Categoria: Cultura

  • CISA Ovest Ticino: uno spettacolo speciale per le Giornate Fai di primavera

    CISA Ovest Ticino: uno spettacolo speciale per le Giornate Fai di primavera

    “Il seme e il volo” è il titolo dello spettacolo che il Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino presenterà il prossimo 20 marzo, a Cameri, nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera in programma sul territorio.

    Alle 15, nell’atelier dell’artista Enzo Rossi da Civita, uno dei beni aperti al pubblico sarà presentata la performance nata all’interno de “La bellezza di ciò che manca”, progetto del Cisa Ovest Ticino sostenuto con fondi dell’edizione 2025 del bando “Vivomeglio” della Fondazione CRT.

    Lo spettacolo, organizzato e co-progettato dall’educatrice Grazia Fallarini con la consulenza di Marco Bricco di “DispariTeatro”, rappresenta uno dei momenti pubblici di restituzione del percorso artistico e educativo sviluppato sul territorio.

    Protagonisti dell’evento saranno le persone con disabilità dei Centri diurni di Galliate, Trecate e Recetto e i bambini delle classi IV C e IV D della Scuola primaria “Rodari” dell’Istituto comprensivo “Rachel Behar” di Trecate: insieme daranno vita a una performance ispirata alle opere e al pensiero creativo dell’artista.

    Attraverso parole, movimento e composizioni collettive, l’atelier di Enzo Rossi si trasformerà in uno spazio di arte vivente, all’interno del quale il seme rappresenta l’origine del gesto creativo e il volo la possibilità di trasformarlo in relazione, bellezza e comunità. Si tratta di un evento che intreccia arte, educazione e inclusione, frutto della collaborazione tra il Cisa Ovest Ticino, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano Delegazione di Novara – Gruppo Ovest Ticino, Gruppo Ticino e le realtà del territorio.

  • Il mercato contadino arriva ad Ossona sabato 14 marzo

    Il mercato contadino arriva ad Ossona sabato 14 marzo

    Sabato 14 marzo Ossona dalle 9 alle 13 avremo la nuova edizione del “Mercato Contadino“ nella sede di Piazza Litta Modignani, l’appuntamento mensile dei produttori locali e regionali.

    L’iniziativa, ideata dall’Amministrazione Locale in collaborazione con Slow Food Legnano APS, consiste in un mercato di prodotti agricoli del territorio previsto per ogni secondo sabato del mese.

    Si potranno acquistare prodotti di stagione direttamente dai produttori nel mercato che metteranno in esposizione le tantissime bontà prodotte nel nostro territorio . Nel mercato si potranno trovare salumi, miele, riso ed altri prodotti alimentari come farine e verdure di stagione . Il Mercato contadino è una grande opportunità di incontro con produttori che hanno deciso di non essere coinvolti nella grande distribuzione e di poter colloquiare con l’utente finale per condividere proposte alternative di distribuzione degli alimenti tramite i mercato contadini mensili.

    La filiera corta, con una predilezione della qualità, fa del Mercato Contadino un’ottima occasione per procurarsi alimenti naturali e salutari. Il Mercato vuole valorizzare i prodotti locali e regionali per salvaguardare la storia alimentare di una comunità, oltre che il territorio per stimolare la biodiversità e la stagionalità.

    I produttori partecipano anche a Villa Cortese (Piazza Della Quercia) il primo sabato del mese, Cantalupo (Piazza Don Carlo Bianchi) la prima domenica del mese, Legnano (Piazza Mercato) la seconda domenica del mese, San Vittore Olona (Piazza Italia) il terzo sabato del mese, Busto Arsizio (Parco Comerio) la terza domenica del mese e Nerviano (Piazza Chiesa Colorina) la quarta domenica del mese.

    I mercati sono presenti sulla pagina Facebook “Mercati Contadini Alto Milanese” dove si possono trovare aggiornamenti continui.

  • “Aperitivi in Concerto” a San Giorgio su Legnano chiude con il recital pianistico di Gabriele Toia il 14 marzo

    “Aperitivi in Concerto” a San Giorgio su Legnano chiude con il recital pianistico di Gabriele Toia il 14 marzo

    La musica dal vivo come esperienza condivisa, capace di unire qualità artistica e vicinanza al territorio anima “Aperitivi in Concerto”, la mini rassegna promossa dalle Scuole di Musica Niccolò Paganini in collaborazione con il Comune di San Giorgio su Legnano, in programma alle ore 11.00 presso la Sala Consiliare “Giacomo Bassi” (Piazza IV Novembre, 7).

