Categoria: Lavoro

  • Prosegue la corsa delle donne manager italiane. Cresciute del 5,1% nell’ultimo anno

    Prosegue la corsa delle donne manager italiane. Cresciute del 5,1% nell’ultimo anno

    Cresce la managerialità italiana nel settore privato +2,6% nel 2023 secondo il report elaborato da Manageritalia sugli ultimi dati ufficiali disponibili dall’INPS. Un aumento dovuta principalmente alla componente femminile con un incremento del 5,1% delle donne e dell’1,9% degli uomini (Tab.1). Si conferma quindi la forte e nota rincorsa verso la parità delle donne dirigenti, cresciute del 101,5% dal 2008 al 2023 (-2,8% gli uomini e + 9,6% il totale dirigenti) e oggi pari al 21,9% del totale (21,4% nel 2022, 20,5% nel 2021 e 19,1% nel 2020).

    “Il costante avanzamento della managerialità in Italia, con un aumento del 5% nel 2023, e in particolare quella femminile, che ha registrato un incremento del 101,5% dal 2008 al 2023, dimostrano chiaramente come la rincorsa sia in atto, ma ci sia ancora tanto da fare per dare le giuste opportunità anche alle donne nel mondo del lavoro e nel management aziendale” cosi Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia che prosegue: “La strada è tracciata: non dobbiamo fermarci né tornare indietro, ma affermare con ancora più impegno e dedizione scelte e azioni che portino a una vera parità di genere. L’inclusione femminile è nell’interesse delle imprese, del mercato e della società in cui viviamo. Un mondo in cui anche le donne sono protagoniste è senza dubbio una realtà migliore”.

    Per Cristina Mezzanotte, coordinatrice area DEI di Manageritalia:” La rincorsa delle donne verso la parità è in corso, ma c’è ancora tanto da fare. Ancor più c’è da fare per arrivare ad un’inclusione vera che valorizzi tutti uomini e donne, giovani e senior, culture ed etnie diverse, nonché ogni diversa abilità. Come dovrebbe ormai essere chiaro a tutti, non si deve farlo per buonismo, piuttosto per equità, ma ancor più perché i dati dimostrano che l’inclusione e la valorizzazione delle diversità portano valore e danno alle aziende più benessere e più risultati in termini di produttività, fatturati e capacità di crescita. In questo i manager, dove ci sono, hanno un ruolo determinante per mettere a terra e in sinergia questi valori e farne un fattore competitivo e vincente. Un modo per convincere tutti della bontà, anche economica, di questo cambio prima di tutto culturale che può trovare nel mondo del lavoro il punto di partenza per ampliarsi a famiglia e società”.

    L’incremento dei manager, e in particolar modo della componente femminile, è visibile in tutti gli ambiti economici italiani (Tab.3). Da notare che le donne sono percentualmente molto più presenti nel terziario (25,8%) rispetto all’industria (16,5%). A crescere di più nell’ultimo anno e in generale nel periodo considerato sono comparti quali Attività professionali (11,2%), Costruzioni (8,3%) e Attività di alloggio e ristorazione (5,3%) e Trasporto e magazzinaggio (4,5%). Il terziario privato è di gran lunga il settore più rosa, basti pensare che nella Sanità e assistenza sociale le donne dirigenti (52,3%) superano i colleghi e sono il 34,4% nell’Istruzione, il 28,4% nelle Altre attività di servizi.

    Analizzando la distribuzione geografica si può notate come nella classifica delle province più rosa (tabella 5), Milano prevale nettamente con 10.987 donne dirigenti, seguita da Roma (5.659) e Torino (1.469). Ai primi dieci posti solo province del nord.

    Nel complesso il report donne di numeri di Manageritalia dimostra chiaramente che, proprio in tempo di crisi, imprenditori e aziende hanno capito che senza managerialità non si cresce e non si compete e non si superano ostacoli e difficoltà. In tutto questo, pare ormai acclarato che la managerialità, anche femminile, è determinante per competere e crescere nei mercati ormai globali.

  • Spazio al lavoro: dal 24 febbraio a Corbetta apre l’Afolmet Red Point

    Spazio al lavoro: dal 24 febbraio a Corbetta apre l’Afolmet Red Point

    Un nuovo spazio dedicato alle opportunità di lavoro, orientamento e formazione per cittadini e imprese a Corbetta. Si chiama Afolmet Red Point e aprirà lunedì 24 febbraio in via Verdi 26.

    Commentano l’importante risultato il Sindaco Marco Ballarini e l’Assessore alle Politiche del lavoro e dell’Occupazione Giuliano Gubert:

    “Ringraziamo Afol Metropolitana per la sinergia che ha reso possibile la realizzazione di un nuovo servizio pubblico dedicato a tutta la cittadinanza. L’Amministrazione Comunale continua così a fornire un sempre più capillare e concreto supporto nella ricerca di lavoro ai cittadini che risultano essere inoccupati. L’attivazione di questo Red Point di Afol ci rende orgogliosi e rende merito alla Città per l’importante lavoro di inclusione portato avanti negli ultimi anni. Accogliamo con piacere e fiducia questa grande realtà, consapevoli che il loro prezioso servizio è di straordinaria importanza per contrastare la disoccupazione e l’esclusione sociale, promuovendo la dignità e il diritto al lavoro.

    Crediamo fermamente – concludono il Sindaco e l’Assessore – che Città e Comuni con un tasso di occupazione più alto sono certamente città che crescono con condizioni umane e sociali migliori, ed è imprescindibile sviluppare iniziative per favorire la lotta alla disoccupazione, che rappresenta ancor di più oggi una piaga dilagante nella vita di molti connazionali”.

