Categoria: Scuola

  • Il Liceo d’Arconate vola.. in Amazzonia

    Il Liceo d’Arconate vola.. in Amazzonia

    ARCONATE All’Istituto Omnicomprensivo Europeo di Arconate e Buscate l’anno scolastico riparte con lo sguardo rivolto al mondo: venerdì 1 settembre, infatti, uno studente e una studentessa di quinta Liceo Linguistico, accompagnati dall’insegnante Mirella Stancanelli, sono partiti per un’esperienza didattica di due settimane in Amazzonia nel villaggio di Xixuaù in Brasile.

    Il progetto “Maryba SteAm” è stato finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e organizzato dall’IS “Einaudi” di Roma, con cui l’Istituto arconatese collabora da anni, e si colloca nell’ambito delle iniziative didattiche per l’adozione delle metodologie innovative Steam.

    I 12 partecipanti, selezionati tra gli alunni più motivati all’internazionalizzazione da 6 scuole superiori di tutta Italia, si immergeranno in un’esperienza irripetibile con l’obiettivo di imparare a essere viaggiatori sostenibili, turisti 4.0 capaci di mettersi in ascolto e di scoprire se stessi attraverso il confronto con l’Altro.

    Dopo un’estate in cui abbiamo visto i primi effetti del cambiamento climatico, l’ecoturismo comunitario, gestito direttamente dalle popolazioni locali, è un importante strumento di conservazione ambientale. Promuove la protezione della foresta, il benessere e l’empowerment dei suoi abitanti, da sempre suoi custodi.

    Dopo aver lasciato l’Italia, gli studenti e i loro accompagnatori visiteranno Manaus e proseguiranno verso il cuore dell’Amazzonia, risalendo in barca il Rio Negro e il Rio Jauaperi, fino all’arrivo nella comunità Xixuaú, pochi kilometri a sud dell’Equatore. I ragazzi incontreranno i nativi, in un momento di confronto e interazione nella grande Maloca comunitaria. Nei giorni successivi, esploreranno il territorio, navigando in canoa nella ‘foresta allagata’, studiando la flora, la fauna, le attività economiche tradizionali, analizzando il contesto grazie ad un costante rapporto con la popolazione locale, mettendo a frutto lo studio del portoghese condotto nei mesi scorsi.

    “Sono ormai trascorsi tre anni da quando le steam sono diventate una delle metodologie che il nostro istituto ha ritenuto più efficace per sviluppare le competenze degli allievi”, sostiene il Dirigente Scolastico, dott. Emanuele Marcora, “Questo viaggio darà ai nostri alunni la possibilità di sviluppare competenze sociali, relazionali, emotive ormai diventate fondamentali per tutti. Sarà un viaggio in cui non mancheranno occasioni per emozionarsi e che coinvolgerà la mente e il cuore dei ragazzi, che, una volta rientrati in Italia, faranno rivivere ciò che hanno provato ed appreso a chi è rimasto a casa.

    Un ringraziamento va alla maestra Mirella Stancanelli che ha accettato la sfida di accompagnare il gruppo in questa esperienza così particolare. La sua esperienza nell’ambito dell’intercultura sarà un valore aggiunto per tutti

  • Caro scuola? Gigante restituisce il 50% di zaini e diari in buoni spesa

    Caro scuola? Gigante restituisce il 50% di zaini e diari in buoni spesa

    MILANO Con l’inizio di settembre milanesi e lombardi si preparano al ritorno a scuola. Una situazione che, come per altri temi della nostra quotidianità, deve fare i conti – complice l’impennata dei costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti – con un aumento di quanto serve per il primo suono della campanella.

