Categoria: Spettacoli

  • Coldplay, esce il nuovo album “Moon Music”

    Coldplay, esce il nuovo album “Moon Music”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ uscito oggi il decimo album dei Coldplay, Moon Music. Il disco contiene il singolo “WE PRAY” insieme a Little Simz, Burna Boy, Elyanna e TINI, e “feelslikeimfallinginlove”, nominato agli ultimi MTV VMA, che ha raggiunto il numero 1 sia nella classifica airplay del Regno Unito che nella Official Big Top 40. Un terzo singolo, All My Love, viene pubblicato insieme all’album, con un video girato in un karaoke bar di Las Vegas che verrà presentato in anteprima oggi.
    Chris Martin ha recentemente pubblicato un video in cui ci racconta il nuovo album: “Penso che questo album possa rappresentare una risposta alle nostre lotte interiori e forse anche a quelle fuori di noi; aiutarci a capire qual è la risposta migliore. E credo che Moon Music voglia dire che forse è proprio l’amore la risposta migliore”.
    Moon Music è stato presentato in anteprima mondiale lunedì scorso al Moon Saloon di Moon, nel Wisconsin, seguito da un evento di ascolto mondiale nei cinema martedì e mercoledì.
    Per celebrare l’uscita dell’album TikTok e i Coldplay hanno collaborato per creare un’esperienza esclusiva ed interattiva per i fan facendoli sentire protagonisti: possono interagire con i contenuti esclusivi di “Moon Music”, sbloccare funzionalità ed effetti unici. Oltre alla possibilità di essere selezionati per il Fan Spotlight.
    Gli utenti possono infatti esplorare i contenuti della band, acquistare prodotti esclusivi sul TikTok Shop (solo negli Stati Uniti) e ottenere uno speciale frame a tema per il profilo.
    Per entrare nell’esperienza basta cercare “Coldplay” o “Moon Music” su TikTok, oppure interagire con l’icona video speciale presente nei contenuti del profilo dei Coldplay (@coldplay). Inoltre, i fan possono ottenere la cornice a tema dopo aver completato quattro attività: utilizzare la funzione Aggiungi brano per aggiungere il nuovo singolo All My Love alle loro app di streaming, mettere “Mi piace”, commentare, e creare un video.
    -foto ufficio stampa Warner Music-
    (ITALPRESS).

  • Roberto Bolle festeggia i suoi 30 anni di Teatro alla Scala di Milano

    Roberto Bolle festeggia i suoi 30 anni di Teatro alla Scala di Milano

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Un anno denso di anniversari importanti per Roberto Bolle che proprio in questi giorni – mentre è osannato protagonista, insieme con Nicoletta Manni, della Dame aux Camèlias al Teatro alla Scala di Milano – festeggia il trentesimo anniversario della sua carriera al Teatro alla Scala di Milano. Era infatti il 1994 quando il danzatore di origini piemontesi entrava ufficialmente nel Corpo di Ballo dell’istituzione milanese per poi bruciare le tappe e diventare nel 1996 Primo Ballerino ed E’toile nel 2004, esattamente 20 anni fa. Ma gli anniversari non si fermano qui. Nel 2025 il suo celeberrimo Gala, “Roberto Bolle and Friends” compirà 25 anni. Uno spettacolo grazie al quale l’E’toile ha conquistato per la danza nuovi spazi in Italia e all’estero, portando il balletto classico fuori dalla nicchia dei teatri d’opera, direttamente alla gente. Sono diventati iconici gli spettacoli in piazza del Duomo di Milano, in piazza San Marco a Venezia, al Colosseo di Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, ma anche quelli di New York, Shanghai,Pechino, Dubai, Parigi, ecc. Un vero e proprio show di cui Bolle è mente e protagonista, in cui racchiude, in ogni occasione in maniera diversa, il meglio della danza mondiale con stelle della danza provenienti da tutto il mondo e un programma che mescola sapientemente il repertorio più classico alle nuove creazioni contemporanee più sorprendenti.

