Categoria: Scuola

  • Magenta, Cinema Teatro Nuovo, il bilancio della stagione 2023: ‘Accolti quasi 3 mila ragazzi del Magentino’

    Quasi tremila ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado del magentino, insieme ai loro attenti insegnanti, sono passati nella Sala di Comunità di Magenta per entrare insieme in… “ALTRE STORIE OLTRE IL SIPARIO”.

    MAGENTA – Dopo quasi 3 anni di fermo dovuto alla pandemia, CinemateatroNuovo ha quest’anno potuto riprendere la rassegna ALTRE STORIE OLTRE IL SIPARIO lasciata in sospeso a fine febbraio 2020 riproponendo, durante la primavera 2023, quattro tra le migliori produzioni del panorama nazionale di teatro per le scuole.
    La scuola ha un ruolo centrale per lo sviluppo delle giovani generazioni in quanto ha la responsabilità di formare persone responsabili e ricche sul piano culturale e umano nell’ottica di un cambiamento sostenibile.

    Teatro, cinema e le arti in genere sono mezzi di espressione e di comunicazione straordinari, con il potere di allargare gli orizzonti di senso, interiori ed esteriori, delle giovani vite in formazione. Cercando e coltivando una sensibilità personale, individuale e collettiva, generatrice di vite fruttuose di valori e felicità condivisa.
    Credendo fermamente in questo potenziale personale e civico, Cinema Teatro Nuovo, Sala di Comunità magentina, dal 1992 ha offerto alle scuole stagioni teatrali e proposte cinematografiche dedicate, selezionate dai preparati volontari di Sala in coordinamento con le scuole stesse del territorio. Attraverso quello che si potrebbe definire “tavolo di lavoro permanente”, l’obiettivo è quello di individuare ogni possibile proposta integrativa alla didattica curricolare e monitorando insieme le iniziative.

    Temi e spettacoli della stagione 2022-23

    I titoli della stagione proposta per l’anno scolastico 2022-23 – inserita anche nel circuito diocesano Teatri in Rete – hanno affrontato temi di attualità ed emergenza sociale come quello del rapporto con il web ed i “socials” :una problematica sempre più diffusa e percepita come focus di lavoro educativo e preventivo a favore di ragazzi e famiglie (“DIS-CONNESSO – Fuga OFF LINE”); hanno fatto conoscere il mondo creativo, musicale, valoriale e poetico del grande Gianni Rodari : “Un omaggio al mondo della scuola, agli insegnanti, ai genitori e a tutti quelli che credono che le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare” ; hanno portato i bimbi su una stella, con il super-classico Il Piccolo Principe : “Questo “classico per l’infanzia” ci incoraggia a fare qualcosa non sempre facile: vedere con il cuore, sentire in profondità, non fermarsi alle apparenze”; ed infine, insieme al topolino Nico (tratto da un piccolo e poetico racconto di Matthias Hoppe), abbiamo cercato un nuovo amico: “alla scoperta dei grandi insegnamenti e dei tesori che attendono chi ha un cuore aperto e desideroso di conoscere, imparando ad affrontare le delusioni superandole con la fiducia e l’apertura al mondo” .

    Il tavolo per il prossimo anno scolastico è già al lavoro!

    I volontari della Sala di CTN MAGENTA stanno già attivandosi con gli insegnanti del magentino per il programma 2023-24. La Direzione della sala di Comunità di via San Martino 19 lancia però un appello agli enti locali ed alle amministrazioni: “Noi operatori ci sforziamo di tenere il costo per le famiglie degli scolari a livelli minimi in maniera da non precludere a nessuno questa importante esperienza di crescita; ma quest’anno i costi del trasporto sono diventanti davvero troppo onerosi, improponibili alle famiglie. Chiediamo alle istituzioni, alle amministrazioni di intervenire con celerità per risolvere una situazione che rischia di penalizzare la crescita dei nostri bambini e ragazzi, con le loro alle famiglie”.

  • Abbiategrasso. Il Ministro Valditara: “Disagio nei ragazzi aumentato dopo il Covid.”

