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  • Ucraina, droni attaccano cittadina russa di Kursk. Almeno 5 i feriti

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    MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – Almeno cinque persone sono rimaste ferite nella città russa di Kursk a causa della caduta di un drone ucraino sullo scalo ferroviario cittadino. A comunicarlo ai media russi è stato il governatore regionale Roman Starovoit. Sempre a causa del pericolo di attacchi di droni ucraini, gli aeroporti moscoviti di Domodedovo e Vnukovo hanno sospeso arrivi e partenze. Proprio nella notte uno di questi droni è stato abbattuto nei pressi della capitale.(ITALPRESS).

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  • Ci pensa sempre Lautaro, Inter-Monza 2-0

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    MILANO (ITALPRESS) – Il campionato dell’Inter inizia con il sorriso, i nerazzurri hanno vinto 2-0 nel match interno contro il Monza: decisiva la doppietta messa a segno da Lautaro Martinez, nuovo capitano, bene anche Marcus Thuram e Marko Arnautovic, con l’austriaco già autore di un assist. I brianzoli invece hanno faticato soprattutto in fase di costruzione, male Caprari e Dany Mota, i due non sono riusciti a cambiare l’inerzia della sfida.
    Prima dell’inizio la Curva Nord ha scioperato per circa un quarto d’ora a causa del caro abbonamenti. Simone Inzaghi ha deciso di affidarsi ai soliti noti, due le eccezioni, ovvero Sommer tra i pali al posto di Onana passato allo United e Thuram come partner d’attacco di Lautaro. Alla prima accelerata i padroni di casa hanno trovato il vantaggio con lo stesso Lautaro Martinez, l’argentino si è fatto trovare pronto sul suggerimento rasoterra di Dumfries. La squadra di Palladino nel primo tempo ha faticato parecchio, i biancorossi al di là di un tiro centrale di Gagliardini non sono mai riusciti ad impensierire i nerazzurri. La scossa c’è stata soltanto all’inizio del secondo tempo, ma i brianzoli non sono riusciti quasi mai a costruire azioni offensive nemmeno dopo i cambi. I padroni di casa si sono affidati invece ad altri due nuovi arrivati, Arnautovic e Cuadrado: se il colombiano è stato accolto dai fischi per via del suo passato alla Juventus, l’austriaco ci ha messo pochi minuti per confezionare l’assist che ha portato Lautaro a chiudere virtualmente il match con una rete in spaccata sul secondo palo (31′ del secondo tempo). Il 2-0 ha addormentato il match anche se i vice-campioni d’Europa hanno sfiorato a più riprese il tris. Si chiude dunque con un successo la prima gara dei nerazzurri nel campionato 23-24, nel prossimo turno l’Inter affronterà il Cagliari mentre il Monza accoglierà l’Empoli.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Fabbri d’argento nel peso ai Mondiali di atletica

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    BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Italia sul podio nella giornata inaugurale del Mondiale di Budapest. Il merito è del pesista Leonardo Fabbri, che ha conquistato a sorpresa la medaglia d’argento gettando al terzo tentativo la palla di ferro di sette chili a 22.34, seconda misura di sempre in Italia. Il ventiseienne fiorentino – sul podio iridato 36 anni dopo il concittadino Alessandro Andrei a Roma ’87 – si è migliorato nel momento più importante di ben 35 centimetri, arrendendosi solo al fortissimo statunitense Ryan Crouser, oro col record dei campionati a 23.51. “La sognavo da una vita – esulta Fabbri – Un sacco di volte sognavo di vincere una medaglia a un Mondiale o a un Europeo, poi mi svegliavo e iniziavo a lavorare per raggiungerla. E quel giorno è arrivato, sono contento”. La dedica va al suo tecnico Paolo Dal Soglio e a tutti quelli che non credevano in lui: “Avevo detto che valgo un 22 alto e l’ho dimostrato”.
    Intanto l’uomo del mistero ha sciolto l’enigma e ha compiuto la missione. Marcell Jacobs è nella semifinale iridata dei 100 metri e domani a Budapest tornerà nuovamente in azione nella contesa per lo scettro della velocità mondiale. In batteria il velocista azzurro non ha brillato, ma con 10″15 è giunto terzo nella sua batteria, passando il turno col diciannovesimo tempo complessivo. In sei sono scesi sotto il muro dei 10″ netti, quindi se Jacobs vorrà dire la sua dovrà cambiare passo, ma intanto dopo settantuno giorni di assenza forzata ha battuto un colpo.
    Nella domenica della Festa Nazionale ungherese anche Larissa Iapichino andrà a caccia di una medaglia nel lungo. La figlia d’arte ha strappato la qualificazione tra le migliori dodici atterrando nella sabbia a 6.73, sesta nel riepilogo complessivo guidato dalla statunitense Tara Davis con 6.87. In finale nel triplo Emmanuel Ihemeje, supera le batterie dei 1500 Pietro Arese. In attesa dei fuochi d’artificio lungo il Danubio in onore di Santo Stefano, Budapest in mattinata è stata funestata da un acquazzone che ha ritardato di due ore la partenza della 20 chilometri di marcia. Il tacco e punta azzurro stavolta ha tradito le attese con Francesco Fortunato solo undicesimo e l’olimpionico Massimo Stano addirittura ritirato.
    – foto LivePhotoSport –
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  • Colpo Verona al Castellani, Bonazzoli gela l’Empoli

