Categoria: Spettacoli

  • Laura Pausini chiude il Tour Mondiale il 31 dicembre a Messina

    Laura Pausini chiude il Tour Mondiale il 31 dicembre a Messina

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Laura Pausini, a poche ore dai due sold out di Messina, triplica l’appuntamento siciliano del World Tour Winter 2024: il 31 dicembre festeggerà il capodanno al PalaRescifina.
    Il decimo tour mondiale dell’artista italiana più premiata del mondo, che ha debuttato a New York lo scorso 27 febbraio 2023 con una straordinaria maratona di 24 ore in musica, e ha girato il mondo nel corso di tre leg di successo e pioggia di sold out nelle più importanti città d’Europa, America Latina e Stati Uniti, torna in Italia per chiudere il sipario con uno special show di Capodanno. Oltre alle quasi tre ore di uno show straordinario con una grande produzione di respiro internazionale, per festeggiare l’arrivo del nuovo anno Laura ha scelto di regalare dopo la mezzanotte mezz’ora di musica dedicata ai fan che decideranno di trascorrere insieme a lei questo inizio, il perfetto per un tour che resterà nella storia. Il Laura Pausini World Tour Winter 2024, la nuova leg del suo decimo tour mondiale, organizzato e prodotto da Friends&Partners, debutterà il 4 novembre alla O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra e proseguirà a Eboli, Bari, Roma, Livorno, Pesaro, Milano, Torino, Marsiglia, Malaga, Pamplona, Ginevra, Basilea, Monaco, Sofia, Belgrado, Lubiana e Messina.

    Foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).

