Categoria: Politica

  • La Russa lancia Maurizio Lupi nella corsa su Milano

    La Russa lancia Maurizio Lupi nella corsa su Milano

    ”Caro Lupi, tu che sei milanese, hai una grande responsabilità nel partito e a Milano. Io non so quel che succederà. Qualcuno ha evocato Sala come sindaco, ma il problema è la sinistra a Milano, che senza Sala, qualunque scelta farà, peggiorerà ancora… Lo ripeto, caro Maurizio, tu hai una responsabilità, ne parleremo con calma, ma a buon intenditore poche parole…”.

    Al convegno organizzato da ‘Noi Moderati-Centro Popolare’ ieri mattina a palazzo Bovara di Milano, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha parlato anche del futuro sindaco di Milano. L’ex ministro della Difesa si è rivolto a Maurizio Lupi, leader della formazione centrista, lasciando chiaramente intendere che potrebbe essere un papabile per la guida della città. Le parole di La Russa, infatti, sono state considerate dai più, se non una investitura di Lupi, quasi. Non a caso, Forza Italia ha fatto sentire la sua voce per bocca del coordinatore regionale in Lombardia, il deputato Alessandro Sorte: ”Apprezziamo le parole del presidente del Senato con le quali oggi ha impresso una accelerata sul tema della scelta del candidato di centrodestra a sindaco di Milano, questione sulla quale anche Forza Italia, quindici giorni fa, aveva avanzato la necessità di fare in fretta”. “Se la proposta di Fratelli d’Italia è Maurizio Lupi -ha sottolineato l’esponente azzurro- senz’altro rappresenterebbe una candidatura solida ed apprezzabile. Come centrodestra riteniamo opportuno confrontarci quanto prima nelle sedi opportune, nelle quali Forza Italia non farà a meno di avanzare la sua proposta”.

  • ‘Da Milano a Bologna tira aria antisemita’: la condanna di La Russa e Calderoli

    ‘Da Milano a Bologna tira aria antisemita’: la condanna di La Russa e Calderoli

    “Condanno fermamente quanto accaduto a Milano al corteo pro Palestina durante il quale i manifestanti hanno rivolto insulti a Israele e al popolo ebraico. Stessa condanna e stesso sdegno lo esprimo per i gravissimi atti di violenza verificatisi a Bologna, dove manifestanti dell’area antagonista, travisati e armati, hanno attaccato le Forze dell’ordine, provocando tre feriti. A questi uomini e donne, che hanno operato con coraggio, freddezza e senso del dovere, va tutta la mia vicinanza e la mia gratitudine”. Lo scrive su Facebook il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

    «Un applauso ai giovani di Amsterdam. Un applauso a tutti i giovani, ragazzi e ragazze, che hanno dato una lezione» agli israeliani in trasferta, si è sentito scandire dal megafono all’inizio della manifestazione, partita sabato alle 15 da piazzale Cadorna e diretta verso Porta Genova. Oltre alle bandiere palestinesi, secondo quanto riporta l’Ansa, tra le prime file del corteo è esposta anche una foto di Yahya Sinwar, il leader di Hamas e mente della strage del 7 ottobre eliminato da Israele dopo un anno di guerra a Gaza.

    “Non e’ accettabile che ogni sabato nelle nostre piazze, come e’ accaduto questo pomeriggio a Milano, centinaia di manifestanti, organizzati, molto organizzati, inneggino con cori anti sionisti contro gli ebrei, inneggino alla violenza contro Israele e il popolo ebraico, violenza che poi purtroppo puntuale arriva, come e’ accaduto qualche sera fa con la caccia all’ebreo ad Amsterdam da parte di gruppi di facinorosi”. Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie.