    “Il nuovo spazio – commenta Tommaso Di Rino, direttore generale di Afol Metropolitana – ha l’obiettivo di diventare un luogo di riferimento per le persone in cerca di occupazione, che hanno bisogno di orientarsi o di aggiornare le proprie competenze per trovare la propria strada professionale in un contesto economico in continua evoluzione. La sua apertura è un’ulteriore tappa di un percorso condiviso con l’Amministrazione Comunale per promuovere le opportunità occupazionali del territorio, sostenere le imprese e la comunità con servizi su misura”.

    All’interno del Red Point di via Verdi le persone possono usufruire di servizi progettati per rispondere alle diverse esigenze del mercato del lavoro, dall’orientamento gratuito al coaching professionale, e partecipare agli incontri di ricerca del lavoro. Per chi desidera intraprendere la libera professione o avviare una propria attività, sono previsti percorsi mirati per dare inizio a un progetto imprenditoriale. Per chi invece necessita di aggiornare le proprie competenze o acquisirne di nuove, può ricevere supporto nell’individuare il corso più adatto tra quelli proposti nell’ambito del programma Gol, garanzia occupabilità lavoratori. Nello spazio, inoltre, è possibile ricevere informazioni sulle offerte di lavoro presenti nella banca dati di Afol Metropolitana e sui diversi recruiting day organizzati sul territorio, in cui è possibile sostenere colloqui di lavoro direttamente con i recruiter aziendali. Per conoscere tutte le opportunità di lavoro, formazione e orientamento di Afol Metropolitana è possibile consultare il sito afolmet.it.

    Afolmet Red Point

    via Verdi 26, Corbetta

    orari: dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00 e il venerdì dalle 8.30 alle 14.30

    sviluppolavoro-ovest@afolmet.it

  • Stato di agitazione sindacale alla Five Stars di Rho

    Stato di agitazione sindacale alla Five Stars di Rho

    Le Segreterie regionali lombarde di CGIL, CISL e UIL denunciano con forza quanto sta accadendo a chi lavora presso il sito Eigenmann & Veronelli di Rho (MI), in appalto a Five Stars S.p.A. “Abbiamo ricevuto, in data 11 dicembre 2024, una comunicazione dell’azienda relativa alla cessazione dell’appalto al 30 aprile 2025 e alla suddivisione delle attività tra due nuovi fornitori, Bisi Logistica Srl e Sinteco Logistics S.p.A. Sin da subito, abbiamo chiesto garanzie sulla tutela occupazionale dei 15 lavoratori coinvolti, come previsto dall’articolo 42 del CCNL Logistica, che garantisce la continuità lavorativa in caso di cambio appalto.

    Tuttavia, la committenza ha reso evidente la volontà di trasferire le attività presso altri siti senza assicurare la piena riassunzione di tutto il personale. A peggiorare la situazione, in data 5 febbraio 2024, Five Stars S.p.A. ha aperto una procedura di licenziamento collettivo e messa in mobilità del personale, una scelta inaccettabile che contraddice il principio stesso di cambio appalto. Una strategia per ridurre ulteriormente i costi? Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di abbassare il costo del lavoro a scapito dei lavoratori, un’operazione che riteniamo inaccettabile e che sta diventando sempre più frequente nel settore della logistica.

    Mentre in molte realtà le imprese multinazionali stanno internalizzando i lavoratori per porre fine alle pratiche di dumping contrattuale, in questo caso si sta percorrendo la strada opposta, frammentando l’appalto e scaricando i costi sulla pelle di chi lavora”. Lo dicono CGIL, CISL e UIL che dichiarano l’apertura dello stato di agitazione per i lavoratori Five Stars S.p.A. impiegati nel sito Eigenmann & Veronelli di Rho. Qualora non vengano fornite risposte concrete sul futuro occupazionale di questi lavoratori, siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie, incluse mobilitazioni e scioperi, senza ulteriori preavvisi. “Chiediamo l’intervento delle istituzioni e della magistratura. Riteniamo necessario un intervento immediato delle istituzioni competenti, a partire dall’Ispettorato del Lavoro e dalla Prefettura di Milano, affinché venga rispettato il diritto alla continuità occupazionale. Inoltre, trasmetteremo questa segnalazione alla Procura della Repubblica, affinché vengano verificate eventuali violazioni della normativa vigente. Chi opera in questo appalto da oltre 10-15 anni ha diritto a certezze sul proprio futuro. Chiediamo alla committenza e alle aziende coinvolte di assumersi le proprie responsabilità e di rispettare gli impegni assunti.

  • Lombardia: crescono dell’87% in un anno le domande delle imprese in crisi (in Italia +83%)

    Lombardia: crescono dell’87% in un anno le domande delle imprese in crisi (in Italia +83%)

    È cresciuto dell’87%, in un anno, il numero delle istanze depositate da imprese lombarde per gestire e comporre le crisi patrimoniali, finanziarie ed economiche. In particolare, nel 2024 sono state depositate in Camera Arbitrale di Milano 258 istanze, erano 138 nel 2024.

    A livello nazionale si registra, nello stesso periodo di riferimento (2023 vs 2024), un incremento dell’83% (1089 sono le istanze depositate nel 2024, in confronto alle 594 del 2023). (Fonte: elaborazione Camera Arbitrale di Milano su dati 2024/2023).

    Dato nazionale vs lombardo. Se analizziamo i dati dall’inizio dell’attività del servizio di Composizione negoziata della crisi di impresa (dal 15.11.2021) al 31/12/2024, risulta che le istanze lombarde rappresentano il 23% del totale nazionale: quasi un’istanza su 4 è lombarda. In Italia sono state depositate in totale 2.221 istanze; in Lombardia 509. (Fonte: elaborazione Camera Arbitrale di Milano, su dati propri e su dati di Unioncamere nazionale dal 2021 al 31/12/2024).

