Categoria: Cultura

  • Oltrepò Pavese. Festival del ‘Salame di Varzi DOP’ giunge alla sua quarta edizione

    Oltrepò Pavese. Festival del ‘Salame di Varzi DOP’ giunge alla sua quarta edizione

    Domenica 15 giugno 2025, il borgo medievale di Varzi si trasforma in un palcoscenico di sapori, profumi e saperi artigiani. È qui che va in scena la quarta edizione del Festival del Salame di Varzi DOP, un viaggio nella cultura gastronomica dell’Oltrepò Pavese organizzato dal Consorzio di Tutela del Salame di Varzi DOP, con il contributo del bando Lombardia Style – “PROGETTI DI PROMOZIONE UNITARIA PER L’ATTRATTIVITÀ TERRITORIALE” di Regione Lombardia e la collaborazione del Comune di Varzi.

    Il Festival abbraccia l’intero territorio di produzione del salame, il cosiddetto “protettorato”, per raccontare – tra degustazioni, incontri e itinerari enogastronomici – un prodotto che non è solo cibo, ma autentica espressione del territorio. Tra i protagonisti della giornata spicca il salame “cucito”, tipologia rara e preziosa, emblema di una tradizione che resiste e si rinnova.

    Il cuore dell’evento batte al Castello Malaspina, che alle 10.30 accoglierà il pubblico nella suggestiva sala delle mangiatoie per l’apertura ufficiale, con i saluti istituzionali del Presidente del Consorzio, Pierluca Ambrosioni, e di Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia, Presidente della Comunità montana Oltrepò Pavese e Sindaco di Varzi. Lo stesso Castello sarà visitabile durante tutta la manifestazione.

    Intanto, già alle 10 del mattino, le Cantine storiche del Castello e dell’antico borgo di Varzi apriranno le loro porte, trasformandosi in tappe di un itinerario del gusto condotto da produttori, esperti e sommelier. Un percorso affascinante tra volte in pietra, dove il salame incontra il calice: ogni tappa sarà un dialogo tra sapori, con momenti guidati da ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi) Lombardia, AIS (Associazione Italiana Sommelier), rappresentanti del Consorzio, giornalisti e gastronomi.

    Degustazioni guidate, abbinamenti con i vini dell’Oltrepò Pavese, racconti di produzione e piccoli segreti da scoprire. Il borgo diventa così un laboratorio a cielo aperto, dove le eccellenze dialogano con le vie acciottolate e l’atmosfera sospesa del medioevo.

    A fare da cornice, un vivace mercatino di prodotti tipici e street food selezionato, che animerà le strade del centro storico per tutta la giornata.

    Il Festival del Salame di Varzi DOP non è solo una festa, ma un invito a scoprire un angolo autentico di Lombardia: un’occasione per vivere Varzi da viaggiatori curiosi, tra architetture storiche, vocazione agricola e sapori che parlano di identità.

    Il Festival rientra nel calendario di eventi promossi dal progetto Lombardia Style, che mette al centro l’enogastronomia come chiave di racconto del territorio e come motore di attrattività turistica. Perché il Salame di Varzi, come pochi altri prodotti, è capace di restituire – fetta per fetta – l’anima più sincera di una terra.

  • Consorzio dei Navigli, giugno: un mese ricco di eventi per tutti

    Consorzio dei Navigli, giugno: un mese ricco di eventi per tutti

    In attesa dell’arrivo dell’estate nei Comuni del Sud Ovest Milanese ci saranno tanti eventi per tutti: concerti, arte, sport, convegni, percorsi gastronomici e molto altro. Dal “Settore Turismo” del Consorzio dei Navigli S.p.A., ecco una selezione dei principali appuntamenti che si terranno nel mese di maggio nei Comuni di Albairate, Bernate Ticino, Castano Primo e Cuggiono.

    Ad Albairate, sabato 07 giugno 2025 alle ore 21.15, a cura della Pro Loco, in programma il “Concerto d’estate”. Mentre domenica 08 giugno si svolgerà la “Giornata dello Sport” e sabato 14 giugno la tradizionale “Risottata”. Per saperne di più seguire la pagina social Facebook della Pro Loco.

    A Bernate Ticino, domenica 01 giugno 2025, in programma a ridosso della Canonica, in piazza Donatori, Pra Grand, via Vittorio Emanuele la “Giornata dello Sport e del Benessere” con il coinvolgimento di associazioni sportive, dimostrazioni, prove gratuite, percorsi gioco per bambini e mercatini. Mercoledì 18 giugno alle ore 21.15, nelle Sale Nobili della Canonica (via Vittorio Emanuele, 18), per iniziativa dell’Amministrazione comunale, nell’ambito della rassegna “Saluti e dintorni – Conoscere è già curare”, in programma l’evento “Ascolta il tuo cuore! Le buone regole per la prevenzione cardio-vascolare”, con l’intervento del dott. Andrea Garascia, Direttore U.O. Cardiologia 2 – Insufficienza cardiaca e trapianti, Ospedale Niguarda di Milano.

    A Castano Primo, domenica 01 giugno 2025, in piazza Ardizzone, si terrà il “Mercatino delle Pulci”. In Villa Rusconi, venerdì 06 giugno alle ore 21.00, in programma l’evento “Note al Museo”, a cura della Pro Loco. Domenica 08 giugno dalle ore 17.00 si svolgerà la “Festa dell’uncinetto” con laboratori e giochi ad uncinetto e fino a domenica 15 giugno piazzale Kennedy si riempirà di decorazioni urbane. Giovedì 12 giugno alle ore 21.00, nelle sale di rappresentanza di Villa Rusconi, sarà inaugurata la mostra progetto Malpaga a cura di “Inventario dei ricordi” che sarà visitabile fino a domenica 15 giugno. Sabato 14 giugno alle ore 21.00, sempre in Villa Rusconi, si terrà l’evento “Verso Santiago”, a cura del Gruppo fotografico “Sfumature Castanesi”. Sabato 21 giugno alle ore 21.00, in Villa Rusconi, si terrà il “Concerto d’estate”, a cura del Corpo Musicale Santa Cecilia. Giovedì 26 giugno, nelle vie cittadine, si svolgerà la manifestazione “Castano di Notte”, a cura di Amici dello Sport Podistica castanese.

    A Cuggiono, nell’ambito dell’esposizione d’arte in Villa Annoni,
    nella Sala della Mangiatoia, “Staffetta d’Artista”, ad ingresso libero, sabato 31 maggio dalle ore 15.00 alle 18.30 e domenica 01 giugno dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 15.00 alle 18.30, si potranno ammirare le opere di Aida Longo, Alberto Ponciroli e Jessica Nerciso. Mentre domenica 08 giugno esporranno Antonella Cefola, Virginio Ceruti, Antonio Sansottera, Luisa Calcaterra, Giuseppe Zoia, Ilaria Baldoin, Ermanno Barni, Paolo De Finis e Mariella Crespi. Inoltre, dalle ore 15.00 alle 18.00, si terrà anche un laboratorio di acquerello. Sempre domenica 08 giugno dalle ore 17.30, a Castelletto di Cuggiono, si potrà partecipare alla 21ª edizione della passeggiata gastronomica di circa 1,5Km Camminarmangiando, che prevede quattro tappe: aperitivo (Catenazzone); primi piatti (Ponte); secondi piatti, grigliata e panini (salone parrocchiale); dolci e musica (Scala di Giacobbe).

