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  • Per il 2026 e per gli anni a venire la Cina punta a “crescita di qualità”

    Per il 2026 e per gli anni a venire la Cina punta a “crescita di qualità”

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    PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha fissato un obiettivo di crescita economica del 4,5-5 % per il 2026, puntando a un buon avvio del nuovo piano quinquennale che traccia il percorso per uno sviluppo di alta qualità e offre una certezza quanto mai necessaria a un’economia mondiale in difficoltà.

    L’obiettivo di crescita del PIL è ben allineato con gli obiettivi di lungo periodo della Cina fino al 2035, ed è nel complesso coerente con il potenziale di crescita a lungo termine dell’economia cinese, riporta un rapporto di lavoro del governo presentato al massimo organo legislativo del Paese per la deliberazione.

    L’obiettivo di crescita economica della Cina per il 2026 è proattivo e pragmatico, e riflette una valutazione complessiva delle condizioni interne e dei cambiamenti del contesto esterno, ha dichiarato Shen Danyang, a capo del gruppo responsabile della stesura del rapporto di lavoro del governo di quest’anno.

    Il ritmo previsto sarebbe inoltre tra i più elevati a livello globale tra le principali economie, ha dichiarato Shen.

    ‘Il segnale che questo obiettivo invia alla comunità internazionale è chiaro: la Cina non si limita più a perseguire la velocità della crescità, ha riferito a Xinhua Zhang Ying, preside associato della Guanghua School of Management della Peking University. ‘L’obiettivo di quest’anno riflette il fermo impegno della Cina per uno sviluppo di alta qualità’.

    Il Paese ha chiarito che si impegnerà a migliorare nella pratica per quanto riguarda l’obiettivo di crescita di quest’anno, e che esistono condizioni favorevoli per raggiungerlo, secondo il rapporto.

    Il rapporto di lavoro del governo ha delineato i principali compiti di quest’anno, tra cui la costruzione di un mercato interno solido, la promozione di nuovi motori di crescita a un ritmo più rapido e l’accelerazione nel raggiungimento di una maggiore autosufficienza e forza in campo scientifico e tecnologico.

    Per raggiungere questi obiettivi, la Cina continuerà ad attuare una politica fiscale più proattiva e ad applicare una politica monetaria adeguatamente accomodante. Questi orientamenti sottolineano la continuità delle politiche e offrono un’ulteriore garanzia a un’economia globale turbata dalle tensioni commerciali e geopolitiche.

    Il peso economico globale della Cina fa sì che le sue mosse di politica economica siano decisive per l’economia mondiale. Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), il Paese ha visto la propria economia crescere a un ritmo medio annuo del 5,4 %, ben al di sopra della media globale, contribuendo per circa il 30% alla crescita mondiale.

    Il Paese è rimasto il secondo maggiore importatore mondiale per 16 anni consecutivi, consolidando la sua posizione di maggiore commerciante mondiale di beni e diventando un importante partner commerciale per oltre 160 Paesi e regioni.

    Il peso di questo ruolo può solo aumentare. Secondo una previsione della Banca mondiale, la crescita globale dovrebbe rallentare al 2,6 % nel 2026. Se la previsione sarà confermata, gli anni ’20 del Duemila saranno sulla buona strada per diventare il decennio più debole per la crescita globale dagli anni ’60.

    ‘Quanto abbiamo ottenuto nel 2025 è stato conquistato davvero con faticà, si legge nel rapporto di lavoro del governo. ‘Raramente in molti anni abbiamo incontrato uno scenario tanto grave e complesso, in cui shock e sfide esterni si intrecciavano con difficoltà interne e dure scelte politichè.

    In un segnale di rassicurazione di più lungo periodo per l’economia globale in difficoltà, la Cina giovedì ha presentato una serie di priorità di sviluppo per il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030).

    Il 15esimo Piano quinquennale fissa un chiaro caposaldo: raddoppiare entro il 2035 il PIL pro capite della Cina del 2020, così da raggiungere il livello di un Paese moderatamente sviluppato. Per arrivarci, sarà necessario attraversare una fase intermedia che la Cina ha scelto di non prescrivere in modo eccessivo, poichè gli obiettivi annuali di crescita saranno fissati anno per anno, una flessibilità che riflette sia fiducia nella traiettoria sia consapevolezza delle incertezze che ci attendono.

