Categoria: Cultura

  • Legnano: la conclusione della XV° Stagione Itinerari Musicali di Amadeus

    Legnano: la conclusione della XV° Stagione Itinerari Musicali di Amadeus

    Con gli ultimi concerti dedicati all’opera lirica e alle colonne sonore delle scorse settimane si è ufficialmente conclusa la stagione 2024/25 di Itinerari Musicali, che ha confermato ancora una volta il successo e la forza di un progetto culturale capace di portare la grande musica in tutto il territorio.

    Con una cinquantina di concerti di ottimo livello che hanno proposto programmi assai diversi tra loro in una pluralità di contesti e location, l’edizione appena terminata ha registrato numeri importanti, coinvolgendo un bacino di oltre 1,4 milioni di cittadini e raccolto oltre 16.000 spettatori agli eventi, a dimostrazione della crescente attenzione e partecipazione del pubblico alla stagione.

    “Una stagione ricca di emozioni, esperienze condivise e proposte artistiche di eccellente livello” – ha commentato il direttore artistico m° Marco Raimondi – “che ha saputo fondere tradizione e innovazione, promuovendo la musica
    come linguaggio universale e strumento di inclusione e coesione sociale”.

    Spenti i riflettori sulla stagione appena conclusa ci si prepara già per la XVI edizione di Itinerari Musicali che prenderà ufficialmente il via venerdì 5 settembre 2025 alle ore 21:00 con un concerto inaugurale di grande prestigio: nella suggestiva cornice della Basilica di Sant’Agnese a Somma Lombardo, andrà in scena il concerto “Mozart e Salieri”.

    “Un omaggio a due tra i più celebri compositori della storia, uniti in un dialogo musicale che è stato oggetto di leggende e falsi storici che ci sembra doveroso chiarire in occasione del 200° anniversario della morte del grande compositore italiano”.

    L’annuncio della prossima stagione anticipa inoltre le date di alcuni eventi importanti nei prossimi mesi, richiamando l’attenzione sull’opportunità di associarsi per tempo per fruire dei benefici riservati ai soci.

    Dal 3 al 5 ottobre 2025 – in occasione del grande giubileo – il Coro Sinfonico e l’Orchestra dell’Accademia Amadeus saranno in tournée a Roma per l’esecuzione di alcuni concerti tra cui un evento presso la Basilica di Santa Cecilia a supporto della campagna contro la violenza sulle donne con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione.

    Entro la metà di ottobre si chiuderanno inoltre le iscrizioni per partecipare alla 2° edizione del Concorso Musicale Internazionale Città di Legnano la cui fase finale si terrà domenica 9 novembre presso il teatro Tirinnanzi.

    Il Concorso, il cui bando sarà pubblicato a breve, lo scorso anno ha registrato oltre cinquanta partecipanti e consentito ad oltre
    una ventina di loro di debuttare nei concerti nel corso della stagione Itinerari Musicali. Una straordinaria opportunità per musicisti emergenti di partecipare ad una stagione musicale affermata ormai anche a livello internazionale con cori, orchestre, ensemble e molti artisti coinvolti

  • Festival di Villa Arconati 2025: gli appuntamenti della settimana

    Festival di Villa Arconati 2025: gli appuntamenti della settimana

    PASSEGGIATA GUIDATA PRIMA DEL CONCERTO
    Prima del concerto vieni a conoscere le storie che ancora oggi ci racconta il bellissimo Giardino monumentale di Villa Arconati! Una esclusiva passeggiata guidata nell’incanto del tramonto in uno dei pochissimi giardini all’italiana e alla francese di tutta la Lombardia: al riparo dalla calura estiva tra statue classiche e fontane zampillanti, ascoltando le storie che hanno reso questo luogo “la piccola Versailles lombarda”.
    Durata: 45 min circa
    Partenza: ore 19.45 (per il concerto all’alba del 6 luglio partenza alle 7.45 DOPO il concerto).
    Costo: € 5,00 on-line su www.villaarconati-far.it o in loco
    . UN APERITIVO IN VILLA ARCONATI
    Durante le serate del Festival, a partire dalle ore 19.30, è aperto un punto ristoro sotto al portico della Corte Nobile di Villa Arconati. Una location unica per gustare prima dello spettacolo un aperitivo rinfrescante, un cocktail, alcolico o non, accompagnato da uno sfizioso piatto di specialità gastronomiche.
    Happy hours € 15,00 (cocktail e buffet con proposte salate e dolci in area riservata).
    Si consiglia la prenotazione al numero 393.6638140

    GLI SPETTACOLI DELLA SETTIMANA:

    . Mercoledì 9 luglio
    IO SONO LAGO | SPETTACOLO ANNULLATO
    In allegato inviamo comunicato stampa relativo all’annullamento

    . Giovedì 10 luglio
    EUGENIO IN VIA DI GIOIA
    L’Amore è tutto
    Primo settore: € 25,00 + prevendita
    Secondo settore: € 22,00 + prevendita

    . Domenica 13 luglio
    TONY HADLEY
    Tony Hadley 45
    Primo settore: € 40,00 + prevendita
    Secondo settore: € 37,00 + prevendita

    Info e Prenotazioni: https://festivalarconati.com/

  • L’amore tra Paolo e Francesca sbocciò nella Rocca di Gradara

    L’amore tra Paolo e Francesca sbocciò nella Rocca di Gradara

    Visitata da poco, non posso non raccontare di questo luogo così carico di pathos a chi mi legge.