    “Voglio esprimere la vicinanza del governo a tutti gli insegnanti italiani e cogliere l’occasione perché si rifletta attentamente sullo psicologo a scuola in un momento particolarmente difficile”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in un video pubblicato su Facebook in occasione della visita alla professoressa aggredita ad Abbiategrasso da uno studente sedicenne. “Anche a seguito dell’emergenza Covid -sottolinea il ministro- il disagio psicologico dei ragazzi nelle scuole è aumentato in modo significativo”.

    ABBIATEGRASSO – “Il ferimento di una docente dell’Istituto Tecnico ‘Alessandrini’ di Abbiategrasso (Milano) provocato oggi da uno studente non è un caso estemporaneo, ma l’apice dei disagi di tanti giovani e della considerazione sempre più bassa verso il corpo insegnante italiano. È un atto grave che deve farci riflettere: dopo il Covid, gli atti di violenza contro chi insegna sono aumentati a dismisura. Aiutiamo i docenti a recuperare l’autorevolezza e il prestigio che meritano. Sosteniamo i giovani con progetti, da svolgere anche a scuola, che portino al recupero dei valori e del rispetto delle regole in un clima di collaborazione e di crescita umana prima ancora che culturale. Chi governa la scuola ha l’obbligo di tracciare la strada”. Lo dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

  • Una casa da sogno. I ragazzi dell’Einaudi lavorano con Gruppocasa

    L’esperienza di operare in un contesto aziendale ha stimolato l’interesse e l’impegno degli studenti, che coadiuvati dai loro docenti, hanno acquisito competenze trasversali, fra cui quelle organizzative e relazionali.

    MAGENTA – “Un’esperienza bellissima, da rifare!” Questo il commento più diffuso tra i ragazzi dell’Istituto Luigi Einaudi che, presso la sede di Gruppocasa in via Roma 24, sabato 27 maggio hanno presentato i loro lavori, frutto di un PCTO (Percorso per le competenze trasversali e l’orientamento), che li ha portati a scattare fotografie scoprendo Magenta o realizzando uno spot.
    Per offrire ai giovani opportunità concrete di espressione e sviluppo delle proprie competenze, la storica agenzia immobiliare Gruppocasa, ha ideato due progetti realizzati con la preziosa guida delle professoresse Clara Biondo (Progettazione in classe terza), Ilaria Maruccio (Progettazione in classe quinta), Elena Pinton (Italiano in classe quinta) e Antonietta Corvetti.

    Cartoline da Magenta.
    Nel primo progetto “Cartoline da Magenta”, gli studenti della classe terza si sono immersi nella storia e nella bellezza del Magentino. Che per Francesco è stata “un’esperienza utile e interessante, a contatto con la realtà”. L’obiettivo, muovendo da foto storiche di Magenta, è stato quello di rifotografare oggi gli stessi luoghi. Ogni studente ha scattato in autonomia una fotografia e ciascuna di queste è poi confluita in un unico video. “Per me la fotografia è espressione”, ha commentato Tecla.
    L’attività ha contribuito a far riscoprire la bellezza di Magenta e i suoi storici edifici e monumenti.

    Uno spot immobiliare.
    Verrebbe da dire genio e creatività. I ragazzi di classe quinta sono stati molto efficaci, . Nel secondo progetto, denominato “Uno spot immobiliare”, gli studenti dell’ultimo anno hanno affrontato la sfida di creare uno spot personalizzato per l’agenzia immobiliare. L’obiettivo principale è stato quello di presentare in modo innovativo e creativo come Gruppocasa semplifichi la ricerca e l’acquisto di una casa. Divisi in due gruppi, gli studenti hanno formato squadre con ruoli e responsabilità specifiche, proprio come facessero parte di un team professionale. E proprio “il lavoro di gruppo e la necessità di svolgerlo in tempi brevi” sono state le caratteristiche che Jacopo, Mariem e Martina hanno apprezzato.
    “Gruppocasa ha creduto e dimostrato che attraverso l’arte e la creatività i giovani possano esprimere la propria personalità e sviluppare abilità importanti fra cui il problem solving e il team building”, ha sottolineato Valentina Baronchelli, responsabile Comunicazione di Gruppocasa.
    E nel salutare ragazzi, genitori e professori Monica Simonelli di Tutela Immobili ha ricordato “l’importanza anche di altre competenze che nel lavoro saranno utili, come la flessibilità, lo spirito di iniziativa e la leadership”.
    In conclusione, proprio con l’augurio di stimolare l’entusiasmo nei giovani studenti e contribuire a sviluppare la loro creatività, Gruppocasa ha donato all’Istituto Einaudi di Magenta una macchina fotografica professionale.