    Foto: Zebaki comunicazione

    (ITALPRESS).

  • Da oggi il nuovo brano di Colapesce “La Malvagità” dal film “Iddu”

    Da oggi il nuovo brano di Colapesce “La Malvagità” dal film “Iddu”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – . Da oggi è disponibile su tutte le piattaforme “La Malvagità” (Numero Uno/Sony Music), il secondo estratto da “IDDU – Sicilian Letters” (Numero Uno/Sony Music), la prima colonna sonora, dell’omonimo film, scritta da Colapesce che ha composto le musiche originali del film “IDDU” – presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 dove ha conquistato il premio Soundtrack Star Award 2024, come miglior colonna sonora – scritto e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con protagonisti Elio Germano e Toni Servillo. “La Malvagità” (https://shor.by/lamalvagita) è l’unica canzone inedita presente nel film e che lo chiude accompagnando il finale e i titoli di coda. Il brano, ispirato e scritto dal Colapesce appositamente per l’opera cinematografica, ci racconta di un’umanità che non riesce a fare a meno del male. Da sempre forza motrice oscura della storia del mondo e degli esseri umani. Il mix e master è di Pino Pinaxa Pischetola.
    L’album “IDDU – Sicilian Letters” è disponibile in preorder (https://shor.by/IDDUsicilianletters) ed uscirà il prossimo 11 ottobre. Un lavoro evocativo che affonda le radici nella grande tradizione italiana delle musiche per il grande schermo, dal M° Ennio Morricone a Egisto Macchi e Fiorenzo Carpi, ma riuscendo nello stesso tempo a proiettarla nella contemporaneità. Unendo tradizione e innovazione, luce e oscurità, con richiami anche ai mondi sonori di compositori come Jon Hassel e band come i Popol Vuh. Un racconto in musica che ci mostra una Sicilia inedita, occulta e opprimente dove non c’è quasi mai il sole. Scritto e arrangiato da Colapesce – che ha appositamente sonorizzato le immagini del lungometraggio, in un ricco e complesso lavoro di studio dove ha anche suonato diversi strumenti – con la preziosa collaborazione in fase di scrittura e produzione di Federico Nardelli e gli archi del M° Davide Rossi. A cui si aggiungono anche Alessandro Bottachiari alla tromba e il coro Schola Gregoriana Mediolanensi. Mentre il mix e master è stato curato da Ivan Antonio Rossi.

    – Foto ufficio stampa Colapesce –

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  • Cento anni della radio in Italia, celebrazione in senato

