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  • Fabbri d’argento nel peso ai Mondiali di atletica

    Fabbri d’argento nel peso ai Mondiali di atletica

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    BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Italia sul podio nella giornata inaugurale del Mondiale di Budapest. Il merito è del pesista Leonardo Fabbri, che ha conquistato a sorpresa la medaglia d’argento gettando al terzo tentativo la palla di ferro di sette chili a 22.34, seconda misura di sempre in Italia. Il ventiseienne fiorentino – sul podio iridato 36 anni dopo il concittadino Alessandro Andrei a Roma ’87 – si è migliorato nel momento più importante di ben 35 centimetri, arrendendosi solo al fortissimo statunitense Ryan Crouser, oro col record dei campionati a 23.51. “La sognavo da una vita – esulta Fabbri – Un sacco di volte sognavo di vincere una medaglia a un Mondiale o a un Europeo, poi mi svegliavo e iniziavo a lavorare per raggiungerla. E quel giorno è arrivato, sono contento”. La dedica va al suo tecnico Paolo Dal Soglio e a tutti quelli che non credevano in lui: “Avevo detto che valgo un 22 alto e l’ho dimostrato”.
    Intanto l’uomo del mistero ha sciolto l’enigma e ha compiuto la missione. Marcell Jacobs è nella semifinale iridata dei 100 metri e domani a Budapest tornerà nuovamente in azione nella contesa per lo scettro della velocità mondiale. In batteria il velocista azzurro non ha brillato, ma con 10″15 è giunto terzo nella sua batteria, passando il turno col diciannovesimo tempo complessivo. In sei sono scesi sotto il muro dei 10″ netti, quindi se Jacobs vorrà dire la sua dovrà cambiare passo, ma intanto dopo settantuno giorni di assenza forzata ha battuto un colpo.
    Nella domenica della Festa Nazionale ungherese anche Larissa Iapichino andrà a caccia di una medaglia nel lungo. La figlia d’arte ha strappato la qualificazione tra le migliori dodici atterrando nella sabbia a 6.73, sesta nel riepilogo complessivo guidato dalla statunitense Tara Davis con 6.87. In finale nel triplo Emmanuel Ihemeje, supera le batterie dei 1500 Pietro Arese. In attesa dei fuochi d’artificio lungo il Danubio in onore di Santo Stefano, Budapest in mattinata è stata funestata da un acquazzone che ha ritardato di due ore la partenza della 20 chilometri di marcia. Il tacco e punta azzurro stavolta ha tradito le attese con Francesco Fortunato solo undicesimo e l’olimpionico Massimo Stano addirittura ritirato.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Colpo Verona al Castellani, Bonazzoli gela l’Empoli

    Colpo Verona al Castellani, Bonazzoli gela l’Empoli

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    EMPOLI (ITALPRESS) – Il Verona inizia il campionato nel migliore dei modi. I gialloblù prima braccano l’Empoli e poi colpiscono, a 15′ dal termine, con Bonazzoli, capace di approfittare di un errore di Caprile per mettere dentro da due passi. Al Castellani, dopo le schermaglie iniziali, Marin spara dal limite, Montipò la sfiora e devia la palla sulla traversa. Il neo acquisto Cancellieri prova da 25 metri, poi Caputo costringe Montipò a sporcarsi i guanti (12′). Caprile para una punizione di Terracciano prima del cooling break. Nel Verona Mboula è molto attivo, Folonrusho pure, Caprile ferma Ngonge (41′) poi Baldanzi serve il solissimo Gyasi che, in piena area di rigore, tutto solo, spara incredibilmente alto. Nella ripresa Marin, Dawidowicz e Doig non trovano lo specchio, l’Empoli continua a sbattere contro il muro degli scaligeri e alla fine subisce pure la beffa. Alla mezz’ora, infatti, sull’angolo di Duda, ecco l’uscita a vuoto di Caprile e Bonazzoli, in girata, mette dentro portando avanti il Verona. La squadra guidata da Baroni trova anche il raddoppio tre minuti dopo con Djuric ma il gol viene annullato per fuorigioco. Ci prova il talentuoso Shpendi a pareggiare quando, vedendo Montipò fuori dai pali, calcia da centrocampo ed obbliga il portiere veronese ad un salvataggio in angolo. Baldanzi non ci sta e porta scompiglio obbligando l’estremo difensore scaligero all’ennesima parata (39′). L’Empoli stringe d’assedio il Verona che si difende con ordine e Saponara (42′) manda sul fondo. Sei i minuti di recupero in cui Baldanzi, il migliore in campo per distacco, prova ancora a solleticare Montipò ma il suo tiro (47′), deviato da Magnani, finisce in angolo. Sull’altro fronte Caprile salva su Bonazzoli (49′) poi il triplice fischio sancisce la vittoria veronese.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

    Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

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    ROMA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del calcio: si è spento a 86 anni Carlo Mazzone. Una carriera da difensore spesa quasi interamente all’Ascoli, proprio ai marchigiani aveva iniziato quella da allenatore a fine anni Sessanta, sedendo poi sulle panchine – fra le altre – di Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli, Bologna (in tre occasioni), Lecce, Cagliari, Napoli, Brescia e soprattutto la ‘suà Roma, guidata dal 1993 al 1996 che coincise con la consacrazione di Francesco Totti in squadra. La sua ultima avventura in panchina nel 2006 al Livorno.
    Nato a Roma il 19 marzo 1937, un passato da calciatore a buoni livelli, è passato alla storia per la sua carriera da tecnico, avendo ispirato tantissimi suoi successori e lanciato calciatori che hanno segnato pagine importanti di questo sport. Mazzone, entrato nel 2020 nella Hall of Fame del calcio italiano, detiene il record di panchine in Serie A: 792 ufficiali, 797 considerando i cinque spareggi. Iniziata la carriera da difensore, nelle giovanili giallorosse, dopo un anno al Latina rientra alla Roma e il 31 maggio 1959 in Fiorentina-Roma fa il suo esordio in Serie A, poi le esperienze con Spal e Siena, prima di arrivare ad Ascoli dove resterà per nove anni, dal 1960 al 1969, collezionando 219 presenze, quasi tutte da capitano. La sua ultima stagione da calciatore, quella 1968-1969, fu anche la sua prima da allenatore, sempre dei bianconeri. E fu proprio al Del Duca, stadio nel quale gli è stata intitolata la nuova tribuna Est, dove iniziò la sua straordinaria carriera da tecnico. Era la stagione 1968-1969 e rimase nelle Marche fino al 1975, riuscendo con due promozioni in tre anni a portare la squadra dalla Serie C alla massima serie e portarla alla salvezza in Serie A. Col suo passaggio alla Fiorentina alza al cielo il suo primo trofeo, la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975, e l’anno successivo chiude al terzo posto il campionato 1976-1977. Poi due salvezze di fila col Catanzaro e quattro con l’Ascoli. Nella stagione 1985-1986 sfiora la Serie A col Bologna, ma due anni dopo la trova con il Lecce per poi portare i salentini alla salvezza per due anni di seguito. Quindi Pescara, poi la stagione da incorniciare col Cagliari nel 1992-1993: sardi sesti e qualificati in Coppa Uefa. Un cammino, quello coi rossoblù, che spinse la Roma a puntare su di lui, un sogno che si avvera per Mazzone, che riesce a sedersi nella panchina della squadra della sua città. I tre anni con i giallorossi sono caratterizzati da tanti aneddoti, tra i quali il passaggio in prima squadra di Francesco Totti. Nel 1996 retrocede col Cagliari in B e l’anno successivo vive una brevissima parentesi al Napoli. Nel 1998 approdò nuovamente al Bologna, appena privatosi di Roberto Baggio, ma con Giuseppe Signori. Guidò i rossoblù alla vittoria dell’Intertoto e arrivò fino alle semifinali di Coppa UEFA e di Coppa Italia. Nel 1999 il Perugia di Gaucci e dal 2000 l’emozionante cammino col Brescia, dove poi, convinto proprio da Mazzone, arriverà Roberto Baggio
    oltre a Pep Guardiola.
    Con le rondinelle quattro salvezze di fila e una qualificazione alla Coppa Uefa sfiorata nel 2001, quando il club lombardo fu sconfitto dal Paris Saint-Germain nella finale dell’Intertoto. Infine, due stagioni al Bologna e l’esperienza al Livorno. Un totale di 1.278 panchine ufficiali tra tutte le categorie totalizzate in 38 anni di carriera.
    -foto Image-
    (ITALPRESS).

