Categoria: Cultura

  • Trecate: il programma della valorizzazione alla lettura in Villa Cicogna

    Trecate: il programma della valorizzazione alla lettura in Villa Cicogna

    Tra gli obiettivi dell’Amministrazione resta prioritario quello di valorizzare e far diventare Villa Cicogna, come auspichiamo nel nostro programma amministrativo, il cuore pulsante della vita culturale della città: la nostra Biblioteca e il potenziamento delle iniziative da essa organizzate è uno dei mezzi che ci consentirà di raggiungerlo.

    Il sindaco Federico Binatti, l’assessore alla Biblioteca Fortunata Patrizia Dattrino e il consigliere incaricato alla Cultura Mauro Bricco fanno questa premessa nella presentazione del calendario di appuntamenti che, nel 2024, vedranno ‘la Biblioteca protagonista e centro propulsore di proposte culturali riservate ai Trecatesi di ogni fascia d’età.

    Va ricordato che, negli ultimi mesi, si è operato proprio in questa direzione: il nostro personale e i nostri volontari hanno, ad esempio, lavorato per l’organizzazione di visite guidate e hanno collaborato anche con il Fai nell’ambito delle “Giornate d’autunno”, che hanno portato a Trecate centinaia di persone’.

    L’assessore Dattrino rimarca in particolare che ‘dal prossimo 24 febbraio fino al 21 dicembre sono già programmati numerosissimi eventi, ma a questi se ne potranno aggiungere altri. Rivolgendoci in particolare ai più piccoli abbiamo voluto invitarli “al Castello”: un modo per stimolarne curiosità, immaginazione e fantasia e fidelizzarli, in questo modo, alla frequentazione della nostra Biblioteca’.

    Incontri di lettura e laboratori creativi dedicati ai più piccoli ‘sono al centro di un’attività – aggiunge l’assessore – che ci vede, come altre Biblioteche del territorio, collaborare con ottimi risultati insieme con il Sistema Bant dell’Ovest Ticino, sia per quanto riguarda il progetto “Nati per leggere”, sia per ospitare rassegne dedicate ad autori.

    Numerose sono comunque anche le iniziative studiate autonomamente per veicolare il più possibile il messaggio dell’importanza della lettura fin dalla prima infanzia insieme con quello di una Biblioteca intesa come luogo nel quale i lettori possono scoprire e trovare numerose pubblicazioni per rispondere a qualsiasi esigenza o preferenza, pubblicazioni che, grazie agli investimenti dell’Amministrazione, vengono costantemente arricchite nel loro numero e nella loro varietà.

    E’ stato molto positivo il fatto che il servizio abbia visto molto spesso, nell’ultimo periodo, la presenza di famiglie: segno, questo, di una visione di questa opportunità come risorsa apprezzata da tutte le età.

    Lo scorso anno il lavoro dell’Amministrazione, del personale e di volontari ci ha consentito di raggiungere numerosi e positivi risultati e di verificare una crescita della Biblioteca: siamo certi – conclude l’assessore – che il 2024 confermerà questa tendenza”.

  • Faccia da San Valentino!

    Faccia da San Valentino!

    “Tutti gli anni arriva e sempre puntuale …In un paese dove tutto (quasi) è in ritardo le feste spesose arrivano sempre puntuali a battere cassa… Gli italiani grandi risparmiatori e “mano di legno in quanto d acciaio” cercano come dei giocatori della Juventus di scartare il pallone…

    A proposito, ieri sera, ha suonato l’agonia bianconera del calcio…Avvocato dal cielo avrà cambiato squadra… L’amore va e viene, ma le spese sono sempre serie..

    Dal 1945 ad oggi abbiamo con tutto il nostro cuore e animo fatto di tutto per togliere le spese inutili; feste, matrimoni, battesimi, Pasqua, sagre di paese…

    Il fatto che il nostro Paese si divida in due categorie??? Beh, troppo poche…Le due caselle più grandi sono: tra chi spende e chi non spende…
    Mi ricordo ancora un San Valentino dove il fidanzato regalò all’avvenente e giovane fidanzata dei pesci…. Lei !!! Non gradi e trasformò esseri morti in vivi, bruciando un amore mal riposto …
    Purtroppo, molti ai momenti comandati arrivano sempre impreparati.

    Altri abbozzano scuse o malattie dell’ultima ora o tragedie greche, napoletane o nordiche.
    Magari tutte insieme per un passaggio indolore …Ma la nostra società che toglie feste per mettere altre…. vedi Ognissanti con Halloween…per spendere di più…
    Forse spendono sempre gli stessi … Altra categoria quelli che dicono di spendere, ma non li vedi mai in una sorta di misterioso acquirente.