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    EMPOLI (ITALPRESS) – Il Verona inizia il campionato nel migliore dei modi. I gialloblù prima braccano l’Empoli e poi colpiscono, a 15′ dal termine, con Bonazzoli, capace di approfittare di un errore di Caprile per mettere dentro da due passi. Al Castellani, dopo le schermaglie iniziali, Marin spara dal limite, Montipò la sfiora e devia la palla sulla traversa. Il neo acquisto Cancellieri prova da 25 metri, poi Caputo costringe Montipò a sporcarsi i guanti (12′). Caprile para una punizione di Terracciano prima del cooling break. Nel Verona Mboula è molto attivo, Folonrusho pure, Caprile ferma Ngonge (41′) poi Baldanzi serve il solissimo Gyasi che, in piena area di rigore, tutto solo, spara incredibilmente alto. Nella ripresa Marin, Dawidowicz e Doig non trovano lo specchio, l’Empoli continua a sbattere contro il muro degli scaligeri e alla fine subisce pure la beffa. Alla mezz’ora, infatti, sull’angolo di Duda, ecco l’uscita a vuoto di Caprile e Bonazzoli, in girata, mette dentro portando avanti il Verona. La squadra guidata da Baroni trova anche il raddoppio tre minuti dopo con Djuric ma il gol viene annullato per fuorigioco. Ci prova il talentuoso Shpendi a pareggiare quando, vedendo Montipò fuori dai pali, calcia da centrocampo ed obbliga il portiere veronese ad un salvataggio in angolo. Baldanzi non ci sta e porta scompiglio obbligando l’estremo difensore scaligero all’ennesima parata (39′). L’Empoli stringe d’assedio il Verona che si difende con ordine e Saponara (42′) manda sul fondo. Sei i minuti di recupero in cui Baldanzi, il migliore in campo per distacco, prova ancora a solleticare Montipò ma il suo tiro (47′), deviato da Magnani, finisce in angolo. Sull’altro fronte Caprile salva su Bonazzoli (49′) poi il triplice fischio sancisce la vittoria veronese.
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  • Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

    Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

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    ROMA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del calcio: si è spento a 86 anni Carlo Mazzone. Una carriera da difensore spesa quasi interamente all’Ascoli, proprio ai marchigiani aveva iniziato quella da allenatore a fine anni Sessanta, sedendo poi sulle panchine – fra le altre – di Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli, Bologna (in tre occasioni), Lecce, Cagliari, Napoli, Brescia e soprattutto la ‘suà Roma, guidata dal 1993 al 1996 che coincise con la consacrazione di Francesco Totti in squadra. La sua ultima avventura in panchina nel 2006 al Livorno.
    Nato a Roma il 19 marzo 1937, un passato da calciatore a buoni livelli, è passato alla storia per la sua carriera da tecnico, avendo ispirato tantissimi suoi successori e lanciato calciatori che hanno segnato pagine importanti di questo sport. Mazzone, entrato nel 2020 nella Hall of Fame del calcio italiano, detiene il record di panchine in Serie A: 792 ufficiali, 797 considerando i cinque spareggi. Iniziata la carriera da difensore, nelle giovanili giallorosse, dopo un anno al Latina rientra alla Roma e il 31 maggio 1959 in Fiorentina-Roma fa il suo esordio in Serie A, poi le esperienze con Spal e Siena, prima di arrivare ad Ascoli dove resterà per nove anni, dal 1960 al 1969, collezionando 219 presenze, quasi tutte da capitano. La sua ultima stagione da calciatore, quella 1968-1969, fu anche la sua prima da allenatore, sempre dei bianconeri. E fu proprio al Del Duca, stadio nel quale gli è stata intitolata la nuova tribuna Est, dove iniziò la sua straordinaria carriera da tecnico. Era la stagione 1968-1969 e rimase nelle Marche fino al 1975, riuscendo con due promozioni in tre anni a portare la squadra dalla Serie C alla massima serie e portarla alla salvezza in Serie A. Col suo passaggio alla Fiorentina alza al cielo il suo primo trofeo, la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975, e l’anno successivo chiude al terzo posto il campionato 1976-1977. Poi due salvezze di fila col Catanzaro e quattro con l’Ascoli. Nella stagione 1985-1986 sfiora la Serie A col Bologna, ma due anni dopo la trova con il Lecce per poi portare i salentini alla salvezza per due anni di seguito. Quindi Pescara, poi la stagione da incorniciare col Cagliari nel 1992-1993: sardi sesti e qualificati in Coppa Uefa. Un cammino, quello coi rossoblù, che spinse la Roma a puntare su di lui, un sogno che si avvera per Mazzone, che riesce a sedersi nella panchina della squadra della sua città. I tre anni con i giallorossi sono caratterizzati da tanti aneddoti, tra i quali il passaggio in prima squadra di Francesco Totti. Nel 1996 retrocede col Cagliari in B e l’anno successivo vive una brevissima parentesi al Napoli. Nel 1998 approdò nuovamente al Bologna, appena privatosi di Roberto Baggio, ma con Giuseppe Signori. Guidò i rossoblù alla vittoria dell’Intertoto e arrivò fino alle semifinali di Coppa UEFA e di Coppa Italia. Nel 1999 il Perugia di Gaucci e dal 2000 l’emozionante cammino col Brescia, dove poi, convinto proprio da Mazzone, arriverà Roberto Baggio
    oltre a Pep Guardiola.
    Con le rondinelle quattro salvezze di fila e una qualificazione alla Coppa Uefa sfiorata nel 2001, quando il club lombardo fu sconfitto dal Paris Saint-Germain nella finale dell’Intertoto. Infine, due stagioni al Bologna e l’esperienza al Livorno. Un totale di 1.278 panchine ufficiali tra tutte le categorie totalizzate in 38 anni di carriera.
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    (ITALPRESS).

  • Bagnaia imprendibile, vince la Sprint Race in Austria

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    SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Prosegue nel migliore dei modi
    il weekend di Spielberg di Pecco Bagnaia. Il ducatista campione
    del mondo e leader della classifica iridata, scattato dalla pole
    position, vince la sprint race sul Red Bull Ring di Spielberg e
    allunga sui rivali per il titolo. Alle spalle di Bagnaia, abbastanza staccati, Brad Binder con la Ktm a due secondi, e Jorge Martin, in sella alla Ducati Pramac, a 5″045. Al quarto posto un’altra Desmosedici, quella di Alex Marquez targata Gresini, quindi Jack Miller con l’altra Ktm. Sesto posto per Pol Espargarò (Ktm Tech 3) che ha anticipato le Aprilia del fratello Aleix e di Maverick Vinales, ottavo. Chiudono la Top Ten Franco Morbidelli (Yamaha) e Marc Marquez (Honda). Non hanno terminato la gara, entrambi per delle cadute, i due piloti della Ducati Mooney V46 Marco Bezzecchi e Luca Marini. “Sono riuscito a prendere subito la testa e ho deciso di frenare più forte per non lasciare opportunità agli avversari di rientrare – le impressioni a fine gara di Bagnaia – Domani sarà un’altra storia ma nel frattempo siamo molto contenti”.
    Nella classifica mondiale il ducatista sale a 226 punti, a +46 su Martin (180) e a +59 su Bezzecchi (167).
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Papa “Ridurre le spese militari in favore di bisogni umanitari”

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    ROMA (ITALPRESS) – “E’ nostra responsabilità aiutare a estirpare dai cuori l’odio e la violenza. Incoraggiamo a deporre le armi, a ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita”. Lo scrive Papa Francesco su X, l’ex Twitter.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • L’ultimo saluto ad Alberoni, “Ci ha insegnato che l’amore si impara”

