Tag: salute

  • A Roma Congresso ‘Emergenza-Rianimazione’, simulazioni e manichini ‘hi-tech’

    A Roma Congresso ‘Emergenza-Rianimazione’, simulazioni e manichini ‘hi-tech’

    (Adnkronos) – Si terrà il 18 e 19 giugno al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma, il Congresso nazionale teorico-pratico 'Emergenza e rianimazione', ideato e diretto da Fausto D’Agostino, medico anestesista-rianimatore e fondatore del Centro Formazione Medica (Cfm). L’evento, accreditato con 15 crediti Ecm, si distingue nel panorama formativo nazionale per l’approccio integrato tra teoria, pratica e innovazione. Il programma si articola in due giornate: la prima sarà dedicata a sessioni scientifiche, tavole rotonde e relazioni cliniche, mentre la seconda si concentrerà esclusivamente sulla simulazione pratica ad alta fedeltà, rendendo il congresso un’occasione unica per l’aggiornamento professionale degli operatori dell’emergenza sanitaria. Simulazione avanzata e manichini di ultima generazione. "Punto di forza del congresso è l’impiego di manichini intelligenti di ultima generazione, in grado di riprodurre fedelmente condizioni cliniche critiche come arresto cardiaco, trauma grave, shock settico, crisi respiratorie e molto altro. Grazie alla presenza di skill station dinamiche, i partecipanti avranno la possibilità di cimentarsi in scenari realistici, con feedback immediati e supporto da parte di tutor esperti – sottolineano gli organizzatori – I manichini sono programmabili per simulare parametri vitali in tempo reale, risposte farmacologiche, alterazioni neurologiche e perfino interazioni verbali, offrendo un’esperienza formativa immersiva e tecnologicamente avanzata. Questo approccio, ispirato ai modelli della formazione aerospaziale, consente di affinare competenze critiche in un contesto controllato ma estremamente realistico". Alla guida scientifica del congresso c’è Fausto D’Agostino, da anni impegnato nella modernizzazione della formazione medica attraverso la simulazione clinica. La sua visione è chiara: “Formare significa preparare i professionisti alla realtà. E oggi la realtà si può simulare, studiare e affrontare prima che accada davvero". Sotto la sua direzione, il Cfm è diventato un punto di riferimento nazionale per la didattica innovativa nel settore dell’emergenza-urgenza, con un focus specifico sulla medicina pratica, la multidisciplinarietà e la centralità del paziente. Ospiti istituzionali. L’apertura del congresso vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, tra cui il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, introdotti dal giornalista Rai Gerardo D’Amico. I relatori del congresso sono esperti del settore e professori universitari: presidente onorario del Congresso è il professor Vito Marco Ranieri, professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione presso l’Università di Bari. Sarà presente anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, tra i principali riferimenti nazionali in ambito sanitario e scientifico.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cardiologi ospedalieri, Massimo Grimaldi nuovo presidente Anmco

    Cardiologi ospedalieri, Massimo Grimaldi nuovo presidente Anmco

    (Adnkronos) – Massimo Grimaldi, direttore della Struttura complessa di Cardiologia dell'Ospedale regionale 'Miulli' di Acquaviva delle Fonti (Bari), è il nuovo presidente dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) che in 3 giorni (15-17 maggio) ha riunito a Rimini oltre 5mila cardiologi per il 56esimo Congresso nazionale di cardiologia ospedaliera dell'Anmco. "Inizio il mio incarico facendo seguito al professor Fabrizio Oliva – le prime parole di Grimaldi – che ha condotto in maniera straordinaria la nostra associazione negli ultimi 2 anni, e continuerò sulla strada tracciata da lui e da Furio Colivicchi perché la forza dell’Anmco sta anche nell'armonia e continuità con cui lavoriamo insieme uno dopo l'altro". Si proseguirà "certamente con la ricerca, fiore all'occhiello della nostra società scientifica – ha assicurato il neo presidente di Anmco – Abbiamo a disposizione molti centri già formati per svolgere studi con grande accuratezza, e allargheremo maggiormente il nostro orizzonte alla prevenzione primaria, uscendo un pochino dagli ospedali per cercare di anticipare le malattie perché in questo campo a parità di energia spesa possiamo guadagnare moltissimo in termini di qualità e quantità di vita degli italiani” Al termine dei lavori Oliva, past president Anmco e direttore della Struttura complessa Cardiologia 1 dell'Ospedale Niguarda di Milano, ha così commentato: "E' stato un congresso di altissimo livello, dove si è discusso delle più rilevanti tematiche in abito cardiovascolare. Abbiamo presentato i dati dello studio 'Bring-up 3 Scompenso' e del progetto di ricerca clinica e formazione 'Bring-Up Prevenzione', due lavori – ha spiegato – di cui siamo molto orgogliosi, che confermano la qualità della cardiologia italiana e quanto la ricerca osservazionale della rete ospedaliera sia fondamentale per raggiungere grandi obiettivi di ricerca continuando a migliorare la qualità delle prestazioni cliniche per cambiare il futuro dei nostri pazienti". Infine Federico Nardi, presidente designato Anmco e direttore Struttura complessa Cardiologia Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Alessandra): "E' per me un privilegio avere questa opportunità in una società scientifica sempre più numerosa, coesa e con prospettive future sia per i giovani che per le giovani idee che porteremo avanti sul solco già ben tracciato dai nostri presidenti. La nostra associazione, come si è potuto vedere anche in quest'ultimo congresso, è viva, pulsante come i nostri cuori e protesa verso un futuro sicuro per i professionisti e i nostri pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • “Compiti delle vacanze, ogni anno 250 milioni buttati”. Veto assoluto dal pediatra