    Poi quelli che dicono; quello non spende. Tutto questo discorso??? Cosa voglio dire ???
    Girate il soldo sull’amore e avrete molte domande. Per non spendere siamo un Paese di single in caccia
    Ma non di astinenti al piacere … Siamo libertini e pieni di amiche..90-60-90..
    Ma poi moriamo dietro alla solita donna… Esiste l’amore eterno??? Sì, se non è corrisposto …
    Tenete accesa la candela della speranza… Molto spesso chi più spende meno spende e viceversa…
    Ma il più delle volte chi non spende nulla e non ama nulla si prende tutto il banco e il credito…

    Sulle feste ho sempre scritto, ma su San Valentino posso fare una enciclopedia non diario di Massimo Moletti..
    Però oggi 13 febbraio 2024, ovvero, vigilia della festa degli innamorati; una nota ditta di trasporti sui social augura Buon San Valentino a tutti …

    Una distanza di speranza e un lastminute di occasione… Una opportunità per tutti…qualcuno ti ama sul nido del cuculo… Ma forse è la festa dei veri innamorati ….. Mai disprezzare una festa e mai festeggiare troppo la non riuscita.
    Perché le feste si trasformano in altre feste sempre …
    La festa o la vivi o la racconti ma mai mettersi in malattia… Se non festeggi tu gode un altro…; a Buon intenditore …
    Buon San Valentino a tutti”.

    *Nella foto in evidenza il nostro Duca di Saronno, alias Massimo Moletti, tra i protagonisti dello spot di San Valentino di ITA AIRWAYS

  • Spettacolo teatrale con l’AVIS di Santo Stefano Ticino

    Spettacolo teatrale con l’AVIS di Santo Stefano Ticino

    L’Avis di santo Stefano Ticino, in collaborazione con la compagnia teatrale “Quelli dell’Arcobaleno” e con il patrocinio del Comune di Santo Stefano Ticino, organizza lo spettacolo “UL ‘CULONA VIRUS’ EL SE MAZZA INSCI’” che verrà rappresentato a Santo Stefano Ticino, in Via Aurora, nell’Auditoriun “Ennio Morricone”.

    Si tratta di una commedia comico-dialettale, messa in scena dalla Compagnia che, dopo i successi ottenuti nelle precedenti rappresentazioni, la ripropone anche a Santo Stefano Ticino, Sabato 9 Marzo alle ore 21.

    I biglietti costano 10 euro e sono già in vendita (fino all’esaurimento dei posti disponibili) presso l’Edicola Azzurra, in Via Trieste 58 a Santo Stefano Ticino.

  • L’artista Antonio Sansottera espone all’Alda Merini di Robecchetto con Induno

    L’artista Antonio Sansottera espone all’Alda Merini di Robecchetto con Induno

    Antonio Sansottera sarà fino al 09 marzo l’artista protagonista di “Esponiamoci – L’Arte all’Alda Merini”. È l’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale di Robecchetto con Induno attraverso la biblioteca comunale di via Novara, con il supporto dell’associazione “Amici della Biblioteca”, per promuovere gli artisti del territorio esponendo le loro opere pittoriche o grafiche all’interno dei locali, in modo che possano essere ammirate dal pubblico durante gli orari di apertura.

    Antonio Sansottera inizia il suo percorso artistico con la pittura ad olio negli Anni Ottanta come autodidatta, dipingendo prevalentemente paesaggi locali, dando preferenza ai boschi del Ticino. Dopo varie sperimentazioni nell’uso di materiali e tecniche, mostre collettive e personali come pittore, si avvicina alla tecnica ceramica RAKU, termine che significa letteralmente “Vivere la natura con armonia”. Essedo una procedura che richiede tempistiche lunghe, Sansottera alterna la creazione di oggetti, quali vasi, pannelli e sculture, ritornando alle sue origini pittoriche con varianti suggerite dai colori ottenuti tramite le cotture ceramiche. Da diversi anni fa parte del Gruppo Artistico Occhio di Cuggiono.

    Giovedì 22 febbraio 2024 alle ore 21.00, sempre in biblioteca, si rinnova l’appuntamento con il Gruppo di Lettura. In programma il libro “Mille anni che sto qui” della scrittrice lucana Mariolina Venezia.

    Premio Campiello 2007. Grottole, nei pressi di Matera: dall’Unità d’Italia ai giorni nostri, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone, una famiglia lucana cui il destino dona tutto e non risparmia niente, dalla guerra all’emigrazione, dalla fame alla ricchezza, passando per scandali pubblici e furori individuali. Dal capostipite don Francesco con i suoi barili d’oro sepolti e mai più ritrovati alla piccola Gioia che fugge di casa un secolo dopo per dimenticare tutto e tutti, mille e ancora mille storie d’amore, morte, gelosia, amicizia, mentre intorno infuriano le tempeste della Storia e si susseguono le generazioni passandosi silenziosamente il testimone.

