Categoria: Cultura

  • Faccia da Ennio Doris e il sogno italiano che sopravvive!!!

    Faccia da Ennio Doris e il sogno italiano che sopravvive!!!

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, le scrivo per esporre il mio pensiero sul film su Ennio Doris. Trasmesso in prima serata da Canale 5 ho trovato nelle comparse, figurazioni e ruoli tante facce conosciute.

    Colleghi che tutti fanno questo lavoro per seguire una passione. Perché fai il lavoro che ami e non soffrirai mai un giorno. Anzi sarai infelice quando sei a riposo.

    Nel film fatto e scritto veramente ad arte; l’unica pecca è stata Massimo Ghini senza influenza veneta. Comunque già dai tempi de “I Promessi Sposi” di Salvatore Nocita queste cadenze romanesche erano predominanti nel mondo del cinema.

    Quindi, questo Paese ha sempre e avuto: parrucconi, sapientoni e cose non spiegabili. Ma nel film sulla vita di un uomo partito da nulla e diventato uno influente personaggio c’è tutta l’Italia di quegli anni.

    Un Paese con molti difetti ma con tre pregi; presenza di ascensore sociale, rispetto delle idee innovative e ottimismo per il futuro.

    Non voglio fare il pistolotto sulla situazione attuale ma cinque cose mi hanno molto colpito nel racconto. La madre che dice al piccolo di ricordarsi sempre o non dimenticare il suo passato in un paese oggi dove non c’è memoria e con tre soldi fatti si sentono padri eterni.

    Secondo che le idee sono sempre state rubate quindi vanno coccolate e rispettate e conservare in cassaforte.

    Terzo che bussare a tutte le porte funziona sempre. Quarto che Silvio Berlusconi non aveva nessuna firma di prevenzione e apprezzava le idee e uomini in gamba ; poi la politica ne limito le capacità di selezione.

    Quinto e ultimo che questo Paese citando Montanelli potrà non avere futuro; ma gli italiani sono eccezionali. Uno Stato che ha dei massimi e minimi enormi e che deve cercare di avere più memoria.
    Un’ultima cosa; la storia del nostro Paese è immensa e gloriosa, ma va studiata e affrontata senza filtri.

    In questo bellissimo e veritiero film si vede una parte del Paese senza garanzie ma con tanta voglia di fare. Non aspettare la pensione per poi dire: che palle cosa faccio. Un Paese visto male da un’altra fetta di questa famiglia italica.

    Un applauso a tutti e anche se non ha messo l’accento veneto, ma forse ha messo una cosa molto più importante: il cuore dell’attore. Un esempio come tanti in questa penisola fatta di tanti paesi e di tanti Ennio Doris; sognatori e innovatori.

    Un pezzo di storia dove i germogli diventavano belle cose e si vedevano le rose nell’avvenire. Tutto questo può ricominciare??? Basta solo credere e non combattere sempre. Il fuoco sotto la cenere esiste ancora per portare l’Italia a volare ancora.

    Un pezzo di storia che racconta e ci fa rivivere tante storie di tanti uomini e donne che ne hanno passate tante e raccontate poche.

    Per fortuna molto spesso la TV rende ancora servizio pubblico del raccontare la nostra vita”.

    Massimo Moletti

  • Vigevano 1494. Ludovico Il Moro e la città che sale. Al via il maxi evento domani

    Vigevano 1494. Ludovico Il Moro e la città che sale. Al via il maxi evento domani

    Il 1494 è l’anno in cui Ludovico il Moro diviene Duca di Milano, in cui la sua corte risiede per molti mesi a Vigevano e in cui si compie il grande rinnovamento urbano di cui piazza Ducale è l’elemento più rappresentativo: 530 anni dopo una grande mostra vuole ripercorrere le vicende di quell’anno cruciale con tutto il fervore, l’entusiasmo, la ricchezza di idee e di fatti che caratterizzarono il progetto per la città di fine Quattrocento.

