Categoria: Top News

  • Martin vince la Sprint Race del Gp India, Bagnaia secondo

    Martin vince la Sprint Race del Gp India, Bagnaia secondo

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    GREATER NOIDA (INDIA) (ITALPRESS) – Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) ha vinto la Sprint Race del Gran Premio d’India, sul circuito di Buddh. Il pilota spagnolo ha condotto una gara perfetta, mantenendo la prima posizione per tutta la gara: Martin accorcia così ancora in classifica su Bagnaia, portandosi a -33 punti. Secondo posto proprio per Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo), terzo, invece, Marc Marquez con una Honda capace di ritrovare continuità sul circuito indiano. Chiude quarto il sudafricano Brad Binder (Ktm), mentre Marco Bezzecchi (Ducati Team Mooney) è quinto dopo una clamorosa rimonta dal 17esimo posto. Nonostante il contatto alla partenza col compagno Marini, il poleman Bezzecchi ha macinato giri record, superando Quartararo all’ultimo giro. Chiudono nell’ordine, la top ten Quartararo, Miller, Vinales, Raul Fernandez, Di Giannantonio. La Sprint ha subito un ritardo a causa della pioggia che si è abbattuta sul circuito e che ha costretto gli organizzatori a lavorare per asciugare la pista.
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  • Migranti, Papa “Ingressi legali contro la piaga dello sfruttamento”

    Migranti, Papa “Ingressi legali contro la piaga dello sfruttamento”

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    MARSIGLIA (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà nell’accogliere. I migranti vanno accolti, protetti o accompagnati, promossi e integrati. Se non si arriva fino alla fine, il migrante finisce nell’orbita della società. Accolto, accompagnato, promosso e integrato: questo è lo stile. E’ vero che non è facile avere questo stile o integrare persone non attese, però il criterio principale non può essere il mantenimento del proprio benessere, bensì la salvaguardia della dignità umana”. Lo ha detto Papa Francesco, a Marsiglia, nel suo intervento alla sessione conclusiva dei “Rencontres Mediterraneennes”.
    “Coloro che si rifugiano da noi non vanno visti come un peso da portare: se li consideriamo fratelli, ci appariranno soprattutto come doni – ha aggiunto il Pontefice -. Domani si celebrerà la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Lasciamoci toccare dalla storia di tanti nostri fratelli e sorelle in difficoltà, che hanno il diritto sia di emigrare sia di non emigrare, e non chiudiamoci nell’indifferenza. La storia ci interpella a un sussulto di coscienza per prevenire il naufragio di civiltà”.
    “Il futuro, infatti, non sarà nella chiusura, che è un ritorno al passato, un’inversione di marcia nel cammino della storia. Contro la terribile piaga dello sfruttamento di esseri umani, la soluzione non è respingere, ma assicurare, secondo le possibilità di ciascuno, un ampio numero di ingressi legali e regolari, sostenibili grazie a un’accoglienza equa da parte del continente europeo, nel contesto di una collaborazione con i Paesi d’origine – ha proseguito il Papa -. Dire “basta”, invece, è chiudere gli occhi; tentare ora di “salvare sè stessi” si tramuterà in tragedia domani, quando le future generazioni ci ringrazieranno se avremo saputo creare le condizioni per un’imprescindibile integrazione, mentre ci incolperanno se avremo favorito soltanto sterili assimilazioni. L’integrazione, anche dei migranti, è faticosa, ma lungimirante: prepara il futuro che, volenti o nolenti, sarà insieme o non sarà; l’assimilazione, che non tiene conto delle differenze e resta rigida nei propri paradigmi, fa invece prevalere l’idea sulla realtà e compromette l’avvenire, aumentando le distanze e provocando la ghettizzazione, che fa divampare ostilità e insofferenze”.
    “Nell’odierno mare dei conflitti, siamo qui per valorizzare il contributo del Mediterraneo, perchè torni a essere laboratorio di pace. Perchè questa è la vocazione, essere luogo dove Paesi e realtà diverse si incontrino sulla base dell’umanità che tutti condividiamo, non delle ideologie che contrappongono – ha sottolineato Papa Francesco -. Sì, il Mediterraneo esprime un pensiero non uniforme e ideologico, ma poliedrico e aderente alla realtà; un pensiero vitale, aperto e conciliante – ha aggiunto il Pontefice -: un pensiero comunitario, questa è la parola. Quanto ne abbiamo bisogno nel frangente attuale, dove nazionalismi antiquati e belligeranti vogliono far tramontare il sogno della comunità delle nazioni! Ma – ricordiamolo – con le armi si fa la guerra, non la pace, e con l’avidità di potere sempre si torna al passato, non si costruisce il futuro”.

