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  • Calenda “Servono il salario minimo e il taglio delle accise”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La situazione è che l’inflazione colpisce di più i redditi bassi. Il carrello della spesa è aumentato a dismisura, così come la benzina che per molti è un costo inevitabile. Battute sul cibo sono fuori luogo. Servono soluzioni. Salario Minimo, meno tasse su premi di produttività, incentivo per i rinnovi contrattuali, taglio delle accise”. Lo scrive su Twitter il segretario di Azione, Carlo Calenda.
    -foto Agenzia Fotogramma –
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  • Tajani “Rilanciamo le privatizzazioni, lo Stato deve fare cassa”

    Tajani “Rilanciamo le privatizzazioni, lo Stato deve fare cassa”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Il mio riferimento ai porti parlando al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini era un esempio della necessità di riaprire un processo di liberalizzazione dei servizi nel nostro Paese, proprio come negli anni Novanta. Premetto e so bene che questo non è un tema nel programma di governo. Ma è un’idea politica, una proposta, che vogliamo discutere all’interno del nostro partito, una grande forza di ispirazione liberale. E portarla quindi al centro della discussione: potremmo valutare anche un disegno di legge in questo senso”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista a “La Stampa” riferendosi alla sua proposta sulla liberalizzazione dei porti che ha visto sindacati e opposizione fare barriera e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ricordare che la riforma portuale affidata al suo vice Edoardo Rixi “va in senso opposto”. “E’ un’idea che vogliamo discutere. Il tema delle liberalizzazioni va affrontato perchè in Italia c’è un problema di debito pubblico e insieme però l’opportunità di valorizzare alcuni servizi che oggi sono appannaggio dallo Stato, ma che potrebbero essere gestiti, ugualmente se non meglio, da un privato. Del resto bisogna cominciare a trovare delle riposte al ritorno del Patto di Stabilità, che nell’ultima formula comunque non ci soddisfa perchè sembra più tenere conto dei problemi della Germania che dell’Italia, un Paese con un alto debito pubblico, ma con 1.800 miliardi di euro di risparmi privati nelle banche. Ma penso che quei risparmi possano e debbano essere rimessi in circolo attraverso gli investimenti. Che però devono rimanere in Italia, a supporto della nostra economia, e certamente ragionare sulle liberalizzazioni può essere di grande aiuto”.
    “I porti come dicevo sono un esempio” aggiunge Tajani parlando dei servizi da liberalizzare. “Ma pensiamo a servizi come il trasporto pubblico locale, le municipalizzate, la gestione dei rifiuti. Si tratta di ambiti in cui talvolta sappiamo si nascondono un pò dei carrozzoni. E ormai lo Stato ha poche risorse. Una gestione privata aumenterebbe l’efficienza, attirerebbe gli investitori e farebbe risparmiare soldi al settore pubblico. Più privato è, meglio è. Solo l’acqua penso non possa essere privatizzata, perchè è un bene primario e troppo prezioso”.

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  • Zelensky, confronto con il ministro degli Esteri turco su pace e grano

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    KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. “Sono state discusse – scrive Zelensky su facebook – molte questioni importanti: i preparativi per il vertice mondiale sulla pace e le minacce della Russia al corridoio del grano. Sono grato alla Turchia per il costante sostegno all’Ucraina”.
    -foto Agenzia Fotogramma-
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  • Norris davanti a Verstappen nel venerdì di libere in Olanda

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    ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – Lando Norris sorprende tutti nel venerdì di libere del Gran Premio d’Olanda. E’ il pilota della McLaren a far segnare, nella seconda sessione, il miglior tempo di giornata: 1’11″330 il crono di riferimento, di appena 23 millesimi più veloce rispetto al tempo fatto segnare dalla Red Bull di Max Verstappen (che era stato il migliore al mattino in 1’11″852). Terzo, distante poco più di due decimi da Norris, Alexander Albon con la Williams. Nelle FP2 – interrotte dopo circa dieci minuti dal semaforo verde per via di un doppio incidente che, alla curva tre, ha coinvolto la McLaren di Oscar Piastri e l’Alphatauri di Daniel Ricciardo, finite contro il muro in seguito ad un fuori pista – si migliorano un pò tutti. Quarto tempo per la Mercedes di Lewis Hamilton che chiude con tre decimi di svantaggio rispetto al pilota della McLaren, mentre seguono in quinta e sesta posizione Yuki Tsunoda (Alphatauri) e Pierre Gasly (Alpine). Settima, invece, la Red Bull di Sergio Perez, con l’Aston Martin di Lance Stroll che chiude subito dietro, in ottava posizione. A chiudere la top ten dei tempi l’Alfa Romeo di Bottas e l’altra Aston Martin di Alonso. In difficoltà le due Ferrari: già in ritardo al mattino, nella seconda sessione chiudono entrambe fuori dalla Top Ten, con Charles Leclerc undicesimo (+0″585) e Carlos Sainz (che nelle FP1 aveva lasciato il volante a Robert Shwartzman) solo 16^ (+0″763).
    – foto LivePhotoSport –
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  • Scuola, Valditara “A breve ddl su voto in condotta e sospensione”