    La rassegna si chiude sabato 14 marzo con un appuntamento dal taglio più intimo: il recital pianistico di Gabriele Toia, docente di pianoforte, clavicembalo e tastiere presso le Scuole di Musica Niccolò Paganini. Pianista dalla formazione ampia e trasversale, Toia dedica il programma ad alcuni tra i temi più significativi tratti dalle colonne sonore di Ryuichi Sakamoto, compositore Premio Oscar scomparso nel 2023, omaggiandone l’eclettismo stilistico e la capacità di attraversare i linguaggi della musica moderna con una cifra sempre personale e riconoscibile.

    La rassegna è pensata come un ciclo di matinée accessibili, curati e coinvolgenti, ma è anche – e soprattutto – un modo concreto per raccontare ciò che sta dietro la vita quotidiana della scuola: un corpo docente di altissimo livello, composto da professionisti che uniscono l’insegnamento a una solida attività concertistica. Musicisti capaci di passare con naturalezza dall’aula al palco, sostenendo programmi intensi, repertori ampi e interpretazioni mature: la stessa qualità che si costruisce nella didattica diventa qui esperienza viva, davanti al pubblico.

    «Rassegne come Aperitivi in Concerto rendono visibile questo lavoro continuo, portando la musica fuori dalle aule e trasformandola in un momento di incontro accessibile, curato e di qualità. È un modo concreto per restituire al territorio ciò che nasce al suo interno: professionalità, talento e passione. – commenta Roberto Scazzosi, il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che sostiene le Scuole di Musica Paganini durante tutto l’anno -. Sostenere la musica sul territorio significa riconoscere il valore di chi, ogni giorno, costruisce occasioni di crescita culturale con serietà e competenza. La BCC di Busto Garolfo e Buguggiate affianca le Scuole di Musica Niccolò Paganini perché rappresentano un presidio stabile di formazione, capace di coniugare insegnamento, pratica artistica e apertura alla comunità. Come banca cooperativa, sentiamo la responsabilità di sostenere le istituzioni che generano valore nel tempo, non solo attraverso eventi, ma attraverso percorsi educativi e culturali che rafforzano l’identità delle comunità locali. La musica, in questo senso, è un investimento che produce relazioni, consapevolezza e futuro».

    “Aperitivi in Concerto” è dunque una piccola rassegna, ma con un’ambizione chiara: offrire al pubblico del territorio tre incontri di qualità, diversi tra loro, e allo stesso tempo ribadire il valore di una scuola che cresce perché è abitata da musicisti veri, capaci di trasformare competenza e passione in una proposta culturale solida, contemporanea e partecipata.

    Sede eventi: Sala Consiliare “Giacomo Bassi”, Piazza IV Novembre 7 – San Giorgio su Legnano

    Orario: 11.00

    14 marzo (Recital pianistico Gabriele Toia)

    Organizzazione: Scuole di Musica Niccolò Paganini, in collaborazione con il Comune di San Giorgio su Legnano.

  • A Bià arriva “Coralium – il Festival dei Continenti”.  Voci, Culture e Dialoghi contro il Razzismo

    A Bià arriva “Coralium – il Festival dei Continenti”. Voci, Culture e Dialoghi contro il Razzismo

    Nasce ad Abbiategrasso “Coralium – il Festival dei Continenti”, un’iniziativa promossa da Cooperativa Lule Onlus, in collaborazione con il Comune di Abbiategrasso – Consulta Interculturale (Servizi Sociali, Istruzione e Cultura), che si terrà il 21 marzo 2026 presso l’Ex Convento dell’Annunciata, nel cuore della XXII Settimana d’Azione contro il Razzismo promossa da UNAR. Il progetto ha infatti ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1.

    Il festival ha l’obiettivo di rendere la città un luogo di incontro tra culture, generazioni e linguaggi, valorizzando le identità plurali del territorio e promuovendo un dialogo aperto contro ogni forma di discriminazione etnico-razziale.