  • Castellammare, presentato l’ampliamento del museo di Stabia

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” riapre al pubblico il 6 marzo nel suo rinnovato allestimento, con un percorso ampliato, depositi visitabili e scuola di formazione e digitalizzazione. All’inaugurazione del nuovo percorso museale assieme al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sono intervenuti il Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, il Prefetto Capo della Commissione Straordinaria di Castellammare di Stabia, Raffaele Cannizzaro, il Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, la Direttrice del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, Maria Rispoli, Carlo Rescigno dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
    Nell’occasione è stato anche presentato dal Comandante del NCTP, Cap. Massimiliano Croce il recupero di circa 125 reperti archeologici di produzione campana, frutto di una complessa attività ispettiva condotta dal Nucleo TPC di Napoli, con la collaborazione dell’Arma Territoriale di Torre Annunziata e in sinergia con il Parco archeologico di Pompei – Area Tutela, nei confronti di un collezionista privato della provincia di Salerno. I reperti saranno tutelati e valorizzati nel contesto del rinnovato Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”.
    Si duplicano le sale e si arricchisce la collezione di opere provenienti dalle ville del territorio stabiese. 507 i reperti ora esposti, tra dipinti murali, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo. Il percorso si integra con tecnologie e apparati multimediali didattici che implementano l’accessibilità fisica e culturale delle opere e dei contenuti. Valorizzati anche i depositi del complesso, secondo un nuovo concept finalizzato a renderli non più solo luoghi di conservazione ma anche di fruizione e ricerca, aperti al pubblico.
    Il Museo è ospitato dal 2020 negli spazi della Reggia di Quisisana – edificio che vanta una storia di oltre sette secoli, poi valorizzato in epoca borbonica – come spazio dedicato all’esposizione di numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano, insieme a preziose testimonianze della vita quotidiana, in particolare quella che si svolgeva nelle ville romane d’otium (lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attività e dagli affari) e nelle ville rustiche (simili nella concezione alle moderne fattorie), site in posizione panoramica con “vista” sul Golfo di Napoli.
    L’operazione di valorizzazione del complesso del Quisisana, in concessione d’uso dal Comune di Castellammare, fu curata e promossa dal Parco Archeologico di Pompei diretto all’epoca dall’attuale Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, consentendo di restituire al patrimonio italiano il più antico sito reale borbonico, oggi sede di un prestigioso Museo e centro di cultura.
    “La riapertura al pubblico del Museo Archeologico di Stabia, con il suo nuovo allestimento, le sue collezioni arricchite dai reperti provenienti dalle ville stabiesi e la riunione temporanea con quelli conservati al MANN, le sue sale rinnovate, il centro di formazione avanzato, è una notizia bellissima per la cultura. Questo è un sito unico che, grazie al lavoro di tutti, torna a splendere e ad offrire ai cittadini e agli appassionati un’offerta incredibile di testimonianze storiche di grandissimo rilievo. Un tassello fondamentale dell’operazione strategica di valorizzazione di questa area, all’interno del progetto della Grande Pompei, ovvero quell’immenso parco della storia diffuso, entro cui insistono le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplontis, Boscoreale e tutto il territorio circostante. Il nuovo Museo di Stabia sarà una delle perle di questo progetto che testimonia, ancora una volta, la centralità che la Campania ha per l’archeologia mondiale e la nostra scelta di continuare ad investire su queste meravigliose ricchezze del patrimonio culturale della Nazione. – dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – Su Castellammare c’è anche un finanziamento del Ministero pari a 4mln di euro per il restauro e la rifunzionalizzazione del Convento di San Francesco, alle spalle del Museo Diocesano. Il progetto esecutivo è in consegna. Entro l’estate avvieremo i lavori”.
    “Oggi si raccolgono i frutti di un progetto ambizioso in cui ho creduto da sempre, impegnandomi in prima linea per la valorizzazione della Reggia di Quisisana, divenuta, dal 2020, il naturale e prestigioso spazio espositivo del patrimonio archeologico dell’antica Stabiae. – dichiara il Direttore generale dei Musei, Massimo Osanna – Visitare il Museo Archeologico di Stabia significa non soltanto comprendere la vita e la cultura del passato, ma anche proiettarsi verso il futuro: qui, infatti, si intende costruire un modello virtuoso di dialogo con il territorio, una buona pratica basata sulla sinergia interistituzionale e sulla ricerca scientifica sperimentale. L’istituto, che riapre al pubblico con un nuovo allestimento arricchito nella compagine di reperti esposti e nella metodologia di comunicazione didattica, è un invito alla scoperta della nostra storia: anche l’accordo di valorizzazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha permesso di proporre ai visitatori un viaggio straordinario tra manufatti appena sottoposti a un’attenta campagna di restauro”.
    “Il Museo Archeologico di Stabia è molto più di un museo di opere archeologiche di pregio, per quantità e qualità che evidenziano il valore storico e culturale del territorio stabiano – sottolinea il Direttore Gabriel Zuchtriegel – ma un vero e proprio polo culturale e centro di ricerca di richiamo internazionale, in quanto sede di una scuola di formazione per la valorizzazione dei beni culturali dotata di attrezzature per la digitalizzazione e depositi accessibili per la ricerca e lo studio”.
    Oggi il percorso di visita è stato ampliato con l’introduzione di nuovi reperti restaurati mentre quello esistente è stato rivisitato alla luce dell’introduzione delle nuove tecnologie, di apparati multimediali e didattici. Per la prima volta gli allestimenti mettono insieme gli apparati decorativi delle ville marittime rinvenute sulla collina di Varano durante gli scavi di età borbonica e quelli scoperti da Libero D’Orsi a partire dal 1950.
    L’allestimento che vede riuniti, dopo oltre 250 anni, i reperti stabiesi conservati al MANN e quelli rinvenuti dal preside, oggi custoditi al Quisisana, è stato possibile grazie all’Accordo siglato con il MANN per la valorizzazione del patrimonio stabiano che consente al museo di avere in prestito per tre anni molti dei reperti rinvenuti a Stabia secondo cicli di rotazione. Pertanto, per la prima volta sarà possibile fruire degli apparti decorativi organizzati per contesti di provenienza.
    -foto ufficio stampa Mic-
    (ITALPRESS).