    “Compiti delle vacanze, ogni anno 250 milioni buttati”. Veto assoluto dal pediatra

    (Adnkronos) – "Ogni anno le famiglie italiane spendono un totale di 250 milioni di euro in libri per i compiti delle vacanze, con una spesa media di 40 euro ad alunno". Sono "soldi buttati" per il pediatra Italo Farnetani, storico paladino dell'estate libera da esercizi da svolgere e nozioni da apprendere: "Uno stress inutile e controproducente per i bambini e i ragazzi" che nei mesi di pausa dalla scuola dovrebbero avere un unico dovere: svagarsi, fare sport, divertirsi con genitori, parenti e amici, conoscere gente nuova e nuovi ambienti. In poche parole: riposare la mente e arricchirla con esperienze di vita. Mentre si avvicina l'ultima campanella, il medico rilancia il suo "veto assoluto ai compiti delle vacanze. Sempre e soprattuto al mare", dice all'Adnkronos Salute Farnetani, papà delle 'Bandiere Verdi' che contrassegnano le spiagge a misura di bimbo e torneranno a giorni a sventolare. E' atteso infatti per venerdì prossimo, 23 maggio, l'annuncio dei lidi vincitori per il 2025.  "Gli stessi soldi che ogni anno vengono spesi per i libri delle vacanze sarebbe più utile investirli in una pizza insieme, genitori e figli", sentenzia Farnetani, professore ordinario di Pediatria dell'università Ludes-United Campus of Malta. "Le vacanze estive senza pensieri, tantomeno didattici – spiega – sono necessarie per due motivi. Innanzitutto perché le temperature alte della bella stagione, oggi ancora più roventi complice il cambiamento climatico, sono incompatibili con l'apprendimento. E non è neanche giusto invitare allo studio nelle ore fresche – precisa l'esperto – perché al mattino l'organismo ancora non è in piena forma, specie sul piano del ragionamento".  La seconda ragione è che "bambini e adolescenti hanno bisogno di avere un tempo libero dagli impegni scolastici, sia per poter stare di più all'aria aperta – e si sa quanto sia importante il movimento, l'attività fisica – sia per arricchirsi di nuove esperienze. Devono esplorare l'ambiente, conoscere luoghi, situazioni e persone diverse. Anche con tutto questo i compiti delle vacanze sono incompatibili, oltre a essere controproducenti perché si rischia di prolungare lo stress dell'apprendimento. E' chiaro che il ruolo della scuola è fondamentale nella formazione dei giovani – chiarisce Farnetani – ma è opportuno che i ragazzi abbiano un periodo in cui possano svuotare la mente, azzerare gli impegni scolastici e coltivare quella che chiamiamo 'resilienza dalla fatica di imparare'". Una messa in modalità 'off' che, non si stanca di ripetere il pediatra, "è necessaria e imprescindibile".  "Il 23 maggio comunicheremo le nuove Bandiere Verdi che indicano le spiagge adatte ai bambini scelte dei pediatri", ricorda lo specialista. "Ecco, se i compiti delle vacanze sono sconsigliati sempre, durante la vacanza al mare sono vietatissimi – avverte – perché dobbiamo lasciare i bambini e gli adolescenti liberi di potersi immergere completamente nell'atmosfera marina, senza richiamo alcuno alla scuola. La vacanza al mare è" per Farnetani "una delle più grandi esperienze che può fare un minore, quindi per favore lasciamogliela vivere in piena libertà. Non solo sarà un arricchimento affettivo, ma sarà fonte di nuove esperienze che si riveleranno utili anche per facilitare il ragionamento quando, tornato a scuola, il bambino o adolescente sarà chiamato a capire nuove realtà".  "L'unico 'compito' che affido, la sola lezione che ammetto e che anzi consiglio è quella di nuoto", chiosa il pediatra. "Raccomando di promuovere l'attività fisica sempre e comunque, ma in particolare quando siamo al mare: preoccupiamoci che i bambini imparino a nuotare, a stare in acqua in sicurezza", è l'appello del medico. Farnetani ha condotto delle ricerche raccogliendo alcuni dati: "Solo il 30% dei minori sa nuotare in modo efficace", riferisce; "il 30% sa solo galleggiare, il 10% sa nuotare in piscina, ma non al mare, e il 30% non sa nuotare affatto. Cerchiamo allora di colmare questa lacuna", esorta l'esperto. "Non per allevare dei campioni di nuoto, ma per permettere ai ragazzi di vivere il mare in massima sicurezza. Questa – in conclusione – è l'unica lezione a cui i bambini devono assistere, l'unico compito delle vacanze ammissibile, consigliato e utile per la vita". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ricerca, Bernini: “Lavoro straordinario al Centro nazionale terapia genica e farmaci Rna”