  • Parabiago. Incontro con l’autore: “In principio ci fu Pio Rame”

    Parabiago. Incontro con l’autore: “In principio ci fu Pio Rame”

    Continuano gli incontri promossi dall’Assessorato alla Cultura con gli autori del territorio che raccontano e presentano storie, romanzi o saggi capaci di far emergere curiosità, domande e personaggi che hanno lasciato ricordi.

    Il prossimo appuntamento è previsto per GIOVEDI’ 29 FEBBRAIO 2024 alle ore 20:30 presso la biblioteca civica di via Brisa, 1: “AL PRINCIPIO CI FU PIO RAME”, un viaggio familiare tra storia, teatro, arte e territorio.

    L’autore, la Prof.ssa LAURA FUSARO, presenterà il suo libro, frutto di un progetto di ricerca realizzato con i suoi studenti e poi rielaborato e pubblicato. PIO RAME è il nonno di FRANCA RAME… e il tutto ebbe inizio dal territorio dell’Alto Milanese.

    L’ingresso è libero e gratuito.

  • Indagine storica sulla verità di Lourdes

    Indagine storica sulla verità di Lourdes

    Ho inteso leggere il libro di Vittorio Messori, “Bernadette non ci ha ingannati”, sottotitolo: “Un’indagine storica sulla verità di Lourdes”, Mondadori (2012) per presentarlo proprio nel giorno della festa di Nostra Signora di Lourdes, l’11 febbraio.

    La Madonna è apparsa a una giovinetta, Bernadette Soubirus, l’11 febbraio 1859 in una Grotta vicina al villaggio di Lourdes. Successivamente Bernadette ha visto e sentito la Madonna in altre occasioni fino all’ultima del 16 luglio 1859. In totale sono diciotto apparizioni.

    C’è un altro e ben fondato motivo che mi lega a questa devozione di Nostra Signora di Lourdes, sono nato in precarie condizioni, al punto che mia mamma preoccupata mi ha affidato ancora in fasce ad un’amica di famiglia (poi divenuta mia madrina) per farmi prontamente battezzare dal parroco del paese.

    Particolare importante, ho ricevuto il sacramento del Battesimo proprio davanti all’altare dove è posizionata la Madonna di Lourdes e Bernadette. Non voglio enfatizzare l’episodio, ma da quel momento mi sono gradualmente ripreso.

    Torniamo al libro inchiesta di Messori. Il testo comincia con una domanda: “Quella Grotta perché?” (E’ il I capitolo), “perché Maria, in quell’incavo di pietra, e non un santo o Gesù stesso? Perché, fra i tanti nomi, ha scelto quello di Immacolata? Perchè proprio quel posto chiamato Lourdes? perchè proprio allora? È vero che questo era un luogo predestinato da secoli a simili eventi? Che dire di altre apparizioni che sembrano annunciare questa e di altre che sembrano seguirla e completarla?”.

    Si è scritto tantissimo, forse troppo, sulle apparizioni; digitando “Lourdes”, su internet si ottengono più di centocinque milioni di rimandi.

    Le diciotto apparizioni della Vergine Maria nella Grotta di Massabielle sono da più di centocinquant’anni motivo di accese polemiche, soprattutto sulla credibilità dell’unica testimone, la quattordicenne Bernadette Soubirous. “Lei sola ha visto, ha sentito, ha riferito”, scrive Messori, consapevole che questo libro, dividerà, ma comunque è nato da trent’anni di studio, di ricerca, di sopralluoghi.

    Nei numerosi libri su Lourdes, nessuno si è mai posto l’obiettivo di Messori: indagare fino in fondo, con tutte le risorse della ricerca storica, sulla figura di Bernadette Soubirous. Sulle gracili spalle di questa quattordicenne di misere origini, analfabeta e malata, grava il peso immenso del maggior santuario mariano del mondo. Lei sola ha visto la “bellissima signora”, lei sola è la testimone delle diciotto apparizioni della Vergine.

    Ormai è trascorso un secolo e mezzo da quel lontano 11 febbraio 1858, ma gli arrivi di pellegrini a Lourdes aumentano sempre più e si avvicinano ai 6 milioni annui.

    Vittorio Messori è il più grande scrittore cattolico, nessuno più di lui può darsi patenti di attendibilità e di serietà: sia Karol Wojtyla che Joseph Ratzinger si sono affidati alla sua penna per i loro primi libri-intervista.

    L’autore ha studiato e lavorato per decenni con passione, competenza, pazienza per rispondere a una sola ma decisiva domanda: e’ credibile, Bernadette? O ci ha ingannati, scambiando per realta’ le sue allucinazioni?

