Categoria: Cultura

  • Dialogando 2023: la seconda edizione della rassegna letteraria parabiaghese al via il primo giugno con nomi d’eccezione

    Dialogando 2023: la seconda edizione della rassegna letteraria parabiaghese al via il primo giugno e propone cinque appuntamenti con nomi di autori e giornalisti conosciuti, presso il cortile di Villa Corvini.

    PARABIAGO – Dopo il grande successo riscontrato lo scorso anno, l’Amministrazione comunale punta a una seconda edizione di Dialogando – rassegna letteraria Città di Parabiago, ancora più ricca e interessante. A partire dal primo giugno, ore 21:30 presso il cortile di Villa Corvini, sono cinque gli appuntamenti del giovedì sera che vengono proposti e toccano più argomenti: dalla guerra, alla contemporaneità, l’ambiente e il mistero della mente umana quando diventa violenta.

    A fare da supporto alle serate con gli autori, gli studenti del Liceo Cavalleri e gli alunni della scuola secondaria di primo grado Rancilio coordinati dalla professoressa Laura Viganò. I ragazzi si sono preparati sui testi proposti dalla rassegna letteraria e i loro interventi saranno inerenti ai contenuti e alle tematiche affrontate.

    Nove nomi importanti, tra autori e giornalisti, sono la proposta di questa nuova edizione che, si ricorda, presenta ogni sera una tematica diversa di interesse collettivo attraverso il libro e il suo autore grazie al ‘dialogo’ con un giornalista esperto. A fine dialogo, il pubblico può rivolgere domande nel tempo regolato simpaticamente da un timer.

    Si inizia giovedì 1 giugno con Toni Capuozzo, protagonista del giornalismo d’inchiesta, e Claudio Brachino, direttore de “Il Settimanale”, che avrà il compito di presentare il libro “Guerra senza fine”: un focus sul conflitto ucraino e una riflessione sul ruolo della politica nella risoluzione dei conflitti.

    Si prosegue giovedì 8 giungo con Elisabetta Cametti, giallista e opinionista in programmi televisivi di attualità e cronaca, e Federico Novella, giornalista e conduttore di Rete 4. Il libro presentato “Muori per me” è un thriller che affronta la condizione umana dell’ira e dei demoni.

    Giovedì 15 giungo sarà ospite Matteo Macuglia, giornalista e inviato della trasmissione Quarto Grado, e Gianluigi Nuzzi, giornalista e conduttore. Il libro presentato “Il male dentro” è un’inchiesta sul duplice omicidio di Bolzano avvenuto nel 2021.

    Giovedì 22 giungo la Città di Parabiago ospita Stefano Zecchi, filosofo scrittore e opinionista, e Federico Novella. “La terra dei figli” è un libro attuale e contemporaneo che traccia la rotta di una ‘rivoluzione conservatrice’ per una rinascita culturale.

    L’ultimo appuntamento è per giovedì 29 giugno con Francesco Vecchi, conduttore di Mattino Cinque, e Carolina Sardelli, giornalista e conduttrice di Tgcom24. Il libro presentato “Non dobbiamo salvare il mondo” affronta i falsi miti della religione green.

    “Quest’anno per la rassegna letteraria, abbiamo pensato a un ambiente più intimo come il cortile di Villa Corvini -dichiara l’Assessore alla cultura Barbara Benedettelli- L’idea è quella di creare più vicinanza tra pubblico e autori in un ambiente sicuramente più suggestivo. Ringrazio molto gli autori che hanno accettato il nostro invito, considerando i numerosi impegni che immaginiamo abbiano. Sarà molto interessante ascoltarli e porgere loro eventuali domande. Speriamo che le proposte di quest’anno confermino il successo e l’interesse del pubblico riscontrato lo scorso anno.”.

    “Siamo un’Amministrazione comunale coraggiosa -afferma il Sindaco Raffaele Cucchi- che propone tematiche importanti, attuali e stimolanti con autori altrettanto importanti per fare cultura, sfidando ragazzi e cittadini a confrontarsi, riflettere e crescere come società. Il calendario è molto ricco, vi aspettiamo!”.