    Ricerca, Bernini: “Lavoro straordinario al Centro nazionale terapia genica e farmaci Rna”

    (Adnkronos) – "Il core business di ricerca nei laboratori del Complesso Vallisneri dell'Università di Padova è rappresentato dalle terapie geniche e dai farmaci a tecnologia Rna. Apparentemente si parte dal Covid, ma si va ben oltre perché qui stanno sviluppando linee di cura per patologie oncologiche. Qui i ricercatori stanno facendo un lavoro straordinario in cui noi crediamo molto: si sviluppano le cure migliori per vivere più a lungo e meglio". Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca, durante la visita di questa mattina presso i laboratori del Complesso Vallisneri dell'Università di Padova, dove ha sede uno degli hub scientifici più avanzati del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci a Rna, rete di ricerca finanziata dal programma NextGeneration Eu (Pnrr Missione 4 – Istruzione e Ricerca), composta da 32 università e istituti di ricerca, 13 aziende private, oltre 1.000 scienziati, più di 500 nuovi ricercatori e dottorandi, di cui circa 200 operativi nell'ateneo patavino. (Video) "La ricerca è finanziata coi fondi del Pnrr e il professor Rosario Rizzuto, presidente del centro, ci ha tenuto sempre aggiornati sulle innovazioni tecnologiche che si stanno sviluppando. Stanno, inoltre, allargando la compagine dei soci, e stanno trovando imprese che credono e investono in questa realtà", ha sottolineato il ministro. (Video) —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Salute, il cardiologo: “Stress da finali sportive? Nel calcio mette a rischio le coronarie”

    Salute, il cardiologo: “Stress da finali sportive? Nel calcio mette a rischio le coronarie”

    (Adnkronos) – "Ogni situazione di stress emotivo importante, e lo abbiamo visto anche con la partita di Champions League tra Inter e Barcellona, può determinare effetti sull'apparato cardiovascolare con eventi sfavorevoli quali aritmie o aumento della pressione arteriosa. Soggetti con patologie cardiovascolari in essere o che abbiano un eccessivo spasmo delle coronarie, inoltre, possono andare incontro ad eventi anche più seri. Lo spasmo coronarico in determinate condizioni può infatti portare all'aritmia grave e all'infarto. In Inter-Barcellona, come per la partita del secolo Italia-Germania finita 4-3, quel livello di stress emotivo determina scariche adrenalina e cortisolo alle stelle, aritmie ed eventi cardiovascolari anche fatali". Così all'Adnkronos Salute Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore, a margine del 56esimo Congresso dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) che si chiude oggi a Rimini.
     "Ai tifosi esagitati il consiglio è di cercare di mantenersi tranquilli e di non farsi prendere dall'emotività", raccomanda Gabrielli che sulle finali degli Internazionali di Roma, con protagonisti Jasmine Paolini che nel pomeriggio affronta la statunitense Coco Gauff, e Jannik Sinner domani sera contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, precisa e rassicura: "Il tennis non innesca reazioni emotive come il calcio, non c'è da temere".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Salute, cardiologo Gabrielli: “Stili di vita scorretti, under 40 più a rischio cuore”

    Salute, cardiologo Gabrielli: “Stili di vita scorretti, under 40 più a rischio cuore”