    “La liberta’ di manifestare per chiedere la pace in Medio Oriente non puo’ trasformarsi in una gazzarra anti semita ogni sabato, non si puo’ aprire un corteo urlando al megafono di fare un applauso ai violenti di Amsterdam. E i fatti di Milano purtroppo si collegano a quelli di Bologna dove degli agenti, degli uomini che rappresentano lo Stato e tutti noi, ognuno di noi, sono stati feriti con bastonate, pietre, petardi, da centinaia di teppisti, anche loro organizzati, scesi in piazza a loro dire per difendere la democrazia. Un mese fa un’analoga manifestazione con offese e minacce a Liliana Segre definita agente sionista. Vogliono difendere la pace e inneggiano alla violenza contro Israele e ‘contro i sionisti’, vogliono difendere la democrazia e aggrediscono militarmente gli agenti che garantiscono la nostra sicurezza. Sta tirando una brutta aria, antisemita, razzista, violenta, un clima che preoccupa e ancora una volta mi domando se dietro non ci possa essere una regia. Intanto solidarieta’ piena al popolo israeliano e alla comunita’ ebraica, per quanto riguarda Milano, e solidarieta’ e un abbraccio agli agenti feriti oggi a Bologna: e per i fatti di Bologna mi auguro che i responsabili siano identificati e perseguiti come le nostre leggi prevedono”, conclude

  • Speciale USA. Il post voto Oltreoceano raccontato da Massimo Colombo

    Speciale USA. Il post voto Oltreoceano raccontato da Massimo Colombo

    Riprendiamo il discorso elettorale americano a bocce ferme, sempre dalla prospettiva d’Oltreoceano, dove mi trovo (in questo momento a San Antonio, Texas).

    La vittoria di Donald Trump e la sua seconda conquista della Casa Bianca sono state nette e senza sbavature. Altro che “testa a testa” tra i due candidati! Kamala Harris ha vinto solo dove doveva vincere, indipendentemente dal suo nome e cognome o da quello di qualsiasi altro candidato democratico.

    Vale a dire gli stati della fascia del Pacifico, California in primis, e quelli – sul lato opposto – del New England, più Washington DC e New York. Insomma, la Harris ha vinto dove avrebbe vinto anche il suo cocker, perchè in quegli stati non c’era storia. Ma la verità vera è che non è lei ad avere perso le elezioni, dimostrando tra l’altro una fastidiosa sufficienza nel comportamento rispetto all’avversario, che ha contribuito a condannarla alla sconfitta. La verità vera è che è stato Donald Trump a vincerle a tutto tondo, senza discussione.

    La politica, in tutto il mondo, ad ogni latitudine, si fa con i numeri: sono solo quelli che contano. Ma i numeri della politica bisogna saperli leggere, e questa è tutta un’altra storia.

    Trump ha vinto in tutti gli “swing state”: quelli dove l’imprevedibilità dell’elettorato fa parte della storia americana. Questo vuol dire che è riuscito a portare a sè il fumoso limbo degli elettori “indecisi”. Non solo.

    La forza del neo presidente – che ha migliorato la propria performance in qualcosa come 2300 contee in tutto il Paese, rispetto sia al 2020 che al 2016 – è dimostrata dal fatto che è riuscito anche a tirarsi dietro tutto il partito repubblicano, rimasto compatto e sempre vicino al suo leader.

    Cosa che non è assolutamente successa sul fronte opposto, con un partito democratico spaccato all’interno come una mela sulla scelta, fatta in tutta fretta e senza un regolare (e salutare, se non addirittura salvifico) dibattito pubblico alla convention di agosto. La compattezza del partito repubblicano, grazie al suo “timoniere”, ha consentito di riportarsi a casa la fondamentale maggioranza al Senato, decisiva per l’agenda programmatica del presidente.

    Ora, ai democratici non resta che leccarsi le ferite e cercare una identità che hanno drammaticamente perduto, anche sulla scia di quella terrificante “woke culture” – di cui il clan Clinton-Obama-Harris è l’anima politica – che stava minando alla base i fondamenti della pluricentenaria democrazia americana. Una nuova identità dunque. Che sicuramente andrà cercata lontano dalle Kamala Harris di turno.

    Massimo Colombo

  • Scurati (Lega): “Da Regione Lombardia riconoscimento per tessuto socio-economico”

    Scurati (Lega): “Da Regione Lombardia riconoscimento per tessuto socio-economico”

    “Prosegue l’impegno di Regione Lombardia nel sostenere e valorizzare i negozi storici, un riconoscimento importante a chi da generazioni nei rispettivi Comuni rappresenta un punto di riferimento. Sono 66 le attività presenti a Milano e provincia, che ho avuto l’onore di premiare quest’oggi, realtà che hanno resistito per tutti questi anni mantenendo vive le tradizioni e il tessuto economico locale”.

