Categoria: Musica

  • Zucchero, giovedì 4 luglio a San Siro

    Zucchero, giovedì 4 luglio a San Siro

    Grande successo per Zucchero ‘Sugar’ Fornaciari che con il suo tour italiano negli stadi ‘Overdose d’amore’ arriva martedì 2 luglio allo Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia di Pescara e giovedì 4 luglio allo Stadio San Siro di Milano. Il tour internazionale ‘Overdose d’amore world tour’ ha debuttato lo scorso marzo alla Royal Albert Hall di Londra con 3 date di grande successo e, prima di arrivare a Pescara e a Milano, ha fatto tappa in Italia a Udine (Bluenergy Stadium – Stadio Friuli), Bologna (Stadio Dall’Ara) e Messina (Stadio Franco Scoglio). Ad accompagnarlo sul palco la sua fedele super band internazionale composta da Polo Jones (Musical director, bass), Kat Dyson (guitars, bvs), Peter Vettese (hammond, piano and synth), Mario Schilirò (guitars), Adriano Molinari (drums), Nicola Peruch (keyboards), Monica Mz Carter (drums, percussions), James Thompson (horns, bvs), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (horns), Carlos Minoso (horns) e Oma Jali (backing vocals).

    Per le speciali date negli stadi italiani, Zucchero trasforma i suoi show in una grande festa in cui la sua energia contagiosa e le sue canzoni sono protagoniste di 5 serate indimenticabili. Un’occasione unica per assistere a uno spettacolo mozzafiato ricco di sorprese e di musica dal vivo con la sua straordinaria band. I biglietti per le date di Bologna e Milano sono disponibili su Ticketone.it e nei punti di vendita abituali, quelli per la data di Pescara su Ticketone.it, Ciaotickets e nei punti di vendita abituali, quelli per la data di Messina su Ticketone.it, Ciaotickets e Box Office Sicilia e nei punti di vendita abituali.Radio Italia è la radio ufficiale delle date italiane dell’Overdose d’amore world tour. Frecciarossa è treno ufficiale del tour negli Stadi di Zucchero.

  • Il Magenta Summer Festival trasloca a Marcallo con Casone al Parco Ghiotti ma non si ferma. Anzi ha un programma che spacca

    Il Magenta Summer Festival trasloca a Marcallo con Casone al Parco Ghiotti ma non si ferma. Anzi ha un programma che spacca

    Conto alla rovescia per il tradizionale appuntamento estivo del Magenta Summer Tour che quest’anno sarà ospitato presso la tensostruttura del Parco Ghiotti.

    “Quest’anno abbiamo una nuova location! Saremo infatti a Marcallo con Casone, nella splendida cornice di Parco Ghiotti, all’interno della Tensostruttura, scrivono sui social gli organizzatori che poi passano a presentare “quello che sarà un programma che spacca”

    ? Giovedì 11 luglio apertura alle ore 19:00.
    Dalle 21:30 live music: Kassie Afó + Mefisto Brass
    ? Venerdì 12 luglio apertura alle ore 19:00.
    Dalle 21:30 live music: TOMMI + Gary Baldi Bros
    ? Sabato 13 luglio apertura alle ore 18:00.
    Dalle 21:30 live music: Le Canzoni Giuste + BardoMagno
    ? Domenica 14 luglio apertura alle ore 16:00.
    Ore 16.00: Torneo di Beer Pong
    ISCRIZIONI ?? https://www.ragazzidimagenta.it/mag…/iscrizione-beer-pong/
    Dalle 21:30 live music: LMV Collective + Naive
    Prenota il tuo tavolo ?? https://www.ragazzidimagenta.it/prenotazione-tavoli/
    ? 11 – 12 – 13 – 14 Luglio
    ? Tensostruttura di Parco Ghiotti, Via Gaetano Vitali, Marcallo con Casone
    ? INGRESSO GRATUITO
    https://linktr.ee/magentasummerfestival

    Anche quest’anno il nostro quotidiano on line sarà tra i MEDIA PARTNER di questo atteso evento dell’estate

    Mai come quest’anno gli organizzatori i RAGAZZI DI MAGENTA CON YOUNG EFFECT intendono ringraziare i main sponsor che molto fanno perché il Festival continui a crescere di anno in anno. (DPM GROUP,FARMACIA CATTANEO, TEMPO CASA, TECAM, AUTOSCUOLA STADIO, PING)

  • Rugby Sound Festival: questa sera tocca ai Placebo

    Rugby Sound Festival: questa sera tocca ai Placebo

    Continua con grandi show e artisti della miglior musica italiana e internazionale il RUGBY SOUND FESTIVAL, in una delle più belle location italiane, l’Isola del Castello di Legnano, alle porte di Milano, diventata in 23 edizioni un vero e proprio punto di riferimento per gli eventi dell’estate italiana.