  • Bodio Lomnago (VA), domenica 28 maggio l’Asilo infantile Sant’Anna festeggia 125 anni

    In oltre un secolo di storia, la scuola è diventata patrimonio della comunità locale ed è cresciuta grazie ai molti benefattori tra i quali la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

    VARESE – 125 anni e non sentirli. La scuola per l’infanzia Asilo infantile Sant’Anna di Bodio Lomnago festeggia l’importante traguardo. Domenica 28 maggio, nella struttura di via Brusa 12 sono in programma le cerimonie per ricordare lo storico compleanno: non un traguardo, ma l’inizio di un nuovo viaggio sempre al fianco dei più piccoli.

    La storia dell’istituto fonda le sue radici infatti nel lontano 1896 quando don Leopoldo Girelli con un lascito testamentario fece il primo passo per dare vita all’asilo. La scuola inizia ufficialmente l’attività un anno più tardi, nell’ottobre nel 1897 in un locale parrocchiale. Nel 1912 la scuola decide di costruire una propria sede, realizzando quattro locali in via Piave 19 al piano terreno. Nel 1938 l’edificio viene rialzato e completato, con la costruzione dell’abitazione per le suore e con l’aggiunta di ulteriori 178 mq di giardino agli esistenti 747 mq. Nel 1939, con il nuovo statuto, cambia il nome da “Asilo Infantile di Bodio” in “Asilo Giuseppina Acquadro”. Dodici anni più tardi assume il nome di “Asilo Infantile S. Anna”. Nel 1997 la svolta: l’analisi dei costi di messa a norma sconsiglia di mettere mano alla ristrutturazione dell’edificio di via Piave. In accordo con la Parrocchia e il Comune inizia così la progettazione della nuova scuola in via Brusa su un terreno concesso in uso gratuito dal Comune. Il 27 settembre 1998 viene posta la prima pietra e il 7 ottobre 1999 la costruzione è terminata. Il 6 Gennaio 2000 viene inaugurata la nuova sede con 5.500 mq di giardino e 757 mq di area coperta. Alla recente riqualificazione energetica di tutto lo stabile, si sono aggiunti i nuovissimi percorsi sensoriali che sono stati inaugurati lo scorso febbraio. Attualmente l’Asilo infantile Sant’Anna offre una sezione “Primavera” (dai 2 ai 3 anni) e due sezioni della “Scuola dell’Infanzia” (da 3 a 5 anni). La volontà è quella di aggiungere alla già ampia offerta formativa anche l’Asilo Nido, ma gli amministratori sono consapevoli che occorra fare un passo per volta, in tempi difficili come quelli attuali.

    «È una storia fatta di persone che hanno voluto questa scuola, l’hanno sostenuta e l’hanno mantenuta viva», spiega Alessandro Ortisi, in rappresentanza del Consiglio di amministrazione della Fondazione. «Moltissimi i benefattori che nei 125 anni hanno permesso che l’asilo Sant’Anna potesse proseguire nella sua attività, diventano un patrimonio di Bodio Lomnago, un unicum nel panorama grazie a un giardino molto esteso e a un’offerta formativa sempre all’avanguardia». Tra i benefattori, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che condivide con la Sant’Anna non solo la volontà di sostenere le nuove generazioni, «ma anche l’età», spiega Andrea Rinaldi, componente del consiglio di amministrazione dell’istituto bancario dell’Altomilanese e del Varesotto. «Anche la nostra banca ha festeggiato i 125 anni: oltre un secolo vicini al territorio, alle famiglie e alle imprese per costruire insieme il futuro».

    Il programma della festa per i 125 anni prevede domenica 28 maggio, alle 10.30 la celebrazione della santa messa nella chiesa di Santa Maria Nascente; alle 11.30 un momento di festa con i bambini in piazza Giovanni Paolo II e alle 12.30 il pranzo in asilo.
    Nel pomeriggio, alle 15.30 ancora i bambini protagonisti con lo spettacolo “Il magico mondo dei puffi” e alle 16.30 la consegna dei diplomi e il saluto ai bambini che lasciano la scuola dell’Infanzia per la Scuola Primaria. Per tutta la giornata, all’interno dell’asilo è allestita la mostra “Il nostro asilo: una storia lunga 125 anni”.

