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  • I LEGNANESI aprono la Stagione 25|26 del Teatro Giuditta Pasta con “Ricordati il Bonsai”

    I LEGNANESI aprono la Stagione 25|26 del Teatro Giuditta Pasta con “Ricordati il Bonsai”

    Sarà la travolgente comicità de I LEGNANESI ad aprire la Stagione 25|26 – RIFLESSIONI del Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Un ritorno attesissimo con “Ricordati il Bonsai”, il nuovo spettacolo della Famiglia Colombo, in scena sabato 20 settembre alle ore 20.45 e domenica 21 settembre alle ore 16.00.

    Lo spettacolo, già in tournée nei principali teatri italiani, promette di essere un’esplosione di comicità e situazioni esilaranti, con un tocco di esotismo orientale. Intitolato (probabilmente) con un titolo ironico e accattivante come da tradizione del gruppo, Ricordati il Bonsai porta i beniamini del Teatro della Tradizione Lombarda in un contesto completamente nuovo: il Giappone.

    LO SPETTACOLO: “RICORDATI IL BONSAI”
    Durante un normale pomeriggio di “chiacchiere da cortile”, Carmela propone alla famiglia Colombo una strana missione: partire per il Giappone per prendersi cura di uno sconosciuto in cambio di una ricca eredità. La tentazione di diventare ricchi e il legame con l’amica li spingono ad accettare.
    Il viaggio in Giappone diventa il pretesto per nuove gag, travestimenti improbabili, fraintendimenti culturali e una serie di riflessioni – ovviamente in chiave comica – su chi siamo, da dove veniamo e quanto, alla fine, il nostro cortile resti il posto più straordinario di tutti.

    Come sempre, lo stile inconfondibile de I Legnanesi garantisce al pubblico uno spettacolo coinvolgente e spassoso, tra scenografie curate, costumi iconici e personaggi irresistibili.

    «Non dimenticare il bonsai è come dire: non dimenticare le piccole cose, perché spesso sono quelle che fanno la differenza. E noi, di piccole grandi storie, ne raccontiamo da sempre», afferma Antonio Provasio, interprete e regista.

    INFORMAZIONI
    Date e orari:
    • Sabato 20 settembre 2025, ore 20.45
    • Domenica 21 settembre 2025, ore 16.00
    Prezzo biglietti:
    • Posto unico €40
    Luogo:
    Teatro Giuditta Pasta – Via I Maggio, Saronno (VA)
    Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli
    Direzione artistica della stagione: Andrea Chiodi

    CREDITI SPETTACOLO
    RICORDATI IL BONSAI

    con Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Italo Giglioli
    testi di Mitia Del Brocco
    scenografia, musiche e costumi: Enrico Dalceri
    una produzione CHI.TE.MA.
    spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli

  • La salute corre con “CorriPavia Half Marathon”

    La salute corre con “CorriPavia Half Marathon”

    Poco meno di un mese alla CorriPavia Half Marathon di domenica 12 ottobre, manifestazione organizzata da ASD Atletica 100 Torri Pavia sotto il patrocinio e con la collaborazione del Comune di Pavia, ad altissimo potenziale inclusivo grazie alla possibilità di partecipare anche alle distanze non competitive 10k, Mini CorriPavia Family Run e Mini CorriPavia Trofeo Scuole.

    L’alta qualità dell’evento è confermata anche dalla sua selezione per l’assegnazione del titolo di Campione Provinciale Fidal Pavia Mezza Maratona Assoluti e Master. CorriPavia Half Marathon, inoltre, è l’occasione per una speciale classifica per somma dei tempi ottenuti in occasione della Corri Battaglia del 30 marzo 2025, con premi ai primi 10 assoluti.

    CorriPavia e salute: la partnership con ordine TSRM/PSTRP
    Una grande novità di questa edizione è rappresentata dalla partnership con l’Ordine Professionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM/PSTRP) di Pavia, oltre un centinaio quelli che saranno presenti alla manifestazione anche in qualità di atleti, distribuiti su tutte le distanze. Con le adesioni ancora in corso, il gruppo più numeroso è quello dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM e PSTRP), seguito dagli atleti dell’Ordine della Professione Ostetrica, dell’l’Ordine dei Fisioterapisti e, a chiudere le fila, quelli dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche.

    “Ogni anno ci riuniamo per confrontarci con gli altri Ordini Professionali” – ha esordito la Dr.ssa Susanna Verlini, Presidentessa dell’Ordine dei Fisioterapisti di Pavia e provincia. “Lo scorso mese di giugno abbiamo partecipato ad un torneo di Beach Volley, successivamente, il Vicepresidente dell’Ordine TSRM-PSRT Dott. Lorenzo Spagnolo ci ha messi a conoscenza della possibilità di partecipare alla CorriPavia, un evento dove ciascuno può trovare la propria distanza in base al proprio grado di allenamento. In particolare, per noi dell’Ordine dei Fisioterapisti, partecipare a questa manifestazione rientra nel programma della Federazione Nazionale Ordine Fisioterapisti Italiani – FNOFI «Il movimento che non si ferma» per celebrare la Giornata Mondiale della Fisioterapia”.