  • Cosa nasconde l’editoria dietro le quinte? A cura di Luciana Benotto

    Cosa nasconde l’editoria dietro le quinte? A cura di Luciana Benotto

    Cremonese sin nel midollo, so che lei è stimato nella sua città per l’impegno in ambito sociale e politico, ma a più ampio raggio, per la sua passione per la narrativa; è, infatti, uno degli organizzatori della Fiera del Libro di Cremona, inoltre collabora nelle vesti di editor con diverse case editrici e, come giurato, in vari premi letterari tra cui i prestigiosi Campiello e Bancarella. Non posso quindi esimermi dal chiederle da dove viene tutta questa passione che la occupa non poco.

    La mia passione per la lettura è lontana nel tempo. Mi ricordo che in seconda elementare si faceva la cresima e la comunione nello stesso giorno: era un momento importante perché era la prima tappa di una crescita che avrebbe portato all’età adulta. Era l’occasione in cui eri al centro dell’attenzione forse per la prima volta nella vita. Ricordo con piacere i padrini che, pur essendo contadini, fecero dei sacrifici per rendere quella giornata indimenticabile. Mi lasciarono un ricordo concreto tant’è vero che arrivò il mio primo orologio. Ma quello che colpì di più la mia fantasia e la mia attenzione fu un regalo di una cugina di mia madre… un libro: “Il principe e il povero” di Mark Twain.

    Non vedevo l’ora di rimanere solo per leggerlo. Credo che sia il libro che ho letto e riletto più volte in assoluto nella mia vita e ho ancora quella copia. Cesare Pavese ha scritto che quando noi leggiamo un romanzo, cerchiamo la parte che più ci rappresenta. Quel libro mi rappresentava, mi immedesimavo in uno dei personaggi; o meglio, vorrei esagerare, sembrava la rappresentazione della mia vita di quel tempo. Ho capito che leggere significava entrare in un mondo in cui si poteva star bene, in cui la fantasia poteva essere la giusta contrapposizione alle difficoltà e alle restrizioni di quel tempo. Andavo a cercare i libri che erano in una piccola biblioteca dell’oratorio, li leggevo e li rileggevo, credo che sia in quel tempo che è nata la mia passione per la lettura. Ricordo che alle scuole elementari mi chiedevano spesso “cosa farai da grande”, e la mia risposta era sempre la stessa: il bibliotecario. Da adulto mi ha sempre colpito una frase dell’argentino Borges, che in una intervista ha detto: “Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto, io sono orgoglioso di quello che ho letto”. Questa frase è sempre stata un mantra nella mia vita, in quella che è diventata una professione o meglio l’epilogo naturale di una passione.

    Come nasce l’idea di organizzare una Fiera del Libro in una città in cui le kermesse sono musicali e le fiere riguardano prevalentemente il settore agricolo e zootecnico?

    La Fiera del Libro di Cremona è nata da un’idea delle librerie indipendenti della città, lontano nel tempo. Pur facendo svariate ricerche non ho mai trovato una data di inizio della manifestazione, ma ricordo di aver comprato il primo libro di Borges in una bancarella alla fiera del libro nel 1972, pertanto ho ritenuto per comodità, per affetto e nostalgia, di considerare questo l’anno d’inizio della fiera di Cremona. L’idea di mettere bancarelle di libri in una zona di passaggio, quale la galleria 25 Aprile e parte del giardino pubblico della città a mio avviso era geniale, essendo il punto d’incontro di vie centrali della città e con diversi aspetti interessanti.

    Dava la possibilità alle librerie indipendenti (non esistevano ancora le librerie di catena Mondadori, Feltrinelli, Giunti, Libraccio o altre), di mettere su appositi tavoli a fianco delle ultime uscite, oltre ai Best Seller del momento, altri libri a poco prezzo, assolutamente nuovi ma fuori commercio. Con pochi soldi si potevano comperare prime edizioni di romanzi importanti, ma anche scoprire nuovi autori.

    Allora il libraio era un po’ come l’attuale farmacista: ti consigliava un autore o un determinato romanzo in base al tuo stato d’animo, all’umore o alle emozioni che vivevi in quel momento. Credo che in quegli anni ho lasciato una piccola fortuna in libri di cui diverse copie conservo ancora gelosamente. Nel 2008 il portavoce delle librerie indipendenti che organizzava la fiera sulla falsariga del Festival della letteratura di Mantova cominciò a proporre presentazioni di autori.

    Fu in quegli anni che cominciarono casualmente le mie prime presentazioni. Quel libraio si era accorto con quanto entusiasmo e trasporto parlavo di libri e autori e mi chiese se potevo collaborare con lui a presentare romanzi che la fiera proponeva. Da quel 2008 non mi sono più fermato, e dal 2010 ho cominciato a collaborare anche nella scelta degli autori da presentare facendo da anello di congiunzione con l’amministrazione comunale che permise alle librerie di non pagare più il suolo pubblico occupato, proprio per l’attività culturale che proponevano. Allora le presentazioni erano solo al sabato e alla domenica ed erano di un autore solo, spesse volte di autori cremonesi, anche se non mancarono nomi di rilievo.

    Dal 2020 quando è mancata questa persona a causa del Covid, ho preso in mano la situazione sullo stimolo e l’insistenza degli altri librai e ho cercato di fare una rassegna che potesse soddisfare le esigenze dei lettori cremonesi. Oggi la fiera del libro ha due appuntamenti, uno primaverile da metà marzo fino a metà maggio e l’altra autunnale da metà ottobre all’8 di dicembre. Molti sono stati gli autori che hanno presentato i loro lavori alla fiera del libro e con diversi di loro è nato un rapporto di stima, di fiducia e amicizia reciproco che ha consolidato nel tempo un rapporto di mutuo aiuto: quando ho bisogno e mi mancano degli autori per completare le presentazioni so a chi rivolgermi e nello stesso tempo ho davvero tante richieste di autori che vogliono ritornare a Cremona. Normalmente le presentazioni primaverili sono intorno alle 40. Qualcuna di più nel periodo autunnale per il semplice fatto che tante volte, oltre al sabato e alla domenica, presentiamo autori cremonesi al venerdì.

    Resta gratificante presentare certi autori non solo per il sottoscritto, ma anche per la cittadinanza; a volte le persone mi fermano per strada e mi chiedono di presentare quell’autore o quella scrittrice, naturalmente se tutto è fattibile cerco di ascoltare le loro richieste. Mi piace pensare che Cremona non venga ricordata solo come la città della musica o dei violini, ma anche e mi scuso per la presunzione, per questa piccola e modesta fiera che, pur essendo condotta in modo artigianale, dà un buon risultato di ascolto e partecipazione. Attualmente stiamo perfezionando un patto sulla lettura in modo che quando si svolgono le presentazioni non ci siano in concomitanza altri eventi letterari. Credo che questo possa fare la differenza sugli autori che andremo a presentare e che valorizzi sia le librerie indipendenti sia quelle di catena che ormai sono radicate fortemente sul territorio.