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    RIMINI (ITALPRESS) – “Vareremo tra qualche settimana un disegno di legge sul voto in condotta e sulla sospensione. Anche questi sono strumenti importanti per dare ai docenti dei poteri”. Così il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, al Meeting di Rimini.
    “L’Italia è drammaticamente spaccata in due, ed è moralmente inaccettabile un Paese spaccato in due sulla scuola, e se non si offrono pari opportunità formative ci saranno ragazzi che non avranno un futuro degno di questo nome”, ha sottolineato Valditara.
    “Ho lanciato Agenda Sud, con la quale abbiamo individuato 240 scuole sulla base di alcuni indicatori con all’interno 10 azioni importanti e, se l’esperimento funziona, aumenteremo in modo significativo queste scuole”, ha proseguito il ministro.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Non solo Azmoun per la Roma, Mou “Arriverà un’altra punta”

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    ROMA (ITALPRESS) – La terza Roma di Josè Mourinho – impegnata domani sera (alle 20.45) al Bentegodi contro il Verona – non è ancora completata. Lo ha annunciato il tecnico portoghese nel corso della conferenza stampa della vigilia, commentando l’arrivo di Sardar Azmoun, attaccante iraniano sbarcato ieri a Ciampino dopo l’ok per il prestito con diritto di riscatto dal Bayer Leverkusen. “Ha fatto benissimo allo Zenit, non solo in campionato, ma anche in Europa – precisa Mourinho -. Ha dimostrato di essere un bravissimo giocatore. Non è andato bene nel Leverkusen e per questo lo possiamo prendere in prestito, altrimenti sarebbe rimasto lì. Se ha una condizione buona, è un giocatore che può aiutarci. Pinto mi ha detto che arriverà un altro attaccante e questo mi rende felice”. L’allenatore glissa però sul sogno Romelu Lukaku, dopo che le ultime indiscrezioni parlano di un possibile prestito secco: “Faccio fatica a parlare di Azmoun, che non è ancora nostro, figuriamoci di Lukaku che è un giocatore del Chelsea”.
    La nota stonata riguarda un altro neo arrivato, Renato Sanches, uscito anzitempo dall’allenamento di ieri. “Penso che lo rivedremo dopo la sosta per le Nazionali. Con la sua storia clinica spingere per recuperarlo in anticipo non sarebbe la cosa giusta. Deve aver tempo per recuperare da un piccolo infortunio muscolare”. A centrocampo potrebbe vedersi dal 1′ Leandro Paredes, altro volto nuovo dell’estate, anche lui arrivato da Parigi: “Se può convivere con Cristante? I bravi calciatori possono sempre giocare insieme. E’ l’allenatore che deve poi trovare le soluzioni”. E sulle possibilità della Roma in campionato frena: “Siamo tra il quinto e l’ottavo posto. Se facciamo l’impresa e finiamo tra i primi quattro è ottimo. In Europa vogliamo andare avanti – spiega ancora Mourinho -. Inter, Milan, Napoli e Juventus giocano dichiaratamente per il titolo e devono finire nei primi quattro posti. Poi c’è la Lazio, che ha fatto un’impresa nello scorso campionato, anche se è stata in vacanza in Europa. L’Atalanta investe tanto, la Fiorentina rifiuta 42+3 milioni per un giocatore e questo dice tutto su quel che vuole fare. La Roma non è nelle condizioni di rifiutare quella cifra, la Fiorentina lo ha fatto”. In ogni caso “il mio obiettivo non può andare più lontano della prossima partita”, precisa Mourinho, che ritrova Pellegrini e Dybala per la sfida col Verona. Sui prossimi avversari, infine, il portoghese spiega: “Hanno un nuovo allenatore molto bravo, che gioca in un altro modo rispetto a come ha giocato l’Hellas negli ultimi due anni. Nell’ultima partita però ha deciso di puntare sulla stabilità degli anni precedenti. Noi abbiamo lavorato bene in settimana”.
    – foto LivePhotoSport –
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  • Pioli “Toro organizzato, giocare a San Siro ci dà energia”