    Sopra un colle tra le Marche e la Romagna sorge quel gioiellino edilizio che è Gradara, piccolissimo nucleo urbano circondato da 700 metri di mura merlate contraddistinte da 14 torri quadrate. In origine vi era solo un castrum, ovvero una torre quadrangolare fatta edificare dalla famiglia dei de’ Grifo; poi a questa famiglia seguirono per un breve periodo i Bandi di Montecchi e nel 1283 i beni allodiali passarono a Malatesta da Verucchio, detto “il Centenario” per la sua longevità, e furono proprio i suoi discendenti ad ampliare la rocca che vollero protetta da un fossato (ora a prato), da un ponte levatoio e da due cortine murarie, una attorno al fortilizio e l’altra attorno al borgo.

    Nel 1463 Gradara venne attaccata da Francesco Sforza che, aiutato dal condottiero Federico da Montefeltro, riuscì ad espugnarla e a lasciarla ai suoi eredi. E se oggi la vediamo ancora intatta nel suo fascino medievale-rinascimentale, lo dobbiamo al grandioso restauro novecentesco voluto dall’ingegnere Umberto Zavettoni che, innamoratosi del luogo e dell’edificio, lo acquistò nel 1920 dagli eredi del conte Alessandro Morandi Bonaccossi con l’intento di riportarlo all’antico splendore, cosa che riuscì a realizzare nell’arco di soli tre anni.

    All’interno, effettivamente si respira il fascino dei secoli passati grazie al mantenimento dell’esistente, ma anche ai dipinti e agli arredi che hanno ricreato la giusta atmosfera. La visita comincia con la Sala delle torture, dove si trova una cisterna per l’approvvigionamento idrico, utile in caso di assedio, ma visto l’ambiente, immancabili le catene ai muri e una carrucola appesa al soffitto con la relativa corda, con cui si davano, per l’appunto, i tiri di corda che slogavano le articolazioni delle spalle di chi veniva appeso.

    Seguono delle camere da letto: quella del Leone Sforzesco con un soffitto ligneo del ‘400; quella del Cardinale che ospitava gli ecclesiastici di rango, quella giocosa dei Putti che, entro riquadri, domano un cervo e un istrice; interessante la scritta che compare su due portali della Sala del Consiglio che recitano: Maledictus homo qui confidit in homme: maledetto l’uomo che confida nel suo simile che noi oggi abbiamo tramandato con: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

    Ed eccoci arrivati nella Camera di Francesca, dove sarebbe stato perpetrato l’omicidio dei due amanti ancora ricordati ai giorni nostri grazie all’Alighieri che, a detta di Boccaccio, Dante volle inserire nella Commedia, colpito da quel fatto di cronaca avvenuto nel 1283 e che aveva destato scalpore perché gli sventurati innamorati furono trafitti contemporaneamente dalla spada di Gianciotto, l’offeso marito, e poiché morirono insieme il sommo poeta li fece rimanere abbracciati per l’eternità nella bufera di vento che caratterizza il secondo cerchio dell’Inferno, quello dei lussuriosi.
    E fu sempre Boccaccio a dire che Francesca fu ingannata, perché le fecero credere che avrebbe sposato il bel Paolo invece che lo sciancato e torvo Gianciotto. La Camera di Francesca si presenta con finti tendaggi dipinti sulle pareti, un letto a baldacchino con cortine damascate, l’abito che

    Eleonora Duse indossò nella Francesca da Rimini che per lei scrisse
    D’Annunzio, e una savonarola davanti a cui sta un leggio a ricordare il famoso “libro galeotto”, ma lasciamolo ricordare a Francesca:

    Noi leggiavamo un giorno per diletto
    di Lanciallotto come amor lo strinse:
    soli eravamo e sanza alcun sospetto.
    Per più fiate li occhi ci sospinse
    quella lettura, e scolorocci il viso:
    ma solo un punto fu quel che ci vinse.
    Quando leggemmo il disiato riso
    esser baciato da cotanto amante,
    questi, che mai da me non fia diviso,
    la bocca mi baciò tutto tremante.
    Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
    quel giorno più non vi leggemmo avante.

    Dalla luminosa e ariosa loggia si scende infine nel cortile dove si trovano il Corpo di Guardia e la Cappella che ospita una magnifica pala d’altare in terracotta invetriata, realizzata da Andrea della Robbia e che raffigura la Madonna col Bambino e Santi.

    Che dire di più? Fateci una capatina per sognare ad occhi aperti.

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  • Chiedimi chi era Alex Langer. L’utopia ecologista di un coraggioso visionario: ni droite, ni gauche

    Chiedimi chi era Alex Langer. L’utopia ecologista di un coraggioso visionario: ni droite, ni gauche

    Il 3 luglio 2025 segna il trentennale della scomparsa di Alexander Langer, una figura di spicco del pensiero politico e dell’attivismo ecologista, la cui visione e il cui impegno rimangono incredibilmente attuali nel panorama contemporaneo. Nato a Vipiteno nel 1946, in una terra di confine in provincia di Bolzano, Langer scelse fin dalla giovinezza di abbracciare la complessità e di superare le divisioni, come dimostrano i titoli delle prime riviste da lui promosse: Offenes Wort/Parola aperta e Die Brücke (Il Ponte) [Fonte: Internazionale]. Questa apertura mentale e la consapevolezza delle tensioni etniche della sua terra natale furono il motore di una vita dedicata a “fare pace tra gli uomini e pace con il creato”, perseguendo trasformazioni ecologiche e sociali attraverso la nonviolenza. La sua scelta di non partecipare al censimento etnico del 1991, che gli impedì di candidarsi a sindaco di Bolzano nel 1994, è un esempio emblematico del suo rifiuto intransigente di ogni appartenenza esclusiva.