    Dopo il successo degli show dei SUBSONICA e COSMO con opening dei DIE ANTWOORD, e le due serate a tema cartoon e anni ’90, questa sera arriva l’attesissimo concerto dei PLACEBO. La band, guidata da Brian Molko e Stefan Olsdal, è nota per aver rivoluzionato la musica rock attraverso l’unione di altri generi e sonorità musicali, creando un sound unico e inconfondibile. Opening act del live saranno i PEAKS.

    Virgin Radio è la radio ufficiale del concerto dei PLACEBO al Rugby Sound Festival.

    È tutto pronto anche per il live del 2 luglio dei SUICIDAL TENDENCIES e degli AGNOSTIC FRONT, le due leggendarie band statunitensi che fanno tappa al Rugby Sound per l’unica data italiana dei loro tour, e per lo show del 3 luglio di COEZ & FRAH QUINTALE, che, continuano il loro sodalizio nel mondo del live, protagonisti sui palchi delle principali città italiane, pronti a rubare il cuore a chi li guarda.

    Il 4 luglio è atteso MASSIMO PERICOLO, una delle sorprese migliori degli ultimi anni nella scena musicale nonché uno dei migliori liricisti appartenenti alle nuove generazioni che ha saputo conquistare una posizione di rilievo grazie alla capacità di saper passare da un realismo crudo all’ironia con testi all’apparenza semplici ma che sanno creare un’empatia devastante con l’ascoltatore.

    Il 5 luglio torna il reggae di ALBOROSIE & SHENGEN CLAN per una serata speciale: dedicherà al pubblico italiano uno show in cui i solidi e profondi ritmi roots, divenuti il suo marchio, incontreranno le sonorità che hanno decretato il reggae non solo come un genere, ma come una vera e propria cultura portatrice di un messaggio globale che ha da tempo superato i confini giamaicani per diffondersi e affermarsi nel mondo.

    Si prosegue poi il 6 luglio con la ZARRO NIGHT & Friends con IL PAGANTE e DJ MATRIX mentre il 7 luglio sarà la volta di un altro ritorno: CRISTINA D’AVENA & GEM BOY.
    L’11 luglio è PUNK IN CASTLE con tre delle formazioni che hanno fatto la storia del genere nel nostro paese: PUNKREAS, DEROZER, VALLANZASKA.
    Il 12 luglio, un’altra esclusiva italiana con i CYPRESS HILL anticipati sul palco da ASSALTI FRONTALI: un evento a tutto hip hop, con due delle band storiche più rappresentative del genere a livello mondiale e italiano. Ospite degli Assalti Frontali, anche Inoki Ness.

    Il 13 luglio si chiude con DEEJAY TIME CELEBRATION. I protagonisti del Deejay Time sono stati dei veri e propri pionieri che hanno saputo scrivere una pagina indelebile della storia della musica dance e dal notevole impatto nella cultura pop italiana che ancora oggi attrae tre generazioni.

    Tutte le informazioni e i biglietti per le singole date sono disponibili su www.rugbysound.it e www.shiningproduction.com

    IN TRENO AL RUGBY SOUND CON TRENORD

    Quest’anno raggiungere il Rugby Sound Festival in treno sarà ancora più facile, grazie a Trenord. L’azienda ferroviaria lombarda, infatti, in aggiunta alle corse previste da orario, attiverà treni straordinari notturni per il rientro verso Varese e verso Milano e Treviglio in quattro date della manifestazione:
    Il concerto di apertura del 27 giugno con Subsonica anticipato dal dj-set dei Röyksopp, quello del 1° luglio con Placebo, il 3 luglio con Coez e Frah Quintale e il 13 luglio con Deejay Time.

    Sarà possibile viaggiare sulle corse straordinarie con un biglietto dedicato che prevede il viaggio di andata su uno dei treni da orario diretti alla stazione di Legnano e il rientro su uno dei collegamenti aggiuntivi notturni. Acquistabile solo online al costo di dieci euro, il ticket deve essere utilizzato nel giorno del concerto corrispondente e non richiede convalida.

    Su trenord.it e App sono già disponibili i dettagli sul potenziamento per il concerto di Subsonica + Röyksopp Dj-set: saranno effettuate quattro corse straordinarie, per cui è già possibile acquistare i biglietti. Di seguito gli orari dei treni:

    94038: Legnano 01:08-Varese 01:47
    94040: Legnano 01:23-Varese 02:02
    94049: Legnano 01:05- Milano Porta Garibaldi 01:41-Treviglio 02:35
    94051: Legnano 01:20- Milano Porta Garibaldi 01:56-Treviglio 02:50

    Le corse in direzione Varese fermeranno a Busto Arsizio FS, Gallarate, Cavaria-Oggiona-Jerago, Albizzate-Solbiate Arno, Castronno, Gazzada Schianno Morazzone.