    La mostra “Vigevano 1494 – Ludovico il Moro e la città che sale” inaugurerà sabato 23 novembre nella Seconda scuderia del castello Sforzesco. A ingresso libero, sarà aperta fino al 23 febbraio 2025.

    Nella Sala dell’affresco alle 10:30 si terrà la presentazione al pubblico, seguita dall’inaugurazione alle 11:00.

    La mostra è organizzata dal Comune di Vigevano col contributo di Assomac, associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria, che ha sovvenzionato le indagini georadar del sottosuolo del cortile del Castello e al cui esito sarà dedicato un pannello esposto in mostra, con il patrocinio di Regione Lombardia, Fondazione Castello di Novara, l’Ordine degli Architetti della provincia di Pavia e il sostegno dell’Ecomuseo Sforzesco.

    La consulenza storico artistica è stata curata da Luisa Giordano, già docente ordinaria di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Pavia. «La mostra, che chiude la fase del progetto dedicato dalla Municipalità a Ludovico il Moro – spiega – traccia il percorso della costruzione della Vigevano rinascimentale nell’ultimo decennio del Quattrocento. In particolare, illustra quanto si stava facendo nel 1494, anno dell’inizio delle Guerre d’Italia.

    In quell’anno drammatico, a Vigevano, in castello era in via di definizione la Loggia delle Dame con il giardino pensile e l’appartamento per Beatrice d’Este, mentre la nuova piazza, i cui lavori erano iniziati nel 1492, era per la prima volta affittata come area di mercato.

    La mostra raccoglie riproduzioni di documenti d’archivio provenienti dall’Archivio Storico di Vigevano e dall’Archivio di Stato di Milano, fotografie, cartografia antica, rilievi, molti dei quali eseguiti per l’occasione, modelli lignei, anch’essi prodotti per l’esposizione. L’intento è quello di illustrare con dovizia di mezzi, il periodo fondativo della Vigevano moderna, per renderne sempre più consapevoli i cittadini e corroborarne l’identità culturale».

    L’architetto vigevanese Sandro Rossi, a cui si devono i rilievi e le elaborazioni interpretative, aggiunge: «Nell’indagine condotta sulla città antecedente al processo costruttivo occasionale e frammentario che ha seguito la dominazione sforzesca, Castello, Piazza e territorio di Vigevano emergono in modi formalmente compiuti ed esemplari. La mostra vuole render conto di questi esiti e di questa esemplarità sia ripercorrendo le vicende documentate di quell’anno cruciale, sia rappresentando la consistenza propria di città e monumenti pur se, al momento, questa rappresentazione è tale solo a patto di necessarie approssimazioni e in attesa di ulteriori possibili ritrovamenti, verifiche ed approfondimenti. Vengono così esposti, oltre a rilievi storici, anche nuovi rilievi ricostruttivi della consistenza urbana e territoriale».

    Numerosi eventi verranno proposti durante il periodo di apertura della mostra, con date ancora da definirsi. Il ciclo di conferenze: “Architettura padana fra acqua e terra” a cura di Giovanni Iacometti, “Ludovico il Moro e la Fatal Novara” organizzata da Fondazione Castello di Novara e a cura di Franco Dessilani, “Vigevano da recuperare. Opere poco note, ritrovamenti e interventi d’obbligo” cura di Luisa Giordano, “Illusionismo e simbologia rara nella cascina Boscaiola prima” a cura di Claudio Salsi, “Da un documento inedito il castello di Vigevano quando era caserma” a cura di Pier Luigi Muggiati, “Una città inedita: Vigevano nei recenti ritrovamenti, nei disegni e nei modelli interpretativi esposti nella mostra” a cura di Sandro Rossi.

    Due video-incontri: “Il gran teatro dell’acqua. Il viaggio del Ticino fra Lago Maggiore e Po” a cura di Carlo Stagnoli e Sandro Rossi per Rotary Club Vigevano Mortara e “Il castello svelato e indagini georadar” a cura di Pier Luigi Muggiati e Marco Penza.