    Il 15esimo Piano quinquennale segna una fase cruciale nella spinta cinese alla modernizzazione, e le sue ambizioni vanno ben oltre gli indicatori della crescita interna. Convogliando capitali verso tecnologie di frontiera, approfondendo i legami commerciali e di investimento e promuovendo lo sviluppo verde, questo piano è destinato a incidere sull’economia globale su più livelli, dal ritmo della transizione energetica alla geografia della manifattura avanzata nel mondo.

    Simon Smith, presidente e direttore generale di Taikoo Engine Services (Xiamen) Co., Ltd., ramo ingegneristico della multinazionale Swire, ha affermato che la chiarezza delle politiche di lungo periodo cambia il calcolo per le multinazionali che operano in Cina.

    ‘Il piano quinquennale trasforma le decisioni di investimento da scommesse probabilistiche a un posizionamento strategico calcolatò, ha riferito Smith a Xinhua in un’intervista. ‘Senza il piano, l’azienda potrebbe esitare su una specifica espansione di capacità o su un determinato investimento, incerta sul fatto che si concretizzeranno o meno sostegno normativo, disponibilità di manodopera qualificata o domanda della clientelà.

    Questo posizionamento strategico si accompagna a una tabella di marcia concreta. Secondo l’agenda tecnologica della Cina, il Paese coltiverà settori emergenti e industrie del futuro. Nel periodo 2026-2030, la Cina favorirà nuovi motori di crescita economica come la tecnologia quantistica, la biomanifattura, l’idrogeno e l’energia da fusione nucleare, le interfacce cervello-computer, l’intelligenza artificiale incarnata e le comunicazioni mobili 6G.

    Hu Jinbo, consigliere politico nazionale e responsabile dello Shanghai Institute of Organic Chemistry, ha affermato che i prossimi cinque anni rappresentano una finestra cruciale per la transizione economica della Cina da una crescita ad alta velocità a uno sviluppo di alta qualità, e che l’innovazione scientifica e tecnologica fungerà da motore centrale di questa trasformazione.

    Mentre la Cina continua a compiere progressi nell’innovazione scientifica e tecnologica, i Paesi in via di sviluppo possono attingere all’esperienza cinese per accelerare la propria industrializzazione, mentre anche i Paesi sviluppati godranno di opportunità più ampie di collaborazione nella manifattura avanzata e nelle tecnologie di frontiera, ha dichiarato Hu.

    Per il resto del mondo, nel più lungo periodo ciò che potrebbe contare maggiormente non è il ritmo della crescita, ma la sua struttura. La Cina ha fissato l’obiettivo esplicito di aumentare nei prossimi cinque anni il peso dei consumi delle famiglie sul PIL.

    Per un’economia globale affaticata dal peso delle tensioni commerciali, della frammentazione geopolitica e della debole crescita, i due impegni della Cina – sostenere una propria espansione stabile e aprire ulteriormente il suo vasto mercato al mondo – offrono una rara dose di prevedibilità.

    Un’economia cinese più equilibrata, sostenuta da una domanda interna più forte, produrrebbe effetti di ricaduta di vasta portata a livello globale, secondo un recente articolo di Bloomberg che cita Robin Xing, capo economista per l’area Cina presso Morgan Stanley.

    ‘Sia le aziende cinesi che quelle estere beneficerebbero della profondità e della portata del mercato cinese, due fattori che contribuirebbero ad attutire le sfide geopolitiche di oggì, riporta l’articolo citando Xing.

    Secondo il rapporto di lavoro del governo, la Cina quest’anno approfondirà la riforma del quadro istituzionale per la promozione degli investimenti esteri. Si aprirà maggiormente al mondo esterno, compiendo sforzi per ampliare l’accesso al mercato e aprire più settori, in particolare nel settore dei servizi.

    Zhang Ying ha evidenziato tre aspetti delle opportunità offerte dalla Cina agli investitori globali: un enorme mercato unificato con crescente potere d’acquisto dei cittadini, catene di fornitura altamente efficienti e convenienti, e un contesto normativo sempre più aperto e favorevole agli investimenti.