    In caso di maltempo, gli appuntamenti si svolgeranno in Sala Rossa di Villa Corvini.

  • Katia Gagliardi, la maestra corbettese poeta e cantante, esce con un’altra bellissima poesia-‘Sublime-‘ che trasformerà in musica

    La maestra Katia Gagliardi non finisce di stupire. Dopo le numerose canzoni e poesie, oltre a performance perfino come artista di strada a Milano eccola proporre un’altra bellissima poesia, intitolata ‘Sublime’, che trasformerà in musica. Ma per quale motivo la maestra di Santo Stefano che lavora a Corbetta ha com,posto una poesia? Lo scopriremo ben presto…

    Quel sorriso sul tuo viso,
    occhi lucidi di speranza,
    sei la brezza e la tempesta,
    sei la forza e la debolezza,
    il tuo cuore batte ancora,
    tu emozioni come l’aurora,
    hai ancora da donare,
    non smettere mai di amare,
    ogni tanto per andare avanti sai,
    occorre chiudere i ricordi nel cassetto,
    cerca la tua chiave di violino o di basso,
    e ritorna ad essere quello che sei,
    non avere paura di riemergere,
    non avere paura di vivere,
    i tuoi occhi parlano ancora,
    le tue mani avvolgono ancora,
    arriverà il giorno in cui ritroverai la strada,
    la strada che ti condurrà alla serenità

  • Alla scoperta del cammino di San Colombano al Lambro

    Presentato l’itinerario che fonde storia, cultura, spiritualità ed enogastronomia e che rilancia l’idea di turismo sostenibile e di prossimità

    Alla scoperta del Cammino di San Colombano con la Città metropolitana di Milano. Venerdì 19 maggio si è tenuta, infatti, a Palazzo Isimbardi la presentazione dell’affascinante itinerario che, partendo dall’Irlanda del Nord, attraversa l’Europa e l’intera area della Lombardia orientale, fino a Bobbio, sede dell’abbazia fondata all’inizio del VII secolo dall’abate irlandese San Colombano.

    A fare gli onori di casa il vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo; presenti l’europarlamentare Patrizia Toia e Mauro Steffenini, presidente dell’Associazione Amici San Colombano.

    Un percorso affascinante, che rientra nella Rete dei Cammini metropolitani, e che rimanda alla storia di San Colombano, il quale salpò dalle coste dell’Irlanda del Nord con un gruppo di discepoli e per oltre 30 anni viaggiò attraverso l’Europa fondando comunità e monasteri, l’ultimo nel 615 a Bobbio. Con il discepolo Gallo, promosse il primo grande movimento monastico d’Europa, favorendo l’alfabetizzazione e l’istruzione. Fu, inoltre, il primo a scrivere di Europa intesa come entità unica e unita da comuni radici cristiane.

    L’itinerario italiano parte da Chiavenna, costeggia il lato orientale del lago di Como e prosegue fino a Lecco. Da qui il Cammino segue il corso del fiume Adda, passando per Trezzo, Vaprio e Cassano d’Adda nell’area del milanese in cui Leonardo da Vinci trascorse molto tempo intento nei suoi studi. A Cassano d’Adda oltre allo storico Castello Visconteo e la settecentesca Villa Borromeo, si trova l’antica Chiesa di San Colomban, eretta su un tempio più antico, che la tradizione vorrebbe fondato dallo stesso santo attorno al 612. A Cassano si abbandona l’Adda per seguire il Naviglio della Martesana in direzione Milano. Nel capoluogo, la Basilica di Sant’Eustorgio rappresenta una delle tappe più importanti del santo. Il Cammino prosegue verso la periferia sud della città, arrivando all’Abbazia di Chiaravalle lungo lo stesso itinerario del Cammino dei Monaci. Il Cammino giunge quindi all’Abbazia di Viboldone, nel territorio del comune di San Giuliano Milanese, quindi a Melegnano. Superato San Zenone al Lambro, entrando nella provincia di Lodi, il Cammino abbandona il territorio di Città metropolitana di Milano per ritornarvi a San Colombano al Lambro, quindi procede verso Bobbio. Lungo la strada s’incontrano abbazie, monasteri, castelli, arte e natura.

