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  • Piersanti Mattarella, dopo 44 anni dall’omicidio si cerca ancora la verità

    Piersanti Mattarella, dopo 44 anni dall’omicidio si cerca ancora la verità

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    PALERMO (ITALPRESS) – Palermo ricorda Piersanti Mattarella, il presidente della Regione assassinato il 6 gennaio 1980 con un omaggio nel luogo dell’agguato. Non solo la memoria, ma anche la rinnovata richiesta di verità sul delitto che vede ancora ombre 44 anni dopo.
    “La lotta per la legalità e l’affermazione della trasparenza anche negli atti amministrativi è una caratteristica che contraddistingue l’impegno di Piersanti Mattarella. Uomo delle istituzioni, che nelle istituzioni intende finalmente affermare i principi dell’efficienza, dell’efficacia, dell’economicità e dell’indipendenza delle scelte e dal condizionamento di una politica asfissiante e della malavita organizzata”, sottolinea il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine della cerimonia di commemorazione di Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio 1980 proprio sotto la sua abitazione, in via Libertà, nel capoluogo siciliano.
    “Piersanti rappresenta un esempio ed ecco perchè è importante attualizzarne il ricordo, perchè i testimoni, esattamente come diceva Paolo VI, sono fondamentali per affermare e incarnare i valori ma anche per tramandarli – aggiunge -. E’ stato un esempio, prima di ogni altra cosa per chi sta all’interno delle istituzioni, esempio di moralità, esempio di eticità, esempio di chiarezza degli atti amministrativi, esempio di verità nel racconto delle quotidiane fatiche istituzionali ai cittadini”.
    “A 44 anni dalla tragica uccisione per mano mafiosa, resta ancora vivo il ricordo del Presidente Piersanti Mattarella, simbolo di legalità e di alta politica, improntata sul dialogo e il servizio ai cittadini. Il suo impegno per la comunità è stato rivolto al contrasto dell’influenza di Cosa nostra sulla società civile. Per onorare la sua memoria, l’auspicio è che si continui a cercare la verità su un delitto che ha sconvolto il Paese e che ancora oggi resta avvolto da troppe ombre”, dichiara ancora Lagalla.

    “L’Italia onora oggi la memoria di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 a Palermo. E’ uno dei tanti eroi che, con il loro coraggio e la loro integrità, hanno insegnato al popolo italiano che è possibile combattere la criminalità organizzata e occuparsi della cosa pubblica senza cedere al puzzo del compromesso morale. Sono trascorsi quarantaquattro anni dal suo sacrificio, ma il tempo non ha scalfito minimamente la forza dell’esempio di Piersanti Mattarella. Anche nel suo nome proseguiremo il nostro impegno quotidiano per liberare, una volta per tutte, la nostra Patria dal cancro mafioso”, dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

    “Onoriamo oggi la memoria di Piersanti Mattarella, barbaramente ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980 a Palermo. Allievo di Aldo Moro, aveva avviato una importante rivoluzione in Sicilia all’insegna della lotta alla speculazione edilizia e a favore di una maggiore trasparenza. Fu il volto del cambiamento in una Regione restia a voler cambiare. E il suo operato, contraddistinto da legalità rappresenta ancora oggi, a 44 anni dal suo assassinio, un virtuoso esempio di doveroso rispetto delle istituzioni. Un modello di integrità nella gestione della pubblica amministrazione che deve essere da guida per l’azione di tutti noi. Il più sincero omaggio, mio personale e del Senato della Repubblica”, aggiunge il Presidente del Senato, Ignazio La Russa.