    ‘In un contesto di volatilità globale e venti macroeconomici contrari, questi fondamentali offrono un’attrattiva significativa per investitori internazionali e impresè, ha dichiarato Zhang.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

  • La Cina promuoverà trasporti più smart e verdi nel periodo 2026-2030

    La Cina promuoverà trasporti più smart e verdi nel periodo 2026-2030

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    PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina promuoverà la transizione digitale e verde del suo settore dei trasporti durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030), ha affermato oggi il ministro dei Trasporti Liu Wei.
    Nei prossimi cinque anni, il Paese promuoverà l’applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore dei trasporti e lavorerà per portare avanti lo sviluppo di autostrade, porti e navigazione intelligenti, ha dichiarato Liu a margine della sessione annuale dell’organo legislativo nazionale.
    Il Paese promuoverà inoltre lo sviluppo di corridoi e stazioni di trasporto a zero emissioni di carbonio, nell’ambito degli sforzi per favorire uno sviluppo del settore dei trasporti a basse emissioni, ha aggiunto Liu, sottolineando che la Cina intensificherà nel periodo l’applicazione di mezzi di trasporto a energia pulita, come veicoli e imbarcazioni a nuova energia.
    Attualmente, la copertura delle infrastrutture di ricarica nelle aree di servizio autostradali del Paese ha raggiunto il 98,8%, ha affermato il funzionario, osservando che quest’anno il Paese lavorerà per aumentare la capacità delle infrastrutture di ricarica ad alta potenza, così da ridurre le difficoltà nel trovare colonnine di ricarica e ridurre i tempi di attesa.
    Liu ha anche evidenziato che, durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale, il Paese attuerà iniziative per migliorare l’efficienza del pendolarismo interurbano nelle aree metropolitane, aumentando in misura significativa la quota di popolazione con accesso a spostamenti entro un’ora all’interno di queste aree.
    Il settore dei trasporti svolge un ruolo vitale nel servizio alla popolazione, ha dichiarato Liu, osservando che in media nel Paese vengono gestiti ogni giorno circa 550 milioni di pacchi, pari a tre pacchi per persona alla settimana.

    – Foto Xinhua –

    (ITALPRESS).