    Cento anni della radio in Italia, celebrazione in senato

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – All’interno dell’aula del Senato sono stati celebrati i Cento anni della Radio in Italia. La festa dedicata alla Radio, voluta su iniziativa del Presidente Ignazio La Russa, è andata in onda su Rai1 a cura di Rai Parlamento, e su Rai Radio 1, con la conduzione di Carlo Conti, la partecipazione di Renzo Arbore, Umberto Broccoli e Andrea Delogu. Con la presenza in Aula figure istituzionali, vertici del servizio pubblico radiotelevisivo e alcuni rappresentanti delle maggiori emittenti radiofoniche private. Seduta sullo scranno del padre ha preso parte Elettra Marconi, figlia del senatore del Regno d’Italia Guglielmo Marconi, inventore della Radio. Che Conti ha ringraziato “Se non avesse inventato la radio io e tanti amici presenti non saremmo stati qua. La sua genialità ci ha permesso di comunicare a distanza” e nel raccontare l’inizio della sua carriera alla radio ha ricordato anche “andavo a scuola con il transistor arancione e verso l’una ascoltavo di nascosto Arbore e Boncompagni”.
    Nel corso della celebrazione sono stati rievocati alcuni momenti e annunci storici, emozionanti e significativi appartenenti al vissuto della nostra Nazione e soprattutto, grazie al contributo del Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino e di Radio Rai, è stato diffuso il primo annuncio risalente al 6 ottobre 1924. Inoltre sono state trasmesse anche le sigle di celebri programmi condotti da Arbore come la sigla di Bandiera Gialla del 1965 fino a quella di Alto gradimento. “Ascoltavo le radio di tutto il mondo” ha raccontato Arbore accolto dai presenti con fragorosi applausi “Il mio ascolto della radio è antichissimo. La prima volta che ho portato la radio in braccio avevo sei anni, mi trovavo a Francavilla al Mare ed era l’8 settembre del ’43 e ricordo vagamente tutti che dicevano ‘è finita la guerrà. Era un grande tripudio. Ho ascoltato questa scatola magica straordinaria che ci ha rallegrato moltissimo”.
    Il celebre conduttore è ritornato indietro fino ai tempi in cui da giovane a Foggia “in tutte le case basse e in quelle che stavano ricostruendo c’erano le radio antiche al massimo del volume. Sentivo queste trasmissioni straordinarie. L’epopea della radio era fortissima. L’ho ascoltata molto: c’erano voci indimenticabili incominciando da Sergio Zavoli, da quelli che hanno inventato Tutto il calcio minuto per minuto, c’era Corrado che era ancora un annunciatore”. Arbore ha poi dichiarato parlando sempre della radio “Era una grande consolatrice perchè, quando la sentivo, in Italia c’era il dopoguerra. Al cinema c’erano film tristissimi e l’unica consolazione era la radio che trasmetteva perfino delle canzoni stupidissime che piacevano a noi bambini, cantate dai grandi cantanti di allora. Il grande merito è che anche quelli che hanno ricostruito il nostro paese in quegli anni hanno sentito molto la radio e sono stati confortati dall’ascolto di questa scatola magica”.
    Il Presidente La Russa, che ha consegnato ad Arbore una campanella, tornando indietro nel tempo, ha raccontato un episodio personale rispetto alla radio “Nel 1975-1976 arrivarono le radio libere, la prima radio libera politica fu Radio Popolare, di sinistra, e mi indignai moltissimo e immediatamente nel settembre del ’76 feci partire Radio University. La prima radio di destra in Italia, antesignana delle radio che non facevano solo musica. Cercammo di utilizzare la radio libera per una incredibile e cattivissima propaganda politica”.
    Fino a domenica 6 ottobre, inoltre, proprio nella sala di Palazzo Madama intitolata a Guglielmo Marconi, resteranno esposti documenti d’archivio e apparecchiature tecniche di un secolo fa, come il microfono a bobina magnetica utilizzato per il primo annuncio radiofonico e il carillon della radio, databile 1936, che veniva utilizzato come stacco tra i programmi riproducendo il canto di un uccellino.

    foto: ufficio stampa Senato

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  • Si insedia il cda Rai, nominato Rossi nuovo ad e Agnes presidente

    Si insedia il cda Rai, nominato Rossi nuovo ad e Agnes presidente

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – L’Assemblea degli azionisti, riunita in forma totalitaria alla presenza dell’intero azionariato (MEF e Siae), ha nominato il Cda composto da Simona Agnes,Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Federica Frangi, Antonio Marano, Roberto Natale ed è stato indicato il consigliere Giampaolo Rossi per la posizione di Amministratore delegato.
    Successivamente il Consiglio di Amministrazione della Rai riunitosi in Viale Mazzini e presieduto da Antonio Marano in qualità di consigliere anziano ha nominato a maggioranza per la carica di Presidente Simona Agnes nomina che diventerà efficace solo dopo il parere favorevole da parte dei due terzi dei componenti della Commissione Parlamentare di Vigilanza. Il nuovo Amministratore delegato è Giampaolo Rossi eletto a maggioranza.
    Nella stessa seduta espletate le formalità di rito, il nuovo Amministratore Delegato ha comunicato di voler affidare a Roberto Sergio il ruolo di Direttore Generale Corporate.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Prix Italia, Rai Documentari presenta “Il mio nome è Battaglia”

