Categoria: Scuola

  • Dalla scuola al lavoro, il modello inclusivo del PCTO della Città Metropolitana  di Milano: una buona pratica da replicare

    Dalla scuola al lavoro, il modello inclusivo del PCTO della Città Metropolitana di Milano: una buona pratica da replicare

    Giovedì 16 ottobre a Palazzo Isimbardi si è svolto il convegno “Dalla sperimentabilità alla replicabilità: il modello inclusivo di PCTO della Città metropolitana di Milano”.

    Protagonisti studenti e studentesse con disabilità, le loro famiglie, enti ospitanti (aziende, cooperative, associazioni), istituzioni scolastiche e soggetti attuatori del progetto sperimentato nel contesto metropolitano milanese, a testimonianza di una rete territoriale di soggetti fortemente impegnati nell’inclusione, che va consolidandosi attraverso il dialogo e la collaborazione su obiettivi condivisi.

    L’Azione di Sistema “Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento” (PCTO), avviata dalla Città metropolitana di Milano, affonda le proprie radici nei principi costituzionali di uguaglianza e diritto allo studio e al lavoro, sanciti dagli articoli 3, 4, 34 e 38 della Costituzione italiana. Il progetto, attivo dal 2017 grazie ai Piani Emergo, si colloca all’intersezione tra scuola, lavoro e territorio, perseguendo l’obiettivo di accompagnare giovani con disabilità verso l’autonomia, l’inclusione e l’inserimento lavorativo, rafforzando le reti tra scuole, enti di formazione, servizi sociosanitari e imprese.

    Elemento distintivo del modello è la “dote PCTO”, uno strumento flessibile che consente di personalizzare i percorsi in base ai bisogni di ciascun/a studente/ssa. La dote integra servizi come accoglienza e bilancio delle competenze, orientamento, scouting di aziende e tutoraggio costante, supporto alla mobilità e all’autonomia personale, attestazione delle competenze e creazione di reti di sostegno post-scolastico. Dal 2022, la “dote di accompagnamento al lavoro” rafforza il collegamento con il Collocamento Mirato (Legge 68/1999) e le politiche attive del lavoro.

    Il Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2022 con l’Ufficio Scolastico per la Lombardia – Ufficio X, Ambito territoriale di Milano, e rinnovato nel 2025, ha ulteriormente consolidato il modello. I dati tra il 2017 e il 2023 evidenziano una crescita significativa: oltre 3,6 milioni di euro stanziati, 36 progetti finanziati, 79 scuole e 240 enti ospitanti coinvolti, con 518 studenti beneficiari e un incremento del 153% nel periodo considerato.

    I percorsi PCTO hanno permesso ai partecipanti di sviluppare competenze trasversali e professionali, accrescere la consapevolezza dei propri punti di forza e limiti e costruire un progetto di vita dopo la scuola. Parallelamente, il progetto ha favorito una cultura inclusiva negli istituti e nelle aziende, stimolando un cambiamento positivo nella percezione della disabilità.

    I principali fattori di successo individuati sono la capacità di attivare reti territoriali tra scuola, servizi pubblici, terzo settore e imprese; la personalizzazione dei percorsi e il tutoraggio costante; la flessibilità della dote PCTO; il coinvolgimento attivo delle famiglie; l’esperienza di stage in contesti protetti e adeguati; e la creazione di percorsi di gruppo per favorire un clima inclusivo in classe.

    Tra le voci intervenute al convegno, per testimoniare e contribuire alla riflessione sui risultati ottenuti e le prospettive future, quelle di studenti e genitori, di alcune scuole coinvolte (Gioia Molinari, IIS Oriani Mazzini), dei manager di aziende ospitanti (Flash Color s.p.a. – Multisala Le giraffe, Prism srl Società Benefit), della portavoce degli enti attuatori Sara Ombrini (A&I).