    “La Composizione Negoziata offre un’importante chance alle imprese in difficoltà: è un supporto per prevenire il default e tentare di garantire il più possibile la continuità aziendale” – ha dichiarato Rinaldo Sali, Vicedirettore generale della Camera Arbitrale di Milano e referente per il Servizio di Composizione Negoziata per le imprese lombarde. “Ad oggi la Camera Arbitrale di Milano riceve e gestisce, come Segreteria della Commissione lombarda di composizione della crisi, istituita per legge, il 23% delle istanze nazionali e conta in Lombardia sul 18,8% degli esperti incaricati rispetto al totale nazionale. È importante, in primo luogo, lavorare su un cambio di prospettiva e sul “fare sistema” a più livelli, con le Istituzioni, le Associazioni di categoria e gli Ordini professionali, per accompagnare le imprese a comprendere le opportunità dell’affrontare la crisi, quando questa è ancora reversibile e sfruttare anzi la crisi per rilanciarsi. In secondo luogo, come Camera Arbitrale, siamo impegnati a garantire la competenza e l’indipendenza dell’esperto chiamato a facilitare il dialogo tra imprenditore e creditori”.

    Chi presenta l’istanza? Identikit dell’impresa lombarda: per il 70,7% si tratta di imprese S.r.l. (360 su 509 in totale). Se guardiamo al fatturato delle imprese istanti, un terzo (il 30%) rientra nella fascia tra 1 milione a 5 milioni di euro e il 22% nella fascia oltre 10 milioni di euro.

    I settori merceologici più coinvolti. L’industria guida la classifica con il 18% delle istanze depositate, seguita dai servizi e dal commercio (14%). L’edilizia si attesta al 10%, mentre il settore immobiliare rappresenta il 7%. Horeca raccoglie il 6% delle richieste, seguito da agroalimentare, editoria, ICT e tessile-abbigliamento (4%), mentre holding e logistica si attestano al 3%. Più marginale la presenza di artigianato e automotive (entrambi al 2%), insieme ai settori energia e oil, pubblicità, sanitario e sport-viaggi (1%).

    Posti di lavoro salvaguardati. Nel 2024 sono state risanate in Lombardia 38 imprese (se guardiamo al numero di addetti delle imprese risanate risultano 2164 posti di lavoro salvati).

    Ripartizione per territori. Nel 2024 le istanze presentate presso la Camera di Commercio di Milano-Monza-Lodi sono state 153 (pari al 59% delle istanze presentate in Lombardia). La provincia di Milano concentra il 55% delle istanze lombarde e il 13% delle istanze nazionali. Monza Brianza conta 9 istanze, Lodi 1. La Camera di Commercio di Brescia, con 33 istanze, rappresenta il 13% delle istanze lombarde, la Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia il 9% (con 23 istanze), la Camera di Commercio di Bergamo il 7% (con 18 istanze), la Camera di Commercio di Como-Lecco il 6% (con 15 istanze), la Camera di Commercio di Varese il 4% (con 11 istanze); la Camera di Commercio di Sondrio il 2% (con 5 istanze).

    Misure protettive. Le imprese nel presentare la domanda possono chiedere le misure protettive e cautelari: si tratta di interventi volti a proteggere il patrimonio, i beni aziendali e i diritti con i quali viene esercitata l’attività di impresa aziendale dalle iniziative giudiziarie dei creditori. Queste misure protettive servono a facilitare il buon esito delle trattative assunte per la regolazione della crisi. In totale, in Italia, 1723 imprese hanno fatto richiesta di misure protettive, di queste 380 sono lombarde. Il 78% delle istanze nazionali contiene una richiesta di misure protettive. Il 75% delle istanze lombarde contiene richieste di misure protettive.

    Esperto. Figura cardine della Composizione Negoziata della crisi è l’esperto: è un negoziatore che assiste le imprese, dialoga con i creditori, nella ricerca di una soluzione tesa al risanamento dell’azienda. L’esperto deve possedere determinate caratteristiche e si iscrive ad un apposito elenco. In Italia ci sono 4.434 esperti, di cui 837 in Lombardia (pari al 18,8% del totale nazionale). Di tutti gli esperti lombardi, il 78,9% è un commercialista; il 18,8% è un avvocato; l’1,7% non è iscritto in nessun albo (c.d. manager); lo 0,6% è consulente del lavoro.

    Esito positivo. Dall’inizio dell’attività (15.11.2021) al 31/12/2024, 233 imprese italiane sono state risanate (ovvero, la procedura di composizione negoziata si è conclusa con esito positivo), di queste 69 sono le istanze lombarde chiuse con esito positivo (pari al 29,6% del totale nazionale).

    Tasso di successo. È definito dal rapporto tra istanze chiuse con esito favorevole e il totale delle istanze chiuse. Le istanze chiuse in Lombardia dall’inizio dell’avvio del servizio al 31 dicembre 2024 sono in totale 286, di cui 69 positive per un tasso di successo del 24%.

    In Italia su 1.232 istanze chiuse dall’avvio della composizione negoziata, sono 233 le istanze chiuse con esito favorevole. Il tasso di successo della composizione negoziata in Italia è pari al 19%.

    (Fonte: elaborazione Camera Arbitrale di Milano dei dati dei depositi delle istanze presso le Camere di commercio lombarde e dati nazionali di Unioncamere, dall’avvio della Composizione Negoziata dal 15/11/2021 al 31/12/2024).