    Un costruttore di ponti in un mondo diviso: il “Decalogo per la convivenza”
    Langer era un comunicatore instancabile, dotato di una rara capacità di raccontare storie e di identificarsi con vite diverse dalla sua. La sua curiosità lo portava a partire dalle vicende individuali per comprendere eventi complessi in regioni lontane, un approccio più da romanziere che da sociologo, pur avendo dedicato l’intera esistenza alla politica. La sua “mitica agendina”, sempre con sé e colma di contatti, simboleggiava la sua visione di una rete umana interconnessa, un prototipo di quello che oggi chiamiamo network, anni prima dell’avvento di internet [Fonte: Internazionale]. Questo suo modo di fare politica si traduceva nella capacità di mettere in contatto persone e gruppi distanti, alimentando e promuovendo campagne locali e globali fondate su autentiche relazioni umane.

    Il “Tentativo di decalogo per una convivenza interetnica” è forse il testo più nitido e lungimirante che Langer ci abbia lasciato. In questo scritto, Langer non si limita a esporre principi astratti, ma propone passi concreti per costruire un’arte del convivere, contrastando il ritorno di etnocentrismi aggressivi attraverso esempi tratti da esperienze vissute da “minoranze illuminate” e da “piante pioniere” capaci di dissodare il terreno della convivenza. La sua profonda sofferenza di fronte alla guerra in Bosnia, e in particolare all’assedio di Sarajevo, lo spinse a un impegno incessante per creare occasioni di dialogo tra chi, nei campi contrapposti, rifiutava la logica della guerra. In quel frangente drammatico, Langer elaborò la proposta di creare corpi civili di pace europei, un’istituzione che oggi appare ancora più necessaria per “fare da ponte tra le parti in lotta” [Fonte: Internazionale]. Le lacerazioni irrisolte di quegli anni contribuirono indubbiamente alla sua drammatica scelta finale, ma anche nel momento più buio, Langer esortò: “Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto”.

    La conversione ecologica: oltre lo sviluppo sostenibile, una trasformazione profonda
    Alexander Langer fu un pioniere nel campo dell’ecologia, non solo per il suo impegno pratico, ma anche per la sua profonda riflessione teorica. Fu tra i primi a usare e proporre il concetto di “conversione ecologica”. Per lui, questa non era una semplice riforma, una riconversione industriale o una generica “rivoluzione”. Andava ben oltre il concetto, spesso ambiguo e foriero di compromessi, di “sviluppo sostenibile” [Fonte: Internazionale]. La conversione ecologica, nel pensiero di Langer, implicava una trasformazione radicale e sistemica che abbracciava il contesto agricolo, produttivo, abitativo e sociale. Questa trasformazione esterna doveva essere intrinsecamente legata e sostenuta da un profondo cambiamento della coscienza individuale e da una nuova relazione con il pianeta e tutte le forme di vita che lo abitano.

    Langer sosteneva con forza che “la transizione ecologica non si potrà realizzare fin quando non diventerà socialmente desiderabile”. Questo metteva al centro dell’impegno politico la costruzione di una cultura capace di sostenere un cambiamento profondo dei pensieri e dei comportamenti individuali e collettivi, un cambiamento che, per sua natura, doveva necessariamente partire dal basso. Le sue parole, risalenti a un convegno del 1994 ad Assisi, sono un monito ancora risuonante: “Potranno aiutare a cambiare strada le mille piccole conversioni e riconciliazioni, i mille piccoli digiuni e disarmi, le mille piccole scelte alternative, che non attendono il via dal ponte di comando né rimandano ad improbabili vittorie finali l’impresa della ricostruzione.” Egli precisava che per un futuro ecologicamente compatibile “è necessaria una conversione ecologica della produzione, dei consumi, dell’organizzazione sociale, del territorio e della vita quotidiana”. La sua visione implicava un “vero ‘regresso’ rispetto al motto olimpico del più veloce, più alto, più forte”, da trasformare in un più lento, profondo, dolce e soave modo di vivere [Fonte: Internazionale].

    L’ecologismo oltre gli schieramenti: una nuova via per la politica
    Un aspetto fondamentale, e spesso trascurato, dell’eredità di Langer riguarda la sua acuta intuizione sulla necessità per il movimento ecologista di trascendere le tradizionali categorie politiche di destra e sinistra. In un articolo del 1985, “I Verdi e la sinistra”, pubblicato su Alfabeta e riproposto in una raccolta antologica, Langer analizzava lucidamente i tre rischi principali che il movimento verde avrebbe dovuto evitare: rimanere una corrente minoritaria e predicatoria, esercitare una concorrenza alla sinistra senza superarne il perimetro culturale, e cadere nell’astrattezza ideologica [Fonte: olioficcina.it].