  • L’ultimo saluto a Paolo Taviani, cerimonia laica in Campidoglio

    L’ultimo saluto a Paolo Taviani, cerimonia laica in Campidoglio

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Cerimonia laica in Campidoglio, dove stamane è giunto il feretro di Paolo Taviani, il regista scomparso il 29 febbraio. Ad accogliere la bara la moglie, Nina Nervi, i figli e tanti colleghi e amici, oltre al sindaco Roberto Gualtieri con la fascia tricolore. La cerimonia si svolge nella sala della Protomoteca.
    “Oggi non deve essere solo una giornata di tristezza per la grave perdita, siamo qui anche per esprimere un sentimento comune di affetto e profonda gratitudine per tutto ciò che Paolo ha donato a noi con la sua arte”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo alla cerimonia funebre del regista Paolo Taviani nella sala della Protomoteca.
    “Un momento pubblico di commiato che gli deve questa città – ha aggiunto -, la prima cosa che mi sento di dire è un enorme grazie per tutte le emozioni che ci avete fatto vivere, Paolo e Vittorio. Opere rimaste nella storia del cinema mondiale”. Il sindaco di Roma ha ricordato: “Da giovane aspettavo con emozioni la nuova uscita di un nuovo film di Paolo e Vittorio”.
    “Paolo era uno della prima linea – ha sottolineato il regista, Marco Bellocchio -. Lo ricordo per noi vivi, non credo ci stia ascoltando seduto su una nuvola. Condivido con i parenti stretti, con i colleghi, con gli amici il grande dolore. Paolo è morto sul lavoro, stava per iniziare un nuovo film e per questo la sua perdita è ancora più dolorosa”. “Con Vittorio ha fatto dei bellissimi film, dei capolavori, lasciandoci una filmografia compatta, unica. Penso vinceranno la prova del tempo”, ha aggiunto.
    “Paolo è stato un riferimento assoluto e constante della terra Toscana, quello che Paolo e Vittorio hanno esportato è stato un salto di qualità della cultura, in lui ricordo la schiettezza, la lucidità del modo di parlare della nostra Toscana”, ha ricordato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, aggiungendo: “Per tutti noi in Toscana è un giorno di lutto, la loro testimonianza ha lasciato il segno”.
    – foto xc3 Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Chiara Ferragni “Con Fedez abbiamo avuto altre crisi ma questa è più forte”

    Chiara Ferragni “Con Fedez abbiamo avuto altre crisi ma questa è più forte”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Con Federico ci sentiamo. Siamo due persone adulte che si vogliono bene. E’ un periodo di crisi, ne abbiamo avute anche in passato. Questa è un po’ più forte delle altre. Vedremo…” Lo ha detto Chiara Ferragni ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa.
    Un allontanamento momentaneo? “Vediamo, non so…” ha aggiunto l’influencer.

    foto: agenzia fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Riparte “Anima Mundi – Piano solo recital” di Dolcenera

    Riparte “Anima Mundi – Piano solo recital” di Dolcenera

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    ROMA (ITALPRESS) – Riparte a marzo “Anima Mundi” – Piano Solo Recital, il tour di Dolcenera, che sarà protagonista nei teatri con uno spettacolo unico nel suo genere. Tra gli appuntamenti più attesi, due date evento in due luoghi iconici per la grande musica dal vivo in Italia: l’8 marzo a Roma, all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, e il 24 aprile a Milano, al Blue Note. Così, dopo aver inaugurato la tournèe nel 2023, in occasione dei suoi vent’anni di carriera, tra marzo e aprile Dolcenera suonerà anche in alcune delle location teatrali più suggestive d’Italia per poi proseguire nel prossimo autunno fino a arrivare a 50 date nei teatri italiani. Uno spettacolo “one woman show”, con il pianoforte di Dolcenera al centro della scena, il looper per riprodurre suoni registrati sul momento, il suono dell’organo hammond e del rhodes e il tocco rock blues della voce. “Voglio portarvi con me in un mondo fatto di essenza, o meglio, di quinta essenza, di etere, di connessioni spirituali per osservare insieme l’Anima Mundi e immaginare come potrebbe essere il mondo se ci pensassimo tutti come esseri di un’unica anima universale”, spiega Dolcenera, sottolineando tutto quello che questo spettacolo rappresenta. “C’è la filosofia, la musica, la tradizione, la religione, l’ayurveda, l’alchimia, la scienza, la simbologia e quindi una serie di seghe mentali, che solo alcuni tipi di artisti sono costretti quotidianamente a fare. Parto dalla filosofia aristotelica per arrivare alla fisica quantistica, con l’intento di stimolare le anime del pubblico per il raggiungimento di una visione di vita staccata dall’ego”, conclude.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa –

  • Geolier, sold out le tre date allo Stadio Maradona di Napoli

    Geolier, sold out le tre date allo Stadio Maradona di Napoli

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    MILANO (ITALPRESS) – Sold out i 3 appuntamenti di Geolier allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Reduce dalla partecipazione alla 74^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “I p’ me, tu p’ te” (Warner Music Italy), già certificato disco di platino da FIMI/GfK Italia, l’artista si prepara a un tour estivo fatto anche di grandi momenti nei principali festival di tutta la penisola. Oggi, Napoli dimostra ancora una volta il suo affetto per l’artista, regalandogli il terzo sold out per il primo dei grandi appuntamenti che lo vedranno protagonista allo Stadio Diego Armando Maradona il 21, 22 e 23 giugno.
    Una festa lunga 3 giorni a Napoli e per Napoli: un risultato sorprendente per il primo artista in assoluto, internazionali inclusi, a esibirsi con ben tre concerti consecutivi nel monumentale stadio della città partenopea. Geolier, infatti, aveva già mandato sold out la prima data annunciata in meno di 2 giorni e la successiva dopo poco più di un mese, oggi è stato il turno della terza. Questo il calendario dei live, prodotti e organizzati da Magellano Concerti: 15 giugno – Messina – Stadio franco scoglio; 21 giugno – Napoli – Stadio Diego Armando Maradona – sold out; 22 giugno – Napoli – Stadio Diego Armando Maradona – sold out; 23 giugno – Napoli – Stadio Diego Armando Maradona – sold out; 28 giugno – Roma – Rock in Roma – Ippodromo Capannelle; 29 giugno – Servigliano (fm) – Nosound Fest; 5 luglio – Lucca – Lucca Summer Festival; 6 luglio – Milano – Fiera Milano live – Rho; 12 luglio – Stupinigi (To) – Sonic Park; 12 agosto – Gallipoli (Le) – Oversound Music Festival – Parco Gondar;
    16 agosto – Olbia (Ss) – Red Valley.
    -foto ufficio stampa Geolier-
    (ITALPRESS).

  • Si è spento a 92 anni il regista Paolo Taviani

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 92 anni Paolo Taviani che insieme al fratello Vittorio, scomparso il 15 aprile del 2018, ha formato il celebre sodalizio di registi e sceneggiatori del cinema italiano più impegnato. Il più giovane dei due fratelli si è spento nella clinica vVilla Pia dove era ricoverato da qualche tempo, assistito dalla moglie Lina Nerli e dai due figli Ermanno e Valentina. Il loro primo grande successo nel 1969 con “Sotto il segno dello scorpione”, protagonista Gian Maria Volontè. Con “Padre padrone” tratto dal romanzo di Gavino Ledda, si aggiudicarono la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1977. Con “La notte di San Lorenzo” del 1982 ancora un riconoscimento a Cannes con il gran premio speciale della giuria. Con “Cesare deve morire”, nel 2012, i fratelli Taviani conquistano l’Orso d’oro al Festival di Berlino e il David di Donatello per il miglior film e per il miglior regista. Nel 2022, quattro anni dopo la morte di Vittorio, Paolo torna al festival di Berlino con “Leonora addio”, un film ispirato all’omonima novella di Luigi Pirandello, conquistando il premio Fipresci. Lunedì 4 marzo, alle 10, è in programma la cerimonia funebre laica alla Promototeca del Campidoglio.

    Foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • A Roma e Milano due opere di street-art per la riqualificazione

    A Roma e Milano due opere di street-art per la riqualificazione

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    MILANO (ITALPRESS) – Un nuovo progetto sociale che vede protagoniste due opere di street-art a Roma e Milano è stato presentato da glo, brand di BAT Italia per i dispositivi a tabacco scaldato.
    Due diversi murales legati tra loro da un unico obiettivo: riqualificare aree urbane decentrate e diverse tra loro attraverso la forza esplosiva di colori e forme che richiamano il nuovo glo Hyper Pro, il primo dispositivo della categoria ad avere l’innovativo smart Led display. Cinque sono i colori usati nelle opere, gli stessi della nuova gamma Hyper Pro. A Milano l’opera firmata da Shek17 mostra linee e colori in movimento che sprigionano gioia e positività mentre a Roma, invece, Nicholas Perra fonde tecniche tradizionali e sperimentali per incuriosire e invitare il pubblico ad affacciarsi su nuovi orizzonti.
    Il progetto è stato ufficialmente inaugurato oggi presso il glo Discovery Store di Milano. Alla presentazione, accanto al management glo, è intervenuta anche la giornalista Clara Amodeo, esperta di urban culture. Moderati da Luca Dini, direttore editoriale di F, hanno offerto ai presenti una stimolante riflessione sul ruolo giocato oggi dall’innovazione, chiave di comunicazione imprescindibile per connettere le persone e condividere le proprie passioni, e dalla street art, una forma di espressione che negli anni si è evoluta, diventando elemento di trasformazione delle nostre città e veicolo di messaggi sociali.
    glo ha scelto quindi di esprimersi attraverso il linguaggio della street-art, per portare il proprio messaggio di positività in aree urbane decentrate. Una forma d’arte che ha acquisito sempre più valore nei contesti cittadini, passando da una forma di espressione che risponde alle necessità di autoaffermazione del singolo a libera espressione di una città che vuole riappropriarsi dei suoi spazi e, infine, vero e proprio land mark del territorio per creare aggregazione e socialità.
    “Abbiamo deciso di celebrare il lancio del nostro ultimo dispositivo glo Hyper Pro attraverso questo progetto di social ARTvertising perfettamente in linea con i valori della marca glo”, racconta Antonino Grosso, Head of Marketing Deployment Italy di BAT Italia. “L’innovazione di glo vive non solo attraverso i nostri prodotti, oggi ancora più innovativi e caratterizzati da features uniche nella categoria di riferimento in Italia, ma anche attraverso il modo di comunicare con i nostri consumatori adulti. Vogliamo offrire alla collettività opere di riqualificazione in grado di stimolare la positività e valorizzare le opportunità offerte dai media digitali. Siamo certi che i cittadini di Milano e Roma sapranno apprezzare questo progetto”.
    “Il socialARTvertising è una vera e propria filosofia che, unica nel suo genere, nata in Italia, unisce la comunicazione al potere visivo e culturale dell’Urban Art, alla rigenerazione degli spazi urbani e alle illimitate opportunità dei media digitali. Un modo, insomma, per mettere in connessione i brand con lo spazio urbano e chi lo spazio urbano lo vive ogni giorno, creando un vero e proprio scambio tra i due. Lo dimostrano le due opere di questo progetto: in tutte loro, mentre il brand glo comunica i propri valori e messaggi in maniera creativa, il tessuto sociale urbano fruisce non solo di un’opera d’arte ma anche di una vera e propria operazione site specific, che crea aggregazione ma anche rigenerazione e riqualificazione del territorio” commenta Clara Amodeo.
    Le due opere di street art rimarranno on air per tutto il mese di marzo a questi indirizzi: Milano, viale Monza 79 – Roma, via Fortebraccio 19.
    -foto ufficio stampa Msl –
    (ITALPRESS).

