Fine Vita. L’anatema di Pro Vita Famiglia: “La deriva eutanasica miete la prima vittima in Lombardia”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Con enorme rammarico e tristezza apprendiamo che la deriva eutanasica aperta dalla Corte Costituzionale nel 2019, con l’assurda ‘sentenza Cappato’, ha mietuto la prima vittima anche in Lombardia. Si conferma la totale perversione in atto del Servizio Sanitario Nazionale, il cui scopo dovrebbe essere quello di curare e alleviare le sofferenze e non di creare procedure per eliminare i sofferenti, inducendoli così a sentirsi un peso inutile.
Ci auguriamo che il centrodestra, che guida la Lombardia e altre regioni che nei prossimi mesi saranno chiamate a esaminare la stessa proposta di legge recentemente approvata in Toscana, non ceda alle sirene dell’ideologia radicale e nichilista, ma si adoperi per incentivare e promuovere un sistema diffuso ed efficiente di cure palliative, assistenza domiciliare e servizi di prossimità alle famiglie dei sofferenti”.
Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commenta il caso di Serena (nome di fantasia), donna di 50 anni affetta da sclerosi multipla progressiva e morta nelle scorse settimane in casa sua, in Lombardia, a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco letale fornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria, primo caso del genere in Lombardia.
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