    (Adnkronos) – "Stili di vita scorretti, una serie di abitudini sbagliate come il fumo, l'abuso di alcol e sostanze fino alle droghe, così come l'eccessivo consumo di energy drink, stanno mettendo a rischio la salute del cuore degli under 40. La fibrillazione atriale – se si escludono i soggetti con cardiopatie congenite e problemi cardiovascolari in essere – adesso è riscontrata anche nei giovani apparentemente sani, senza alcuna distinzione di genere". Così all'Adnkronos Salute Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore, a margine del 56esimo Congresso dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) che si chiude oggi a Rimini.
     Su "8.000-10.000 screening che noi effettuiamo ogni anno in Italia, dal 20 al 25% è rappresentato da under 40 – sottolinea Gabrielli – Di questo 25%, il 3-4% ha già problemi di fibrillazione atriale, che non è un dato normale", avverte. I più a rischio sono i "fumatori e le donne giovani che iniziano a fumare sono sempre di più".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Malattie rare, Sla: si è chiusa oggi a Jesi la conferenza nazionale di Aisla

    Malattie rare, Sla: si è chiusa oggi a Jesi la conferenza nazionale di Aisla

    (Adnkronos) – Due giornate intense, partecipate, autentiche. Si è concluso oggi, all'Hotel Federico II di Jesi, l'evento nazionale di Aisla, che ha riunito oltre 130 rappresentanti provenienti da tutta Italia tra presidenti di sezione, referenti territoriali, operatori, volontari e persone con Sla per una due giorni di formazione, confronto e democrazia associativa. Un momento che ha rafforzato il senso di appartenenza a una comunità che ogni giorno sceglie di esserci, con competenza, passione e responsabilità.  
    C'è un'Italia che cura, che ascolta e che non si tira indietro. Con queste parole – riporta una nota – si può racchiudere il senso più profondo della prima giornata della Conferenza nazionale Aisla 2025: un evento che ha dato voce a un'Italia generosa e competente, pronta a costruire, insieme, un sistema di cura più umano, equo e sostenibile. 'Aisla chiama a raccolta l'Italia della cura' non è stato solo un titolo evocativo, ma la dichiarazione d'intenti di un'alleanza concreta tra istituzioni, professionisti, famiglie, volontari e giovani, uniti dal desiderio di trasformare l'ascolto in azione. La giornata si è aperta con due momenti fortemente simbolici. 'Aisla Forma', all'Istituto Carlo Urbani di Porto Sant'Elpidio, ha portato la cultura della solidarietà tra i banchi di scuola. Non solo una lezione di scienza, ma un invito alla responsabilità comune civile. A seguire, 'Aisla Incontra' ha riunito in un'agorà partecipata i referenti associativi da tutta Italia, rinsaldando il senso di comunità e restituendo alla base associativa centralità e riconoscimento.  Nel pomeriggio, il confronto si è aperto alla società civile con la tavola rotonda 'Nuove prospettive normative e il Progetto di Vita', occasione di dialogo diretto con le istituzioni e gli esperti per affrontare le grandi sfide della disabilità e delle malattie neurodegenerative. Il concetto di Progetto di Vita è emerso come paradigma di un cambiamento necessario, fondato sulla persona e non solo sulla patologia. Sono intervenuti la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, la viceministra del Lavoro e Politiche sociali Maria Teresa Bellucci, il Garante Antonio Pelagatti, l'assessore regionale Filippo Saltamartini e il vicesindaco di Jesi Samuele Animali, tutti concordi nel riconoscere il "valore della corresponsabilità" e nel richiamare ad un "impegno condiviso tra pubblico e Terzo settore". Con loro anche Paolo Bandiera, direttore Affari generali di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), a testimonianza di una rete interassociativa sempre più forte e sinergica.  