    “Il 6 gennaio di 44 anni fa la mafia uccideva barbaramente, a Palermo, Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana. In tale dolorosa ricorrenza desidero rinnovare, a nome mio personale e della Camera dei deputati, le espressioni della più sentita vicinanza ai familiari. Rinnovo oggi al Presidente della Repubblica un particolare pensiero, nel ricordo di un uomo integerrimo e coraggioso, che rimarrà sempre una figura di riferimento per il Paese. Ne onoriamo la memoria. La sua forza d’animo e la sua determinazione nel contrasto alla mafia siano sempre d’esempio per le Istituzioni e per la società civile nella promozione quotidiana e in ogni sede della cultura della legalità”, sottolinea il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

    “Celebrare la memoria di Piersanti Mattarella, che ha combattuto la mafia attraverso scelte politiche e azioni di governo, significa onorare ogni giorno l’impegno per l’affermazione della trasparenza, della legalità, dell’efficienza nella pubblica amministrazione. I suoi valori segnarono una nuova direzione per portare avanti il cambiamento della Sicilia e abbiamo l’impegno di continuare a camminare in questo solco”, dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

    – foto xd6 Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Test Medicina, Bernini “Si cambia, puntiamo a un meccanismo più equo”

    Test Medicina, Bernini “Si cambia, puntiamo a un meccanismo più equo”

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    ROMA (ITALPRESS) – I test di Medicina “è evidente che così come sono non hanno funzionato. Abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto un meccanismo che ha generato un contenzioso penalizzante sia per le università che gli studenti: i famosi Tolc, alla prova dei fatti, hanno generato confusione. Ora si cambia e puntiamo a un meccanismo più equo che premi merito e conoscenze”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il Ministro per l’Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini, che spiega: “I quesiti dei prossimi test saranno ‘pescatì da una banca dati che ho voluto fortemente aperta e pubblica, al contrario di oggi. Questo presuppone che il Cisia, responsabile dei test, aumenti il numero delle domande. Un’operazione che richiede un piccolo margine di tempo aggiuntivo. Stiamo lavorando per migliorare i Tolc, ma l’obiettivo è cambiare, superandoli”. “Io punto a un sistema efficiente – sottolinea -, che valorizzi la preparazione degli studenti e garantisca meccanismi di accesso trasparenti. Ma è solo una prima tappa: siamo già indirizzati su un percorso di riforma complessiva per l’iscrizione a Medicina”. Come cambierà l’accesso? “Una buona base di partenza sono i disegni di legge presentati dalla maggioranza sui quali ci confronteremo anche con l’opposizione e la Crui”, risponde il ministro Bernini, aggiungendo: “L’idea è consentire agli studenti di frequentare corsi caratterizzanti, sostenere degli esami e accedere alla facoltà in base all’esito. In questo modo affidiamo la preparazione alle università, sottraendola ai vari corsi extra- accademici. Affiancheremo le lezioni ad azioni di orientamento per supportare le scelte degli studenti”. Più che di modello francese, “mi piace parlare di modello italiano. In Francia il ‘periodo filtrò è molto lungo e ha generato criticità. La mia idea è un lasso di tempo molto più breve, tipo un semestre. Ma penso anche a meccanismi che consentano, a quanti non superano gli esami, di recuperare il lavoro fatto e accedere a un’altra facoltà”.
    “Il numero chiuso – prosegue il ministro Bernini – per come lo abbiamo conosciuto ed ereditato non esiste già più. Abbiamo aumentato i posti di oltre 3 mila unità quest’anno e l’incremento è stimato in 30mila nei prossimi 7 anni”. “Dal primo giorno del mio mandato – ricorda -, ho parlato di apertura sostenibile perchè era necessario cambiare, coniugando il maggiore accesso degli studenti con la sostenibilità del sistema e della qualità della formazione. E’ su questa linea che continuiamo a muoverci: procederemo in maniera graduale e progressiva. Abbiamo il dovere di continuare a garantire la qualità dell’offerta formativa che un’apertura indiscriminata non assicurerebbe”. “Darsi l’obiettivo dell’apertura – aggiunge – non è sbagliato, ma è appunto un obiettivo intorno al quale costruire le condizioni sistemiche, con gradualità, realismo e senso di responsabilità”. “L’accesso libero, senza potenziare gli atenei, non garantirebbe la formazione di medici qualificati – prosegue -. E’ la differenza che c’è tra una Università degna di questo nome e un laureificio dove chi si laurea non ha mai visto una corsia di ospedale o un paziente in carne ed ossa. Chi governa ha il dovere della responsabilità ed evitare allarmismi. Le previsioni ci dicono che – a causa del calo delle nascite – il fabbisogno di medici, dopo un periodo di aumento, è destinato a calare”. “La premier – sottolinea – ha confermato che per questo governo il diritto allo studio è un’assoluta priorità e questo non può che raccogliere la mia soddisfazione. I numeri dimostrano il grande sforzo fatto. Lo scorso anno abbiamo superato – per la prima volta – l’odiosa fattispecie degli idonei non beneficiari. Nell’ultima manovra abbiamo fatto un ulteriore notevole sforzo, aggiungendo altri 36 milioni. Il piano andrà a integrare questo sistema. Vogliamo premiare il merito, affermando il principio che se sei bravo e capace lo Stato fa in modo che tu possa crescere e valorizzare il tuo talento”. In merito al bando Pnrr per i posti letto nelle residenze “è pronto, lo stiamo rendendo noto alla Commissione Ue. A breve sarà pubblicato – dichiara -. E’ una sfida notevole su cui stiamo operando uno sforzo senza precedenti. Sull’housing l’Italia paga ritardi storici. Il Pnrr è solo un tassello di un progetto più ampio. Ci sono risorse nazionali e accordi con il Demanio, quindi un’attenzione finora mai verificata e che rivendichiamo”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Elly Schlein “Meloni mente al Paese per coprire le difficoltà”