    “Queste botteghe sono presidi fondamentali per il territorio e rappresentano un valore aggiunto sia sotto il profilo economico che sociale per le nostre comunità e vanno sostenute, come fa da tempo Regione Lombardia, con tutti i mezzi disponibili come, ad esempio, l’annuale bando ‘Imprese storiche verso il futuro’”.

    “Grazie quindi a Regione Lombardia e all’Assessore allo ‘Sviluppo economico’ Guido Guidesi (Lega) per l’iniziativa, un passo importante che dimostra, con i fatti, la grande attenzione della Regione nel difendere il tessuto socio-economico dei territori” conclude Scurati.

  • Avviso Pubblico dice sì all’adesione della Città metropolitana di Milano

    Avviso Pubblico dice sì all’adesione della Città metropolitana di Milano

    La Città metropolitana di Milano implementa la schiera degli enti locali che aderiscono ad Avviso Pubblico, la rete di enti locali di schieramenti politici diversi che, dal 1996, opera per prevenire e contrastare mafie e corruzione.

    Nel corso dell’ultimo Ufficio di Presidenza di Avviso pubblico, svoltosi il 5 novembre, è stata infatti deliberata l’ammissione della Città Metropolitana di Milano, che con una delibera del Consiglio metropolitano aveva scelto di aderire all’associazione su proposta del consigliere delegato a Legalità e Beni confiscati alla criminalità Rino Pruiti.

    L’ente di area vasta sottoscrive così i principi contenuti nell’Atto Costitutivo, nello Statuto e nella Carta d’Intenti, volti ad “organizzare la legalità”, offrendo ad enti e cittadinanza occasioni e strumenti utili, oltre ad un vero e proprio codice etico di riferimento per agire concretamente sul versante della prevenzione delle nuove e più insidiose forme di corruzione, promuovendo la cultura della trasparenza e della legalità.

    Una scelta chiara che ricalca perfettamente il percorso intrapreso dall’ente di area vasta nella promozione del principio di legalità e trasparenza, con una serie di iniziative concrete che coinvolgono tutto il territorio di riferimento: dalla piattaforma informatica per la segnalazione di illeciti (Whistleblowing) alla firma dell’Accordo interistituzionale per la legalità e alla Consulta dei Responsabili della Prevenzione della corruzione e Trasparenza.

    Solo qualche settimana fa, proprio in un’ottica di condivisione e sensibilizzazione del territorio, la Commissione consiliare antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità è stata estesa a tutti i sindaci e le sindache dell’area metropolitana, che hanno potuto ascoltare le testimonianze e i contributi di esperti di antimafia come la pm antimafia Alessandra Dolci.

    “E’ con grande orgoglio che entriamo nell’importante rete di avviso pubblico – commenta il Consigliere delegato alla Legalità e Beni confiscati alla criminalità, Rino Pruiti –. E’ compito delle istituzioni, a tutti i livelli, mettere in campo azioni per contrastare mafie e corruzione, coinvolgendo la società civile. Noi, come amministratori e amministratrici, abbiamo il dovere di mettere il bene comune al di sopra delle diverse posizioni ideologiche, con scelte responsabili e cercando un dialogo con la cittadinanza, sollecitandone la partecipazione attiva. L’adesione ad Avviso pubblico è una tappa del percorso avviato ed un segnale inequivocabile della direzione che, come Città metropolitana di Milano, abbiamo intrapreso a beneficio del territorio e della cittadinanza”.

  • Mozione Bystronic. Scurati: “Regione rinnova impegno per tutela posti lavoro e produzione”

    Mozione Bystronic. Scurati: “Regione rinnova impegno per tutela posti lavoro e produzione”

    Presentata in Consiglio regionale della Lombardia la mozione urgente bipartisan “Interventi a tutela dei lavoratori della società Bystronic Automation con sede in San Giuliano Milanese e Fizzonasco. In merito alla questione è intervenuto il Consigliere regionale della Lega Silvia Scurati, tra i promotori del testo nonché vicepresidente della Commissione ‘Attività produttive’ al Pirellone.