    Differenti associazioni di consumatori, nei giorni scorsi, hanno quantificato in un range tra il 6% e il 10% l’incremento della spesa per il ‘corredo scolastico’ rispetto al 2022. Un dato sostanzialmente in linea con l’Osservatorio del gruppo della grande distribuzione ‘Il Gigante’ (una settantina di punti vendita, la maggior parte dei quali in Lombardia) secondo cui la cifra si attesterebbe intorno al 7%.”Per fronteggiare questa situazione, che ancora una volta penalizza le famiglie – spiega Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione de ‘Il Gigante’ – abbiamo lanciato un’iniziativa che, attraverso la sottoscrizione gratuita della nostra ‘blucard’, prevede, fino al 17 settembre, sull’acquisto di zaini, astucci, bustine, diari e grembiuli, la restituzione del 50% della spesa in buoni da utilizzare su oltre 1.500 articoli presenti sui nostri scaffali”. Il buono generato sarà spendibile anche su tutto il materiale scolastico necessario all’inizio delle lezioni (penne, matite, quaderni, colle, pennarelli) permettendo alle famiglie di beneficiare di un ulteriore risparmio. “Un segnale d’attenzione, che vuole essere anche un piccolo sostegno concreto a un ‘caro-vita’ sempre più galoppante”.

  • Quanto costa prepararsi al nuovo anno scolastico?

    Con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, le famiglie italiane si stanno preparando ad affrontare una nuova sfida finanziaria legata all’istruzione dei loro figli.

    L’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico si sta rivelando sempre più gravoso, mettendo a dura prova i bilanci familiari.

    Questo aspetto sta emergendo come una sfida economica rilevante nell’istruzione dei giovani in Italia. Le spese connesse all’acquisto dei libri scolastici e dei materiali didattici stanno esercitando una pressione considerevole sulle finanze familiari, sottolineando la necessità di sviluppare strategie per affrontare tali oneri.

    Nel panorama educativo nazionale, il crescente costo dei libri scolastici sta diventando un argomento di discussione sempre più rilevante. I dati pubblicati nel corso del 2023 dall’Associazione Italiana Editori rivelano che questa tendenza all’aumento dei prezzi sta continuando, mantenendosi comunque al di sotto del tasso di inflazione.

    I rincari nel dettaglio

    Per i testi destinati alla scuola secondaria di primo grado si è registrato un incremento del 3,04%, mentre, per quelli utilizzati nella scuola secondaria di secondo grado, l’incremento è stato del 3,42% rispetto all’anno precedente. Al contrario, l’indice dei prezzi al consumo su base annua ha raggiunto il 6,4%.

    La spesa media per studente durante l’anno scolastico è destinata a superare i 1.200 euro, secondo le stime di Assoutenti, con un aumento dei costi tra l’8% e il 10%, prevalentemente a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti di cartoleria come zaini, astucci e materiali essenziali. Questo incremento annuale del 9,2% è spiegato da un aumento delle materie prime e del costo di produzione.

    I libri di testo rappresentano un notevole peso in questa spesa scolastica, variando dai 300 euro per la scuola media ai 700 euro, e oltre, per alcune classi del liceo. Ad esempio, nel liceo classico si stimano costi di circa 350 euro per i libri, oltre ai vocabolari di greco e latino. Nel liceo scientifico, la spesa supera i 400 euro, mentre per i licei linguistici si aggira intorno ai 300 euro, con l’aggiunta dei vocabolari. La Rete degli Studenti Medi sottolinea l’impatto finanziario di questi costi record sull’educazione.

    Opinioni e consigli

    Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, ha chiesto un intervento sia da parte del governo che delle scuole, puntando su prezzi ragionevoli e collaborazioni con dettaglianti e produttori per offrire kit scolastici accessibili. In un clima in cui molte famiglie abbracciano pratiche come l’acquisto di libri usati o l’utilizzo di copie fornite dagli editori, il “tetto di spesa” del 2012 risulta inadeguato, non considerando l’inflazione e le nuove materie introdotte.

    Paolo Tartaglino, presidente del gruppo Educativo Aie, sottolinea l’urgente necessità di una revisione. In questo panorama, l’ottimizzazione delle risorse finanziarie e un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte emergono come soluzioni necessarie per affrontare questa sfida economica.

    L’importante settore dell’istruzione in Italia si scontra con un crescente onere economico, alimentato dall’industria dei libri scolastici, la quale genera un giro d’affari annuo di quasi un miliardo di euro. Al fine di evitare una pressione insostenibile, si consiglia alle famiglie di adottare un approccio oculato, privilegiando soluzioni come lo scambio di libri tra studenti, l’acquisto di materiali di seconda mano e il rafforzamento delle biblioteche scolastiche.