  • Magenta. “Vi auguro di avere cuore, cervello e coraggio”, il saluto alle classi quinte della Santa Caterina

    Il messaggio del regista Migliavacca al saluto delle classi quinte Scuola primaria Santa Caterina in scena al Teatro Lirico con le parole del Mago di Oz.

    MAGENTA – Pienone lunedi sera 22 maggio al Teatro Lirico, dove i 75 alunni delle classi quinte della scuola primaria “Santa Caterina da Siena” hanno rappresentato Il mago di Oz (di Frank Baum) con la regia di Simone Migliavacca.
    Molto significativa per il messaggio sotteso la proposta teatrale: le avventure di Dorothy e dei suoi amici hanno buon esito grazie alla scoperta di un valore prezioso: la collaborazione. “Il percorso del laboratorio teatrale, oltre ad aver permesso l’acquisizione di abilità e competenze artistiche agli alunni, si è dimostrato uno strumento in grado di incidere sulla loro crescita come persone, a livello sia cognitivo sia emotivo – ha spiegato la maestra Arianna Marzani, presidente di interclasse quinte. – I ragazzi hanno affrontato le loro piccole ansie e paure e hanno potuto meglio sperimentare il bello di essere un gruppo e di sentirsi parte di questo gruppo stesso, attraverso un percorso che li ha condotti nel magico mondo del Mago di Oz”. Da qui parte anche l’augurio del regista e attore teatrale Simone Migliavacca: “Vi auguro di avere cuore, cervello e coraggio”.
    Nel commentare la serata, l’assessore all’Istruzione del comune di Magenta, Giampiero Chiodini, ha ribadito che “il Comune è al fianco delle scuole nel segno del valore della collaborazione come strumento di efficienza e sostegno”, e riprendendo le parole del regista voluto augurare anche “di trovare una guida nella vita”.
    “Mi complimento con questi bambini e bambine che hanno affrontato una vera e propria impresa. Anni fa c’era l’esame di quinta elementare, ma la preparazione di questa serata ha permesso di sviluppare altre competenze”, ha sottolineato Davide Basano, Dirigente Scolastico dell’IC C. Fontana, che ha poi ricordato “quanto l’Istituto da diversi anni punti a proporre un percorso teatrale, in tutti i plessi della primaria e secondaria sia a Magenta che a Robecco”.

    Il significato della storia.
    La storia del mago di Oz è un viaggio alla scoperta di se stessi: un viaggio in una terra fantastica dove tutto sembra possibile, dove ci sono però delle regole da rispettare. Si devono compiere imprese anche molto ardue: solo così si evolve, si cresce e si matura. Oltre all’emozione, molti genitori hanno espresso la loro soddisfazione: hanno ammirato l’impegno dei figli nella preparazione a casa e hanno riscontrato un positivo impatto dell’esperienza teatrale sul vissuto emotivo.
    Oltre ad Arianna Marzani, si ringraziano anche le insegnanti di classe: Tiziana Bergamaschi, Serena Bertoglio, Lina Masu, Flavio Versetti, Fabio Cretella, Elena Costa, Giada Biggio, Elisa Martelli, Laura Ceriotti, Claudia Paparazzo, Enrichetta Volgarino, Clara Oldani, Letizia Petriccione, Francesca Rossi, Loretta Vercellino, Maria Rosa Ranzani, Eleonora Calcaterra.
    Questo testo contiene numerosi insegnamenti sull’autostima e sul mondo emotivo: ovvero credere in se stessi, riconoscere le proprie emozioni e superare i propri limiti. I protagonisti sono insoddisfatti e tristi perciò chiedono di incontrare il mago affinché possa esaudire i loro desideri: un cervello segno di conoscenza, un cuore simbolo di consapevolezza emotiva e il coraggio, dote indispensabile per crescere e realizzare a pieno se stessi. Dorothy li incoraggia a guardare le qualità che possiedono già ma di cui non sono consapevoli, perché in realtà quello che cercano c’è già.