  • Energia più cara e rischio stagflazione in Europa con la guerra in Iran

    Energia più cara e rischio stagflazione in Europa con la guerra in Iran

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    ROMA (ITALPRESS) – La crisi tra Iran, Stati Uniti e Israele, insieme alla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha generato forti tensioni nei mercati energetici mondiali. Gli economisti avvertono del rischio di stagflazione, una situazione in cui l’economia rallenta mentre i prezzi continuano a salire. In questo scenario la Banca centrale europea dovrà valutare con attenzione le sue prossime mosse sui tassi di interesse. Ne parla, in un approfondimento sul tema, Floriana Liuni di idealista.
    Per le famiglie le conseguenze potrebbero tradursi in carburanti e bollette più costosi, aumenti dei prezzi alimentari e possibili rialzi delle rate dei mutui se l’inflazione dovesse spingere verso politiche monetarie più restrittive.
    Secondo l’analisi di Cribis, l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran – culminata con attacchi incrociati e raid su Teheran – ha trasformato uno scenario di rischio teorico in un evento concreto: il 28 febbraio 2026 il corridoio marittimo è stato ufficialmente chiuso, aprendo una fase di forte volatilità energetica, logistica e finanziaria.
    Il peso strategico di questo passaggio è enorme. Dallo Stretto di Hormuz transita circa il 25% del commercio marittimo mondiale di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno, e circa il 20% delle esportazioni globali di gas naturale liquefatto. Le alternative terrestri, come gli oleodotti che aggirano il Golfo, possono sostenere meno di un ottavo dei volumi necessari: una capacità del tutto insufficiente per compensare l’eventuale blocco.
    Secondo l’analisi di Rick de los Reyes di T. Rowe Price, proprio questo snodo rappresenta “l’arteria principale per i flussi globali di petrolio e GNL”. La sospensione dei volumi di trasporto nelle fasi iniziali del conflitto ha immediatamente spinto i mercati a incorporare un premio di rischio energetico, anche se resta da capire se l’interruzione sarà breve o prolungata. Nel secondo caso si configurerebbe un vero shock dell’offerta energetica globale, con implicazioni dirette su inflazione, crescita e tassi di interesse.
    Il primo effetto tangibile della crisi riguarda i prezzi energetici. Parallelamente, le quotazioni del gas naturale sono aumentate rapidamente. Questi movimenti hanno implicazioni dirette sull’inflazione.
    L’impatto della crisi non si limita al comparto energetico. Secondo Cribis, lo Stretto di Hormuz rappresenta anche uno snodo fondamentale per il commercio mondiale di fertilizzanti: tra il 25% e il 35% dei flussi globali transita da quest’area.
    Un aumento dei costi dei fertilizzanti tende a trasferirsi nel giro di pochi mesi sull’intera filiera agricola, facendo crescere i prezzi delle produzioni agricole e quindi dei prodotti alimentari. Il risultato è un aumento dell’inflazione nel cosiddetto “carrello della spesa”, con un impatto diretto sul potere d’acquisto delle famiglie.
    Il vero timore degli economisti è “che l’Europa possa entrare in una fase di stagflazione, cioè una combinazione di crescita debole e inflazione elevata”.
    Secondo Henry Cook di MUFG Bank, “l’area euro aveva iniziato il 2026 con segnali di ripresa ciclica e un’inflazione prevista leggermente sotto l’obiettivo del 2%, attorno a una media dell’1,7%. Tuttavia, l’impennata dei prezzi energetici potrebbe cambiare rapidamente il quadro, portando l’inflazione a superare moderatamente l’obiettivo della BCE”.
    Allo stesso tempo lo shock energetico rischia di frenare la crescita. Secondo Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager di RBC BlueBay, “l’impatto negativo potrebbe essere particolarmente forte in Germania, che quest’anno avrebbe dovuto fungere da motore della crescita europea”.
    Lo scenario complessivo è dunque complesso: prezzi più alti e crescita più debole. Cook sottolinea che “i rischi di stagflazione sono aumentati e che questo rappresenta una delle situazioni più difficili da gestire per una banca centrale”.
    Sul fronte dei consumatori, gli effetti della crisi potrebbero essere molto concreti. Secondo l’analisi del Codacons, “i primi segnali riguardano i carburanti. L’aumento dei prezzi del petrolio si traduce rapidamente in rincari alla pompa, con effetti a catena sui costi di trasporto delle merci e quindi sui prezzi dei prodotti nei supermercati”.
    Anche il settore dei trasporti e del turismo potrebbe risentirne.
    Le bollette rappresentano un altro fronte sensibile. Chi ha un contratto energetico a prezzo variabile potrebbe vedere presto salire le tariffe di luce e gas, mentre le imprese potrebbero trasferire parte dei costi energetici sui prezzi finali dei prodotti.
    In uno scenario di inflazione più elevata, la BCE “potrebbe decidere di aumentare i tassi, con un effetto diretto sulle rate dei mutui a tasso variabile e sui costi dei finanziamenti”.
    -foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Von der Leyen “Nessuna lacrima per il regime iraniano che ha inflitto morte”

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    BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Non si dovrebbero versare
    lacrime per il regime iraniano che ha inflitto morte e imposto la
    repressione al suo stesso popolo”. Lo ha dichiarato la presidente
    della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso
    alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue. “Sentirete opinioni
    diverse sul fatto che il conflitto in Iran sia una guerra
    volontaria o una guerra di necessità. Ma credo che questo
    dibattito manchi in parte il punto. Perchè l’Europa deve
    concentrarsi sulla realtà della situazione, per vedere il mondo
    com’è realmente oggi”, ha detto von der Leyen. “Hanno massacrato
    17.000 dei loro stessi giovani. E questo regime ha causato
    devastazione e destabilizzazione in tutta la regione attraverso i
    suoi rappresentanti armati di missili e droni. Molti iraniani,
    all’interno del Paese, in Europa e nel mondo, hanno celebrato la
    scomparsa dell’Ayatollah Khamenei. Così come molte altre persone
    in tutta la regione. Sperano che questo momento possa aprire la
    strada verso un Iran libero”, ha infine dichiarato la presidente
    della Commissione Ue.
    (ITALPRESS).
    -Foto Ipa Agency-

  • Urso “Freneremo la corsa dei carburanti”