    “Questo testo approvato all’unanimità nasce a seguito dell’audizione in commissione ‘Attività produttive’ dello scorso 22 ottobre e del consiglio comunale aperto svolto pochi giorni fa a San Giuliano Milanese per discutere dei 150 licenziamenti portati avanti dall’azienda Bystronic.

    L’intenzione della mozione urgente è quella di mantenere alta l’attenzione su questa grave vicenda e rinnovare l’impegno della Giunta Fontana per continuare la ricerca di soluzioni con le parti sociali, l’azienda e le autorità governative al fine di evitare la chiusura, ritirare la procedura di licenziamento e salvaguardare i lavoratori e le famiglie coinvolte.

    Regione Lombardia, come già mostrato in questa e in molte altre crisi aziendali, svolge il proprio ruolo e sta mettendo in campo tutti gli strumenti sociali previsti dalle normative per tutelare i dipendenti e mantenere sul territorio una azienda strategica di valore con il proprio patrimonio umano. Come Lega ci auguriamo che il piano industriale sia velocemente rivisto e possa avere nel breve tempo un esito positivo” conclude Scurati.

  • Speciale elezioni USA: la magnifica rivincita di ‘Zio Donny’

    Speciale elezioni USA: la magnifica rivincita di ‘Zio Donny’

    Dopo avere sconfitto nel 2016 Hillary Clinton, prima donna candidata alla presidenza nella storia americana, otto anni dopo Donald Trump sconfigge anche la seconda, alias Kamala Harris.

    E diventa così il 47mo presidente degli Stati Uniti, dopo essere stato il 45mo, affiancando Grover Cleveland nel non trascurabile record di essere stato eletto per due mandati non consecutivi.

    Si vede proprio che con lo “zio Donny”, le donne non hanno scampo… Facezie a parte, la vittoria di Trump era praticamente scritta ormai da settimane. Questa sera ero a cenare in un ristorante messicano di Austin, capitale del Texas (eh sì, devo confessare che sono amante della cucina messicana).

    In sala c’erano una trentina di persone. Due grandi schermi appesi al muro cominciavano a lanciare i primi risultati. Ma nessuno era minimamente interessato. A parte il sottoscritto. In fondo, questo piccolo esempio, pur non pretendendo di dimostrare nulla, insegna due cose. La prima é che gli americani, anche in queste circostanze di presunta “alta tensione”, rimangono sempre uguali a se stessi, e badano più alla vita quotidiana che a tutto il resto.
    La seconda é che, in fondo, sapevano già come sarebbe finita la storia.

    Dunque, nessuna atmosfera da “guerra civile” – come invece ce la raccontavano da mesi in Italia – ma composta consapevolezza. Del resto, non bisognava essere un genio della lampada per immaginarlo. Un paio di considerazioni ci aiuteranno a capire com’è andata.

    L’americano medio – come i commensali del ristorante messicano – ragiona fondamentalmente con la mano sul portafoglio, e vota di conseguenza. L’amministrazione Biden-Harris in quattro anni ha prodotto un aumento del debito pubblico spaventoso, che ha innescato a sua volta una spirale inflazionistica vorticosa, erodendo il reddito dei cittadini, puniti da una “tassa” subdola e intangibile qual è l’inflazione. Seconda cosa.

    L’amministrazione Biden-Harris ha visto e tollerato – se non addirittura condiviso e agevolato – un aumento spaventoso dell’immigrazione clandestina. All’inizio del mandato, il presidente Joe Biden aveva dato un unico, preciso incarico alla sua vice Kamala Harris: occuparsi della delicata questione dell’immigrazione illegale al confine con il Messico. La Harris, forse per snobismo, forse per palese incompetenza, forse per entrambe le cose, ha fallito miseramente nell’intento.

    Al punto che, nei sei mesi scorsi, Biden&Co. sono dovuti correre ai ripari, riprendendo e addirittura inasprendo le efficaci misure a suo tempo introdotte da Trump per combattere il fenomeno. Ma ormai era troppo tardi. Così, settimana dopo settimana, dopo la sbornia della convention di agosto, la Harris ha cominciato a perdere consensi anche e soprattutto tra gli elettori della sua cosiddetta “base”: i cittadini di origine sud-americana – i cosiddetti “latinos” – e i neri.

