Categoria: Spettacoli

  • È morta a 76 anni Enrica Bonaccorti: una vita tra tv, radio e teatro

    È morta a 76 anni Enrica Bonaccorti: una vita tra tv, radio e teatro

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Enrica Bonaccorti non ce l’ha fatta. A pochi mesi dalla scelta di comunicare la malattia, è morta a Roma, all’età di 76 anni, a causa di un tumore al pancreas. La conduttrice era nata a Savona il 18 novembre 1949 e, seppure conosciuta dal grande pubblico come conduttrice radiofonica e televisiva, nel curriculum aveva molto di più. Ha fatto l’attrice – in teatro, al cinema e in televisione – e ha scritto alcune canzoni per Domenico Modugno, prima fra tutte “La lontananza”.

    L’esordio sul palco risale al 1968 quando viene scelta dalla compagnia di Modugno e di Paola Quattrini per “Mi è cascata una ragazza nel piatto”. Dopo altre esperienze teatrali, arriva in tv. Sono gli anni ’70, quelli degli sceneggiati e Bonaccorti è, tra gli altri, nel cast di “La pietra di luna” di Anton Giulio Majano e “L’amaro caso della baronessa di Carini” di Daniele D’Anza. Negli stessi anni le apre le porte anche il cinema con le commedie sexy di quegli anni come “Jus primae noctis”,Paolo il caldo” e “Il maschio ruspante” poi con altri titoli come “Rag. Arturo Fanti, bancario precario”. 

    Nel 1978 debutta come conduttrice televisiva con il gioco a premiIl sesso forte”, insieme a Michele Gammino; seguono, sempre in Rai “Italia sera” e “Pronto, chi gioca?” (per sostituire la Carrà con il suo “Pronto, Raffaella?”). Nel 1987 passa all’allora Fininvest (oggi Mediaset) dove conduce (su Canale 5), con scarso successo, “La giostra” e “Ciao Enrica” e, poi, “Cari genitori” che, invece, piace al pubblico. È a lei che Finivest affida l’inaugurazione della diretta tv delle due reti, facendole condurre la trasmissione del mezzogiorno di Canale 5 “Non è la Rai”.

    Sullo stesso canale conduce, poi, “Vota la voce” e altre trasmissioni fino al ritorno in Rai dove, nel 1999-2000, è nel cast de “I fatti vostri” accanto a Massimo Giletti. All’epoca è già tornata anche in radio per condurre, su Rai Radio2, lo storico “Chiamate Roma 3131”.

    A fine 2000 è di nuovo a Mediaset: ospite fissa di “Buona domenica” per sei anni su Canale 5 e conduttrice del “Festival di Napoli” su Rete4 per tre edizioni. Terminata l’esperienza torna in radio, su Rai Radio 1 ed esordisce come scrittrice con il romanzo “La pecora rossa”.

    Negli anni che seguono la Bonaccorti è impegnata prevalentemente come opinionista in trasmissioni Rai e Mediaset come “Domenica live“, “La vita in diretta”, “Estate in diretta”, “Mattino Cinque”,Storie italiane” e “Live – Non è la D’Urso”. Torna alla conduzione nel 2019-2020 su Tv8 con il programma “Ho qualcosa da dirti”.

    Nel 2021 è tornata al cinema nel film “Una relazione” di Stefano Sardo, uscito nelle sale e, poi, approdato su Amazon Prime Video. Enrica Bonaccorti è stata sposata una sola volta: con Daniele Pettinari, da cui è nata la figlia Verdiana. L’ultimo amore è stato quello con Giacomo Paladino, scomparso nel 2021.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Napoli omaggia Sal Da Vinci, targa e medaglia per il vincitore di Sanremo

    Napoli omaggia Sal Da Vinci, targa e medaglia per il vincitore di Sanremo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    NAPOLI (ITALPRESS) – La città di Napoli tributa il suo omaggio al vincitore del Festival di Sanremo, Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, e agli altri alfieri partenopei che si sono distinti sul palco dell’Ariston: in una cerimonia presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi, viene consegnata una targa con la medaglia della città al nuovo re della musica italiana che, “con bravura, capacità e professionalità – si legge sull’incisione – ha onorato l’enorme patrimonio della autentica tradizione musicale napoletana, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Ha raccolto e proseguito, con passione e dedizione, l’eredità artistica di Mario Da Vinci, indimenticabile voce della nostra terra. Napoli, Città della Musica è riconoscente a Sal Da Vinci e ne celebra, con orgoglio, l’estro ed il talento artistico”. “Io devo ringraziare la mia terra – dice l’artista trionfatore all’Ariston con il brano ‘Per sempre sì’ – perché se sono così è grazie alla mia terra che mi ha sempre sostenuto e accompagnato. Sono molto lusingato – confessa Da Vinci – e non so se merito questo grande riconoscimento, ma quel premio ricevuto, o meglio la vittoria, non è la mia: io sono stato solamente un trasmettitore, è la vittoria di tutte quelle persone che nella vita, nonostante le avversità e le problematiche che si presentano lotta per realizzare il sogno. Il mio premio, come questo riconoscimento (la targa con la medaglia di Napoli ndr), profuma di sogni realizzati. Lo dedico a tutti, nessuno escluso: non esistono gli esseri umani di Serie A e di Serie B, esistono gli essere umani”.