    La domanda che si pone è: come può l’Italia equilibrare la necessità di sostenere l’industria dell’istruzione con l’esigenza di renderla accessibile per tutte le famiglie? Quali soluzioni innovative possono essere implementate per garantire che l’istruzione rimanga una priorità senza compromettere la stabilità economica delle famiglie italiane? Il futuro dell’istruzione in Italia dipenderà da come queste domande vengono affrontate e risolte.

    Fonte : https://www.prontobolletta.it/news/il-prezzo-dell-apprendimento/

  • Quanto costa prepararsi all’anno scolastico?

    Con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, le famiglie italiane si stanno preparando ad affrontare una nuova sfida finanziaria legata all’istruzione dei loro figli.

    L’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico si sta rivelando sempre più gravoso, mettendo a dura prova i bilanci familiari.

    Questo aspetto sta emergendo come una sfida economica rilevante nell’istruzione dei giovani in Italia. Le spese connesse all’acquisto dei libri scolastici e dei materiali didattici stanno esercitando una pressione considerevole sulle finanze familiari, sottolineando la necessità di sviluppare strategie per affrontare tali oneri.

    Nel panorama educativo nazionale, il crescente costo dei libri scolastici sta diventando un argomento di discussione sempre più rilevante. I dati pubblicati nel corso del 2023 dall’Associazione Italiana Editori rivelano che questa tendenza all’aumento dei prezzi sta continuando, mantenendosi comunque al di sotto del tasso di inflazione.

    I rincari nel dettaglio

    Per i testi destinati alla scuola secondaria di primo grado si è registrato un incremento del 3,04%, mentre, per quelli utilizzati nella scuola secondaria di secondo grado, l’incremento è stato del 3,42% rispetto all’anno precedente. Al contrario, l’indice dei prezzi al consumo su base annua ha raggiunto il 6,4%.

    La spesa media per studente durante l’anno scolastico è destinata a superare i 1.200 euro, secondo le stime di Assoutenti, con un aumento dei costi tra l’8% e il 10%, prevalentemente a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti di cartoleria come zaini, astucci e materiali essenziali. Questo incremento annuale del 9,2% è spiegato da un aumento delle materie prime e del costo di produzione.

    I libri di testo rappresentano un notevole peso in questa spesa scolastica, variando dai 300 euro per la scuola media ai 700 euro, e oltre, per alcune classi del liceo. Ad esempio, nel liceo classico si stimano costi di circa 350 euro per i libri, oltre ai vocabolari di greco e latino. Nel liceo scientifico, la spesa supera i 400 euro, mentre per i licei linguistici si aggira intorno ai 300 euro, con l’aggiunta dei vocabolari. La Rete degli Studenti Medi sottolinea l’impatto finanziario di questi costi record sull’educazione.

    Opinioni e consigli

    Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, ha chiesto un intervento sia da parte del governo che delle scuole, puntando su prezzi ragionevoli e collaborazioni con dettaglianti e produttori per offrire kit scolastici accessibili. In un clima in cui molte famiglie abbracciano pratiche come l’acquisto di libri usati o l’utilizzo di copie fornite dagli editori, il “tetto di spesa” del 2012 risulta inadeguato, non considerando l’inflazione e le nuove materie introdotte.

    Paolo Tartaglino, presidente del gruppo Educativo Aie, sottolinea l’urgente necessità di una revisione. In questo panorama, l’ottimizzazione delle risorse finanziarie e un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte emergono come soluzioni necessarie per affrontare questa sfida economica.

    L’importante settore dell’istruzione in Italia si scontra con un crescente onere economico, alimentato dall’industria dei libri scolastici, la quale genera un giro d’affari annuo di quasi un miliardo di euro. Al fine di evitare una pressione insostenibile, si consiglia alle famiglie di adottare un approccio oculato, privilegiando soluzioni come lo scambio di libri tra studenti, l’acquisto di materiali di seconda mano e il rafforzamento delle biblioteche scolastiche.