    Vale a dire proprio quegli strati della popolazione trasversalmente più colpiti – insieme ai “colletti blu” degli Stati del Midwest – dalle nefaste conseguenze dell’inflazione e dell’immigrazione clandestina.

    E, in aggiunta, spaventati dalle posizioni estremiste della candidata democratica in materia sociale (aborto, scuola, transgender, etc.). Soltanto i soloni del giornalismo all’italiana e dei commentatori da salotto degli show televisivi nostrani potevano non accorgersi di tutto ciò.

    Questi nani e ballerine della falsa informazione ci hanno riempito di balle per mesi: per incompetenza, ignoranza, inettitudine o malafede. Ma tant’è. Continueremo a sentirli anche domani e dopodomani. E ci racconteranno altre balle.

    Ma pronti a giurare che, in fondo, sulla vittoria di Trump era tutti d’accordo. Un fatto è certo: quella di oggi per “zio Donny” è una magnifica rivincita. E lo sarà anche per l’America.

    Massimo Colombo

  • ‘Sarà una grande stagione per l’America, fermeremo tutte le guerre’. Le prime parole di Donald Trump

    ‘Sarà una grande stagione per l’America, fermeremo tutte le guerre’. Le prime parole di Donald Trump

    “È ora di metterci alle spalle le divisioni degli ultimi quattro anni, è ora di unire di nuovo l’America”. Con queste parole, Donald Trump ha chiuso il discorso ai suoi sostenitori da West Palm Beach, in Florida. “Siamo il partito del buonsenso, non vogliamo guerre, in 4 anni non abbiamo avuto guerre, io metterò fine alle guerre. Questa è un’enorme vittoria per la democrazia”. Nel suo discorso, Trump non ha mai nominato la rivale democratica, Kamala Harris, e nemmeno l’attuale presidente, Joe Biden. Poco prima, Trump aveva avuto parole d’elogio per Elon Musk, l’amministratore delegato di Tesla e proprietario di X, tra i suoi maggiori sostenitori: “Abbiamo una nuova stella. È nata una stella: Elon”. Tra i grandi media statunitensi, Fox News resta l’unico ad aver finora annunciato la vittoria di Trump alle presidenziali.

    Voglio ringraziare il popolo americano per lo straordinario onore di essere eletto vostro 47mo presidente e vostro 45mo presidente”. Lo ha detto Donald Trump nel discorso della vittoria dal Convention center di Palm beach, assicurando: “Lotterò per voi, per la vostra famiglia e per il vostro futuro ogni singolo giorno. Mi batterò per voi con ogni respiro del mio corpo. Non mi fermerò finché non avremo consegnato l’America forte, sicura e prospera che i nostri figli meritano e che voi meritate. Questa sarà davvero l’età dell’oro dell’America”. 2

    “Dicono che inizierò delle guerre, ma non lo farò, vi metterò fine”. Lo ha detto Donald Trump parlando ai suoi sostenitori. Il tyccon ha ricordato che durante il suo primo mandato non ci furono guerre, ma piuttosto “una sconfitta dell’Isis in tempi record”.

    “È una vittoria magnifica, renderemo di nuovo grande l’America”. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, l’ex presidente Donald Trump, ha rotto gli indugi e pronunciato il discorso della vittoria, per ora assegnata solo da Fox News, canale vicino ai Repubblicani. “Abbiamo ottenuto la vittoria politica più incredibile che il nostro Paese abbia mai visto, nulla è mai stato come questo”, ha detto Trump. “Abbiamo fatto la Storia, metteremo a posto gli Stati Uniti d’America”, ha aggiunto. “Abbiamo superato ostacoli che nessuno pensava potessimo superare. Siamo il più grande movimento politico di sempre. Voglio ringraziare gli americani per l’onore che mi hanno dato. Tutti i giorni combatterò per voi, con ogni respiro. Questa sarà l’età dell’oro dell’America. Abbiamo vinto North Carolina, Georgia, Pennsylvania, Wisconsin, stiamo vincendo in Nevada, Arizona. Avremo oltre 300 grandi elettori. Abbiamo vinto anche il voto popolare, il che è fantastico”, ha detto Trump.