    Lei ha presentato autori noti e meno noti, dando così spazio anche agli esordienti, di solito un po’ snobbati dalla maggior parte delle manifestazioni letterarie. Ci può dire il motivo di questa apertura e magari raccontare qualche aneddoto?

    Le richieste per la fiera del libro degli autori cremonesi sono davvero tante e mi sembra corretto presentarli nella nostra città. Aneddoti ce ne sono stati diversi, mi piace pensare che Giuseppe Lupo, un autore da sempre Marsilio, sia stato… sdoganato dalla Fiera del libro di Cremona. Lo presentammo ad aprile del 2011, allora era un perfetto sconosciuto e fece una delle prime presentazioni proprio a Cremona. Quell’anno il romanzo che presentammo si intitolava “L’ultima sposa di Palmira” e risultò finalista al premio Campiello. Ricordo l’euforia di Giuseppe quando ci sentimmo per questo traguardo, che mi disse: “la vostra fiera mi ha cambiato la vita”. Molti altri autori allora poco conosciuti sono venuti da noi a presentare i loro romanzi prima di aver successo, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Rosa Ventrella, Federico Baccamo, Nicoletta Bortolotti, Livio Gamberini, Gastone Breccia, Alessandro Bertante, Enrico Pandiani, Paola Barbato, Fabio Genovesi, Guido Conti e molti altri.

    È grazie a questi autori che sono stato scelto come giurato a premi importanti, quali il Campiello e, per merito delle librerie indipendenti, al premio Bancarella. Un anno presentammo un libro sulla carriera di Francesco Moser “Ho osato vincere” della Mondadori; poche settimane dopo fui contattato da un dirigente di questa casa editrice presente alla fiera quel giorno che chiese la mia disponibilità per fare da giurato al Bancarella Sport, inutile dire che accettai all’istante.

    Ci chiarisce cosa vuol dire per lei essere un critico letterario e cosa deve fare un buon critico per esserlo veramente?

    Una domanda che mi mette un po’ a disagio, soprattutto quando mi si chiede cosa deve fare una persona per essere un buon critico letterario. Non sta me dire se sono più o meno bravo, è certo che come tutto quello che facciamo ci sono delle presentazioni che vengono particolarmente bene e altre che nonostante l’impegno non vengono come avresti desiderato. Credo che alla base di tutto ci deve essere senz’altro quell’onestà culturale che esuli da eventuali rapporti professionali. Cerco di spiegarmi meglio. Se ho delle collaborazioni con alcune case editrici non devo per forza essere costretto a presentare autori di queste case quando magari quello che mi si propone non mi soddisfa, e conoscendo il territorio cremonese probabilmente non è così interessante.

    Pertanto, credo che sia importante saper dire “no” a certe richieste. Ritengo sia oltremodo importante non lasciarsi condizionare dai social o dalla sbandierata vincita o partecipazione a premi letterari, poi nelle altre domande toccheremo anche questo argomento. Non è detto che un finalista a un premio letterario sia sempre una garanzia per una presentazione vincente. Credo di più alla sensibilità e alla conoscenza dei gusti letterari delle persone che mi seguono e che mi convincono a fare certe scelte. Penso sia importante non lasciarsi condizionare dal mondo ambiguo e spesso non trasparente di agenti letterari o falsi editori che sbandierano conoscenze e capacità, ma che alla resa dei fatti non sono professionali. Per me essere un critico letterario vuol dire andare ad ascoltare le presentazioni degli altri per capire e confrontarsi con la visione di chi fa il tuo stesso mestiere e condivide la tua stessa passione. Vuol dire leggere molto, studiare, partecipare a festival letterari, proprio per vivere questo mondo che per comodità, chiamo letteratura. Ma vuol dire anche mettersi in gioco, a volte completamente, scrivendo in modo onesto e ponderato cercando di valorizzare un autore, magari alla prima uscita di un romanzo, ma vuol dire anche essere in grado in modo cosciente, lineare e corretto di valutare il romanzo più venduto in quel momento, se questi non soddisfa le mie esigenze o le mie aspettative.

    Parliamo ora un po’ dei premi letterari. Se si cerca in internet alla voce Premi letterari, appaiono lunghi elenchi e, ad onor del vero, non è facile districarsi e capire quelli a cui vale la pena di partecipare, quindi, visto che è un addetto ai lavori, le chiedo qual è il metro per capirlo ed anche se reputa che nella scelta tra finalisti e vincitori vince davvero sempre il miglior testo.

    Il mondo dei premi letterari è complesso e di difficile interpretazione per chi non è dentro alla macchina di questa attività. Ho grandi dubbi su alcuni premi letterari importanti. Se analizzo certi romanzi finalisti degli ultimi anni e faccio un confronto con altri di 15 o 20 anni fa, mi accorgo che nemmeno il vincitore merita di essere nella cinquina di questi premi. Purtroppo ho toccato con mano, e riprendo le parole di autori finalisti che mi dicono: “Tanto sanno già chi vince… tanto sanno già chi vincerà”. Ricordo che ero stato chiamato nel 2023 alla presentazione dei finalisti di quello che ritengo sia uno dei premi letterari più importanti in Italia: Il Premio Strega. Ricordo che quando arrivava un finalista in questo salone del Mudec, un fotografo si alzava e andava a immortalarlo. A un certo punto arriva un autore, e subito almeno una decina di fotografi sono andati a fotografarlo e il mio primo pensiero è stato: questo sarà l’autore che vincerà; infatti fu così.

    In un’altra circostanza ero giurato in un altro premio importante e al mio fianco una persona mi chiese per chi avessi votato. Glielo dissi e gli feci la stessa domanda. L’autore che aveva ricevuto il suo voto era famoso per i suoi romanzi storici, così mi venne spontaneo chiedergli se fosse appassionato di questo genere. Mi rispose che il romanzo non lo aveva nemmeno letto, ma aveva avuto pressioni e aiuti economici dalla casa editrice di quest’autore e che alla fine aveva pensato bene di votarlo. Sono stato anche giurato in un premio dove mi si chiese di votare un determinato scrittore, tra l’altro molto famoso, ma non solo rifiutai, ma votai un altro autore dandone apertamente le motivazioni. Non sono più stato selezionato per essere giurato in quel premio letterario, credo che questo non sia un dispetto, ma un punto di forza che caratterizza il mio modo di comportarmi.