    A moderare l’evento Vittoria Brunelli, responsabile del servizio Progettazione degli interventi per l’inserimento lavorativo persone con disabilità e dei percorsi formativi della Città metropolitana di Milano, e Cristina Vasilescu di PTSCLAS.

    Diana De Marchi, Consigliera delegata al Lavoro e alle Politiche sociali della Città metropolitana di Milano spiega: “L’esperienza della Città Metropolitana di Milano dimostra come i PCTO, se ben strutturati e sostenuti, possano diventare autentici strumenti di inclusione socio-lavorativa e rappresentare una buona pratica replicabile su altri territori. L’auspicio è che il modello forgiato attraverso un articolato percorso di co-progettazione e condivisione dei risultati, consolidando una rete territoriale focalizzata su obiettivi comuni, trovi la diffusione e l’apprezzamento che merita anche al di fuori del nostro contesto metropolitano”.

  • Le scuole della Provincia di Milano salutano l’inizio del nuovo anno scolastico con gusto e consapevolezza grazie a Dussmann Service

    Le scuole della Provincia di Milano salutano l’inizio del nuovo anno scolastico con gusto e consapevolezza grazie a Dussmann Service

    Con l’avvio del nuovo anno scolastico, Dussmann Service ha introdotto nelle mense delle scuole di Parabiago, Vanzaghello, Buccinasco, Inveruno, menù studiati per coniugare equilibrio nutrizionale, attenzione alla stagionalità e rispetto dell’ambiente.

    L’obiettivo è trasformare il momento del pasto in un’esperienza educativa e coinvolgente, capace di avvicinare i più giovani a un’alimentazione sana, sostenibile e consapevole.

    Per il primo giorno di scuola a Parabiago, Inveruno e Vanzaghello troviamo gnocchetti sardi in salsa aurora, polpette e patate stick al forno e un delizioso dessert. A Buccinasco invece nel menù risotto in crema di funghi e rosmarino, bocconcini di pollo al curry, spicchi di patate al forno e crostatina al cacao.

    Queste proposte rappresentano un’importante occasione di crescita per gli studenti, che imparano a riconoscere i sapori di stagione, sperimentare nuovi abbinamenti e riscoprire la convivialità del pasto come momento di condivisione e socializzazione.

    La sostenibilità resta al centro della filosofia di Dussmann Service, che opera in linea con i Criteri Ambientali Minimi (CAM), privilegiando prodotti biologici, certificati DOP e IGP, provenienti da filiere locali e a km zero. Particolare attenzione è dedicata alla riduzione degli sprechi, all’utilizzo di packaging sostenibile e alla sensibilizzazione degli studenti sul valore del cibo. Ogni proposta è pensata per ridurre l’impatto ambientale, promuovendo al tempo stesso la biodiversità agricola e la qualità delle materie prime locali.

    Con queste iniziative, Dussmann Service conferma la propria missione: offrire ai bambini e ai ragazzi non solo un pasto equilibrato e nutriente, ma anche un’esperienza educativa che unisce gusto, salute e responsabilità verso l’ambiente, valorizzando al contempo il territorio di Milano.

    Dussmann Service

    Il Gruppo Dussmann impiega oltre 70.000 persone in 21 paesi. Dussmann Service fornisce l’intera gamma di servizi di facility: Pulizia, Catering, Sicurezza e Reception, Servizi Tecnici ed Energy Management. Nel 2023, il gruppo Dussmann a livello globale ha realizzato un fatturato oltre 3 miliardi di euro, di cui circa 883 Milioni a livello nazionale, che lo rende uno dei più grandi provider di multi-servizi privati di tutto il mondo.