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    ROMA (ITALPRESS) – “A differenza di quanto accadde quattro anni fa, oggi abbiamo strumenti più efficaci per contrastare la speculazione e stroncare la spirale inflattiva che allora falcidiò il potere d’acquisto delle famiglie. Con il decreto-legge n.5 del 14 gennaio 2023 abbiamo istituito un efficace sistema di monitoraggio sia sulla rete di distribuzione del carburante sia sull’intera catena del valore, anche sulla filiera alimentare, che ci consente di intervenire attivando, ove necessario, la Guardia di Finanza e gli altri organi di controllo. Anche per questo nel 2024 e nel 2025 il prezzo del carburante è rimasto a livelli contenuti, con effetti positivi anche sull’inflazione, che lo scorso anno è stata appena dell’1,5%, tra le più basse d’Europa”. A parlare, in un’intervista a La Stampa, è il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Il Comitato di allerta rapida – aggiunge – è stato attivato prontamente già una settimana fa e abbiamo realizzato una task force operativa in raccordo con la GdF. Con lo stesso decreto del 2023 abbiamo anche previsto la possibilità di attivare l’accisa mobile, ove la crescita superasse il parametro indicato nella precedente Nadef, al fine di utilizzare le maggiori risorse dell’Iva per tagliare l’accisa o per compensare direttamente consumatori e imprese. Ovviamente, tutto dipende dalla durata e dall’estensione del conflitto, che nessuno è in grado di prevedere”.
    “Interverremo in tempo per ridurre, per quanto possibile – prosegue – eventuali impatti su famiglie e imprese. Oggi abbiamo gli strumenti per farlo; nei prossimi giorni definiremo in che misura e con quali risorse”.
    Per Urso “l’Europa deve cambiare paradigma, subito. Deve far da sè, garantendo la propria autonomia strategica. Per quanto riguarda l’energia e le materie prime critiche, ma anche per quanto riguarda la Difesa e lo Spazio, le nuove frontiere della tecnologia, a cominciare dall’Ai e dal Quantum. La proposta del “Made in Europe” contenuta nell’Industrial Accelerator Act è un primo passo, ma non basta. Dobbiamo fare in fretta, perchè la guerra circonda l’Europa. Dobbiamo prendere atto della realtà. O diventeremo irrilevanti, alla mercè degli altri e delle loro decisioni”.
    -foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Il Milan vince 1-0 il derby e si porta a -7 dall’Inter

    Il Milan vince 1-0 il derby e si porta a -7 dall’Inter

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    MILANO (ITALPRESS) – Il Milan vince il derby contro l’Inter: lo fa imponendosi 1-0, stesso risultato dell’andata, e accorcia le distanze rispetto ai “cugini”, sempre in vetta alla classifica della Serie A. Sono sette i punti che adesso separano la squadra di Allegri da quella di Chivu, al secondo derby perso in stagione, stavolta per via della rete siglata nel primo tempo da Estupinan.
    La prima occasione è per il Milan, con Sommer che sbaglia il rinvio e regala palla a Pulisic, lucido nel servire Modric, che calcia non trovando la porta. Sostanziale equilibrio tra le due squadre, ma la partita si accende poco dopo la mezzora: al 34′ arriva lo strappo centrale di Mkhitaryan, che si insinua nella difesa milanista, arrivando a calciare davanti a Maignan, bravo a opporsi con il petto. Nerazzurri vicini al vantaggio, che arriva invece sulla sponda milanista, grazie all’incursione sulla sinistra di Estupinan, perso da Luis Henrique e pescato da Fofana con una palla che l’ecuadoriano spedisce alle spalle di Sommer.
    Si chiude il primo tempo con il Milan avanti: il raddoppio che potrebbe arrivare poi al 50′, con la transizione guidata da Pulisic, che serve Leao, impreciso nel concludere dalla sinistra dell’area di rigore. Sale il ritmo dell’incontro, cinque minuti più tardi è l’Inter a mancare una grossa opportunità per il pari: recupero palla di Barella, cross dell’ex Cagliari a cercare Mkhitaryan, il quale appoggia per Dimarco, libero a centro area ma non deciso nel tiro, che termina alto. I due allenatori muovono i propri schieramenti con dei cambi che mantengono alta l’intensità dei duelli in mezzo al campo. Milan gagliardo nel gestire la pressione dell’Inter, che nel finale prova ad assediare l’area avversaria con cross dalla trequarti che non fruttano quanto sperato. Bagarre, mischie e qualche protesta animano i cinque minuti di recupero concessi da Doveri, al termine dei quali si chiude la gara con il trionfo della formazione rossonera.
    – foto Ipa Agency –
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  • Il Genoa vince 2-1 e rallenta la corsa Champions della Roma