    “Quest’anno possiamo dire che abbiamo vinto lo scudetto della musica” dice il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi accompagnato nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino dall’assessora al Turismo, Teresa Armato, dal consigliere per l’industria musicale, Ferdinando Tozzi e dalla presidente del Consiglio comunale, Enza Amato. “Ci tenevamo molto – spiega l’inquilino di Palazzo San Giacomo – a festeggiare questa vittoria, come abbiamo fatto con Geolier quando è stato secondo, immeritatamente dal nostro punto di vista, perché ogni artista che va a Sanremo e ha un grande successo nazionale e internazionale porta con sé un pezzo della città e questo riconoscimento è anche un ringraziamento di tutta la città a questi nostri grandi artisti”. E tra gli altri big in gara a Sanremo figuravano anche Luchè, Samurai Jay, Lda e Aka 7even. Pure per loro era pronto un riconoscimento che sarebbe stato consegnato sempre dal sindaco, ma a causa di concomitanti impegni lavorativi nessuno dei quattro ha potuto presenziare alla cerimonia.

    C’era invece Mazzariello, giovane cantante campano che si è affermato al Festival tra le nuove proposte vincendo la decima edizione del Premio Enzo Jannacci. “A Sanremo – racconta l’artista nato a Scafati e cresciuto a Siano (Salerno) – è stato incredibile, c’è sempre un sacco d’ansia in giro, ma io mi sono divertito veramente tantissimo. Abbiamo fatto qualcosa di molto fortunato, molto bello, specialmente per i tempi che corrono e quindi io sono contentissimo e ancora non ci credo: guardo il video e dico ‘ma quello sono io, è incredibile’. Oggi – conclude il musicista 24enne – sono onoratissimo per questo riconoscimento che arriva dalla città in cui affondano le radici della mia musica”. Tra gli altri premiati anche Enzo Campagnoli, Adriano Pennino e Checco D’Alessio, i maestri napoletani inseriti tra i direttori d’orchestra in quest’ultima edizione di Sanremo. “Ricevere questo riconoscimento mi riempie d’orgoglio” spiega Campagnoli che è arrivato al suo ventesimo Festival. “Un Festival particolare – spiega – che ho dedicato a Vessicchio con il quale ho lavorato 37 anni gomito a gomito e quindi per me ha un sapore più importante essere qui perché lo sento vicino a me, vicino a noi, e a tutti i miei colleghi”.

    Anche Adriano Pennino ricorda il compianto maestro Peppe Vessicchio, scomparso lo scorso mese di novembre. “Ho sofferto tanto – ammette Pennino -. Io e Peppe siamo nati insieme, siamo stati amici, abbiamo fatto dei passi importanti insieme in quel momento della vita in cui uno cambia marcia. Abbiamo fatto insieme i dischi di Gino Paoli e poi siamo rimasti sempre in contatto, consci di aver fatto tanta bella musica insieme. Poi la sorte ha deciso cosìà Cosa ci ha lasciato? L’educazione, il garbo, la dolcezza che oggi non se ne trova tanta tra i maestri, così aggressivi. Peppe era il maestro del garbo e della raffinatezza e devo dire che non ne vedo tanti in giro”. Infine il maestro D’Alessio, nipote di Gigi e quindi cugino di Luca, in arte Lda, che ha accompagnato a Sanremo nel suo tandem con Aka 7Even, pone l’accento sul “momento straordinario non solo per la musica a Napoli”. “E’ veramente una grande rinascita per il popolo partenopeo che a mio avviso merita tutto questo. Quest’anno a Sanremo è stata un’emozione grandissima, c’è stata tanta Napoli e – chiosa D’Alessio – abbiamo fatto una grandissima figura”.

    – foto xc9/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Olympic Fringe Festival: il 14 e 15 marzo arriva a Varese per il gran finale

    Olympic Fringe Festival: il 14 e 15 marzo arriva a Varese per il gran finale

    Dopo sette weekend di spettacoli, performance ed un incredibile partecipazione del pubblico lungo tutto il territorio, l’Olympic Fringe Festival arriva al suo atteso gran finale.

    Sabato 14 e domenica 15 marzo infatti, sarà Varese ad ospitare l’ultima simbolica tappa del progetto culturale itinerante, promosso da Fondazione Varese Welcome e Camera di Commercio di Varese, che negli ultimi mesi ha dato vita e vigore alle piazze e centri urbani della provincia, trasformandole in un enorme luogo di spettacolo cielo aperto.

