta alcune tragedie vissute dal nostro Paese, come il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro il 9 maggio del 1978 in una edizione straordinaria del Tg1 e il 2 agosto del 1980 fu il primo a comunicare che la strage alla stazione di Bologna non era stato frutto di un incidente ma di un attentato con una bomba. Alla vigilia delle elezioni del 2001 Silvio Berlusconi sceglie proprio lo studio di Porta a Porta per firmare il cosiddetto “contratto con gli italiani”. E in vista delle elezioni europee del 2014 anche Beppe Grillo, leader del Movimento Cinque Stelle, sceglie il programma di Vespa e torna dopo 21 anni in uno studio Rai.
    Dal 1990 al 1993 Bruno Vespa diventa direttore del Tg1. Nel 2011 conduce con Pippo Baudo il varietà “Centocinquanta”, dedicati ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Dal 2014 al 1019 è il direttore di QN-Quotidiano Nazionale ed è editorialista de “Il Mattino” e “IL Gazzettino”. Nel 2023 l’ultima novità televisiva è “Cinque minuti”, in onda su Rai 1 dopo il Tg delle 20, dove approfondisce con ospiti un tema di attualità ma con un ritmo veloce e incalzante, appunto per soli 5 minuti.
    Nella vita privata Bruno Vespa è sposato dal 1975 con il magistrato Augusta Iannini e ha due figli Federico e Alessandro. Diversi i premi prestigiosi ottenuti come “Il Bancarella”, “Saint-Vincent per la televisione” e nel 2011 quello alla Carriera. Numerosi i libri pubblicati, a cadenza quasi annuale: gli ultimi due lavori “Kennedy. Fu vera gloria? Amori e potere di un mito” e “Il rancore e la speranza. Ritratto di una nazione dal dopoguerra a Giorgia Meloni, in un mondo macchiato di sangue”.
    80 anni e ancora tanta voglia di fare. E a chi lo interroga sulla data del suo ritiro al Corriere della Sera Vespa ha risposto così: “Il giornalismo si fa con la testa, che ancora funziona bene. Il ritiro lo deciderà il mio editore di riferimento: il Padreterno”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Festival di Cannes, la Palma d’Oro va ad “Anora” di Sean Baker

    Festival di Cannes, la Palma d’Oro va ad “Anora” di Sean Baker

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Era uno dei favoriti, “Anora”, e alla fine la commedia dell’americano Sean Beker ha conquistato la Palma d’Oro assegnata dalla Giuria presieduta da Greta Gerwig. Un esito per il Concorso di Cannes 77 che mette tranquilli soprattutto quelli che speravano in un Palmares che desse conto della varietà di forme espressive e generi che hanno caratterizzato questa edizione. “Anora” è il ritratto di una ragazza di Brooklyn che fa strip-tease e si mette nei guai sposando il giovanissimo e viziato rampollo di un oligarca russo in vacanza in America. Ritmo da commedia rocambolesca, personaggi simpatici e riusciti, forse un pò troppo lungo, il film conferma un talento registico che da anni offre opere di qualità.
    Il Premio Speciale assegnato a “Il seme del fico selvatico” dell’iraniano Mohammad Rasoulof, segnala un’opera importante politicamente e sostiene la causa degli artisti e del popolo iraniano. Rasoulof ha potuto ritirare il premio sulla Croisette perchè è fuggito pochi giorni fa dall’Iran, dove le autorità lo trattenevano.
    Il Gran Premio al film della regista indiana Payal Kapadia “All We Imagine As Light”, mette in rilievo poi una delle opere più belle e sorprendenti del Concorso, ritratto di tre donne di Mumbai sospese sulle loro esistenze non facili.
    Due i riconoscimenti assegnati a Emilia Perèz di Jacques Audiard, altro film molto amato dal pubblico della Croisette: il Premio della Giuria e quello corale per le interpretazioni femminili del cast, composto da Adriana Paz, Zoe Saldana, Karla Sofìa Gascòn e Selena Gomez. Il Premio per l’Interpretazione Maschile è invece andato a Jesse Plemons per Kind of Kindnes, il film a episodi di Yorgos Lanthimos. Grande soddisfazione per il Premio per la Regia assegnato al portoghese Miguel Gomes per “Grand Tour”, melodramma coloniale stilisticamente innovativo. Il Premio per la Sceneggiatura a Coralie Fargeat per “The Substance” segnala infine un altro dei grandi protagonisti di Cannes 77.
    – foto ufficio stampa Festival del cinema di Cannes –
    (ITALPRESS).