  • Corbetta. Presentato il lavoro delle 19 studentesse del club “Girls code is better” all’ICS ‘Aldo Moro’

    Hanno lavorato sodo, a lungo e insieme, le diciannove studentesse di classi diverse dell’ICS ‘Aldo Moro’ che sabato scorso, presso la sala polifunzionale, hanno presentato il risultato di un lavoro a tema “La salvaguardia delle risorse idriche di Corbetta dal punto di vista storico e ambientale”

    CORBETTA – Questa non è, però, una notizia come tante. Peculiarità degli strumenti usati, modalità di svolgimento e finalità dello stesso lavoro, rappresentano, infatti, l’attuazione del progetto nazionale ‘Girls code it better’, cui l’Istituto ha aderito, unico , per altro, nel nostro territorio. GCIB nasce nel 2014, come iniziativa di orientamento e formazione per avvicinare le ragazze alla tecnologia e a carriere STEM (Science Technology Engineering and Mathematics), cui l’appartenenza al gentil sesso non offre possibilità pari a quelle dei maschi. Da novembre ad aprile, un pomeriggio a settimana, in orario extrascolastico, per un totale di 45 h, le Nostre, divise in quattro gruppi, si sono messe in gioco “nella progettazione e realizzazione di prodotti utili alle persone, alle scuole e al territorio, imparando a creare siti web, sviluppare app, costruire robot, progettare manufatti e stamparli in 3D”, come da loro stesse riferito in un articolo redatto per il giornalino della scuola.

    A guidarle la determinazione e la professionalità di Elena Giardinazzo e Giulia Morlacchi, rispettivamente nel ruolo di coach docente e di coach maker. Girls code it better? Le ragazze codificano meglio? Affermarlo in assoluto, forse non è possibile, ma di certo, è possibile affermare che codificano bene, che si divertono nel farlo, che da questa esperienza più di una ha tratto stimoli interessanti a proposito delle proprie scelte future. Sono apparse entusiaste, soddisfatte delle competenze e delle conoscenze acquisite che, inoltre, hanno permesso loro un approccio più consapevole all’ambiente in cui vivono: i fontanili di Corbetta, il Museo del legno dove è in corso il restauro della caldaia a vapore, il valore artistico di Villa Frisiani Mereghetti Maggi.

    Il risultato del viaggio nella tecnologia del Club -così è definito ogni gruppo aderente a GCIB – di Corbetta precedentemente era stato presentato in occasione del grande evento finale dello scorso 6 maggio, svoltosi presso il Politecnico milanese, quando e dove si sono condivise le esperienze di tutte le girls tecnologiche delle scuole del territorio. Motivo di giusto orgoglio per la dirigente Aurora Gnech e per il Sindaco Marco Ballarini che si sono complimentati con docenti e allieve, incoraggiandole a non lasciare la strada intrapresa. “Spero che questa esperienza possa continuare anche il prossimo anno scolastico, e che sia passato il messaggio che la destrezza digitale diventa competenza quando è utilizzata per realizzare qualcosa di buono”, ha commentato la dirigente. “Siamo disponibili a sostenere la scuola in questo percorso innovativo, utile per il domani lavorativo delle nostre giovani ”, ha affermato il primo cittadino.

  • Magenta, il grande Alessandro Manzoni alle “Baracca”. A cura di Natalia Tunesi

    La voce di don Lisander, Giorgio Bonino legge Manzoni alle Medie dell’IC ‘Fontana’

    MAGENTA – “Quest’incontro s’ha da fare!”. Così hanno sentenziato gli studenti di terza media delle scuole “Don Milani” di Robecco e “F. Baracca” di Magenta, alla proposta dei loro insegnanti di invitare il noto attore e doppiatore Giorgio Bonino – presso le rispettive sedi – per ascoltare alcune tra le pagine più celebri e suggestive del romanzo di Alessandro Manzoni, di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla morte.
    Grazie, dunque, all’iniziativa e al coordinamento della docente di lettere della sezione associata di Robecco, Alessandra Turati, e alla collaborazione delle colleghe della sede di Magenta, Alessandra Maltagliati ed Elena Marinoni, ha avuto luogo l’atteso evento durante la mattinata scolastica, di fronte ad un giovane pubblico sorpreso ed emozionato, che ha sfatato – con un ascolto attento e un’intensa partecipazione emotiva – i luoghi comuni che vorrebbero scarso il gradimento di quest’opera tra le nuove generazioni.
    Ecco allora, evocata dalla voce dell’artista, ergersi nella sua delicata psicologia la figura di Lucia, ad intonare il suo accorato “addio” al paese natale; così come levarsi le meste note del commiato della madre di Cecilia alla sua creatura; e il prorompere della vis drammatica nella notte dell’Innominato.
    E’ stato detto che la “parola” nei Promessi Sposi è gravida di un “senso misterioso”, letterale e metaforico, aperta ad una lettura a più livelli, pertanto predisposta ad una “lettura infinita”.