    Langer riconosceva una peculiarità del nostro Paese: la presenza diffusa di eredità di antichi mondi contadini tipicamente mediterranei. Questa eredità, fatta di “agricoltura differenziata, artigianato, forme comunitarie non-statuali, solidarietà vicinale, ospitalità e festa”, era per lui un bene prezioso da cui attingere per il cambiamento, da osservare senza indulgere in romanticismi nostalgici. I Verdi, sosteneva, avrebbero dovuto rappresentare e tutelare questi “squarci di cultura” rintracciabili nelle radici contadine, contestando alla destra il suo “falso conservatorismo”, interessato solo a mantenere i rapporti di potere. Al contempo, avrebbero dovuto mettere in discussione la “denigrazione progressista della ‘conservazione’” tipica della sinistra, basata sull’erronea convinzione che le cose possano solo migliorare [Fonte: olioficcina.it].

    Questa felice intuizione di Langer proponeva una via d’uscita liberata dalla “consunta polarizzazione ereditaria tra destra e sinistra”. La sua visione anticipava la necessità di una nuova cultura politica che abbandonasse le logore categorie novecentesche. Come sottolineato anche da Alfonso Pascale, in un’epoca in cui un “tecnocapitalismo tende a privatizzare ogni cosa” e emerge la “totalità della specie” come nuovo soggetto storico-politico, la cultura millenaria delle relazioni umane comunitarie e dello spirito di solidarietà, tanto cara a Langer, costituisce un patrimonio di inestimabile valore. Un patrimonio indispensabile per costruire una nuova razionalità sociale e un’etica dell’umano da tradurre in una democrazia oltre lo Stato [Fonte: olioficcina.it].

    L’eredità vivente: il Premio Alexander Langer e la “disarmo della storia”
    Per reagire allo smarrimento e al vuoto lasciato dalla sua prematura scomparsa, un gruppo di amici e collaboratori di Langer decise di istituire un premio a suo nome. Il Premio Internazionale Alexander Langer è diventato nel tempo un riconoscimento per donne, uomini e piccoli gruppi che incarnano nei loro gesti modi concreti per opporsi ai mali del mondo. È, in un certo senso, un modo per continuare la compilazione della sua agendina, mettendo in comunicazione persone per darsi coraggio, perché essere “portatori di speranza” individualmente può diventare un’impresa insostenibile [Fonte: Internazionale].

    Tra i numerosi premiati in quasi trent’anni, spiccano figure come Khalida Toumi Messaoudi, oppositrice della carneficina islamista in Algeria, e le donne ruandesi Yolande Mukagasana e Jacqueline Mukansonera, che con la loro testimonianza hanno contribuito alla riconciliazione dopo il genocidio [Fonte: Internazionale]. Le storie dei premiati, da una psichiatra bosniaca a un operaio del petrolchimico di Porto Marghera, fino all’associazione Adopt Srebrenica, che tesse un dialogo tra comunità divise dalla memoria del genocidio, dimostrano la vasta portata dell’eredità di Langer. Come affermato dalla storica Anna Bravo, membro del comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer-Stiftung, i premiati “scelgono il bene e continuano a sceglierlo di fronte a determinate situazioni, in primo luogo nell’incontro empatico con la vulnerabilità di chi soffre per l’ottusa banalità del male, per gli effetti della devastazione dello sfruttamento, per l’avarizia del mondo di fronte all’enormità della tragedia delle migrazioni, per le guerre, per il terrorismo” [Fonte: Internazionale].

    L’assegnazione del premio di quest’anno a Youth of Sumud e Ta’ayush, due organizzazioni che affrontano il conflitto in Cisgiordania con modalità nonviolente e spirito di collaborazione, ci riporta all’esperienza del palestinese Sami Adwan e dell’israeliano Dan Bar-On. Questi insegnanti, ventiquattro anni fa, ricevettero il premio per il loro tentativo di scrivere insieme un libro di storia per le scuole, con una colonna vuota tra le narrazioni palestinese e israeliana. “Noi siamo arrivati fin qui. La storia comune la scriveranno i nostri figli o le future generazioni”, dissero allora, impegnati a “disarmare la storia” affinché non fosse più fonte di guerra [Fonte: Internazionale]. Langer, che ha dedicato la vita a facilitare collegamenti tra popolazioni contaminate dall’odio, avrebbe sicuramente apprezzato questo sforzo, consapevole che nessun ponte può essere costruito senza punti d’appoggio su entrambe le sponde.

    A trent’anni dalla sua morte, la figura di Alexander Langer rimane un faro per chi crede in un futuro in cui l’utopia di una convivenza pacifica e di una profonda armonia con il creato possa tradursi in azioni concrete, passo dopo passo, con la forza della nonviolenza e la caparbietà della speranza.

  • RidiTELA: la Stand-up Comedy a LA TELA di Rescaldina

    RidiTELA: la Stand-up Comedy a LA TELA di Rescaldina

    Inizia venerdì 4 luglio 2025, alle ore 21, la stagione della comicità a LA TELA, Osteria Sociale del BuonEssere di Rescaldina.

    Un nutrito gruppo di stand up comedians che si sono formati all’Accademia del Comico di Milano ed hanno fatto esperienza nei locali della stand up milanese, presentati da Marco Di Natale, si esibiranno sul palco, davanti ad un pubblico pronto ad affrontare la sventagliata di battute di Deborah Zelano, Francesca Borgo, Ludovica De Rosa e Davide Mapelli.

    Saranno l’avanguardia di comici che, dal settembre prossimo, si esibiranno, una volta al mese sul palco de LA TELA.

    Come sempre, prima dell’evento, dalle 19,30, sarà possibile cenare con il menù dell’Osteria LA TELA, per questa sera è previsto un menù a prezzo fisso di 25 €

    La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in ATI dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.