    Prix Italia, Rai Documentari presenta “Il mio nome è Battaglia”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    TORINO (ITALPRESS) – “L’organo della vista non è l’occhio ma la mente, il cuore. E lei aveva un cuore e una mente diversi da tutti gli altri”: così l’ex magistrato (oggi senatore della Repubblica) Roberto Scarpinato ricorda Letizia Battaglia nel documentario “Il mio nome è Battaglia” presentato questa mattina al Prix Italia, in svolgimento a Torino, e in onda su Rai3 venerdì 4 ottobre. Frutto di una coproduzione tra Rai e France Tèlèvision, prodotto da Zenit Arti Audiovisive e scritto e diretto da Cècile Allegra, il documentario ripercorre la vita della grande fotografa fin da quando, sposata a sedici anni, si trova rinchiusa nel ruolo di donna e madre nella Sicilia patriarcale degli anni ’60. Affrontata una grave depressione grazie alla psicoanalisi, Letizia divorzia e parte per Milano dove diventa fotogiornalista e documenta la rivolta dei movimenti studenteschi e la vita degli emarginati. Nel 1974 viene richiamata in Sicilia dal giornale L’Ora: sono anni di sangue per Palermo dove il clan dei Corleonesi – Totò Riina, Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella – combattono per la conquista del potere. Letizia documenta tutto questo: fotografa i morti ma anche la quotidianità della malavita e i suoi effetti collaterali, le donne in lutto, i bambini.
    In seguito, negli anni ’80, prima segue il lavoro del pool antimafia di Falcone e Borsellino, fotografando gli arresti e i processi ai mafiosi e, poi, si impegna in politica al fianco del sindaco di Palermo Leoluca Orlando per combattere la corruzione. Cerca di ridare vita ai quartieri storici della città e si avvicina agli abitanti più disagiati. Lavora anche come volontaria nell’ospedale psichiatrico. L’inizio degli anni ’90 coincide con l’inizio del suo inferno personale: prima la strage di Capaci poi quella di via D’Amelio che lei si rifiuta di fotografare, decidendo di non recarsi mai più sulle scene del crimine; la chiusura del giornale L’Ora e la morte di sua madre. Letizia parte per un viaggio in Groenlandia e, quando torna, si dedica a fotografare solo i bambini e le donne che, in prima linea nella lotta contro la mafia, rappresentano una speranza di pace e di giustizia.
    “‘Il mio nome è Letizia Battaglià è il ritratto di una donna appassionata, piena di speranza e di entusiasmo, che non ha mai smesso di combattere per le sue idee – dice il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi – Il racconto della sua storia da un lato si inscrive nella nostra linea editoriale perchè è il ritratto di un personaggio di eccellenza che ha contribuito al progresso civile del progresso civile del ns Paese e, dall’altro, contribuisce a rinsaldare il legame di Rai con France Tèlèvision con cui negli ultimi tre anni abbiamo sviluppato un rapporto molto proficuo di coproduzioni che è sfociato nella costituzione di un progetto di collaborazione duraturo”. Da questo progetto (e dal relativo concorso pubblico per società di produzione italiane e francesi) che riguarda “progetti dedicati alla geopolitica, alle storie di grandi personaggi della storia europea e vicende sportive che riguardano i nostri Paesi” sono già scaturiti due titoli in lavorazione dedicati, anticipa Zappi, al Teatro La Scala di Milano (con la sua storia e il racconto della preparazione della prima della prossima stagione) e alla storia dei rapporti tra le Nazionali di calcio di Italia e Francia, “con le vittorie, le sconfitte, le provocazioni e altro, con il racconto di esperti e degli stessi protagonisti”.

    foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • Milly Carlucci compie 70 anni e torna con “Ballando”