    Che cosa è la Composizione Negoziata della crisi? È una procedura disciplinata dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza entrato in vigore nel 2022, utile per aiutare le imprese in difficoltà, ristrutturare le attività imprenditoriali e prevenire il default aziendale; è una procedura volontaria, dunque, è l’imprenditore a presentare l’istanza e a richiedere l’intervento di un esperto negoziatore/facilitatore che lo assista, dialogando con i creditori, nella ricerca di una soluzione tesa al risanamento dell’azienda.

    Ruolo Camera Arbitrale di Milano (CAM). Dal 2021 CAM si occupa su incarico della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi delle procedure di Composizione Negoziata della Crisi di impresa (CNC). Il procedimento di composizione si svolge interamente per via telematica attraverso la piattaforma nazionale di Composizione Negoziata. L’impresa presenta l’istanza direttamente sulla piattaforma. Presso CAM sono tenuti gli elenchi degli esperti lombardi e sempre presso la stessa Camera Arbitrale opera la Commissione regionale incaricata di nominare gli esperti per i casi di tutta la Lombardia.

    Altre informazioni sul sito https://composizionenegoziata.camcom.it/ocriWeb/#/home

  • Economia Lombardia, segnali di crescita e ripresa per il 2025

    Economia Lombardia, segnali di crescita e ripresa per il 2025

    Una ventata di positività arriva dalle proiezioni relative all’economia della Lombardia per il 2025. Dopo un 2024 di sostanziale stagnazione su tutti i fronti, il nuovo anno dovrebbe portare in dote una proiezione positiva per tre indicatori, fondamentali per la crescita della regione. Per il PIL si prevede una crescita dell’1,1%, i consumi riprendono spinta dell’1,1%, mentre l’occupazione si conferma in costante aumento con +1%.

    Sono questi alcuni dei numeri forniti da CNA Lombardia nel Primo Focus 2025 sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi. Una situazione quella della Lombardia che compete con quella di altre realtà europee che stanno attraversando contesti ben diversi: prosegue infatti la crisi economica in Germania, con le previsioni di crescita dei länder per il 2025 che sono ancora deludenti. Diversamente, le comunità autonome spagnole si caratterizzano per aspettative di crescita comprese tra il 2% e il 3 %.

    PIL, consumi e investimenti

    Le proiezioni aggiornate per la Lombardia indicano per il 2024 un PIL a +0,6%, non lontano dal dato dell’anno precedente. Per il 2025 si attende dunque un consolidamento della crescita del PIL regionale a +1,1%. Secondo le ultime stime, l’anno 2024 si è chiuso con un valore reale del PIL a +7,7% rispetto al livello del 2019. Anche sul fronte consumi gli ultimi dati confermano il quadro incerto in Lombardia dopo lo choc pandemico: infatti, la crescita nulla nel 2024 (+0,2%) dovrebbe permettere ai consumi di collocarsi appena sopra il livello del 2019 (+0,4%). Tuttavia, le proiezioni per il 2025 appaiono maggiormente confortanti (+1,1%), anche se l’incertezza del quadro generale impone cautela nella valutazione degli scenari per l’anno in corso. Per quanto riguarda, invece, gli investimenti, dopo un triennio oggettivamente positivo, la crescita degli investimenti in Lombardia nel 2024 è rallentata sensibilmente (+1,0%) e in misura più intensa di quanto indicato nelle precedenti previsioni. La frenata è destinata a proseguire anche nel 2025, arrivando a sconfinare in territorio negativo (-0,6%).

    “Le nostre previsioni scontano l’incertezza del quadro – spiega Giovanni Bozzini, presidente CNA Lombardia -. La situazione sembra in via di miglioramento, specie su PIL e consumi, ma dobbiamo essere cauti, visto anche il calo degli investimenti che prosegue”.

    Export e occupazione

    Tra gennaio e settembre 2024 il valore delle esportazioni della Lombardia si conferma sostanzialmente sui livelli dell’anno precedente, -0,5% rispetto ai primi nove mesi del 2023. Si osservano dinamiche negative per alcuni comparti, su tutti sistema moda (-8%), metallurgia (-5,5%) e sistema casa (-2,7%). Diversamente, si registra un’evoluzione positiva per agroalimentare (+6,2%) e meccanica (+1,5%), nonchè per il comparto residuale delle produzioni e merci varie. Sul fronte territoriale, invece, alcune province registrano un evidente calo rispetto ai primi nove mesi del 2023 come Varese (-6,5%), Brescia (-3,6%), Cremona (-1,8%), Bergamo (-1,5%), Milano (-1,4%), Lecco (-1,3%), Mantova (-0,6%). Positive invece Lodi (+15,4%), Monza e Brianza (+5,8%), Pavia (+3,8%) e Como (+3,6%) e Sondrio (+3,2%). Il trend sul 2019, invece si conferma estremamente positivo, al +28%.

    “Siamo un po’ preoccupati per la frenata dell’export, specie in settori storicamente qualificanti come Moda, Metallurgia e Casa – afferma Bozzini -. Confermiamo l’importanza di una ripresa tedesca che potrebbe davvero far bene alla manifattura lombarda. Inoltre la pace potrebbe aiutare tantissimo. La crisi dell’export metallurgico appare riconducibile allo stallo tedesco e a fattori nel complesso geopolitici. Potremmo davvero parlare di costi della guerra e, naturalmente, di probabili benefici della pace. Nel 2024 la crisi produttiva nel settore siderurgico è stata sicuramente legata anche agli elevati costi energetici e alla frenata degli investimenti in costruzioni e infrastrutture, con una domanda in forte calo”.