  • Como: i magnifici affreschi di Sant’Abbondio

    Como: i magnifici affreschi di Sant’Abbondio

    Como, affacciata all’estremità meridionale del suo lago, il Lario, è meta di passeggiate domenicali in qualsiasi stagione. Dentro le conservate mura, che circondano su tre lati il centro storico, si trovano il Duomo dalla magnifica facciata e sempre pieno di visitatori, il Broletto romanico-gotico, antica sede del Comune, ornato di trifore e dotato di una torre con orologio, la primitiva cattedrale di San Fedele, e i Musei civici che comprendono l’Archeologico, quello storico dedicato a Garibaldi e un’interessante pinacoteca che conserva anche pregevoli ricostruzioni di ambienti di chiese perdute.

    I turisti che amano la storia e l’arte e visitano questi luoghi perdendosi nel dedalo delle sue antiche strade e stradette, dove le vetrine dei negozi attirano i loro sguardi e i caffè, soprattutto quelli prossimi al lungolago, invitano coi loro dolci e stuzzichini ad accomodarsi per una pausa, tralasciano però di vedere un gioiello che si trova fuori dalle vecchie mura, sito in un luogo tranquillo molto vicino al cerchio delle colline che racchiudono la città.

    Sto parlando della basilica di Sant’Abbondio, uno dei capolavori dell’architettura romanica lombarda, con la sua facciata a salienti e la parte absidale fiancheggiata da ben due campanili.

    La chiesa fu edificata sul luogo di una preesistente basilica paleocristiana del V secolo e intitolata agli apostoli Pietro e Paolo, ma nell’818 venne dedicata a sant’Abbondio, un vescovo cattolico di origine bizantina venerato per i suoi miracoli, tra cui quello di aver risuscitato un bambino, e che divenne patrono della città. E di certo a lui si ispirò Manzoni nella scelta del nome del suo pusillanime curato, il cui comportamento è però del tutto contrario a quello che invece raccontano le cronache di quest’antico vescovo della città lariana.

    L’interno dell’edificio, contraddistinto da un forte verticalismo, è suddiviso in cinque navate separate da colonne con capitelli di varie fogge, e termina con un presbiterio caratterizzato da una profonda abside, dove spicca un vero tesoro pittorico: un pregevole ciclo di affreschi trecenteschi, tra i più integri di Lombardia, realizzato da un artista anonimo che è stato denominato Maestro di Sant’Abbondio, e che per questa sua opera usò il nuovo linguaggio giottesco.

    Il ciclo narra la Vita di Cristo che parte dall’arco di trionfo con l’Annunciazione, per proseguire sulle volte stellate coi Padri della Chiesa d’occidente e dodici santi, che continua con gli Antenati di Gesù e con episodi della sua esistenza: dalla Natività alla deposizione nel sepolcro, che procede con gli Apostoli e con la calotta dell’abside dove appaiono Cristo in trono, la Vergine, il Battista e i santi Pietro e Paolo. L’opera lascia davvero con la bocca aperta per le linee del disegno, del colore, per la pacatezza della narrazione, per la cura dei dettagli naturalistici e degli abiti, elementi che affascinano l’osservatore. E aggiungo, che c’è la possibilità con soli 50 centesimi, di illuminare tutta la chiesa e godere così appieno delle sue bellezze artistiche.

    I miei due romanzi storici li trovate nelle librerie,
    in tutti i bookshop on line e nelle biblioteche.

    A cura di Luciana Benotto

  • Luglio, un mese di feste ed eventi per tutti con il Consorzio dei Navigli

    Luglio, un mese di feste ed eventi per tutti con il Consorzio dei Navigli

    Nei Comuni del Sud Ovest Milanese in programma numerosi eventi per trascorrere serate in compagnia all’insegna del sano divertimento passando dalle feste nei borghi più suggestivi del territorio ad eventi culturali e musicali, dal cinema in villa alla corsa di 5,3 km nel bosco di Riazzolo.

    Dal “Settore Turismo” del Consorzio dei Navigli S.p.A., ecco una selezione dei principali appuntamenti che si terranno nel mese di luglio nei Comuni di Albairate, Castano Primo, Corbetta e Cuggiono.

    Ad Albairate, sabato 05 luglio 2025 con ritrovo alle ore 8.00, si terrà la prima edizione di “BorgoRun”, una corsa aperta a tutti di 5,3 km che unirà Riazzolo ad Albairate. Il costo di partecipazione è di 10,00 euro per gli adulti e gratis per i bambini fino a 10 anni. In omaggio maglietta, gadget e rinfresco finale. Per info e iscrizioni mail: associazione.riazzolo@gmail.com. Inoltre, a Riazzolo, dalle ore 17.30 alle 24.00, per iniziativa della Pro Loco di Albairate, si svolgerà la manifestazione “Borgheggiando”, con il Corpo musicale albairatese, estrazione a premi, street food con piatti tipici, esibizione acrobatica aerea, truccabimbi con magica Mary, gruppo twirling Albairate, intrattenimento musicale e dj set.