    Milly Carlucci compie 70 anni e torna con “Ballando”

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    ROMA (ITALPRESS) – La puntata numero 200 di “Ballando con le stelle” che andrà in onda il 23 novembre non è l’unico motivo di festeggiamento per Milly Carlucci. Prima, oggi (1° ottobre), c’è una ricorrenza ben più importante: la conduttrice, che è nata a Sulmone nel 1945, compirà infatti 70 anni. Quasi 50 li ha passati in tv: nonostante i genitori non fossero particolarmente entusiasti delle sue aspirazioni artistiche, Camilla Patrizia (questo il suo vero nome) ha esordito in tv giovanissima, prima nell’emittente privata GBR poi in Rai dove, dal 1976 al 1978, è inviata del programma di Renzo Arbore “L’altra domenica”. Mentre i giornali di gossip la ritraggono insieme all’allora fidanzato, il campione di nuoto Marcello Guarducci, Milly viene chiamata a condurre “Giochi senza frontiere” al posto di Rosanna Vaudetti prima con Ettore Andenna poi con Michele Gammino. Questa esperienza le regala la prima popolarità che, qualche anno dopo, la porta a lavorare all’allora Fininvest (oggi Mediaset) dove è stata a lungo anche la sorella Gabriella. Qualche titolo: “Risatissima”, “Azzurro”, “Vota la voce”, dopodichè torna in Rai e diventa uno dei volti simbolo di viale Mazzini. I programmi che conduce quasi non si contano, da “Scommettiamo che…?” con Fabrizio Frizzi a “Luna Park”, da “Pavarotti & Friends”, da “Lo Zecchino d’Oro” a “Telethon”.
    Nel frattempo debutta anche al cinema ne “Il bisbetico domato” con Adriano Celentano, cui seguono “Il pap’occhio”, “Pappa e ciccia”, “Domani mi sposo”. Per la televisione recita nella fiction “Voglia di vincere” di Vittorio Sindoni accanto a Gianni Morandi.
    Il suo mestiere, però, è quello della conduttrice a 360°, come raccontano tutti quelli che lavorano con lei nei suoi programmi, in primis “Ballando con le stelle” che, in onda dal 2005, è uno dei programmi più longevi di Rai1: Milly ne è anche autrice e capo-progetto. L’impegno con “Ballando” negli anni non le impedisce nemmeno di cimentarsi anche con altri programmi ed eventi come “Notti sul ghiaccio”, “Miss Italia”, la “Prima” della Scala di Milano, “Il cantante mascherato” e “L’acchiappatalenti”.
    Di recente i giornali le hanno dedicato copertine ritraendola insieme alla figlia Angelica nel giorno delle nozze di quest’ultima con Fabio Borghese. Oltre a lei la Carlucci e suo marito Angelo Donati hanno anche un figlio maschio, Patrick.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Al via su Rai2 “L’altra Italia”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini assicura che con “L’altra Italia” (da giovedì 3 ottobre in prima serata su Rai2) “puntiamo a uno sguardo plurale con un linguaggio innovativo” e il conduttore Antonino Monteleone è d’accordo con lui: “Sento la responsabilità di costruire uno strumento che ci consenta di guardare la realtà insieme ai giovani con uno sguardo fresco. C’è una parte dell’Italia che non si accontenta delle opinioni degli altri. E, leggendo i quotidiani, hai la sensazione di avere perso una parte del racconto. La politica è pensata e raccontata con un linguaggio rivolto a un pubblico qualificato che esclude chi vorrebbe capirne di