    La domanda che si pone è: come può l’Italia equilibrare la necessità di sostenere l’industria dell’istruzione con l’esigenza di renderla accessibile per tutte le famiglie? Quali soluzioni innovative possono essere implementate per garantire che l’istruzione rimanga una priorità senza compromettere la stabilità economica delle famiglie italiane? Il futuro dell’istruzione in Italia dipenderà da come queste domande vengono affrontate e risolte.

    Fonte : https://www.prontobolletta.it/news/il-prezzo-dell-apprendimento/
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  • Trecate: 50 mila euro per l’impianto di riscaldamento della “Don Milani”

    ‍Ammonta a 50.000 euro la somma stanziata dall’Amministrazione comunale per il rifacimento di parte dell’impianto di distribuzione calore dei locali di via Andante che ospitano la Direzione didattica della Scuola primaria “Don Milani”.

    TRECATE NO – In vista della ripresa dell’attività didattica con il mese di settembre – spiegano il sindaco Federico Binatti, il vicesindaco e assessore all’Istruzione Rossano Canetta e il consigliere incaricato ai Lavori pubblici Mauro Bricco – abbiamo disposto, a seguito del sopralluogo effettuato dai tecnici comunali, un intervento sull’impianto che presentava alcuni malfunzionamenti. I lavori previsti dal progetto approvato dalla Giunta contemplano la sostituzione di dorsali e colonne per assicurare un adeguato riscaldamento dei locali durante la prossima stagione invernale.

  • Università: Milano la più cara per i fuori sede

    MILANO – Il nuovo anno accademico sta per iniziare e riparte la caccia alla stanza da parte di studenti fuorisede… e non solo. La situazione è ancora caratterizzata da rincari dei prezzi, anche se non in tutte le città.

    Dall’altra parte universitari e lavoratori avranno a disposizione un’offerta del mercato più cospicua, visto l’aumentare diffuso degli alloggi di questa tipologia (+34% per le singole). Infatti, l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, società del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in big data e market intelligence per il settore immobiliare, evidenzia un aumento dell’offerta molto importante soprattutto nei centri satellite, come Brescia (+75%), Latina (+68%), Bergamo (+49%), che ora si propongono come alternativa ai poli di maggiore dimensione, grazie anche alla presenza di collegamenti con la grande città e un’offerta didattica spesso similare.

    La domanda, comunque, continua a crescere, influenzata dalla coda lunga dei rientri post-Covid: la richiesta per le singole è infatti salita del 27% rispetto al 2022. Milano aveva tutti gli occhi puntati addosso, dopo aver fatto partire la protesta delle tende poco prima dell’estate: la città, per la prima volta negli ultimi anni, frena sui rincari. Rimanendo comunque la più cara, con un costo medio delle singole di 626 euro al mese, segna “appena” il +1% rispetto all’anno scorso riconducibile all’aumento dell’offerta (+36%), pur conservando ancora un incremento nella domanda (+15%).

  • Al Carducci di Milano si sperimenta la scuola senza voti. Mah…

    MILANO La scuola non dovrebbe basarsi esclusivamente sul voto. Dopo la lettera aperta di un neodiplomato di un liceo milanese contro “una scuola dilaniata dalla retorica del merito” in cui una generazione di studenti per soddisfare le aspettative “rischia il completo annullamento”, il “burnout”, anche psicologi che di scuola si occupano e presidi concordano.