    Fulvia Massimelli, presidente nazionale di Aisla, insieme a Pina Esposito, segretario nazionale Aisla, Paola Rizzitano, consigliere nazionale Aisla, e Alberto Fontana, segretario Centri clinici Nemo, ha dato voce al cuore dell'associazione, restituendo la profondità di un impegno quotidiano che si fa sistema, alleanza, rete. "Il diritto alla cura non può essere un privilegio né una lotteria territoriale: deve essere garantito, ovunque, a chiunque", hanno ribadito.  A seguire – prosegue la nota – due momenti particolarmente suggestivi. Il primo, di grande valore spirituale, è stato il ricordo di Armida Barelli, prima donna con Sla riconosciuta beata. Lo storico Ernesto Preziosi, suo biografo, ne ha tracciato un ritratto intenso e intimo, restituendo la forza generativa della sua testimonianza. Il secondo, fortemente simbolico, ha visto la creazione del 'Grande Albero della Vita', un'opera realizzata mano dopo mano dai volontari. Il messaggio impresso nel quadro gigante recita: "Ognuno di noi è unico e meraviglioso, ma insieme siamo un capolavoro". Un'immagine potente, che ha saputo raccontare lo spirito dell'intera conferenza. La giornata si è conclusa nel segno della meraviglia, grazie agli artisti dell'Ente Palio di San Floriano di Jesi che hanno donato ad Aisla uno spettacolo emozionante e generoso, tra sbandieratori, acrobazie aeree e giochi di fuoco. Un'esibizione che ha ricordato la magia del circo: quella capacità rara di incantare e unire, di far brillare gli occhi e scaldare il cuore. Un omaggio alla vita, nella sua forma più festosa e condivisa. La seconda giornata, oggi 17 maggio, si è chiusa con l'Assemblea nazionale dei soci Aisla, momento culminante della 2 giorni, non un atto formale – si precisa – ma un gesto di consapevolezza di comunità. Si è riflettuto sui risultati raggiunti, sulle sfide affrontate, e soprattutto sul futuro: un futuro che l'associazione sta costruendo anche grazie a una nuova soluzione digitale dedicata a persone con Sla e caregiver, che sarà disponibile entro l'autunno sugli store Google e Apple.  Durante l'assemblea è stato approvato il Bilancio consuntivo 2024 e presentato il Bilancio sociale, documento che racconta il senso e l'impatto delle azioni messe in campo da Aisla. Nel 2024 l'associazione ha garantito oltre 20mila interventi a favore di 2.145 persone con Sla, famiglie, caregiver, operatori sanitari e volontari. Grazie al sostegno di quasi 20.000, tra donatori e contribuenti del 5×1000, sono stati raccolti oltre 2 milioni di euro, di cui l'87% destinato alla missione associativa. Le 64 sedi territoriali hanno erogato quasi 8.000 servizi, con un incremento del 32% rispetto all'anno precedente. Il Centro di ascolto Aisla si conferma fulcro strategico, spazio di accoglienza e osservatorio dei bisogni reali.  Una rete che genera valore: Aisla – conclude la nota – continua a custodire e alimentare le alleanze fondative con Fondazione AriSla, principale ente italiano per il finanziamento della ricerca sulla Sla, e Fondazione Serena, ente gestore dei Centri clinici Nemo. Due esperienze nate per volontà associativa, che dimostrano come la co-progettazione sussidiaria sia un modello capace di produrre eccellenza e impatto reale. "Aisla è tutto questo: una rete che si rinnova ogni giorno, una comunità che cresce, un'organizzazione che sceglie di dare più tempo alla vita", chiosa Massimelli. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Palio di Legnano, bebè contradaioli in ospedale: stemmi sulle culle

