Categoria: Cultura

  • Vigevano Vinile & Live XXL 2023: questo week end un grande evento al Castello

    Vigevano Vinile & Live XXL 2023: questo week end un grande evento al Castello

    VIGEVANO PV – Nel corso del prossimo weekend, da venerdì 29 settembre a domenca 01 ottobre presso il Castello di Vigevano, avrà luogo questo importante evento di richiamo internazionale, promosso dall’Assessorato Politiche Giovanili del Comune di Vigevano, con anteprima affidata alla mostra fotografica “C’ero una Volta in America” di Cristiano Vassalli.

    L’edizione 2023 vede la collaborazione di alcune realtà locali e del Nord Ovest, attive nella diffusione della promozione artistica, musicale e della cultura giovanile, con eventi live per tutto il weekend, la mostra-mercato-scambio del vinile e del collezionismo musicale e un concerto d’eccezione: dal Texas, il live dei CHERUBS, la band di culto dell’alternative rock a stelle e
    strisce, Made in 1991!

    VIGEVANO VINILE & LIVE XXL 2023 rappresenta un format in costante evoluzione, che cresce con una serie di eventi e presentazioni live, il palco dell’Urlo di Vigevano di venerdì 29 aperto alle band vigevanesi, e tanto spazio a Djs, esibizioni, presentazioni ed editoria indipendente.
    Nello splendido contesto del Cortile del Castello Sforzesco, a ingresso sempre e rigorosamente gratuito con accessi da via del Polopo / corso Repubblica, vi invitiamo a una imperdibile tre-giorni, con area food & bar e il sottofondo incessante, caldo e scricchiolante dei nostri 33&45 giri!

    Venerdì 29/09 – “L’Urlo di Vigevano”
    Espressioni giovanili, Street-art e concerti esclusivi dalle ore 16:30:
    • Vinyl selection a cura di KTB
    • ZONA – il grande ritorno della band crossover vigevanese
    • B4ZE/86Callo – la nuova onda dell’Hip-Hop milanese
    • Aimless – grunge & noiserock
    • Ayla – R&B / Funk
    …e molti altri, con esibizioni di live-painting a cura dei migliori artisti vigevanesi

    Sabato 30/09 – “CHERUBS (USA) Live + guests”
    La storica band noiserock torna in Europa carica di distorsioni e spirito underground dei 90s + Baratro (USA/IT ex-Unsane) + CaniSciorrì + djset di Dimitri Veleno e Buzzanca – dalle 18:00

    Domenica 01/10 – “Vigevano in Vinile”
    Esposizione, mostra-mercato-scambio di vinile da collezione, LP, cd, libri, memorabilia, gadget e merchanidse, con punti di ascolto e presentazioni librarie ed editoriali – dalle ore 10:00
    Invitiamo tutte e tutti a seguire gli aggiornamenti attraverso le pagine social dell’evento.
    «C’è musica in tutto, se sai come trovarla» (Terry Pratchett, 1994)
    Link Facebook: https://www.facebook.com/events/1028332195200261

    Link ai singoli eventi:
    https://www.facebook.com/events/797378432031041/
    https://www.facebook.com/events/797378432031041/
    https://www.facebook.com/events/1006730767134529/

  • Sonia Servino, il cancro e Schopenhauer: venerdì 29, a Magenta, la presentazione del libro (con Aicit)

    Sonia Servino, il cancro e Schopenhauer: venerdì 29, a Magenta, la presentazione del libro (con Aicit)

    MAGENTA Finalmente la presentazione pubblica! Il conto alla rovescia sta per scadere: venerdì 29 settembre dalle 18.30, nella sala conferenze di casa Giacobbe di via IV Giugno, Sonia Servino organizza la tanto attesa serata in cui si parlerà della sua fatica letteraria: Due chiacchiere con Schopenauer (e col cancro). Un libro che narra della grande passione di Sonia (la professione, anzi missione di infermiera) e della malattia attraversata mentre si stava laureando in Filosofia. Sonia parlerà del suo libro assieme all’assessore Stefania Bonfiglio e a Daniele Bolzonella di Aicit: l’autrice ha infatti deciso di devolvere parte del ricavato all’associazione che da oltre 40 anni sostiene (appunto) i malati oncologici.