    Chiuderà il calendario degli eventi l’esposizione dal titolo “La chiamavano il salotto – visioni inedite di Piazza Ducale tra 8 e ‘900” – Organizzata da Società Storica Vigevanese e a cura di Giovanni Borroni, Dino Rabai, Edoardo Maffeo – che raccoglie trenta e più rappresentazioni pittoriche della Piazza.
    Giuseppe Arancio, fotografo di Vigevano, ha concesso la riproduzione del Diploma di donazione della Sforzesca a Beatrice d’Este.

    «Questa mostra – commenta Andrea Ceffa, Sindaco di Vigevano – corona le celebrazioni ufficiali legate a
    Ludovico il Moro avviate nel 2022. È stato un percorso straordinario, il cui successo si è compiuto attraverso l’adesione delle tante persone che hanno accolto con entusiasmo questa ambiziosa iniziativa.

    L’impegno e il lavoro delle associazioni, dei singoli cittadini, degli studiosi e degli uffici comunali è stato davvero formidabile ed è a loro che indirizzo i miei ringraziamenti: è stato soprattutto grazie a loro che un nuovo progetto culturale e turistico per la nostra Città ha preso concretamente l’avvio. Infatti, se questa mostra conclude le celebrazioni ufficiali dedicate al Duca, segna anche un nuovo inizio verso il quale rinnovo il mio sostegno e quello dell’Amministrazione comunale: l’Ecomuseo Sforzesco è pronto raccoglierne il testimone e a proseguirne il programma».

    «Siamo orgogliosi – commenta Maria Vittoria Brustia, Presidente di Assomac, associazione nazionale dei
    costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria – di sostenere una mostra che celebra non solo la storia di Vigevano, ma anche il patrimonio culturale che ha dato origine alla città e ne ha fatto un centro di eccellenza per le tecnologie manifatturiere.

    La storia di Vigevano è strettamente legata all’innovazione e alla creatività: due valori che ancora oggi guidano le imprese del nostro settore. La figura di Ludovico il Moro e la vitalità del periodo rappresentano un momento di visione e slancio, che Assomac è onorata di contribuire a valorizzare, nella consapevolezza che questa eredità sia d’ispirazione e slancio verso il futuro».
    La mostra sarà visitabile gratuitamente da martedì a domenica, oltre che nei giorni festivi, dalle 14 alle 18 e in altri orari su prenotazione. Chiusura lunedì.

    Per informazioni: Infopoint Castello, tel. 0381 691636, infopointcastello@comune.vigevano.pv.it

  • Questa sera al Nuovo il secondo appuntamento con “TiRaccontoUnLibro” 2024

    Questa sera al Nuovo il secondo appuntamento con “TiRaccontoUnLibro” 2024

    Dopo il successo del primo appuntamento con un super-classico, “Ragione e sentimento” di Jane Austen narrato da Irina Lorandi, questa sera torna la rassegna originale di CinemaTeatro Nuovo di Magenta, “TRUL – Ti racconto un libro”, con l’ultimo romanzo di Maria Grazia Calandrone “Dove non mi hai portata”. Nell’Italia degli Anni Sessanta una donna ed un uomo si innamorano, avranno una bambina, ma questa bambina non conoscerà mai i due genitori, sopraffatti, nel loro amore, dalla società coercitiva e giudicante dell’Italia del tempo.

    Quella bambina è proprio l’autrice, Maria Grazia Calandrone.

    Dopo “Splendi come vita”, in cui l’autrice affrontava il difficile rapporto con la madre adottiva, Dove non mi hai portata esplora un nodo se possibile ancora più intimo e complesso. Indagando la storia dei genitori grazie agli articoli di cronaca dell’epoca, Calandrone fa emergere il ritratto di un’Italia stanca di guerra ma non di regole coercitive. Un Paese che ha spinto una donna forte e vitale a sentirsi smarrita e senza vie di fuga. Fino a pagare con la vita la sua scelta d’amore.