    Addirittura: e’ stata forse la complice inconscia di un imbroglio? Secondo lo scrittore, nulla è più’ “cattolico” di Lourdes, che peraltro conferma un dogma papale, che ha avuto l’onore (unico tra i santuari del mondo) di una enciclica tutta per sé, firmata da Pio XII.

    Una apparizione, che e’ entrata nel calendario liturgico della Chiesa universale, che fu carissima a tutti i pontefici da Pio IX sino a Giovanni Paolo II (che volle farne la meta del suo ultimo viaggio fuori d’Italia), e a Benedetto XVI, che vi si è recato per i 150 anni dalle apparizioni. Nel testo Messori non prende in esame i prodigi di guarigione fisica, piuttosto si concentra sulla verità storica e non sanitaria di Lourdes.

    Ma, “se Bernadette non ci ha ingannati – spiega Messori – e’ disponibile per tutti quella guarigione dello spirito che e’ la scoperta, o riscoperta, della fede”.

    In ogni caso , Lourdes e’ “uno straordinario appoggio per un’apologetica solida: la storia, qui, si apre a un mistero che la ragione conferma”.

    Messori insiste: “Se Bernadette non ci ha ingannati (e se non si è ingannata), se dunque Lourdes è “vera”, tutto il Credo della tradizione cattolica è “vero”: Dio esiste; Gesù è il Cristo; la Chiesa che ha per guida il Papa è la custode e la garanzia di questa verità”.

    La Grotta per Messori è come un appiglio, un salvagente, che “è stato regalato ai credenti per aggrapparvisi, proprio nella svolta drammatica della modernità, quando il razionalismo, il positivismo, il socialismo, il liberalismo e tutti gli altri ‘ismi’, tutte le altre ideologie postcristiane, organizzavano il grande attacco alle radici della fede stessa”. Pertanto secondo Messori, l’Altissimo nel momento giusto a Massabielle ci ha voluto dare “uno scudo difensivo e un antidoto potente…”.

    Messori cita lo studioso Jean Guitton, che sottolinea le conseguenze logiche delle apparizioni: “Accettare Lourdes come ‘vera’ significa anche accettare come legittime e approvate dallo spirito di Dio la pietà popolare cattolica, le statue, le cappelle, la vita religiosa come quella scelta da Bernadette, retta da regole approvate dalla Chiesa come sicure via di salvezza, i pellegrinaggi, le processioni, i miracoli”.

    Messori ha scritto tanti libri, l’anno scorso le Edizioni Ares ha ripubblicato tre opere fondamentali dello scrittore cattolico, “Ipotesi su Maria”, “Il Miracolo” (la Madonna del Pilar) e “Gli occhi di Maria” (I miracoli del 1796 a Roma durante l’invasione napoleonica).

    «Maria ci attrae per la speranza che la pervade. Se ci affidiamo a lei prima di presentarci al giudizio che ci attende dopo la morte, possiamo ben sperare nella benevolenza di Dio». Questo ha detto Messori, intervistato da Riccardo Caniato a gennaio scorso.

    Tornando al nostro libro, Messori ci ricorda che le apparizioni che accompagnano ogni secolo la storia della Chiesa, sono un di più che Nostro Signore ci concede, sono considerate “rivelazioni private”, non necessarie, potrebbero non esistere, ci basterebbe la “Rilevazione pubblica”, contenuta nella Scrittura che si è chiusa con la morte dell’ultimo apostolo.

    In ogni caso, nulla aggiungono, né possono aggiungere alla Rivelazione. I credenti sono liberi di accettarle o no. E se qualcuno pensa di aggiungere o togliere, è un impostore, se non un emissario delle Tenebre.

    Il II capitolo (Quando? Dove? Come?) descrive le diciotto apparizioni, la società del tempo in cui è vissuta la veggente e la sua famiglia, il luogo particolare dove gli appare la Santa Vergine e come si è presentata.

    La storia delle apparizioni è notissima, non sto qui a dilungarmi raccontandola nei particolari. Anche se dalla lettura del libro ho appreso qualche informazione che non conoscevo come i continui sorrisi della “signorina”, o “el petito Damiselo”, ancora, “Aquerò” (Quella là), i tre nomi che dava Bernadette alla Madonna prima che Lei dichiarasse il suo nome.

    Tra l’altro la signorina parlava in dialetto e non la lingua nazionale francese. Apparsa non come una signora, adulta, ma della stessa età e altezza di Bernadette, alta 1,40 cm. Anche qui da rilevare un altro particolare, il mondo cattolico era abituato a vedere la Madonna mai separata dalla maternità, di solito col bimbo in braccio, pertanto tutti si attendevano nella Grotta un rapporto da Madre a figlia.