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  • Mattarella “La morte di Napolitano mi addolora profondamente”

    Mattarella “La morte di Napolitano mi addolora profondamente”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Nella vita di Giorgio Napolitano si specchia larga parte della storia della seconda metà del Novecento, con i suoi drammi, la sua complessità, i suoi traguardi, le sue speranze”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
    “Dalla frequentazione, negli anni giovanili, dello stimolante ambiente culturale napoletano, all’adesione alla causa antifascista e del movimento comunista, all’impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle classi sociali subalterne, sino poi alla convinta opera europeistica e di rafforzamento dei valori delle democrazie, il presidente Napolitano ha interpretato significative battaglie per lo sviluppo sociale, la pace e il progresso dell’Italia e dell’Europa – prosegue -. Membro del Parlamento Europeo, e Presidente della sua Commissione Affari costituzionali, promosse il rafforzamento delle istituzioni comunitarie per un’Europa sempre più autorevole e unita”.
    “Eletto alle più alte magistrature dello Stato, Presidente della Camera dei Deputati, Senatore a vita, Presidente della Repubblica per due mandati, ha interpretato con fedeltà alla Costituzione e acuta intelligenza il ruolo di garante dei valori della nostra comunità, con sentita attenzione alle istanze di rinnovamento presenti nella società – conclude il capo dello Stato -. Votato alla causa dei lavoratori, inesauribile fu la sua azione per combattere la spirale delle morti sul lavoro. La sua morte mi addolora profondamente e, mentre esprimo alla sua memoria i sentimenti più intensi di gratitudine della Repubblica, rivolgo ai familiari il cordoglio dell’intera nazione”.

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  • Ferretti “Consumi in calo anche per il rincaro delle spese obbligate”

    Ferretti “Consumi in calo anche per il rincaro delle spese obbligate”

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    ROMA (ITALPRESS) – “C’è un calo dei consumi e questo succede tutte le volte che c’è un aumento dell’inflazione, ma secondo me va sottolineato che succede tutte le volte che tutte le spese obbligate hanno grossi incrementi: questo porta i consumatori a ridurre tutte le spese non obbligate, intervenendo dove possono per risparmiare”. Lo ha detto Flavio Ferretti, presidente di IBC, l’Associazione delle Industrie dei Beni di Consumo che annovera circa 33mila aziende, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Come spesso accade, non c’è mai qualcosa di costante in tutte le categorie”, continua. Per quanto riguarda il caro prezzi, sottolinea, “le aziende subiscono gli aumenti dei costi come li subiscono i consumatori”, poi c’è da considerare il fatto che “ci sono prodotti che vengono commercializzati tutto l’anno, ma vengono raccolti e comprati solo in un certo mese”. E oltre alle materie prime c’è anche l’aumento del costo dei materiali, come il vetro che è aumentato dell’88%, la carta del 65%: gli imballi si fanno con quello” e “la costruzione di un prodotto è la somma di tutti i costi”.
    IBC ha presentato un protocollo anti-inflazione al ministero delle Imprese. “Il ministro Urso aveva presentato inizialmente un protocollo, un accordo per la distribuzione che definiva alcuni parametri: noi lo abbiamo trovato difficile da sottoscrivere”, anche perchè “non potremmo mai prendere impegni per conto di 33mila aziende”, quindi “abbiamo proposto una lettera di intenti, con l’impegno sottoscritto dalle associazioni nei confronti dei propri associati, che è innanzitutto informare. Auspichiamo che questo tipo di iniziativa possa avere un certo tipo di successo, perchè siamo consapevoli delle tematiche che affliggono i nostri consumatori”, sottolinea. “Se vogliamo trovare delle modalità di diminuzione o quantomeno di contenimento dell’inflazione, forse è più opportuno far sedere al tavolo della discussione di tutti gli attori della filiera”, anche “il trasporto, visto che la logistica è comunque un costo estremamente importante”. E’ altrettanto “importante identificare delle possibilità per avere meno costi sulla gestione degli imballi e così via: parliamo di digitalizzazione e di responsabilità sociale delle aziende”, aspetti per cui “fanno degli investimenti, sostengono dei costi e, spesso e volentieri, si indebitano”, continua Ferretti. “La politica del continuo, veloce e repentino aumento dei tassi mette pesantemente in difficoltà tutti i consumatori che lo subiscono, ma anche tutte le aziende: il ricorso al credito delle aziende industriali italiane è sceso di 3,7 punti, perchè non hanno più soldi per pagare gli interessi”, spiega. “L’Italia ha un tessuto industriale flessibile che riesce ad adattarsi al cambiamento e alle problematiche, questo non vuol dire però che siano tutte rose e fiori” perchè “negli ultimi tre anni abbiamo perso 3.600 aziende che sostanzialmente hanno chiuso e immaginiamo quante migliaia di dipendenti”, ricorda. “Per natura sono ottimista”, anche “perchè la conformazione del tessuto industriale italiano è ricca, con dei valori di prodotto che credo tutto il mondo ci invidia. Dall’altra parte però bisogna preservare la pelle, perchè avere una così alta mortalità di aziende è un valore che si perde”, conclude.