    Elly Schlein “Meloni mente al Paese per coprire le difficoltà”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Giorgia Meloni faccia i nomi e i cognomi di chi prova a ricattarla, se il suo non è il solito vittimismo per coprire i fallimenti del governo”. Così, in un’intervista al quotidiano la Repubblica, alla luce di quanto dichiarato in conferenza stampa giovedì dalla Presidente del Consiglio, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, secondo cui Meloni “mente al Paese”, nega le difficoltà, “rifiuta di assumersi le sue responsabilità”.
    “Se è vero quello che dice – sottolinea -, è un pericolo per l’Italia. Dovrebbe consegnare alle autorità competenti gli elementi in suo possesso”. “Non può rispondere ‘non chiedetemi di essere più precisà. Ho il timore – aggiunge -, come già visto con Crosetto, che sia il solito vittimismo e complottismo da quattro soldi per coprire fallimenti economici e sociali. Un comportamento non adatto a chi governa il Paese che ora guida il G7”. Secondo Schlein il premier “rivela una distanza siderale dalle esigenze concrete delle persone. Propone un mix tra bugie, vittimismo e difese dell’indifendibile, con buchi di visione evidenti. Non sa cosa siano le liste d’attesa, il caro mutui e il caro vita che pesano sul vigilante che guadagna cinque euro l’ora e sulla giovane madre single che prende 900 euro di stipendio e ne paga 850 di mutuo. Non parla di violenza sulle donne forse perchè l’opposizione concentrava le poche risorse a sua disposizione in manovra a quel tema mentre la destra distribuiva mance per finanziare campi da golf. Copre con menzogne enormi difficoltà, come sulla drammatica vertenza dell’ex Ilva”.
    Inoltre, aggiunge: “Noi continueremo a usare tutti gli strumenti per chiedere al governo di rendere conto dell’imbarazzo che causa al Paese. La risposta della premier su Pozzolo è stata del tutto insufficiente, soprattutto a fronte della testimonianza del ferito che, da operaio, temeva di denunciare un politico che gira armato e ha usato con arroganza persino l’immunità. Meloni avrebbe dovuto chiedere scusa e pretendere le dimissioni. E invece racconta la storiella di parlamentari non consci delle loro responsabilità: è lei, alla guida del suo partito personale, ad aver fatto le liste. Non può negare le sue responsabilità. Ma lo fa su tutto: sulla bocciatura della riforma del Mes e sulla legge bavaglio, dà la colpa al Parlamento, quando è lei a dare la linea alla sua maggioranza”. E sull’inchiesta Verdini-Anas, “la difesa di Meloni è debolissima. Salvini deve riferire: non è indagato ma le ordinanze – che la legge bavaglio vuole oscurare – delineano un sistema di intermediazione tra manager pubblici e imprenditori che usavano la loro prossimità al ministro e a un sottosegretario della Lega”.
    “Adesso ci sono io alla guida del Pd – puntualizza Elly Schlein -. E sulla Rai dico che Meloni sarà l’ultima premier a lottizzarla: bisogna intervenire con una riforma che diaindipendenza dai partiti”.
    Rispondendo all’osservazione che la voce dell’opposizione appare flebile, dice: “Forse su TeleMeloni trasmettono un altro film, ma gli spazi ce li stiamo prendendo. Loro si arroccano, noi andiamo al merito, andando in giro per il Paese, portando in piazza 50mila persone per parlare di pace e giustizia sociale, conversione ecologica, diritti, siamo all’ascolto dei problemi per tradurli in proposte”. “Sui 9 euro l’ora – dichiara – c’è forte consenso nel Paese e il governo non ha avuto il coraggio di votare contro, tanto che ha dovuto svuotare il testo delle opposizioni con un atto gravissimo. Meloni rivendica di non scappare da nulla e sul salario minimo è scappata a gambe levate. Sulla sanità pubblica sentirete la nostra battaglia: la stanno svuotando, per favorire