  • Cento anni fa nasceva Mike Bongiorno, re del quiz e dell’allegria

    Cento anni fa nasceva Mike Bongiorno, re del quiz e dell’allegria

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    PALERMO (ITALPRESS) – Mike Bongiorno è stato uno dei grandi pilastri della tv italiana, un personaggio unico, con un particolare carisma e uno stile ben diverso anche dagli altri suoi colleghi pionieri dell’intrattenimento. Nel centenario dalla sua nascita si fa fatica a trovare il suo “erede” che lui stesso aveva indicato in Gerry Scotti, attuale conduttore dello storico game show “La ruota della Fortuna”. E lo stesso Carlo Conti che ha riproposto lo scorso marzo il “Rischiatutto” ha raccontato quando Mike entrato in camerino gli disse che era bravo e che sarebbe diventato “l’erede del suo erede”, ovvero Gerry Scotti. Certamente, a 15 anni dalla scomparsa, l’affetto della gente nei suoi confronti è rimasto immutato e il suo indimenticabile saluto agli ascoltatori “Allegria” ha lasciato il segno, così come altre celebri frasi: “Quale busta vuole, la uno, la due o la tre” con la e aperta o quella legata a un famoso spot “Sempre più in alto”.
    Michael Nicholas Salvatore Bongiorno (così all’anagrafe) avrebbe compiuto 100 anni il prossimo 26 maggio e sono diverse le iniziative organizzate nell’arco di quest’anno per onorare la sua memoria, in particolare la mostra nella “sua” Milano e una serie di iniziative a scopo benefico. Il “re” dei quiz è nato a New York da mamma torinese, padre italo americano e nonno paterno emigrato dalla Sicilia. Dopo la separazione dei genitori si trasferì in Italia.
    Prima della Tv il suo sogno era quello di diventare giornalista e la passione per lo sport, in particolare per la Juventus, lo ha contraddistinto per tutta la sua esistenza. Nel corso della seconda guerra mondiale fu un partigiano e nell’aprile del 1944 venne catturato dalla Gestapo, salvandosi per un vero e proprio colpo di fortuna: mentre stava per essere fucilato i fascisti trovarono un suo pacchetto con il passaporto statunitense. In prigione a Milano conobbe Indro Montanelli e dopo la detenzioni in vari campi di concentramento ritrovò la libertà poco prima della fine del conflitto per via dello scambio di prigionieri da guerra tra Stati Uniti e Germania. Tornato in Usa si occupò di giornalismo, lavorando anche come speaker, programmatore radiofonico e corrispondente. A sceglierlo in Rai come collaboratore per il Radiogiornale è stato Vittorio Veltroni. Realizzava servizi di colore e radiocronache sportive. Nel 1955/1956 presentò alla radio in programma a quiz “Il motivo in maschera” con l’orchestra diretta da Leo Luttazzi. E’ stato proprio Mike Bongiorno ad inaugurare le trasmissioni ufficiali della Tv italiana conducendo il programma “Arrivi e partenze” (regia Antonello Falqui). Il primo quiz, quello che ha spianato la strada a Mike Bongiorno, è stato “Lascia o raddoppia?” che diventerà un format storico, molto apprezzato dai telespettatori che per vederlo, visto che l’apparecchio televisivo non era alla portata di tutti, si riunivano il giovedì sera, in famiglia, tra amici, nei bar e anche nei cinema che proiettavano il quiz televisivo.
    Successo che portò il grande Totò a essere protagonista di una commedia in cui interpretò il ruolo di un nobile decaduto concorrente al programma di Mike Bongiorno che interpretava se stesso. Il programma nato nel 1955 terminò nel 1959. Quiz a parte, Mike Bongiorno ha un altro gran record, risultando al secondo posto per il numero di edizioni condotte al Festival di Sanremo, 11, cinque delle quali consecutive dal 1963 al 1967 e l’ultima nel 1997. Meglio di lui solo Pippo Baudo con 13 edizioni. Il secondo grande quiz di Bongiorno è stato nel 1968 il “Rischiatutto” con al fianco Sabina Ciuffini, la prima “Valletta parlante” e che in 5 anni ha raggiunto una media di 20 milioni di telespettatori. Altro quiz “Scommettiamo?” nel 1976 per tre edizioni e e per celebrare i 20 anni dalla chiusura, nel 1979 Mike ripropone “Lascia o raddoppia?” a colori. L’ultima “fatica” per mamma Rai, prima del definitivo addio, è stata Flash (1980-1982). Poi cominciò l’avventura alla Fininvest dopo avere accettato la corte di Silvio Berlusconi che lo ha voluto con lui a Telemilano, poi diventata Canale 5. Per Mike Bongiorno è cominciata una seconda vita professionale con quiz e trasmissioni televisive come il gioco mattutino “Bis”, “Superflash”, “Pentathlon”, “Telemike”, “La Ruota della Fortuna”, “Tris”, “Viva Napoli”, il “Festival Italiano” sulla falsariga del Festival di Sanremo, “Paperissima Sprint”. Mike Bongiorno è stato anche vicepresidente della Fininvest e di Canale 5. Nel 1996 ha fondato insieme alla moglie e ai figli la casa di produzione “Bongiorno Production”. Un bel rapporto professionale e di amicizia è nato con Fiorello in seguito alle imitazioni dello showman siciliano. Diverse le apparizioni televisive insieme, anche in alcuni spot.
    Nel 2007 Mike è tornato in Rai per condurre la 68^ edizione di “Miss Italia” su Rai 1, quindi ha ottenuto dalla Iulm di Milano la laurea honoris causa in televisione, cinema e produzione multimediale. Le ultime apparizioni televisive sono state come concorrente in due programmi di Sky: “Cash Taxi” e “Sei più bravo di un ragazzino di 5^?” (puntata vip) e si stava preparando per debuttare con “Riskytutto”. La vita privata di Mike Bongiorno è stata caratterizzata da diverse storie d’amore e tre matrimoni rispettivamente con il soprano Rosalia Maresca, la giornalista Annalisa Torsello e Daniela Zucconi. Con quest’ultima ha avuto tre figli Michele, Niccolò e Leonardo. Mike Bongiorno ci ha lasciati l’8 settembre del 2009 all’età di 85 anni, per un infarto, mentre si trovava in vacanza con la moglie. Dopo la morte tanti progetti e iniziative a suo nome come “Casa allegria” per le fasce più fragili, una statua a Sanremo per rendergli omaggio, una targa davanti l’abitazione di via Giovanni da Procida Milano (dove aveva vissuto), una via a lui intitolata sempre a Milano, in zona Porta Nuova. Purtroppo la famiglia ha anche dovuto subire la triste vicenda della salma trafugata il 25 gennaio del 2011. Fortunatamente il feretro è stato trovato intatto l’8 dicembre nelle campagne del milanese senza che siano stati trovati i responsabili del gesto. Da qui la decisione di ricorrere alla cremazione al cimitero monumentale di Torino e alla successiva dispersione delle ceneri nelle valli del Cervino, in Valle d’Aosta.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Nuovo studio e sigla per il Tg2