    Credo ci siano serie di premi letterari inutili, soprattutto quelli indicati dalle case editrici a pagamento. Mi sembrano semplicemente delle gratificazioni a chi in definitiva paga per stamparsi un libro. Non li considero veri premi letterari ma una strategia della casa editrice per mantenere alto il numero delle persone che possono stampare con loro un romanzo. Ho visto persone che si sono abbattute perché non sono state finaliste a premi letterari, come ho visto persone che hanno cambiato atteggiamento in modo radicale dopo aver raggiunto un simile obiettivo. Posso dire che a volte anche la scelta dei finalisti a certi premi non è sempre così limpida, ma gli interessi economici che gravitano attorno a questi eventi sono così evidenti che a volte mi domando se ha senso continuare a organizzare certi premi. Se si arriva in finale a un premio letterario anche importante, non è detto che automaticamente sia un buon romanzo. In questo mondo esiste troppo autostima, molti si ritengono Pasolini, Pavese, Sciascia, la Morante o la Fallaci, ma non è proprio così. Dico spesso agli autori: “siate voi stessi e scrivete anche per il piacere di scrivere, poi tutto il resto verrà di conseguenza”, ma il primo consiglio che vorrei dare è di scrivere per il piacere di farlo.

    Oggidì ci sono un buon numero di persone che hanno velleità letterarie e quindi frequentano costose scuole di scrittura creativa, una formula inventata negli anni Trenta del secolo scorso dal pedagogista statunitense John Dewey e poi esportata anche in Europa e quindi da noi. Taluni sostengono che questi corsi hanno omologato l’arte di scrivere appiattendo la creatività personale e soprattutto la cifra stilistica che un autore dovrebbe avere per farsi riconoscere dagli altri scrittori. Qual è la sua opinione in merito?

    È triste ammetterlo, ma le scuole di scrittura a mio avviso hanno rovinato il mondo letterario e della scrittura in Italia. Quando trovo in cinque righe sette punti mi arrabbio, perché questo non è scrivere, questo, passatemi il termine scontato, abusato e già sentito: è lo specchio del linguaggio moderno e la scrittura di oggi risente di tutto questo; testi che rappresentano una serie di parole proprio come quando mandiamo un messaggio, ma questa non è letteratura. Questa è comunicazione.

    Credo ci sia una notevole differenza. Chissà cosa penserebbe oggi Giovannino Guareschi che diceva che l’arte tutta italiana sta nella capacità di raccontare e scrivere storie. L’ho sempre creduto e ci credo ancora, e sono convinto che questo non è il modo di fare letteratura. Mi spiace essere così radicale nel mio giudizio, ma è la verità: non esistono più l’immaginazione e la fantasia. Se penso poi ai dialoghi, mi accorgo che oggi sono davvero pochi i veri scrittori. Capisco che sia una parte difficile, ma per imparare è necessario studiare, leggere e rileggere gli autori che hanno questo talento. Si è persa anche la capacità di valorizzare un testo attraverso i dialoghi. Provate anche a pensare alla musicalità di un racconto o di un romanzo, essa esiste sempre meno; è un peccato, è una caratteristica che va scomparendo, e questo è un altro elemento che mi rattrista.

    E la punteggiatura? Si usa troppo il punto, si usa poco e male la virgola, il punto e virgola va scomparendo. Credo che un bravo scrittore debba prendere in mano un manuale di punteggiatura e scoprire come usarla correttamente.

    Le ultime statistiche dicono che in Italia la vendita di libri, rispetto al 2024, è calata del 3,6% sia per quanto riguarda i romanzi che la saggistica con una perdita di 15,9 milioni di euro: ha pensato a quali potrebbero essere le cause di questa disaffezione?

    Siamo uno dei popoli in Europa che legge di meno; mi sono sempre domandato il perché, quando tutti i giorni si stampano non so quante copie di libri. Ma allora tutti questi libri chi li legge o meglio chi li compera? Io che faccio diverse presentazioni mi accorgo che la vendita dei libri è sempre più in calo. Prendiamo i nostri vicini di casa, i francesi. A marzo ho presentato a Modena un autore che qualche anno fa è stato finalista allo Strega: 64 persone presenti, libri venduti 4; lo stesso autore a una presentazione in Francia mi ha detto di aver firmato più di 300 libri, ed era lo stesso romanzo; certo era una platea con un numero maggiore di persone, ma domandiamoci lo stesso il perché. Vado spesso a fiere o festival letterari e tante volte per curiosità mi fermo a guardare quanti libri vende un autore. In un contesto letterario importante, un autore Rizzoli, quindi di una casa editrice famosa, i presenti erano una cinquantina e io sono stato uno di quelli che ha acquistato il libro, e poiché mi piace quest’autore mi sono fermato per capire quanti libri potesse teoricamente vendere… insomma, insieme al mio ha venduto quattro copie e vi posso garantire che è un veramente un ottimo autore. Un giorno in un convegno, parlando proprio della difficoltà di vendere libri e di leggere, mi è arrivata una risposta stranissima: “…se in Italia siamo agli ultimi posti nelle vendite insieme alla Spagna, è perché noi abbiamo il sole”. Se questa risposta mi ha fatto in parte sorridere, è però anche vero che mi sembra l’alibi comodo di chi non ha argomentazioni concrete per controbattere. In una presentazione all’università di Padova ricordo che aveva fatto scalpore una mia frase che in parte dà continuità a questo discorso: “viviamo in un tempo dove ci sono troppi libri e pochi scrittori, molti poeti e poca poesia”; la provocazione credo sia evidente, ci sono troppi libri mediocri che davvero non vale la pena di leggere e ne soffre tutto il mercato letterario.

    Recentemente ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata “L’una” che è stata molto elogiata dai lettori. Cosa l’ha spinta a indossare i panni del poeta?

    Credo di essere una curiosa anomalia. Sono il primo a dire che quando una persona scrive non è vero che scrive solo per se stessa, ma scrive per lasciare una testimonianza agli altri, evidentemente predico bene ma razzolo male. Ho sempre scritto poesie da quando avevo quattordici, quindici anni, e adesso che sono vicino ai settanta mi sono accorto che le ho sempre tenute per me; infatti ho decine di Moleskine pieni di poesie. Sono sempre state pochissime le persone che le hanno lette, proprio per una mia scelta personale. Ho sempre pensato che avesse ragione Benedetto Croce quando disse che si può scrivere poesie fino a diciotto anni, poi o sei un poeta o sei un cretino e siccome so di non essere un poeta per non fare la figura del cretino, non ho mai voluto pubblicare o sono sempre stato restio.

    L’Una in verità è la mia terza silloge poetica. La prima raccolta fu Amanti di Carta frutto di un’uscita curiosa. Un’autrice aveva scritto un libro a mio avviso bellissimo, e io insistevo affinché lo pubblicasse, ma essendo autobiografico lei non voleva saperne, ma le mie insistenze furono così forti che alla fine indispettita disse: “lo pubblico se tu lo fai con le tue poesie”, lei era stata la prima a cui ho fatto conoscere quello che scrivevo. Pensavo che alla pubblicazione del suo romanzo dimenticasse la mia promessa, purtroppo non fu così e uscì questa raccolta in modo frettoloso, tanto che ho sempre pensato fosse uno sbaglio e oggi ne sono più che convinto.