    Schedìa Teatro narrerà questa storia sul palco del Nuovo in via San Martino 19 a Magenta, questa sera, 30 ottobre, alle ore 21:15. Qualche posto ancora disponibile. Info, biglietti online ed approfondimenti :

    https://www.teatronuovo.com/libro.asp?VIEW=LI&prog=219

    Oppure rivolgersi al Botteghino negli orari di apertura della Sala. Anche telefonicamente : 0297291337

    La rassegna, promossa dall’associazione culturale ARIEL, gode della collaborazione delle due librerie magentine (sconto del 10% fino a fine 2024 per il pubblico di TRUL) e del patrocinio del Comune di Magenta. Al termine del racconto, momento conviviale con un “dolcetto” ispirato all’opera.

  • Iseult, il libro di Mario Bottini all’Eco Istituto della Valle del Ticino

    Iseult, il libro di Mario Bottini all’Eco Istituto della Valle del Ticino

    Martedì 5 novembre ore 21 – Le Radici e le Ali – Via San Rocco 48 – Cuggiono
    ISEULT (bellezza in gaelico) è il nuovo libro di Marino Bottini, incentrato sulla figura di William Wordsworth, il maggior poeta romantico inglese di inizio ottocento, sulla sua complicata vita familiare, e sulla sua gigantesca produzione poetica, destinata a lasciare un segno indelebile nella letteratura europea dell’Ottocento.

    Lo presenteremo con l’autore, intervistato da Patrizia Argenziano e Luca Malini
    Organizza: Ecoistituto, associazione Equilibri, La memoria del mondo libreria editrici.

    GUARDA IL VIDEO DI PRESENTAZIONE:

  • Università del Magentino: una collaborazione speciale nel segno di Marco Polo

    Università del Magentino: una collaborazione speciale nel segno di Marco Polo

    Una collaborazione davvero speciale tra Università del Magentino con il Centro Culturale Cinese di Milano e il Centro di Cultura Italia-Asia per celebrare i settecento anni dalla morte di Marco Polo con un programma di incontri di assoluto livello:

    – La figura di Marco Polo
    – La via dell’Arte
    – La Via della Seta
    – La Via del Tè

    Un ringraziamento alla prof. Giuseppina Merchionne, Presidente del Centro di Collaborazione e Scambi Culturali Italia-Cina “La Via della Seta” di Milano.

    Relatori:
    – prof Maurizia Sacchetti, Università di Napoli L’Orientale.
    – prof. Susanna Marino, Presidente del Centro di Cultura Italia-Asia, Milano, docente di Lingua e Cultura Giapponese, Università Bicocca di Milano.
    – arch. Pietro Pierrettori, Presidente Ass. Pro Loco Magenta e Consigliere Università del Magentino.

    Il contributo dell’Università del Magentino ha avuto come tema “L’ombra del gelso è oro. Bachicoltura, filande e lavoro delle campagne del Magentino lungo il Naviglio Grande e il Ticino”.

    Con la Presidente dell’Università del Magentino, dott. Virginia Bonasegale presenti il VicePresidente, ing. Oliviero Trezzi e il Consigliere Vincenzo Tonetti. E ovviamente il Presidente della Pro Loco Pietro Pierrettori di cui l’Università medesima è emanazione nonché vincente intuizione.

  • Arona: tre giorni di festa per i 440 anni dalla morte di San Carlo Borromeo all’ombra della statua del San Carlone

    Arona: tre giorni di festa per i 440 anni dalla morte di San Carlo Borromeo all’ombra della statua del San Carlone

    Ad Arona torna la Festa di San Carlo, in concomitanza con la ricorrenza della morte del Santo che cade il 4 novembre.

    All’ombra della statua, che dal 1698 svetta su una delle colline più alte della città natale di San Carlo Borromeo, sono state organizzate tre giornate di celebrazioni, visite guidate e momenti musicali, in collaborazione con Archeologistics, impresa sociale impegnata nella valorizzazione dei beni culturali.