    Sonia è nata a Magenta, dove ha iniziato il suo percorso di studi: dopo il biennio all’Istituto Einaudi e la scuola per infermieristica dell’allora Usl 72 presso l’ospedale di Magenta, per accedere alla Maturità di scuola superiore, quando la scuola per infermiere era ancora un diploma professionale, ha completato il ciclo frequentando il biennio per dirigente di comunità a Como. Nei mesi scorsi è arrivato nelle librerie (e sui bookstore, oltre che su Amazon) “Due chiacchiere con Schopenhauer (e col cancro)”, edito per i tipi di Bookness. Saggio nel quale Sonia si mette a chiacchierare con un filosofo tedesco morto da più di un secolo e mezzo e con il cancro: sembra una provocazione, ma lo è solo in parte.

    In realtà, le due chiacchiere con Schopenhauer sono il dialogo interiore stimolato dallo studio della filosofia, una strada che Sonia ha sperimentato sulla propria pelle essere autenticamente terapeutica; e quelle col cancro sono il dialogo con la malattia, vissuta in prima persona, e con gli altri accidenti della vita, che vanno affrontati senza sconti. La sofferenza va accettata, accolta, abbracciata: e poi curata. Realisticamente, anche spietatamente, se necessario. Per riuscirci, l’unica via è squarciare il velo dell’apparenza per guardare in faccia la realtà.

    Se oggi Sonia ha una vita bella e piena è perché ha sulle spalle la fatica di un percorso lungo il quale ha conosciuto la durezza della vita e il morso del reale; e soprattutto perché ha compreso che la cura verso di sé e verso gli altri muove le montagne, proprio come la fede.

    Per questo ha maturato una duplice vocazione: ripensare e valorizzare il concetto di cura e trasmettere fiducia nella capacità di ciascuno di prendersi cura di sé e degli altri.

    Perché è il solo modo di vivere una vita buona. Perché senza cura non c’è vita.

  • Carlo De Cristoforis: “Qui si fa l’Italia o si muore!”

    Carlo De Cristoforis: “Qui si fa l’Italia o si muore!”

    Da almeno trent’anni – chi scrive – sta cercando di sistemare le tessere del grande mosaico che comprende anche la vita di alcuni giovani De Cristoforis che persero la vita per l’Italia. Spunti presi qua e là, da pubblicazioni ormai introvabili, come la nota che ci ha inviato oggi un appassionato – tramite whatsapp – ben sapendo del nostro interesse e che ci ha dato motivo di un pensiero alla memoria di un ‘uomo di qualità’ (sono così rari). Poi, di questi tempi, dove il termine ‘Nazione’ è ritornato di moda, si è più propensi a dedicare un po’ di tempo a chi ha contribuito a creare l’Italia che viviamo.
    UN EROE (1824-1859), certamente non dimenticato se oggi, mentre piove, un vecchio cronista e qui a ricordare la figura e l’opera di Carlo De Cristoforis ben sapendo che la caserma militare di Como porta il suo nome e il proiettile con cui fu ucciso è conservato al museo lariano.
    Laureatosi nel 1847 a Pavia, l’anno successivo prese parte ai moti del ‘48 (Cinque Giornate di Milano) e fu sempre assiduo nel cospirare contro gli austriaci per amore di patria. Dopo i moti del febbraio 1853, si spostò a Parigi per seguire dei corsi di matematica e, in seguito, frequentò per due anni la scuola di Stato Maggiore. In occasione della guerra di Crimea fu nominato Capitano e scelto per comandare un deposito nella città di York dove imparò l’inglese che gli servì per poter insegnare Scienza Militare all’istituto Pultney di Londra.
    Quando la Nazione chiamò si presentò a Garibaldi il quale gli confermò il grado di Capitano
    dei Cacciatori delle Alpi e varcò il Ticino a Sesto Calende. Alla testa di 120 uomini respinse – nel mattino del 25 maggio 1859 – 300 fanti e 150 cavalli austriaci con due pezzi d’artiglieria sulla strada da Sesto Calende a Somma Lombardo.. Aiutò in questo modo l’avanzata di Garibaldi al quale si ricongiunse a Varese. Il 27 maggio fu scelto per attaccare di fronte il corpo del maresciallo Carlo Urban e una palla lo colpì a morte alla Camerlata. Lo soccorse il fratello Malachia….disperato.
    Carlo de Cristoforis lasciò molti scritti inediti tra cui anche una memoria sulle condizioni dei contadini scritta insieme a Stefano Jacini, il quale la utilizzò per l’elaborazione della sua famosa inchiesta agraria, che fu discussa in Parlamento ed è materia di studio ancor oggi nelle università.