    Così voleva la Tradizione, fissata almeno da mille anni di storia della Chiesa. Invece a Lourdes, questa apparizione, sorprende, addirittura, provoca imbarazzo, “perché suggerisce l’idea di due compagne, di due ragazzine, se non bambinette, piccole, sorridenti, anzi talvolta ridenti, come fossero pronte a giocare tra loro, a improvvisare un girotondo sotto le volte oscure di Massabielle”.

    Fino al punto che il loro intenso dialogo assomigliava molto a quello di due adolescenti spensierati. Infatti, la “signorina” a volte si limitava solo a sorridere, senza parlare. “Di che sorridevano e ridevano quelle due ragazzine, della stessa età e della stessa statura minuscola? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai, almeno quaggiù”, scrive Messori.

    Il III capitolo è dedicato alla famiglia di Bernadette, ai suoi genitori. E’ un argomento affrontato da quasi tutti gli studiosi, soprattutto per buttare fango sull’onestà e la trasparenza del racconto della giovane ragazzina. Messori indica soprattutto, tra i tanti che hanno cercato di screditare Lourdes e la veggente, lo storico Emile Zola che si è speso tanto per sostenere che tutta la storia era una messa in scena dei preti o una presunta allucinazione della ragazza.

    Occorre osservare che queste apparizioni ebbero un impatto molto forte con la comunità e con le autorità, sia quelle civili che quelle religiose. Anzitutto vi fu un affollamento di gente sempre crescente, nei momenti delle apparizioni, che circondava la ragazza. Il suo comportamento, come riportato da vari testimoni che l’avevano vista da vicino, era considerato estatico.

    Le autorità civili, soprattutto quelle giudiziarie, sottoposero Bernadette a prolungati e pressanti interrogatori, nei quali la fanciulla, rispondendo a tutte le domande, riferiva i fatti così come le erano capitati, non cambiando versione neppure davanti alla minaccia della prigione. Presso le autorità ecclesiastiche, all’inizio vi fu molta incredulità che, tuttavia, venne gradualmente ad attenuarsi, fino al giorno in cui il vescovo di Tarbes, Bertrand-Severe Laurence, dopo 4 anni di profonde indagini, il 18 gennaio 1862, emise un documento in cui si dichiarava che le apparizioni della Immacolata Vergine Maria a Bernadette Soubirous erano realmente avvenute.

    Come è noto Bernadette, dopo le apparizioni trascorse diversi anni in umili lavori presso la scuola-ospizio delle Suore della Carità di Nevers, e all’età di 22 anni si ritirò nel loro convento a Nevers, dove all’età di 35 anni morì (18 aprile 1879).

    Il libro di Messori, basato anche sulle ricerche dell’abate René Laurentin, il maggior studioso di Lourdes, si sofferma soprattutto ad analizzare le varie ipotesi sulle quali si basa l’incredulità di molti studiosi, e a smontarle una per una. Il punto di partenza sono le ipotesi avanzati dalle autorità civili (il commissario di polizia di Lourdes Dominique Jacomet, il procuratore presso il tribunale locale Vital Dutour e il maresciallo della stazione della gendarmeria Adolphe D’Angla).

    In sostanza venivano fatte tre ipotesi: 1. che il tutto fosse istigato da qualcuno (in particolare i genitori di Bernadette, per lucro, 2 oppure il clero per ragioni ovvie); 3 che la vicenda fosse una commedia inscenata da Bernadette per vanità; che la vicenda fosse frutto di allucinazioni isteriche.
    Non è facile riassumere tutte le argomentazioni di Messori per dimostrare la veridicità delle apparizioni e quindi smontare tutti i tentativi di non veridicità.

    Partendo dalle tre ipotesi della cosiddetta “commedia”, lo studioso cattolico sostiene che non è vero che vi sia stata istigazione da parte dei genitori perché tutte le prove testimoniali dimostrano che i genitori, almeno nei primi tempi si opponevano al fatto che Bernadette andasse alla grotta.

    Non è vero neppure che vi sia stata istigazione da parte di preti: anzi, all’inizio i preti giudicavano negativamente il racconto di Bernadette, come dimostra la reazione quasi violenta di don Dominique Peyramale, il curato della parrocchia di Bernadette. Del resto non è una novità che il clero, almeno all’inizio, si dimostra abbastanza diffidente. Pertanto era facile dimostrare che il clero fosse estraneo e abbia giudicato le vicende con molta prudenza prima di accettare la veridicità dei fatti, come fece il vescovo di Tarbes nel 1862. “La Chiesa – scrive Messori – pratica quella cautela che non è altro che una delle forme di una virtù essenziale per il cristiano, una virtù che deve accompagnare tutte le altre; la prudenza”.