quella privata. Noi abbiamo già presentato emendamenti alla manovra con M5S,Avs, Psi e + Europa, andremo avanti su liste d’attesa, carenza di medici e infermieri, non autosufficienza. E poi c’è la battaglia sul congedo paritario: cinque mesi retribuiti al 100% per entrambi i genitori, non trasferibili. Tutte le opposizioni hanno sostenuto un nostro emendamento alla manovra e andremo avanti. La premier non può pensare che i modelli di conciliazione vita-lavoro siano Ursula von der Leyen o Roberta Metsola e non una lavoratrice della grande distribuzione che ha turni pure di domenica e non ha il nido garantito per i figli. La propaganda non nasconde la verità: ogni giorno il governo fa scelte contro le donne”.
    Mercoledì si voteranno alla Camera risoluzioni sul sostegno all’Ucraina, e come Pd “abbiamo sempre garantito tutto il supporto necessario al popolo ucraino ingiustamente invaso, bisogna continuare a sostenerlo oggi che si intensificano gli attacchi russi, mentre Putin spera che vinca Trump e tolga il sostegno a Kiev. Ma dall’Ue vogliamo un’azione più forte per la fine del conflitto e una pace giusta”. Sul conflitto in Medio Oriente “serve un cessate il fuoco immediato per fermare il massacro di civili, per liberare gli ostaggi e portare aiuti umanitari a Gaza. Serve riprendere il percorso di due popoli e due Stati, trovando gli interlocutori. Non può esserlo Hamas, organizzazione terroristica, ma nemmeno questo governo israeliano che ha piani folli. Così il rischio è allargare il conflitto”.
    In merito alle elezioni Europee “le mie valutazioni prescindono da Meloni, sono impegnata a costruire un progetto a partire dall’iniziativa in sei luoghi simbolici su quale Europa vogliamo. La mia candidatura sarà l’ultima questione: ora lavoriamo per liste aperte alla società civile”. Ed in merito al duello tv Meloni-Schlein, la segretaria del Pd sottolinea: “Ho lanciato io la sfida a Meloni, sul merito: non mi fa nessuna paura, anche se hanno provato a dirlo dopo il mio rifiuto di partecipare alla loro festa di partito, perchè non divido il palco con nostalgici del fascismo e franchismo. Si vedrà che le pompose promesse della destra si sciolgono come neve al sole. Il confronto tv non sostituisce però quello in Parlamento, lo frequentano poco e calpestano spesso le opposizioni”.
    In merito alle prossime alle amministrative “mi sembra strano parlare delle difficoltà a costruire un’alternativa oggi, mentre il centrodestra esplode in Sardegna – dice -. Noi abbiamo ancora lavoro da fare: ai territori abbiamo chiesto alleanze ampie ma coerenti e non imponiamo niente dall’alto. Abbiamo già costruito candidature credibili e forti, come in Abruzzo”. “Noi – aggiunge – sentiamo la responsabilità di costruire l’alternativa a partire da una chiara identità e da battaglie concrete, senza presunzioni di autosufficienza, ma sapendo che senza la comunità Pd l’alternativa non si può costruire”. “Se c’è un partito che lo scorso anno ha fatto un salto in avanti è il Pd e non era scontato, dopo le difficoltà della sconfitta alle politiche – prosegue Elly Schlein -. Do il giusto peso ai sondaggi, anche al congresso mi davano tutti dietro. Ora punto a riportare a votare chi non vota più”. “Non credo agli spazi creati in provetta. Noi parliamo a tutto tondo al Paese: quando parliamo di salari bassi, poniamo anche il tema della scarsa produttività, la transizione ecologica, dimenticata da Meloni, è un tema che parla alle imprese. Sul Paese che immaginiamo, costruiremo alleanze ampie”, conclude Schlein, sottolineando: “Non credo che il governo durerà. Noi ci faremo trovare pronti: costruiamo subito l’alternativa”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Scossa di terremoto di magnitudo 3.3 in mare davanti a Sicilia e Calabria