    Un numero di atleti affiliati a TSRM-PSRT che gratifica gli attori coinvolti nell’organizzazione ma che, dato l’entusiasmo nelle adesioni, potrebbe essere il primo passo di una collaborazione lunga e produttiva. “La scelta di partecipare alla CorriPavia, nata grazie alla fruttuosa collaborazione con Franco Corona, organizzatore dell’evento, è dettata anche dalla nostra esperienza, abbiamo potuto constatare che gli eventi sportivi hanno un altissimo potenziale aggregativo e, quindi, avremo l’occasione di confrontarci tutti noi rappresentanti e associati dei diversi Ordini”, ha aggiunto la Dr.ssa Verlini.

    Tra gli obiettivi della partecipazione, anche quello di svolgere un ruolo di educazione ed informazione verso i cittadini.

    “Nel weekend dell’evento, nella zona dedicata al ritiro pettorali ci sarà uno stand informativo presidiato da rappresentanti dei diversi Ordini Professionali. Invitiamo tutti i cittadini a farci visita, siamo a loro disposizione per informazioni”, ha concluso la Dr.ssa Verlini.

    Le altre iniziative per la salute: progetto CNAO
    Anche quest’anno la CorriPavia accende i riflettori su importanti temi di salute. Iscrivendosi alla competizione, sarà infatti possibile decidere di fare una donazione al progetto “Sessualità e cancro: PAROLE CHE CURANO”, nato dalla collaborazione tra Fondazione CNAO e Mamanonmama APS, insieme alle principali strutture ospedaliere di Pavia: un’iniziativa che rappresenta una risposta concreta a un bisogno clinico e sociale sempre più evidente.

    Le altre iniziative per la salute: ATS Pavia, screening oncologici
    Grazie alla collaborazione con ATS Pavia, domenica 12 ottobre, saranno presenti, in apposito stand posto nei giardini del Castello, degli operatori che informeranno i partecipanti sull’importanza della cultura della prevenzione nella battaglia contro i tumori.

    Riepilogo gare
    Gare per tutti grazie a tre distanze, la mezza maratona, che assegna i titoli di Campione Provinciale Fidal Pavia Mezza Maratona Assoluti e Master, e le manifestazioni non agonistiche sulla distanza di 10 km, Mini CorriPavia Family Run e Trofeo Scuole 3 km, che vede la partecipazione gratuita di alunni, personale docente ed ATA, queste ultime aperte a tutti senza obbligo di tesseramento e certificato medico agonistico. L’evento è gemellato con la Corri Battaglia del 30 marzo 2025, saranno assegnati premi dedicati ai primi 10 assoluti della speciale classifica ottenuta sommando i tempi della CorriPavia Half Marathon con quelli ottenuti in occasione della Corri Battaglia di Pavia.

    Iscrizioni
    Le iscrizioni alla CorriPavia Half Marathon (Regolamento QUI) sono aperte sul sito fino alle ore 23:59 di mercoledì 8 ottobre, CLICCA QUI. Le iscrizioni alla CorriPavia 10 km (Regolamento QUI) sono aperte sul sito fino alle ore 23:59 di giovedì 9 ottobre, CLICCA QUI. Con l’iscrizione alla CorriPavia Half Marathon e 10k si ha diritto a T-shirt e medaglia.

    Le iscrizioni alla Mini CorriPavia Family Run (Regolamento QUI) sono attive sul sito fino alle ore 23.59 di martedì 7 ottobre alla quota di € 5.00 Le iscrizioni sono gratuite per i minori di 12 anni. In caso di disponibilità di pettorali, sarà possibile iscriversi alla 10K ed alla Mini CorriPavia Family Run anche nei giardini del Castello Visconteo sabato 11 dalle 15.00 alle 18.00 e domenica 12 fino alle ore 9.00 o fino al raggiungimento della quota massima di partecipanti. Con l’iscrizione alla Mini CorriPavia Family Run si ha diritto alla medaglia.

    Le iscrizioni a Mini CorriPavia Trofeo Scuole (Regolamento QUI) per i soli alunni ed il personale scolastico devono avvenire entro le ore 23:59 di martedì 7 ottobre esclusivamente inviando una email a lauraturpini@libero.it. Le iscrizioni sono gratuite per alunni e personale scolastico, fino al raggiungimento della quota massima di partecipanti. I genitori interessati a partecipare alla “classifica dei genitori” dovranno iscriversi alla Family Run entro le 23:59 del 7 ottobre 2025 online sul sito.

    Fino alle 19.00 di martedì 7 ottobre sarà possibile iscriversi alla CorriPavia 10k, alla Mini CorriPavia Family Run e per partecipare alla classifica genitori della Mini CorriPavia Trofeo Scuole anche presso i negozi: Remax – Agenzia Immobiliare Pavia, Strada Nuova n. 5/A e Corso Alessandro Manzoni n. 18; Decathlon – San Martino Siccomario, Strada Provinciale Per Mortara, 3-5, 27028 – San Martino Siccomario (PV) e Sweet Pavia by Clenzi, Strada Nuova n. 2, Pavia. Chi si iscriverà presso il negozio Decathlon riceverà in omaggio una sacca per scarpe. Medaglia per tutti e premi in materiale sportivo/buoni acquisto alle prime tre scuole elementari/medie.