  • Cristiana Capotondi è “Margherita delle stelle” su Rai1

    Cristiana Capotondi è “Margherita delle stelle” su Rai1

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    ROMA (ITALPRESS) – Nel 1964 a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste arrivò per la prima volta una donna: era Margherita Hack che vi rimase fino al 1987, portandolo a una fama internazionale. A raccontarci chi fosse la Hack, ripercorrendo gli anni meno noti della sua vita a partire dall’infanzia e dall’adolescenza, arriva su Rai1 (martedì 5 marzo, in prima serata) Margherita delle stelle, film ispirato al libro “Nove vite come i gatti” scritto dalla stessa scienziata insieme a Federico Taddia, prodotto da Minerva Pictures e Rai Fiction e diretto da Giulio Base. «E’ il biopic di una grande donna che riscopre il genio femminile italiano – afferma la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati – Margherita Hack ha fatto la storia della fisica in Italia, parlando a tutti in maniera popolare. E’ stata una donna libera in maniera totale ma non trasgressiva e molto ironica. Le dobbiamo moltissimo, noi donne ancora di più».
    La storia, dicevamo, parte dall’infanzia di Margherita, trascorsa nella natia Firenze, dove la ragazzina incontra Aldo, un bimbo timido e malaticcio che, però, ben presto si trasferisce. Lo ritroverà all’università, alla facoltà di fisica, quando lei è già “diversa” dalle altre ragazze, grazie all’educazione alla libertà trasmessale dai genitori pur negli anni del regime fascista: non indossa le gonne, ama lo sport, è vegetariana e non rinuncia mai a dire la sua. I due giovani si innamorano e si sposano e il loro matrimonio durerà felicemente per tutta la vita.
    A spiegare la strada scelta per raccontare la vita lunga e felice della Hack è la sceneggiatrice Monica Zapelli: «Abbiamo messo l’accento sul romanzo di formazione che non si trova altrove dove, invece, ci sono i suoi libri, le sue interviste. Nel servizio pubblico è importante raccontare una formazione come la sua, vorrei che fossero le famiglie insieme a vedere il film». Attenzione, però, non si tratta di un “santino”: «Margherita aveva dei difetti. Ad esempio, decide di leggere il giuramento al Duce quando glielo chiedono perchè le piaceva essere applaudita. E, poi, era una studentessa svogliata che ha studiato fisica solo perchè lo faceva la sua amica». Inoltre, aggiunge sorridendo il regista Giulio Base, «bestemmiava spesso ma questo, certo, non potevamo raccontarlo!».
    A interpretare la grande astrofisica è Cristiana Capotondi che definisce questa esperienza «un viaggio verso le stelle. La sua vita è una metafora della nostra. Dobbiamo tutti puntare la stella giusta, cioè mettere le nostre energie in ciò che è più adatto a noi». A proposito di formazione l’attrice aggiunge: «Margherita non si è sottratta alla forza, anche dolorosa, dell’educazione che le è stata data e che la poneva in contraddizione con le compagne di scuola». Quegli stessi «codici di comportamento sono quelli che l’hanno portata a sposare Aldo che la prende per mano e la accompagna verso la stella giusta. La sua storia di realizzazione passa anche per l’altro e questo film restituisce l’importanza del rapporto con l’altro. Viviamo centrati sull’io ma io dagli altri ho imparato sempre tanto». Sul tema della coppia, la Capotondi aggiunge: «Quello che leggiamo oggi sui giornali è una carneficina, non c’è amore, non c’è complicità. La storia di Margherita insegna che si può mettere da parte il proprio ego per l’altro. Aldo ha avuto la forza di proiettare se stesso in Margherita e il percorso di lei è diventato anche il suo percorso. Lui ha scritto dandole la semplicità per arrivare a tutti con concetti difficili. Senza di lui, forse, non sarebbe stata la divulgatrice che è stata».
    A interpretare Aldo De Rosa è Flavio Parenti: «In questa storia è tutto anticonvenzionale, non solo il matrimonio: una donna che insegue il proprio desiderio, i genitori vegetariani quando non si sapeva nemmeno cosa volesse dire e Aldo che si mette al servizio dell’amore e della sua donna. E’ una storia importante culturalmente perchè mette in scena idee di possibilità per le generazioni future». Per l’attore, «Aldo è una poesia, un uomo raro pieno di amore. C’è una grande nobiltà d’animo in quello che lui ha fatto. Insomma, stavolta dietro una grande donna c’è un grande uomo».
    Oltre all’amore, naturalmente, c’è la scienza: «Io lavoro con molte associazioni e vedo che fino ai 16 anni molte ragazze desiderano studiare le materie scientifiche poi dirottano verso altro. Mi sembra difficile che si tratti sempre di un cambio repentino di idee, è piuttosto un problema culturale» riprende la Capotondi, che sottolinea anche l’importanza avuta dallo sport nella vita della Hack: «Grazie allo sport lei ha imparato a non vergognarsi di vincere». Lei stessa, del resto, è una grande sportiva e gioca a calcio: «Lo sport mi consente di vivere all’aria aperta. Il calcio è un mondo maschile? Sì ma non è solo un problema di genere, è anche generazionale perchè è abitato da uomini che vivono lì da almeno quattro decenni. Io affronto questo con le armi della gentilezza, dell’ironia e della comprensione per raccontare agli uomini cosa sono diventate le donne. Dobbiamo comprendere da dove arriviamo e anche le loro fragilità, anche se non sempre riesco a fare esercizio di gentilezza».
    Come tutti i ruoli, anche quello di Margherita Hack le ha lasciato qualcosa: «Da neo-genitore (di Anna che ha un anno e mezzo, ndr) la consapevolezza che molto di ciò che faranno i nostri figli si determina nei primi anni di vita. Perciò un senso di responsabilità e anche di timore». Un’ultima parola è sull’ateismo della grande scienziata: «Era atea ma aveva un dubbio, un perchè al quale il Big Bang non bastava. Però lo spirito di conoscenza non le faceva accettare la risposta più scontata e, cioè, che è stato Dio ad accendere quella miccia. In ogni caso ha amato molto il Creato e l’ateismo non le aveva tolto la contemplazione che ci unisce al tutto».
    “Margherita delle stelle” è prodotto da Minerva Pictures e Rai Fiction. Nel cast ci sono anche Cesare Bocci e Sandra Ceccarelli nei panni dei genitori della scienziata.
    -foto ufficio stampa Rai –
    (ITALPRESS).