    Laboratori nelle scuole (16–20 marzo 2026)

    Nei giorni precedenti il festival, dal 16 al 20 marzo, sono previsti laboratori interculturali negli istituti scolastici del territorio:

    • Istituti scolastici superiori: incontri in plenaria con Autori Migranti dedicati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
    • Scuole dell’infanzia e primarie: percorso “Diverso da chi”, con incontri in 3 istituti, condotti da mediatori linguistico-culturali, tra racconti, fiabe dal mondo e narrazioni sulle culture di origine.
    Gli incontri, costruiti come dialoghi aperti, offrono uno spazio sicuro per riflettere su identità, convivenza e contrasto alla discriminazione.
    Il programma di Coralium – Il festival del Continenti – del 21 marzo – Ex Convento dell’Annunciata. La giornata si aprirà alle 10:30 in Auditorium in via Pontida 22 – Abbiategrasso, con i saluti istituzionali del Comune e del Tavolo Intercultura.
    Durante la mattinata (10:45–12:00):
    • “Narrando i continenti”, laboratorio di fiabe e storytelling interculturale per bambini della scuola dell’infanzia;
    • Corso di Italiano per stranieri +65, spazio di apprendimento linguistico legato alla cittadinanza attiva.
    • Tavola Rotonda in Auditorium con Comune Enti del territorio e Tavolo Intercultura;

    Dalle 12:00, daremo il via a un momento conviviale con degustazioni e jam session con le proposte indiane grazie a Cuore dell’India, senegalese grazie allo Staff di C.I.Q. e nostrana a cura degli Alpini e agli Amici della Cappelletta. Saranno inoltre presenti lo staff de La Birra del Parco, fino a sera.

    Nel pomeriggio:

    • Laboratorio di danze tradizionali
    • Vai Trap (16:00–17:30) Laboratorio musicale dedicato ai giovani 14–18 anni per la produzione di contenuti digitali e musicali;
    • Biblioteca Umana (16:00–19:00), con mediatori e autori migranti che condivideranno le proprie storie come “libri parlanti”.
    La giornata si concluderà con:
    • Jam session aperta al pubblico;
    • Concerti Live, Live painting e DJ set in Auditorium
    • E inoltre avviata la ricerca di Artisti Visivi per la realizzazione di un’opera pittorica che sarà realizzata live, durante il festival, il 21 marzo.

    Progetto: “Coralium – Il Festival dei Continenti – Voci, Culture e Dialoghi contro il Razzismo” – PN Inclusione e lotta alla povertà FSE+ 2021/2027 – Priorità 1 – Obiettivo specifico ESO4.11 – CUP H49I26000070005

  • Zamunda nel Queens: quando si poteva ancora ridere (e sognare) senza bussola ideologica

    Zamunda nel Queens: quando si poteva ancora ridere (e sognare) senza bussola ideologica

    In una serata di “blackout tecnologico” — niente streaming, niente social, niente TV a pagamento — mi sono ritrovato davanti alla vecchia televisione generalista. Un salto all’indietro, dritto negli anni ’80. Sullo schermo passava un cult assoluto: Il Principe cerca moglie (1988).

    Rivederlo oggi, a 38 anni di distanza, non è stata solo un’operazione nostalgia, ma un vero e proprio shock culturale. Quel film, figlio dell’era Reagan e dell’alba di Bush padre, ci racconta un mondo che oggi sembra quasi proibito.

    L’ironia oltre il colore della pelle
    La forza del film di John Landis sta nel fatto che quasi tutto il cast è composto da attori afroamericani. Eppure, proprio questa “omogeneità” permetteva una libertà di satira che oggi farebbe tremare i polsi a qualsiasi produttore di Hollywood. Situazioni “anti-radical chic” e politicamente scorrette si susseguono senza sosta, colpite dall’arma più affilata: l’ironia.

    Il giovane principe Akeem si finge un poveraccio proveniente dall’Africa, scontrandosi con i neri americani che si sentono, prima di tutto, americani. Qui il classismo è esasperato: i soldi fanno la differenza e non hanno colore. I difetti umani — l’avidità, la boria, la pigrizia — vengono messi in scena senza filtri, indipendentemente dall’etnia dei protagonisti.

    Il “Sogno Americano” contro lo stagno del presente
    In quel 1988, il cinema metteva in scena la rapina del criminale di colore e il furto dei vicini non caucasici senza che questo scatenasse tribunali inquisitori sui social. Si accettavano i pregi e i difetti dell’integrazione come parte di un pacchetto reale. Era l’apice del Sogno Americano: la voglia di realizzarsi, di migliorare la propria condizione per lasciare ai figli un mondo migliore.