    Per quanto riguarda la seconda ipotesi, la vanità di Bernadette, Messori ha facilmente smontato questa ipotesi: tutte le testimonianze sul comportamento, il modo di sentire, di reagire di Bernadette dimostrano come fosse lontana da lei ogni idea di vanità; anzi, ogni tentativo di offrirle dei soldi, di aiutarla finanziariamente, la vedeva respingere le opportunità offerte. Non solo, ma alle insistenti domande, rispondeva sempre con assoluta tranquillità e coerenza, limitandosi a riportare gli inviti fattole da Aqueró. Bernadette non si è mai inorgoglita del grande favore che ha ricevuto. E mai ne ha parlato di sua iniziativa, ma sempre e solo dietro richiesta precisa.

    “Bernadette si considerava un rien – scrive Messori – un niente, come diceva. Era assente, in lei, il pur minimo calcolo umano, del tutto dimentica di se stessa”. Sostanzialmente nella veggente troviamo una grande umiltà. Amava dire che lei è servita alla Santa Vergine come una scopa. “Quando non ha avuto più bisogno di me mi ha rimesso al mio posto, cioè dietro la porta”.

    Per dirla in breve Bernadette era umanamente “insignificante”, come disse padre Sempè, rettore del santuario di Lourdes. La santità di Bernadette era priva di visibilità, povera, appartata e nascosta, la Chiesa stessa impiegò più di cinquantaquattro anni per innalzarla sugli altari.

    Messori ci tiene a precisare che se la Chiesa ha dichiarato santa Bernadette, “non è perché ha visto la Madonna […] E’ santa perché della Madonna ha vissuto l’insegnamento che, poi, null’altro è che quello del Vangelo”. Pertanto, si può sostenere che la migliore prova della verità delle apparizioni è Bernadette stessa…La sua umile appartata e nascosta persona…”Lei stessa è una apparizione”, disse padre Leonard Cros.

    L’ultima ipotesi, cioè quella che le apparizioni siano state solo un’allucinazione, è smontata da tutte le testimonianze di medici e specialisti che hanno avuto occasione di avvicinare Bernadette, nella quale non sono mai riusciti a trovare segni che potessero far percepire alterazioni mentali causa di allucinazioni.

    A questo proposito Messori riporta la testimonianza del dottor Robert de Saint-Cyr, medico del convento di Saint Gildard che smonta totalmente con una lettera tutte le fandonie messe in atto dai colleghi sulle presunte turbe della suora Marie Bernard, così si chiamava in convento Bernadette. Un altro medico citato nel libro è lo scomodo dottor Pierre-Romain Dozous, che aveva definito la veggente, una “stupidina” esibizionista e piccola imbrogliona, ma ha dovuto ricredersi dopo aver assistito ad una apparizione, è stato l’unico medico. Bastò una volta per restare colpito e pensoso. Successivamente per il resto della sua vita diventò un difensore delle apparizioni.

    Ci sarebbe tanto altro di interessante da riferire, tipo la difficile e complicata costruzione della grande area del santuario a Lourdes, le spese enormi da affrontare che la Chiesa locale e il popolo tutto riuscirono alla fine a realizzare il grande sogno.

  • Prosegue il grande Carnevale Trecatese

    Prosegue il grande Carnevale Trecatese

    Proseguono in questi giorni, dopo la cerimonia di consegna delle chiavi della città da parte del sindaco Federico Binatti al Re Bartùla (impersonato da Augusto Mittino) e alla Regina Ghita (Antonia Suardi)e la sfilata dello scorso 4 febbraio, le iniziative del Carnevale organizzato dal Comitato trecatese per il Carnevale in collaborazione con la Pro Loco e le associazioni Corte di Re Bartula, Gruppo Amici 52, Oratorio parrocchiale, Balabiutt, Crica alégher, Bruscitt, Comitati genitori “Don Milani-Collodi” e “Rodari”, associazione “Happy Days”, Gruppo Alpini “A.Geddo” e Quartiere Sant’Anna e con il patrocinio e il contributo della Città di Trecate.

    “Ancora una volta – commentano il sindaco e il consigliere incaricato all’Associazionismo e agli Eventi Tiziana Napoli – ringraziamo i volontari della nostra Pro Loco, partner fondamentale nell’organizzazione delle attività di valorizzazione e intrattenimento della nostra città”.

    Domani, sabato 10 febbraio, dalle 15 alle 17 l’accademia musicale “Gino Badati” ospiterà nella sede di corso Roma 58 l’iniziativa “Note in maschera”: è gradita la prenotazione, che potrà essere effettuata telefonando al numero 348.5135015 o scrivendo all’indirizzo mail acc.musicaletrecate@libero.it.