    In Lombardia nel terzo trimestre 2024 si consolida ulteriormente il livello occupazionale (pari a 4,5 milioni di occupati). Considerando i primi nove mesi del 2024, si profila una discreta progressione rispetto allo stesso periodo del 2023 (+1%). Tale tendenza è attribuibile alle dinamiche positive riscontrate nell’agricoltura (+1,5%), nel commercio (+1,8%) e negli altri servizi (+2%), sufficienti a compensare i minori posti di lavoro nelle costruzioni e nell’industria.

    “Il trend sugli occupati resta positivo ma dentro una dinamica tra settori che conferma la graduale ricomposizione della base economica lombarda: avanzano percentualmente terziario e servizi, arretra la manifattura – sottolinea Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. E’ una dinamica di lungo periodo sulla quale i policy makers devono interrogarsi e trovare delle risposte insieme ai corpi intermedi”.

    Imprese artigiane

    Per quello che concerne le imprese artigiane attive sono 231.049, in calo di ben 1.262 nell’ultimo trimestre 2024. Questa flessione è evidente specialmente nei settori Costruzioni (-542), Produzione (-454), Altre attività (-200), Trasporti Logistica (-94), mentre aumentano nei servizi alla persona (+44). Rispetto a dicembre 2019 il numero di imprese artigiane risulta inferiore di circa 10.500 unità (-4,4%). Dal punto di vista provinciale, tra settembre 2024 e dicembre 2024 si registra una flessione nelle province di Mantova (-287 imprese, -2,8%) Varese (-435 imprese, -2,2%), Bergamo (-241 imprese, -0,8%), Sondrio (-31 imprese, -0,7%) Brescia (-176 imprese, -0,5%), Cremona (-33 imprese, -0,4%), Monza e Brianza (-68 imprese, -0,3%), Pavia (-43 imprese, -0,3%), Lecco (-24 imprese, -0,3%), Lodi (-17 imprese, -0,3%), Como (-32 imprese, -0,2%), mentre Milano registra un segno positivo (+125 imprese, +0,1%).

    “Il calo numerico delle imprese artigiane è un fattore significativo e preoccupante – afferma Bozzini -. CNA Lombardia intende porre nelle sedi opportune il tema di costruire forme di supporto al passaggio generazionale e alla diffusione dell’imprenditorialità, naturalmente in una chiave di innovazione. Certamente sul calo delle imprese artigiane ha un impatto profondo anche la cultura giovanile, che per anni è stata distolta dalle prospettive del lavoro manuale e del sapere, teorico e pratico, dell’artigianato. E’ inoltre necessario valorizzare invece tutte le positive ricadute dei cantieri legati a Milano-Cortina 2026, farlo secondo una cultura dell’efficienza, della legalità e della sicurezza, consapevoli che tale appuntamento potrà rendere il territorio attrattivo anche sul terreno dell’artigianato di pregio e del made in Lombardia”.

    Prestiti alle imprese e inflazione

    Negli ultimi dodici mesi, in Lombardia, il valore dei prestiti alle imprese è diminuito dell’1,9%: la flessione interessa soprattutto le imprese di piccola dimensione (-7,8%). La contrazione delle erogazioni riguarda industria (-3,7%) e costruzioni (-4,5%), mentre nei servizi si riscontra una sostanziale invarianza. Con riguardo ai tassi di interesse, negli ultimi mesi si assiste a una parabola discendente. il tasso medio applicato ai nuovi prestiti fino ad 1 milione di euro è diminuito ancora, portandosi al 5,07% (-0,91 punti in un anno); per i prestiti di importo superiore, invece, il tasso medio si attesta al 4,15% (-1,15 punti in dodici mesi). Sul territorio la quasi totalità delle province lombarde stanno risentendo della situazione nel periodo settembre 2023-settembre 2024: Pavia (-9,7%), Varese (-9,2%), Como (-7,6%%), Sondrio (-6,9%), Brescia (-4,7%), Bergamo (-4,1%), Cremona (-3,9%), Mantova (-3,8%), Monza e Brianza (-3,4%), Lecco (-2,6%). Le uniche in controtendenza sono Milano (+0,2%) e Lodi (+18,3%).

    “I tassi di interesse calano lentamente ma il calo delle erogazioni sulla micro e piccola impresa è stato nell’ultimo biennio molto rilevante – conferma Binda -. E’ calata la domanda, ma anche le maglie del sistema creditizio si sono ristrette. Il tema del rapporto tra banche e imprese del territorio andrebbe affrontato con maggiore decisione”.

    Anche l’inflazione appare sostanzialmente piatta: a dicembre 2024, in Lombardia, si registra infatti un incremento dell’1% rispetto allo stesso mese del 2023. Considerando l’intero 2024, si osserva una crescita dei prezzi del +0,8%, in forte calo rispetto al 2023 (+5,5%). La sensibile attenuazione dell’inflazione nel corso del 2024 in Lombardia risulta per lo più imputabile alla marcata discesa dei prezzi dei beni energetici (-4,7%). Sul fronte territoriale Milano fa registrare un +1,1%, Lecco +1%, Bergamo +0,9%, Como +0,8%, Varese +0,8%, Mantova +0,7%, Lodi +0,6%, Brescia +0,5%, Pavia +0,5%, Cremona +0,3%.

    “La frenata dell’inflazione, specialmente dei beni energetici, costituisce un elemento positivo, che quanto meno getta le premesse per una maggior fiducia – conclude Bozzini -. Auspichiamo possa far bene agli investimenti.”

  • Il disoccupato milanese ha età media di 50 anni

    Il disoccupato milanese ha età media di 50 anni

    L’età media dei disoccupati milanesi è di 50 anni e circa il 20% non cerca più lavoro. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dalla Cgil di Milano sulla base delle risposte di chi si è rivolto al Servizio di Orientamento al Lavoro (Sol) e allo sportello Politiche Attive del Lavoro.