    Palio di Legnano, bebè contradaioli in ospedale: stemmi sulle culle

    (Adnkronos) – Contradaioli in fasce all'ospedale di Legnano, la città del palio che dal 1935 commemora la battaglia combattuta il 29 maggio 1176 nei dintorni del comune dell'Alto Milanese fra le truppe della Lega Lombarda e l'esercito imperiale di Federico Barbarossa. Da quest'anno sulle culle dei bebè di maggio, quando l'intera città si anima in attesa della sfilata e della corsa ippica fissate per l'ultima domenica del mese, verranno apposti gli stemmi della contrada di famiglia. I genitori che lo desiderano potranno scegliere il simbolo (o i simboli) del cuore e imprimerlo sul cartoncino identificativo del figlio. Bimbi e bimbe affiliati dalla nascita a uno degli 8 stendardi che colorano Legnano, dividendola in altrettanti quartieri l'un contro l'altro vestiti: le contrade Flora, Legnarello, San Bernardino, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo.  "A maggio anche in reparto si respira aria di Palio", annuncia l'Asst Ovest Milanese, azienda socio sanitaria territoriale che vede l'ospedale civile di Legnano quale presidio capofila dei 4 che le fanno capo (Legnano, Abbiategrasso, Cuggiono e Magenta). "Siamo nel pieno del mese più legnanese che ci sia – sottolineano dall'azienda – e allora perché non portare un pizzico di tradizione anche accanto alle culle dei più piccoli?". Ecco quindi "un piccolo gesto per sentirsi parte di qualcosa di grande, fin dai primissimi giorni" di vita. "Vogliamo sostenere e promuovere come possiamo una tradizione bella e sana che fa bene ai giovani", dichiara all'Adnkronos Salute Laura Pogliani, direttore della Struttura complessa di Pediatria, Neonatologia e Patologia neonatale del nosocomio legnanese, spiegando com'è nata l'idea che nei prossimi anni il reparto vorrebbe "rendere ancora più visibile e ampliare".  "Sono di Milano, ho lavorato 15 anni al Buzzi e 12 al Sacco", racconta il primario. "Sono a Legnano da 7 anni e mezzo, ma è una realtà che ho conosciuto già prima tramite un nostro specializzando diventato poi un ottimo pediatra neonatologo: Fabio Meneghin, legnanese doc, capitano della contrada di Sant'Erasmo negli ultimi anni. Vedevo questo ragazzo che quando arrivava maggio diceva 'prendo le ferie, non ci sono, non posso esserci'. Mi domandavo perché, cosa stesse succedendo, e poi quando sono arrivata qui ho capito tutto. Ho compreso che il Palio di Legnano era un evento importantissimo, di cui i cittadini sono estremamente appassionati. Ed è fantastico perché si vede la tradizione, si vede l'affiatamento, l'aggregazione rispetto a un appuntamento che coinvolge l'intera comunità e che è storia, è nel Dna del territorio. Anche i giovani – osserva la pediatra – si concentrano su un interesse positivo, su qualcosa di buono, di pulito, di sportivo e onesto. Penso sia un evento da promuovere e da favorire in assoluto ed era già da qualche anno che volevamo fare qualcosa". In mente "c'erano diversi progetti. Ma tra i costi per realizzarli, e il Covid che poi è arrivato e ha cambiato tutto, finora non ce l'abbiamo fatta. Quest'anno però sì: cominciamo con questi piccoli adesivi, poi nel futuro – si augura Pogliani – speriamo di riuscire a organizzare qualcosa di più". 
    In cosa consiste precisamente il progetto? "Sulle culle dei bimbi nati in reparto", minuscoli 'letti su ruota' che permettono ai neonati di stare accanto alle madri girando insieme a loro in corsia e negli spazi ricreativi, "vengono sempre apposti con un cartoncino la data di nascita, il nome del bambino e quello della mamma, senza cognome per ragioni di privacy – precisa il primario – e questo cartoncino al momento delle dimissioni viene dato ai genitori. Per il mese di maggio abbiamo dunque predisposto degli stemmini adesivi delle contrade da attaccare sui cartoncini" che identificano i bebè. "I genitori possono scegliere di imprimere lo stemma della contrada di famiglia o anche più simboli, in caso di 'rivalità' nella coppia. C'è addirittura chi li vorrebbe tutti e 8", sorride Pogliani. "Diamo anche una specie di attestato con l'impronta del piedino del bimbo, che quando diventa grande e magari porta il 46 lo può conservare come un bel ricordo".  A Legnano, che i suoi 'figli' amano descrivere come l'unica città – insieme a Roma, citata nell'Inno di Mameli – negli ultimi anni "abbiamo avuto un significativo incremento delle nascite e molti genitori vengono a partorire qui anche da fuori", evidenzia il medico. "In questo mese stiamo offendo gli stemmi delle contrade a tutti e la gran parte ha accettato, pure mamme e papà non legnanesi o coppie in cui un solo genitore lo è". Anche i 'forestieri', specialmente se da zone limitrofe, "spesso conoscono il palio, lo seguono e simpatizzano per una o più contrade. In questi casi ci chiedono più stemmi e noi li accontentiamo. Non sono che adesivi", però mettono allegria. Ma quanti sono i bebè di maggio, quanti i baby-contradaioli e quali colori indossano di più? "In maggio da noi nascono circa 100 bambini – risponde Pogliani – quindi finora abbiamo avuto una cinquantina di neonati e la grande maggioranza dei genitori ha aderito all'iniziativa". Quale contrada vince il 'Palio della Neonatologia'? Il medico non si sbilancia: "C'è un po' di tutto", compresa "tanta Flora" rosso-blu, che poi è la contrada dove sorge l'ospedale nuovo. "Gli adesivi di quest'anno sono davvero una piccola cosa, nata dall'iniziativa del nostro personale, delle nostre ragazze che sono meravigliose" e il primario ci tiene proprio a rimarcarlo. "Abbiamo una magnifica équipe – afferma Pogliani – a cui va il merito di gran parte dei successi che riscuotiamo. Un team competente, motivato e affiatato, che ci crede" e pensa in grande. "Qui a Legnano in maggio vediamo per le strade delle carrozzine con la copertina della contrada, addirittura con la bandiera sopra. Crediamo sia bello che a celebrare una tradizione, ad amare il proprio territorio, si parta da subito. E vorremo che si cominciasse dall'ospedale", chiosa la pediatra. Perché non valutare corredini ricamati dalle 8 operose contrade e donate al reparto? "Non osiamo chiederlo, ci sembra troppo. Però certo che sarebbe bellissimo". (di Paola Olgiati) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Alzheimer, via libera a test del sangue per diagnosi: cosa significa

