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In morte di Silvio Berlusconi: la stima del partigiano ‘Massiccio’

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“Il sistema ha fatto di tutto per sputtanarlo, per attribuirgli reati che non aveva commesso. Ma gli italiani sanno discernere e gli hanno voluto ugualmente bene a Berlusconi: in primis perché ha creato lavoro, in secundis ha sempre pagato i suoi dipendenti e non ha mai licenziato nessuno. Sono queste le cose che contano nella vita degli italiani. Non per niente gli è stata attribuita la riconoscenza civica di ‘Cavaliere del Lavoro’, mentre io come partigiano sono un ‘Cavaliere della Repubblica’, perché dopo l’8 settembre – insieme a tanti altri – ci siamo ribellati. Anche il padre di Silvio era un antifascista. Fu costretto a rifugiarsi in Svizzera sistemando la sua famiglia da parenti a Oltrona S. Mamette, in provincia di Como (a due passi dal confine con la Svizzera) dove il cognome Berlusconi è ancora oggi molto diffuso. Silvio fu un vero socialista (“L’Italia è il paese che amo..!”), un italiano a cui va tutta la nostra stima!”
Cavalier Alessandro Maiocchi (partigiano ‘Massiccio’), Borgomanero

DIDA FOTO Berlusconi in visita a Oltrona di S. Mamette in occasione dei suoi 80 anni

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