    In tal senso, l’accoglienza degli studenti è stata ricca e diversificata, in base alle sensibilità e ai vissuti personali. Nelle loro riflessioni emerge con forza la descrizione dell’esperienza come “una sorta di immedesimazione” (B.I. 3B – A.K. 3B): “Ho sofferto con Renzo quando ha incontrato la madre di Cecilia; ho provato malinconia con Lucia quando è stata costretta a lasciare il suo paese; ho vissuto una grande angoscia con l’Innominato durante la sua notte tormentata” (M.N. 3B). L’ “immersione nel racconto” (A.C. 3D), sorretti dalla “voce calda e accogliente” dell’attore (S.R. 3D – F.L. 3D), ha permesso loro di “vivere” la storia in una dimensione nuova: “La profondità, l’espressività, il calore e il conforto, che offrono le note vocali di Bonino, mi hanno trasportato nel 1628…” (G.C. 3D). Come per incanto i personaggi si sono animati e i ragazzi hanno potuto davvero “sentirli”, e “sentirsi presenti alle loro vicende” (B.T. 3D – E.P. 3D), “vedere con i loro occhi” (L.A. 3D – M.C. 3D).

    Catturati e commossi dal timbro vocale ed espressivo dell’attore, gli studenti hanno sperimentato come “il doppiaggio di un professionista permetta di immaginare realmente ciò che provano i personaggi” (T.M. 3A); “piangere e ridere nello stesso tempo” (M.M. 3°), in quanto “la sua voce cambiava stile per rendere al meglio ogni emozione che la lettura richiedeva” (F.R. 3A). “Sono riuscito ad appassionarmi ancora di più perché interpretava la voce di attori, di cui ho visto film e serie TV” (G.G. 3A).
    E infine, “si è soliti pensare che I Promessi Sposi siano un romanzo non più in grado di coinvolgere la nostra generazione. Ho sostenuto quest’idea fino a quando non ho sentito la voce recitante di Giorgio Bonino…” (A.V. 3B).
    “Attraverso questa formidabile esperienza – ha commentato il dirigente scolastico, prof. Davide Basano – abbiamo voluto far rivivere agli studenti la bellezza e la profondità della ‘parola manzoniana’, in quanto – come è stato detto – ciò che è noto, proprio in quanto noto, non è conosciuto. Così ‘I Promessi Sposi’ restano – sotto tanti punti di vista – sconosciuti e pertanto da scoprire e riscoprire, poichè sono un’opera-mondo immensa, complessa ed enciclopedica”.

    Natalia Tunesi

  • Roboetologia, il progetto che unisce le scuole all’Università, perchè “l’importante è crederci!”

    Due giorni a Magenta per parlare di robot e animali, ma soprattutto di metodo scientifico.

    MAGENTA – Venerdi 19 e sabato 20 maggio presso la Sala Consiliare di Magenta ha fatto tappa il Laboratorio di Robotica per le Scienze Cognitive e Sociali (RobotiCSS Lab) del Dipartimento per le Scienze Umane per la Formazione “R. Massa” dell’Università degli Sudi di Milano – Bicocca, che con l’Associazione Yunik ha coinvolto decine di classi del territorio.
    Attraverso l’osservazione, la formulazione di ipotesi e la conduzione di esperimenti su un “animale robotico”, l’evento, che si inseriva tra le proposte di Urbanamente, ha permesso a più di mille bambini di approfondire la loro comprensione dei meccanismi della ricerca scientifica.
    È stata una due giorni ricca di scoperte, soprattutto da parte dei grandi. “Abbiamo contribuito volentieri all’ospitalità di questo convegno che ha visto la partecipazione degli alunni di alcune classi delle scuole di Magenta e dei Comuni della zona – ha commentato Giampiero Chiodini, assessore all’Istruzione del Comune di Magenta, – e a sostenere quella parte scientifica della conoscenza che oggi non può e non deve essere trascurata”.