    A Castano Primo, giovedì 03 luglio 2025 alle ore 21.00, in Villa Rusconi, sarà presentato il libro “Il mormorio del mare” di Valerio Villoresi con la partecipazione dell’attrice Roberta Turconi che leggerà alcuni passi del volume. In questa occasione sarà anche presentato il progetto di riqualificazione del canale Villoresi dal punto di vista ambientale, storico, culturale e turistico. Sempre in Villa Rusconi, nei giorni 02, 09, 16 e 23 luglio appuntamento con “Cinema al museo 2025” a cura di Pro Loco. Domenica 06 e domenica 20 luglio in piazza Ardizzone in programma il “Mercatino delle Pulci”. Mentre venerdì 11 luglio nel centro storico dalle ore 19.30 si svolgerà la manifestazione “Castano in Rosa”. Sabato 19 luglio dalle ore 18.00, in piazza Mazzini, per iniziativa dell’associazione Cuore di Donna, ci sarà il “Pink Nic”.

    A Corbetta è tempo di liscio. Nel mese di luglio, in Villa Pagani Della Torre, piazza XXV Aprile, per iniziativa della Pro Loco, con il patrocinio del Comune, in programma otto appuntamenti con il liscio. Ecco il programma: sabato 05 luglio 2025: Tina e Davide; domenica 06 luglio: Luca Michelon; sabato 12 luglio: Graziano e Lucia; domenica 13 luglio: Max Pinci; sabato 19 luglio: Luca Michelon; domenica 20 luglio: Davide e Nadia; sabato 26 luglio: Graziano e Luca; domenica 27 luglio: Max Pinci. Durante le serate sarà attivo servizio bar e cucina

    A Cuggiono tutto è pronto per la “Notte dei Lumi” nelle vie e nelle piazze del centro storico. L’evento si svolgerà sabato 12 luglio 2025 fino a tarda notte con suoni, colori, balli, animazione, musica, prelibatezze e giochi.

  • Al via il Festival di Villa Arconati 2025

    Al via il Festival di Villa Arconati 2025

    Con questo 2025 saranno trentasette le edizioni del Festival, che diventano quaranta se calcoliamo anche i primi tre anni della rassegna “Musica in Villa”. La musica è sempre stata al centro di ogni edizione, come punto di partenza e arrivo di ogni scelta, ogni ragionamento, ogni idea.

    Ma la musica è cambiata: tanto, dal 1986 ad oggi. Inutile qui spiegare il come e il perché. La cosa certa è che oggi ascoltare musica dal vivo di qualità è sempre più difficile e costoso rispetto a quando il Festival di Villa Arconati è nato e si è sviluppato.

    E allora il 2025 è diventato l’anno della “musica possibile”. Un festival dove è possibile che convivano generi e mondi diversi, dove è possibile dare spazio a generazioni e suoni apparentemente lontani, dove è possibile vedere un concerto dal vivo in un luogo meraviglioso spendendo per il biglietto una cifra corretta. E dove è possibile ancora il grande miracolo della musica, che sa unire nel nome dell’arte e della sensibilità.

    Il Festival edizione 2025 suona musiche diverse, ma tutte “possibili” perché presentate e interpretate da grandi nomi che messi insieme coprono praticamente ogni gusto musicale: dal virtuosismo chitarristico al talento pianistico, dalla nuova giovane canzone d’autore alla vocalità senza tempo di un grande personaggio pop, dalla delicatezza d’anima di un cantore che da sempre parla al cuore del mondo ad una carica di gioco ed ironia in forma musicale… per chiudere con un ballo liberatorio fatto di radici e libertà.

    Il Festival comincia venerdì 4 luglio 2025, con un omaggio al virtuosismo e non solo: i 40 Fingers.

    Si tratta di un progetto italiano formato da Matteo Brenci, Emanuele Grafitti, Enrico Maria Milanesi ed Andrea Vittorio, quattro maestri dello strumento che insieme ridanno nuova linfa a classici del repertorio pop e rock internazionale esaltando le incredibili possibilità di uno strumento meraviglioso e coinvolgente come la chitarra.

    Ognuno con una forte storia musicale e un background diverso, nel nome del fingerpicking i quattro chitarristi esplorano insieme nuovi universi sonori, con un repertorio che passa dai Queen ai Toto a Simon and Garfunkel ai Dire Straits, fino alle loro composizioni originali. La passione condivisa per il mondo del cinema e delle serie tv li ha portati a cimentarsi anche in una serie di originali arrangiamenti a “40 dita” di famose colonne sonore, tra cui Star Wars, L’Ultimo dei Mohicani, un sensazionale medley della Disney e il medley di Harry Potter.

    La seconda tappa del Festival – domenica 6 luglio alle 6 del mattino – riprende una piccola tradizione inaugurata qualche anno fa, quella del concerto all’alba. Villa Arconati in un’alba estiva regala colori e sensazioni uniche, come sanno le centinaia di persone che l’hanno scoperta negli spettacoli mattutini.

    Quest’anno a sonorizzare l’alba ci sarà Frida Bollani Magoni, giovane e già quotata performer per voce e piano, che per il suo nuovo tour intitolato “Semplicemente Frida” sarà accompagnata da Mark Glentworth, percussionista inglese di lunga esperienza che arricchirà il suono di Frida, che per l’occasione suonerà il piano elettrico. Per provare l’esperienza unica e suggestiva di vivere il passaggio dall’oscurità della notte ai colori dell’aurora si potrà partecipare alla passeggiata in compagnia che condurrà dal centro della città, percorrendo sentieri immersi nella natura del Parco delle Groane fino agli splendidi giardini storici di Villa Arconati. In collaborazione con Gruppi di Cammino Bollate. Partenza ore 5.00 da Bollate e Garbagnate.

    Al termine del concerto sarà possibile gustare una deliziosa colazione nella Corte Nobile della Villa.