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    MESSINA (ITALPRESS) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è
    stata registrata, alle ore 05:23, dall’Istituto nazionale di
    Geofisica e Vulcanologia, in mare nel Tirreno meridionale, davanti alle coste di Sicilia e Calabria. L’evento è stato localizzato a una profondità di 158 chilometri. Non si registrano danni a persone o cose.
    – foto: screenshot sito Ingv –
    (ITALPRESS).

  • De Silvestri salva in extremis il Bologna, 1-1 con il Genoa

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    BOLOGNA (ITALPRESS) – Nell’anticipo della diciannovesima giornata di Serie A, Bologna e Genoa pareggiano per 1-1 dopo un match intenso e dal finale al cardiopalma. Al Dall’Ara decidono la rete di Gudmundsson nel primo tempo e il gol di De Silvestri in pieno recupero. Il Bologna si salva nonostante una prestazione incolore per lunghi tratti: un Genoa solido ed eroico vede sfumare i tre punti solo nel finale. Diverse le novità di formazione nel Bologna, come le titolarità di Urbanski e Fabbian e Ravaglia schierato tra i pali al posto di Skorupski. Dall’altra parte, il Genoa è in emergenza, in seguito ad una sindrome influenzale che ha decimato squadra e staff: sono assenti tra gli altri De Winter, Bani, Thorsby, Puscas. Il primo tempo è molto intenso e ricco di duelli in mezzo al campo: il Bologna prova a fare la partita, mentre il Genoa attende alto in fase di non possesso. Subito al 7′ Orsolini sfiora il vantaggio, grazie ad un potente sinistro a giro all’angolino, neutralizzato da un super intervento di Martinez. A passare in vantaggio al Dall’Ara sono, però, gli ospiti che capitalizzano al meglio il calcio di punizione guadagnato da Messias, steso da Posch al 20′. Il gol lo realizza il solito Albert Gudmundsson che calcia la punizione da posizione defilata sorprendendo Ravaglia, coperto dai compagni, ma anche poco reattivo. Il Bologna cerca di reagire, non riuscendo, però, a costruire azioni da gol pericolose: prima frazione opaca per Zirkzee, capitano per l’occasione. Nella ripresa Thiago Motta cambia volto al Bologna, operando un triplo cambio e inserendo Kristiansen, Saelemaekers e Aebischer. Fatica il Bologna a costruire azioni da gol contro un Genoa rintanato nella propria area e attento in fase difensiva. Ancora protagonista Martinez al 73′, autore di un’altra grande parata sul tiro dal limite dell’area di Aebischer. Il Bologna non è nemmeno fortunato e si vede annullare il gol del possibile 1-1 al 75′: su punizione di Saelemaekers, Calafiori segna di testa, ma viene pizzicato in fuorigioco dal guardalinee. Ancora Calafiori in pieno recupero impegna Martinez con un potente destro dai 25 metri, indirizzato sot l’incrocio dei pali. L’assalto finale del Bologna dà, però, i suoi frutti e il neoentrato De Silvestri al 95′ segna su sviluppo di corner. Il Genoa non ci sta e, sull’ultima punizione della partita, Gudmundsson colpisce la traversa al 98′. Dopo un finale ricco di emozioni, entrambe le squadre chiudono il girone d’andata con un buon punto.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Ghribi “Una Tunisia più forte e grande è possibile”