    Le corse in direzione Treviglio fermeranno a Canegrate, Parabiago, Vanzago-Pogliano, Rho, Rho Fiera, Milano Certosa, Milano Villapizzone, Milano Lancetti, Milano Porta Garibaldi Passante, Milano Repubblica, Milano Porta Venezia, Milano Dateo, Milano Porta Vittoria, Milano Forlanini, Segrate, Pioltello Limito, Vignate, Melzo, Pozzuolo Martesana, Trecella, Cassano d’Adda.

    I dettagli sul servizio straordinario sono disponibili al link https://www.trenord.it/giteintreno/divertimento-relax/rugby-sound-festival
    Nei prossimi giorni verranno pubblicate le informazioni sul potenziamento previsto anche per le altre tre date.

    Per raggiungere la stazione di Legnano, è possibile utilizzare la linea suburbana S5 Varese-Milano Passante-Treviglio e le linee regionali Milano-Gallarate-Varese-Porto Ceresio, Milano-Gallarate-Arona-Domodossola, Milano-Gallarate-Luino

    Gli orari delle corse sono disponibili su trenord.it e App.

  • Chicago, musical dell’anno in Italia: esulta il Nazionale di Milano

    Chicago, musical dell’anno in Italia: esulta il Nazionale di Milano

    “Siamo orgogliosi di aver accompagnato Chiara Noschese nel suo debutto come regista ormai tanti anni fa. Ci uniamo al mondo del musical italiano per celebrare il suo premio come miglior regista per la produzione di ‘Chicago’ targata ancora una volta Stage Entertainment. Convinti più che mai che regia e produzione Insieme facciano la differenza”. Così Matteo Forte, amministratore delegato di Stage Entertainment Italia, che gestisce il teatro Nazionale di Milano, plaude al conferimento del ‘Premio Internazionale Flaiano’ a Chiara Noschese per la regia del musical ‘Chicago’, lo spettacolo teatrale italiano campione di incassi e di spettatori nella stagione 2023-24

    Scritto da tre autori d’eccellenza: John Kander (musica), Fred Ebb (testi e libretto) e Bob Fosse (libretto, regia e coreografia) Chicago è uno dei grandi classici del musical, la cui fama internazionale è aumentata notevolmente in tutto il mondo dopo l’uscita del film nel 2002 (vincitore di 6 premi Oscar), diretto da Rob Marshall, scritto da Bill Condon e basato e interpretato da Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Geere e John C. Reilly.

    Grazie alla sua storia universale di fama, fortuna e tanto jazz, canzoni spettacolari e coreografie sorprendenti, Chicago è considerato non solo uno dei musical più noti di Broadway, ma anche uno dei più celebri e longevi.

    Dopo il debutto a Broadway nel 1996, in oltre 25 anni è stato rappresentato in 36 paesi e premiato con 6 Tony Awards per Migliore Regia, Migliore Coreografia e Migliore Revival di un Musical, 2 Olivier Awards, un Grammy e migliaia di standing ovation.

    Lo sfondo è la ruggente metropoli dell’Illinois negli anni Venti, un universo brulicante di storie, intrighi, sete di successo e manipolazione dell’opinione pubblica da parte dei media.

    La trama segue le vicende di Roxie Hart, una cantante di nightclub che uccide il suo amante quando scopre che sta per lasciarla per la sua migliore amica. Dopo essere stata condannata per il suo omicidio, finisce in carcere dove incontra il suo idolo Velma Kelly, sia assassina che cantante jazz.

    Le due uniscono le forze con l’astuto avvocato Billy Flynn e complottano rapidamente per riconquistare la libertà e la fama nella Chicago underground.

    Le scene, i balli e le canzoni indimenticabili, trasporteranno lo spettatore nella Chicago dei ruggenti anni Venti per una serata di puro intrattenimento!

  • A Cassinetta di Lugagnano sabato 29 giugno tributo a Fabrizio De Andrè

    A Cassinetta di Lugagnano sabato 29 giugno tributo a Fabrizio De Andrè

    Nel venticinquesimo anniversario della scomparsa di “Faber”, Cassinetta di Lugagnano rende omaggio al grande cantautore con un concerto di “Libera Interpretazione”.
    Appuntamento Sabato 29 giugno, ore 21, al parco De Andrè.

    In caso di maltempo il concerto si terrà presso il Centro Polifunzionale, piazza Negri.