    DIDA 1 – Carlo De Cristoforis; 2 – Monumento a Sesto Calende in memoria del Capitano

  • I frammenti del monumento di Gaston de Foix tornano a Castellazzo in Villa Arconati

    I frammenti del monumento di Gaston de Foix tornano a Castellazzo in Villa Arconati

    CASTELLAZZO DI BOLLATE – Si va, così, a ricostituire l’antico Camerino funebre: uno degli ambienti più significativi e spettacolari del collezionismo Arconati.
    Questo ambizioso progetto culturale di Fondazione Augusto Rancilio per il recupero del patrimonio storico-artistico di Villa Arconati è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione del Castello Sforzesco di Milano, che ha concesso in comodato alla Villa i calchi ottocenteschi in gesso ricavati dalle sculture marmoree del monumento un tempo conservate a Castellazzo.

    LA STORIA DEL MONUMENTO FUNEBRE DI GASTON DE FOIX
    Il monumento funebre a Gaston de Foix fu realizzato nel primo ventennio del Cinquecento da Agostino Busti detto il Bambaia, all’interno del convento di Santa Marta a Milano, per il nipote del re di Francia Luigi XII, caduto valorosamente nella Battaglia di Ravenna contro la Lega Santa nel 1512. Con l’arrivo degli spagnoli a Milano e la cacciata dei francesi, il monumento non fu mai terminato e ben presto i suoi frammenti divennero il sogno proibito dei collezionisti d’arte, per via della maestria con cui furono realizzati.
    Tra le monache di Santa Marta vi erano anche alcune dame Arconati, pertanto non fu certo difficile per la famiglia riuscire ad accaparrarsi in breve tempo i pezzi più prestigiosi, ovvero i sette bassorilievi narrativi che narrano la vicenda in cui perse la vita il giovane Gaston de Foix. L’unico pezzo del monumento a cui le monache non vollero rinunciare fu la statua giacente del condottiero, che fu murata all’interno di una parete del convento, così da non poter essere portata via.
    Con le soppressioni napoleoniche, però, anche Santa Marta cessò di esistere e la statua passò prima nelle collezioni di Brera e successivamente in quelle del Castello Sforzesco, dove è conservata tutt’ora.

    IL CAMERINO DI CASTELLAZZO DAL SEICENTO ALL’ARRIVO DI CANOVA
    Dal Seicento all’inizio del Settecento la collezione Arconati si arricchì di diversi pezzi originali in marmo del monumento: oltre ai sette bassorilievi narrativi – incastonati nelle pareti del Camerino – giunsero alla Villa anche alcuni Apostoli e Profeti, lesene, lastre e pilastrini decorativi.
    La collezione di Castellazzo era divenuta talmente importante che all’inizio dell’Ottocento persino il critico Giuseppe Bossi e lo scultore Antonio Canova giunsero in visita per ammirarla: nel corso della visita Canova rimase talmente impressionato dalla bellezza dei marmi del Bambaia da affermare “Opere di tal natura sono pressoché impossibili ai nostri giorni”.