    L’analisi ha riguardato 3.800 questionari pervenuti tra il febbraio del 2022 e il febbraio del 2024, somministrati in 4 riprese a distanza di 3 mesi, sottoposti ai percettori di Naspi, l’indennità di disoccupazione, che si sono rivolti al patronato Inca-Cgil. “Circa il 20% degli intervistati – spiega la Cgil – non cerca lavoro, con differenze di genere: gli uomini spesso per pensionamento, le donne per motivi di cura, soprattutto i figli per i migranti e gli anziani per gli italiani”.

    Il sindacato ha condotto anche un’indagine sul mercato del lavoro, che evidenzia una “crescente instabilità nei rapporti a tempo indeterminato”. Si parla di 225.872 persone che si sono dimesse nella città metropolitana di Milano da un lavoro a tempo indeterminato tra l’1 gennaio del 2023 e il 30 settembre del 2024, pari a circa il 60% dal dato complessivo di chi non lavora più. Di queste, più di 7mila provengono dalla pubblica amministrazione, settore che “in passato – ricorda il sindacato – rappresentava un sicuro e definitivo approdo capace di garantire sicurezza e stabilità”. Le dimissioni coinvolgono in larga misura lavoratori sotto i 34 anni, spesso supportati dalla famiglia

  • Amazon, retribuzione minima lorda in Italia arriva a 1876 euro

    Amazon, retribuzione minima lorda in Italia arriva a 1876 euro

    “In accordo con la propria politica aziendale di revisione annuale degli stipendi, Amazon aumenterà a 1.876 euro mensili la retribuzione lorda degli operatori di magazzino neoassunti della rete logistica in Italia, con effetto retroattivo a decorrere dal 1° gennaio 2025”.

    Lo riferisce la società in una nota, spiegando che “in conseguenza di questa iniziativa, le retribuzioni dei dipendenti neoassunti saranno dell’8% più alte rispetto alla retribuzione minima determinata dal CCNL Logistica e Trasporti, recentemente rinnovato, per il 5° livello, pari a 141 euro lordi al mese, e del 20% più alte rispetto al 2020”. Inoltre, “sempre come migliore condizione rispetto al mercato, in Amazon gli operatori di magazzino vengono assunti al livello 5°, laddove il CCNL prevede l’assunzione al livello inferiore per gli addetti al magazzino comune, e gli stessi lavoratori ricevono un primo aumento dopo soli 12 mesi di lavoro e vengono promossi al livello superiore dopo 24 mesi di lavoro”.

    “I nostri dipendenti sono una parte importante del successo delle nostre attività e apprezziamo il lavoro che svolgono per supportare i nostri clienti e le comunità”, afferma la società. “Gli stipendi di ingresso e i benefit offerti da Amazon sono altamente competitivi e siamo orgogliosi di offrire posizioni a persone di qualsiasi età ed esperienza lavorativa, nonché opportunità di crescita professionale all’interno dell’azienda”, aggiunge la nota.

  • Mercato del lavoro in Lombardia: per il 2025 8 aziende su 10 pronte ad assumere

    Mercato del lavoro in Lombardia: per il 2025 8 aziende su 10 pronte ad assumere

    Mercato del lavoro lombardo dinamico e con imprenditori pronti ad assumere nel 2025 (81%), ma resta alta la difficoltà a trovare o trattenere i talenti da parte delle aziende. Molti lavoratori lombardi insoddisfatti (33% vs media nazionale del 40%), con basse prospettive di carriera e tanti (46%) pronti a cambiare lavoro nel 2025 per mancanza di opportunità future, stipendio basso e ruolo poco stimolante. Cambiare società è la strada principale per poter guadagnare di più. I benefit sono sempre più importanti nella scelta di un lavoro, insieme a progetti stimolanti, all’ambiente lavorativo e al lavoro agile (irrinunciabile). Cresce l’attenzione per le tecnologie o gli strumenti di IA Generativa, che non sono più un tabù ma una grande opportunità, soprattutto per i giovani. Il work life balance è prioritario, dato che il 38% dei lavoratori si è trovato in difficoltà nella gestione della famiglia a causa del lavoro. La diversità generazionale? Cade la storica rivalità tra giovani e senior, trasformandosi in valore aggiunto. Grazie alla diversità di prospettive, questa diversità diventa un asset strategico in grado di migliorare le performance dell’azienda.

    È la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2025 presentato oggi da HAYS Italia durante un evento dedicato, che ha l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2024 e le aspettative per il 2025. L’indagine è stata condotta su un campione di circa mille intervistati tra colletti bianchi e aziende a livello nazionale, con un focus sulla Lombardia. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Alessandro Rosina, Professore di Demografia e Statistica Sociale dell’Università Cattolica di Milano, Nicola Iacopelli, CEO di Bee It, e Silvia Wang, CEO e Co-founder di Serenis.

    La carenza di competenze e la difficoltà a trattenere il personale sono tra i principali ostacoli per la crescita delle imprese lombarde. Aziende pronte a investire in ambito HR.

    Nel 2024 oltre 5 aziende lombarde su 10 hanno dichiarato di aver aumentato il proprio organico e per il 2025 più di 8 su 10 hanno intenzione di assumere soprattutto figure con contratto a tempo indeterminato (73%).

    In questo contesto positivo le imprese devono però scontrarsi con alcune criticità che limitano il raggiungimento dei loro obiettivi strategici, tra cui l’aumento dei costi per le aziende (27%), la difficoltà a trattenere il personale (17%) e la carenza di competenze (15%).