    In un secondo tempo una casa editrice con cui avevo una collaborazione professionale mi chiese di pubblicare le mie poesie ma, a fronte dell’esperienza precedente negativa, dissi praticamente sempre di no. Poi una poetessa mi chiese di scrivere a quattro mani un libro ed io accettai perché la condizione era oltremodo curiosa: il libro era destinato solo al mercato dell’America Latina, quindi in spagnolo. Quella raccolta aveva come titolo Amore all’Infinito.

    L’Una, pur restando sempre del parere che non sono un poeta, è una raccolta di cinquantaquattro poesie dove in quasi tutte c’è la parola Luna. Luna non è solo un astro ma è un punto di riferimento, una metafora, è donna, scrittrice, moglie, figlia, sorella, sono tutte quelle persone con cui ho fatto un pezzo di strada insieme o se volete, è un gioco, un divertimento dove cerco di mascherare le persone dietro l’astro. È uscito un lavoro credo interessante e unico nel suo genere in cui sfido le persone a riconoscersi. Accetto tutte le critiche inimmaginabili. Quelle le merito tutte.

    La modestia, l’onestà e il coraggio delle opinioni non mancano certo a Claudio Ardigò di cui, a questo punto, non posso che suggerire la lettura di L’Una, dove potrete scoprire di più su di lui e sul suo sentire poetico.

    I miei romanzi li trovate nelle librerie e nei bookshop on line

    Luciana Benotto

  • Magenta verso la Battaglia. Con Giuseppe Verdi si concludono le serate dedicate al Risorgimento milanese nell’arte, nella letteratura, e nella musica

    Magenta verso la Battaglia. Con Giuseppe Verdi si concludono le serate dedicate al Risorgimento milanese nell’arte, nella letteratura, e nella musica

    Dopo il successo della prima serata dedicata ad Hayez e della seconda serata dedicata alla Milano di Manzoni e dei Promessi Sposi, martedì 27 maggio, con Giuseppe Verdi, si conclude questo primo ciclo di conferenze dedicate al Risorgimento Milanese nell’arte, nella letteratura, e nella musica.
    Ricordiamo nuovamente a tutti che gli incontri sono gratuiti ed aperti alla cittadinanza fino ad esaurimento posti.

    Un ideale aperitivo letterario e culturale in attesa del 166° anniversario della Battaglia di Magenta del 1859 e della sua 28° rievocazione storica.

    (Per ulteriori approfondimenti vedi www.magentanostra.it)

  • La Notte dei Miracoli va in scena a Castellanza sabato 24 maggio

    La Notte dei Miracoli va in scena a Castellanza sabato 24 maggio

    Sabato 24 maggio 2025, alle ore 21, il sipario del Teatro Dante di Castellanza si alzerà su La Notte dei Miracoli, spettacolo di danza, interpretato da B.Crew e liberamente ispirato alla fiaba di Collodi Le avventure di Pinocchio.

    Storia di un burattino. Ma non sarà solo una serata di arte e intrattenimento: l’intero incasso sarà devoluto a sostegno delle attività dell’associazione Solidarietà Famigliare, che da oltre quarant’anni si prende cura delle persone con disabilità e delle loro famiglie sul territorio castellanzese.

    L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la B.Crew – dance crew del centro sportivo B.Fit di Legnano – e Solidarietà Famigliare, con il sostegno della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate. Per una sera cultura, sport, arte e solidarietà si fondono in un unico gesto di comunità.

    Il biglietto d’ingresso è stato fissato a 10 euro e la prevendita è attiva dal 30 aprile presso il 14 Art Gallery Café in via Vittorio Veneto 19, a Castellanza. Ogni euro raccolto contribuirà a finanziare progetti e servizi rivolti a chi affronta ogni giorno le difficoltà legate alla disabilità, offrendo strumenti, accompagnamento e supporto alle famiglie coinvolte.

    «Crediamo profondamente nel valore della solidarietà come collante della nostra comunità», ha dichiarato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Iniziative come questa serata sono l’espressione più autentica di ciò che significa essere comunità: mettersi in gioco, ciascuno con le proprie forze, per non lasciare mai indietro i più deboli.»

    Sul palco, la B.Crew – già protagonista di eventi nazionali e internazionali, nonché dance team ufficiale della Nazionale Maschile di Basket agli Europei del 2022 – porterà in scena una rilettura in chiave danzata della storia del burattino più famoso del mondo. La direzione artistica e le coreografie sono firmate da Rachele Tarantino, ballerina professionista e docente di danza, affiancata da Chiara Milanese e Aurora Pasquali. Le scenografie e la regia portano anch’esse la firma di Tarantino, mentre le illustrazioni sono realizzate da Silvia Perego e Letizia Luraghi.

    I fondi raccolti durante la serata sarano devoluti a Solidarietà Famigliare, un’associazione di volontariato fondata nel 1981 a Castellanza per volontà di un gruppo di famiglie, volontari e amici accomunati dal desiderio di dare risposte concrete ai bisogni delle persone disabili. Il progetto è il frutto del sogno di Egidio Ferrario, un giovane castellanzese costretto su una sedia a rotelle, che nel 1979 espresse il desiderio – durante un incontro con Papa Giovanni Paolo II – di creare un’associazione che riunisse le famiglie colpite dalla disabilità. Anche se Egidio è scomparso pochi mesi dopo, il suo ricordo e la sua volontà sono diventati la forza che ha dato vita a Solidarietà Famigliare.

    In questi 45 anni di attività, l’associazione ha ampliato progressivamente il suo impegno. Nel 1991 è stato avviato un Centro Socio Educativo (oggi Centro Diurno Disabili – CDD); nel 2001 è nata la prima Comunità Alloggio residenziale per disabili (oggi CSS), seguita nel 2018 da una seconda Comunità Alloggio (anch’essa oggi CSS). Tutte e tre le strutture sono accreditate presso la Regione Lombardia e rappresentano un punto di riferimento fondamentale per tante famiglie. Solidarietà Famigliare si fonda sul valore della condivisione, dell’aiuto gratuito e dell’amicizia autentica, con l’obiettivo di favorire l’inserimento famigliare, sociale e professionale delle persone disabili, offrendo servizi continuativi e qualificati.

    Dopo il debutto di successo nel giugno 2024, La Notte dei Miracoli torna in scena con un messaggio ancora più potente: la bellezza può diventare strumento di cambiamento, la danza può accendere la speranza, e il teatro può davvero trasformarsi in un luogo dove i miracoli accadono — grazie al cuore di chi partecipa.

  • Rosate. I prossimi eventi al Centro Civico Morosini – Biblioteca Comunale “don Luigi Negri”

    Rosate. I prossimi eventi al Centro Civico Morosini – Biblioteca Comunale “don Luigi Negri”

    Venerdì 23 maggio 2025 ore 21.00

    Storia di una papà contAnto bis

    Monologo teatrale di Emanuele Racchi

    Presso la sala teatro – via Daccò, 4 – Rosate

    Sabato 24 maggio 2025 alle ore 10.00

    Master LEGO kids

    Effatà presenta una mattinata all’insegna del LEGO in collaborazione con l’associazione “Un Sorriso Verso l’Est”! Ti piace costruire con i famosi mattoncini? Mettiti alla prova! Al termine tutte le costruzioni saranno valutate da un vero giudice LEGO. Verranno premiati i 3 lavori migliori!