    Il Cammino di San Colombano è uno degli itinerari turistici pregni di spiritualità dove il turista, il pellegrino e il viandante si fondono in un unicum. Arte, natura, gastronomia, fede e cultura sono protagoniste, in un’ottica di turismo sostenibile e di prossimità che s’incentra sulla valorizzazione del territorio e del rapporto tra capoluogo e area metropolitana. Dal mese di marzo, rientra nel catalogo dei cammini religiosi italiani del Ministero del turismo.

  • ‘Nuova voce’ per il Cristo di don Camillo

    BRESCELLO ‘Don Camillo e Peppone’ rivisti e corretti. L’attore e doppiatore moderno Massimiliano Pegorini sostituirà con voce e pensiero le parole del Cristo crocifisso che nella saga cinematografica colloquiava, in chiesa, con il guareschiano Don Camillo.

    Le immagini e la voce di Don Camillo saranno quelle originali, cambierà solo quella del Crocefisso che parlerà con le parole di questi anni Duemila. L’esperimento cinematografico è in programma a pochi chilometri da Brescello, la cittadina in provincia di Reggio Emilia dove sono ambientati i film e i romanzi di Giovannino Guareschi. Lo spettacolo ‘vocidalcrofisso’, previsto a Stagno Lombardo nel Cremonese, è inserito nella rassegna ‘Le voci del Po’; una serie di eventi, da giugno a dicembre, seguiti sia sulla sponda lombarda che su quella emiliana, organizzati dal Comune di Cremona e cofinanziati da Regione Lombardia nell’ambito del Bando ‘Proposte di educazione ambientale ed educazione alla sostenibilità’ con la collaborazione di otto Comuni che fanno parte del Parco Locale di interesse sovracomunale del Po e del Morbasco. Particolare attenzione sarà dedicata ai temi ambientali in un momento in cui il grande fiume è tornato alla ribalta della cronaca a causa della siccità. “Un racconto a tappe – spiega il vice sindaco di Cremona Andrea Virgilio – che ben si colloca nell’ambito della valorizzazione e di conoscenza del fiume: elemento capace di unire territori e popolazioni”.

  • I protagonisti della saga di ‘Don Camillo e Peppone’