    Spazio alle storie popolari del territorio Mercoledì 9 luglio per il docufilm “Io sono lago”, storie di comici, cantautori, scrittori, registi e direttori di teatro accomunati dalla nascita, o dall’arrivo in tenera età, sulle sponde del lago (Garda, Iseo, Como, Maggiore, Varese, Giussano). L’evento fa parte della programmazione dell’ottava edizione del Festival dei Laghi lombardi, e sarà preceduto da “Storie di lago”, uno spettacolo musicale con Francesco Pellicini – già attore dei Legnanesi – con Cochi Ponzoni e Alberto Patrucco.

    Doppio appuntamento per giovedì 10 luglio; alle ore 19 presso la Sala Museo di Villa Arconati sarà il momento di “Short Out in Villa Arconati”, una serata dedicata ai cortometraggi vincitori della quarta edizione di “Short Out – Festival internazionale di cortometraggi”. Verranno proiettati i cortometraggi premiati dalla giuria ufficiale e dal pubblico: Best Film, Best International, Best National, Menzione speciale della giuria, Premio del pubblico, Premio Giuria Giovani. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.

    A seguire sempre per giovedì 10 luglio sono attesi gli Eugenio in Via Di Gioia. Band giovane, ma attiva nel fare musica dal 2013, sono entrati nell’inconscio collettivo con il loro passaggio a Sanremo nel 2020, con la vittoria del premio della critica “Mia Martini” dedicato ai giovani.

    L’amore è tutto – Summer Tour 2025 è basato sul nuovo lavoro discografico uscito quest’anno: i quattro membri della band raccontano che è un disco fatto di esperienze quotidiane stratificate, registrate e lasciate fluire, fatto di pranzi in studio, di passeggiate, gelati e chiacchierate. Un progetto che racconta quello che si ascolta e che è servito agli Eugenio in Via Di Gioia per esprimere, amore, gioia, piacere ma anche disagio, insofferenza. Un bel rendez-vous con la canzone d’autore per il Festival, che apre volentieri il suo palco a giovani autori sensibili ed intelligenti.

    Domenica 13 luglio “plana” sul palco un fuoriclasse della voce, un cantante che ha fatto di stile, classe, eleganza e simpatia il suo tratto distintivo: Tony Hadley. Per festeggiare i suoi 45 anni di carriera – con gli Spandau Ballet e come solista – Hadley si fa accompagnare dalla sua TH Band, con cui da anni entusiasma il pubblico di tutta Europa con un repertorio che omaggia lo Swing, il Pop e ovviamente il suo grande passato con gli Spandau. Una serata importante, anche perché il concerto di Tony Hadley a Villa Arconati sarà il primo delle sue otto date nel nostro paese.

    Dal viaggio nella storia del pop con Tony Hadley, il Festival passa al viaggio nel tempo e nello spazio con un’altra musica possibile, ovvero la nuova idea di Angelo Branduardi.

    Martedi 15 luglio sul palco del Castellazzo ci sarà un evento speciale, ovvero un viaggio musicale e spirituale attraverso la vita e le parole di San Francesco d’Assisi, figura di luce, povertà, letizia e poesia.

    Si intitola “Il cantico” e sarà un’occasione per rivivere la profondità degli scritti francescani e lasciarsi ispirare dai temi contemporanei che San Francesco, già nel suo tempo, sapeva incarnare con straordinaria modernità: povertà, ecologia, amore per la vita e accoglienza. Per l’occasione Branduardi tornerà a calcare i palchi con la sua band al completo: Fabio Valdemarin alle tastiere, Nicola Oliva alle chitarre, Stefano Olivato al basso, Davide Ragazzoni alla batteria.

    Il concetto di “musica possibile” permette di cambiare modi e mode, per abbracciare diversi generi e diverse forme di pensare uno spettacolo e i suoi racconti. Mercoledi 16 luglio la musica possibile diventa ironia allo stato puro, con Valerio Lundini & i Vazzanikki.

    Lundini è il comico più “diverso” degli ultimi anni: le sue performance sui programmi Rai e non solo hanno creato un vero e proprio “culto” per il 39enne romano. La base di partenza della band è un suono rock’n’roll e rockabilly che parte nel 2009 dalla loro città natale, ovviamente Roma. La comicità spiazzante di Lundini trova con gli Vazzanikki (un nome un programma) la sua naturale espressione ironica e divertente, per un concerto che farà ridere e ballare insieme più generazioni. Prima di Valerio Lundini salirà sul palco Andrea Labanca, cantautore bollatese legato al Festival dalla sua territorialità che lo rende in questo caso “profeta in patria” e da un forte legame di amicizia con Dario Zigiotto, che per primo aveva creduto in lui.

    E il Festival della musica possibile, dopo aver attraversato generi e modi così diversi, si chiude con una danza liberatoria: è quella della Supertaranta, che scuoterà e chiuderà il Festival nella serata di giovedi 17 luglio.

    Diretta da Antonio Castrignanò e Mauro Durante, Super Taranta riunisce le personalità più significative della pizzica salentina. Gli artisti più amati e noti della musica del Salento portano in scena la voce di un territorio che fa della sua identità locale un invito globale all’incontro e alla condivisione.

    Un proposito che racchiude in un colpo solo tutta la filosofia del Festival, che da sempre vuole essere inclusivo e aperto ai suoni più diversi e ai pubblici più diversi. Per rendere la musica nel 2025 ancora un mondo possibile da vivere ed amare.