    Alzheimer, via libera a test del sangue per diagnosi: cosa significa

    (Adnkronos) –
    Via libera della Fda americana al primo test del sangue per la diagnosi di Alzheimer. L'esame, dell'azienda statunitense Fujirebio Diagnostics, si chiama 'Lumipulse G pTau217/ß-Amyloid 1-42 Plasma Ratio' ed è indicato per individuare precocemente le placche amiloidi associate alla malattia neurodegenerativa in adulti over 55 che presentano segni e sintomi della patologia.  Il nuovo test offre un'opzione diagnostica meno invasiva rispetto alle metodiche tradizionali, spiega la Food and Drug Administration. L'analisi ha ricevuto la designazione Fda di 'dispositivo innovativo'; si esegue in ambito sanitario e i suoi risultati vanno interpretati insieme ad altre informazioni cliniche relative al paziente, precisa l'agenzia. Il test misura le proteine palsmatiche pTau217 e ß-amiloide 1-42 e calcola il rapporto numerico tra i livelli delle due sostanze, un parametro correlato alla presenza o meno di placche amiloidi nel cervello. L'esame riduce quindi il bisogno di ricorrere alla Pet, opzione costosa, che necessita di più tempo ed espone a radiazioni. Test simili autorizzati dalla Fda, uno dei quali della stessa azienda, analizzano campioni di liquido cerebrospinale raccolti tramite rachicentesi, una puntura lombare invasiva. Il nuovo esame richiede invece un semplice prelievo di sangue, e la revisione dei dati disponibili ha portato gli esperti dell'ente regolatorio Usa a concludere che "può predire in modo affidabile la presenza o l'assenza di patologia amiloide associata alla malattia di Alzheimer al momento del test in pazienti con deficit cognitivo". "Il morbo di Alzheimer colpisce troppe persone, più del cancro al seno e di quello alla prostata messi insieme", dichiara il commissario della Fda, Martin A. Makary. "Considerando che il 10% delle persone di età pari o superiore a 65 anni soffre di Alzheimer, e che secondo le previsioni la cifra raddoppierà entro il 2050, spero che nuovi prodotti medici come questo possano aiutare i pazienti", auspica il numero uno dell'agenzia. "Quasi 7 milioni di americani convivono con la malattia di Alzheimer e si prevede che questo numero salirà a quasi 13 milioni – afferma Michelle Tarver, direttrice del Center for Devices and Radiological Health dalla Fda – Questa autorizzazione rappresenta un passo importante per la diagnosi di Alzheimer, rendendola più facile e potenzialmente più accessibile per i pazienti statunitensi in una fase precoce della patologia". La Fda ha valutato i dati di uno studio clinico multicentrico su 499 campioni di plasma prelevati da altrettanti adulti con deficit cognitivo. I campioni sono stati analizzati con Lumipulse G pTau217/ß-Amyloid 1-42, confrontando poi i risultati emersi con quelli della Pet amiloide o dell'esame del liquido cerebrospinale. Il 91,7% dei pazienti risultati positivi al test del sangue – riporta l'ente regolatorio statunitense – presentava placche amiloidi rilevate tramite Pet o test del liquido cerebrospinale, mentre il 97,3% di quelli con esito negativo al test plasmatico aveva una Pet o un test del liquido cerebrospinale ugualmente negativo. Meno del 20% dei 499 pazienti sottoposti al test del sangue ha ricevuto un risultato indeterminato al test Lumipulse G pTau217/ß-Amyloid 1-42 Plasma Ratio. I rischi associati all'esame sono principalmente la possibilità di risultati falsi positivi e falsi negativi. La Fda – specifica l'agenzia in una nota – ha esaminato il rapporto plasmatico Lumipulse G pTau217/ß-Amyloid 1-42 attraverso la procedura di notifica pre-commercializzazione 510(k). La notifica 510(k) è una richiesta pre-commercializzazione presentata alla Fda per dimostrare che un nuovo dispositivo è sostanzialmente equivalente a un altro già legalmente commercializzato. La Fda ha riscontrato che il rapporto plasmatico Lumipulse G pTau217/ß-Amyloid 1-42 è sostanzialmente equivalente al rapporto Lumipulse G β-amyloid (1-42/1-40), ossia al test precedentemente autorizzato che utilizza campioni di liquido cerebrospinale. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Red Fryk Hey, la danza e l’autismo scoperto a 31 anni: “Includere è capire gli altri”

    Red Fryk Hey, la danza e l’autismo scoperto a 31 anni: “Includere è capire gli altri”