    LA GRANDE MOSTRA DI FINE OTTOCENTO E I GESSI DI CASTELLAZZO
    Nel 1872 il Ministero dell’Istruzione Pubblica tentò l’ardito progetto di realizzare una grande mostra in cui si intendeva ricostruire il monumento di Gaston de Foix attraverso calchi in gesso provenienti dalle collezioni pubbliche e private dove i frammenti erano conservati da ormai due secoli. All’epoca, infatti, ancora non ci si era resi conto che l’opera non era mai stata portata a termine.
    Il progetto di ricostruzione si presentò da subito arduo, poiché i frammenti erano dispersi in moltissime collezioni private: la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, Palazzo Madama a Torino, il Museo del Prado a Madrid, il Victoria and Albert Museum di Londra solo per citarne alcune.
    Il formatore Pietro Pierotti fu incaricato di realizzare i calchi per la mostra; si recò, dunque, anche a Castellazzo, dove riuscì nell’impresa quasi impossibile di realizzare i calchi di tutti i pezzi, compresi i bassorilievi incastonati nelle pareti del Camerino.
    Fu probabilmente in quell’occasione che la ricca collezione passata alla proprietà della marchesina Luisa Busca, che all’epoca aveva solo diciassette anni, si arricchì di calchi in gesso – realizzati forse dallo stesso Pierotti – che intendevano completare l’allestimento del Camerino.
    L’allestimento più recente, che raccoglieva sia i pezzi originali in marmo che le copie in gesso, è documentato in una fotografia del secondo Ottocento: un documento dal grande valore storico e assai importante per la ricostruzione dell’ambiente.
    Negli anni ‘90 del Novecento, quando il patrimonio storico artistico del Castellazzo fu messo all’asta, il Comune di Milano acquistò tutti i pezzi originali in marmo, che sono oggi esposti presso la Sala degli Scarlioni del Castello Sforzesco.
    Le copie in gesso realizzate per la grande mostra di fine Ottocento, invece, furono conservate a Brera e successivamente confluirono nei depositi del Castello Sforzesco di Milano.

    IL PROGETTO DI RICOSTRUZIONE DEL CAMERINO DI CASTELLAZZO IN COLLABORAZIONE CON IL CASTELLO SFORZESCO

    «Il progetto di ricostruzione del Camerino di Castellazzo attraverso i gessi ottocenteschi è nato come un sogno ad occhi aperti» spiega Sonia Corain, Conservatore di Villa Arconati: «abbiamo fatto la richiesta di prestito senza sperarci troppo, e invece abbiamo subito trovato grande entusiasmo da parte della dottoressa Francesca Tasso, all’epoca Conservatore responsabile delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco, che ha portato avanti con i suoi collaboratori l’iter per la concessione del prestito e ha, a tutti gli effetti, permesso che questo sogno diventasse realtà».
    Un paziente lavoro di restauro – finanziato da Fondazione Augusto Rancilio – di quasi un anno presso i depositi del Castello Sforzesco ha permesso ai gessi di tornare al loro antico splendore. Parallelamente, alla Villa, sono stati restaurati il Camerino e la copia in gesso del Giacente, l’unico pezzo di tutta la collezione di Castellazzo che è rimasto nel luogo originario in seguito alle spoliazioni del Novecento.
    Oltre alla statua giacente di Gaston de Foix, a ricostruire l’allestimento del Camerino arrivano dalle collezioni del Castello Sforzesco: i sette bassorilievi narrativi che illustrano le vicende che portarono alla morte del condottiero, due lesene a trofei, sei pilastrini decorativi, due lastre, una statua di Virtù e dodici tra Apostoli e Profeti, per un totale di 30 pezzi anticamente conservati a Castellazzo.
    Viene, così, a ricomporsi un piccolo scrigno di meraviglie che per secoli ha affascinato per la sua pregiata, quanto ardita, fattura.
    Si rinsalda, inoltre, un doppio filo culturale con le collezioni del Castello Sforzesco: da domenica 17 settembre i Visitatori potranno finalmente rivedere il Camerino di Villa Arconati così come si presentava anticamente, attraverso i calchi in gesso realizzati a fine Ottocento, e potranno ammirare al Castello Sforzesco gli originali in marmo che un tempo erano a Castellazzo.