    Il metodo scientifico.
    Al progetto hanno aderito docenti sia di scuola primaria che secondaria di I grado che hanno seguito una specifica formazione con l’Università Bicocca prima di continuare il progetto nelle proprie classi. “Durante l’attività gli alunni, come etologi alle prese con una nuova e misteriosa creatura, hanno osservato e studiato il comportamento di Coderbot (un piccolo robot già programmato) imparando in modo pratico e coinvolgente come funziona il metodo scientifico. Lo scopo non era comprendere quale comportamento stava effettivamente simulando il robot, ma interagire con la macchina, formulando ipotesi ed esperimenti per metterle alla prova!”, ha spiegato Miriam Arengi, insegnante di classe quarta e referente del progetto alla Santa Caterina.
    Sostenitore della partecipazione anche il DS dell’IC Carlo Fontana, Davide Basano, che ha apprezzato la capacità espositiva e la coerenza delle argomentazioni dei bambini in una situazione inconsueta e impegnativa. Ha inoltre focalizzato l’attenzione dei presenti sulla falsa convinzione che spesso abbiamo riguardo alla modalità di costruire la conoscenza: “I nostri ragazzi ci ricordano che il sapere non è frutto di una trasmissione di conoscenze ma piuttosto di una costruzione che passa attraverso esperienze e collaborazione. In questa prospettiva anche il ruolo dell’insegnante muta. Il maestro capace è colui che affianca, accompagna e sostiene l’alunno nel processo di apprendimento che vede gli studenti come protagonisti attivi nella costruzione del sapere”. (nella foto il team della S. Caterina con il Dirigente)

    I piccoli come i grandi
    “Il nostro contributo farà andare avanti la scienza”.
    Hanno saputo esporre con efficacia, padronanza e direi anche simpatia il percorso, facendo riferimento ai ppt che hanno realizzato a scuola e trasferito sui tablet. Sicuramente emozionati per la presenza dei genitori, dei professori universitari e dei loro insegnanti e dirigenti, sono stati però felici di essere i protagonisti dell’evento.
    Alcuni presenti hanno apprezzato la loro capacità di cogliere e valorizzare le caratteristiche di ciascuno e il contributo personale al lavoro di gruppo. “Si respira positività”, ha detto una nonna.
    I convegni hanno infatti simulato un momento centrale della ricerca, ossia le conferenze tra esperti, dove scienziati di tutto il mondo si raccolgono per condividere i risultati dei loro lavori. Gli studenti e le studentesse delle classi hanno fatto lo stesso, condividendo con i loro coetanei e le loro coetanee la conoscenza acquisita in mesi di osservazioni ed esperimenti. “Non era un’attività di coding e robotica educativa ma una proposta per sperimentare, potenziare e apprendere il metodo scientifico”, ha aggiunto la maestra Arengi.
    E se il progetto si proponeva di stimolare, nella scuola e nella cittadinanza, una riflessione sui fondamenti e sulla struttura del pensiero scientifico, ci è riuscito.
    Hanno aderito al progetto la Scuola Primaria Santa Caterina, la Scuola Secondaria di primo grado ‘4 giugno 1859’ plesso di Pontevecchio, la Scuola Primaria Giovanni XXIII e docenti e alunni delle scuole di Lainate, Cuggiono e Bernate Ticino.
    Il progetto è una delle risposte al “Bando MIUR per progetti di Divulgazione della Cultura Scientifica – Decreto Direttoriale n. 1662 del 22.10.2020” promosso dal Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca.
    Perchè “l’importante è crederci!”

  • Dote Scuola, in Regione Lombardia 43mila domande in una settimana

    Dote Scuola, in Regione Lombardia 43mila domande in una settimana

    MILANO È attivo il primo bando della Regione Lombardia del pacchetto ‘Dote Scuola’ 2023/24 destinato al ‘Materiale didattico e alle Borse di Studio statali’.