  • Lega in Consiglio regionale: “Chiesto minuto di silenzio per Charlie Kirk. Vergogna il no del Parlamento europeo”

    Lega in Consiglio regionale: “Chiesto minuto di silenzio per Charlie Kirk. Vergogna il no del Parlamento europeo”

    “Come Gruppo Lega in Consiglio regionale abbiamo chiesto all’Ufficio di Presidenza di prevedere nella seduta di domani un minuto di silenzio in onore di Charlie Kirk, vilmente assassinato a 31 anni mentre dialogava con gli studenti in un campus universitario nello Utah. È un atto di rispetto dovuto a un uomo di 31 che ha pagato con la vita la propria coerenza, diventando simbolo della battaglia per la libertà di pensiero e di parola”.

    “Troviamo vergognoso e indegno che il Parlamento europeo non abbia concesso lo stesso gesto di pietà e riconoscimento. È il segno evidente di un clima di odio crescente che non si ferma nemmeno di fronte a un assassinio politico, un atteggiamento che alimenta divisioni e intolleranza invece di sanarle”.

    “La Lombardia non può restare indifferente di fronte a questa ondata di odio: il nostro minuto di silenzio sarà un segno chiaro di rispetto e memoria, ma anche un messaggio di libertà, coraggio e identità.”

    Lo annuncia Alessandro Corbetta capogruppo della Lega in Regione Lombardia.

  • Milano, si getta dal balcone e travolge una passante: muore 83enne

    Milano, si getta dal balcone e travolge una passante: muore 83enne

    Una tragedia si è consumata nella serata di domenica 14 settembre in via Fratelli di Dio, nel quartiere Baggio a Milano. Un uomo di 70 anni, mentre tentava di togliersi la vita lanciandosi dal balcone del suo appartamento al quarto piano, è precipitato nel cortile interno e ha colpito una passante, la 83enne Francesca Manno, che è morta sul colpo.

    L’allarme è scattato intorno alle 18:00: sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 e i carabinieri del Nucleo Radiomobile e della stazione San Cristoforo per i rilievi. I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna; l’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda con fratture ma, secondo quanto riportato, è rimasto cosciente e non sarebbe in pericolo di vita.

    Dalle verifiche dei militari è emerso che non sussisteva alcun rapporto fra i due: l’uomo si sarebbe lanciato da solo e la caduta ha colpito la vicina che in quel momento stava passando nel cortile. Per questo motivo il 70enne è stato denunciato in stato di libertà per omicidio colposo.

    Le forze dell’ordine proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

  • “MilanoVapore&MilanoSweek– Euritmia”: appuntamento mercoledì 17 settembre

    “MilanoVapore&MilanoSweek– Euritmia”: appuntamento mercoledì 17 settembre

    Una giornata unica, un evento speciale. Euritmia si rinnova e si concentra in una serata conviviale che fonde arte, pensiero, relazione. Un’occasione per guardare al futuro di Milano con lo sguardo degli artisti e la voce dei protagonisti istituzionali e civici, tra installazioni e parole, visioni e la creatività.

    Organizzato da: MilanoVapore, MilanoSweek, con la collaborazione delle associazioni Minerva e Ciclo d’Arte.

    Sponsorizzato da: Ludân biotechnology, PFE (Navest Servies Industries).

    Con i patrocini di: Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e del Comitato M’impegno.

    PROGRAMMA
    Mercoledì 17 settembre, dalle 17:30 alle 22:30, prende vita EURITMIA – Dove l’arte suscita empatia proiettata verso il futuro – presso il Circolo De Amicis, in via Edmondo De Amicis 17, a Milano.
    17:30 – Preview Mostra. Apertura del percorso espositivo sul tema “Empatia e Futuro d’Europa”. Un “parlato conviviale” ispirato da MilanoSweek: breve, efficace, orizzontale.
    20:30 – Cena e dibattito Cross Vision sulla next Milano 2035. Nessun palco, nessun convegno. Solo presenza, visione e buon cibo. L’atmosfera è quella di una serata culturale rilassata ma stimolante, in stile “salotto all’aperto”.
    21:45 – 22:30 Asta benefica delle opere d’arte dei partecipanti ad EURITMIA e Premio d’Arte EURITMIA. Che saranno devolute alla Fondazione Andrologia Pediatrica e Dell’adolescenza per aiutare la prevenzione e l’attenzione sulle cause dell’impotenza dell’adolescenza.
    OGGETTO:
    “L’obiettivo”, dice Giampaolo Berni Ferretti, Presidente dell’ Associazione Milano Vapore e consigliere di Municipio 1, “è ricercare una sintesi armonica tra sviluppo urbano, identità culturale e coesione sociale, immaginando insieme un futuro sostenibile per la città, sia dal punto di vista culturale che civile.”
    “Perché Milano? Come ci ricordava Carlo Cattaneo: “Hanno talune città un tempo di fortuna, ma poi decadono, senza più risorgere. Altre città, dopo qualsiasi lutto, risorgono sempre a novelle grandezze… tra siffatte città è Milano” (C. Cattaneo, Dell’insurrezione di Milano 1848 e della successiva guerra. Memorie; Feltrinelli; aprile 2021, p. 111). Questa frase del Cattaneo ci ricorda come il modello Milano realizzato da Gabriele Albertini abbia permesso alla città di reinventarsi in quello che è adesso e che dobbiamo continuare a volere una città che al di là delle ombre sulla gestione dell’Urbanistica di questi giorni possa tornare a correre”.