    Il Genoa vince 2-1 e rallenta la corsa Champions della Roma

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    GENOVA (ITALPRESS) – La sconfitta dell’andata l’aveva bollata come la partita più brutta della sua gestione. Quella di oggi, invece, è forse la più bella del suo Genoa: Daniele De Rossi piega 2-1 la “sua” Roma, sale a 30 punti e si porta a +6 sulla zona retrocessione. E’ un ko pesante per i giallorossi che subiscono l’aggancio al quarto posto del Como (prossima avversaria in campionato) e vedono avvicinarsi a -1 la Juventus. E’ una sfida tra grandi ex in panchina. De Rossi usa le armi di Gasperini: 3-4-2-1 a specchio, gioco diretto, marcature a uomo a tutto campo e duelli rabbiosi. La Roma fatica a trovare soluzioni per uscire dalla gabbia rossoblù. Le assenze di Dybala, Soulè e dello squalificato Wesley si fanno sentire: l’ex Venturino finisce spesso isolato sulla sinistra, mentre Pellegrini non riesce a servire Malen come vorrebbe. La Roma chiude il primo tempo senza tiri nello specchio. L’unica occasione dei primi 45 minuti la costruisce il Genoa allo scadere: su cross dalla sinistra, Ekuban anticipa Mancini con la punta ma il pallone termina alto.
    E’ un’ingenuità a inizio ripresa a cambiare il volto di una partita bloccata. Al 51′ Pellegrini schiaccia il piede di Ellertsson in area: il rigore è netto e Messias dagli undici metri non perdona. La reazione della Roma è immediata e porta la firma di un bomber aggiunto: dopo un batti e ribatti in area, Ndicka trova di testa una traiettoria che inganna Bijlow e la difesa rossoblù. E’ il terzo gol consecutivo del difensore ivoriano che salterà la prossima partita contro il Como per squalifica a causa di un’ammonizione rimediata da diffidato. Un’assenza pesante per la Roma che subisce gol non appena si riabbassano i ritmi. All’80’ uno schema da rimessa laterale porta all’inserimento di Masini che crossa basso per il tocco sotto porta vincente di Vitinha. Gasperini si gioca il tutto per tutto con l’ingresso di Vaz, ma non basta. Anzi, nel finale Malinovskyi ha anche la palla del 3-1, ma Svilar d’istinto fa una super parata. Cambia poco. Il Genoa fa un passo in più verso la salvezza. La Roma vede complicarsi la corsa Champions alle porte del doppio impegno di Europa League contro il Bologna.
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  • Nessun gol e fischi per i viola al Franchi, Fiorentina-Parma 0-0

    Nessun gol e fischi per i viola al Franchi, Fiorentina-Parma 0-0

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    FIRENZE (ITALPRESS) – Nessun gol al Franchi e un punto a testa per Fiorentina e Parma. Alla fine a essere soddisfatti sono solo gli ospiti che, già in una situazione tranquilla di classifica, fanno un altro passo avanti verso la permanenza in A. Per i toscani, invece, l’ennesima delusione di un campionato condotto in affanno e a caccia di una salvezza che è ancora lontana, anche se dopo la sconfitta della Cremonese i viola si sono portati al quartultimo posto. Senza Kean la fase offensiva dei gigliati ne risente, tanto che il pomeriggio di Corvi è “semi inoperoso”, così come quello di De Gea dall’altra parte. Lo spartito della gara è chiaro fin dai primi minuti, ovvero padroni di casa che provano a fare la partita e ospiti raccolti in difesa, pronti eventualmente a ripartire. Quello dei gigliati è solo un tentativo, perchè in realtà Ranieri e compagni trovano davanti a sè un muro di avversari negli ultimi 20 metri e, senza nessuno che riesca a superare l’uomo, per la difesa guidata da Delprato il gioco è semplice. I ducali provano a sfruttare sulle fasce la verve di Sorensen e Cremaschi, ma Pellegrino è ben marcato da Pongracic, mentre Strefezza quando ha l’occasione buona, come al 12′ su palla persa da Gudmundsson, spreca tutto in maniera egoistica.
    Il ritmo dei padroni di casa è compassato, gli esterni non funzionano e Fagioli, l’unico con qualche idea, non trova compagni ad assecondarlo. La chance migliore per andare in vantaggio ce l’ha il Parma sul finale di tempo con una conclusione da fuori di Keita che esce di un soffio.
    A inizio ripresa Vanoli prova la mossa tattica alzando Fagioli sulla trequarti e spostando Mandragora come interditore davanti alla difesa, ma la mossa dura poco meno di 15′ visto che il numero 8 esce e al suo posto entra Fabbian. Dall’altra parte Cuesta sacrifica l’ex Nicolussi Caviglia per Ordonez e poi cambia l’attacco inserendo Oristanio ed Elphege per Strefezza e Pellegrino. Nel quarto d’ora finale dentro anche Fazzini e Brescianini, ma tranne un paio di calci d’angolo, non sfruttati, non ci sono segnali di Fiorentina. Finisce così 0-0, fra i fischi del Franchi e la contestazione della curva gigliata. Fra una settimana per i viola giocheranno a Cremona l’ennesimo spareggio per la permanenza nella massima categoria.
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    (ITALPRESS).