  • “La Pace va costruita ogni giorno”. Il Quirinale ringrazia la scuola primaria “Santa Caterina”

    “La Pace va costruita ogni giorno”. Il Quirinale ringrazia la scuola primaria “Santa Caterina”

    Sorpresa ed emozione hanno caratterizzato l’inizio di una tranquilla mattina di ottobre dell’IC “Carlo Fontana”: mercoledì mattina è arrivata al Dirigente Scolastico una importante e inaspettata telefonata dalla segreteria del Quirinale. “Una telefonata che ho voluto subito condividere con tutti i 400 alunni e i docenti della scuola primaria “Santa Caterina – ha raccontato il Prof. Davide Basano – perché mi ha fatto commuovere: esprimeva l’apprezzamento e il ringraziamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i messaggi di Pace ricevuti dai bambini la scorsa primavera”.

    “In un momento in cui nel mondo c’è proprio bisogno di pace, è ancora più significativa l’azione dei bambini e degli insegnanti impegnati in questo progetto, che sottolinea la necessità di promuovere un valore da vivere tutti i giorni”, è stato il ringraziamento del Quirinale.
    Laura Cerotti, la coordinatrice del progetto, ha spiegato che “gli alunni della primaria hanno inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella numerose cartoline ricche di messaggi di pace. Parole e disegni significativi”. Un lavoro coordinato nell’IC “C. Fontana” insieme ai colleghi Luisa Labria, Arianna Marzani, Clara Oldani, Marta Spano, Cinzia Valassina, Flavio Versetti.

    Tutte le classi erano state infatti coinvolte sul valore della pace e della legalità, conoscendo e scoprendo figure rappresentative dell’impegno civile, come i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Decine di cartoline con poesie, frasi significative, ritratti, riflessioni, disegni erano state inviate a Roma in una busta.

    Oltre ad essere un arricchimento del bagaglio fatto di responsabilità e impegno, personale e professionale, la pace e la convivenza civile e rispettosa delle differenze del singolo rappresentano uno dei principali obiettivi condivisi dai docenti di tutto l’Istituto. “La telefonata da parte del Quirinale rappresenta un motivo in più per riflettere su questo valore e il lavoro dei docenti in questo periodo storico”, ha concluso il prof. Basano.

  • Il teatro come strumento di accoglienza alla scuola secondaria dell’IC Fontana

    Il teatro come strumento di accoglienza alla scuola secondaria dell’IC Fontana

    “Il teatro è capace di trasformare l’inizio di un nuovo grado di scuola da un momento di potenziale isolamento in una vera e propria esperienza di gruppo, perché è un linguaggio universale che non richiede parole complesse. Attraverso giochi di ruolo e improvvisazioni, i ragazzi sono invitati a mettersi in gioco in senso “letterale””, afferma la prof.ssa Concetta Giaimo, coordinatrice del progetto e docente di lettere. Così è terminato il periodo dell’accoglienza alle scuole secondarie di primo grado di Magenta e Robecco.

    174 gli alunni delle nove classi coinvolti per un’ora per classe in un laboratorio guidato da un esperto esterno, Simone Migliavacca, nell’Auditorium per la scuola Baracca e nell’Atrio per la scuola Don Milani. L’ attività teatrale, “in un ambiente non giudicante, ha permesso ai ragazzi di sviluppare la propria autostima e di superare la timidezza”. Inoltre, la necessità di collaborare per costruire una scena comune, “ha stimolato l’ascolto reciproco e l’empatia. I ragazzi hanno imparato a mettersi nei panni degli altri e a lavorare insieme per un obiettivo condiviso, creando una base solida per il nuovo gruppo classe.”

    “Spesso vediamo studenti che non si sarebbero mai avvicinati l’uno all’ altro e stringere amicizia”. Investire in progetti come questo non è solo un modo per accogliere i ragazzi, ma un vero e proprio investimento sul benessere psicologico e relazionale dell’intera comunità scolastica. In un’epoca in cui la comunicazione virtuale prevale spesso, l’esperienza del teatro riporta i ragazzi alla fisicità, al contatto e all’ integrazione diretta. E così, tra risate, improvvisazioni e piccoli trionfi sul “palco”, i nuovi studenti non solo hanno iniziato ad ambientarsi, ma anche a costruire la loro storia, un atto dopo l’altro.