    La figura più difficile da ricoprire è senza dubbio il livello intermedio (per il 61% delle aziende), mentre a livello generale le aziende indicano come cause principali della carenza di competenze la mancanza di formazione e di sviluppo professionale (39%), i bassi livelli retributivi (33%) e il calo di professionisti che entrano nel mercato del lavoro nel loro settore (30%).

    Come si stanno organizzando le imprese lombarde? Per superare questi ostacoli, nel 2025 ben l’87% delle aziende è pronta a investire in ambito HR adottando misure per trattenere i talenti (42%) e sviluppando programmi di formazione per gli attuali dipendenti (36%).

    Un terzo dei lavoratori lombardi è insoddisfatto del proprio lavoro per mancanza di opportunità future, stipendio basso e ruolo poco stimolante. Nel 2025 ben il 46% prevede di lasciare la propria società.

    Nel 2024, oltre due terzi dei lavoratori lombardi (67%) si ritengono soddisfatti, anche se i totalmente felici rappresentano solo una minima parte (l’8%). Dall’altro lato, però, c’è un terzo dei lavoratori che vive una situazione di “malessere”. Anche se il dato è leggermente migliore rispetto alla media nazionale (40% di insoddisfatti), si tratta di un esercito composto da migliaia di lavoratori pronti a trovare strade alternative. Per il 2025 ben il 46% prevede di lasciare la propria società per un’altra (42%) o per mettersi in proprio (4%), soprattutto per mancanza di opportunità future (per il 48%), stipendio basso (36%) e ruolo poco stimolante (34%).

    In aggiunta, quasi la metà del campione (46%) è convinto che all’interno della propria azienda non ci sia una reale possibilità di poter crescere.

    I fattori più importanti quando si considera un nuovo lavoro: vincono i benefit. Smart working e auto aziendale i preferiti.

    Per i lavoratori la retribuzione è importante, ma quando si considera un nuovo lavoro non è l’unico aspetto. Rispetto allo scorso anno il pacchetto benefit diventa in assoluto il più apprezzato, indicato da ben il 57% degli intervistati. Seguono i ruoli e i progetti stimolanti (44%), un ambiente lavorativo adeguato (43%), lo smart working (41%) e la crescita professionale (38%).

    Le aziende hanno capito l’importanza dei benefit come strumento HR, tanto da diventare il fattore più importante per attrarre e trattenere il personale (per il 61% delle imprese), molto più delle iniziative di sviluppo della carriera.

    Quali benefit ricevono i lavoratori e quali sono i più apprezzati? Attualmente 7 professionisti su 10 hanno dichiarato di ricevere dei benefit che riguardano principalmente i buoni pasto, lavoro flessibile, assicurazione sanitaria o copertura medica privata. Ma quali sono i più apprezzati? Ai primi posti troviamo lo smart working (per il 51%), l’auto aziendale (50%) e l’assicurazione sanitaria o copertura medica privata (38%).

    Nel 2024 aumentano le retribuzioni a livello generale (+3,7% sul 2023), ma resta alta l’insoddisfazione. Per guadagnare di più la strada principale è quella di cambiare azienda.

    Seppure i dati a livello generale siano in leggera crescita, secondo molti lavoratori lombardi (49%) l’attuale stipendio non è adeguato alle responsabilità che ricoprono e quasi 4 professionisti su 10 (38%) continuano a essere insoddisfatti della propria situazione economica.

    Nel 2024, infatti, la metà del campione intervistato non ha ricevuto alcun aumento retributivo e per il 2025 il 60% non si aspetta un incremento. I più fortunati, invece, hanno visto crescere la busta paga principalmente perché hanno cambiato lavoro (per il 37%), solo il 21% per prestazioni individuali e il 17% per promozioni. Un messaggio ben compreso dai lavoratori: per guadagnare di più si deve cambiare azienda.

    L’IA abbatte la diffidenza di lavoratori e imprese lombardi, ma serve molta più formazione.

    L’intelligenza artificiale si sta affermando sempre più nel mondo del lavoro. La quota di professionisti lombardi che dichiara di utilizzare tecnologie o strumenti di IA Generativa ha raggiunto ben il 43% nel 2024, e indicano come vantaggi l’aumento della produttività e dell’efficienza, supporto nell’analisi dei dati, creatività e generazione di idee e riduzione dell’errore umano.

    Chi non si è ancora avvicinato all’utilizzo dell’IA sul lavoro indica come motivo principale la mancanza di comprensione e la mancanza di competenze. Un gap che andrà colmato se si vuole essere competitivi, anche perché a oggi l’86% dei lavoratori ritiene di non aver ricevuto una formazione adeguata da parte dell’azienda, nonostante la maggior parte sarebbe disposta a partecipare a programmi di aggiornamento o riqualificazione. Anche la maggior parte delle imprese si dichiara favorevole: quasi 8 su 10, infatti, consentiranno ai dipendenti in futuro di utilizzare l’IA in ambito lavorativo, monitorandone però l’uso.

    Team multigenerazionali: la diversità generazionale è un valore per la crescita delle imprese. Over 65 più favorevoli rispetto alla Gen Z.

    Quattro generazioni diverse che convivono nello stesso ambiente lavorativo. Secondo l’80% del campione analizzato, la diversità generazionale è un asset positivo in grado di migliorare le performance dell’azienda. Il principale vantaggio? In assoluto la diversità di prospettive.

    Per comprendere i rapporti tra le diverse generazioni, abbiamo chiesto ai più senior (dai 45 anni in su) cosa pensano della Gen Z e viceversa. Il dato non è affatto scontato. Otto senior su dieci, infatti, ha un giudizio molto o abbastanza positivo dei giovani, attribuendo loro la capacità di portare “freschezza” all’interno dell’azienda, di avere una visione diversa e di introdurre idee innovative e creative.