    Partito a fine gennaio, il festival ha attraversato cinque città – Saronno, Busto Arsizio, Gallarate, Luino e Varese, coinvolgendo cittadini, visitatori e attività commerciali in un percorso fatto di arte di strada, tramite una compagnia di circo che ha scritto ed interpretato eventi ispirati al periodo olimpico.

    Un viaggio culturale lungo sette weekend, pensato per accompagnare il territorio nel clima dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, che si concluderanno proprio con la chiusura dell’Olympic Fringe Festival, tutto questo con l’obiettivo di valorizzare i centri cittadini attraverso eventi diffusi e accessibili a tutti.

    Il capitolo conclusivo celebrerà l’evento con due giornate di spettacolo firmate dai performer del Circo Bianco tramite un gran finale scenografico che accompagnerà il pubblico attraverso due temi simbolici e spettacolari: La nascita della fiaccola e Il futuro delle Olimpiadi.

    Sabato 14 marzo – La nascita della fiaccola

    La prima giornata sarà dedicata a “La nascita della fiaccola”, una suggestiva performance di fuoco e micro-pirotecnica che rievoca l’origine della fiaccola olimpica. Attraverso coreografie luminose e numeri spettacolari, gli artisti trasformeranno lo spazio urbano in un rito collettivo capace di evocare energia, coraggio e l’inizio di ogni percorso sportivo.

    Un momento scenico di grande impatto visivo che richiama la solennità e la tradizione dei Giochi, celebrando il gesto simbolico che da sempre accende lo spirito olimpico.

    Domenica 15 marzo – Il futuro delle Olimpiadi

    Il gran finale del festival sarà invece dedicato a “Il futuro delle Olimpiadi”, uno spettacolo che immagina le evoluzioni dello sport e delle discipline olimpiche attraverso arti contemporanee e linguaggi innovativi.

    In scena si incontreranno movimento, tecnologia e creatività, dando vita a nuove forme di gesto atletico e a performance capaci di raccontare come lo spirito olimpico continui a trasformarsi e a dialogare con le nuove generazioni.

    Con la tappa conclusiva di Varese si chiude un progetto che ha portato arte, spettacolo e animazione urbana nelle piazze del territorio, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività della provincia e generare nuove occasioni di incontro tra cittadini, visitatori e attività locali. L’Olympic Fringe Festival si conferma così come un’esperienza culturale capace di unire spettacolo, comunità e spirito olimpico, trasformando le città del Varesotto in luoghi di partecipazione e meraviglia.

    IL PROGRAMMA COMPLETO:

    SABATO 14 MARZO – LA NASCITA DELLA FIACCOLA

    Performance di fuoco e micro-pirotecnica rievocano l’origine della fiaccola olimpica: un gesto rituale che accende energia, coraggio e l’inizio di ogni percorso sportivo.

    Le coreografie, luminose e avvolgenti, trasformano lo spazio in un momento collettivo che richiama la solennità della tradizione olimpica.

    Parata Tematica Musicale: Corteo di musicisti e performer che attraversa la città, guidando il pubblico in un percorso sonoro e scenico.
    Orari: Dalle 10:30 alle 11:10 e dalle 15:30 alle 16:10

    Percorso: da Palazzo Camera di Commercio, Piazza Monte Grappa, Corso Matteotti fino a Piazza Carducci.

    Piazza Podestà – Zanna on Fire: Duetto di fuoco potente e rituale, in cui due performer uniscono forza, controllo e resistenza, evocando disciplina e coraggio sportivo.
    Orario: 11:50

    Piazza San Vittore – Indominus: Assolo intenso in cui il fuoco diventa estensione del corpo, richiamando il gesto originario dell’accensione.
    Orario: 17:00

    Piazza Podestà – Etereum: Assolo intenso in cui il fuoco diventa estensione del corpo, richiamando il gesto originario dell’accensione.
    Orari: 17:25

    Piazza Monte Grappa – Valkyrion: Scena corale con installazione “porta incendiaria”, in cui sette performer uniscono acrobatica e teatro in un’unica grande fiamma collettiva.
    Orario: 18:10

    DOMENICA 15 MARZO – IL FUTURO DELLE OLIMPIADI

    Il futuro delle Olimpiadi è un luogo dove discipline, tecnologia e creatività si fondono dando vita a nuove forme di gesto atletico.

    Qui il gioco diventa performance, la luce diventa linguaggio e il circo contemporaneo diventa uno sguardo visionario sul domani, immaginando Olimpiadi in cui sperimentazione, movimento e meraviglia convivono in armonia.

    Parata Tematica Musicale: Parata luminosa che attraversa la città con gonfiabili, trampolieri e performer, celebrando movimento e immaginazione.
    Orario: Dalle 10:30 alle 11:10 e dalle 15:30 alle 16:10

    Percorso: da Palazzo Camera di Commercio, Piazza Monte Grappa, Corso Matteotti fino a Piazza Carducci.