    Pioli “Toro organizzato, giocare a San Siro ci dà energia”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Per noi giocare in casa significa essere felici in un posto sicuro dove il popolo ci segue con entusiasmo e energia. Cercheremo di fare il massimo per soddisfare i nostri tifosi”. Così Stefano Pioli, allenatore del Milan, in conferenza stampa in vista del match contro il Torino, in programma domani alle 20.45 a San Siro. “Con il Bologna abbiamo corso tantissimo e tutti i giocatori si sono sacrificati per la squadra”. Poi sul mercato: “Preferirei che finisse prima dell’inizio del campionato e non capisco perche non si trovi una soluzione in questi termini”. Pioli si è soffermato anche su Leao: “Sta lavorando molto bene, è già al top e sta continuando a crescere”. I granata di Juric non sono un avversario semplice: “Sappiamo le difficoltà che potremo avere ma sappiamo come la vogliamo giocare – ha detto il tecnico rossonero -. Loro sono una squadra organizzata, con fisicità e qualità. E’ una formazione da parte sinistra della classifica e che può creare difficoltà a tutti. A me piace il gruppo che sto allenando e come si stanno formando. I vecchi hanno accolto benissimo i nuovi, che si stanno sforzando di imparare velocemente. Abbiamo cambiato anche qualcosina a livello tattico e giorno dopo giorno stiamo crescendo. Sono contento di quanto ho visto fin qui”. Tra le novità c’è il rendimento di Reijnders, che ha sorpreso un pò tutti: “A chi somiglia? Non amo i paragoni, ogni giocatore è una storia a parte – ha affermato Pioli -. E’ un giocatore intelligente che può darci tante soluzioni”. Infine, sul possibile arrivo di una nuova punta: “Che caratteristiche deve avere? In questo momento Giroud, Colombo e Okafor stanno bene. Romero? Sta facendo molto bene, è uno di quelli che mi sta sorprendendo di più. E’ un pronto per giocare ma dipende dalla partita e dalle scelte. E’ un ragazzo intelligente, di talento e volenteroso”, ha concluso Pioli.
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  • Stupro a Palermo, Prefetto “Gravissimo ma non bisogna colpevolizzare la città”

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    PALERMO (ITALPRESS) – Si è riunito in Prefettura, a Palermo, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un incontro tra istituzioni e forze dell’Ordine, per approfondire il tema della sicurezza nelle aree della movida e valutare i provvedimenti per risolvere la problematica: la mente torna inevitabilmente alla violenza di gruppo del 7 luglio, vittima una ragazza di 19 anni, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area in cui è stato commesso lo stupro e allo stesso tempo di intervenire con decisione contro la mala movida.
    Un episodio “gravissimo” che tuttavia, spiega il prefetto Maria Teresa Cucinotta, non deve spingere a “colpevolizzare l’intera città: dobbiamo favorire un cambiamento culturale, perchè è molto grave che ci siano ragazzi che ancora manifestano atteggiamenti arretrati e maschilisti”. Tale cambiamento, continua Cucinotta, deve passare da una concentrazione più massiccia dell’attività nelle scuole: “Va implementato l’aspetto educativo verso i ragazzi. Bisogna essere vicini a queste persone e alle loro famiglie: alla sanzione va affiancato un aiuto concreto”.
    Il quartiere su cui si focalizzerà la maggiore attenzione, spiega il prefetto, è “la Vucciria, che in questo momento è il maggiore centro di afflusso dei giovani: lì abbiamo previsto un ulteriore presidio di forze dell’Ordine. Puntiamo a rafforzare il controllo sulle piazze della movida, in aggiunta ai servizi straordinari già presenti nei fine settimana: con il Comune vogliamo regolamentare i locali della zona e reprimere le attività abusive, ma serve una forte collaborazione anche dagli esercenti dei locali regolari”.
    L’attività repressiva, precisa il vicesindaco Carolina Varchi, riguarda esclusivamente la mala movida e non la vita notturna in generale: “La movida rappresenta un segmento importante delle attività produttive della città, tuttavia per la sicurezza di cittadini e avventori serve una regolamentazione ancora più incisiva. Valuteremo misure specifiche per alcune zone della città, abbiamo disposto servizi speciali in orario notturno sui luoghi della movida: tali servizi saranno intensificati nelle prossime settimane”. Sul cantiere del Foro Italico dove è avvenuta la violenza di gruppo, aggiunge Varchi, “siamo pronti a riprendere i lavori per avviarne il completamento, ma più in generale abbiamo avviato un censimento di molti cantieri della città”.
    – foto xd8 Italpress –
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  • Mattarella “La Costituzione nasce per espellere l’odio”