    La sfilata dei carri allegorici tornerà alle 15 dell’11 febbraio: in quest’occasione il ritrovo e la partenza saranno nel piazzale della Coop per percorrere via Ferraris, via Garibaldi, piazza Cavour, via Fratelli Russi, via Cassano, via Gramsci, via Novara, piazza Santa Maria, via Novara, via Gramsci, via Cassano, via Fratelli Russi e quindi piazza Cavour, dove ad attendere i partecipanti saranno i dj “Grace & Dave”.

    Terza sfilata e conclusiva sfilata il 13 febbraio alle 15, sempre dal piazzale della Coop: da qui ci si muoverà percorrendo via Ferraris, via Garibaldi, piazza Cavour, via Gramsci, via Cassano, via Fratelli Russi, piazza Cavour, via Garibaldi, via Ferraris, via Romentino, piazzale Antonini per concludere il giro all’area feste, dove proseguirà la festa con la musica dei dj “Grace & Dave” e l’animazione a cura di “Happy Days”. Alle 16.30 si terrà il rogo del Re Carnevale con la riconsegna delle chiavi della città all’Amministrazione e con il ringraziamento a tutti i gruppi partecipanti.

    Si ricorda il divieto di utilizzo di bombolette e schiuma. Durante tutte le manifestazioni gli organizzatori proporranno anche sfiziosità gastronomiche.

    La Pro Loco ha inoltre lanciato il contest fotografico legato al Carnevale. Partecipare è semplicissimo: basta inviare le foto all’indirizzo mail prolocotrecate@alice.it.
    La Pro Loco provvederà ad assegnare, in data da destinarsi, un particolare riconoscimento alle foto maggiormente apprezzate

  • UrbanaMente Magenta: “CosmoTecnoLogia. La responsabilità dell’agire tecnologico positivo”

    UrbanaMente Magenta: “CosmoTecnoLogia. La responsabilità dell’agire tecnologico positivo”

    L’Italia esprime diverse realtà di assoluta eccellenza nel panorama tecnologico internazionale. Per comprendere quali idee, progetti e soluzioni si stiano mettendo a punto e illustrare la loro portata nella vita di tutti i giorni e le potenzialità economiche e occupazionali che esse sono capaci di generare è importante l’ascolto partecipato.

    Da dove partire? Dalla scuola, punto di partenza comune da cui sono nati scienziati, imprenditori, ricercatori.

    Ecco allora che nasce “CosmoTecnoLogia. La responsabilità dell’agire tecnologico positivo” ciclo di serate dedicate a presentare e scoprire alcune delle esperienze dedicate a quattro settori: energia, space economy, agricoltura 4.0 e blue economy.

    Prendendo spunto dai quattro elementi della cosmologia (fuoco, aria, terra, acqua) si avvia un percorso che permetterà di delineare attività industriali a fortissima crescita, ambiti dove ricerca e tecnologia hanno un ruolo fondamentale e conoscere protagonisti italiani capaci di apportare elementi innovativi all’economia, all’ambiente, alla società.

    Il ciclo di serate si terrà alle ore 21 nell’Auditorium del Liceo Scientifico Bramante (via Trieste 70, Magenta).

    Ideatore e moderatore del progetto è Andrea Ballocchi, giornalista specializzato in tecnologia, energia e ambiente, coadiuvato da un gruppo di studenti del Liceo Scientifico Bramante di Magenta.

    Il primo appuntamento, intitolato “l’energia del sole. il ruolo dei supercomputer” vedrà protagonista CINECA, Consorzio Interuniversitario che a Bologna accoglie un centro di calcolo tra i più avanzati in Italia e uno dei più importanti a livello mondiale.

    Al Cineca è alloggiato Leonardo, uno dei cinque supercomputer più potenti nel mondo. Quando sarà pienamente operativo, avrà una potenza di calcolo di circa 250 petaflop, ovvero 250 milioni di miliardi di calcoli al secondo.

    Che ruolo ha CINECA nel mondo dell’energia? Un esempio: ha siglato un accordo con ENEA ed EUROfusion per la ricerca sull’energia da fusione. Si tratta della stessa reazione nucleare che avviene nel sole e nelle altre stelle e che potrà un giorno fornire energia pulita e rinnovabile in enormi quantità. Per far sì che possa funzionare servono i dati e appositi strumenti di calcolo come, appunto i supercomputer.

    Il ciclo di serate è parte integrante del ciclo di appuntamenti di UrbanaMente Cultura “Hanno tutti ragione? Riflessioni sulla responsabilità della scelta”, coorganizzato dal Comune di Magenta e patrocinato da Fondazione Per Leggere.