    Nuovo studio e sigla per il Tg2

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Novità in arrivo per il Tg2 con un progetto tutto interno, a cura della Direzione Produzione Tv – Centro Produzione Tv di Roma, per innovare nel solco della tradizione. Nuova, infatti, la veste grafica del Tg2 e nuova anche la sigla.
    “La persona al centro dell’informazione. E’ questa l’idea che ha ispirato il nuovo studio del Tg2 E’ un impegno che viene dalla nostra storia e ci proietta verso il futuro. Per questo la nuova sigla contiene una citazione del passato”, dichiara il direttore Antonio Preziosi. “Quel 2 che si compone in vari colori ci ricorda da dove veniamo e ci spinge a rinnovare l’impegno di serietà e di credibilità verso chi ci ascolta anche in futuro”, aggiunge. La scenografia è di Flaminia Suri, la progettazione grafica di Alessandro Cossu, il progetto registico è di Silvia Belluscio e Adriano Ilari, il coordinamento tecnico di Salvatore Zaru e Simone Di Battista, mentre il direttore della fotografia è Stefano Russo.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa Rai –

  • “All We Imagine As Light”, a Cannes il realismo magico di Mumbai

    “All We Imagine As Light”, a Cannes il realismo magico di Mumbai

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (ITALPRESS) – C’è qualcosa di magico e qualcosa di realistico in “All We Imagine As Light”, il primo film di finzione della giovane documentarista indiana Payal Kapadia, presentato in Concorso a Cannes 77. In sostanza si tratta del ritratto di Mumbai composto attraverso la storia di due donne che condividono un appartamento e si confrontano con i loro sogni, tra passato e presente, in un flusso narrativo molto dolce e tendenzialmente trasognato, che ha anche qualcosa di ipnotico. C’è Prabha, che fa l’infermiera in ospedale e cerca di gestire incombenze di lavoro e questioni di vita con un misto di sensibilità, pragmatismo e vaga indolenza. Nella sua vita c’è anche un medico che forse le fa un pò la corte e le regala un poema scritto pensando a lei, col quale intende partecipare a un concorso.
    Nel suo passato c’è invece un marito ormai lontano da anni, dal quale però un giorno riceve, del tutto inaspettatamente, un grande pacco con dentro un elettrodomestico. Prabha condivide l’appartamento con la più giovane Anu, che ha un carattere più lieve e spensierato e coltiva un amore sincero con un ragazzo, col quale cerca invano di trovare un posto per trascorrere un pò di tempo in serenità e intimità. Sarà un viaggio in una località di mare a offrire a entrambe l’occasione per sganciarsi dal peso della quotidianità e trovare lo spazio e il tempo per liberare le loro coscienze e il loro spirito: un chiosco sul mare sul far della notte sarà il luogo in cui, finalmente sole con se stesse, le donne potranno ridefinire il loro rapporto con la realtà e Anu potrà presentare all’amica il suo ragazzo. La regista costruisce questa tessitura narrativa lieve e concreta partendo dalla sua capacità di osservare luoghi e persone in chiave documentaria, ma individuando un tono narrativo che sta mirabilmente in bilico tra l’intimo e l’oggettivo, il mondo reale e quello psicologico.
    Le interpreti offrono al film la chiave d’accesso alla dimensione femminile, mentre la regista, Payal Kapadia, conferma tutte le qualità che la avevano vista premiata alla Quinzaine di Cannes di tre anni fa con il documentario “A Night of Knowing Nothing”.

    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • A Cannes “Parthenope”, il sogno di Napoli negli occhi di Sorrentino

    A Cannes “Parthenope”, il sogno di Napoli negli occhi di Sorrentino