    Ci ha lasciati mercoledì scorso, a 102 anni, Afro Bettati, sindaco di Brescello dal 1951 al 1970, il paesino nella provincia di Reggio Emilia che ospitò le riprese dei film della saga di ‘Don Camillo’, le pellicole che vengono trasmesse ancora oggi, tratte delle opere di Giovannino Guareschi.
    Il sindaco Bettati fu il regista dell’accoglienza della troupe della Cineriz con le sue decine di lavoratori, fra cast e personale di ripresa.
    Chi lo ha conosciuto – ha scritto un lettore de ‘Il Giornale’, Antonio Cascone – è sempre stato convinto che Giovannino Guareschi si fosse ispirato proprio a Lui. Poco importa se quello dei racconti era comunista e il vero sindaco di Brescello socialista. Bettati aveva sfidato il partito comunista che non voleva che si girasse quel film a Brescello perché lo ritenevano anticomunista e aveva invitato la popolazione a boicottarlo. Ma Afro non si lasciò intimidire dai ‘compagni’ e il 3 settembre 1951 fece affiggere un manifesto (diventato famoso) sui muri del paese invitando i cittadini a dare il meglio di sé nei confronti della troupe e dei suoi protagonisti, Gino Cervi e Fernandel. La storia gli diede ragione: Brescello in poco tempo divenne una meta turistica.
    L’ALTRO PROTAGONISTA DEL ‘MONDO PICCOLO’ ‘Pin da Venian’ (Veniano, paesino in provincia di Como), parroco di Nosate (1938-1975), aveva la passione della politica, come scrive Franco Bottelli di Cassano Magnago in una lettera pubblicata su ‘La Prealpina’ dell’8 settembre 2018:
    “Io, Franco Bottelli, classe 1929, ricordo benissimo don Giuseppe che mosse i primi passi come ‘Cugitur’ a Cassano Magnago quando facevo il chierichetto. Il Don non disdegnava una partita a carte al Circolo e, se era periodo di caccia, andava al capanno prima della funzione del mattino presto. Parlava apertamente di politica e le famiglie facoltose del luogo lo denunciarono alla Curia perché avevano paura che creasse scompiglio con le sue idee troppo liberali tra i parrocchiani. Fu così che lo trasferirono nel piccolo paese di Nosate. Ma l’amicizia che ci legava rimase. Con altri amici, in diverse occasioni lo incontrammo. Ci raccontò che aveva conosciuto Guareschi e lo fece conoscere anche a noi. Le sue esperienze di sacerdote le aveva raccontate allo scrittore il quale aveva tratteggiato così la figura di ‘Fumino’ e quella del parroco di campagna ‘che in quel di Nosate si scontrava spesso con il sindaco di allora’. Non ho dubbi. Don Camillo nel modo di fare e di vivere descritto da Guareschi e il mio mai dimenticato amico don Giusepp”.
    L’archivio parrocchiale nosatese conserva una tale ricchezza di ricordi e dattiloscritti da riuscire a far rivivere il paese negli Anni Cinquanta del Novecento. Acute osservazioni, tipiche di chi vuol trasmettere un certo clima politico, pagine animate da osservazioni sulla religiosità popolare, inframmezzate da pesanti giudizi politici su quelli che lui chiamava ‘rossi’.
    C’è anche una folta documentazione della sua frequentazione con Giovannino Guareschi che veniva a pasteggiare alla Cà di Barc sul Ticino, per raccogliere dalla viva voce del parroco aneddoti e fatti che avrebbero animato le sue storie pubblicate sul Candido e nei suoi libri di successo del ‘Mondo Piccolo’. Guareschi andava sul campo, dai suoi amici – parroci di paese – per sentirne il polso nello scontro frontale tra cattolici e comunisti del secondo dopoguerra.
    Per dare la misura del ‘fuoco mediatico’ (si direbbe oggi) ricordiamo solamente l’intervista che il giornalista francese Gilbert Ganne fece a don Giuseppe, la quale fu pubblicata su Les Nouvelles Littéraires artistiques et scientifiques del 4 giugno 1953 che fu ripresa successivamente da Marie Claire e da altri giornali tedeschi. L’intervista tradotta in italiano è stata pubblicata su Contrade Nostre. Infine, la cartolina del giornalista che, contraccambio gli auguri, aggiunge: “Ho visto Fernandel e gli ho mostrato la vostra lettera. Il mese prossimo parlerò di Voi in pubblico, durante alcune conferenze che sto facendo in Francia su don Camillo (…)”.

    DIDA Bettati e don Giuseppe Saibene in BN

  • Javier Castillo a Marcallo con Casone lunedì 22 maggio

    Uno dei più grandi scrittori europei di thriller torna a Marcallo con Casone per raccontare il suo ultimo libro, “Il gioco dell’anima”!

    MARCALLO CON CASONE – Un grande onore per la nostra comunità e soprattutto un’occasione da non lasciarsi sfuggire: l’ingresso è libero sino a esaurimento posti disponibili e il nostro consiglio è di prenotare la partecipazione il prima possibile!

    Appuntamento
    Lunedì 22 maggio, ore 21:00
    Sala San Marco (via Roma ang. via S. Marco)
    Prenotazioni: https://docs.google.com/forms/d/1p-BbjXI4_hrxis83IYuYxE3SExZS9daZHZGO5I80t7o/edit?chromeless=1

  • Pavia, mostra ‘parlante’ sui malati di Parkinson

    PAVIA “Non chiamatemi morbo. Storie di resistenza al Parkinson”. E’ il titolo della mostra fotografica parlante che verrà inaugurata venerdì 19 maggio, alle 18, al Palazzo Broletto a Pavia. L’iniziativa, voluta da Parkinson Italia, è organizzata dall’Associazione Pavese Parkinsoniani Odv, con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune.