    Piazza Podestà – Cristal: Postazione con performance LED e verticali, dinamiche e luminose, ricche di ritmo ed energia futuristica.
    Orario: 11:30

    Piazza San Vittore – Reflexa: Spettacolo energico che unisce giocoleria LED e verticalismo, con coreografie precise e un’estetica futuristica.
    Orario 16:50

    Piazza Podestà – Samurai Flame: Spettacolo energico che unisce giocoleria LED e verticalismo, con coreografie precise e un’estetica futuristica.
    Orario: 17:15

    Piazza Monte Grappa – Luminia: Attorno a una struttura luminosa a forma di fiore, i performer creano una scena poetica di acrobatica aerea e luce.
    Orario: 18:10

    Ogni giornata sarà scandita da performance distribuite in diverse postazioni cittadine, permettendo al pubblico di passeggiare tra le “isole sceniche” e lasciarsi sorprendere da incontri inaspettati. Un ritorno autentico allo spirito dello spettacolo di strada, vissuto nella sua dimensione più spontanea e partecipata.

    L’Olympic Fringe Festival si conferma così un’occasione per trasformare il territorio in un polo attrattivo, valorizzando cultura, intrattenimento e identità locale.

    Per maggiori informazioni consulta il sito

    https://www.varesedoyoulake.it/

  • Il Tg2 festeggia i suoi primi 50 anni. Preziosi “L’obiettivo è fare sempre informazione di qualità” / Video

    Il Tg2 festeggia i suoi primi 50 anni. Preziosi “L’obiettivo è fare sempre informazione di qualità” / Video

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – In casa Rai si festeggiano i 50 anni del Tg2, nato nel 1975 dopo la riforma che ridisegnò il panorama televisivo nazionale. Era il 15 marzo quando andava in onda il primo appuntamento (con Piero Angela) di quello che, ricorda l’attuale direttore Antonio Preziosi,fu subito ribattezzato l’altro telegiornale per lo stile informale e colloquiale di una redazione che voleva portare il Tg dalla parte dei telespettatori e delle telespettatrici”.

    Da allora, aggiunge il direttore, “il Tg2 ha raccontato tutto quello che è successo e oggi cerchiamo di rinnovare questo patto con un’informazione credibile, immediata, completa e dalla parte di chi ci ascolta”, grazie anche alle rubriche “che sono tante, variegate e capaci di completare l’offerta informativa”. Un esempio? “”Tutto il bello che c’è”, un unicum all’avanguardia nella rappresentazione delle good news. Racconta fatti belli e non soltanto brutte notizie per offrire un’informazione di qualità come facciamo sempre. Il Tg2 è sempre arrivato primo in tante cose, non deve mai perdere questo orgoglio e questa determinazione”.

    Arrivò primo anche nel racconto della tragedia di Vermicino, in cui perse la vita il piccolo Alfredo Rampi: “Ricordo quella notte drammatica, passata con mamma e papà davanti al Tg2 per seguire le sorti di quel bambino – dice Preziosi – Purtroppo non ci fu un lieto fine. Ci furono polemiche, si parlò di tv del dolore ma in quel momento si inventarono le “all news” nel nostro Paese”.

    Per celebrare questo importante anniversario Rai Documentari, in collaborazione con Rai Teche, ha realizzato il documentario “Tg2: 50 anni di notizie” che sarà proiettato in anteprima domenica 15 marzo al Maxxi di Roma. Le immagini raccontano la storia non solo del telegiornale ma del nostro Paese e ci sono le testimonianze di personaggi come Giovanni Allevi, Alberto Angela, Renzo Arbore, Fiorello (che stamattina ha fatto un’incursione nella conferenza stampa che si è svolta nella sede Rai di via Asiago), Lilli Gruber, Enrico Mentana e tanti giornalisti che hanno fatto, e continuano a fare, la storia del Tg2. A proposito di storia, tra le iniziative per celebrare questo 50° ci sono uno speciale “Tg2 Dossier” che riepilogherà 50 anni di quell’appuntamento e delle pillole informative che andranno in onda dal 16 marzo, alle 20.30, e che, anticipa Preziosi, “scavano nei nostri ricordi. Quello che mi interessa – sottolinea – è fare informazione di qualità. Risponderemo alla richiesta del pubblico se sapremo dare un’informazione forte e credibile e investire verso il futuro”.

    Inevitabile, il giorno dopo il debutto della nuova striscia di Tommaso Cerno “2 di picche”, una domanda sugli ascolti non proprio esaltanti, anche alla luce delle polemiche che ne hanno preceduto l’avvio: “Nei confronti di Cerno la presa di posizione della redazione non è stata una polemica nei suoi confronti ma sulla collocazione del programma – risponde Preziosi -. Lo stesso Cerno ha espresso sentimenti di apprezzamento e di stima verso il Tg2 e il suo contributo al pluralismo costituisce un arricchimento per servizio pubblico e per chi da casa ci onora della sua attenzione”.