  • Magenta, le tabelline? Da oggi si imparano con le canzoni di Walter Bassani e del figlio Andrea

    Magenta, le tabelline? Da oggi si imparano con le canzoni di Walter Bassani e del figlio Andrea

    Un progetto per le scuole che sta riscuotendo grandissimo successo. E’ quello ideato da Walter Bassani insieme al figlio Andrea. Musicista che non ha certo bisogno di presentazioni ci spiega come è nata questa idea. “Ero impegnato in un laboratorio musicale alle scuole Santa Caterina di Magenta – commenta – finché una maestra mi chiede di ideare una bella canzone che possa insegnare la tabellina del 7 ai bambini. La maestra mi dice che era la tabellina più ostica e nessuno dei bambini voleva essere interrogato su quella”. Walter si mette all’opera e la scrive. Con il figlio Andrea viene la bella idea di realizzare una canzone per ogni tabellina, in modo da rendere meno pesante possibile lo studio. Anzi, di renderlo divertente.

    “Ci siamo accorti che questo progetto ha totalizzato quasi 60mila ascolti. – aggiunge – Le cose belle e utili camminano lente, ma arrivano al cuore delle persone”. Il commento più gradito è stato proprio quello della maestra. Perché quando Walter è ripassato dalla scuola lei lo ha visto e gli ha fatto presente che, dopo quella canzone, tutti volevano essere interrogati sulla tabellina del 7. Altra dimostrazione di come le cose semplici funzionino. Basti pensare a Colour your life, il nuovo singolo dei Meccano con Silvia Fusè, arrivato ormai a 5700 ascolti reali in poco tempo. Anche ‘Urla’, sempre dei Meccano, nelle sue varie versioni, ad oggi è arrivato a 16400 visualizzazioni reali.

    “Anche questo brano è stato scoperto dalla gente solo per quel che dice e rappresenta – continua Bassani – Ora partiremo con una nuova fase per far sapere a più persone che questa canzone esiste. Il video è stato presentato a Radio Stad Den Haah RSDH in Olanda su loro richiesta”.

  • Bull Brigade stasera al Gerusco: if the kids are united.. Concerto iconico

    Bull Brigade stasera al Gerusco: if the kids are united.. Concerto iconico

    Questa storia potrebbe essere davvero iniziata a Trinidad, l’angolo di mondo disperso nei Caraibi. Mezzo secolo fa, l’isola che ha subito le colonizzazioni di mezza Europa, tanto per cambiare, non è che se la passasse bene: povera, anzi poverissima nella sua quasi totalità degli autoctoni. Povertà, del resto succede sempre, che fa rima con protesta, quella dei giovani che si scoprono inchiodati ad un presente deficitario con la prospettiva di un futuro, se possibile, anche peggiore. E tra i giovani isolani di discendenza africana prende piede innanzitutto uno stile che in fretta si traduce anche in musica per soddisfare un’impellente esigenza comunicativa: il Calypso. Il termine pare derivi da ‘kaiso’ che per gli africani sta geneticamente ad indicare qualcosa di ben fatto. Peraltro, Calipso è anche la dea greca del mare e vorrà pur significare qualcosa.

    La base è ovviamente multiculturale, perché alle percussioni tipiche dell’Africa si sommano le influenze stilistiche dei conquistatori, il risultato è policromia. Musica che piace al popolo, perché fatta dal popolo per il popolo al quale tutto è imposto con brutalità, e decisamente meno ai padroni coloniali che, infatti, mal digeriscono le liriche taglienti di cantanti che prendono costantemente di mira le storture sociali, l’odio, il razzismo e la prevaricazione dei pochi sui molti; al punto che non è insolito salti fuori una legge che provi a mettere un bavaglio al caleidoscopico dissenso dei cantori calypsonian. Gente di cultura e fantasia, che inventa parole, conia locuzioni, detta la tendenza. Insomma, crea appartenenza. Vocabolo che, insieme a identità, traduce il sentimento che accomuna chi ha nel sangue le molecole della rivolta.