    (Adnkronos) –
    La danza è sempre stata il suo "spazio sicuro", un linguaggio con cui parlare di sé al mondo, fin da piccola, oltre ogni barriera o difficoltà. Ma oggi è ancora di più: la sua professione. Red Fryk Hey, al secolo Federica Giusto, è una ballerina, coreografa professionista di hip-hop. All'attivo ha un fumetto con lei come protagonista, un film danzato ('The mind with red wings') e una tournée di spettacoli e panel-show in giro per l'Italia. In ogni cosa che fa c'è il racconto della sua esperienza di giovane donna che ha scoperto di essere autistica da grande, e all'Adnkronos Salute racconta cosa significa oggi inclusione – quella vera – per le persone che appartengono allo spettro autistico. Lo spiegherà anche domenica 18 maggio all'EduFest 2025, evento dedicato a bambini, famiglie, insegnanti e professionisti del mondo dell'educazione che si incontrano a Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo, per una due giorni di confronto e laboratori. Il tema sarà quello degli 'Equilibri', per guardare all'educazione e alla scuola come uno spazio aperto, evidenziano i promotori, dove le domande contano quanto le risposte, e le differenze diventano risorse.  Proprio la diversità e le difficoltà dell'inclusione delle persone con disabilità sono al centro del racconto di Red Fryk Hey. "Io ho scoperto di essere autistica a 31 anni, è stata una riscoperta di me stessa – dice – Ho capito tante cose di me, ho dato finalmente delle risposte ed è stato un cambio vita in positivo. Ho deciso da subito di fare informazione e attivismo, sono una persona autistica che parla – non tutte parlano – e cercare di far capire meglio alcune cose che vivo, è stata una spinta che ho sentito dentro, soprattutto per chi non sa di essere nello spettro autistico. Spesso si inizia a soffrire di depressione, di altri disturbi d’ansia, perché non si sa come funziona la propria mente. A me la consapevolezza ha creato tanto benessere, può essere importante per le altre persone e soprattutto per le loro famiglie".  Un percorso di consapevolezza sulla propria mente che è iniziato da piccolissima, per Red, proprio a scuola: "Mi sentivo sbagliata, perché non funzionavo come gli altri, cioè il mio cervello non percepiva bene la realtà, provavo emozioni e avevo reazioni sempre troppo forti, e quindi arrivavo anche alla dissociazione, tra giudizio e vergogna di cosa si prova", ripercorre. La chiave anche per lei è stata comprendere se stessa. Una chiave universale. "Come racconterò al talk dell'EduFest, oggi si pensa che l'inclusione voglia dire far partecipare la persona con disabilità, con una diversità più diversa delle altre, ma nel modo e con il modello con cui vivono gli altri, ma quella non è l'inclusione. L'inclusione è capire i bisogni e rispettarli, e far sì che ognuno possa stare dove in realtà avrebbe già di diritto il suo posto, ma spesso viene escluso".  Red Fryk Hey torna di nuovo col pensiero a quando era più piccola: "Ad esempio, quando c'era l'intervallo a scuola si doveva andare in corridoio, ma io lì stavo male perché c'era troppo caos. Chiedevo di restare in aula e la risposta era: 'No, perché non c'è nessuno che ti guarda'. Una persona autistica come me, però, già dopo tutti gli stimoli della lezione non poteva reggere anche il rumore, tutti quegli odori. Per i miei insegnanti includermi era non lasciarmi da sola. Ho capito nel tempo che inclusione non vuol dire 'ti includo per forza dove stai male', perché così non mi stai includendo". A scuola, spiega ancora, "ho avuto tante difficoltà, ad esempio sono molto lenta anche solo nella comprensione di tante cose che mi vengono dette, e in classe troppe informazioni non riuscivo ad assorbirle tutte insieme, e avevo bisogno dei miei tempi. Ma al tempo mi veniva detto che ero stupida, che non ero capace, perché non ero come gli altri. Ho iniziato a soffrire di depressione nell'infanzia perché magari appunto non sapevo di essere nello spettro autistico". "Prendendo la consapevolezza del proprio funzionamento – aggiunge – si può andare da uno psicoterapeuta specializzato in funzionamento autistico, che tratta la depressione su menti autistiche perché ovviamente è diversa da una mente neurotipica. Anche se ora va molto meglio, la depressione fa parte della mia vita e devo affrontarla giorno dopo giorno". È stata la danza a trasformare la vita di Red, un rapporto così forte da farle trovare una sua identità positiva fuori da ogni stigma, pregiudizio o bullismo subito. "Io dico sempre che è come se mi avesse scelto lei, perché da quando ho memoria io ballavo, ho iniziato a camminare e a ballare inconsapevolmente. La danza mi ha sempre fatto stare bene. È il mio spazio sicuro. Mi ricordo di tantissime volte in cui con altre persone mi isolavo perché stavo bene così. Loro dialogavano e giocavano, poi mi veniva chiesto – qualche volta anche per prendermi in giro e non lo capivo – di ballare. Per me era importante perché mi autorappresentavo, è sempre stato un modo di esprimermi al di là delle mie difficoltà. Crescendo ho studiato ed è diventata la mia professione che mi rende felice e libera". Con la danza "parlo di come noi funzioniamo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)