    Quest’anno ricorre un anniversario molto importante: i 440 anni dalla morte di San Carlo Borromeo.

    Per questa occasione, la statua rimarrà aperta sabato 2, domenica 3 e in via straordinaria lunedì 4 novembre, dalle ore 10.00 alle ore 18.30 (ultimo ingresso ore 18.00): ad aspettarvi un programma ricco di appuntamenti.

    Le visite guidate vi aspettano sabato 2 e lunedì 4 alle ore 10.30 e 14.30: vi racconteremo la storia, le curiosità e i contesti storici che hanno visto protagonista questa statua, dalla sua ideazione all’inizio del 1600 fino al colpo di cannone da parte dell’esercito tedesco sul termine della II Guerra Mondiale. La Statua, soprattutto, è un esempio virtuoso di ingegneria e architettura: con la sua altezza di 35 metri e il suo essere cava all’interno, permette di salire fin dentro alla testa del Santo.

    Accanto alla Statua, la Chiesa, parte del progetto mai realizzato del Sacro Monte dedicato a San Carlo Borromeo, accoglierà diversi appuntamenti. La Parrocchia di Arona celebrerà la Santa Messa domenica 3 novembre alle ore 11.15 e lunedì 4 novembre alle ore 9.30. Domenica, inoltre, al termine della Messa sarà impartita una benedizione ai piedi della Statua e il momento sarà accompagnato dalla San Giorgio Music Band.

    Sabato 2 novembre alle ore 16.00 la Chiesa ospiterà il concerto del Coro Tre Ponti e del Coro San Giorgio. Gli appuntamenti musicali terminano domenica 3 novembre: nel pomeriggio, dalle ore 14.30 l’Anomala Brass Band accompagnerà musicalmente tutte le persone che entreranno in Statua.

    Per la giornata di domenica 3 novembre il biglietto di ingresso sarà per tutte le persone eccezionalmente ridotto a € 5 cad.

    I posti per le visite guidate sono limitati e la prenotazione è obbligatoria al seguente https://www.archeologistics.it/servizi-educativi/visite-guidate-al-sancarlone-614.html

    email: statuasancarlo@ambrosiana.it – tel: 0322.249669 / 3288377206

  • ‘Vivi l’Archeologia in Biblioteca’ a Trecate

    ‘Vivi l’Archeologia in Biblioteca’ a Trecate

    La Biblioteca civica ospiterà, alle 16.45 del prossimo 29 ottobre, “Sei invitato al banchetto”, iniziativa riservata ai bambini dai 7 ai 10 anni coordinata da Gloria Carraro e organizzata dal sistema bibliotecario Bant Ovest Ticino nell’ambito della rassegna “Vivi l’Archeologia in Biblioteca”.

    Per partecipare è obbligatorio effettuare la prenotazione scrivendo all’indirizzo mail biblioteca@comune.trecate.no.it.

  • Trecate: rinviato l’evento dedicato ad Halloween causa maltempo

    Trecate: rinviato l’evento dedicato ad Halloween causa maltempo

    A causa delle avverse condizioni meteorologiche previste per la giornata del prossimo 26 ottobre, l’evento “Un commercio da paura”, organizzato in vista della giornata di Halloween dall’assessorato al Commercio con la collaborazione della Pro Loco, è stato rinviato al 31 ottobre.

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  • Al Forte di Bard una mostra dedicata genio legnanese Gianfranco Ferrè

    Al Forte di Bard una mostra dedicata genio legnanese Gianfranco Ferrè

    Il Forte di Bard continua la sua programmazione di grandi mostre dedicate alla fotografia e alla moda nello spazio espositivo delle Cantine.

    Dal 6 dicembre 2024 al 9 marzo 2025 l’esposizione Gianfranco Ferré dentro l’obiettivo, realizzata dal Forte di Bard e a cura del Centro Ricerca Gianfranco Ferré del Politecnico di Milano e CZ Fotografia, presenta un percorso inedito dedicato al grande architetto e stilista a ottant’anni dalla nascita.