    Il Calypso è progenitore di un sacco di cose, sempre per restare ancorati al pianeta musica. Le jam della musica rap, le famose battle nel cerchio, dove due rapper si sfidano a colpi di rime palleggiando il microfono, tanto ricordano il ‘picong’ del calypso, quando, al ritmo sincopato dei tamburi, i duellanti metaforicamente si colpiscono a vicenda con rime di scherno bonario. Non solo. Chi dal 1969 in poi si è definito uno Skinhead con cognizione di causa variabile o, qualche anno più tardi a partire dall’anno di gloria 1977 un Punk, ecco che, magari senza rendersene conto, ha lo stesso molto da spartire con quegli albori incendiari che si perdono nelle piantagioni di canna da zucchero che nella Trinidad strattonata per la maglia dallo sciovinismo europeo si susseguivano a perdita d’occhio.
    Ciò, perché la musica dei Rude boy – quelli di strada, con tre bottoni sulla giacca e le scarpe di pelle lucida come specchi – quindi Rocksteady e Ska, che a loro volta anticiperanno Oi! e Punk, ha un padre. Mezzo cubano e mezzo giamaicano, con i mari dei Caraibi che ritornano nella nostra storia come un romantico leitmotiv. Si chiama Laurel Aitken e nella città simbolo di Kingston, Giamaica, degradata e pericolosa nei sobborghi al contempo pregni di vitalità, comincia a farsi conoscere cantando proprio il Calypso anche se inizialmente a beneficio dei turisti borghesi da navi da crociera. Dalla sua inesausta creatività nasce il Boogie Shuffle giamaicano, il Blue Beat per intenderci, quando ancora il termine Ska è ancora lontano dall’essere universalmente compreso. Genesi, quella dello Ska, che farà seguito alla sua dipartita con direzione Regno Unito, insieme ad una moltitudine dei ragazzi rudi di cui sopra, proletari e incazzati, dove la sua inarrestabile parabola musicale avrà quale primo risultato imperituro una pietra miliare come “Ska with Laurel”, titolo che da solo precorre ciò che accadrà poi.
    Ai suoi concerti, più in generale, succede qualcosa di parecchio interessante. Sotto al palco si mescolano, attratte come poli antitetici di una calamita, due sottoculture: quella dei Mods, i modernisti che ontologicamente detestano tutto ciò che ha segnato la vita dei loro antenati dalla quale fuggono a gambe levate, e, appunto, quella dei Rude Boy in arrivo dalla Giamaica, peraltro, da poco indipendente. Li accomuna la provenienza sociale, quella working class dalla quale i giovani tentano di evadere per lenire l’alienazione di un sistema economico che velocemente assume i connotati di un tritacarne, nel quale a farne le spese sono gli ultimi, sempre più ultimi ed emarginati, con la classe dominante sempre più dominante. Perché cinquant’anni più tardi, lo abbiamo a un palmo di naso, tutto cambia ma tutto resta uguale. La frequentazione è esplosiva. Londra, prima che il ’77 significhi Punk e odio per la Regina, vede, appunto, l’incontro delle due subculture che abbiamo compreso essere diverse ma sospinte dall’identica propulsione sociale.

    La mescolanza algebrica Mods più Rude Boys significa Hard-Mod, senza troppi giri di parole la nascita del movimento Skinhead. Un cerchio che si chiude e abbraccia le spiagge assolate di Trinidad, il caos malavitoso di Kingston e la suburbia londinese Che sarà thatcheriana. Anno 1969, il punto zero. Dalle atmosfere calde dei calypsonian, accompagnate da sarcasmo lirico e tamburi festaioli, alla ferocia della triade chitarra-basso-batteria, odio di classe divampante, riff taglienti come spade, voci ruvide come carta vetrata che arringano la folla e sottofondo di cori da stadio: la musica Oi! si impossessa delle strade. Il mondo, ben presto, fa la conoscenza di Pursey con i suoi Sham 69, gente che segna un passo nuovo senza dimenticare perché e come è giunta fino a lì. Il resto è storia più o meno recente.
    Mensi, voce degli iconici Angelic Upstarts, da qualche anno ci ha lasciato ma la sua strenua difesa del proletariato resiste immutata nei pezzi ascoltati fino allo sfinimento che odorano di socialismo e contrattacco e il suo esempio è servito da ispirazione ad una moltitudine di artisti che ancora oggi hanno il pregio di pensare che un altro mondo, possibilmente più equo, possa ancora essere possibile. Il motivo di questo lungo e nostalgico back in the days è che tra questi, per restare orgogliosamente all’interno dei nostri confini, i Bull Brigade che impreziosiranno il palco del Gerusco, i capisaldi della cultura punk e skin hanno scelto di non perderli mai di vista. La loro bussola segna sempre la stessa direzione, è la resistenza delle periferie che non si placa o, per dirla come loro, il fuoco che non si è ancora spento.

    Chiosa finale che si articola su due inviti. Il primo è quello di perdere qualche ora del nostro tempo per leggere ‘Spirit of ’69 – la bibbia skinhead’. Libro vergato diverse decadi fa da George Marshall, uno di quelli che c’era, che è necessario per fare chiarezza su un tema socio-politico complesso e caratterizzante ma troppo spesso liquidato dal pensiero egemone come ciò che realmente non è. Non diremo cosa, ma intendono proprio quella robaccia lì. Il secondo, ovviamente, è di farsi trovare duri e incazzati sotto al palco del Gerusco dove, almeno per una sera, Robecco si traveste da periferia urbana di una metropoli che ingloba anime differenti, con i suoi suoni, la sua rabbia, i suoi colori. Quelli della strada.