    Esperienza per bambini da 6 a 11 anni compiuti.

    Iscrizione in biblioteca a cura di Effatà – Soc. Coop. Quota di adesione € 5.00.

    Posti limitati.

    Domenica 25 maggio 2025

    BIBLIOTECA IN PIAZZA

    Vi aspettiamo alla festa patronale di Rosate, con il nostro stand!

    Per tutto il giorno, prestiti, novità, possibilità di iscrizione e tanto altro!

    Venite a trovarci, vi aspettiamo!

    Giovedì 29 maggio 2025 ore 21.00

    Brera! Quadri, libri, alberi, stelle e tanto altro

    Una serata culturale imperdibile con la Dottoressa Anna Torterolo, storica dell’arte dell’Accademia di Brera, che ci guiderà in un viaggio tra opere, natura e suggestioni letterarie.

    IL PROGRAMMA DEL MAGGIO ROSATESE

    Domenica 1 giugno 2025 – ore 16.00 – Cascina Paù, Rosate

    “Don Giovanni” di W.A. Mozart

    Opera teatrale del regista Gianmaria Aliverta, fondatore dell’associazione VoceAllOpera, nell’incantevole scenografia della Cascina Paù di Rosate, ospiti della dott.ssa Maria Candida Morosini.

    Partecipazione gratuita

    Lunedì 2 giugno 2025 alle ore 17.00

    … lo so a chi darà la rosa

    Un pomeriggio con Renato Pareti

    Al pianoforte il maestro Stefano Cucchi. Le voci di Marta Colombo e Rossella Pareti …e altre sorprese!

    Ingresso su prenotazione al numero 3920475736 (indicando nome, cognome e numero di posti) oppure presso la biblioteca in orario di apertura.

    Giovedì 5 giugno 2025 ore 19.00

    BIBLIOCAFFE’

    Partecipa al gruppo di lettura Bibliocaffè della biblioteca di Rosate!

    Discuteremo insieme del libro “Confidenza” di Domenico Starnone, a seguire saporite visioni.

    Per sapere come partecipare scrivi una mail a: info@bibliotecarosate.it

    Unisciti al gruppo!

    LETTURE PICCOLISSIME

    Continuano in biblioteca le letture piccolissime a cura delle educatrici di Eureka!

    Tutti i martedì dalle 16.30 alle 18.00, letture ed attività per piccolissimi lettori da 0 a 5 anni.

    Per info: info@bibliotecarosate.it

    PROGETTO HOGAR – Siamo aperti per darvi più spazio

    Tantissimi corsi per giovani in biblioteca!

    Torna D&D! Non perdere l’occasione! Iscriviti gratuitamente mandando una mail a: info@bibliotecarosate.it

    Hai bisogno di rilassarti? Vieni a provare il nuovo corso di mindfulness!

    Tre incontri gratuiti al martedì dalle 18.00 alle 19.30. Vedi qui tutte le info!

    Per rimanere sempre aggiornati sul progetto Hogar, visitate il sito: https://giovani2030.it/biblioteca/hogar/

  • L’Elisir d’amore nelle piazze del Castanese e del Magentino

    L’Elisir d’amore nelle piazze del Castanese e del Magentino

    Per la prima volta nel Magentino, l’opera buffa «Elisir d’amore», capolavoro di Gaetano Donizetti, andrà in scena in una tournée tra giugno e settembre che inizierà a Buscate, sabato 1 Giugno, per poi proseguire a Santo Stefano Ticino, Corbetta e Sedriano.

    A realizzarla una grande ensemble di associazioni culturali e musicali del territorio: due bande riunite in un’unica orchestra di fiati, due cori, quattro compagnie teatrali. La trascrizione dell’opera per orchestra di fiati è a cura del maestro Fabio Prina. Un progetto culturale con il patrocinio del Consiglio regionale di Regione Lombardia, che vedrà in scena oltre 120 persone fra solisti del Teatro alla Scala, musicisti, coristi e attori.

    Obiettivo: fare cultura e renderla accessibile a tutti, portandola nelle piazze. Tutte le rappresentazioni saranno gratuite.

    I PROTAGONISTI – L’orchestra di fiati è composta dal Corpo Musicale Sedrianese e dal Corpo Musicale S. Cecilia di Buscate, mentre il coro è costituito dalla Corale Stefanese di S. Stefano Ticino e dal Civico Coro Polifonico Curia Picta di Corbetta, a cui si aggiungeranno coristi provenienti da altri cori del territorio. Le coreografie, le scenografie e i costumi sono affidate al Centro di Cultura Teatrale di Santo Stefano Ticino, alle compagnie teatrali La Nuova Lepanto e Mam tra’ insema & Company di Sedriano, al Gruppo Amanti dell’Arte di Buscate. Il cast dei solisti è composto da: Lorena Balbo (Adina, soprano), Antonio Murgo (Nemorino, tenore), Nicolò Scaccabarozzi (Belcore, baritono), Giovanna Aquilino (Giannetta, soprano), Gabriele Valsecchi (Dulcamara, basso)
    Nelle varie date si alterneranno alla direzione d’orchestra i maestri Luca Ragona e Paolo Mella
    Maestri del coro: Fabio Prina e Andrea Semeraro.

    LE ISTITUZIONI – «Il progetto di portare in scena l’Elisir d’Amore si inserisce nei festeggiamenti per il centenario di fondazione del Corpo Musicale Santa Cecilia di Buscate ed è nato dalla collaborazione fra le nostre bande, i cori e le altre associazioni del territorio» ha spiegato alla conferenza stampa di presentazione Andrea Gambero, presidente del Corpo Musicale Santa Cecilia di Buscate. «Questa iniziativa ci ha colpito perché è un esempio di vera cultura. Nel nostro territorio, dove esiste il Polo culturale del Castanese, si parla sempre di come dar vita a progetti che facciano davvero cultura diffusa a livello territoriale. Un’iniziativa come questa può far da modello, perché si costruisce proprio con chi la cultura la fa ogni giorno sul territorio – ha aggiunto il sindaco di Buscate, Fabio Merlotti – A Buscate la banda coinvolge anche i giovani con progetti nelle scuole. L’opera non è un genere popolare, ma sono convinto che questo progetto riscuoterà grande interesse». A questo proposito, al Centro Anziani di Buscate (via S. Pietro 21) giovedì 29 maggio, alle 17, si terrà un incontro preparatorio all’ascolto dell’opera.