    “L’ obiettivo non è di creare attori, ma usare il teatro come strumento di crescita personale e di integrazione sociale. Una palestra di vita dove si impara a stare insieme, a comunicare e a superare le sfide”, conclude la professoressa.

  • Zibido San Giacomo. Studio all’aperto a scuola con la nuova Aula Tronchi

    Zibido San Giacomo. Studio all’aperto a scuola con la nuova Aula Tronchi

    È iniziato con una bellissima novità l’anno scolastico 2025/2026 dei bambini e ragazzi che frequentano la scuola primaria e la secondaria di primo grado di Zibido San Giacomo.

    Ad accoglierli, un nuovo spazio per la didattica all’aperto, l’Aula Tronchi, realizzata nell’ambito del progetto “Viaggio tra Natura e Cultura”, tra i più votati del Bilancio Partecipativo 2025 promosso dall’amministrazione Belloli.

    «Il progetto proposto dal Comitato Genitori – spiega il vicesindaco Anita Temellini, assessore a Scuola e Famiglia – è stato fortemente voluto dalla scuola e dalle famiglie: la partecipazione attiva della cittadinanza ne ha reso possibile la realizzazione e l’Amministrazione lo ha finanziato con i fondi previsti dal Bilancio Partecipativo. Si tratta di un’iniziativa importante per tutta la comunità scolastica, ancor più significativa perché scelta da chi vive sul territorio che ha voluto esprimersi e decidere direttamente come utilizzare il budget messo a disposizione».
    Ulteriori dettagli nel comunicato allegato.

    Nella foto prima foto, da sx Massimo Bonazzi, presidente Comitato genitori; Anita Temellini, vicesindaco; Nora Vitale, referente primaria; Francesca Misiano referente scuola secondaria; Antonella Lacapra, dirigente scolastica.

  • Al Liceo Bramante di Magenta arrivano i Bersaglieri!

    Al Liceo Bramante di Magenta arrivano i Bersaglieri!

    “L’invito all’Associazione nazionale Bersaglieri di Magenta viene ritenuto un passaggio fondamentale per chiudere in modo sereno e costruttivo la confusa pagina di cronaca che ha coinvolto il liceo Bramante tra fine maggio e inizio giugno e chiarire in modo inequivoco la posizione di apertura del nostro liceo verso le realtà esterne alla scuola, con particolare riferimento a quelle realtà che ricoprono un ruolo ampiamente riconosciuto sul territorio”.

    E’ questo uno stralcio delle sedute di Collegio docenti di inizio anno in cui su impulso del Preside Professor Felice Cimmino è stata archiviata una brutta pagina per il Liceo Donato Bramante di Magenta e si è ribadita la consueta aperta della scuola d’eccellenza magentina al confronto con le realtà del nostro territorio.

    Molti ricorderanno infatti le polemiche per un documento sottoscritto da alcuni docenti che non ritenevano opportuna la presenza a scuola dei Fanti Piumati, in quanto, portatori di valori non perfettamente conciliabili con quelli di cui la scuola è portatrice, in quanto, centro educativo.

    Il caso diventò nazionale, si parlò poi anche di incomprensioni e malintesi così da rientrare la querelle che presto diventò argomento anche di dialettica politica piuttosto rovente.

    Tant’è comunque oggi la cosa più rilevante è che il prossimo 26 Settembre ci sarà “questo sereno e proficuo momento di confronto con la partecipazione delle classi quinte”.

    L’incontro come è sempre stato anche in passato avrà valenza per lo più storica, così da rimarcare l’attaccamento e il forte rapporto che il corpo dei Bersaglieri ha avuto con il territorio

    Quindi, si discuterà dei valori del corpo dei Bersaglieri; le azioni umanitarie con
    particolare riferimento agli interventi post- bellici; ampio spazio a domande da parte di studenti
    e docenti presenti.