    «Il recupero della memoria storica del Castellazzo è un progetto tanto stimolante quanto, spesso, complicato. Finora siamo riusciti a ritrovare incisioni e fotografie storiche che mostrano un’istantanea di ciò che questo luogo fu in un passato glorioso, ma inesorabilmente perduto. Veder “tornare a casa” alcuni tra i pezzi più importanti e prestigiosi della collezione di Villa Arconati scalda il cuore e ci dà la speranza che, magari, non sia un episodio isolato.
    Desidero esprimere il mio più vivo ringraziamento ad Antonella Ranaldi, che – negli anni in cui è stata Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano – ha seguito con professionalità e passione l’intero processo di restauro e riconversione culturale di Villa Arconati, fornendoci i suoi preziosi consigli riguardo al riallestimento del Camerino di Castellazzo e concedendo l’autorizzazione a questo importante progetto.
    Il mio ringraziamento va, poi, al Comune di Milano e al Castello Sforzesco per avere concesso il prestito dei pezzi, e in particolare a tutti coloro che hanno condiviso lo spirito e la sensibilità di questo “ritorno a casa”, spendendosi in prima persona perché questo sogno si realizzasse: Claudio Salsi, già Soprintendente Castello Sforzesco e Direttore Musei Archeologici e Musei Storici Castello Sforzesco; Francesca Tasso, Direttrice Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Storici di Milano; Luca Tosi, Conservatore Pinacoteca e Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco; Fiorella Mattio, Conservatrice Raccolte Arte Applicata del Castello Sforzesco; e Laura Paola Gnaccolini, Funzionario Storico dell’arte Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano, che ha seguito il progetto di restauro realizzato con cura e passione da Marilena Anzani e Alfiero Rabbolini di ACONERRE snc – Arte Conservazione Restauro.
    Senza la sensibilità, la professionalità e la cura di tutte le persone che hanno collaborato al progetto, questo sogno non si sarebbe mai realizzato».

    Cesare Rancilio, Presidente Fondazione Augusto Rancilio

  • Un sistema di videosorveglianza per tutelare i fontanili di Vittuone

    Un sistema di videosorveglianza per tutelare i fontanili di Vittuone

    È stato attivato il sistema di videosorveglianza nella zona dei fontanili. Si tratta di sei punti di controllo: quattro di questi sono veri e propri “varchi” che, oltre ad essere equipaggiati con una telecamera di contesto che riprende a colori il transito dei veicoli, effettuano anche la lettura delle targhe dei veicoli stessi; gli altri due sono postazioni “intermedie”, equipaggiate con telecamere ambientali.

    VITTUONE – Tenendo conto di tutti i sei punti di controllo, sono attive 16 telecamere, che inviano alla centrale di controllo, attraverso collegamento criptato su rete 4G, le registrazioni concentrate su NVR (Network Video Recorder) locale.

    Il sistema, che è stato finanziato da Regione Lombardia per il 90% del costo ed ha avuto il parere favorevole del Parco Sud Milano e della Soprintendenza al Paesaggio, è finalizzato, sottolinea l’assessore alla Sicurezza Angelo Poles, “alla tutela e al monitoraggio di un’area verde pregiata, quale è appunto quella dei fontanili, identificando e sanzionando gli incivili che abbandonano in quest’area i loro rifiuti”. Naturalmente, aggiunge Poles, “da questo sistema di videosorveglianza non hanno nulla da temere né i residenti, né i loro visitatori, né chi si reca alle cascine e nemmeno i corrieri”.

    Va ricordato che questo programma di videosorveglianza è partito già a fine 2020 con un progetto che si è poi decisamente ampliato nel 2022, con l’adesione ad un nuovo bando regionale che ha permesso di coprire larga parte dei costi, anche se ha richiesto un allungamento considerevole dei tempi sia per rispettare gli standard richiesti dal bando stesso, sia per soddisfare i requisiti del Parco Sud.

    Va infine sottolineato che, su richiesta degli agricoltori della zona di Cascina Maggiolina, verrà installato un lampione a led nel punto di accesso alle cascine, per permettere una maggiore illuminazione, e quindi visibilità, soprattutto nel periodo invernale.