    Quest’anno in due classi del liceo Classico Carducci di Milano è stata sperimentata la didattica senza voti “che ha trovato il gradimento degli alunni e delle loro famiglie. Ci stiamo sforzando per creare un clima diverso” racconta il preside Andrea Di Mario. Invece della classica valutazione, agli studenti venivano forniti degli appunti su punti di forza e debolezze della loro prova e consigli per migliorare. “Dai registri elettronici abbiamo già eliminato i voti con il meno e il più, vorremmo togliere anche i mezzi e la media – spiega – e c’è bisogno di una didattica diversa. Non è che senza i voti riduciamo l’ansia. Ma la domanda che ci dobbiamo porre è: stiamo sfruttando l’intelligenza dei nostri ragazzi? No. Perché la didattica che c’è non va bene. E la valutazione è la cloaca di un sistema che non va bene”. E anche la maturità “a che serve? la valutazione dovrebbero farla in entrata le università, farla noi in uscita non serve a niente”. “La richiesta degli studenti è di essere considerati nella loro globalità dalla scuola” osserva lo psicologo Carlo Trionfi, direttore del Centro studi Famiglia di Milano. “L’apprendimento – aggiunge – deve passare attraverso il riconoscimento, anche di carattere affettivo: uno studente, per amare la materia, deve sentirsi amato dalla scuola”. “Oggi il voto – commenta la psicologa di Sondrio Maria Cristina Silvestri che ha tenuto corsi per insegnanti e genitori – rischia spesso di risultare un giudizio sulla persona nella sua globalità”. Specie nei confronti di quegli studenti che vivono un ‘fallimento’ scolastico: “Chi perde un anno o viene rimandato – prosegue – viene etichettato come uno che vale di meno” mentre invece diventa fondamentale “sottolineare la necessità di basare la scuola sul principio di equità”. Evitando il giudizio insito nel voto “per valorizzare le risorse di base, l’impegno e la capacità di apprendere. Il punto di partenza – va avanti – non è la valutazione ma gli sforzi nel correggersi che un alunno sviluppa nel corso degli studi. Siamo ancora lontani da una scuola di questo tipo e dall’eliminazione del voto”. Ma qualcosa comunque si muove.

    Sarà questo il ‘nuovo’ modo per promuovere il merito scolastico? Chissà…

  • Studente fuori sede? A Milano 626 euro per una stanza

    MILANO – Milano frena la corsa verso il caro affitti per gli studenti universitari ma è ancora la città più costosa d’Italia con 626 euro per una camera singola (+1% sul 2022). Segue Bologna (482 euro/mese +8%), che per la prima volta sorpassa Roma stabile nei prezzi 463 euro).

    In quarta posizione c’è Firenze con i suoi 435 euro. Quasi appaiate Modena e Bergamo, 412 euro e 411 euro rispettivamente. Superano appena la soglia dei 400 euro anche Padova e Verona (404 euro e 401 euro, rispettivamente). Poco al di sotto di questa cifra, chiudono la top 10 Venezia (396 euro) e Brescia (385 euro). È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, società del gruppo di Immobiliare.it, il portale specializzato in big data e market intelligence per il settore immobiliare, diffuso oggi in relazione al nuovo anno accademico che sta per cominciare.La domanda di alloggi degli studenti universitari continua a crescere trainando al rialzo i canoni d’affitto – sottolinea il report – influenzata dalla coda lunga dei rientri post-Covid: la richiesta per le singole è infatti salita del 27% rispetto al 2022.

    Diversa la situazione se si vanno ad esaminare i prezzi del posto letto in camere doppie: Milano conserva la prima posizione a 348 euro, al secondo posto si trova invece Roma con 272 euro. Terza posizione per Napoli, fuori dalle prime 10 per quanto riguarda le singole, a 258 euro. Seguono Firenze (255 euro) e Bologna (249 euro). Sesta Padova a 231 euro, seguita da Modena dove un posto letto costa 226 euro di media. Tra i 220 e i 210 euro, infine, le città di Torino, Verona e Pavia, che supera di poco la città di Venezia, fuori quindi dalla top10.Alcune città registrano oscillazioni importanti dei prezzi delle stanze anche in questo 2023. È il caso di Bari che rispetto al 2022 guadagna ben il 29%. Prezzi in aumento, del 18%, anche a Brescia e Palermo. Parma e Pescara vedono un incremento del canone della singola del 16% in un anno.Sono invece principalmente le sedi universitarie più note a mostrare un rallentamento della corsa dei prezzi, quando non una diminuzione: è il caso di Padova, dove i prezzi in un anno sono scesi del 12%, ma anche Firenze e Trento, al -4% e -2% rispettivamente.La città di Siena si attesta al -1%, mentre Roma non mostra variazioni rispetto allo scorso anno.

  • Pavia, 1800 domande per i collegi universitari in città

    PAVIA Sono state 1.813 le domande di ammissione presentate dalle future matricole dell’Universitià di Pavia per entrare negli 11 Collegi pubblici gestiti in città dal’Edisu. I posti disponibili sono circa 400. L’incremento rispetto al 2022 è del 34%.