    L’incontro rientra di diritto in quel percorso di educazione civica che, a nostro avviso, forse avrebbe bisogno – tanto più oggi – di esser reso sempre più centrale all’interno dei programmi didattici delle scuole italiane. Comunque bene così e, soprattutto polemica definitivamente morta e sepolta.

  • La scuola dell’infanzia Ferrario di via Asilo a Rescalda riapre i battenti

    La scuola dell’infanzia Ferrario di via Asilo a Rescalda riapre i battenti

    Dopo i lavori di riqualificazione che l’hanno interessata ha riaperto i battenti. La scuola dell’infanzia Ferrario di via Asilo a Rescalda è di nuovo a disposizione dei suoi baby frequentatori e del personale che, a vario titolo, li assiste.

    All’inaugurazione del nuovo anno scolastico erano presenti il sindaco Gilles Ielo e gli assessori Loredana Pigozzi e Rosario Vitolo.

    “I lavori di ristrutturazione e adeguamento – sottolinea il comune – hanno ricreato un ambiente a misura di bambino trasformato in spazi moderni, ampi e colorati, stimolante e accogliente per accompagnarli nel loro percorso di crescita”.

    L’assessore Matteo Moschetto ricorda come i momenti di difficoltà legati ai ritardi nella riconsegna della scuola non siano mancati e come all’appello manchino ancora interventi per completare giardino e parte esterna alla struttura. Ielo e Vitolo , dal canto loro, hanno messo l’accento sul modo di procedere sinergico di amministrazione comunale e scuola.

    Pigozzi parla di “grande risultato per il nostro paese in cui la scuola rappresenta un punto di riferimento importante per le famiglie e costituisce il centro nevralgico della nostra comunità verso la quale vogliamo perseguire il benessere dei più piccoli per gettare semi per una società migliore, coesa e comunitaria”.

    Cristiano Comelli

  • Dispersione scolastica, Fondazione Collegio della Guastalla premia il merito e supporta l’inclusione educativa

    Dispersione scolastica, Fondazione Collegio della Guastalla premia il merito e supporta l’inclusione educativa

    La Fondazione Collegio della Guastalla, organizzazione senza fini di lucro impegnata da decenni su vari fronti tra cui la promozione del diritto allo studio per i più giovani, annuncia con emozione la cerimonia del riconoscimento “Miglior Pagella”, che si terrà sabato 13 settembre alle ore 11.30 presso il Comune di Binasco, all’interno del Castello Visconteo.

    Il premio, del valore complessivo di 6.000 euro, sarà suddiviso tra nove studenti meritevoli delle scuole medie e superiori, già individuati tra gli oltre cento beneficiari del percorso di sostegno promosso dalla Fondazione. Una manifestazione concreta a favore del talento, dell’impegno e della perseveranza, nonché un segnale forte di fiducia verso il futuro di ragazzi e ragazze in condizioni socio-economiche non ottimali.

    In un contesto educativo ancora segnato da fragilità, questa iniziativa assume un valore ulteriore. Secondo il Rapporto INVALSI 2025, la dispersione scolastica esplicita—ossia l’abbandono precoce degli studi tra i giovani di 18-24 anni—è scesa in Italia dall’11,5 % nel 2022 al 9,8 % nel 2024, avvicinandosi all’obiettivo europeo del 9 % fissato per il 2030.

    Tuttavia, è ancora un problema aperto. Va ricordato che il fenomeno della dispersione scolastica implicita — cioè il completamento del ciclo di studi senza aver acquisito competenze adeguate — rappresenta un ulteriore rischio per l’inclusione e l’equità. Nel Sud Italia, tale forma di dispersione raggiunge il 14,1 %, mentre nel Nord-est si aggira intorno al 3,6 %.