    Oggi, quel sogno sembra essersi trasformato in uno stagno senza ricambio. Non cerchiamo più la felicità o l’elevazione, ma ci siamo arroccati in una lotta per diritti spesso già acquisiti, alimentando fantasmi del passato ormai sepolti.

    La dittatura del “Sentirsi in colpa”
    Viviamo in un’epoca in cui sembra non si possa più dire nulla. O meglio: alcune persone possono dire tutto, mentre altre devono accettare pacchetti ideologici pronti all’uso, senza poter distinguere tra torto e ragione. Ci sentiamo costantemente in debito o in colpa, dimenticando che le nuove generazioni dovrebbero essere educate al merito, non al “tutto dovuto”.

    Il politicamente corretto ci ha presentato un conto salatissimo fatto di tre grandi perdite:

    La perdita del riso: Non si può più ridere di tutto (e quindi di niente).

    L’invasione di campo: L’ideologia è finita ovunque, persino nella “minestra” quotidiana.

    Il divieto di sognare: Se siamo tutti “piattamente uguali” e perennemente litigiosi, il desiderio di un Principe di cercare l’amore vero oltre la classe sociale diventa un concetto alieno.

    Forse i principi non cercano più moglie perché sono troppo impegnati a non offendere nessuno. Ma in quella serata senza internet, tra una risata e l’altra, ho capito che quel mondo degli anni ’80, con tutti i suoi difetti, aveva un pregio che stiamo perdendo: la libertà di essere umani, ferocemente e comicamente veri.

  • Armonie di vino e musica, un omaggio alle Olimpiadi Milano Cortina

    Armonie di vino e musica, un omaggio alle Olimpiadi Milano Cortina

    Il vino e la musica, due passioni che si incontrano e che regalano un tardo pomeriggio molto particolare. Sullo sfondo ci sono i territori ancora in parte imbiancati delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 che producono uve pregiate che si sono fatte vino eccellente, tre ne vengono presentati dal sommelier e giornalista Massimo Colombo nel suo percorso enologico in vista della degustazione: Sylvaner, Amarone e Sforzato.

    E un pianoforte per il quale l’organizzatore Aldo Mainini svela esserci “un legame affettivo con la famiglia Cattaneo, un particolare sottolineato dalla dedica a Carlo Cattaneo”. Un ascolto di qualità, “che ha fatto sognare”, grazie alla competenza musicale della pianista Maddalena Miramonti.

    Un incontro per collaboratori, clienti e amici che ha saputo armonizzare arte e bellezza, musica e vino, lavoro e socialità. Eccellenze del territorio nazionale raccontate per essere apprezzate con calma, al termine di una giornata di lavoro prima di rientrare a casa, perchè “l’arte, nelle sue diverse forme, rende migliori”.

    Le parole degli ospiti raccolte dalla nostra telecamera.

  • Faccia da Germano: lo scrittore con le emozioni che vengono da lontano

    Faccia da Germano: lo scrittore con le emozioni che vengono da lontano

    Ci sono luoghi che non sono solo esercizi commerciali, ma veri e propri porti sicuri. A Trecate, uno di questi è sicuramente l’edicola di Germano Galli. Per tutti, semplicemente, “Il Germano”: un punto di riferimento, una parola buona per ogni cliente e una competenza enciclopedica che spazia dal campo da calcio al grande schermo.

    Oggi, quella passione che Germano ha sempre dispensato tra un caffè e la vendita di un quotidiano, si è trasformata in inchiostro. È uscito infatti il suo ultimo libro, dal titolo evocativo: Tu chiamale se vuoi, emozioni!!. Un omaggio esplicito al grande Lucio Battisti, ma soprattutto un manifesto di vita vissuta.

    Un viaggio tra Sport, Cinema e Tv
    Cresciuto in una generazione segnata da grandi pilastri culturali, Germano Galli ha messo nel volume le sue due più grandi passioni: il Torino Calcio e il Cinema. Ma non si tratta di una semplice cronaca tecnica. Il libro è un viaggio emozionale che attraversa la musica e la televisione, viste come compagne di vita e specchi del costume italiano.

    “Il mondo di oggi regala ancora emozioni”, scrive Galli, sfidando il cinismo moderno e invitando il lettore a riscoprire la bellezza del passato e il valore del presente.