    Mattarella “La Costituzione nasce per espellere l’odio”

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    RIMINI (ITALPRESS) – La nostra Costituzione nasce “con l’amicizia come risorsa, a cui attingere, per superare – insieme – le barriere e gli ostacoli; per esprimere la nostra stessa umanità. Per superare, per espellere, l’odio, come misura dei rapporti umani. Quell’odio che, la civiltà umana, ci chiede di sconfiggere nelle relazioni tra le persone; sanzionandone, severamente, i comportamenti, creando, così, le basi delle regole della nostra convivenza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento nella giornata conclusiva del Meeting di Rimini, la kermesse annuale di Comunione e Liberazione.
    Il capo dello Stato, accolto da lunghi applausi, ha incentrato il suo discorso sull’amicizia, toccando moltissimi temi: immigrazione, ambiente, giovani. “L’aspirazione, non può essere, quella, di immaginare che l’amicizia unisca soltanto coloro che si riconoscono come simili. Al contrario. Se così fosse – ha osservato -, saremmo sulla strada della spinta alla omologazione, all’appiattimento. L’opposto, del rispetto delle diversità; delle specificità proprie a, ciascuna, persona. Non a caso, la pretesa della massificazione, è quel che ha caratterizzato, ideologie e culture, del Novecento, che hanno portato alla oppressione dell’uomo sull’uomo. Le identità plurali, delle nostre comunità, sono il frutto del convergere delle identità di ciascuno di coloro che le abitano, le rinnovano, le vivificano. Nel succedersi delle generazioni, e delle svolte della storia. E’ la somma, dei, tanti ‘tù, uniti a ciascun ‘iò, interpellati dal valore della fraternità, o, quanto meno, del rispetto e della, reciproca, considerazione. E’ il valore della, nostra, Patria, del nostro, straordinario, popolo – tanto apprezzato e amato nel mondo – frutto, nel succedersi della storia, dell’incontro di più etnie, consuetudini, esperienze, religioni; di apporto di diversi idiomi per la nostra splendida lingua; e diretto a costruire il bene comune. Amicizia, per definizione, è contrapposizione alla violenza. Parte dalla conoscenza, e dal dialogo. E, anche in questo, l’amicizia assume valore di indicazione politica. Non mancano, mai, i pretesti, per alimentare i contrasti. Siano la invocazione di contrapposizioni ideologiche; di caratteri etnici; di ingannevoli, lotte di classe; o la pretesa di resuscitare anacronistici nazionalismi. Quanto avviene ai confini della, nostra, Europa, dopo l’invasione dell’Ucraina, da parte della Federazione Russa, ne dà, drammatica, testimonianza”.
    “Non vogliamo rinunciare, oggi, alla speranza della pace in Europa. L’Europa, che conosciamo, è nata da un reciproco impegno di pace che, i popoli e gli Stati, si sono scambiati, dopo l’abisso della seconda guerra mondiale – ha sottolineato il presidente -. Su quella pace, sono stati edificati i nostri ordinamenti di libertà, di democrazia, di diritto eguale. Su quella pace, è cresciuta la cultura, la civiltà degli europei. Non ci stancheremo di lavorare per fermare la guerra. E’ contro lo strumento della guerra, che siamo impegnati nell’impedire una deriva di aggressioni del più forte contro il più debole. Per costruire, una pace giusta”. Poi il tema migranti. “Una pace giusta, non può dimenticare il dramma dei profughi. I fenomeni migratori, vanno affrontati per