    IL VIDEO

    -Foto xf6/Italpress-
    (ITALPRESS).

  • GM Production, “Quinn” unico corto italiano all’European Film Festival di Lille

    GM Production, “Quinn” unico corto italiano all’European Film Festival di Lille

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    LILLE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ha preso il via il 6 marzo, con la cerimonia d’apertura, il prestigioso “European Film Festival” di Lille, tra i più antichi e importanti festival di cortometraggi in Francia, riconosciuta piattaforma di scoperta per nuovi talenti, giunto quest’anno alla sua quarantaduesima edizione. “QUINN”, diretto da Gianluca Mangiasciutti e Stefano Usberghi, tra i primi corti prodotti nel 2025 da Andrea Cicini per GM Production, è l’unico corto italiano selezionato per la kermesse in corso fino all’11 marzo. Per sei giorni Lille si trasforma in una vetrina del talento europeo del cinema. Tra anteprime, incontri e scoperte cinematografiche, il festival celebra la ricchezza e la diversità delle storie che attraversano il continente in un appuntamento che conferma come il cinema continui a essere uno spazio privilegiato di dialogo tra culture, capace di raccontare l’Europa attraverso le immagini e le emozioni dei suoi autori.  QUINN è stato proiettato per la prima volta in anteprima internazionale per il numeroso pubblico del festival, all’interno della sezione “LA GOUTTE DE TROP”, nell’ambito della Competizione Ufficiale 4, la sezione che raccoglie cortometraggi che catturano l’istante in cui la pressione si trasforma in frattura. Quattro le proiezioni al pubblico, l’ultima martedì 10 marzo.

    Opera breve, della durata di 20 minuti, distribuita da Sayonara Film, QUINN mette al centro della storia un giovane alla ricerca della propria identità sessuale, che dopo aver subito un brutale pestaggio notturno decide di mettersi sulle tracce del proprio aggressore. Ad interpretare QUINN, due giovani promesse del cinema italiano, Costantino Seghi e Filippo De Carli, alle prese con due ruoli complessi, interpretati magistralmente, soprattutto con il linguaggio dei volti e dei corpi. “QUINN di fatto ha dato il via alle attività di GM Production, la nostra divisione cinema affidata alla responsabilità di Cristina Borsatti – ha commentato Andrea Cicini, CEO di Gruppo Matches – e lo ha fatto con una storia originale che affronta temi sentiti e attuali come quelli della ricerca della propria identità e della privazione della libertà. Vederlo selezionato e proiettato in questo contesto di appassionati ed esperti della straordinaria formula del cortometraggio e soprattutto di fronte a così tanti giovani è un grande motivo d’orgoglio per Gruppo Matches e per GM Production”. “Tra l’altro – ha aggiunto Cicini – ho il piacere di annunciare che QUINN è stato selezionato anche per il 17mo LGBT+ Film Festival Poland 2026 che si terrà tra il 10 e il 18 aprile 2026 in Varsavia, Cracovia, Poznan, Breslavia e online e parteciperà anche alla selezione del pubblico per Best Feature Film / Best Documentary / Best Short Film / Best Animation / del Festival. Il viaggio continua”.

    “L’opportunità di una anteprima mondiale all’European Film Festival di Lille è un prezioso riconoscimento del lavoro svolto per QUINN, primo passo di una neonata casa di produzione che ha puntato tutto sul valore delle emozioni, sul coraggio e la sensibilità di affrontare temi capaci di far riflettere sul nostro presente e sulla competenza di un team giovane, talentuoso e motivato – commenta così da Lille Cristina Borsatti, Responsabile di GM Production, al termine della prima proiezione -. Ringraziamo gli organizzatori del Festival e la Giuria per la Selezione Ufficiale, per la possibilità offerta a QUINN di concorrere a fianco di opere così singolari e per averci consentito di respirare l’aria di questo Festival che riunisce, in uno spazio di sperimentazione e in una vetrina unici, registi emergenti, professionisti dell’industria cinematografica europea e pubblico appassionato attorno alla forma breve del cinema”.

    – foto GM Production –

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  • Dal mito del jazz alla grande commedia italiana: Tris d’assi con Miles Davis, Fantozzi e Nino Manfredi

    Dal mito del jazz alla grande commedia italiana: Tris d’assi con Miles Davis, Fantozzi e Nino Manfredi

    Tre spettacoli, tre linguaggi e tre figure simboliche della cultura contemporanea: il mito musicale di Miles Davis, l’epopea tragicomica del ragionier Fantozzi e la raffinata ironia della commedia italiana di Nino Manfredi. Il Teatro Fraschini di Pavia propone un trittico di appuntamenti che attraversa musica, teatro e racconto civile, mettendo al centro alcuni dei personaggi e degli archetipi più caratteristici del nostro immaginario collettivo. Una programmazione che unisce generi e sensibilità diverse, ma che trova un filo conduttore nella capacità del teatro di interrogare il presente attraverso figure iconiche della cultura del Novecento, restituendo al pubblico storie che parlano di libertà creativa, di società e di relazioni umane.