  • A Trecate sta arrivando il tempo di Fabrizio De Andrè

    A Trecate sta arrivando il tempo di Fabrizio De Andrè

    Primo spettacolo nella serata del prossimo 5 luglio, nel cortile delle magnolie di villa Cicogna, per la rassegna culturale “Accordi d’autore”, “iniziativa – ricordano il sindaco Federico Binatti e il consigliere incaricato alla Cultura Mauro Bricco – organizzata con la collaborazione della Pro Loco”.

    Dopo il rinvio, a causa del maltempo, della serata dedicata a Lucio Battisti (che si terrà il prossimo 1° settembre), è la volta del cantautore genovese Fabrizio De Andrè, le più famose canzoni del quale saranno portate sul palco dal gruppo “Libera interpretazione”.

    “Il concerto – aggiungono il sindaco e il consigliere – avrà inizio alle 21 e sarà preceduto, a partire dalle 20.15, dalla degustazione di un piatto tipico, offerto dall’Amministrazione presso il punto ristoro allestito grazie alla collaborazione della Pro Loco, che ricorderà la tradizione culinaria della terra d’origine del cantautore al quale la serata è dedicata”.

    “Accordi d’autore”, fino al prossimo ottobre, “prevede altri appuntamenti dedicati a cantautori italiani e non solo: con questa iniziativa l’Amministrazione intende valorizzare brani divenuti ormai classici del patrimonio musicale che appartiene a un pubblico di tutte le età e creare un’occasione di incontro e socializzazione all’interno di villa Cicogna, affinché questo luogo – rimarcano a conclusione il sindaco e il consigliere – sia sempre più un primario punto di riferimento per la cultura della nostra città”.

  • Annalisa live da Bellizona. Di Monica Mazzei

    Annalisa live da Bellizona. Di Monica Mazzei

    ANNALISA: VOCE LIBERA E TRASGRESSIVA, di Monica Mazzei

    La chiave del successo straordinario della cantante, non è solo essersi reinterpretata in modo completo tra danze, coreografie e look sfolgoranti ed una voce di tutto rispetto; ma la disinvoltura con la quale è diventata simbolo di totale libertà amorosa.
    Ricorda altre icone, che hanno cavalcato questa libertà con brani nei quali cavalli di battaglia come “Da Trieste in giù”, restano longevi a tutt’oggi. Il cavallo di battaglia della nuova starlet del panorama internazionale, invece è indubbiamente “Mon Amour”, che ricalca in modo ancora più esplicito una direzione variabile ed imprevedibile. Non so cosa vi troviate di strano: molti nomi della musica hanno raggiunto l’Olimpo facendo come lei; ossia, comunicando un messaggio che ha già a partire dai balletti, mette in scena sul palco un’energica e vitale espressione “promiscua”. Tuttavia, non scade mai nel volgare o nell’esagerazione, ma permane in lei qualcosa di adolescenziale e di leggero. Non si percepiscono per ora riflessioni calcificate nella pesantezza: mescola la gioiosa spensieratezza degli incontri giovanili, ad un giocoso amoreggiare, con poche sfumature di sentimentalismo; pur non mancando del tutto. Cavalca un’onda, Annalisa, non vi è dubbio.

    Le vendite eccezionali confermano che il suo stile di respiro internazionale è vincente.

    A Bellinzona ha portato i suoi trionfi tormentoni, che ormai conosciamo tutti a memoria.

    Annalisa rappresenta il punto di congiunzione tra il passato ed il futuro, riportando in vita durante il live, il mito della fantascienza, tra richiami a robot semi viventi ed intelligenza artificiale.
    Ok: questo aspetto, chi mi segue lo sa, non l’amo affatto; ma immagino che per lei ed il suo entourage rappresenti solo puro gioco.
    Sul prato nella corte di Castelgrande è accorsa una fitta folla del tutto incurante del tempo (che per fortuna poi ha regalato una tregua stellata), ma non pensate che fossero tutti adolescenti e giovani.
    Tutt’altro: cantava in coro l’uomo di mezza età come il gruppo di diciassettenni, la madre ed il padre maturo con i figli in età scolare.

    Mette d’accordo tutti, Annalisa?
    Per ora è ancora presto per dirlo.
    La voce è potente e l’abbiamo sentita esplodere soprattutto nell’esecuzione di cover famose, come “Sweet Dreams” degli Eurythmics.

    Oggi è il trend più trascinante e desiderato; soprattutto su palchi più performanti, nei quali, grazie ad un allenamento acrobatico, è capace di calarsi dall’alto, tenendosi con una fune.

    Teniamola d’occhio… Pare sia ormai una delle donne più “potenti” del panorama musicale.

    A cura di Monica Mazzei, foto di Aida Mazzei.