    Ghribi “Una Tunisia più forte e grande è possibile”

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    MILANO (ITALPRESS) – “In tempi di cambiamenti politici, credo nella massima ‘Meglio il ben fatto che il ben dettò. Preferisco giudicare le persone in base agli atti piuttosto che alle parole; per questo motivo, posso dire con cuore sincero che il mio amore per la mia nazione e per i miei concittadini tunisini non è limitato, anzi è rafforzato, dalla lontananza da casa”. E’ quanto afferma Kamel Ghribi, Presidente di GKSD Investment Holding e Vice Presidente del Gruppo San Donato, sottolineando che “in questi tempi turbolenti dobbiamo aiutare i deboli, sollevare i migliori e sostenere i talenti affinchè tutti possano essere al servizio del nostro Paese e questo può essere fatto sia in patria che all’estero. L’orgoglio tunisino deve venire prima di tutto, perchè è solo attraverso questo orgoglio che possiamo unirci e fare della nostra nazione la grande nazione che ogni tunisino sa di poter realizzare”.
    Secondo Ghribi “il popolo tunisino, nel corso degli anni, ha dimostrato un desiderio di cambiamento sociale nato dalla consapevolezza che nel passato, la Tunisia, attraverso quel ponte naturale che è il Mediterraneo, si è potuta aprire verso altre culture e civiltà. L’impegno, quindi, è completo nel sostenere il processo di crescita di questo paese; nessuno escluso! I Tunisini devono amare la loro Terra; i partners devono aiutare fattivamente e concretamente nel farla prosperare. Bisogna agire con consapevolezza trascendendo gli interessi personali, e indicare la strada che metta le istanze dei cittadini tunisini come precedenza”.
    “E’ necessario – continua Ghribi – agire seguendo il corso della storia e del tempo in cui viviamo, avere menti aperte e possedere il coraggio di essere al di sopra dei propri interessi. E’ necessario un dialogo responsabile e consapevole, affinchè si possano superare le criticità e i possibili atti di violenza. Rinnoviamo il pensiero, i Leaders siano di ispirazione! Dobbiamo desiderare che la storia scriva pagine diverse ma soprattutto ricordarci che noi dovremo lasciare in eredità ai nostri figli l’orgoglio e la fierezza di essere tunisini”, conclude.

    – foto: ufficio stampa GKSD –

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  • E’ morto Giulio Santagata, fu tra i fondatori dell’Ulivo

    E’ morto Giulio Santagata, fu tra i fondatori dell’Ulivo

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    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 74 anni a Modena l’ex parlamentare e ministro Giulio Santagata. Tra i fondatori dell’Ulivo, è stato uno dei più stretti collaboratori di Romano Prodi. Nel 2006 è stato ministro per l’attuazione del Programma di governo.
    “La scomparsa di Giulio Santagata è un grande dolore. Piango la perdita di un amico carissimo al quale ero legato da sentimenti di affetto profondo. Per anni Giulio ed io abbiamo condiviso non solo tanta parte della vita privata, ma anche battaglie politiche, successi e sconfitte – afferma Prodi in una nota -. Mi è impossibile sintetizzare oggi i tanti ricordi di una storia che ci ha visto fianco a fianco. Mi mancherà la sua vivace intelligenza, la schiettezza dei suoi consigli e la sua capacità di trovare il risvolto ironico nelle cose della vita e della politica. Il mio pensiero e il mio abbraccio più grande a Lalla, ai figli Eugenio e Pippi, alla sua famiglia”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Governo, Calenda “No a dibattito personale, giudichiamo le azioni”