  • Diodato, sold out le date di Bari e Mestre

    Diodato, sold out le date di Bari e Mestre

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Sono già sold out le date di Bari e Mestre del tour di Diodato, che quest’autunno per la prima volta sarà protagonista di un tour nei teatri italiani. La tournée si arricchisce di cinque nuovi live che si terranno a Lecce (2 ottobre, Teatro Politeama Greco), Assisi (20 ottobre, Teatro Lyrick), Schio (VI – 31 ottobre, Teatro Astra), Genova (25 novembre, Teatro Politeama Genovese) e Parma (27 novembre, Teatro Regio).
    Il tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti, partirà il 28 settembre da Grosseto (Teatro Moderno – Data zero), per poi proseguire il 1 ottobre a Bari (SOLD OUT – Teatro Petruzzelli), il 2 ottobre a Lecce (Teatro Politeama), il 5 ottobre a Mestre (SOLD OUT – VE, Teatro Toniolo), il 6 ottobre a Milano (Teatro Arcimboldi), il 9 ottobre a Roma (Auditorium Parco Della Musica), l’11 ottobre a Napoli (Teatro Augusteo), il 18 ottobre a Civitanova Marche (Teatro Rossini), il 19 ottobre a Pescara (Teatro Massimo), il 20 ottobre ad Assisi (Teatro Lyrick), il 23 ottobre a Palermo (Teatro Golden), il 24 ottobre a Catania (Teatro Metropolitan), il 26 ottobre a Rende (CS, Teatro Garden), il 29 ottobre a Firenze (Teatro Verdi), il 30 ottobre a Bologna (Europaditorium), il 31 ottobre a Schio (VI, Teatro Astra), il 14 novembre a Torino (Teatro Colosseo), il 16 novembre a Mantova (Teatro Sociale) e il 17 novembre a Trento (Auditorium Santa Chiara). Gli ultimi appuntamenti si terranno il 25 novembre a Genova (Teatro Politeama Genovese) e il 27 novembre a Parma (Teatro Regio).
    -foto ufficio stampa Diodato –
    (ITALPRESS)