  • Pionieri della Musica: i primi quarant’anni del CPM Institut. A cura di Monica Mazzei

    Pionieri della Musica: i primi quarant’anni del CPM Institut. A cura di Monica Mazzei

    IL CPM MUSIC INSTITUT DI MUSSIDA STA ORGANIZZANDO UNA GRANDE FESTA PER I SUOI 40 ANNI! UNA PARABOLA DI MUSICA E AMORE, NATA NEI SOTTOSCALA, di Monica Mazzei.

    Ho ascoltato la conferenza con Franco Mussida ed è con grande piacere che ve ne rendo partecipi.
    Mussida ha ridato luce ai pilatri fondamentali della dignità umana, senza i quali tutto andrebbe perso, non solo la musica.
    Ci parla di alleanze, quasi invocandole, nella speranza, scaturita come una fiamma anche da quell’anima italiana, che porta con sé un modo di fare musica pieno di cuore e di passione pura, che nessun avvento tecnologico potrà smantellare o battere.
    Ma ci vuole qualcosa di forte ed imprescindibile: LA VOLONTÀ di unirsi tutti per le sfide del futuro.

    “Il più grande scopo della musica? La sua capacità di renderci migliori. Jannacci diceva che per fare musica ci vuole orecchio. È vero, ma oggi per campare di musica ci vogliono cuore, testa e motivazione… E soprattutto un coraggio testardo!””, cit. Franco Mussida.

    La scuola presieduta e fondata dall’ex PFM come quelle viste nel cinema americano.
    Durante la conferenza stampa numerose anche le installazioni video con proiezioni dei documenti d’archivio della storia dell’istituto. L’amore per la musica e per gli esseri umani, le sue più grandi fonti di ispirazione.

    Dalla scuola di MUSSIDA usciti nomi quelli Filippo Mango e Giusy Ferreri; nella sua struttura si era svolta la primissima edizione di X-FACTOR.

    Il Maestro Franco Mussida viene presentato come il più grande chitarrista italiano riconosciuto e ci propone con questa conferenza una riflessione, per capire chi siamo e dove andiamo oggi.
    Ma il motivo della conferenza stampa appena tenutasi è celebrare i 40 anni di quello che era il sogno del musicista: una scuola stile quelle viste nel cinema americano, per formare nuovi giovani talenti.
    In questa avventura hanno accompagnato il maestro altri nomi celebri dell’ambiente musicale: Loredana Pezzoni (co-fondatrice storica e moglie di Mussida), Luca Nobis, Giacinto Siciliano, Paolo Foschini, Davide Ienco, Donato Medici, Alberto Sinigalia, Roberto Razzini, Sandro Mussida.

    La scuola fondata da Franco e portata avanti dal figlio Sandro,a sua volta musicista, ha realizzato il più grande sogno americano, regalandogli prima di tutto gli spazi: prima di allora, l’unico modo per frequentare delle lezioni di musica come il jazz o il folk popolare, il pop come il rock, passando per il soul, doveva andare a lezione a casa di un docente privato, scarseggianti però anche questi ultimi: a Franco si deve il coraggio pionieristico di iniziare, nonostante tutti gli impegni che aveva già allora con la Premiata Forneria Marconi.
    Quei generi musicali invece, negli altri Paesi, si studiavano già nei grandi college.
    In Italia, come a Milano, lo si faceva invece nei sottoscala di negozi e palazzi o nei collettivi sociali.
    La prima illuminazione si deve alla Pietrantoni, che ideò la prima antenata di quella che sarebbe stata la scuola di musica moderna che oggi tutti conosciamo.
    Il modello didattico CPM è nato direttamente in “casa”: ossia un’idea europea ed italiana dell’embrionalità della musica.
    Nel modello italiano prevale quindi un cuore che influenza la mente e non diversamente, come in quello americano.

    “Noi eravamo un’anomalia benigna. Abbiamo lavorato fin dall’inizio da privati ma come fossimo una struttura pubblica”, racconta Mussida.
    Franco ringrazia prima di tutto la compagna di una vita e le riconferma tutto il suo affetto, affermando che senza il suo fondamentale contributo, questo sogno non sarebbe mai diventato realtà.

    Da cosa nasce però il desiderio di celebrare proprio ora questi traguardi, in compagnia di tanti giornalisti?
    Da una visione. Una visione giunta inaspettata come 40 anni prima.

    “È giunto il momento di fissare un punto di svolta. Quarant’anni fa nelle scuole pubbliche e nei conservatori, non si insegnava né jazz né musica popolare. Sentivamo che il sistema formativo doveva smettere di operare fuori dalla realtà. All’inizio servì un’alleanza per dare dignità alla musica popolare e a chi la faceva e la produceva. Quel che serviva era un modello formativo. Siamo riusciti a costruirlo e ad immetterlo nel circuito nazionale”, continua Mussida.