    “Il Teatro Fraschini” – sottolinea il Direttore generale Francesco Nardelli – “continua a proporre una programmazione capace di attraversare linguaggi artistici differenti, mettendo in dialogo musica, teatro e grande tradizione drammaturgica. Kind of Miles celebra la forza visionaria di Miles Davis e la musica come spazio di libertà creativa; Fantozzi. Una tragedia restituisce al teatro uno dei personaggi più emblematici della cultura italiana, trasformandolo in una potente metafora sociale; mentre Gente di facili costumi riporta in scena la grande lezione di Nino Manfredi, capace di coniugare comicità e riflessione etica con straordinaria eleganza. Tre spettacoli diversi ma accomunati dalla capacità di raccontare, attraverso il teatro, le contraddizioni, i sogni e le fragilità dell’uomo contemporaneo”.

    13 – 14 – 15 marzo. Kind of Miles. Paolo Fresu racconta il mito di Miles Davis tra concerto, teatro e nuove tecnologie.

    Ad aprire il corso degli appuntamenti di marzo ed aprile è Kind of Miles, il progetto musicale e teatrale ideato e interpretato da Paolo Fresu, tra i più autorevoli trombettisti della scena jazz internazionale. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Andrea Bernard, è un viaggio narrativo e musicale nell’universo creativo di Miles Davis, uno dei musicisti più influenti del Novecento.

    Più che un concerto, Kind of Miles è una narrazione in forma musicale: Fresu assume il ruolo di narratore e musicista, accompagnando il pubblico attraverso episodi biografici, memorie personali e riflessioni sulla figura di Davis, restituendo il ritratto di un artista che ha trasformato radicalmente il linguaggio del jazz e della musica contemporanea. Accanto a lui si esibisce un ensemble composto da alcuni tra i più importanti musicisti della scena jazz italiana – Bebo Ferra, Dino Rubino, Marco Bardoscia, Federico Malaman, Filippo Vignato, Stefano Bagnoli e Christian Meyer – che costruiscono un affresco sonoro contemporaneo capace di evocare le molte stagioni creative del grande trombettista americano, alternando momenti acustici ed elettrici.

    Elemento distintivo dello spettacolo è l’integrazione tra musica e tecnologia: alcuni visual scenografici vengono generati in tempo reale grazie a sensori applicati allo strumento di Fresu e sviluppati nell’ambito di una ricerca della Libera Università di Bolzano, trasformando la scena in un ambiente immersivo dove suono, movimento e immagini dialogano continuamente.

    27 – 28 – 29 marzo. Fantozzi. Una tragedia. Davide Livermore rappresenta il personaggio più celebre di Paolo Villaggio. Il secondo appuntamento porta sul palco uno dei personaggi più iconici della cultura popolare italiana: il ragionier Ugo Fantozzi. Con Fantozzi.

    Una tragedia, il regista Davide Livermore rilegge l’universo creato da Paolo Villaggio trasformandolo in una potente allegoria teatrale della società contemporanea. Attraverso episodi tratti dai primi libri dedicati al personaggio, lo spettacolo restituisce tutta la forza satirica della scrittura di Villaggio, che ha saputo raccontare con straordinaria lucidità le contraddizioni del mondo del lavoro, delle gerarchie sociali e delle relazioni umane nell’Italia del secondo Novecento.

    Nel ruolo del celebre ragioniere troviamo Gianni Fantoni, attore che ha collaborato a lungo con Villaggio e che ne raccoglie idealmente l’eredità artistica. Accanto a lui un ampio cast porta in scena l’intero universo di personaggi, dalla signorina Silvani ai colleghi Filini e Calboni, che nel tempo sono diventati vere e proprie maschere della nostra società. Nella visione registica di Livermore, la comicità paradossale di Villaggio si intreccia con la dimensione tragica dell’esistenza di Fantozzi, restituendo al pubblico una figura universale: quella dell’individuo schiacciato da un sistema di potere che appare tanto grottesco quanto implacabile.

    10 – 11 – 12 aprile. Gente di facili costumi. Flavio Insinna e Giulia Fiume nella celebre commedia di Nino Manfredi.

    Completa il ciclo di spettacoli Gente di facili costumi, brillante e profondamente umana commedia firmata da Nino Manfredi e Nino Marino, qui interpretata da Flavio Insinna e Giulia Fiume con la regia di Luca Manfredi.

    La pièce racconta l’incontro tra due personaggi agli antipodi: Anna, prostituta rumorosa e disordinata che sogna una vita diversa, e Ugo, intellettuale disilluso che sopravvive scrivendo per cinema e televisione ma coltiva l’ambizione di realizzare film d’arte. Un incidente domestico, l’allagamento dell’appartamento di lui, li costringe a condividere lo stesso spazio, dando vita a una convivenza improbabile e a un confronto serrato fatto di incomprensioni, ironia e inattese complicità.