  • Bagnaia imprendibile, vince la Sprint Race in Austria

    Bagnaia imprendibile, vince la Sprint Race in Austria

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    SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Prosegue nel migliore dei modi
    il weekend di Spielberg di Pecco Bagnaia. Il ducatista campione
    del mondo e leader della classifica iridata, scattato dalla pole
    position, vince la sprint race sul Red Bull Ring di Spielberg e
    allunga sui rivali per il titolo. Alle spalle di Bagnaia, abbastanza staccati, Brad Binder con la Ktm a due secondi, e Jorge Martin, in sella alla Ducati Pramac, a 5″045. Al quarto posto un’altra Desmosedici, quella di Alex Marquez targata Gresini, quindi Jack Miller con l’altra Ktm. Sesto posto per Pol Espargarò (Ktm Tech 3) che ha anticipato le Aprilia del fratello Aleix e di Maverick Vinales, ottavo. Chiudono la Top Ten Franco Morbidelli (Yamaha) e Marc Marquez (Honda). Non hanno terminato la gara, entrambi per delle cadute, i due piloti della Ducati Mooney V46 Marco Bezzecchi e Luca Marini. “Sono riuscito a prendere subito la testa e ho deciso di frenare più forte per non lasciare opportunità agli avversari di rientrare – le impressioni a fine gara di Bagnaia – Domani sarà un’altra storia ma nel frattempo siamo molto contenti”.
    Nella classifica mondiale il ducatista sale a 226 punti, a +46 su Martin (180) e a +59 su Bezzecchi (167).
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Papa “Ridurre le spese militari in favore di bisogni umanitari”

    Papa “Ridurre le spese militari in favore di bisogni umanitari”

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    ROMA (ITALPRESS) – “E’ nostra responsabilità aiutare a estirpare dai cuori l’odio e la violenza. Incoraggiamo a deporre le armi, a ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita”. Lo scrive Papa Francesco su X, l’ex Twitter.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • L’ultimo saluto ad Alberoni, “Ci ha insegnato che l’amore si impara”

    L’ultimo saluto ad Alberoni, “Ci ha insegnato che l’amore si impara”

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    MILANO (ITALPRESS) – Un abbraccio raccolto e sentito di famigliari, amici, autorità e cittadini comuni riunitisi nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano ha reso l’ultimo saluto a Francesco Alberoni, sociologo e rettore dell’Università IULM dal 1997 al 2001.
    Presenti i quattro figli: Francesca, Paolo Giovanni Agostino, Margherita e Giulio.
    Tra le autorità presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, la vicesindaco del capoluogo lombardo Anna Scavuzzo, l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi, il deputato di Fratelli d’Italia ed ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato e il primo presidente di Regione Lombardia Piero Bassetti.
    Nell’omelia monsignor Carlo Faccendini, abate della Basilica di San Ambrogio, ha voluto ricordare un tema tra i più trattati da Alberoni nei suoi libri: l’amore.
    “Ci ha insegnato che l’amore si impara e va conosciuto nelle sue manifestazioni anche più contraddittorie. Se non viene custodito e alimentato, l’amore muore. E anche il Vangelo dice la stessa cosa: l’amore si impara”, ha affermato.
    Nel portare conforto a familiari e amici, monsignor Faccendini ha usato l’immagine di uno studente pronto ad apprendere. “Sono convinto che Francesco Alberoni, che tanto ha scritto sull’amore, sia ora al cospetto di Dio colmo di stupore come uno scolaretto ad imparare cosa sia profondamente l’amore tramite l’esperienza dell’amore di Dio – ha dichiarato -. Immagino che il signore gli si rivolga con affetto e gli dica ‘ti ho atteso tanto, ti ho preparato un posto nel mio cuorè. Questa celebrazione ci rasserena tanto e ci consegna la certezza che si può vivere anche la morte come una straordinaria occasione per illuminare il mistero della vita”.
    Al termine della cerimonia, un lungo applauso accompagnato dai rintocchi delle campane della basilica ha salutato il professore.
    “Credo che una persona come Alberoni abbia onorato soprattutto l’Italia intera e credo che i suoi libri rimangano una testimonianza imperitura del suo genio e della sua capacità di usare parole semplici per esprimere sentimenti più profondi. Credo che questo sia il suo grande merito”, ha affermato il presidente La Russa, definendo la presenza di tanti cittadini nonostante il caldo di agosto “una testimonianza della traccia di affetto che lascia dietro a sè”.