    “A nome mio e del Governo italiano, le più sincere congratulazioni al Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump.
    Italia e Stati Uniti sono Nazioni “sorelle”, legate da un’alleanza incrollabile, valori comuni e una storica amicizia.
    È un legame strategico, che sono certa ora rafforzeremo ancora di più. Buon lavoro Presidente”, ha dichiarato la premier Giorgia Meloni.

  • Speciale USA: il ‘Big Tuesday’ raccontato da Max Colombo, direttamente dal Texas

    Speciale USA: il ‘Big Tuesday’ raccontato da Max Colombo, direttamente dal Texas

    Ed eccoci al “Gran giorno”, ovvero il “Big Tuesday”.

    Oggi – non dimentichiamo – negli Stati Uniti si eleggerà non solo il presidente, ma saranno rinnovati completamente la Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. Quindi le elezioni del “Big Tuesday”, a differenza di quelle di “Mid Term”, tra due anni, cioè a metà del mandato presidenziale, valgono doppio: un fattore fondamentale, perchè il nuovo presidente eletto dovrà lavorare con il nuovo Congresso, e non è detto che la maggioranza politica sia dalla sua parte. Anzi, spesso succede il contrario, proprio per le caratteristiche del sistema elettorale e per la stessa mentalità degli americani, che hanno ben radicata in sé l’esigenza di bilanciare i poteri dello Stato.

    Sto girando il Texas: uno Stato grande oltre due volte l’Italia (il piú grande degli USA, Alaska a parte), con appena 30 milioni di abitanti. Questa é un’America diversa da quella cui siamo abituati noi italiani. Siamo nel profondo Sud e il Texas é molto lontano, non solo geograficamente, dalla mentalità degli “Stati vetrina”, come New York, Massachusetts o la California.

    Qui si bada al sodo, senza lustrini e riflettori. Pieno di contraddizioni anche sociali, come del resto tutta l’America, il Texas ha conservato e conserva gelosamente la sua natura pionieristica e individualistica, di stampo profondamente religioso e calvinista. Qui le smancerie di Hollywood, i “fighetti” di Boston e i miliardari alla Bezos, Gates e Zuckerberg non sono certo i modelli da seguire. E non é un caso che il Texas stia attirando molti americani dalla California (dove la vita é costosissima), che decidono di venire a stare qui: semplici cittadini della classe media che si trasferiscono, armi e bagagli, dalla sera alla mattina. Ma sta attirando anche immensi capitali, che lasciano San Francisco per approdare qui, dove non solo le condizioni economico/finanziarie sono più favorevoli, ma l’amministrazione é più libera dalla burocrazia. Quella burocrazia contro la quale si é sempre opposto il candidato (e già presidente) Donald Trump e che invece vede il suo campione in Kamala Harris, che di questa burocrazia ossessiva é la rappresentante piú classica.

    Scrivo questo perché, proprio sul confronto tra il liberale Trump – seguace della teoria di Ronald Reagan, grande presidente degli anni Ottanta, per il quale “il governo che governa meglio é quello che governa meno” e determinato oppositore della “Big Swamp”, la “grande palude” politica di Washington – e la californiana Kamala Harris, icona di questo tipo di America, centralista e illiberale, si decideranno il futuro presidente e il futuro dell’America.

    Max Colombo

  • USA 2024:  ‘La grande notte del voto’ seguila con noi in diretta su Italpress

    USA 2024: ‘La grande notte del voto’ seguila con noi in diretta su Italpress

    La grande attesa sta per terminare. Tra veleni e tensioni oggi l’America va al voto per stabilire chi, tra Kamala Harris e Donald Trump, sarà il 47esimo presidente degli Stati Uniti. Tutti i sondaggi danno un testa a testa tra i due candidati, a decidere potrebbero essere poche migliaia di elettori.

    Per l’occasione ITALPRESS agenzia di stampa nazionale che ha scelto Ticino Notizie ormai da anni come suo partner propone una DIRETTA NO STOP dalle tre di questa notte fino alle sette del mattino quando dovrebbe esser chiaro l’esito del vincitore.

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