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Napoli come un sogno che attraversa il tempo: Paolo Sorrentino ha portato in Concorso a Cannes 77 il suo viaggio spirituale nella grande bellezza di “Parthenope”, progetto tanto ambizioso quanto semplice per un autore che alla sua città ha già dedicato il suo precedente film, “E’ stata la mano di Dio”. Da quel canto autobiografico che ripercorreva l’idea di una Napoli intrisa di ricordi e di pulsioni personali, al progetto di “Parthenope” il passo è breve: si tratta di reinventare il mito interiore di una città antica e decadente, vivendola attraverso le illusioni della giovinezza e le disillusioni dell’età adulta. Come sempre Sorrentino costruisce un impianto narrativo trasversale, guardando in trasparenza luoghi, personaggi ed eventi e reinventandoli nell’arco di un immaginario che distilla la grandiosità della visione nella percezione soggettiva minimale, fatta di dettagli, di luci, di sussurri e di un lirismo respirato a pieni polmoni. La protagonista è la “Parthenope” del titolo, ragazza scaturita dal ventre di Napoli e incarnazione ideale di tutte le sue virtù inespresse: a interpretarla è una esordiente destinata a restare nel cinema italiano, Celeste Dalla Porta, milanese in realtà, con studi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, in curriculum solo una piccola parte nel film precedente di Sorrentino, che poi l’ha lanciata sul set di questo suo nuovo lavoro, mettendo sulle spalle della sua luminosa, immediata ma anche interlocutoria bellezza l’intero vissuto di “Parthenope”. Figlia dell’alta borghesia napoletana cresciuta al servizio di un armatore che ovviamente non si fatica a riconoscere come Achille Lauro, la protagonmista cresce attraversando con la sua intelligenza la realtà decadente della sua città. Legata a doppio filo ad Armando, il fratello maggiore, più sognatore e fragile, Parthenope è nel cuore di tutti: corteggiata da un magnate in elicottero, studia antropologia e vince la diffidente ritrosia del burbero professor Marotta interpretato da Silvio Orlando. L’amore però non lo trova, nemmeno nel devotissimo Sandrino che la segue ovunque con dedizione e passione inespressa…
    Tutto finisce con la scomparsa di Armando, che segna la fine di una giovinezza in cui si è belli e felici e l’inizio di un’età adulta segnata dalla lenta, progressiva, inesorabile decadenza, alla quale nemmeno la luminosità di Parthenope potrà resistere. Sorrentino costruisce una narrazione fluida e sontuosa, che riproduce l’approccio intimista e affabulatorio a una realtà che si offre come scenario esistenziale. La rappresentazione di Napoli diventa lo specchio in cui il regista riflette la sua visione della vita, incarnandola nella miriade di personaggi che intrecciano in chiave grottesca la purezza della protagonista: la diva invecchiata interpretata da Luisa Ranieri che trasfigura Sophia Loren gettando veleno sulla sua Napoli, il Cardinale Tesorone di Beppe Lanzetta, l’insegnante di recitazione che dietro la velina nasconde il volto di Isabella Ferrari, lo scrittore decadente e ubriaco che parcheggia la sua tristezza a Capri interpretato da Gary Oldman.
    Parthenope ama tutti con dedizione pari solo alla sua sostanziale indifferenza, metafora di una Napoli che non si dà mai davvero. Il film ha tutta la grandezza e tutta la prevedibilità che ha ormai assunto il cinema di Paolo Sorrentino: intarsiato di momenti memorabili, ma anche segnato da cadute di stile dovute all’eccesso visionario cui spesso l’autore si affida, “Parthenope” è un viaggio profondo, sontuoso, lento e estenuante nella grande bellezza e nella persistente decadenza napoletana . C’è cuore e sentimento, ma alla fine si resta un pò tutti schiacciati dal quieto senso di trapasso che Sorrentino disegna sul volto di Stefania Sandrelli, alla quale affida la bellezza ormai trascorsa della “Parthenope” ormai anziana.