più. Questo respinge giovani e giovanissimi”. Lui, del resto, le opinioni le ha ben chiare, a partire dal fatto che nel suo programma sarà sì “un arbitro ma con la mia personalità. È un elemento di trasparenza sapere che ho idee molto nette. Non c’è riserva su alcun argomento, la trasmissione è di tutti ma bisogna assumersi la responsabilità di mettere alcuni punti fermi”. Sul ponte sullo Stretto, ad esempio, che caldeggia al punto di averne voluto “un pezzo” nella scenografia: “Il ponte sullo Stretto è stato per molti anni un’opera sulla cui fattibilità tecnica si sono accumulate affermazioni antiscientifiche. Io penso che nel 2024 abbiamo capito i rischi di far passare questo genere di affermazioni in un dibattito tecnico. Il problema del ponte è politico, così come lo è decidere se si può fare o no”. Idem il nucleare su cui si è riaperto il dibattito perché inserito nei piani energetici del governo: nella scenografia ci sarà il mix delle energie “perché siamo un Paese con un livello di CO2 che ci tiene lontani dagli obiettivi che, invece, i Paesi nordeuropei raggiungeranno. Il dibattito serve a evidenziare cosa è politico e cosa no”. E, ancora l’Ucraina (“L’idea che non si debba difendere non è più rara, una parte dell’opinione pubblica coltiva un sentimento anti-occidentale che fa paura”) e la guerra in Medio Oriente di cui parlerà nella prima puntata: “Siamo alla vigilia del 7 ottobre, quello del più grande massacro di ebrei avvenuto nel mondo dopo la Seconda guerra mondiale. Dedicheremo del tempo a capire cosa è successo senza scadere nell’inversione causa-effetto. Le decine di migliaia di morti innocenti vengono strumentalizzate ma è giusto ricordare com’era il mondo un anno fa e cosa ha significato quel massacro”.
    C’è spazio tra l’altro, nella prima puntata anche per un reportage da San Luca, nella “sua” Calabria: “Siamo andati in provincia di Reggio Calabria, tra Careri e San Luca (il cui Comune è stato sciolto nel 2013 per infiltrazioni della ‘Ndrangheta e dove, dal giugno 2024, c’è un commissario prefettizio per la mancata presentazioni di liste elettorali, ndr), per raccontare i giovani che vivono in quelle zone. Ci chiediamo: ma Ursula von der Leyen lo sa che esiste San Luca? E chi vive lì sa che fa parte di un progetto che si chiama Unione Europea?”. Monteleone ammette che “non è stato facile andare a San Luca, è un territorio che ha avversione per l’occhio della stampa (e non solo visto che nel 2019 non è stato permesso alle troupe della Rai di girare una fiction sulla strage di Duisburg, ndr) e io stesso faccio parte di quelli che sono stati mal tollerati. È vero che c’è una presenza forte dell’antistato ma penso ci sia anche qualcosa di più profondo che la lente di osservazione di un giornalismo che si prende il tempo e la pazienza può scavare in profondità”.
    Con “L’altra Italia” l’approfondimento giornalistico torna su Rai2 e, naturalmente, c’è attesa per i risultati di ascolto.
    Monteleone, tuttavia, si dice certo che “impegnandoci al 100% la qualità sarà molto alta e il pubblico imparerà a riconoscerci e affezionarsi”. Corsini concorda: “Come tutti i programmi avrà bisogno di tempo per crescere e trovare il suo pubblico come è sempre accaduto in passato”.