    Attraverso dialoghi vivaci e situazioni paradossali, Manfredi costruisce una riflessione amara e lucida sui valori della società contemporanea, interrogandosi sul significato dell’onestà, della dignità e dei sogni individuali in un mondo dove ideali e aspirazioni sembrano spesso sacrificati all’utilità e al profitto.

  • Al via le riprese di “Il mio nome è Carlo”, film tv prossimamente su Canale 5 dedicato al Santo Acutis

    Al via le riprese di “Il mio nome è Carlo”, film tv prossimamente su Canale 5 dedicato al Santo Acutis

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    COLOGNO MONZESE (ITALPRESS) – Racconta la storia di Carlo Acutis, il giovane milanese diventato simbolo di fede e modernità, il film tv “Il mio nome è Carlo”, una coproduzione RTI – Skipless Italia, di cui sono ufficialmente iniziate le riprese. Il primo ciak della fiction, diretta da Giacomo Campiotti, è stato battuto a Milano, città dove Carlo è cresciuto. Successivamente il set si sposterà ad Assisi, luogo profondamente legato alla sua spiritualità e oggi meta di pellegrinaggio.

    Scritto da Giacomo Campiotti e Carlo Mazzotta, “Il mio nome è Carlo” racconta in 100 minuti la vita intensa e luminosa di un ragazzo capace di coniugare fede e tecnologia, amicizia e carità. Morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante, Carlo è stato proclamato santo il 7 settembre 2025, con una solenne celebrazione in Piazza San Pietro alla presenza di Papa Leone XIV. Il film ne ripercorre tre momenti fondamentali: il bambino di sei anni, già animato da una sensibilità spirituale fuori dal comune; il ragazzo di undici anni, curioso e brillante; e il quindicenne al suo primo anno di liceo, consapevole e determinato, capace di vivere la quotidianità con uno sguardo straordinario. “Il mio nome è Carlo” propone così il ritratto intimo e contemporaneo di un adolescente del nostro tempo, diventato un punto di riferimento per milioni di giovani nel mondo. Protagonisti sono Samuele Carrino, nel ruolo di Carlo quindicenne, e Lucia Mascino, che interpreta la madre Antonia Salzano. Il film andrà in onda prossimamente su Canale 5.

    – foto ufficio stampa Mediaset –

    (ITALPRESS).

  • Olly, riparte il “Tutta Vita Tour” con il doppio appuntamento a Jesolo

    Olly, riparte il “Tutta Vita Tour” con il doppio appuntamento a Jesolo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Riparte domani dal Palazzo del Turismo di Jesolo il Tutta Vita Tour 2025-2026, che porterà Olly a esibirsi nelle principali città italiane con 13 appuntamenti tutti sold out, che si aggiungono ai 7 live sold out dello scorso autunno. A seguire, Olly si esibirà quest’estate nelle 5 date de IL GRAN FINALE con tre concerti sold out allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, e due date evento al Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle, già sold out, e alla Reggia di Caserta.

    Reduce da un anno straordinario e dopo il successo delle prime date nei palazzetti del 2025, Olly torna sui palchi che lo hanno accolto con entusiasmo, pronto a riabbracciare il suo pubblico con un tour – organizzato da Magellano Concerti – che ha registrato il tutto esaurito in tempi record, confermando il legame sempre più forte con la sua gente. Dopo il grande successo dei due concerti sold out de La Grande Festa, con cui Olly si è esibito per la prima volta all’Ippodromo SNAI di Milano con due date evento lo scorso settembre, il cantautore genovese ha dato il via dalla sua città al suo primo tour nei palazzetti a ottobre 2025.

    Domani il TUTTA VITA TOUR 2025-2026 riparte con il doppio appuntamento al Palazzo del Turismo di Jesolo (7 e 8 marzo), per poi toccare Firenze il 10 e 11 marzo al Nelson Mandela Forum, Pesaro il 13 marzo alla Vitrifrigo Arena, Bologna il 16 marzo, Milano il 20 marzo e Torino – all’Inalpi Arena – il 18 marzo e il 22 marzo. Il tour si concluderà poi con le date del 25 e 26 marzo a Roma (Palazzo dello Sport), il 28 marzo a Eboli al Palasele, e il 30 marzo a Bari al Palaflorio.

    A conclusione del tour invernale, Olly si prepara a Il Gran Finale con cui esordirà sul palco dello Stadio Luigi Ferraris di Genova per le tre date evento tutte sold out di Tutti a casa. I tre concerti rappresentano un nuovo appuntamento live che sa di straordinario: Federico sarà infatti il prossimo 18, 20 e 21 giugno 2026 nella sua Genova, nello stadio che riapre eccezionalmente le sue porte alla musica a 21 anni dall’ultimo concerto che si è svolto nella venue, tenuto da Vasco Rossi. Un evento che, giá dal titolo, racconta del legame stretto di Federico con la sua città e le sue radici, della voglia di condividere con Genova l’energia, la potenza e il senso di condivisione che i suoi live sprigionano. Il Gran Finale culminerà con le ultime due date: il 30 giugno al Rock in Roma (Ippodromo delle Capannelle, sold out) e il 3 luglio alla Reggia di Caserta (Piazza Carlo di Borbone).