    Un luogo dove l’arte suscita empatia proiettata verso il futuro. EURITMIA – Europa / Regione Lombardia / Italia / Milano / Arte

    TRA GLI OSPITI CONFERMATI:
    Numerose le personalità istituzionali invitate,

    Sergio Scalpelli – Coordinatore milanese de Il Riformista,

    Cristina Rossello- Parlamentare,

    Stefano Maullu – Parlamentare, Pierfrancesco Maran- Europarlamentare,

    Silvia Sardone – Europarlamentare,

    Gianluca Comazzi – Assessore Regione Lombardia

    Francesco Vassallo – Vice Sindaco della Città Metropolitana

    Alessia Del Corona – Vice Presidente Municipio 1,

    Emmanuel Conte – Assessore Comune di Milano,

    Gabriele Albertini – già Sindaco di Milano.
    La serata sarà introdotta da Giampaolo Berni Ferretti -Presidente Milano Vapore
    e Francesco Gervasio -Presidente del Circolo Navigli, Artisti e Patriottica
    moderata da Pasquale Maria Cioffi e Silvia Pezzulo di MilanoSweek.

    GIURIA D’ECCEZIONE PER IL PREMIO EURITMIA
    Francesco Garofalo – Presidente Minerva, critico d’arte,

    Simona Gervasio – Curatrice d’arte e banditrice d’asta,

    Marcella Caradonna – Presidente Ordine Commercialisti Milano,

    Antonino La Lumia – Presidente Ordine Avvocati Milano,

    Achille Colombo Clerici – Presidente Assoedilizia
    Roberto Ardizzone – Editore Globe Today,

    Carmelo Iannicelli – Consigliere Tesoriere Ordine degli ingegneri Milano,

    Lali Panchulidze – Giornalista stampa estera settore cultura,

    Giampaolo Berni Ferretti – Presidente Milano Vapore

    Alena Afanaseva – Curatrice Ciclo d’Arte,

    Carmelo Ferraro – Presidente di Mi’mpegno.