  • Galleria Magenta presenta  “LEGGÈRE SULL’ACQUA”

    Galleria Magenta presenta “LEGGÈRE SULL’ACQUA”

    Opere scelte di Marco Pessa con installazione aerea di Federico Montesano, vernissage con cocktail sabato 23 settembre

    MAGENTA – Galleria Magenta inaugura la stagione espositiva autunnale con la mostra “Leggère sull’acqua” di Marco Pessa (Venezia, 1947), un omaggio alla sensazione di “leggerezza” che dall’estate si protrae agli inizi del fascinoso autunno.
    In esposizione opere scelte dell’autore naturalizzato lombardo dedicate al soggetto della ninfea, tema prediletto da molti pittori lungo i secoli, per via della sua inconfondibile bellezza e rigorosa eleganza. Fiore tra i più belli al mondo, la ninfea rappresenta da millenni un simbolo di purezza, forza e rinascita; regina
    dell’acqua, regala al caotico ambiente palustre degli stagni un tipico tocco di fascinazione, riconducibile ai più classici immaginari della bellezza.

    La mostra è un invito per il pubblico a prolungare in autunno quella sensazione di leggerezza e leggiadria tipica dell’estate, immergendosi negli smalti brillanti della pittura di Pessa, in corrispondenza del periodo di fioritura di questo fiore, che sboccia in primavera e perdura fino a novembre inoltrato.

    Attraverso dipinti di medio e grande formato e una selezione di foulard d’autore dipinti su seta purissima (veri e propri pezzi unici), è possibile addentrarsi nella particolare tecnica di Marco Pessa, che nasce dalla gestualità istintuale ispirata al dripping di Jackson Pollock per arrivare poi a una composizione semi-
    figurativa, seguendo un proprio personale percorso di ricerca artistica.

    Pessa infatti, in una sorta di “corpo a corpo” con la tela, dipinge direttamente con le mani intrise di colore sul supporto a terra, lasciando che lo smalto coli liberamente sulla superficie per poi, in un secondo momento, intervenire sulla parte figurativa.

    Nascono così composizioni poetiche capaci di conservare nelle trame più profonde della loro creazione quell’istinto irrazionale che porta l’artista a fare del gesto pittorico un processo di liberazione dagli schemi e dagli stessi strumenti della pittura – come pennello e cavalletto – da cui poi estrarre l’essenza della figurazione.

    Nella sala principale della galleria, ad accompagnare i dipinti alle pareti, un’installazione aerea a cura dello scenografo Federico Montesano che completa l’allestimento della mostra realizzando una composizione da alcune delle opere tessili dello stesso Pessa.
    All’inaugurazione saranno presenti gli artisti. La mostra resterà aperta al pubblico fino all’11 novembre 2023, con i seguenti orari di apertura:
    da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-19.00. Apertura straordinaria: domenica 24 settembre dalle ore 15.30 alle 19.00.

  • Abbiategrasso, la città e il commercio visti ‘con occhio diverso’: una bellissima mostra in arrivo

    Abbiategrasso, la città e il commercio visti ‘con occhio diverso’: una bellissima mostra in arrivo

    Uno Sguardo sul Mondo e Confcommercio Abbiategrasso celebrano la componente commerciale in una mostra fotografica

    Il collettivo fotografico Uno Sguardo sul Mondo, in collaborazione con Confcommercio Abbiategrasso, propone la mostra “Faccia a Faccia: Riflessi di Vita fra Commercio e Città”, allestita presso i sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso il 22, 23 e 24 settembre. Il comparto commerciale locale come non lo avete mai visto, nonché il punto di partenza di un percorso di valorizzazione delle nostre botteghe, cuore pulsante della vita cittadina.

    Andrea Baj, una delle anime dell’associazione Uno Sguardo sul Mondo: “Abbiategrasso è strettamente legata al suo mondo commerciale. La componente dà linfa alla città, contribuisce attivamente a farla vivere e valorizzarla e raccontarla attraverso questi scatti è qualcosa di molto bello, importante e prezioso. Grazie alla proficua sinergia con Confcommercio Abbiategrasso, abbiamo dato avvio a quello che è solo l’inizio di un percorso virtuoso popolato da volti, storie e luoghi di condivisione.”