quel che sono: movimenti globali, che non vengono cancellati da muri o barriere. Nello studio, dell’appartamento, dove vivo, al Quirinale, ho collocato un disegno, che raffigura un ragazzino, di quattordici anni, annegato, con centinaia di altre persone nel Mediterraneo. Recuperato il suo corpo, si è visto che, nella fodera della giacca, aveva cucita la sua pagella: come fosse il suo passaporto; la dimostrazione, che voleva venire in Europa – per studiare. Questo disegno, mi rammenta che, dietro numeri e percentuali delle migrazioni, che spesso elenchiamo, vi sono, innumerevoli, singole, persone, con la loro storia, i loro progetti, i loro sogni, il loro futuro. Il loro futuro: tante volte cancellato. Certo, occorre un impegno, finalmente concreto e costante, dell’Unione Europea. Occorre sostegno ai Paesi di origine dei flussi migratori. E’ necessario rendersi conto che – ha avvertito Mattarella -, soltanto ingressi regolari, sostenibili, ma in numero adeguatamente ampio, sono lo strumento per stroncare il, crudele, traffico di esseri umani: la prospettiva, e la speranza di venire, senza costi e sofferenze disumane, indurrebbe ad attendere turni di autorizzazione legale. Inoltre, ne verrebbe assicurato inserimento lavorativo ordinato; rimuovendo la presenza nascosta, incontrollabile, di chi vaga senza casa, senza lavoro e senza speranza; o di chi vive ammassato in centri di raccolta, sovente mal tollerati dalle comunità locali”.
    “Occorre percorrere strade diverse. Se non se ne avverte il senso di fraternità umana, per una miglior sicurezza. Anche come investimento sul futuro delle relazioni, con i popoli di origine, che saranno – presto – sempre più protagonisti della scena internazionale”. Il presidente della Repubblica ha, inoltre, parlato di ambiente e ricordato la drammatica alluvione che ha colpito nel maggio scorso proprio la Romagna. “Siamo di fronte a un’altra, grande, e grave evidenza, che comporta responsabilità. L’ambiente, che abbiamo incrinato e impoverito, Non si possono ignorare gli appelli dell’ONU, attraverso le parole, allarmate, del suo Segretario Generale. Proprio qui, in Romagna, ne abbiamo vissuto, drammatica, sottolineatura. L’alluvione, ha lasciato ferite profonde. I cittadini della Romagna – e i loro sindaci – non vanno lasciati soli. La ripartenza delle comunità; e, con esse, di ogni loro attività, è una priorità, non soltanto per chi vive qui, ma per l’intera Italia”. Infine, i giovani. “La speranza è in voi giovani. Prendetevi quel che è vostro. Comprese le responsabilità; e i doveri. Voi avvertite, in misura genuina, tutti questi problemi. Avete, la sensibilità, di sentirvi pienamente europei. Più degli adulti. Avete, conoscenze adeguate, per affrontare, senza timore, le trasformazioni digitali e tecnologiche, che sono già in atto. Avete la coscienza che l’ambiente è parte della nostra vita sociale. Che non ci sarà giustizia sociale senza giustizia ambientale; e viceversa. Non vi chiudete, non fatevi chiudere in tanti mondi separati. Usate i social, sempre con intelligenza; impedite che vi catturino, producendo una somma di solitudini, come diceva il mio Vescovo di tanti anni addietro. Non rinunciate, mai, alle relazioni personali; all’incontro personale; all’affetto dell’amico; all’amore; alla gratuità dell’impegno. Il mondo, è migliore, se lo guardiamo con gli occhi giusti”, ha concluso.