    Alla presentazione hanno partecipato anche i rappresentanti delle altre amministrazioni coinvolte. Tra loro Roberta Ganzelmi, assessore alla cultura di Santo Stefano Ticino. «È un’iniziativa che ci ha visto da subito molto entusiasti, perché porta la cultura in piazza – ha spiegato – A volte la cultura è vista come qualcosa di lontano, invece portarla tra la gente è la chiave per far conoscere e educare. Siamo sicuri che sarà una bellissima esperienza, grazie a questa grande sinergia fra realtà del territorio».

    LE TESTIMONIANZE – Nelle testimonianze delle associazioni, l’entusiasmo degli artisti coinvolti: «Mettere in scena un’opera è un progetto molto impegnativo, ma dà tantissime soddisfazioni – ha sottolineato Matteo Magistri, presidente del Corpo Musicale Sedrianese -. Pur essendo l’Italia nota come patria del bel canto c’è un distacco tra il sentire comune e l’opera. Fino a poco tempo fa, l’opera era più conosciuta e, guardando alla letteratura, ci sono libri, come quelli di Guareschi, pieni di citazioni. Dulcamara, personaggio dell’Elisir, è il sinonimo del ciarlatano. Ora si sta un po’ perdendo questa conoscenza e quindi il nostro compito come associazione è contribuire a riportare questa conoscenza, con spettacoli gratuiti». «L’essere umano è attirato dal bello e questa è un’occasione per portare il bello nel nostro territorio. E speriamo anche di attirare i giovani: le nuove e generazioni devono continuare a fare musica e noi le accoglieremo a braccia aperte: già dalle prove si vede come l’effetto sia davvero notevole» ha detto Claudio Pasqualotto vicepresidente della Corale Stefanese. Nella falegnameria del Gruppo Amanti dell’arte di Buscate si preparano e dipingono le scenografie. «Siamo nati come gruppo di pittori dilettanti, seguiti dal nostro maestro Filippo Villa. Ora ci occupiamo anche di cultura. Quest’opera ha un contenuto molto attuale: vale la pena di vederla» sottolinea Gianni Naggi, presidente.

    L’OPERA –Nella prima metà del 1800, il musicista bergamasco Gaetano Donizetti compose “Elisir d’amore”, un’opera lirica in due atti su libretto di Felice Romani. Per i temi trattati (l’amore, il divertimento, la “commedia degli equivoci”) e per il suo essere un “melodramma gioioso”, ovvero l’ultima opera buffa della tradizione italiana che anticipa alcuni elementi del successivo melodramma, l’opera ebbe un enorme successo con innumerevoli repliche, e numerose delle arie presenti nella partitura sono ricordate tra le più celebri della lirica italiana.

    LE DATE – Il ciclo di quattro concerti inizierà a Buscate (sabato 1 Giugno, piazza San Mauro), per continuare poi a Santo Stefano Ticino (sabato 21 Giugno, piazza della Chiesa) e terminare a settembre con le date di Corbetta (domenica 21 Settembre, villa Pagani) e di Sedriano (domenica 28 Settembre, piazza della Chiesa).

    Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 21:00. In caso di maltempo gli spettacoli saranno rinviati ai giorni successivi o in date da definire. L’ingresso è libero e gratuito a tutte le rappresentazioni.

  • Abbiategrasso: Grace’s Anatomy, una donna che conta. Con Iniziativa Donna

    Abbiategrasso: Grace’s Anatomy, una donna che conta. Con Iniziativa Donna

    “Siamo orgogliose di questo nostro programma: 30 anni tutti da festeggiare nel corso del 2025.
    Continua il viaggio dedicato al tema delle “donne poco trattate”, non perchè non siano importanti, ma in quanto poco considerate dalla storiografia e letteratura più istituzionale.
    Vogliamo parlare di diversità, di quella diversità che ci farà stupende/i, come diceva Pasolini.
    Un anno dedicato a loro, e a noi. Siate e restate curiose e curiosi come lo siamo state noi!” così Iniziativa Donna presenta la proposta del prossimo 23 Maggio alle ore 21 presso la Cooperativa Rinascita Abbiatense (Via Novara, 2)

    GRACE’S ANATOMY UNA DONNA CHE CONTA

    La storia di Grace. La storia nascosta di Grace Chisolm Young. Grace la scienziata, la matematica, la madre, la moglie, la divulgatrice scientifica. Grace voleva fare il medico, ma nessuno appoggiava la sua aspirazione. Un mestiere complesso per una donna, le dicevano.
    E così Grace cambia strada e si mette a contare.
    Conta numeri, figli, quaderni, libri, panni sporchi.
    Conta i suoi corpi e le sue vite, entra ed esce dai diversi ruoli che la società le ha imposto e in quelli che la passione le ha fatto incontrare.
    Come in una commedia. Nella quotidiana commedia del vivere.
    Nella difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, matematica e calzini da lavare.
    Perché nemmeno la matematica sembra essere un mestiere “da donne”.

    Ingresso libero, ma è gradito un piccolo gesto a favore della nostra Associazione.

  • A Buguggiate una pala d’altare in banca: arte e fede in mostra nella sede della Bcc fino al 12 maggio

    A Buguggiate una pala d’altare in banca: arte e fede in mostra nella sede della Bcc fino al 12 maggio

    Una pala d’altare è esposta in questi giorni nella sede della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Si tratta di “Ora Nona”, l’opera dell’artista varesina Angela Grimoldi.

    L’opera è stata presentata ufficialmente al pubblico giovedì e rimarrà visitabile durante gli orari di apertura della banca fino a lunedì 12 maggio.

    L’iniziativa che unisce arte, spiritualità e vicinanza al territorio è stata inserita nel programma della festa patronale di San Vittore a Buguggiate, che ha preso il via mercoledì 7 maggio.

    L’esposizione dell’opera nella sede della Bcc è resa possibile grazie al contributo delle associazioni del paese e della stessa banca. «Questa pala è un dono importante per la nostra comunità e siamo orgogliosi di poterla ospitare nella nostra filiale – afferma Diego Trogher, vicepresidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate –. Come banca del territorio, siamo sempre al fianco delle realtà associative locali, che ogni giorno operano con passione per tenere viva l’identità e la coesione sociale del nostro paese. Il nostro supporto è silenzioso ma concreto, e nasce dalla convinzione che una banca di prossimità debba essere prima di tutto uno spazio aperto, disponibile ad accogliere non solo servizi finanziari, ma anche iniziative culturali e momenti di comunità. Ringraziamo tutte le associazioni per il loro impegno costante e per aver scelto proprio la nostra sede come luogo per valorizzare quest’opera d’arte. La banca continuerà a esserci, oggi come in futuro, in tutto ciò che aiuta il territorio a crescere con consapevolezza e bellezza».

    “Ora Nona”, è arrivata a Buguggiate grazie all’impegno di Obiettivo Cultura, gruppo di persone che organizzano eventi culturali per la Parrocchia di Buguggiate. L’opera, una grande tela ad olio montata su un’intelaiatura originale del Settecento e recentemente restaurata, rappresenta l’ora della morte di Gesù sulla croce, le 15 del Venerdì Santo. È un’opera intensa, capace di evocare emozioni profonde e riflessioni sul sacro e sull’umano. Lo sguardo dell’artista si sofferma non solo sul momento del sacrificio, ma anche sulla vita che continua intorno, sulla quotidianità di chi osserva – o forse ignora – quell’evento centrale nella storia cristiana.