    Il percorso espositivo è pensato per raccontare al pubblico il lavoro di Gianfranco Ferré a partire da immagini fotografiche, stampe in B/N, a colori, fotocolor, diapositive, provini e arricchito da abiti, schizzi e disegni.

    Protagonista della narrazione è la sezione fotografica dell’Archivio Storico Gianfranco Ferré: oltre 90 opere, mai esposte prima, di otto maestri della fotografia di moda che con Ferré hanno lavorato a iconiche campagne pubblicitarie: Gian Paolo Barbieri, Guy Bourdin, Michel Comte, Patrick Demarchelier, Peter Lindbergh, Steven Meisel, Bettina Rheims e Herb Ritts.

    Le sei stanze che accompagnano la galleria fotografica sono ispirate alla metafora della camera oscura e raccontano il processo di produzione dell’immagine attraverso provini, fotocolor, diapositive, scatti annotati dai fotografi. Al tempo stesso disvelano il processo creativo dello stilista introducendo sei principi operativi da lui spesso evocati – comporre, ridurre, enfatizzare, ricalibrare, decostruire, emozionare – che riconducono il linguaggio fotografico al lavoro di Ferré, accostando alle immagini altri elementi centrali della progettazione come i disegni, le cartelle materiali e gli stessi abiti.

    Il percorso crea quindi continui rimandi che consentono di leggere il lavoro dello stilista nei tratti caratterizzanti dei diversi fotografi: dal rigore compositivo di Barbieri, agli scatti rapidi ed essenziali di Comte; dai racconti in chiaroscuro di Lindbergh, all’intensità dei ritratti di Rheims; dalle inquadrature eccentriche di Bourdin, alla ricercata naturalezza di Demarchelier; dal classicismo grafico di Ritts, sino alla complessità di Meisel, capace di far filtrare attraverso la realtà patinata della moda uno sguardo acuto sulla contemporaneità.

    na mostra che attraverso un percorso multidisciplinare e non cronologico e esplorazioni di realtà virtuale e aumentata sviluppate all’interno del Centro di Ricerca vuole restituire una visione completa del lavoro di Gianfranco Ferré, che a proposito della relazione tra moda e fotografia scrisse:

    “Lo stilista non deve soltanto sapere con chiarezza ciò che vuole, ma anche scegliere l’interlocutore adatto, quello che darà corpo, colore, luce e magia alla sua idea. Deve comunicare col fotografo, stabilire una complicità, dargli autonomia, ma con la certezza di potersi riconoscere nell’immagine realizzata. È una questione di feeling, di intesa. Certo, l’esperienza e la professionalità hanno una parte importante; ma senza la capacità di creare insieme, di condividere le emozioni, di fare lavorare insieme l’occhio e l’anima, la fotografia sarà vuota, fredda, inutile e falsa.” – Gianfranco Ferré, Lettres à un jeune couturier, Balland: Paris,1995.

    La mostra verrà inaugurata giovedì 5 dicembre 2024, alle ore 18.00.

    www.fortedibard.it

  • Halloween in Biblioteca a Trecate

    Halloween in Biblioteca a Trecate

    Partecipati gli appuntamenti che la la Biblioteca civica ha dedicato ai bambini lo scorso 19 ottobre.

    Due i laboratori di lettura e creatività proposti. <l’assessore Fortunata Patrizia Dattrino – si è tenuto “Divertiamoci con Halloween”, iniziativa riservata ai bambini dai 6 agli 8 anni che è stata curata da una volontaria della Biblioteca.

    Nel pomeriggio è stata la volta di “Racconti d’autunno”, laboratorio rivolto ai piccoli dai 3 ai 5 anni gestito dalle volontarie del progetto “Nati per leggere”. In entrambi i momenti, grazie alla presenza dei volontari della Biblioteca, abbiamo come sempre offerto ai piccoli partecipanti una buona merenda>>.