    La mostra (ad ingresso gratuito) resterà aperta il 20, 21, 26, 27 e 28 maggio dalle 11 alle 19, e il 24 maggio dalle 14 alle 18. L’allestimento prevede numerose immagini, scattate da Giovanni Diffidenti, che raccontano storie di persone con il Parkinson, tra cui il giornalista Vincenzo Mollica e lo scienziato Edoardo Boncinelli. Scaricando l’app, con il supporto di auricolari, è possibile inquadrare l’apposito codice su ogni pannello per ricevere informazioni e far partire il racconto di “Mr. o Mrs. Parkinson” interpretati da Claudio Bisio e Lella Costa. I due attori danno vita a una narrazione in cui è la malattia in prima persona che guida il visitatore alla scoperta della vita dei protagonisti degli scatti, dai momenti difficili alle personali strategie di resilienza che ognuno di loro ha saputo applicare nella propria quotidianità. “L’obiettivo è quello di far crescere nell’opinione pubblica la consapevolezza sulla malattia – sottolinea Adele Rea, presidente dell’Associazione Pavese Parkinsoniani -. Vogliamo far conoscere alle persone con la malattia di Parkinson ed ai loro caregivers esperienze di resistenza che possano ispirare e incoraggiare l’emulazione delle buone pratiche; migliorare la conoscenza sul territorio della nostra realtà e delle sue attività; sviluppare la rete tra le associazioni a livello regionale e nazionale”. “Ho creduto fermamente in questa iniziativa di alto valore sociale, e sono particolarmente lieta di aver fatto sì che potesse essere organizzata anche nella nostra città”, aggiunge l’assessore Anna Zucconi. Il 20 maggio alle 18 e il 28 maggio alle 17 si terrà un evento di “Playback Theatre”, per concludere con un momento collettivo aperto alla cittadinanza.

  • Novara: oggi l’ultimo saluto a ‘Pat’. La sua morte, una tragedia della solitudine

    Il corpo del nostro collega 83 enne era stato trovato ormai mummificato dopo 8 mesi dal decesso

    NOVARA – Un taccuino, una penna e il pass dell’autodromo di Monza posato sulla bara da una collega sono stati gli elementi per il simbolico saluto a Pier Attilio Trivulzio, detto Pat, giornalista monzese deceduto a 83 anni per cause naturali a Novara, il cui corpo era stato ritrovato mummificato il 16 marzo dopo circa otto mesi dal decesso. Una ventina di persone hanno voluto dare l’estremo saluto al giornalista nella cappella del cimitero di Novara. Presenti i volontari della mensa dei frati dove Trivulzio andava a mangiare e alcuni colleghi monzesi, oltre a un fratello e a una nipote. La salma è stata tumulata a Novara.

  • Milano, Salute: maxi tumore di oltre 5 kg  asportato ad un 40 enne. Operazione riuscita

    Milano, Salute: maxi tumore di oltre 5 kg asportato ad un 40 enne. Operazione riuscita

    L’intervento completamente riuscito è stato effettuato presso l’Ospedale di Melzo

    MELZO – Un tumore benigno, di 5,240 kg per un diametro di 35 cm, è stato asportato a una 40enne residente nell’area metropolitana milanese dall’equipe di ginecologia dell’ospedale di Melzo (Milano) diretta dal chirurgo Giuseppe Losa. La paziente era affetta da un mioma uterino asportato senza compromettere l’integrità di tutti gli organi dove la massa tumorale aderiva. Un’operazione delicata per le dimensioni della massa e per il rischio, concreto, di andare incontro all’infertilità per una donna ancora giovane.
    “L’intervento – spiega Losa – è perfettamente riuscito. Dopo 4 giorni in reparto e un decorso regolare, è stata dimessa in ottime condizioni”. Un caso molto raro che riaccende i riflettori sull’importanza della prevenzione. A spiegarlo è lo stesso chirurgo: “Le pazienti che hanno disturbi simili, dolori e perdite ingiustificate, devono sempre rivolgersi a uno specialista. Ancora meglio sarebbe che i controlli fossero effettuati con cadenza regolare in modo da poter intervenire, nel caso di dubbi, in tempi adeguati. In questo caso la giovane ha probabilmente sottovalutato i sintomi fino a quando la situazione non è peggiorata in maniera così grave”. Un grande grazie “per la qualità e le eccellenze che hanno dimostrato i nostri sanitari”, arriva dalla Direzione generale della Asst di Melegnano e della Martesana. “Un orgoglio aver salvato non solo la vita di questa donna ma di aver permesso a lei di poter, un domani, donare ancora la vita”, sono le parole di Valentino Lembo , direttore sanitario dell’Azienda di Vizzolo.