    – foto ufficio stampa Quirinale –

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  • Epatite B e C, tracciate per la 1^ volta in Europa le malattie correlate

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    MILANO (ITALPRESS) – Eliminare l’epatite virale, ritenuta una delle principali minacce per la salute pubblica, entro il 2030. E’ l’ambizioso obiettivo di una risoluzione del 2016 dell’Assemblea Mondiale della Sanità, dettagliato poi dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in possibili strategie di sanità pubblica e relative risorse economiche. E inserito infine nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. I virus dell’epatite B (HBV) e dell’epatite C (HCV) possono causare infezioni acute e croniche e sono tra le principali cause al mondo di cirrosi, epatocarcinoma (cancro al fegato), trapianti e morti correlati a patologie riguardanti il fegato. Generando quindi oneri economici e sanitari elevati a causa dei loro effetti epatici ed extraepatici.
    Un contributo arriva dall’Università di Milano-Bicocca, il cui Centro di Studio e di Ricerca sulla Sanità Pubblica (CESP), ha coordinato uno studio Europeo per valutare il carico di incidenza, prevalenza, mortalità e anni di vita persi per disabilità (DALYs) delle malattie correlate al virus dell’epatite B (HBV) e al virus dell’epatite C (HCV), nel contesto del Vecchio continente e per il periodo dal 2010 al 2019, al fine di capire a che punto si trovino i diversi Paesi europei nel raggiungere l’obiettivo prefissato dall’OMS entro il 2030.
    Lo studio è appena stato pubblicato su The Lancet Public Health, la più prestigiosa rivista di sanità pubblica a livello internazionale, e si intitola “Hepatitis B and C in Europe: an update from the Global Burden of Disease Study 2019” (DOI: 10.1016/S2468-2667(23)00149-4). Si tratta del primo rapporto completo sul carico dell’HBV e HCV in Europa. Primo autore è Paolo Angelo Cortesi, ricercatore del CESP, che si è avvalso della collaborazione col Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD), coordinato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington, che coinvolge oltre 9mila ricercatori provenienti da oltre 160 Paesi, permettendo di confrontare l’impatto delle malattie, degli infortuni e dei fattori di rischio sulla salute della popolazione nel tempo tra i differenti gruppi di età, sesso, paesi e regioni e di confrontare così il progresso della salute di un Paese con quello di altri Paesi. Nella coordinazione dello studio, oltre a Paolo Angelo Cortesi, sono stati coinvolti anche il professore Lorenzo Giovanni Mantovani, direttore del CESP, Simon I. Hay e Christopher J. L. Murray, rispettivamente professore e direttore dell’IHME.
    Nel 2019 in Europa si sono verificati oltre 2 milioni di casi di epatite acuta B e quasi mezzo milione di casi di epatite C. Sono stati stimati 8,24 milioni di casi prevalenti di cirrosi correlata all’HBV e 11,87 milioni di cirrosi correlata all’HCV, con quasi 25mila decessi dovuti a cirrosi correlata all’HBV e circa 37mila decessi dovuti a cirrosi correlata all’HCV. Infine, si sono avuti 9mila decessi per cancro al fegato correlato all’HBV e 23mila dovuti al cancro al fegato correlato all’HCV.
    “Tra il 2010 e il 2019 – aggiungono Paolo Cortesi e Lorenzo Mantovani – il carico della cirrosi dovuta all’HBV e HCV è diminuito. La cirrosi HBV correlata e l’epatite B acuta hanno mostrato le riduzioni più significative, con un tasso di prevalenza sceso del -20,6 per cento e un tasso di mortalità sceso del -33,19 per cento per la prima malattia e con un tasso di incidenza diminuito del -22,14 per cento e un tasso di mortalità diminuito del -33,27 per cento per la seconda malattia. Nel decennio non sono state osservate variazioni nei tassi standardizzati di incidenza, prevalenza, mortalità e DALYs per il cancro al fegato correlato all’HBV e all’HCV, mentre sono stati osservati aumenti nel numero assoluto di casi in tutte le età (+16,41 per cento nella prevalenza)”.
    Lo studio ha anche evidenziato differenze rilevanti all’interno dell’Europa, con aree che riportano un carico elevato, aree che hanno riportato piccole variazioni e aree che necessitano miglioramenti negli interventi di sanità pubblica per raggiungere gli obiettivi di eliminazione dell’OMS.
    “Nel 2019, l’Europa centrale e orientale hanno presentato tassi di mortalità per cirrosi e epatocarcinoma HBV correlate più elevati rispetto all’Europa occidentale”, precisano il ricercatore e il direttore del CESP.
    Secondo Cortesi e Mantovani “i risultati di questo studio hanno evidenziato notevoli e persistenti carichi di salute legati all’HBV e HCV in Europa, dimostrando che l’ambizioso obiettivo di eliminazione entro il 2030 è ancora lontano dall’essere raggiunto. La disponibilità di test diagnostici affidabili e interventi di trattamento e prevenzione costo-efficaci hanno creato le condizioni per rendere l’eliminazione dell’HCV e dell’HBV un obiettivo fattibile, come dimostrato da alcuni Paesi dove sono stati applicati con ottimi risultati; tuttavia in molti altri Paesi i piani d’azione e le strategie sono ancora inadeguati o assenti, così come il finanziamento per la loro attuazione. Strumenti come il GBD e lo studio appena pubblicato, sono fondamentali per capire se gli interventi implementati stiano portando o meno a raggiungere l’eliminazione dell’epatite virale entro il 2030”.

    – foto ufficio stampa Università Milano-Bicocca –
    (ITALPRESS).