    L’edicolante “Social” dal cuore antico
    Nonostante la sua edicola profumi ancora di carta appena stampata e di quella fretta mattutina tipica di chi passa per una ricarica o una schedina, Germano ha saputo cavalcare i tempi. Molto attivo su Facebook e Instagram, cura diverse rubriche dove interagisce costantemente con i suoi follower.

    Eppure, come sottolineano i suoi amici più cari — tra cui Massimo Moletti di Cerano, che gli ha dedicato un affettuoso tributo — le discussioni migliori restano quelle “faccia a faccia”. Germano è lo “scrittore della porta accanto”, capace di scaldare il cuore come il fuoco di un camino, restando sempre vicino alla sua comunità.

    La felicità nelle piccole pieghe della vita
    Il messaggio che emerge da questa fatica letteraria è chiaro: troppo spesso cerchiamo la felicità in grandi imprese, dimenticando che le vere emozioni si nascondono nelle piccole pieghe della giornata. Come un motore diesel, queste sensazioni si apprezzano appieno solo col passare degli anni, diventando una “coperta della nonna” che ci protegge dal freddo della frenesia moderna.

    Con questo romanzo, lo scrittore trecatese ci invita a tuffarci in un oceano di passioni per rivivere, una pagina dopo l’altra, tutte le nostre stupende sensazioni.

  • Pillole di storia: Sciiti e Sunniti la differenza

    Pillole di storia: Sciiti e Sunniti la differenza

    Quando ci sono venti di guerra tutti i contrasti, le intolleranze, le acredini, le offese e i torti vengono a galla come pesci nell’acqua avvelenata. E il riferimento non è unicamente alla guerra scatenata da Trump e da Netanyahu contro i fondamentalisti di Hezbollah e la tremenda dittatura teocratica sciita degli ayatollah in Iran, ma altresì quello che vede gli iraniani sparare missili e inviare droni per colpire gli stati musulmani che si affacciano sul Golfo Persico.

    Certo la causa attuale è che Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar, Bahrain, Giordania ed Egitto sono amici degli aggressori e che ospitano basi militari USA; ma l’odio tra le parti è di vecchia data, tanto che è necessario andare indietro di secoli per rintracciare l’origine di questa separazione lacerante.

    La spaccatura affonda le sue radici nei giorni che seguirono la dipartita del profeta Maometto (appartenente alla famiglia degli Hashemiti) che avvenne l’8 giugno 632 d.C. secondo il nostro calendario, mentre secondo quello islamico l’anno era il 570. Cosa successe? Successe che morì senza nominare un successore, e così alcuni suoi amici e seguaci decisero che solo chi era competente poteva succedergli e la scelta cadde sui califfi (per la cronaca, oggi l’erede diretto è il re di Giordania Abd Allah II); ma non tutti furono d’accordo, tantomeno Alì, suo cugino, nonché genero, visto che aveva sposato una delle figlie del profeta.

    Egli rivendicò per sé la successione usando il criterio della parentela e della discendenza; pertanto, fu inevitabile lo scontro tra le due fazioni. Vinse quella degli Hashemiti, e Alì fu tolto di mezzo con una spada avvelenata che lo colpì alla testa un mattino mentre si recava alla moschea per la preghiera. Fatto sta che per qualche secolo la lotta si assopì, sino a quando i discendenti dei seguaci di Alì rialzarono la testa dando vita alla comunità degli sciiti, cui naturalmente si contrappose l’altra, quella sunnita del profeta, che seguiva la tradizione, ovvero la Sunna.

    Gli sciiti, concentrati oggidì soprattutto in Iran, Iraq e Libano del sud, hanno una gerarchia clericale centralizzata che si affida agli ayatollah, mentre i sunniti, che rappresentano l’85-90% dei fedeli, si affidano agli ulama, vale a dire i dotti.

    Per dare un’altra pillola storica a chi legge, è giusto anche spendere due parole sui famigerati kamikàze, che ogni tanto provocano stragi nei luoghi affollati per fare più vittime possibili. Questa trista tradizione risale al X secolo ed è legata ad una setta sciita fondata in Persia dal cosiddetto Vecchio della montagna il quale, portando i suoi adepti in uno stato di trance grazie all’hashish (da qui il nome assassino), li incaricava di uccidere visir e califfi sacrificando la loro vita. Le vittime furono così tante che nel XIII secolo la setta fu dispersa con la forza.