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    MILANO (ITALPRESS) – Un abbraccio raccolto e sentito di famigliari, amici, autorità e cittadini comuni riunitisi nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano ha reso l’ultimo saluto a Francesco Alberoni, sociologo e rettore dell’Università IULM dal 1997 al 2001.
    Presenti i quattro figli: Francesca, Paolo Giovanni Agostino, Margherita e Giulio.
    Tra le autorità presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, la vicesindaco del capoluogo lombardo Anna Scavuzzo, l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi, il deputato di Fratelli d’Italia ed ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato e il primo presidente di Regione Lombardia Piero Bassetti.
    Nell’omelia monsignor Carlo Faccendini, abate della Basilica di San Ambrogio, ha voluto ricordare un tema tra i più trattati da Alberoni nei suoi libri: l’amore.
    “Ci ha insegnato che l’amore si impara e va conosciuto nelle sue manifestazioni anche più contraddittorie. Se non viene custodito e alimentato, l’amore muore. E anche il Vangelo dice la stessa cosa: l’amore si impara”, ha affermato.
    Nel portare conforto a familiari e amici, monsignor Faccendini ha usato l’immagine di uno studente pronto ad apprendere. “Sono convinto che Francesco Alberoni, che tanto ha scritto sull’amore, sia ora al cospetto di Dio colmo di stupore come uno scolaretto ad imparare cosa sia profondamente l’amore tramite l’esperienza dell’amore di Dio – ha dichiarato -. Immagino che il signore gli si rivolga con affetto e gli dica ‘ti ho atteso tanto, ti ho preparato un posto nel mio cuorè. Questa celebrazione ci rasserena tanto e ci consegna la certezza che si può vivere anche la morte come una straordinaria occasione per illuminare il mistero della vita”.
    Al termine della cerimonia, un lungo applauso accompagnato dai rintocchi delle campane della basilica ha salutato il professore.
    “Credo che una persona come Alberoni abbia onorato soprattutto l’Italia intera e credo che i suoi libri rimangano una testimonianza imperitura del suo genio e della sua capacità di usare parole semplici per esprimere sentimenti più profondi. Credo che questo sia il suo grande merito”, ha affermato il presidente La Russa, definendo la presenza di tanti cittadini nonostante il caldo di agosto “una testimonianza della traccia di affetto che lascia dietro a sè”.

    – foto xh7/Italpress –

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  • Allegri e la Juve ripartono “Dobbiamo tornare in Champions”

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    TORINO (ITALPRESS) – Massimiliano Allegri e la sua Juventus sono pronti a ripartire. Il primo obiettivo dei bianconeri, dichiarato dal tecnico in conferenza stampa, è “tornare in Champions”. “La squadra sta facendo bene, sono molto contento di come stiamo lavorando. Non abbiamo ‘rivalsè per quanto successo la scorsa stagione: erano cose esterne il campo. Adesso abbiamo chiuso questo capitolo e pensiamo al futuro: dobbiamo conquistarci la Champions, anzi tornare in quella Champions che l’anno scorso sul campo avevamo conquistato. Non giocare la Champions, per un club come il nostro, è una cosa che ci lascia spiazzati”, ha detto il tecnico della Juve, alla vigilia del debutto nella Serie A 2023-2024 in casa dell’Udinese.
    “Con il nuovo direttore Giuntoli, e anche con Giovanni Manna, c’è un buon rapporto. C’è un gruppo di lavoro ottimo. Di questo sono molto contento. Il mercato? Ci pensa la società, sono felice della rosa che ho a disposizione. Obiettivo scudetto? Lo vedremo strada facendo; intanto dovremo essere bravi a stare nelle prime quattro posizioni”, ha aggiunto l’allenatore dei bianconeri.
    Per il momento Allegri non parla di calciomercato ma si concentra sul “ritorno” di Chiesa e sulle condizioni del gruppo, in particolare di Vlahovic e di Pogba. “Chiesa è tornato: rispetto allo scorso anno ha più consapevolezza e serenità. Ha una gamba diversa. Vlahovic ha passato un momento di alti e bassi anche lui: ha avuto problemi di pubalgia ma ora sta meglio. Non è ancora al 100 per 100 perchè ha saltato una parte della preparazione. Abbiamo anche Milik, non avremo a disposizione invece Kean, che purtroppo ha preso un colpo e non sarà con noi domani. Ci sarà poi Yildiz, che arriva dal settore giovanile ma che è davvero bravo”, ha precisato Allegri. Infine, su Pogba: “Di Paul sono felice per gli ultimi giorni di lavoro e per la partitella che ha fatto l’altro giorno. Purtroppo, ha subito questo infortunio lo scorso anno e viene da un anno e mezzo di inattività. Averlo a disposizione per tutte le partite sarebbe un bel vantaggio per noi: sappiamo che la sua condizione può solo crescere. Per domani valuterò se portarlo o meno a Udine”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Morto l’imprenditore Roberto Colaninno

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    MILANO (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 80 anni l’imprenditore mantovano Roberto Colaninno, uno dei principali protagonisti della finanza e dell’industria italiana degli ultimi 50 anni. Dagli esordi nel 1969 alla Fiaam, azienda mantovana di componentistica auto, fino all’Olivetti e alla Telecom, ha concluso la sua carriera da imprenditore alla Piaggio, di cui era presidente e amministratore delegato.
    – foto Agenzia Fotogramma –
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