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  • Verstappen in pole al Gp del Giappone, Leclerc 4°, Sainz 6°

    Verstappen in pole al Gp del Giappone, Leclerc 4°, Sainz 6°

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    SUZUKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il campione del mondo, l’olandese Max Verstappen (Red Bull), ha conquistato la pole position (29^ in carriera, eguagliato il record di Fangio) del GP di Suzuka con il tempo di 1’28″877. Seconda la McLaren di Oscar Piastri a più di mezzo secondo, terzo posto per l’altra McLaren, quella di Lando Norris a 616 millesimi. Quarta la Ferrari di Charles Leclerc, quinto Sergio Perez (Red Bull), sesta l’altra Rossa di Carlos Sainz. Settimo ed ottavo posto per le Mercedes di Lewis Hamilton e George Russell, nono Yuki Tsunoda (AlphaTauri), solo decimo Fernando Alonso (Aston Martin).
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  • Caivano, Meloni “diventi modello per tutte le ‘zone franche’ d’Italia”

    Caivano, Meloni “diventi modello per tutte le ‘zone franche’ d’Italia”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Giancarlo faceva il cronista, precario, nella provincia di Napoli, ne ha descritto il volto più cupo, ma era convinto che il destino di quei territori non fosse segnato. Così come non è segnato il destino di Caivano, uno dei tanti territori italiani dove lo Stato ha smesso semplicemente di fare il suo lavoro e di adempiere ai suoi doveri”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, in un contributo pubblicato dal quotidiano il Messaggero, in occasione dell’anniversario dell’uccisione del giornalista Giancarlo Siani. “I cittadini di Caivano, e di tutte le zone franche della nostra Nazione hanno il diritto di pretendere che lo Stato torni ad assumersi le proprie responsabilità. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato. Non deve più indietreggiare. Deve rispondere colpo su colpo alle ‘paranzè, agli atti intimidatori e a chi vorrebbe che a Caivano non cambiasse nulla e offrire una risposta organica in termini di educazione, aggregazione, formazione e legalità. Vogliamo che Caivano diventi un modello, da esportare nel resto d’Italia” aggiunge. “Non sarà un cammino semplice, ma io credo che una politica seria debba mettere la faccia sulle cose difficili invece che su quelle facili. Lo faremo anche nel nome di Giancarlo Siani, e del suo insegnamento: ‘Mai in ginocchio, sempre in piedì” ha concluso.(ITALPRESS).

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  • Il Lecce continua a sognare, Oudin stende il Genoa