    Per tornare ai fatti di oggi che dire? Che a noi cittadini occidentali, dopo 47 anni di tirannia in Iran, la morte di Khamenei, la nomina del figlio Mojtaba a nuova Guida Suprema, e il desiderio di Reza Ciro Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di guidare la transizione democratica del paese, non resta che seguire le vicende sperando in una risoluzione veloce della guerra, sia per le persone che stanno soffrendo, sia per le vittime che per noi medesimi, che ne subiremo le conseguenze, si spera solo con un rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi e non con l’allargamento del conflitto, visto quanto accaduto a Cipro, prima che finiamo tutti inghiottiti in un’immane voragine, pericolo a cui cerca di mettere freno papa Leone XIV tutte le domeniche all’Angelus.

    Trovate i miei romanzi storici nelle librerie, on line e nelle biblioteche

    A cura di Luciana Benotto

  • “Oltre la Collina”. La vita straordinaria di Don Antonio Villa in un documentario

    “Oltre la Collina”. La vita straordinaria di Don Antonio Villa in un documentario

    Nell’ambito della Fiera Primaverile 2026 di Busto Garolfo, l’Associazione NeverNemo è lieta di presentare: “Oltre la Collina”, il documentario sulla figura di Don Antonio Villa, il sacerdote che, giovanissimo, nel 1968 arrivò a Busto Garolfo per guidare i ragazzi dell’Oratorio Sacro Cuore e che lasciò il segno nella popolazione cittadina.

    Il video che ha il patrocinio del Comune di Busto Garolfo, nasce dalla volontà di raccontare la storia di un uomo che, arrivato in questa località in un periodo storico di profondi cambiamenti sociali ed economici, divenne un punto di riferimento per l’intera comunità, conquistando sin dal suo ingresso in paese, la fiducia di giovani e meno giovani, introducendo novità impensabili per i ragazzi e per la società, fino al giorno prima.

    Un uomo che seppe guardare “oltre la collina”, oltre il proprio orticello. Applicando il Vangelo, Don Antonio si spese per tutta la comunità, soprattutto per le persone in difficoltà. Ma non solo. Il sacerdote sentiva come proprie le ingiustizie del mondo. Il suo impegno, i suoi gesti e le sue prese di posizione lo portarono progressivamente in contrasto con le gerarchie ecclesiastiche, fino a un doloroso e reciproco allontanamento. Da lì iniziò un nuovo capitolo: la missione in Africa, il lavoro negli ospedali come infermiere: “mi ero preso cura delle sofferenze delle anime umane, ora mi prendevo cura delle loro sofferenze fisiche” . Le dimissioni dallo stato clericale e l’inizio della vita laicale. L’incontro con una donna gli aprì le porte di un’ulteriore trasformazione personale, coronata con la nascita di tre figli, rimanendo sempre fedele alle scritture del Vangelo e al servizio degli ultimi.

    Girato tra l’Oratorio Sacro Cuore e vari luoghi simbolici di Busto Garolfo, il documentario si sviluppa attraverso testimonianze e ricordi di chi conobbe Antonio Villa, restituendo un ritratto autentico e commovente di un uomo che ha segnato profondamente la storia del paese.

    Il documentario, prodotto dall’Associazione NeverNemo, è stato scritto e sceneggiato da Gigi Raimondi e Sergio Carlo Gadda, che ne ha curato anche la regia. I temi musicali originali sono stati composti ed eseguiti da Gigi Raimondi.

    È stato interpretato da Maurizio Binaghi (nella parte di Antonio Villa) e Lorenzo Di Rosa (nella parte di Don Antonio). Le riprese sono di Enrico Spada. Gli aspetti organizzativi sono stati curati da Roberto Raimondi e Fabio Pagani. Il video si avvale della consulenza di Stefania Villa ed ha avuto il patrocinio del Comune di Busto Garolfo.

    Unica Proiezione alla Scuola Media di Busto Garolfo
    Il documentario “Oltre la collina” sarà proiettato nell’Aula Magna della scuola media Caccia, di via Correggio, 80, a Busto Garolfo, venerdì 6 marzo alle ore 21:00. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. L’evento apre la Fiera Primaverile 2026 di Busto Garolfo.