    Alla luce di queste sfide, la Fondazione conferma la propria missione non solo attraverso il riconoscimento del premio “Miglior Pagella”, ma anche tramite l’adesione al progetto #TiSostengoAScuola, già attivo dallo scorso anno con il Comune di Binasco e in fase di avvio con altri Comuni limitrofi. Il progetto offre un supporto completo ai nuclei familiari in difficoltà per supportarli nelle spese destinate ai servizi educativi e scolastici attraverso l’acquisto di materiale didattico, libri, sostegno ad attività scolastiche come gite e servizio mensa, ma anche interventi fondamentali per la crescita personale dei giovani: supporto psicologico, sportello di orientamento, percorsi individualizzati di accompagnamento psicoeducativo e altre attività educative pensate per supportare il diritto allo studio.

    “In una fase in cui l’interruzione del percorso scolastico può determinare isolamento, fragilità e, nei casi più gravi, aprire la strada alla violenza e all’emarginazione” – dichiara il Presidente della Fondazione, Antonio Viscomi – desideriamo ribadire con forza che l’istruzione è la più solida barriera contro il disagio sociale. Il riconoscimento del merito non è solo un premio: è un investimento sul futuro della comunità e dell’intero Paese”.

    Fondazione Collegio della Guastalla

    La Fondazione Collegio della Guastalla è una storica istituzione lombarda senza scopo di lucro. Si impegna a sostenere giovani e persone svantaggiate dal punto di vista socio-sanitario ed educativo, oltre a preservare il suo patrimonio culturale e artistico, a fini benefici. Fondata cinque secoli fa dalla nobildonna, Ludovica Torello di Guastalla, è la Fondazione più antica d’Italia e opera seguendo principi cristiano-cattolici.

  • Verso la prima campanella: scuola senza smartphone, il digital detox diventa un affare di famiglia

    Verso la prima campanella: scuola senza smartphone, il digital detox diventa un affare di famiglia

    Niente smartphone tra i banchi se non per fini didattici. La scuola italiana apre l’anno scolastico con una misura che può sembrare drastica ma che, se ben gestita, diventa un’occasione per rieducare al tempo digitale. Un cambiamento che riguarda non solo gli studenti ma anche il modo in cui famiglie e adulti vivono la tecnologia ogni giorno.

    “Quando si toglie un oggetto così presente come il cellulare non basta pensare al divieto. È un’occasione per stimolare l’attenzione, ritrovare spazi di dialogo reale, chiedere coerenza agli adulti che devono essere i primi a dare l’esempio – spiega Alessandra Bitelli, coach e autrice de “Il primo romanzo utile del coaching” – e scoprire che il tempo liberato può diventare creatività e relazione. La scuola apre la strada ma la sfida riguarda tutti noi, dentro e fuori le aule”.

    NON SOLO DIVIETO, MA EDUCAZIONE DIGITALE
    Ridurre l’uso dello smartphone in classe non deve trasformarsi in una punizione. È un’occasione per scoprire altre forme di comunicazione, di socialità e di attenzione al presente. L’assenza del cellulare non è un vuoto, ma uno spazio che può essere riempito da nuovi modi di stare insieme.
    “Ogni scelta che sembra limitare può invece diventare un’occasione preziosa per trovare alternative. Significa abituarsi al dialogo diretto e non mediato da uno schermo, riscoprire la collaborazione con i compagni, imparare a mantenere la concentrazione senza continue interruzioni e allenare la capacità di gestire il tempo in modo autonomo. Non è un semplice stop tecnologico – precisa Bitelli – ma un invito a coltivare abilità che restano utili ben oltre i banchi di scuola, nella vita sociale, nello studio e nel lavoro”.