    Il Lecce continua a sognare, Oudin stende il Genoa

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    LECCE (ITALPRESS) – Un gol di Oudin a 6 minuti dal 90′ spinge il Lecce al secondo posto in classifica per una notte. E’ il miglior inizio della loro storia per i salentini che al Via del Mare stendono 1-0 un Genoa rimasto in dieci uomini per più di un’ora a causa dell’espulsione nel primo tempo di Martin. Baroni lancia l’algerino Touba che fa coppia con Pongracic per sostituire lo squalificato Baschirotto. Avanti non c’è l’infortunato Banda, tocca a Strefezza giocare nel tridente con Almqvist e Krstovic. Gilardino conferma l’undici che sabato scorso ha pareggiato con il Napoli: 4-4-2 con Gudmundsson e Retegui in attacco. Forcing del Lecce in avvio e primi tentativi verso la porta di Martinez: Strefezza calcia alto da fuori area, Krstovic debolmente tra le braccia del portiere. Ancora l’attaccante montenegrino è tra i più vivaci, ma non trova la porta con un colpo di testa e con una conclusione dal limite. Per assistere a una chance del Genoa bisogna attendere più di mezzora: al 32′ filtrante per Gudmundsson che arriva davanti al portiere e viene disturbato sul più bello dal ritorno di Touba. Proprio quando gli ospiti stavano crescendo e prendendo campo la partita si mette in salita: Martin, già ammonito, entra in ritardo su Almqvist e si becca il secondo giallo lasciando i rossoblu in 10 uomini. Prima dell’intervallo un’altra incornata di Krstovic finisce di poco a lato. Forti della superiorità numerica i giallorossi spingono ancora con maggiore convinzione nella ripresa. Buon pallone per Rafia che però lo spedisce in curva, Almqvist ci prova tre volte senza fortuna. In mezzo alle occasioni dello svedese, dall’altro lato Falcone blocca in due tempi un tiro di Badelj, mentre per i salentini Krstovic palleggia in area e tenta una soluzione acrobatica che manca di poco il bersaglio. Il Genoa si difende a pieno organico e solo con un contropiede solitario di Gudmundsson si vede dalle parti di Falcone, il Lecce preme senza sosta e alla fine viene premiato: dopo due tiri di Strefezza fuori misura è il neoentrato Oudin a pescare il jolly dalla grande distanza con una conclusione che viene anche deviata da Frendrup prima di insaccarsi alle spalle di Martinez. Con generosità i liguri negli ultimi minuti provano a risalire, ma Malinovskyi su punizione non spaventa Falcone. E il pubblico del Via del Mare continua a sognare.
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  • Cabral replica a Romagnoli, 1-1 fra Salernitana e Frosinone

    Cabral replica a Romagnoli, 1-1 fra Salernitana e Frosinone

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    SALERNO (ITALPRESS) – Salernitana e Frosinone si accontentano di un punto a testa: finisce 1-1 il match delle ore 18.30, in gol Simone Romagnoli e Jovane Cabral. I campani tornano a fare punti dopo due ko consecutivi, prosegue invece la striscia positiva dei ciociari in Serie A dopo il successo in rimonta sul Sassuolo. Nel prossimo turno ci sarà la sfida contro la Fiorentina mentre i granata affronteranno la trasferta di Empoli.
    Ritmo, occasioni da gol e tanto nervosismo: la gara dell’Arechi ha vissuto momenti differenti, a partire dalla traversa colpita da Cabral al 9′ di gioco. Il primo sussulto ha svegliato la squadra di Di Francesco – in campo col solito 4-3-3, con Cheddira prima punta – e i ciociari hanno trovato immediatamente il gol all’11’ con Romagnoli, su colpo di testa arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo. I padroni di casa – orfani di Boulaye Dia, presente oggi allo stadio – hanno rischiato di affondare quando al 17′ Caso ha raddoppiato con un’azione personale, ma la rete non è stata convalidata a causa di una posizione irregolare. La squadra di Sousa si è vista soltanto grazie al mancino di Candreva da posizione praticamente impossibile, il Frosinone invece ha avuto un unico demerito, quello di non trovare la rete del 2-0. Presupposti che hanno ribaltato l’inerzia del match già nella ripresa quando al 7′ Cabral, su assist del solito Candreva, ha trovato il varco giusto per il pareggio: una rete che ha allontanato i fantasmi del 3-0 contro il Torino e che ha dato modo al numero 87 della Salernitana di iniziare a fare il bello e il cattivo tempo. Ad alzare la barricata ci ha pensato Turati con un intervento strepitoso al 15′ su Maggiore: il portiere dei giallazzurri è riuscito a deviare in angolo la conclusione dal limite dell’ex Spezia. La Salernitana nel finale ha provato a vincerla, il Frosinone invece ha retto strappando un punto prezioso: ritorno in Serie A da favola per i ciociari, ora a quota 8 punti dopo 5 giornate.
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  • E’ morto Napolitano, primo presidente della Repubblica con due mandati