    – foto xh7/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Allegri e la Juve ripartono “Dobbiamo tornare in Champions”

    Allegri e la Juve ripartono “Dobbiamo tornare in Champions”

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    TORINO (ITALPRESS) – Massimiliano Allegri e la sua Juventus sono pronti a ripartire. Il primo obiettivo dei bianconeri, dichiarato dal tecnico in conferenza stampa, è “tornare in Champions”. “La squadra sta facendo bene, sono molto contento di come stiamo lavorando. Non abbiamo ‘rivalsè per quanto successo la scorsa stagione: erano cose esterne il campo. Adesso abbiamo chiuso questo capitolo e pensiamo al futuro: dobbiamo conquistarci la Champions, anzi tornare in quella Champions che l’anno scorso sul campo avevamo conquistato. Non giocare la Champions, per un club come il nostro, è una cosa che ci lascia spiazzati”, ha detto il tecnico della Juve, alla vigilia del debutto nella Serie A 2023-2024 in casa dell’Udinese.
    “Con il nuovo direttore Giuntoli, e anche con Giovanni Manna, c’è un buon rapporto. C’è un gruppo di lavoro ottimo. Di questo sono molto contento. Il mercato? Ci pensa la società, sono felice della rosa che ho a disposizione. Obiettivo scudetto? Lo vedremo strada facendo; intanto dovremo essere bravi a stare nelle prime quattro posizioni”, ha aggiunto l’allenatore dei bianconeri.
    Per il momento Allegri non parla di calciomercato ma si concentra sul “ritorno” di Chiesa e sulle condizioni del gruppo, in particolare di Vlahovic e di Pogba. “Chiesa è tornato: rispetto allo scorso anno ha più consapevolezza e serenità. Ha una gamba diversa. Vlahovic ha passato un momento di alti e bassi anche lui: ha avuto problemi di pubalgia ma ora sta meglio. Non è ancora al 100 per 100 perchè ha saltato una parte della preparazione. Abbiamo anche Milik, non avremo a disposizione invece Kean, che purtroppo ha preso un colpo e non sarà con noi domani. Ci sarà poi Yildiz, che arriva dal settore giovanile ma che è davvero bravo”, ha precisato Allegri. Infine, su Pogba: “Di Paul sono felice per gli ultimi giorni di lavoro e per la partitella che ha fatto l’altro giorno. Purtroppo, ha subito questo infortunio lo scorso anno e viene da un anno e mezzo di inattività. Averlo a disposizione per tutte le partite sarebbe un bel vantaggio per noi: sappiamo che la sua condizione può solo crescere. Per domani valuterò se portarlo o meno a Udine”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Morto l’imprenditore Roberto Colaninno

    Morto l’imprenditore Roberto Colaninno

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    MILANO (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 80 anni l’imprenditore mantovano Roberto Colaninno, uno dei principali protagonisti della finanza e dell’industria italiana degli ultimi 50 anni. Dagli esordi nel 1969 alla Fiaam, azienda mantovana di componentistica auto, fino all’Olivetti e alla Telecom, ha concluso la sua carriera da imprenditore alla Piaggio, di cui era presidente e amministratore delegato.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Emergenza femminicidi, Bongiorno “Le donne tradite dall’uomo e dallo Stato”