  • Stress e intestino: un legame che pesa sulla salute delle donne

    Stress e intestino: un legame che pesa sulla salute delle donne

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Una nuova ricerca dell’Osservatorio Yakult svela lo stretto legame tra benessere psico-fisico e salute intestinale. Da un’indagine commissionata da Osservatorio Yakult ad AstraRicerche, emerge che il 57% delle donne si ritiene spesso stressata, contro il 44% degli uomini.
    Le donne si fanno carico degli impegni privati e familiari più degli uomini (64% vs 42%) e sono più sensibili a preoccupazioni “pubbliche” come guerre, criminalità, inflazione o
    instabilità politica. I disturbi intestinali interessano più le donne che gli uomini (54% vs 37%) e le prime sono più consapevoli dell’esistenza del legame tra intestino e cervello (asse intestino-cervello): il 44% afferma che il proprio intestino influenza sia il benessere generale sia l’umore; il 40%
    ritiene che lo stato mentale incida direttamente sulla salute intestinale.
    La nuova ricerca dell’Osservatorio Yakult, condotta da AstraRicerche, istituto italiano indipendente di ricerche di mercato, fotografa un Paese affaticato, con un forte divario di genere nel carico mentale e fisico. Solo il 41% delle donne si dichiara soddisfatta della propria vita.
    La ricerca è stata presentata in anteprima al Tempo delle Donne, la festa-festival di Corriere della Sera, nel live talk “La pancia lo sa” a cura della giornalista e saggista scientifica Eliana Liotta e commentata da Cosimo Finzi, Direttore di AstraRicerche, Silvio Danese, Direttore di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva all’IRCCS Ospedale San Raffaele, e Michela Matteoli, Direttrice del programma di Neuroscienze presso l’Istituto Clinico Humanitas e Docente Ordinario di Farmacologia ad Humanitas University.
    Dall’indagine – condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni per sesso, età, area geografica – emerge che nel 2025 quasi la metà degli intervistati sta “così così”.
    Solo il 44,9% si è detto soddisfatto e questa percentuale scende ulteriormente se si guarda alle donne, dove solo il 42% ha vissuto un anno positivo, contro il 48% degli uomini. Con una forbice che si allarga a 47% (donne) vs 58% (uomini) nella fascia d’età più giovane che va dai 18 ai 29 anni. La percezione del cambiamento rispetto all’anno precedente conferma un quadro diviso: se da un lato il 31,4% degli italiani dichiara un miglioramento, dall’altro il 26,4% ha sperimentato un peggioramento, con una tendenza più marcata tra le donne (29% rispetto al 24% dichiarato dagli uomini).
    “Insieme a Osservatorio Yakult abbiamo voluto misurare il benessere reale, quello vissuto nella quotidianità, dentro le case e le teste delle persone. E ciò che emerge è il crescente disequilibrio tra uomini e donne, soprattutto fra le più giovani” – afferma Cosimo Finzi. “Le donne lavorano “ufficialmente” meno ore, ma si fanno carico di gran parte delle responsabilità domestiche e familiari. Questo si traduce in più stress, meno tempo per sè e una percezione di benessere inferiore”.
    Quando gli intervistati sono chiamati a valutare il proprio livello di impegno domestico e familiare, il 64% delle donne dichiara un impegno domestico medio-alto, contro il 42% degli uomini, con un picco nelle 40-49enni del 72% (vs il 40% per i coetanei maschi). Cucinare, pulire casa, occuparsi dei figli sono attività che spesso non sono una scelta ma una necessità, comportando un significativo livello di preoccupazione.
    Ma le ansie femminili non sono solo relative alla sfera privata e familiare. I livelli di preoccupazione tra le donne sono infatti molto elevati, sia per quanto riguarda la propria cerchia affettiva (ad esempio per la salute o la stabilità economica dei propri cari), sia per dinamiche esterne come guerre, criminalità, inflazione o instabilità politica. L’indice di “preoccupazione pubblica” è significativamente più alto nelle donne (43%) che negli uomini (32%), confermando una maggiore esposizione emotiva al contesto sociopolitico. Le conseguenze si osservano in maniera chiara sul piano emotivo e psicologico: il 57% delle donne afferma di sentirsi spesso stressata, contro il 44% degli uomini.
    Silvio Danese commenta: “Intestino e stati d’animo possono inquinarsi reciprocamente. Infatti, gli scambi lungo l’asse intestino-cervello avvengono tramite ormoni, ma in gioco entrano anche il sistema immunitario e il microbiota enterico, il popolo di microrganismi che abita nel profondo delle viscere. In effetti, l’intestino è tappezzato da migliaia di neuroni, le stesse cellule nervose dell’encefalo, che comunicano attraverso gli impulsi elettrici”. Sul piano della salute intestinale solo 4 intervistati su 10 si dicono soddisfatti (salute buona o ottima) e gli uomini superano le donne (43% vs 39%) in questa affermazione. Il 44% delle donne è consapevole che il proprio intestino influenza il benessere generale e l’umore. E il 40% di esse ritiene che anche lo stato mentale influenzi direttamente la salute intestinale. Tuttavia, solo il 32% degli italiani si sente ben informato sull’intestino, e appena il 18% conosce il concetto di asse intestino-cervello.
    L’indice di problemi intestinali è medio/alto per le donne (54%, mentre per gli uomini si attesta al 37%) e il 33% delle intervistate afferma che l’intestino è spesso dolorante (vs 27% degli uomini), ma soprattutto le donne sono consapevoli che intestino e cervello si influenzano reciprocamente: affermazione vera per il 78,7% degli intervistati, con una comprensione nettamente maggiore nelle donne (85%) rispetto agli uomini (72%).
    Aggiunge Michela Matteoli: “Negli ultimi anni, varie ricerche hanno ipotizzato che la composizione del microbiota intervenga nello sviluppo dei disturbi neurodegenerativi. Mangiare verdura, frutta, legumi e cereali integrali, come suggerisce la dieta mediterranea, è fondamentale per rifornire di fibre la parte a noi favorevole dei batteri con cui conviviamo”. Solo il 32,4% ritiene di conoscere bene l’intestino e il suo funzionamento: un dato molto inferiore ad altri organi del nostro corpo; presso gli uomini la conoscenza non supera il 28% (donne 37%), la GenZ si ferma al 29%. Il 64,7% degli intervistati, infine, afferma di volerne sapere di più sull’intestino e sul suo impatto sulla salute.
    “I risultati della ricerca parlano chiaro: serve più consapevolezza e conoscenza” – conclude Arianna Rolandi, Direttrice Science and Corporate Communication di Yakult Italia. “Osservatorio Yakult persegue l’obiettivo di intercettare i bisogni emergenti legati al benessere psico-fisico delle persone.
    Questo ci consente di sviluppare progetti e azioni concrete di educazione alimentare e stili di vita sani.
    Al centro della nostra attenzione, l’asse intestino-cervello e la salute del microbiota intestinale, entrambi preziosi alleati del benessere mentale e fisico”.
    -foto ufficio stampa Yakult-
    (ITALPRESS).

  • Suonare con Fabrizio Bosso e Francesco Marsigliese, due grandi della tromba, a Busto Garolfo il 21 settembre

    Suonare con Fabrizio Bosso e Francesco Marsigliese, due grandi della tromba, a Busto Garolfo il 21 settembre

    Torna per il secondo anno a Busto Garolfo la giornata di prove aperte di tromba nell’ambito di TromBusto.

    Sabato 21 settembre la sala don Besana della Busto Garolfo e Buguggiate in via Manzoni, 50 ospiterà una giornata interamente dedicata ai trombettisti di ogni età e livello, culminante in un concerto gratuito aperto a tutti con ospiti d’eccezione: la Big Band dell’Esercito Italiano con il celebre solista Fabrizio Bosso.

    La formula resta fedele allo spirito che ha fatto innamorare i partecipanti lo scorso anno, quando settanta trombe si erano ritrovate per un emozionante concerto collettivo.