    Ringraziamenti
    “È con grande piacere che accolgo la presentazione del documentario ‘Oltre la Collina’, dedicato alla figura di Don Antonio Villa, un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella nostra comunità. La sua testimonianza di fede, di impegno e di servizio agli ultimi è un esempio per tutti noi. Sono grato all’Associazione NeverNemo ed a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questo docufilm; sono convinto che la sua visione sarà un’occasione per riflettere sui valori che Don Antonio Villa ha incarnato e per rafforzare il nostro impegno a costruire una comunità più solidale e più giusta. Buona visione a tutti!”. Così il Sindaco di Busto Garolfo, Giovanni Rigiroli.

    “Abbiamo prodotto questo docufilm perché volevamo ricordare un uomo che è stato importante non solo per la nostra vita, ma anche per quella della comunità di Busto Garolfo in un periodo storico ricco di grandi cambiamenti. E per lasciare a futura memoria il ricordo di Antonio Villa” sottolinea Maddalena Bonza, presidente dell’Associazione NeverNemo.

    Infine, gli autori desiderano ringraziare il Comune di Busto Garolfo per la preziosa collaborazione e la famiglia di Antonio Villa per il sostegno e per aver condiviso materiali e testimonianze. Inoltre, con questo lavoro, gli autori, tutti ex cittadini di Busto Garolfo, intendono rendere omaggio al paese in cui hanno vissuto per diversi anni e ricordare un uomo che è stato fondamentale nel loro percorso umano e di crescita.

  • Le donne di Villa Arconati con la Fondazione Augusto Rancilio

    Le donne di Villa Arconati con la Fondazione Augusto Rancilio

    In occasione della Festa della Donna, Villa Arconati apre le sue porte a una visita guidata speciale, un percorso pensato per accompagnarvi alla scoperta delle donne che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Villa e delle figure femminili che ne impreziosiscono il palazzo monumentale e il giardino storico.

    Un viaggio al femminile tra arte, memoria e vita quotidiana, che intreccia il fascino dell’immaginario mitologico con le storie, spesso dimenticate, delle nobildonne che qui hanno vissuto, amato e custodito questo luogo nel corso dei secoli.

    Un itinerario inedito sulle tracce dell’universo femminile a Villa Arconati.

    L’Arte nella Villa è costellata di presenze femminili: dee, ninfe e allegorie della natura popolano i dipinti delle sale e le statue del giardino monumentale, testimoni silenziose di un mondo in cui la figura della donna è simbolo di bellezza, ma anche forza e armonia.

    Accanto a queste immagini ideali, però, vi sono state donne in carne e ossa, fondamentali per la storia della Villa, le cui vicende troppo spesso si sono perse nelle nebbie del tempo… Di Villa Arconati si ricordano alcuni proprietari illustri, primo fra tutti il conte Galeazzo Arconati, il “padre” della Villa. Pochi sanno, però, che fu grazie alla dote della moglie, Anna De Capitaneis De Arconate, che venne acquistato il Castellazzo. E che, per riconoscenza verso la consorte, Galeazzo lasciò la proprietà in eredità alla figlia Maria, anziché al nipote Luigi Maria, marito della giovane.

    È tuttavia tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento che il ruolo delle donne diventa davvero cruciale per le sorti di Villa Arconati: Luisa Busca, pronipote del marchese Antonio, ereditò il Castellazzo nel 1870 e ne fu la dama più longeva, mantenendone la proprietà per ben 58 anni. Sposa del conte Pietro Sormani, Luisa diede alla luce tutti i suoi figli al Castellazzo e, dopo alcuni problemi di salute, scelse di tornare proprio qui per trascorrere gli ultimi giorni della sua vita.

    Un legame profondo, quello con la Villa, che Luisa trasmise alla figlia Giustina, moglie del marchese Vitaliano Crivelli, e che giunse fino a Beatrice Crivelli Binelli, ultima proprietaria del Castellazzo, che vi abitò fino al 1994.

    Le donne di Villa Arconati sono state custodi silenziose ma determinanti, capaci di difendere e sostenere questo luogo anche nei momenti più difficili, come quelli segnati dalle due guerre mondiali.

    A lungo dimenticate, oggi le Donne di Villa Arconati tornano finalmente a occupare il posto che meritano nella storia.

    LE DONNE DI VILLA ARCONATI – Visita guidata
    3, 4, 5, 6 marzo ore 15.00
    durata 75 min circa
    € 10,00 a persona
    Posti limitati
    Prenotazione consigliata sul sito www.villaarconati-far.it

    Per informazioni:
    Fondazione Augusto Rancilio
    www.villaarconati-far.it | info@fondazioneaugustorancilio.com | +39.393.8680934
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