    – Foto IPA Agency –

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  • Teo vince la finale di MasterChef Italia

    Teo vince la finale di MasterChef Italia

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Teo, 24 anni brianzolo di Olgiate Molgora studente di International Marketing, è il vincitore della finale di MasterChef Italia. Sorprese e colpi di scena, una lunghissima serie di imprevisti hanno caratterizzato la serata finale. Protagonista con lui della tesissima finale – un imprevisto scontro a due – Carlotta, 25 anni di Candelo (Biella), entrata a MasterChef Italia da disoccupata. Fuori per un soffio dall’ultimo scontro Dounia, 28enne OSS di Bassano del Grappa (Vicenza) e di origini marocchine, e Matteo Rinaldi, graphic designer 28enne di Boltiere, in provincia di Bergamo.

    Prima di iniziare il proprio percorso a MasterChef Italia, il neo-vincitore raccontava di essersi avvicinato al mondo della cucina da giovanissimo. “Mi divertivo a sporcare la cucina con mia nonna”, diceva. L’illuminazione quattro anni fa, quando a Natale ha preparato per la sua famiglia un filetto alla Wellington: “È stata la mia prima ricetta tecnicamente complessa ed era riuscita molto bene, quindi questa è la mia strada”, raccontava. Durante la stagione, Teo si è puntato al petto ben due golden pin (grazie alle vittorie nelle Mystery Box dedicate alla cottura in crosta d’argilla e alle cucurbitacee), ha superato tre skill test, sempre al primo step, e ha resistito a ben sei pressure test.

    La proclamazione di Teo è avvenuta al termine dell’ultimo episodio di questa edizione, quello in cui i protagonisti della finalissima di sono sfidati presentando un proprio menu completo in quattro portate, valutato direttamente dai tre giudici. Ma il percorso è stato pienissimo di imprevisti e colpi di scena, a partire proprio dallo scontro a due – mai successo negli ultimi anni: una decisione inattesa comunicata dai giudici al termine del primo episodio della serata e accolta con stupore da tutti e quattro i cuochi amatoriali in gara. Inoltre, durante la cucinata decisiva sono apparsi all’improvviso in Masterclass Chef Chiara Pavan, che ha fatto preparare ai due super finalisti un amuse-bouche con dei fiori commestibili, e Chef Giancarlo Perbellini, che ha assaggiato i secondi. “Con questo menu voglio portarvi nel mio mondo e raccontarvi tutto di me. È un percorso personale in quattro tappe che parla di infanzia, scelte difficili, coraggio e crescita”, ha detto il vincitore presentando il suo menù in finale.

    Carlotta, invece, ha scelto di partire da ingredienti semplici perché “credo che la forza del gusto stia nell’equilibrio delle cose essenziali. Ecco, quindi, che il mio obiettivo non è stupire con l’eccesso, ma far parlare ogni sapore con profondità e precisione”. Al vincitore 100.000 euro in gettoni d’oro, un corso di alta formazione presso Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana e la pubblicazione del suo primo libro di ricette: “Il gusto del perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si cucina”, in uscita il 12 marzo (Baldini+Castoldi).

    – Foto ufficio stampa Sky –

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  • Cannes 2026, Peter Jackson riceverà la Palma d’Oro alla carriera

    Cannes 2026, Peter Jackson riceverà la Palma d’Oro alla carriera

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Dopo Agnes Varda, Marco Bellocchio, Jodie Foster, Meryl Streep e, lo scorso anno, Robert De Niro, sarà il regista neozelandese Peter Jackson a ricevere la Palma d’Oro alla carriera in occasione della 79^ edizione del Festival del Cinema di Cannes, in programma sulla Croisette dal 12 al 23 maggio.

    Noto al grande pubblico per aver realizzato la trilogia cinematografica de “Il Signore degli Anelli”, Jackson sarà premiato per il corpus di opere che, secondo la motivazione, “fonde blockbuster hollywoodiani e film d’autore con una straordinaria visione artistica e audacia tecnologica”.

    “Essere insignito della Palma d’Oro onoraria a Cannes è uno dei più grandi privilegi della mia carriera – ha detto Jackson -. Cannes è stata una parte significativa del mio percorso cinematografico. Nel 1988 ho partecipato al Festival Marketplace con il mio primo film, Bad Taste, poi nel 2001 abbiamo proiettato un’anteprima di La Compagnia dell’Anello, entrambi traguardi importanti della mia carriera”.

    – Foto IPA Agency –

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