    A guidare i lavori delle prove aperte sarà Fabrizio Bosso con Francesco Marsigliese, luogotenente dell’esercito italiano a cui si aggiunge l’apporto prezioso del maestro Tiziano Codoro, che ha curato le trascrizioni dei brani adattandoli ai diversi livelli dei partecipanti. «Le parti, adattate al livello raggiunto da ognuno nello strumento vengono inviate con anticipo – spiegano gli organizzatori– così tutti possono arrivare pronti e affrontare le prove con maggiore serenità». Il programma della giornata prevede il ritrovo dei musicisti alle 9.30, con inizio delle prove alle 10.

    Si lavora sui brani che verranno eseguiti nel pomeriggio, sotto la guida dei maestri, in un clima di amicizia e incoraggiamento. Non mancano momenti conviviali, come il pranzo collettivo organizzato grazie al supporto del circolo locale, con lunghe tavolate che favoriscono lo scambio tra appassionati, professionisti e amatori. L’obiettivo è sia didattico che umano: far incontrare musicisti, creare amicizie, rievocare ricordi condivisi. «Non è la classica masterclass – spiega Angelo Zanzottera, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo, che con la collaborazione del produttore di trombe Angelo Pinciroli, ha organizzato la manifestazione – è un’esperienza democratica, dove si suona, si prova, si sogna insieme, dirige il tutto Francesco Marsigliese, mentre Bosso non manca di consigliare ma vuole restare il trombettista in mezzo ad altri trombettisti. Ed è quello che tutti apprezzano: “nonostante fama e successo sta qui in mezzo a noi”». Il contributo richiesto agli iscritti serve unicamente a coprire le spese organizzative: una cifra simbolica rispetto ai costi abituali di una lezione con professionisti di questo calibro.

    Il pomeriggio prosegue con le ultime rifiniture, poi alle 17 sulla piazza sede della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate il concerto della Big Band dell’Esercito Italiano con Fabrizio Bosso, che proporrà un programma dedicato alla storia delle big band e dello swing, già applaudito in festival prestigiosi come Umbria Jazz e Roccella Ionica. L’ingresso è libero a conferma della volontà di rendere la musica un bene condiviso, anche grazie al supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate sponsor di TromBusto, assieme a Ccr Insieme Ets, braccio operativo della banca che si occupa della gestione della muta di comunità dei soci. «La musica è un linguaggio universale che riesce ad abbattere ogni barriera. Nelle note che si intrecciano non ci sono razze, culture, età, religioni o differenze di genere: c’è solo la gioia di condividere un’emozione. Sostenere iniziative come TromBusto significa credere in un’idea di comunità in cui l’amicizia nasce dalla passione comune e diventa un ponte tra persone diverse. È questo il valore che come Bcc vogliamo promuovere: la musica come strumento di incontro, di dialogo e di crescita reciproca, capace di unire le generazioni e di farci sentire parte di qualcosa di più grande», ha dichiarato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

    Gli iscritti lo scorso anno sono arrivati da tutta Italia: dal giovanissimo di 10 anni da Livorno all’instancabile Lalo, 86 anni e tre matrimoni, che non ha mai smesso di suonare la tromba. Lo spirito che anima TromBusto è proprio questo: riunire generazioni diverse sotto il segno della passione per la musica, senza barriere di età o esperienza. «Dietro la semplicità della giornata – spiega Zanzottera– c’è un lavoro di mesi, con tanta amicizia e rispetto: sono questi i valori che tengono in piedi tutto».

    TromBusto e la prove aperte sono organizzati dalla Pro Loco di Busto Garolfo con il supporto del produttore di tombe Angelo Pinciroli. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Busto Garolfo e il sostegno della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insieme Ets, braccio operativo della banca che gestisce la muta di comunità dei soci della banca.

  • Scatta “L’ORAZERO IN TOUR”, Renato Zero da gennaio in concerto nei palasport

    Scatta “L’ORAZERO IN TOUR”, Renato Zero da gennaio in concerto nei palasport

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Fresco di release del suo ultimo singolo “Senza”, e in attesa di festeggiare il compleanno -che cadrà il 30 settembre- sulle note delle 19 tracce del nuovo album “L’Orazero”, in uscita per Tattica il 3 ottobre e disponibile da oggi in pre-order e pre-save, Renato Zero fa partire ufficialmente il conto alla rovescia per la sua nuova grande avventura live. Annunciate oggi le prime 23 date della nuova tournée che da gennaio ad aprile 2026 animerà i principali palasport italiani. Si parte il 24 gennaio da Roma, la sua città, con una catena di sei appuntamenti che lo vedrà live sul palco del Palazzo dello Sport, per proseguire poi a Firenze (Nelson Mandela Forum), Torino (Inalpi Arena), Mantova (Palaunical), Conegliano (Prealpi San Biagio Arena), Bologna (Unipol Arena), Pesaro (Vitrifrigo Arena), Eboli (Palasele), Bari (Palaflorio) e Messina (Palarescifina).

    -Foto ufficio stampa Goigest-

    (ITALPRESS).

  • Giuseppe Maggiolini: il maestro dell’intarsio

    Giuseppe Maggiolini: il maestro dell’intarsio

    La fortuna che, come si sa, è cieca e distribuisce i suoi doni a casaccio, e quel lontano giorno del 1765 salì in carrozza a Lainate, assieme al marchese Litta e al pittore Giuseppe Levati, e con loro raggiunse il monastero cistercense di Parabiago, dove il gentiluomo si stava recando per far visita ad un parente.