    I giovani sono un po’ meno positivi (69%), ma ai più senior riconoscono una grande esperienza e vedono in loro figure da cui potrebbero imparare molto. I critici, invece, portano alla luce la mentalità poco flessibile e il poco adattamento al cambiamento, la scarsa apertura al confronto e la poca voglia di imparare dai più junior.

    Per manager, imprenditori ed HR è importante quindi gestire i team multigenerazionali in modo adeguato, affinché le competenze e le esperienze di ciascuna fascia generazionale possano trasformarsi in un vantaggio competitivo per l’azienda stessa.

  • Rho, lavoro: al via un nuovo percorso di incontri per la generazione ‘Neet’

    Rho, lavoro: al via un nuovo percorso di incontri per la generazione ‘Neet’

    Per i giovani del rhodense con meno di 34 anni che al momento non studiano e non lavorano parte un nuovo percorso gratuito di incontri organizzati da Young at Work, nell’ambito del progetto Change your MINDset realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo.

    Il percorso di sei incontri con cadenza settimanale partirà venerdì 31 gennaio e si svolgerà presso lo Spazio MAST di Rho, in via San Martino 22.

    Gli incontri, della durata di due ore ciascuno (dalle 10 alle 12), metteranno innanzitutto i partecipanti nella condizione di sentirsi parte del gruppo e di fare del gruppo, del sostegno dei pari e degli esperti che lo guidano, un elemento di forza del percorso individuale.

    Gli incontri saranno incentrati sulla messa a fuoco delle proprie capacità, dei desideri e dei progetti per il futuro per partire o ripartire più consapevolmente nella direzione della ricerca del lavoro.

    Il ciclo di incontri di gruppo, che si concluderà a marzo, sarà seguito da colloqui individuali per consentire ai giovani partecipanti di tirare le fila e individuare percorsi concreti da sviluppare per avvicinarsi, o ri-avvicinarsi, al mondo del lavoro e della formazione.

    Sulla base dell’andamento del percorso, per i partecipanti sarà valutata l’attivazione del tirocinio retribuito e del supporto di un tutor che li seguirà in tutte le fasi di questa esperienza.

    Per partecipare è possibile fissare un colloquio conoscitivo con Arianna Fumagalli, A&I, scrivendo a arianna.fumagalli@aei.coop o chiamando il numero 340 8868408.

    Change Your MINDset è un progetto realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del programma Neetwork.

    Con le sue attività si propone, tra le altre cose, di supportare i giovani nella ricerca di un lavoro o nella formazione.

    Il progetto è frutto del lavoro di co-progettazione di A&I onlus, La Fucina Cooperativa Sociale, Stripes Cooperativa Sociale Onlus, Serena – società cooperativa sociale, Codici – Ricerca e intervento, Fondazione Triulza e SERCOP – Azienda Speciale dei Comuni del Rhodense per i Servizi alla Persona.

    Le azioni introdotte dal progetto Change Your MINDset rientrano nel più ampio programma YAW – Young at Work, la piattaforma progettuale per le politiche di sostegno ai giovani dell’ambito rhodense. In collaborazione con l’Azienda Consortile, Istituzioni, Fondazioni e Terzo Settore e attraverso lo sviluppo di diversi progetti, YAW si propone di accompagnare i giovani nella fase di transizione dalla scuola al lavoro e all’età adulta, promuovendo la formazione e supportando ragazzi e ragazze nel percorso di orientamento e ricerca professionale.

  • Le gelaterie artigianali cercano personale qualificato

    Le gelaterie artigianali cercano personale qualificato

    Il gelato artigianale si conferma un’eccellenza del Made in Italy e un pilastro dei consumi alimentari fuori casa. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi FIPE-Confcommercio, il settore genera un volume d’affari di quasi 5 miliardi di euro, coinvolgendo oltre 39.000 esercizi tra gelaterie, bar-gelaterie e gelaterie-pasticcerie, con più di 90.000 addetti.

    Nel corso del 2024 le imprese hanno incontrato serie difficoltà nel reclutamento di personale (circa 27 mila persone) e anche in questo avvio di anno la situazione non sembra diversa.Tra dicembre 2024 e febbraio 2025 le gelaterie intendono assumere 6.900 addetti, ma il 50% delle imprese segnala difficoltà nel reperire candidati qualificati, principalmente per l’inadeguatezza delle competenze. Questa richiesta di personale nei primi mesi dell’anno conferma la tendenza alla destagionalizzazione che oramai caratterizza anche il gelato con il 40% delle gelaterie che apre tutto l’anno, mentre oltre il 90% ha una stagionalità assai lunga che dura almeno otto mesi. I cambiamenti climatici e la crescita della domanda anche nei mesi freddi stanno favorendo la dilatazione delle stagioni in cui si consuma gelato.In linea con il cambiamento degli stili alimentari sempre più attenti alla salute, un altro tratto distintivo del mercato attuale riguarda l’innovazione di prodotto. Ecco allora affermarsi gusti vegani, senza zuccheri aggiunti, senza lattosio, a base di materie prime biologiche e prodotti di eccellenza del territorio.

    “Il gelato artigianale oltre ad essere un prodotto molto apprezzato dai consumatori di qualsiasi età è il risultato dell’impegno di un’articolata filiera del made in Italy,” sottolinea Luciano Sbraga, Direttore del Centro Studi FIPE. “Le gelaterie artigianali continuano ad evolvere per intercettare gusti e preferenze dei consumatori, diversificando prodotti e format che vanno dai locali tradizionali alle attività “trendy”, passando per gli esercizi a catena e i flagship store dei grandi marchi ”.