    Brunella Agnelli, Segretario di Confcommercio Abbiategrasso “Un lavoro meraviglioso che ritrae il volto umano del commercio oltre la vetrina. Tanti colori, sfaccettature, diversità, ricchezze. Vita. C’è un rapporto simbiotico tra negozi e città. Due cuori interconnessi che si alimentano e queste foto materializzano il concetto in modo perfetto. L’esordio di un progetto a lunga durata.”

    Inaugurazione venerdì 22 settembre alle ore 18.00. Venerdì: 18:00-22:00, sabato e domenica: 10:00-13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Ingresso libero.

  • Pro Vita & Famiglia al Tavolo di Assisi

    Pro Vita & Famiglia al Tavolo di Assisi

    Pro Vita & Famiglia alle Tavole di Assisi. Brandi: «Con il Magistero della Chiesa contro la rivoluzione antropologico-culturale che vuole cancellare l’uomo»

    Rilanciare il pensiero cristiano, conservatore e identitario, e soprattutto «essere con il Magistero della Chiesa contro la rivoluzione antropologico-culturale che vuole cancellare l’uomo». Con questo obiettivo Pro Vita & Famiglia onlus sarà oggi e domenica – 9 e 10 settembre – ad Assisi, all’evento “Le Tavole di Assisi”.

    In particolare il presidente della onlus, Toni Brandi, sarà moderatore della seconda Sessione, nel pomeriggio di sabato 9 settembre, dal titolo “Umano, trans-umano o disumano? Ideologie, tecnologie e libertà”. Ad intervenire saranno ospiti di rilievo come Roselen Boerner Faccio, Gianfranco Amato, Enrica Perucchietti, Marcello Foa, monsignor Nicola Bux e Martina Pastorelli. «Ribadiremo – spiega inoltre Brandi – che quanto diffuso da certi organi di stampa sono solo fake news e bufale tese a screditarci e a voler far passare il falso messaggio che siamo contro il Santo Padre. Al contrario l’iniziativa non ha nessuno scopo politico né ideologico e, proprio con il Magistero della Chiesa siamo contro la rivoluzione antropologico-culturale che vuole cancellare l’uomo. Ci sono oggi, infatti, sfide che la società attuale è chiamata ad affrontare, sia in Italia che nell’intero Occidente e che sono innegabili: dall’assalto alla vita e alla famiglia fino alla questione della guerra; dal pensiero unico dilagante al controllo pervasivo dell’informazione e della sfera personale; infine l’attacco senza precedenti alle radici cristiane».

    Durante la prima mattina di convegni anche la presenza di Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia onlus, in qualità di relatrice con Massimo Gandolfini sul tema “La Famiglia società naturale fondata sul matrimonio”, che sarà argomento della Tavola II.

  • Marcallo con Casone, incontro d’eccezione con la scrittrice spagnola Benavent il prossimo19 settembre: 4 milioni di copie vendute in Spagna!

    Marcallo con Casone, incontro d’eccezione con la scrittrice spagnola Benavent il prossimo19 settembre: 4 milioni di copie vendute in Spagna!

    MARCALLO CON CASONE – Evento d’eccezione presso la Biblioteca di Marcallo con Casone 19 settembre in Sala San Marco. L’iniziativa vede protagonista il comune con la sua Biblioteca e la Fondazione Per Leggere, di cui Marcallo è socio
    Sarà un momento d’eccezione con un ospite di assoluto livello.
    Infatti, in collaborazione con la casa editrice Salani, sarà presenta la scrittrice spagnola Elisabet Benavent con il suo libro “Il racconto perfetto”.

    Elísabet Benavent, è un’autrice da 4 milioni di copie vendute in Spagna. Qui sotto una breve scheda con le anticipazioni sul suo volume

    IL LIBRO

    Margot ha sempre voluto essere la principessa della propria favola: figlia di un magnate alberghiero, ha una carriera spianata davanti a sé, un appartamento bellissimo e Filippo, il fidanzato perfetto. Il giorno del suo matrimonio, però, ha un improvviso attacco di panico, si infila le scarpe da ginnastica e se la dà letteralmente a gambe. Sbalordita da se stessa e ancora innamorata di Filippo, Margot sprofonda nella depressione, fin quando le sue sorelle la convincono a uscire per una folle notte di balli e alcol. Quella sera conosce David – un ragazzo più giovane, che si barcamena tra tre lavori – e scopre che anche lui ha appena perso l’amore della sua vita. Tra loro nasce una bella amicizia e decidono di aiutarsi a recuperare i rispettivi ex. Un viaggio in Grecia e un’inattesa intimità metteranno tutto in discussione. Due persone che appartengono a due mondi così diversi potranno imparare ad amarsi davvero?