    UN IMPATTO CHE PARTE DAI GENITORI
    Il cambiamento richiesto agli studenti chiama in causa anche le famiglie. Se i ragazzi lasciano il cellulare in tasca a scuola, ma a casa i genitori sono sempre connessi, il messaggio si svuota. È qui che serve un’alleanza educativa: la scelta della scuola diventa credibile e incisiva solo se i genitori la sostengono, trasformandola in un impegno condiviso.
    “La coerenza è fondamentale. I ragazzi imparano ciò che i genitori fanno non quello che dicono, e la vera educazione digitale inizia dal comportamento adulto. Per questo – incalza Bitelli – è importante che le famiglie non si fermino al sostegno formale della regola scolastica ma la estendano nella quotidianità domestica, con momenti liberi da dispositivi, spazi dedicati alla conversazione e piccole pratiche di riscoperta del contatto con la realtà che coinvolgano tutti. Solo così la misura adottata a scuola diventa un percorso concreto e duraturo”.

    IL VALORE DEL TEMPO LIBERATO
    La riduzione dell’uso dello smartphone apre tempo ed energie nuove. Ore che possono essere impiegate per leggere, praticare sport, coltivare passioni o semplicemente annoiarsi

    un po’. È un’occasione per riscoprire attività che stimolano la creatività, il pensiero critico e le relazioni reali, spesso sacrificate dalle continue notifiche e dall’iperconnessione.
    “La noia non è un nemico, ma un motore di creatività. Se il digitale riempie ogni spazio vuoto, toglie la possibilità di allenare l’immaginazione e di cercare soluzioni nuove. Liberare tempo dallo schermo – prosegue Bitelli – significa anche riconnettersi con sé stessi, imparare a gestire la solitudine, sviluppare resilienza e scoprire interessi autentici. Sono competenze trasversali che diventano fondamentali in tutte le fasi della vita, dalla crescita dei ragazzi fino al mondo del lavoro”.

    LE NUOVE ABITUDINI
    Il coinvolgimento di tutta la famiglia è decisivo, perché se la regola vale solo a scuola o solo per i figli, perde forza e viene vissuta come imposizione.
    “Il detox digitale non può essere un esercizio individuale perché rischia di diventare una rinuncia a senso unico. Se i genitori continuano a controllare il telefono mentre chiedono ai figli di metterlo via, il messaggio si indebolisce. Coinvolgere tutta la famiglia – conclude Bitelli – significa invece costruire un patto reciproco, in cui gli adulti diventano modelli credibili. Solo così il cambiamento smette di essere percepito come un divieto e si trasforma in una scelta condivisa che apre la strada a nuove abitudini quotidiane, semplici da adottare e capaci di migliorare il benessere di tutti”.
    Ecco le nuove abitudini suggerite da Alessandra Bitelli per tutta la famiglia

    A tavola
    La tavola diventa il primo laboratorio di educazione digitale. Togliere i telefoni durante i pasti favorisce conversazioni più ricche, riduce le interruzioni e crea un piccolo rito quotidiano che dà priorità alle relazioni. Migliora anche l’ascolto reciproco e abbassa la tensione sui “controlli” perché la norma vale per tutti allo stesso modo, adulti compresi.
    Al risveglio
    Senza schermi nell’ora dopo il risveglio e nell’ora prima di dormire si protegge l’avvio e la chiusura della giornata. Al mattino si evita la cascata di stimoli che frammenta l’attenzione e si imposta un ritmo più intenzionale. La sera si facilita il sonno perché si riduce l’iperattivazione mentale e si preserva il ritmo naturale di riposo. È una micro-routine che migliora concentrazione, umore e qualità del recupero.
    Nei momenti di condivisione
    Una sera a settimana completamente offline crea tempo di qualità prevedibile. Spezza l’automatismo del “sempre connessi”, rende naturali attività alternative e costruisce memoria familiare di esperienze positive. Funziona meglio se sono i ragazzi a proporre parte del programma, così aumenta il senso di autonomia e di responsabilità.
    Nei confini di benessere
    No smartphone in camera da letto e negli spazi di riposo significa confini chiari tra luoghi della relazione digitale e luoghi del sonno e dello studio. Riduce l’uso compulsivo notturno, limita le distrazioni mentre si studia e migliora privacy e sicurezza. Un accorgimento pratico aiuta molto, ricarica dei dispositivi in uno spazio comune
    Nel tempo
    Almeno un’ora al giorno dedicata a un’attività non digitale sostiene corpo e mente e allena la tolleranza alla noia, che è terreno di creatività. Che sia sport, lettura, musica o manualità, la scelta regolare di un impegno “attivo” rinforza motivazione, autostima e senso di competenza. Meglio fissare micro-obiettivi settimanali così i progressi sono visibili e gratificanti.