    Emergenza femminicidi, Bongiorno “Le donne tradite dall’uomo e dallo Stato”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Quando sollecito le donne a denunciare ricevo spesso lettere di minacce. L’ultima aveva come mittente ‘Tutti gli uominì”. E’ quanto rivela a la Repubblica la senatrice Giulia Bongiorno, responsabile Giustizia della Lega e presidente della Commissione giustizia del Senato, che da anni sta dalla parte delle donne vittime di violenza.
    “A volte – dice – vengono pubblicate anche foto sorridenti di queste donne e, guardandole, mi fa rabbia pensare che spesso hanno subito un doppio tradimento: da parte dell’uomo che hanno amato, e che poi si è trasformato nel loro assassino, magari semplicemente perchè non accettava di essere lasciato, e da parte dello Stato che non è riuscito ad aiutarle. Inoltre, mi angoscia l’idea che altre donne possano pensare che denunciare è inutile. Uscire allo scoperto non è per nulla semplice, per tanti motivi facilmente immaginabili, e ci sono voluti molti anni per convincere le donne a farlo”.
    “Non posso pronunciarmi su singoli casi che non conosco – aggiunge -. Posso dire, però, che con la legge Codice Rosso volevo idealmente creare un’ambulanza che corre a sirene spiegate in aiuto delle donne che hanno denunciato una violenza. Queste donne devono essere aiutate immediatamente, non dopo mesi. Se poi il Codice Rosso non viene applicato in modo corretto, e anzichè l’ambulanza si manda una carrozza a cavalli, c’è il rischio che intanto le donne vengano massacrate”. “Attenzione – sottolinea Giulia Bongiorno -, non va dimenticato che ci sono casi di donne protette con efficacia dalle forze dell’ordine e procure con eccellenti modelli organizzativi che rispettano il termine di tre giorni. Aggiungo che il numero dei magistrati è inadeguato rispetto al carico di lavoro, ed è evidente che serve una formazione specifica su tutto il territorio nazionale, invece di quella attuale, a macchia di leopardo. I ministri Nordio, Roccella e Piantedosi stanno lavorando anche su questi temi”.
    “Conosco vere eccellenze che sanno come aiutare e proteggere le vittime – prosegue -, ma senza dubbio ci sono donne pronte a denunciare che vengono invitate a tornare a casa a far pace con il marito, a chiarire. Ma la questione è ben più ampia. Quando con Michelle Hunziker abbiamo cominciato a parlare di violenza e di Codice Rosso, siamo state attaccate perchè, secondo alcuni, era un’esagerazione sollecitare le denunce e chiedere una corsia preferenziale. C’è di più: qualcuno non tollera che ci si occupi di questi temi, quando sollecito le donne a denunciare ricevo spesso lettere di minacce. L’ultima aveva come mittente ‘Tutti gli uominì. Esiste una cultura maschilista che tende a considerare la violenza un fatto privato e considera un intruso chi se ne occupa. La violenza, invece, non è un fatto privato”.
    “L’esperienza – evidenzia la senatrice – dimostra che in alcuni casi la vittima non viene ascoltata entro i tre giorni stabiliti, tant’è che ricevo ancora molte segnalazioni in proposito. Con la mia legge, su cui ho avuto pieno sostegno dal governo, si attribuisce al capo della procura una vigilanza specifica sul procuratore inerte e il potere di revocare l’assegnazione: l’obiettivo è evitare che la donna sia abbandonata al rischio, purtroppo altamente probabile, di una escalation di violenza”. “Le sanzioni già esistono – aggiunge -. Probabilmente in certi casi di inerzie ingiustificabili si dovrebbero valutare iniziative disciplinari, ma dev’essere chiaro che se un magistrato ha fatto tutto quello che era in suo potere non deve temere sanzioni. Occorre evitare di colpevolizzare chi svolge in modo equilibrato il proprio ruolo e ciononostante non riesce a evitare il femminicidio”.
    “In Italia abbiamo già una buona legislazione – aggiunge la senatrice Giulia Bongiorno -, il problema è che talvolta non si coglie il pericolo imminente di una violenza, anche perchè la violenza sulle donne viene ritenuta ‘di serie B’. La mancanza di precedenti fa sì che un uomo violento sia erroneamente considerato ‘non pericolosò, e quindi che non siano presi adeguati provvedimenti di protezione per la vittima: è un errore gravissimo, che rischia di avere conseguenze fatali. Bisogna comprendere che questo tipo di violenza, una violenza particolare, frutto di una mentalità maschilista, può essere consumata anche dall’uomoapparentemente più tranquillo ed equilibrato. Solo chi capisce questo può cogliere l’imminenza del pericolo”.
    In merito al ddl Nordio, Piantedosi e Roccella, alla domanda sul perchè non trasformarlo in un decreto legge – questo sì urgente – e approvarlo subito, risponde: “Sarà un ulteriore importante passo avanti e spero ci sia una veloce approvazione, ma ribadisco che la priorità assoluta è la corretta applicazione delle leggi”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
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  • Extraprofitti, Garavaglia “Il parere della Bce non è vincolante”