    Foto: ufficio stampa Rai

    (ITALPRESS).

  • Monica Bellucci compie 60 anni

    Monica Bellucci compie 60 anni

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Recentemente l’abbiamo vista sfilare sul red carpet alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia mano nella mano con il suo compagno Tim Burton: bella, elegante e radiosa. Non è un caso, del resto che, a 60 anni (li compie oggi 30 settembre) sia ancora un simbolo di femminilità e di bellezza mediterranea, una “diva”, per quello che il termine può significare ai giorni nostri. La sua carriera è iniziata come modella: arrivata a Milano dalla natia Città di Castello viene subito notata per la sua bellezza e chiamata a sfilare per tutte le griffe più importanti, da Dolce&Gabbana a Fendi. Posa anche per i calendari Pirelli, Max e GQ. Non contenta della fama raggiunta sulle passerelle francesi e statunitensi, la Bellucci si cimenta anche con la recitazione. Il primo ruolo glielo affida Dino Risi nella miniserie tv “Vita con i figli”: sul set conosce Nicola Farron e inizia con lui una relazione durata sei anni. Dalla televisione al cinema, nel 1991 è la protagonista de “La riffa” di Francesco Laudadio, accanto a Massimo Ghini e Giulio Scarpati e nel 1992 interpreta una delle tre concubine che seducono il giovane Jonathan Archer (Keanu Reeves) in “Dracula di Bram Stoker” diretto da Francis Ford Coppola. Dopo gli Stati Uniti, la Francia: “L’appartamento”, “Dobermann” e “Irreversible” sono alcuni dei film che interpreta oltralpe dove conosce Vincent Cassel che diventerà suo marito e padre delle sue due figlie Deva e Lèonie.
    L’affermazione definitiva nel cinema arriva nel 2000 prima affiancando Fene Hackman e Morgan Freeman in “Under Suspicion” di Stephen Hopkins e, poi, come protagonista di “Malena” di Giuseppe Tornatore. Seguono tanti altri film come “Matrix”, “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” di Terry Gilliam, “Ricordati di me” di Gabriele Muccino (che le regala il Nastro d’argento), “N (Io e Napoleone)” di Paolo Virzì, “Manuale d’amore 2” di Giovanni Veronesi e “Siccità” di Paolo Virzì. Nel 2015 è una Bond girl in “Spectre” di Sam Mendes al fianco di Daniel Craig e nel 2022 e nel 2023 è la duchessa Altea di Vallenberg in “Diabolik – Ginko all’attacco!” e “Diabolik – Chi sei?” dei Manetti Bros. Nel 2024 è nel cast di “Beetlejuice Beetlejuice” di Tim Burton che l’ha diretta per la prima volta.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Cento anni fa nasceva Marcello Mastroianni

    Cento anni fa nasceva Marcello Mastroianni

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Ricorre oggi il centenario della nascita di Marcello Mastroianni, uno dei più grandi attori italiani, tra i più amati. Sin da giovanissimo riesce a lavorare come comparsa in alcuni progetti tra cui Marionette di Carmine Gallone, Una storia d’amore di Mario camerini e I bambini ci guardano di Vittorio De Sica. Il debutto vero e proprio nel mondo del cinema arriva nel 1948 con I miserabili. Recita in seguito in commedie neorealistiche di Luciano Emmer come Domenica d’agosto del 1950 e successivamente arrivano le prime parti drammatiche, come quella in Febbre di vivere (1953) di Claudio Gora. Sul set di Peccato che sia una canaglia (1954) di Alessandro Blasetti incontra per la prima volta Sophia Loren.
    L’affermazione definitiva della carriera di Mastroianni arriva nel 1958 con I soliti ignoti di Mario Monicelli, a cui segue nel 1960 Adua e le sue compagne di Antonio Pietrangeli. Ottiene il successo internazionale grazie alla collaborazione con Federico Fellini nei suoi due capolavori La dolce vita (1960) e il successivo 8½.
    L’anno seguente è protagonista nella commedia nera basata sull’omicidio d’onore, Divorzio all’italiana, che nel 1963 ottiene il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale.
    Negli Anni ’60 l’attore ritrova come partner femminile Sophia Loren, con la quale forma uno dei sodalizi più riusciti nella storia del cinema italiano. Sotto la direzione di De Sica la coppia recita in Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all’italiana (1964), I girasoli (1970) e Amanti (1968)
    Nel 1988 è protagonista insieme a Massimo Troisi di Splendor e Che ora è, entrambi diretti da Ettore Scola. Nel 1990 vince il Leone d’oro alla carriera. Marcello Mastroianni muore a Parigi il 19 dicembre 1996 in seguito a un malore dovuto a un tumore del pancreas.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).