  • La Cremonese si sveglia tardi, il Lecce vince 2-1 lo scontro salvezza

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    LECCE (ITALPRESS) – Il Lecce piazza un importantissimo colpo in ottica salvezza. Gli uomini di Eusebio Di Francesco, infatti, superano 2-1 la Cremonese nel match del Via del Mare, valevole per la ventottesima giornata di Serie A 2025/2026: decidono i gol di Pierotti e Stulic. A inizio ripresa Bonazzoli a segno, ma non basta ai grigiorossi che nel recupero protestano con forza per un contatto Jean-Sanabria in area salentina che per Sozza non è da penalty.
    Vista l’importanza della sfida, le due squadre mostrano un approccio molto cauto. All’11’ la Cremonese prova a farsi vedere dalle parti di Falcone con Bonazzoli, ma la sua conclusione viene neutralizzata dal portiere. Qualche minuto più tardi Thorsby sfiora il palo con un insidioso colpo di testa. Dopo un avvio complicato i giallorossi trovano il lampo giusto al 22′ per passare in vantaggio con Santiago Pierotti che, su assist di Gallo, sfrutta l’errore in uscita di Audero e deposita la sfera in fondo al sacco. Il Lecce, galvanizzato dal gol, continua a spingere e al 35′ va vicino al raddoppio con Stulic, sul cui tiro è decisivo l’intervento di Bianchetti.
    Il difensore commette però un fallo di mano, che viene riscontrato dal Var: Sozza assegna un calcio di rigore che Stulic trasforma con freddezza spiazzando Audero, 2-0.
    Nella ripresa Nicola cambia la Cremo con tre cambi. Pronti-via, i lombardi accorciano con Bonazzoli: l’ex Salernitana, imbeccato dal neo-entrato Djuric, trafigge Falcone in uscita. La Cremonese acquisisce fiducia e inizia una fase di forcing per andare a caccia del pareggio, così anche Di Francesco corre ai ripari inserendo forze fresche. Per i salentini si aprono degli spazi in contropiede che il velocissimo Banda cerca di sfruttare, senza però raccogliere frutti. Al 72′ il Lecce si ritaglia una clamorosa chance per chiudere i giochi, ma Coulibaly non arriva sulla palla per una questione di centimetri. Nel finale gli uomini di Nicola tornano a spingere con decisione e all’87’ si vedono annullare dal Var un gol di Payero per un evidente tocco di mano. In pieno recupero un prodigioso Falcone compie un miracolo su Payero e Bonazzoli. Ma il finale è ad altissima tensione. Sanabria vince un rimpallo in area e, quasi a tu per tu con Falcone, viene toccato da Jean: dubbi, ma per Sozza non c’è nulla e il Var non interviene. Esulta il Via del Mare: il Lecce vince e balza a 27 punti, +3 sulla Cremonese.

    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Curtoni vince il SuperG in Val di Fassa, Zenere terza

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    VAL DI FASSA (ITALPRESS) – Elena Curtoni si prende il superG in Val di Fassa, prova valida per la Coppa del Mondo di sci alpino femminile 2025/2026. La 35enne di Morbegno taglia il traguardo con il tempo di 1’29″07 e centra una vittoria, la quarta in carriera, che mancava dal 16 dicembre 2022 (discesa St.Moritz). Seguono la norvegese Kajsa Vichoff Lie (+0″26) e la sorprendente Asja Zenere, terza a 0″27 con il pettorale numero 33 e al primo podio in carriera in Coppa del Mondo. In top ten anche le altre azzurre Laura Pirovano, ottava a 0″46, e Sofia Goggia, nona a 0″64. A punti Roberta Melesi, 12esima a 0″75, e Sara Allemand, 26esima a 1″91. Fuori dalla top 30 Sara Thaler (+2″46), Nicol Delago (+2″48) e Ilaria Ghisalberti (+2″52).

    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).