    L’obiettivo è quello di sostenere le famiglie degli studenti e, in una sola settimana, sono già state presentate circa 43.300 domande. Le risorse destinate a ‘Materiale didattico e Borse di Studio statali’ sono pari a 31,4 milioni: 15,4 messi a disposizione da Regione Lombardia e altri 16 milioni da parte dello Stato. Il contributo regionale per l’acquisto del materiale varia da 150 a 500 euro. Può essere utilizzato per acquistare dotazioni tecnologiche, strumenti per la didattica e libri di testo. Possono farne richiesta gli iscritti e frequentanti corsi in scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, o istituzioni formative accreditate con sede in Lombardia o nelle Regioni confinanti (purché lo studente rientri ogni giorno alla propria residenza). “Confermiamo grande attenzione verso una tematica che assume una particolare rilevanza sociale – commenta il presidente della Lombardia Attilio Fontana – un sostegno concreto per essere al fianco delle famiglie offrendo loro un’opportunità che, anche in passato, è risultata davvero gradita”. La risposta dei cittadini, secondo l’assessore all’Istruzione Simona Tironi, “è già molto importante – conclude – la dimostrazione dell’utilità e apprezzamento di questa misura”.

  • A Inveruno, con Telefiaba, gli studenti portano le fiabe.. in Tv- di Francesca Rosti

    INVERUNO È andato in scena venerdì 12 Maggio, al cinema-teatro Brera di Inveruno, lo spettacolo “Telefiaba” interpretato dai ragazzi degli istituti superiori Marcora e Lombardini.

    Il tema scelto per la rappresentazione teatrale è una sorta di tragicommedia dei tempi moderni. I personaggi delle fiabe più disparate, non sentendosi più apprezzati dai bambini che preferiscono la televisione ai libri, decidono di provare a cimentarsi nel piccolo schermo.

    Ogni personaggio diventa così il conduttore di un proprio programma televisivo, dando vita a scenette esilaranti. Da Cenerentola che conduce un gioco a premi con lo scopo di indovinare la scarpetta calzante ad Aladino che conduce “Profumo d’Oriente”, una vera e propria televendita di oggetti orientali, tutti inevitabilmente non funzionanti. Robin Hood, invece, si improvvisa giudice di una fiabesca versione di “Forum”, aggiudicando il caso in favore del Lupo Cattivo contro Cappuccetto Rosso, incurante di ogni prova ed evidenza. Infine, Pinocchio annunciatore del telegiornale che, prevedibilmente, trasmette solo notizie false.

    Il tentativo dei personaggi fiabeschi di fare televisione, dunque, fallisce tristemente: ogni programma ha un pubblico ridottissimo, nessuno che telefona per partecipare ai giochi e numerose critiche. Proprio quando tutto sembra perduto e i nostri caratteri fiabeschi sono rassegnati, ecco che un bimbo chiede alla sua mamma di leggergli la storia della Telefiaba, prima di addormentarsi.

    “Essere sé stessi in un mondo che cerca continuamente di cambiarti, è la più grande conquista” mostra la scenografia di sfondo finale. Una speranza c’è, non tutto è perduto: le fiabe sono ancora in grado di piacere ed emozionare i bambini più della televisione, bisogna solo avere fiducia!
    I ragazzi del gruppo di teatro – che unisce gli studenti dei due istituti superiori Inverunesi, Marcora e Lombardini – hanno impiegato sforzi e impegno per organizzare questo spettacolo riuscitissimo, guadagnandosi un teatro gremito che applaudiva e partecipava attivamente. Il tutto è stato attentamente curato dalle docenti Garagiola e La Gala che hanno magistralmente guidato i ragazzi durante i mesi di preparazione e l’intera esibizione.

    “Telefiaba” è la dimostrazione di come la scuola può e deve tenere conto della creatività degli studenti, oltre che della loro preparazione. Le attività extracurricolari e artistiche sono importanti tanto quelle curriculari per sviluppare a pieno le proprie capacità. È molto bello vedere come questi ragazzi si siano cimentati con qualcosa di solitamente considerato al di fuori del contesto scolastico e quanto impegno ci abbiano messo. Ci auguriamo che la buona riuscita di questo progetto sia di ispirazione per docenti e alunni di altri istituti e che possa essere replicato.

    di Francesca Rosti