  • Assegnate le borse di studio SARPOM  all’istituto ‘Ramati’ di Cerano

    Assegnate le borse di studio SARPOM all’istituto ‘Ramati’ di Cerano

    Un’iniziativa che si rinnova ogni anno: premiare l’impegno dei migliori studenti del territorio come investimento per la formazione delle nuove generazioni. Il 5 settembre si è svolta, presso la Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Statale “P. Ramati” di Cerano, la cerimonia di consegna delle Borse di Studio SARPOM ai migliori diplomati che hanno concluso il percorso di scuola media con voto 10.

    A premiare i ragazzi è stata l’Ing. Claudia Breschi, Vicedirettore della Raffineria. Claudia Breschi ha sottolineato come la formazione e la cultura siano parte integrante della visione di SARPOM e di IP Gruppo api.

    Nella Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Statale “P. Ramati” di Cerano, si è svolta la cerimonia di consegna delle borse di studio SARPOM destinate agli studenti che hanno concluso l’esame di Stato con voto 10. Le borse di studio sono state consegnate da Claudia Breschi, Vicedirettore della Raffineria, a 4 studenti che hanno terminato la scuola media con il massimo dei voti.

    “E’ un piacere essere qui per un appuntamento che rappresenta una tradizione consolidata – ha
    spiegato Breschi. Da sempre in SARPOM consideriamo fondamentale investire nella cultura e nelle
    competenze delle nuove generazioni del nostro territorio. L’integrazione con la comunità locale fa parte
    della visione della nostra Raffineria e di IP Gruppo api, di cui facciamo parte.
    Viviamo un’epoca caratterizzata da complessità degli scenari geopolitici, economici e sociali che
    richiede una società sempre più preparata e capace di tradurre le incertezze in opportunità da
    catturare. La nostra sfida è la transizione energetica: dopo avervi parlato negli scorsi anni di
    biocarburanti, oggi posso condividere che è in fase di realizzazione un progetto per la produzione di
    idrogeno verde, che sarà operativo entro metà 2026 con il sostegno di un finanziamento PNRR della
    Regione Piemonte”.

    Il Vicedirettore ha quindi rivolto un augurio agli studenti premiati: “Oggi lavorare nel settore dell’energia è particolarmente avvincente. Per il nostro territorio e per le aziende che vi operano, voi, giovani di talento, rappresentate la risorsa più preziosa. Vi rivolgo i miei più sinceri complimenti per aver concluso con successo questo ciclo scolastico. Vi attende un nuovo capitolo del vostro percorso formativo, forti delle basi acquisite in questi tre anni grazie al vostro impegno, a quello dei vostri insegnanti e al sostegno imprescindibile delle vostre famiglie. Con la vostra dedizione, curiosità e volontà di eccellere, state costruendo le basi per essere protagonisti del vostro futuro”.

    Claudia Breschi ha infine ringraziato la Professoressa Giuseppina Ferolo, Dirigente Scolastica, i docenti e tutto il personale dell’Istituto Comprensivo Statale “P. Ramati”.
    In rappresentanza delle Istituzioni Locali sono intervenuti Andrea Crivelli (Presidente ff della Provincia di Novara) e Maria Antonella Gamoletti (Assessore alla Scuola del Comune di Cerano).
    La condivisione di questo importante momento ha testimoniato ancora una volta le sinergie virtuose
    fra SARPOM, il territorio e la scuola.

    Diplomati con 10:
    Alessia Costato (3C), Emanuele Pavon (3C), Sofia Scarcella (3B), Matteo Daffara (3A)