    E’ morto Napolitano, primo presidente della Repubblica con due mandati

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    ROMA (ITALPRESS) – Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano è morto presso la clinica Salvator Mundi al Gianicolo, a Roma. Aveva compiuto 98 anni lo scorso 29 giugno. E’ stato l’undicesimo presidente della Repubblica italiana, dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015 ed è stato anche il primo capo dello Stato nella storia repubblicana a essere eletto per un secondo mandato nel 2013. Sposato con Clio Bittoni, lascia due figli: Giovanni e Giulio. Giorgio Napolitano è nato a Napoli il 29 giugno 1925 da Giovanni, avvocato, poeta e saggista e Carolina Bobbio, figlia di nobili napoletani di origine piemontese. Nel 1945 aderisce al Partito Comunista Italiano, di cui è segretario federale a Napoli e Caserta. Nel 1947 si laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli (successivamente ha ricevuto sette lauree honoris causa), nel 1953 viene eletto deputato ed entra in Parlamento per la prima volta. Tra il 1960 e il 1962 è responsabile della sezione lavoro di massa.
    Successivamente, dal 1963 al 1966 è segretario della federazione comunista di Napoli. Nel confronto interno seguito alla morte di Palmiro Togliatti nel 1964, Napolitano è uno degli esponenti moderati di maggior peso, parte della corrente del partito più attenta al partito socialista italiano. Negli anni ’70 tenendo conferenze negli istituti di politica internazionale nel Regno Unito, in Germania e nelle università statunitensi: nel 1978 fu il primo dirigente del partito comunista italiano a ricevere un visto per tenere convegni negli USA. Alla morte di Enrico Berlinguer, Napolitano è tra i possibili successori alla segreteria, ma gli viene preferito Alessandro Natta. Viene eletto all’Europarlamento e dal 1992 al 1994 (la XI legislatura passata alla storia per “Tangentopoli”) ricopre il ruolo di presidente della Camera. Nel 1996, il premier Romano Prodi lo nomina ministro dell’Interno e con Livia Turco darà corpo alla legge che istituisce per la prima volta i centri di permanenza temporanea degli immigrati clandestini. Da maggio 1996 a ottobre 1998 è ministro per il coordinamento della protezione civile. Dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Prodi, è nuovamente europarlamentare dal 1999 al 2004 tra le file dei Democratici di sinistra. Ricopre la carica di presidente della Commissione Affari Costituzionali. Il 23 settembre 2005 il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi lo nomina senatore a vita.
    Il 10 maggio 2006, alla quarta votazione, è eletto undicesimo presidente della Repubblica italiana con 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto. E’ il primo capo dello Stato proveniente dal PCI e il terzo napoletano dopo De Nicola e Leone. Sette anni dopo, il 20 aprile 2013, a causa di uno stallo seguito alle elezioni politiche, è diventato il primo inquilino del Quirinale a essere rieletto alla presidenza seppur per soli due anni e non per un altro settennato pieno. Il 14 gennaio 2015, infatti, ha rassegnato le proprie dimissioni preannunciate nel messaggio di fine anno e dovute alle difficoltà legate all’età. In quanto presidente emerito della Repubblica ha acquisito di diritto la carica di senatore a vita.

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  • Meloni “L’Italia non può perdere neanche un euro dei fondi Ue”

    Meloni “L’Italia non può perdere neanche un euro dei fondi Ue”

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    GENOVA (ITALPRESS) – “Vogliamo rappresentare una nazione responsabile, capace e in grado, soprattutto nei momenti di difficoltà, di non disperdere le risorse ma di raccontare al mondo che è la prima e la più brava a spendere quelle risorse”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni prima di firmare l’intesa con la Regione Liguria sull’utilizzo di 265 milioni di euro di fondi Fsc. “E’ solo il primo esempio di una nuova stagione della capacità che avrà l’Italia di spendere i fondi europei”, ha aggiunto Meloni.
    “L’obiettivo è non perdere neanche un euro” di fondi europei “perchè l’Italia non se lo può permettere”, ha sottolineato Meloni. “Cerchiamo di far sì che l’Italia, che è stata troppo spesso fanalino di coda nella spesa dei fondi europei, sia una nazione virtuosa che possa fare da esempio per le altre – ha aggiunto la presidente del Consiglio -. Questo richiede una strategia che oggi identifichiamo in questo lavoro con le singole Regioni e richiede il coraggio di dire che quando le risorse sono state messe su dei piani e non sono state spese nei tempi in cui dovevano essere spese devono essere definanziate per trasferire le risorse su altro e consente poteri sostitutivi da parte del governo nazionale quando le risorse non dovessero essere spese adeguatamente”.

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