  • Libri. Questa sera a Cusago la presentazione del libro di Domenico ‘Mimmo’ Paganelli

    Libri. Questa sera a Cusago la presentazione del libro di Domenico ‘Mimmo’ Paganelli

    È in libreria e negli store digitali “MUSIC MASTERCLASS – Tutto ciò che avreste voluto sapere sul mestiere dell’artista”, il nuovo libro del produttore artistico DOMENICO “MIMMO” PAGANELLI, edito da Dantone edizioni e musica (https://www.dantonemusic.com/shop/dan138).

    L’autore presenterà il suo nuovo libro questa sera presso l’associazione culturale Beat & Bite di CUSAGO, (via Cisliano 105, inizio evento ore 21:00) con ospiti Mauro Paoluzzi e Mario Acquaviva. Segue l’incontro il concerto di Patrizia Cirulli con il chitarrista Renato Caruso. L’ingresso, comprensivo di cena, è disponibile al prezzo di €25, con biglietti acquistabili sul posto.

    In “Music Masterclass”, Mimmo Paganelli racconta un percorso formativo ricco di testimonianze e consigli pratici, guidando il lettore attraverso tutti gli aspetti del mestiere musicale: dalla tecnica vocale alla scrittura, dalla produzione alla promozione e alla cura dell’immagine dell’artista. Ogni capitolo offre uno sguardo autentico su un mondo in continua evoluzione. Una guida preziosa per artisti emergenti e non solo, che aiuta a costruire una carriera solida e ispirata, unendo tradizione, innovazione e identità.

    Il libro è arricchito da interviste e racconti in prima persona di artisti e professionisti del settore come Vasco Rossi (cantautore), Francesco Sarcina (cantante, chitarrista, autore, compositore e produttore), Laura Valente (cantante e vocal coach), Phil Palmer (musicista, chitarrista e produttore), Francesco Caprini (organizzatore di Rock targato Italia e ufficio stampa Divinazione Milano), Francesco Guccini (cantautore), Cromo (rapper), Geoff Westley (direttore d’orchestra, arrangiatore, compositore e pianista), Piero Cassano (compositore, produttore e musicista), Alberto Salerno (autore e editore musicale), Mario Lavezzi (produttore, autore, compositore e cantautore), Mauro Paoluzzi (produttore, autore e arrangiatore), Mara Maionchi (discografica, produttrice artistica e personaggio tv), Dino Stewart (Managing Director BMG Music Italy), Antonio Vandoni (direttore artistico Radio Italia ed ex discografico), Carlo Lecchi (presidente A.V.I. Associazione Vinile Italiana) e Riccardo Vitanza (fondatore e direttore dell’agenzia di comunicazione Parole & Dintorni).

    DOMENICO “MIMMO” PAGANELLI, discografico, produttore e divulgatore musicale nato a Taranto da famiglia pugliese e milanese d’adozione, cresce in un ambiente circondato dalla musica ed inizia giovanissimo la sua carriera. Partendo dalla CGD e poi alla RCA, lavora con artisti come Rino Gaetano, Mia Martini, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Ivan Graziani, e Renato Zero. Dal 1982 è direttore artistico della Peer Southern, poi di EMI dal 1991 al 2007, collaborando con nomi come Vasco Rossi, Mina, Guccini, Tiziano Ferro, Roberto Vecchioni, Franco Battiato, Angelo Branduardi e Litfiba. Dopo un periodo sabbatico, torna come produttore, docente e promotore di nuovi talenti. Presiede per quattro edizioni consecutive “Una voce per San Marino”, poi il “Premio Pigro” e molti altri festival in giro per l’Italia. Nel 2018 pubblica un romanzo non musicale dal titolo “Angeli senz’ali” e successivamente, nel giugno 2022, il suo libro autobiografico musicale “Volevo lavorare dentro nei dischi”.

  • Arluno: via alla mostra ‘Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, storia, arte, fede e comunità’

    Arluno: via alla mostra ‘Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, storia, arte, fede e comunità’

    Storia, arte, fede e senso di comunità: sono questi gli elementi che si intrecciano nella mostra proposta dall’associazione culturale “Obiettivamente”, in occasione di un’importante ricorrenza per la comunità di Arluno. L’iniziativa, intitolata “Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: storia, arte, fede e comunità”, si propone come un viaggio affascinante alla scoperta del patrimonio storico, artistico e spirituale della chiesa parrocchiale del paese, che quest’anno celebra il 250º anniversario dalla sua fondazione.

    La mostra si articolerà in quattro momenti distinti, offrendo al pubblico diverse opportunità per visitarla e apprezzarne i contenuti. Si comincia venerdì 27 e sabato 28 giugno presso l’oratorio Sacro Cuore, situato accanto alla chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. La rassegna proseguirà poi domenica 29 giugno, giorno dei santi patroni, con l’esposizione allestita sul sagrato della parrocchia, in uno spazio simbolico di incontro e condivisione. Infine, lunedì 30 giugno, la mostra troverà posto all’interno della chiesa stessa, permettendo così di concludere idealmente il percorso proprio nel cuore del luogo sacro che ha accompagnato la vita religiosa e civile di generazioni di arlunesi.

    L’iniziativa vuole essere non solo un omaggio alla lunga storia della chiesa, ma anche un’occasione per rinsaldare i legami della comunità attraverso la valorizzazione della propria identità culturale e spirituale. Una proposta che unisce memoria e bellezza, con l’augurio di stimolare riflessione, conoscenza e partecipazione.