  • Abbiategrasso, venerdì 19 in Annunciata ‘La Nouvelle Piaf’ col Teatro Navigli

    Venerdì 19 Maggio 2023, h. 21.00
    ABBIATEGRASSO
    EX CONVENTO DELL’ANNUNCIATA, via Pontida – ABBIATEGRASSO (MI)
    IRENE VARGAS e ALBERTO PAGANI in
    LA NOUVELLE PIAF
    Spettacolo con musica dal vivo

    Interpretato da Irene Vargas | musiche dal vivo Alberto Pagani

    ABBIATEGRASSO – Centro Teatro dei Navigli presenta venerdì 19 maggio h.21, presso l’Ex Convento
    dell’Annunciata di Abbiategrasso La Nouvelle Piaf, uno spettacolo con musica dal vivo.
    Edith Piaf è stata una prolifica cantautrice del filone della chanson tra gli anni ’30 e gli anni’60,
    questo spettacolo vuole riproporre le intramontabili canzoni della più grande cantautrice francese
    di tutti i tempi, accompagnata dalle note del pianoforte.

    La Nouvelle Piaf è provocazione, delirio, reincarnazione, è il rivivere sulla pelle. In scena una coppia eccezionale Irene Vargas, che vi incanterà con la sua voce cristallina, accompagnata al pianoforte da Alberto Pagani. Protagonista dello spettacolo è Madame Piaf creatrice di un nuovo progetto di vita. Nel ricordare e nel rivivere il suo passato, la piccola Edith raggiunge consapevolezze che cambiano il suo destino e le concedono un nuovo finale. Momenti di narrazione si alternano a quelli cantati, e il sangue della vita continua a scorrere e a trasformare i due interpreti in spettatori dei propri vissuti interiori. Un viaggio che è Vita, Morte e ancora Vita in cui il nostro daimon interiore può ricordarci chi siamo e da dove proveniamo e indicarci la Via da seguire per ritrovare noi stessi.

    In questo spettacolo Irene Vargas e Edith Piaf diventano una cosa sola, l’una la continuazione dell’altra. L’abito rigorosamente nero della Piaf si tinge di rosso. Quel Sacro Rosso che è il colore attraverso cui la vita ritorna, attraverso cui la luce si addensa e diventa carne, attraverso cui l’invisibile torna manifesto. Quello stesso Rosso che fa rifiorire Edith Piaf e tutti coloro
    che restano a guardare.

    BIGLIETTERIA E INFO:
    biglietto unico 10€ | ridotto 5€

    PREVENDITA
    I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Teatro dei Navigli, c/o l’ex Convento dell’Annunciata ad Abbiategrasso, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19 e sabato dalle ore 15 alle ore 18; in alternativa possono essere acquistati online sul sito di Vivaticket o acquistati tramite Whatsapp business scrivendo al numero 3456711773, aggiungendo al carrello l’evento scelto. Se scegliete questa opzione d’acquisto vi verrà inviato un link dal quale procedere al pagamento. I biglietti potranno poi essere ritirati prima dello spettacolo.

    PRENOTAZIONI
    Per prenotare occorre mandare un messaggio o un whatsapp al numero sopra indicato o scrivere una
    mail a info@teatrodeinavigli.com, precisando nome e numero di biglietti.
    I biglietti prenotati andranno ritirati almeno 24h prima dello spettacolo.