    Governo, Calenda “No a dibattito personale, giudichiamo le azioni”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La conferenza stampa di Meloni di ieri è del tutto personale. Personale quello che dice, il modo in cui lo dice, ed è sul personale le domande e i giudizi che fanno i giornali. E’ così perchè la politica è tutta personale. E’ una questione di personalità che in quel momento è al governo, o che in quel momento va di moda”. Lo dice il segretario di Azione, Carlo Calenda, in un video sui social.
    “Non interessa un granchè, perchè è molto più noioso, dettagliato, impegnativo spiegare perchè la sanità è a pezzi, cosa si vuole fare sui salari e su altro. Le regole sono molto semplici: attaccare gli altri, evocare complotti – aggiunge -. Questo dà la possibilità ai giornali di sinistra di dire ‘Vedete, la presidente del Consiglio attacca gli altri ed evoca complottì e ai giornali di destra di dire ‘Finalmente qualcuno che scopre i complottì. E’ solo così. Il problema è che questo porta la politica a essere molto poco interessante per tante persone. Se ho bisogno delle curve calcistiche seguo quelle invece di leggere i giornali”.
    Per il leader di Azione “la verità vera è che oggi l’Italia, in una condizione di estrema difficoltà di tutto l’Occidente, è uno dei Paesi più insicuri, perchè tutto ciò che lo Stato deve fare lo fa male. Non riesce a farlo, è una cosa disperante. Neanche le cose che sono più care alla destra, come il controllo dell’immigrazione. Rimettere a posto la sanità, persino spendere i soldi del Pnrr. Ne abbiamo spesi solo il 6% se non si considerano gli incentivi fiscali. Tutto questo è o dovrebbe essere oggetto della politica ma non lo è. La nostra scelta è di farlo diventare oggetto della politica – conclude Calenda -. Non parteciperemo a una discussione sul personale sulla Meloni. Non ci interessa assolutamente nulla di chi è Giorgia Meloni. Ci interessa moltissimo quello che fa Giorgia Meloni. Questa è l’essenza del fare politica”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Ue, Tajani “L’Europa va migliorata, deve essere protagonista”

    Ue, Tajani “L’Europa va migliorata, deve essere protagonista”

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    PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il tema è quello del futuro. Dobbiamo guardare a un’Europa che rappresenta e deve continuare a rappresentare una speranza per tutti quanti noi”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Parigi per partecipare alla cerimonia funebre in onore di Jacques Delors. “E’ stato per tanti anni presidente della Commissione europea – ricorda Tajani -. Uno dei padri del mercato interno, uno dei grandi protagonisti della storia europea. Un cristiano riformista”.
    Secondo il vicepremier “l’Europa deve essere migliorata, deve avere una sua vera politica estera e un suo esercito. Era anche il grande sogno di Silvio Berlusconi, nel quale io credo profondamente. Un’Europa protagonista che permetta a tutti quanti noi di poter essere nel momento della grande sfida globale meglio tutelati. Essere europeisti non significa rinunciare alla nostra identità di italiani, ma se si è buoni italiani si è anche buoni europei”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Mattarella ricorda Fava “Indipendenza della stampa è libertà di tutti”

    Mattarella ricorda Fava “Indipendenza della stampa è libertà di tutti”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi quarant’anni dal vile assassinio per mano mafiosa di Giuseppe Fava, giornalista che ha messo la sua passione civile al servizio della gente e della Sicilia, impegnato nella battaglia per liberarla dal giogo della criminalità e dalla rete di collusioni che consente di perpetuarlo. La mafia lo uccise per le sue denunce, per la capacità di scuotere le coscienze, come fece con tanti che, con coraggio, si ribellarono al dominio della violenza e della sopraffazione e dei quali è doveroso fare memoria”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
    “Fava ha fatto del giornalismo uno strumento di irrinunciabile libertà – aggiunge -. L’indipendenza dell’informazione e la salvaguardia del suo pluralismo sono condizione e strumento della libertà di tutti, pietra angolare di una società sana e di una democrazia viva. Un impegno e un sacrificio a cui la Repubblica rende omaggio”.

    – Foto ufficio stampa Quirinale –

    (ITALPRESS).