  • Faccia da Ambasciatore… un nuovo “titolo” per il nostro Duca scoprire di talenti

    Faccia da Ambasciatore… un nuovo “titolo” per il nostro Duca scoprire di talenti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, il Premio A.d.A. artista dell’anno Cristoforo Colombo festeggia i suoi 27 anni con una forma nuova e organizzazione rinnovata tecnicamente.
    Basata sulla territorialità della penisola italiana e in numerosi stati esteri per divulgare la manifestazione. Un Premio che ho ricevuto anni fa con molta commozione e l’immensa gioia della mia povera mamma.

    Un onore che metto sempre tra gli importanti traguardi della mia carriera.. Oggi, il Presidente Stefano Toma mi ha insignito del ruolo di Ambasciatore del premio; visto le mie numerose interviste “soprattutto per Ticino Notizie” e le mie numerose attività artistiche.

    Una figura sempre più importante e con compiti di diffusione e aiuto delle figure artistiche prevalenti ed emergenti. Oltre 400 gli artisti premiati dal 1997 ad oggi; tra cui grandi nomi dello spettacolo e big mondiali.. Un impegno serio e costante da parte di Stefano Toma ed i suoi collaboratori per portare sempre più in alto il concorso.. La sede è ad Equi Terme in Lunigiana.

    La manifestazione avrà luogo quest’anno nella capitale il 13 Ottobre 2024 per i festeggiamenti per la scoperta dell’America.

    Come il grande Cristoforo Colombo scoprì un nuovo Mondo gli ambasciatori devono rendere omaggio a vecchi pianeti dell’arte ma scoprire nuove galassie di artisti.
    Questo compito; onore e onere mi rende fiero..

    Il Duca Di Saronno da oggi è pure Ambasciatore ma non di pena ma di dolci piaceri..
    Ringrazio Stefano Toma e tutta l’associazione per questo graditissimo tributo alla mia persona e figura artistica
    Non chiedere mai se sei ambasciatore ma comportati da tale.
    Ma se lo sei è decisamente meglio”

  • Romanzi rosa: Pavia, la “romantica”,  conquista la terza piazza nazionale per vendite

    Romanzi rosa: Pavia, la “romantica”, conquista la terza piazza nazionale per vendite

    E’ Siena la città dove nel 2023 sono stati acquistati più romanzi rosa, seguita in classifica da Cagliari e Pavia.

    E’ la top ten svelata da Amazon.it per la giornata di san Valentino, la festa degli innamorati, stilata sulla base del numero di vendite pro capite sia di eBook sia di libri cartacei nelle città con più di 50mila abitanti durante lo scorso anno.

    Siena, la provincia toscana immersa tra le colline, svetta al numero 1 della top 10: che sia per il suggestivo colore delle facciate di tetti e palazzi o per il suo fascino senza tempo, i senesi non hanno proprio saputo rinunciare al romanticismo.

    Al secondo posto Cagliari si conferma appassionata di dolci letture; in risalita, invece, al terzo posto Pavia che nel 2023 vola dalla coda della classifica al podio.
    Quarta in classifica una new entry, Vicenza, i cui abitanti non rinunciano mai a un romanzo d’amore sul comodino. A seguire Trieste, Gallarate e Milano. Chiudono la classifica i sanremesi in ottava posizione e due città che tornano nella classifica del 2023: Padova e Verona, la città dell’amore per eccellenza.

    Tra i libri cartacei più letti nel 2023 al primo posto c’è ‘Dammi mille baci’ di Tillie Cole, la storia di Poppy Litcheld che, a soli 9 anni, decide di lanciarsi nell’avventura più grande della sua vita: collezionare mille baci capaci di farle scoppiare il cuore. Segue, al secondo posto, il romanzo di Erin Doom ‘Fabbricante di lacrime’. ‘It starts with us. Siamo noi l’inizio di tutto’ di Colleen Hoover si classifica in terza posizione: è una vicenda intensa in cui la protagonista incontra dopo anni il suo primo amore. Grande successo anche per ‘Atlas.

    La storia di Pa’ Salt. Le sette sorelle’, l’ultimo volume dell’amatissima saga, e ‘Innamorati pazzi’ di Felicia Kingsley, che chiude la top 5 dei libri più apprezzati. Tra gli eBook più letti, sempre presenti “Atlas. La storia di Pa’ Salt. Le sette sorelle’ al primo posto, seguito da ‘Fabbricante di lacrime’ e ‘Dammi mille baci’. Al terzo posto la new entry ‘È colpa mia?’ di Mercedes Ron che racconta le vicissitudini di Noah, costretta a lasciare il fidanzato e tutti i suoi amici per trasferirsi in California. Segue il romanzo di Anna Premoli, autrice da oltre 1 milione di copie, ‘In amore vince chi rischia’.