    Angela Grimoldi, artista di grande esperienza e sensibilità, è nata a Varese e si è formata al liceo artistico “Frattini” e all’Accademia di Brera. Ha frequentato lo studio di Renato Guttuso a Velate, ne ha raccolto l’eredità pittorica, e ha portato la sua arte in ambiti diversi: dalla moda alla scenografia, dalle installazioni all’arte sacra, con opere realizzate anche per chiese e cappelle a Hong Kong.

    La presentazione ufficiale dell’esposizione di “Ora Nona”, si è svolta giovedì 8 maggio, diventando subito un momento di aggregazione per il territorio., erano presenti oltre cento persone. L’evento si è concluso con un aperitivo offerto sul piazzale della banca, proseguito in una vera e propria festa che ha visto la partecipazione delle associazioni locali e della comunità.

    La presentazione della pala si inserisce tra i festeggiamenti lunghi 5 giorni della festa patronale di Buguggiate, che ha preso il via con un pellegrinaggio giubilare al Sacro Monte con le parrocchie del decanato di Azzate.

    Il fine settimana sarà dedicato a famiglie e bambini. Sabato 10 maggio giochi all’aperto, tappeti elastici e gonfiabili saranno attivi per tutto il giorno, insieme a “Pompieropoli”, dove i Vigili del Fuoco faranno vivere ai più piccoli una giornata da pompieri. Alle 11 si celebrerà la Santa Messa solenne con l’accensione del Fuoco dei Martiri, e a pranzo sarà offerta una risottata gratuita grazie al Bar Giardino. Le bancarelle artigianali, le attività culturali e musicali faranno da cornice a una giornata ricca di partecipazione.

    Domenica 11 spazio ai tornei e ai giochi tradizionali. Al mattino si terrà il torneo di burraco promosso dall’Associazione Anziani e la premiazione del concorso “Il Balcone Fiorito”. Il pomeriggio sarà animato da spettacoli di magia, giochi all’aperto, dimostrazioni di freccette con il Dart Team e lo spettacolo per famiglie “Magic Circus Show”. La giornata si concluderà con l’intrattenimento musicale dei Good Vibers, la commedia “Una famiglia di artisti” presentata da Ada Ossola e, infine, lo spettacolo pirotecnico che chiuderà in bellezza i festeggiamenti.

    Lunedì 12 maggio, a conclusione della settimana, sarà celebrato il Santo Rosario seguito dalla Messa solenne con la partecipazione delle associazioni del paese e dei sacerdoti che nel tempo hanno svolto il loro ministero a Buguggiate.

    Una festa intensa e partecipata da sempre, in cui il paese si ritrova attorno ai suoi valori più profondi: la fede, la cultura, la comunità, l’arte, l’economia nata sotto i campanili delle Bcc.

  • Gli eventi maggio a Bernate Ticino, Castano Primo, Cusago e Ozzero con il Consorzio dei Navigli

    Gli eventi maggio a Bernate Ticino, Castano Primo, Cusago e Ozzero con il Consorzio dei Navigli

    Nei Comuni del Sud Ovest Milanese continuano ad organizzarsi eventi per vivere al meglio e in compagnia l’arrivo della bella stagione. Dal “Settore Turismo” del Consorzio dei Navigli S.p.A., ecco una selezione dei principali appuntamenti che si terranno nel mese di maggio nei Comuni di Bernate Ticino, Castano Primo, Cusago e Ozzero.

    A Bernate Ticino, mercoledì 07 maggio 2025 alle ore 21.15, nelle Sale Nobili della Canonica (via Vittorio Emanuele, 18), per iniziativa dell’Amministrazione comunale, nell’ambito della rassegna “Saluti e dintorni – Conoscere è già curare”, in programma l’evento “Il sistema sanitario: sostenibilità e sfide future”, con l’intervento del dott. Alberto Ambrosio, Direttore Sanitario di Fondazione IRCCS Policlinico San Mateo (Pavia) che sarà moderato dal dott. Graziano Barera.

    A Castano Primo, mercoledì 14 maggio 2025 alle ore 10.30, nella sala civica di via Palestro, si terrà il seminario cinofilo aperto a tutti “Il cane di città” per vivere serenamente gli spazi cittadini con i propri cani, a cura di PAL – Protezione Animali Legnano, con il patrocinio del Comune. Dal 16 al 25 maggio, in Villa Rusconi, si svolgerà l’edizione 2025 di “Foto in Villa”, una mostra fotografica a tema libero con tanti eventi collaterali per gli appassionati di fotografia a cura del Gruppo Sfumature Castanesi, con inaugurazione venerdì 16 maggio alle ore 21.00. Domenica 18 maggio, nel parco Sciaredo, appuntamento con il mercatino delle pulci. In corso fino a giovedì 29 maggio la rassegna “Parliamo di Sport” in Villa Rusconi con i seguenti appuntamenti che si terranno sempre alle ore 21.00: giovedì 15 maggio presentazione del libro “I campioni che hanno fatto la storia della NBA” del giornalista Dario Vismara di Sky Sport; giovedì 22 maggio incontro con il campione di ciclismo Gianluca Bortolami; giovedì 29 maggio presentazione libro “Piovuto dal cielo” (come Jannik Sinner sta cambiando la storia del tennis) dei giornalisti Marco Imarisio e Gaia Piccardi del Corriere della Sera.

    A Cusago, sabato 17 e domenica 18 maggio 2025, dalle ore 9.00 alle 18.00, in programma la 3ª edizione del Torneo di Calcio dei Commercianti con 12 squadre partecipanti, presso Polisportiva Rugbio, via IV Novembre. Domenica 18 maggio per l’intera giornata si svolgerà la 1ª edizione di CusaGO Festa dello Sport, presso il giardino della scuola “Giovanni Pascoli” e l’oratorio San Carlo, con tante attività sportive e punto ristoro. Sempre domenica 18 maggio si terrà anche Cusago Crea, il Festival dell’handmade, cui parteciperanno oltre 75 professionisti del settore. Ci saranno laboratori creativi, spettacoli e tanti altri eventi collaterali anche per i più piccoli nel Castello. Domenica 25 maggio, infine, in programma l’evento Cusago Wine, organizzato nell’ambito del progetto “Tra Navigli e Ticino, Percorsi di autenticità”.

    A Ozzero, nell’ambito del progetto “Tra Navigli e Ticino, Percorsi di autenticità”, in programma la 2ª Rassegna concertistica “Francesca Nava D’Adda” con i seguenti appuntamenti: domenica 11 maggio 2025 alle ore 17.00, nella Chiesa S. Siro “Il Violino Romantico” e domenica 18 maggio alle ore 17.00, presso Palazzo Barzizza, in via Roma, “Le Quattro Stagioni di Vivaldi”.