    Usciti dal convento i due vollero visitare la parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio, dopodiché continuarono il loro giro passeggiando nel centro del paese sino a giungere all’inizio di via Santini. Proprio lì aveva la sua bottega di falegname Giuseppe Maggiolini, che davanti al suo laboratorio aveva messo ad asciugare al sole alcuni mobili intarsiati. Sarà stata la finezza dell’intaglio, saranno state le bellissime sfumature di colore delle tarsie o il disegno o la linea, fatto sta che il Levati capì subito di essere di fronte a lavori di eccezionale qualità, tanto che, fattolo notare al marchese, decise di entrare per conoscere l’autore di tali pregevoli pezzi e, per essere sicuro di non essersi sbagliato, commissionò all’artigiano un comò di cui avrebbe fornito il disegno.

    Quella fortuita passeggiata cambiò il destino di Giuseppe Maggiolini che, da falegname di umili origini, divenne ben presto uno dei più famosi maestri dell’intarsio, annoverando tra i suoi clienti famiglie quali i Melzi d’Eril, i Borromeo, i Belgioioso, i Pallavicini, i Visconti di Modrone (solo per citarne alcuni) e, nientemeno che l’arciduca Ferdinando, figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria; ma vediamo di frugare nel suo privato, al fine di poter disegnare un ritratto del grande artista.

    Figlio di Caterina Cavalleri e di Gilardo Maggiolini, Giuseppe venne al mondo il 13 novembre del 1738. Suo padre, originario del lago di Como, si era trasferito presso il convento dei monaci cistercensi di Parabiago quando questi l’avevano assunto come massaro e guardaboschi alloggiando tutta la famiglia in una casa addossata alla chiesa della Madonna di Dio il Sa; il piccolo Giuseppe crebbe così all’ombra del convento ricevendo una severa educazione cristiana e lavorando la terra, ma ben presto scoperse che la sua vera passione erano i lavori di falegnameria e, mentre il ragazzo apprendeva il mestiere dal falegname del convento, don Antonio Maria Caldiroli, professore di letteratura del collegio Cavalleri si prese a cuore le sorti di Giuseppe che, nel frattempo, era rimasto orfano di entrambi i genitori, tanto che decise di impartirgli lezioni di disegno architettonico e di ornato, che gli sarebbero state utili per la futura professione.

    La mancanza di una famiglia, la solitudine ed anche il bisogno d’affetto, furono probabilmente i motivi che lo spinsero, seppur giovanissimo, a chiedere la mano di Antonia Vignati, una governante che si occupava della biancheria del convento. I due si sposarono il 26 gennaio 1757: lui aveva diciannove anni, e lei trenta. Il pranzo di nozze consistette in una polenta conciata con latte e formaggio, mangiata dalla sposa con la forchetta che si era portata in dote, e dal Maggiolini col compasso, dal momento che non possedeva forchette. Ma questo inizio sottotono non demoralizzò il giovane falegname che, l’anno seguente, affittò proprio quella casetta in via Santini, dove sette anni più tardi la fortuna l’avrebbe baciato tramite le labbra del pittore Levati.

    Quest’ultimo in quel periodo stava lavorando, insieme ad un’èquipe di artisti, alla ristrutturazione del ninfeo della villa Litta di Lainate, luogo dove il Maggiolini consegnò il comò e fu lì che, strabiliato dalla bellezza del mobile, il noto pittore iniziò a presentargli i suoi famosi colleghi, conoscenze che gli aprirono molte porte, e se a queste aggiungiamo la protezione del marchese Giambattista Morigia, deputato alla corte dell’imperatrice Maria Teresa, il gioco è fatto.

    A partire dal 1765 Maggiolini cominciò a lavorare per la nobiltà e l’alta borghesia e nel 1772, in occasione dei lavori di restauro del Palazzo Reale di Milano affidati al celebre architetto Piermarini, fu addirittura incaricato della realizzazione di tutti i pavimenti in legno del palazzo e successivamente pure di quelli della Villa reale di Monza: e tanta fu la soddisfazione dell’arciduca Ferdinando, che gli conferì il brevetto di intarsiatore della Corte Arciducale. Le commissioni crebbero così tanto che il nostro Giuseppe aprì un laboratorio anche a Milano, dove lavoravano ben trenta operai, tra i quali anche suo figlio Francesco. Dalle sue botteghe uscivano letti, canterani, scrigni, specchiere, librerie, comodini, credenze, tavolini, secrétaires, tutti pezzi unici i cui disegni erano fatti da artisti quali il Levati, l’Albertolli, il Cantalupi e l’Appiani. I secrétaires erano addirittura personalizzati, tanto che solo il proprietario conosceva il marchingegno per aprirli. Maggiolini inventò anche il tavolino da letto, costruito a causa di una malattia che costrinse, per l’appunto a letto, l’arciduchessa Maria Beatrice d’Este, e tanto fu apprezzato per la sua comodità, che le ordinazioni cominciarono a fioccare.