    foto: IPA Agency

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  • A Fiorello Sigillo dell’Università di Urbino “Volevo fare il calciatore”

    A Fiorello Sigillo dell’Università di Urbino “Volevo fare il calciatore”

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    URBINO (ITALPRESS) – Rosario Fiorello ha ricevuto il Sigillo di Ateneo dell’Università di Urbino. Nel corso della cerimonia, l’artista ha tenuto una lectio magistralis, dal titolo “La mia vita, la mia carriera: lo stesso grande spettacolo”.
    Non un discorso scritto, ovviamente, ma un racconto a braccio pieno di battute e aneddoti sulla vita dello showman.
    La sua prima recita all’asilo, dove interpretò Ulisse. “Poi lo spettacolo non era nella mia testa, volevo fare il calciatore”, ha raccontato. Tra i primi lavori, quello in un’agenzia di pompe funebri, ma la svolta arriva quando comincia a fare l’animatore nei villaggi turistici, e poi con le radio libere. “Non bisogna mai restare fermi, immobili”, ha spiegato Fiorello, che ha esaltato il valore dell’improvvisazione ma anche quello della preparazione: “Avrei dovuto avere la forza di studiare di più”.

    – Foto screenshot video Università di Urbino –

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  • Rettore torna con il nuovo singolo “Il senso del pericolo”

    Rettore torna con il nuovo singolo “Il senso del pericolo”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Rettore torna venerdì 24 maggio con un singolo inedito dal titolo “Il senso del pericolo”. Questo nuovo brano, prodotto da Luca Chiaravalli, segna il primo capitolo del suo nuovo album ed è un inno all’estate, un invito ad andare incontro alle opportunità che la vita offre, alla spensieratezza. Così racconta Donatella Rettore: “Essere in uno stato di perenne ma piacevole febbre , che non ti fa pensare. E così, passi con il rosso, vai a sbattere contro le porte a vetri dei negozi, con la gente che ti insulta gridando: ‘hey, tu dove ce l’hai la testa?’. Tanto tu non li senti, sei da un’altra parte. E, in quell’istante arriva lui, ti spalanca la portiera, e tu sali contenta, perchè in quel posto ci stai perfettamente. Non ti servono specchi, beauty case, spazzolini da denti. Non hai tempo per i dettagli, corri incontro all’estate e al tuo destino… Finalmente”.
    -foto ufficio stampa Rettore-
    (ITALPRESS).