    Extraprofitti, Garavaglia “Il parere della Bce non è vincolante”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Vedremo, ma il parere della Bce non è vincolante”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Massimo Garavaglia, senatore della Lega e presidente della commissione Finanze, dove a settembre il decreto omnibus con la nuova tassa sulle banche inizierà il suo iter parlamentare. Garavaglia si dice “convinto che la tassa sugli extraprofitti sia assolutamente opportuna” e che “il Parlamento la modificherà solo il giusto, per renderla solo un pò più sostenibile per il sistema, cosa che è già”.
    Da Francoforte “arriverà il parere e lo leggeremo – spiega -, ma faremo anche dei raffronti con gli altri Paesi europei. Il nostro sistema bancario è molto solido, ha fatto passi avanti enormi e senza gli aiuti che alcuni governi hanno dato alle loro banche. E oggi stanno facendo molti utili”. “Nel primo semestre le banche hanno fatto 21 miliardi di profitti – ricorda -. Altrettanti se ne profilano nel secondo semestre. Va bene, ma fino a un certo punto”. “Per tanti anni – aggiunge – siamo stati con i tassi di interesse a zero, e un differenziale tra i tassi sui prestiti e sui depositi molto basso. In questo contesto, anche giustamente, le banche hanno recuperato un pò di margini con le commissioni. Adesso che è cambiato il mondo, con i tassi che sono aumentati costantemente negli ultimi mesi, il differenziale tra gli interessi sui prestiti e sui depositi è molto cresciuto, parliamo di circa quattro punti. Però le commissioni sono rimaste le stesse”.
    Alla domanda su quanto potrebbe dare di gettito il prelievo straordinario sulle banche, risponde: “Tre miliardi di euro mi pare una cifra realistica e ritengo che sia sopportabile per le banche. Qui stiamo parlando di decine di miliardi di utili in un anno, il margine è ampio. Anche se alla fine potrebbero essere di meno”. “Premesso che il prelievo si può rendere un pò più sostenibile a livello di sistema, credo che dopo l’iniziativa dell’esecutivo, e prima che scatti la tassa nel 2024, sia ragionevole aspettarsi che le banche modifichino la loro politica sui tassi di interesse offerti alla clientela – aggiunge Garavaglia -. Ci sarà una riduzione del differenziale tra tassi attivi e passivi, che a questi livelli sta consentendo grandi margini alle banche, e lo faranno anche per ridurre l’importo del prelievo, che è calcolato su quel margine”. In merito alla possibilità di modifiche, “non voglio sbilanciarmi – dichiara -, ma si possono trovare delle formule per mantenere l’impianto del prelievo, il gettito, e non farlo pesare troppo sui bilanci delle banche”.
    “Il gettito della tassa, che ha una funzione di redistribuzione – sottolinea Garavaglia -, deve andare alle famiglie con i redditi più bassi, quelle che hanno sofferto di più per il rincaro dei tassi di interesse sui mutui, innescato dai rialzi della Bce. E’ importante che le risorse siano destinate a loro, sotto forma di agevolazioni per l’accesso al credito bancario, mutui compresi, per la conferma del cuneo fiscale. Questa è una situazione straordinaria che richiede interventi straordinari. Ma le risorse devono essere utilizzate in maniera mirata”. Poi, in merito al programma di audizioni sul decreto, annuncia: “Sentiremo certamente la Banca d’Italia, e poi l’Associazione bancaria. Con le banche è possibile e doveroso ragionare”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).