    La crescita è ancora più marcata se la si parametra con gli anni precedenti: +37% rispetto al 2021, +77% rispetto al 2020, +118% rispetto al 2019 e +271% rispetto al 2016. Particolarmente rilevante la percentuale di presenza femminile: 986 le domande presentate dalle studentesse (il 54.2%) e 827 quelle degli studenti. Successo confermato anche per i 90 posti che Edisu riserva anche quest’anno nei collegi alle studentesse che si iscrivono ai corsi scientifici Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics): le domande sono 319 a fronte delle 221 del 2022, delle 207 del 2021, e delle 140 del 2020. “Il continuo incremento di studentesse e studenti che vogliono cogliere pienamente gli stimoli della vita in collegio è una notizia molto bella per l’Università di Pavia – commenta il rettore Francesco Svelto -. Il modello di città universitaria è, infatti, quello che perseguiamo con coerenza da diversi anni. Il numero di domande presentate, davvero importante, è peraltro coerente con l’aumento di immatricolazioni che stiamo registrando presso i nostri vari corsi di studio per il prossimo anno accademico”. “Quella dei collegi universitari pavesi è, nell’insieme, un’offerta unica in Italia, che garantisce le condizioni ottimali per una crescita personale e una carriera accademica di successo. – aggiunge il presidente di Edisu, Francesco Rigano -. Vivere gli anni degli studi universitari in collegio è anzitutto un’occasione di aggregazione civile, ma non soltanto. La comunità collegiale aiuta la formazione professionale, culturale e umana della persona. I collegi sono il motore anche di attività aggregative: attenzione all’inclusione, con la disponibilità di camere domotiche e il costante coordinamento con i servizi dell’Ateneo”.

  • Una nuova frontieria per la cura del colon

    MILANO Sono le cellule senescenti, cioè invecchiate, il nuovo bersaglio terapeutico delle metastasi del tumore al colon retto. Un studio dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Milano, in collaborazione con Humanitas e finanziato dal ministero della Salute, ha infatti identificato nelle metastasi epatiche due tipi di cellule tumorali senescenti con ruoli totalmente opposti, uno benigno e uno maligno, in termini di impatto sui valori di sopravvivenza dei pazienti e sul tempo che intercorre prima della ricomparsa della recidiva dopo la rimozione chirurgica. Obiettivo della ricerca, pubblicata su Aging Cell, è quello di comprendere il ruolo di questo fenomeno nella fase avanzata del cancro.

    “La metastasi epatica – spiega Francesca Faggioli, ricercatrice del Cnr-Irgb – è una sfida clinica per il cancro del colon-retto. Il 90% della letalità del cancro è dovuto alla formazione di metastasi, cellule tumorali che dalla sede primaria colonizzano altri organi. Le metastasi al fegato da tumore del colon-retto non fanno eccezione. Si sviluppano infatti – continua la ricercatrice -nel 50% dei pazienti. La rimozione chirurgica dopo chemioterapia neo-adiuvante è il trattamento terapeutico di riferimento, ma solo il 10%-20% dei pazienti è valutato idoneo. La mancanza di efficaci approcci terapeutici risiede nella scarsa conoscenza dell’evolversi della patologia e di quello che effettivamente accade negli organi secondari”. Il gruppo di ricerca si è chiesto quale fosse il contributo delle cellule invecchiate nelle metastasi, attraverso cinque biopsie metastatiche di pazienti affetti da tumore primario al colon. “Le cellule senescenti maligne – sottolinea Faggioli – sono sensibili alla chemioterapia e contribuiscono a instaurare un ambiente immunologico permissivo per la crescita tumorale. Un maggiore accumulo di cellule senescenti benigne invece corrisponde a parametri di sopravvivenza positivi e a un ambiente immunitario efficiente con azione antitumorale. Questo studio stabilisce che la direzione in cui evolverà la metastasi è da attribuire al tipo di cellula metastatica senescente che prevale sulle altre. Paradossalmente il ruolo chiave in questo processo è determinato, in ogni caso, da cellule che hanno perso la capacità di dividersi e riprodursi”.