    CHI E’ ELISABET BENAVENT

    Nata a Valencia nel 1984, Laureata in Comunicazione Audiovisiva, si è trasferita a Madrid, dove vive e lavora. Ha esordito con il romanzo autopubblicato Nei panni di Valeria, primo capitolo di una saga bestseller divenuta anche una popolare serie tv. Ha poi pubblicato oltre 20 romanzi in dieci anni, diventando un fenomeno di massa.

  • Il libro del generale Vannacci edito dal Cerchio di Rimini

    Il libro del generale Vannacci edito dal Cerchio di Rimini

    RIMINI “Esprimere concetti semplici in modo altrettanto semplice non è un difetto, né una mancanza, anzi. D’altronde una persona che ha fatto il militare tutta la vita non parlerà come un linguista dell’università di Roma. Ma che problema c’è?”. A dirlo, intervistato dal Corriere di Romagna, è Adolfo Morganti de ‘Il Cerchio’, casa editrice riminese che ha deciso di pubblicare ‘Il mondo al contrario’ del generale Roberto Vannacci, che ha provocato polemiche in estate ed è costato all’autore il sollevamento dal comando dell’Istituto Geografico Militare di Firenze.

    Morganti spiega di essere stato colpito proprio da “quel linguaggio semplice e colloquiale che poi è stato al centro del tiro al piccione. Sono fioccate critiche come se per comunicare nella quotidianità dovessimo usare una prosa modello Michela Murgia. Cosa che in realtà non è”. Il volume, fin qui solo su Amazon, uscirà dalla tipografia il 15 settembre e arriverà in libreria il 20, c’è riserbo sul numero di copie previsto. “Come tutti – spiega Morganti – sono stato sommerso dalla campagna al vetriolo su un testo che non avevo letto, poi ho comprato la mia copia. Dalla lettura è emersa una caricaturizzazione estrema del pensiero di Vannacci, secondo modelli statunitensi della ‘cancel culture’ che ritengo intollerabili. Da qui la proposta di realizzare un’edizione come Dio comanda”.

    E se capitasse anche a Rimini una libreria che invita a non chiedere il libro? “Francamente, la prenderei sul ridere. Se fossi un libraio non venderei libri di Bruno Vespa, in quanto estremamente ripetitivo, noioso e banale. Riassumendo, ognuno a casa propria può fare quel che gli pare”. Dal colloqui con Vannacci è emerso “un uomo che ha girato l mondo, ha un mucchio di lauree e adora le sue figlie tant’é che non ha abbandonato la vacanza in Sardegna con la famiglia neppure al divampare delle polemiche”.

    ‘MOLTA GENTE LA PENSA COME ME’
    “Io sono sempre stato a favore della liberta’ di espressione purche’ si resti nei limiti della decenza. E quello che dice Bersani lo valutera’ qualcun altro, mi sembra comunque che sia fuori da questi limiti”. Il generale Roberto Vannacci replica cosi’ alle parole pronunciate da Pier Luigi Bersani che, giorni fa, alla Festa nazionale dell’Unita’ di Ravenna, ha detto: “Se diamo dell’anormale a un gay, possiamo dare del cog…ne a un generale?”.

    Vannacci, ribadito che non scendera’ in politica (“Io faccio il soldato”), ha spiegato di non sapere quanto sta guadagnando con il suo contestatissimo libro: “Sarebbero comunque soldi guadagnati onestamente – ha aggiunto -. E se e’ vero che sta vendendo tantissime copie, vuol dire che molta gente si e’ riconosciuta in quello che ho scritto, perche’ ho avuto il coraggio di esprimere idee che moltissimi pensano”.