    Ma perché piacevano così tanto i suoi mobili? Possiamo cominciare col dire che egli usava moltissime varietà di legni, si dice addirittura ottantasei, un campionario davvero eccezionale costituito da diverse qualità di ebano, acero, palissandro, ciliegio, bosso, tiglio, rovere, robinia, pioppo, pino, noce, mogano, pero, platano. Di questi legni usati sempre con la loro tinta naturale in un mirabile gioco di chiari e di scuri, solo i verdi, gli azzurri e il rosa pallido erano colorati artificialmente in quanto tali tinte non esistono in natura. E così, l’accostamento delle tarsie dava vita a mazzi di fiori, uccelli, insetti, figure cinesi, motivi persiani, turcheschi, soggetti esotici, quest’ultimi molto di moda all’epoca. Ma la sua bravura non consisteva solo nel saper accostare con maestria tarsie dalle sfumature ricercate, ma anche e soprattutto, nel creare con quei suoi tasselli, ognuno di dimensione diversa, un mosaico ligneo nel quale non c’erano né mastice, né filetti riempitivi, né impiallacciature, ma solo accostamenti perfetti. Erano i suoi, mobili neoclassici dalle linee pure e severe antitetici ai fronzoli e alle sinuosità inquiete e ridondanti del barocco e del rococò: erano mobili dalle proporzioni equilibrate.

    Il suo successo proseguì ininterrottamente per trent’anni, sino al 1796, quando con l’arrivo dei Francesi l’arciduca fu costretto ad abbandonare Milano. L’armata francese, insieme alle idee rivoluzionarie, portò la sua moda, i suoi mobili laccati, dorati, impiallacciati, ricchi di appliques di bronzo dorato, che ben presto invasero il nostro mercato, facendo perdere il gusto del lavoro italiano. Quel cambiamento di stile fece progressivamente calare le commissioni fatte al Maggiolini che, a malincuore, si vide costretto a licenziare un po’ della sua maestranza. Ma la fortuna non lo voleva proprio abbandonare; infatti, nel 1805, in occasione dell’incoronazione di Napoleone, fu chiamato ad eseguire in solo otto giorni una scrivania da mettersi nella sala imperiale. La sua bravura e la sua fama non passarono inosservate agli occhi dell’imperatore il quale, affidandogli nuovi incarichi gli aprì nuove porte sino alla sua dipartita, avvenuta nel novembre del 1814. La direzione passò allora al figlio Francesco, che ne continuò la tradizione per altri vent’anni, quando anch’egli passò a miglior vita. Oggi i mobili superstiti sono disseminati nelle più disparate collezioni museali e private italiane e straniere; e se qualcuno volesse vederne i disegni, la Civica raccolta Bertarelli che ha sede al Castello Sforzesco di Milano, ne possiede addirittura millesettecento.

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    Luciana Benotto

  • Un ritorno d’eccellenza: Nicola Gatta a Arluno con la Petite Boite, martedì 16 una grande serata di  ‘cibo vino’

    Un ritorno d’eccellenza: Nicola Gatta a Arluno con la Petite Boite, martedì 16 una grande serata di ‘cibo vino’

    L’attesa è finita! La Petite Boite di Arluno riparte con la stagione di degustazioni, pronta a stupire e a deliziare gli amanti del buon vino e della cucina. Per inaugurare in grande stile, la serata del 16 settembre 2025 sarà dedicata a un nome d’eccezione: Nicola Gatta, l’artigiano del vino di Gussago.

    Dopo un’estate di pausa, l’energia e la passione del team della Petite Boite sono più forti che mai. L’obiettivo è uno solo: offrire un’esperienza sensoriale indimenticabile, abbinando vini unici a piatti preparati con cura da Beatrice e Antonio. E quale miglior modo per ricominciare se non con una “certezza assoluta”?

    Protagonisti della serata saranno gli spumanti di Nicola Gatta, il “papà di Gussago”, noti per la loro meticolosa ricerca e l’affinamento che li rende vere e proprie gemme enologiche. L’altitudine di 400 metri a cui vengono coltivate le uve conferisce ai suoi vini una freschezza, una potenza e un’eleganza quasi introvabili. L’affinamento prolungato sui lieviti e l’uso sapiente delle barrique rendono ogni sorso un’esperienza a dir poco celestiale.

    Il menù, studiato per esaltare al meglio le caratteristiche degli spumanti, prevede:

    Bruschette con salsiccia di Bra ed erbette di campo

    Risotto con zucca di stagione ed erborinato di capra

    La Parmigiana di melanzane

    La degustazione sarà guidata da Fabio Menni, sommelier e relatore nazionale FISAR, che, insieme agli impareggiabili sommelier FISAR, vi accompagnerà in un viaggio alla scoperta di ogni sfumatura. L’entusiasmo di Beatrice, Simona e Antonio della Petite Boite, unito alla qualità delle loro proposte culinarie, promette di rendere la serata davvero speciale.

    Il costo della serata è di 40 Euro. Per chi non vuole perdersi nemmeno un istante di questa esperienza, l’appuntamento è alle 20:30 alla Petite Boite. E per i più puntuali, un benvenuto a sorpresa con una degustazione alla cieca. Un’occasione imperdibile per i “Gatta’s Lovers” e per chiunque voglia avvicinarsi a un’esperienza di gusto autentica e di alta qualità.

    Per le prenotazioni è possibile contattare Antonio al numero 3319113311.