{"id":529828,"date":"2023-05-13T18:01:20","date_gmt":"2023-05-13T16:01:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=324421"},"modified":"2023-05-13T18:01:20","modified_gmt":"2023-05-13T16:01:20","slug":"alla-riscoperta-della-villa-clerici-di-castelletto-di-cuggiono-una-tesi-un-progetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=529828","title":{"rendered":"Alla riscoperta della villa Clerici di Castelletto di Cuggiono: una tesi, un progetto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-cleopatria-e-marcantonio-copia-696x522.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\" class=\"alignnone size-medium wp-image-324423\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-venere-e-amore-turbigo-copia-696x522.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\" class=\"alignnone size-medium wp-image-324424\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4-intelliegenza-copia-696x522.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\" class=\"alignnone size-medium wp-image-324425\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5-clerici-7-copia-696x508.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"508\" class=\"alignnone size-medium wp-image-324426\" \/>E\u2019 stata la tesi di Giulia Elisa Martignoni a dare motivo per una riflessione sul futuro di quella che fu la Villa Clerici di Castelletto, una \u2018reggia\u2019 realizzata nel primo Settecento per allietare la vita in campagna delle nobili famiglie milanesi che vi arrivano in barca attraverso il Naviglio. L\u2019incontro del 13 maggio 2023, organizzato dal Centro Studi Territoriali APS Athene Noctua nella sala consiliare di Villa Annoni, dopo il saluto della presidente Enrica Castiglioni, ha visto succedersi una serie di interventi specialistici che hanno \u2018messo in luce\u2019 quanto scoperto recentemente negli studi e approfondimenti finalizzati ad un progetto di conservazione inserito nel sistema turistico del Parco del Ticino.<br \/>\nISABELLA BALESTRERI, docente di storia dell\u2019architettura presso il Politecnico di Milano, ha illustrato lo sfondo storico e culturale che port\u00f2 alla realizzazione di tali \u2018ville di delizia\u2019 nella campagna milanese. Non solo. Ha mostrato il frontespizio della prima edizione di Marc\u2019Antonio dal Re del 1726 dove si parla di \u2018palazzi camparecci\u2019, mentre nella seconda edizione del 1743 questi \u2018palazzi\u2019 sono diventati \u2018ville di delizia\u2019. \u201cL\u2019incisore Dal Re descrive il suo presente, il primo Settecento, il secolo durante il quale la nobilt\u00e0 raggiunge la sua espressione pi\u00f9 alta. Le ville diventano una rappresentazione &#8211; una parte reale e l\u2019altra immaginaria &#8211; di beni, del prestigio, il biglietto da visita con il quale una famiglia nobile si presentava nella societ\u00e0. Per quanto riguarda la storia dell\u2019architettura, gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del Cinquecento le famiglie nobili avevano incominciato ad acquistare casolari all\u2019esterno della citt\u00e0 che poi trasformarono in fortilizi in modo da assicurare sicurezza della famiglia. Difesa fisica, ma anche salubrit\u00e0 ambientale\u201d. La docente cita l\u2019opera di Bartolomeo Taegio (\u2018La Villa\u2019, 1559) nella quale l\u2019autore critica la citt\u00e0, vista come luogo delle ruberie e degli assassinii, mentre la campagna diventa il luogo ameno, del diletto, con acqua e aria pulita. Un po\u2019 come oggi\u2026<br \/>\nGIULIANA CARDANI, docente di conservazione dell\u2019edilizia storica presso il Politecnico di Milano, relatrice della tesi in questione, ha illustrato le diversi fasi in cui si \u00e8 articolata la realizzazione della villa (circa 9500 mq-60 stanze), proprio al fine di tracciare un primo approccio conoscitivo, necessario alla realizzazione di qualsiasi azione successiva. Ha cos\u00ec delineato le diverse fasi,  dall\u2019epoca del \u2018Castelletto\u2019 dei Crivelli (988-1231) a quella della \u2018Casa da Nobile\u2019 (1578-1658) dei Clerici, fino ad arrivare alla bancarotta della famiglia (1870) e alla successiva vendita. L\u2019arrivo della filanda Simontacchi (1921-1960) segna profondamente le strutture della villa che viene vincolata dalla Soprintendenza solo nel 1973, grazie alla sensibilit\u00e0 del sindaco di Cuggiono, Angelo Garavaglia (che si era dato da fare anche per l\u2019istituzione del Parco del Ticino).<br \/>\nMONIA ALDIERI, storica dell\u2019arte, ha parlato dei cicli pittorici ancora da scoprire (certamente la novit\u00e0 dell\u2019incontro) la quale ha esordito dicendo che i Clerici furono coloro che chiamarono il Tiepolo ad affrescare il loro palazzo milanese. Ha continuato parlando degli affreschi &#8211; specificando la valenza dei quadraturisti e dei figurinisti &#8211; che adornano le quattro finestre che affacciano sul Naviglio. Parlano dell\u2019incontro di Marc\u2019Antonio con Cleopatra (foto), del Ratto di Ganimede opere che attribuisce al pittore Santagostino. Poi legge gli affreschi della \u2018Sala dei Rapimenti\u2019, il Ratto della donna di Ercole e quello delle Sabine. Poi \u2018Venere e Amore\u2019 (foto), \u2018l\u2019Intelligenza\u2019 (una sfera celeste nella mano dx, una serpe nella sx e la ghirlanda, simbolo dell\u2019intelligenza), il \u2018Furor poetico\u2019 richiamato dalle ali sulla testa (con il cane simbolo di fedelt\u00e0, mentre la colomba rappresenta lo Spirito Santo) per concludere infine con la raffigurazione del tempo. Nessuno ha mai studiato questi affreschi e quindi non c\u2019\u00e8 niente di pubblicato e fra un po\u2019 di tempo saranno illeggibili. Quindi il primo intervento auspicato alla nuova propriet\u00e0 e quello del rifacimento dei tetti che dilavano le pareti e cancellano delle vere e proprie opere d\u2019arte.<br \/>\nNEI TEMPI MODERNI alla famiglia Simontacchi \u00e8 subentrata nella propriet\u00e0 la famiglia Pacco di Busto Arsizio la quale ha svolto attivit\u00e0 tessile fino agli inizi degli anni Settanta. La villa fu aperta &#8211; grazie alla fondazione Primo Candiani onlus &#8211;  l\u2019ultima volta nel 2005 (vedere stelloncino di Citt\u00e0 Oggi) per un convegno storico a cui parteciparono cinquecento persone tra cui gli eredi Clerici. Dopodich\u00e8 la Villa fu abbandonata e messa in vendita incaricando a tal scopo, per un primo studio del complesso monumentale, l\u2019ingegner Luigi Paolino di Turbigo che produsse anche una bella brochure in proposito. Recentemente il complesso \u00e8 stato acquisito da una societ\u00e0 che fa capo al gruppo Sodalitas. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stata la tesi di Giulia Elisa Martignoni a dare motivo per una riflessione sul futuro di quella che fu la Villa Clerici di Castelletto, una \u2018reggia\u2019 realizzata nel primo Settecento per allietare la vita in campagna delle nobili famiglie milanesi che vi arrivano in barca attraverso il Naviglio. 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