    Cosa manca quindi a completare questo immenso e meraviglioso progetto?
    La risposta proviene dalla nuova visione annunciata prima: “Siamo una anomalia benigna, come dicevo prima e non è un caso che proprio partendo dalla musica popolare la CPM voglia continuare ad innovare, apportando un nuovo contributo al futuro…”.

    È giunto quindi il momento di una nuova alleanza.
    L’alleanza sarà capace di fornire un apporto di tipo umanistico: è tutto ciò che potrà superare il formarsi di meri tecnici musicali informatici.

    La generazione di Mussida ha vissuto un periodo aureo: ora bisogna aprire l’intima cassaforte del musicista, per offrire ai ragazzi non solo nuovi software, ma strumenti per renderli più coscienti e consapevoli, per guidare al meglio i loro processi creativi, per governare la tecnologia e non esserne governati.

    E se i temi affrontati in conferenza sono molteplici e tutti di grandissima importanza, Mussida ci ricorda che al di là dei voti, la scuola deve insegnare a stare insieme.

    La scuola è fatta dai ragazzi. Non è difficile intuire perché lo dica: la coesione e l’unione nelle nuove generazioni, saranno le uniche cose che permetteranno a questo vascello, messo in viaggio 40 anni fa da lui e consorte, di poter continuare una prodigiosa esplorazione.
    Mussida desidera che la sua scuola con i suoi insegnamenti prosegua verso l’infinito, con i suoi insegnamenti, pur inserendosi nelle realtà future.

    Il metodo didattico fondamentale che il Maestro ci divulga infatti con tanta generosità è, in finale, proprio il fatto che i giovani sviluppano meglio le loro qualità musicali se lasciati a provare e a parlare per ore di musica fra loro, come fossero a casa propria.
    Spetta quindi ai docenti ricreare un ambiente in una struttura, che profumi di casa.

    Da qui si passa ad un livello superiore: l’impiego della musica quale cura sociale: la musica è uno strumento di costruzione di benessere sociale.

    Il modello più importante è quello di legare un approfondimento emotivo ed affettivo di ognuno, da sviluppare nella musica. La musica ha il potere di definire il nostro mondo interiore ed emotivo.

    La funzione educativa della musica in un ambiente come il carcere, grazie all’incontro tra Mussida e Sinigalia e Foschini e Giacinto Siciliano, ha trovato l’applicazione sua più concreta.
    È così che sono giunti sino a creare un vero e proprio coro di detenuti e volontari sino, addirittura, ad ex detenuti (!), in una struttura correzionale.

    Rigore e leggerezza sono le parole chiavi di ciò che la musica riesce a donare all’essere umano.

    Ma Franco sta ora lavorando ad un progetto umano e musicale ancora più miracoloso: studiare gli strumenti di derivazione etnica di tutte le fasce di rifugiati o senza dimora, per ricreare un linguaggio anche per tutti loro, includendoli.
    “Non c’è uomo che non ascolti musica”, ha detto.
    Questo progetto include l’idea di costruire delle audioteche alle quali mettere delle ruote per portarle in giro, come si fa con le cucine. Queste audioteche viaggeranno poi ove vi sono guerre e terremoti.

    Cambiare lo stato d’animo di queste persone è l’obiettivo; mentre la scommessa è aiutare la persona depressa a vincere la propensione ad ascoltare musica che la trattenga in quella condizione, per ascoltarne altra che possa risollevarla.

    I DETTAGLI DELLA CERIMONIA DEL PREMIO ISTITUITO PER I 40 ANNI:

    In occasione del 40° anniversario dalla sua fondazione, il CPM Music Institute di Milano ha istituito Pionieri della Musica, un riconoscimento per dare merito e visibilità a musicisti e operatori del settore Musicale che hanno operato negli anni, con ingegno, dedizione e coraggio, portando importanti innovazioni in ambito didattico, professionale e sociale.

    La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si terrà il 28 giugno al Castello Sforzesco di Milano (Cortile delle Armi) nel corso di La Festa in Musica dei 40 anni del CPM Music Institute, la serata dedicata al passato, al presente e al futuro del CPM Music Institute. L’evento Musicale si intitola “La voce della Musica” e, per il sesto anno consecutivo, vedrà sul palco un centinaio di studenti dei dipartimenti della Scuola che, con diversi ensemble corali e strumentali, presenteranno 13 brani di un mondo Popular Music colorato di Rock, Soul, Rap e brani della grande tradizione cantautorale italiana. Un momento particolare del concerto sarà dedicato ai tanti insegnanti che hanno accompagnato la vita della Scuola.

    L’evento, realizzato nell’ambito della rassegna MILANO È VIVA, è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link per i posti a sedere (posti in piedi disponibili senza prenotazione): https://www.mailticket.it/manifestazione/8U39/40-anni-in-musica-con-il-cpm-estate-al-castello-2024

    A cura di Monica Mazzei