{"id":530588,"date":"2023-06-01T20:45:48","date_gmt":"2023-06-01T18:45:48","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=327338"},"modified":"2023-06-01T20:45:48","modified_gmt":"2023-06-01T18:45:48","slug":"roland-garros-a-muso-duro-lelegiaca-e-imprevedile-sindrome-da-beau-geste-chez-lorenzo-il-magnifico-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=530588","title":{"rendered":"Roland Garros: a muso duro, l&#8217;elegiaca e imprevedile sindrome da &#8216;beau geste&#8217;&#8230; &#8216;chez&#8217; Lorenzo il Magnifico- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Se il tennis resta una disciplina meravigliosa, anche se un po&#8217; bistrattata dalla maggioranza dei suoi noiosi attori, \u00e8 perch\u00e9 talvolta si degna ancora di elargire pomeriggi come quello di ieri. Peraltro, un normale mercoled\u00ec della prima settimana di un torneo dello Slam, che significa una giornata dedicata al secondo turno del tabellone, mica alla finale. <\/p>\n<p>Da fruitori, capita quindi di incappare in evidenti mismatch nei quali quello forte trova quello decisamente pi\u00f9 debole e in quanto alla conta dei punti non c&#8217;\u00e8 storia. La somma algebrica di scarsa abilit\u00e0 tecnica, purtroppo (quasi) una costante, ed esito in ghiaccio, ha per risultato il motivo per il quale pu\u00f2 essere pi\u00f9 ricca di suspense anche una telenovela argentina degli anni ottanta.<\/p>\n<p>Del resto, quei diavoli di Bublik e Paire hanno pensato bene di estromettersi dal torneo dei Moschettieri gi\u00e0 all&#8217;esordio, Kyrgios non ha nessuna intenzione di sporcare di mattone tritato le costosissime Nike che mette ai piedi e Shapovalov non attraversa un periodo particolarmente propositivo, come quegli artisti svuotati da un&#8217;ispirazione che va e che viene. Tempi duri per la raffinatezza, insomma. Certo c&#8217;\u00e8 sempre quel bendidio epocale di Alcaraz a cui aggrapparsi, ma lui, pi\u00f9 che artista maledetto, \u00e8 una sentenza come le tasse e la morte e nella sua immensit\u00e0 tennistica, paradossalmente, perde un po&#8217; di poesia agli occhi di chi ha speso i suoi anni migliori sperando che, una volta o l&#8217;altra, Willy il coyote prendesse il Beep Beep.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/pana-696x438.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"438\" class=\"alignnone size-medium wp-image-327343\" \/><\/p>\n<p>Tutto vero, l&#8217;egemonia del corri-e-tira e il retaggio culturale del comunque compianto Nick Bollettieri sono cose con le quali fare di conto analizzando il pianeta tennis. Poi, per\u00f2, in Bois de Boulogne e in quello stesso noioso e scontato mercoled\u00ec di fine maggio appare la figura mitologica di Musetti. Lorenzo il Magnifico, mezzo tennista e mezzo pittore, e tutto il doveroso preambolo di cui sopra comincia a contare come il due di picche a briscola quadri, cio\u00e8 poco. Musetti, mentre i Djokovic e i Nadal vincono e rivincono tornei, fa un&#8217;altra cosa anche se, al pari dei due dioscuri, utilizza lo stesso attrezzo. Che sia italiano, per l&#8217;Italia \u00e8 una benedizione almeno pari ad aver avuto tra i suoi connazionali uomini di sport speciali come furono Roberto Baggio, Lollo Bernardi o Marco Pantani: uno sfacciato colpo di fortuna.<\/p>\n<p>Musetti, per restare alle dinamiche del campo, si \u00e8 trovato di fronte Alexander Shevchenko e i pi\u00f9 simpatici ci diranno che quello buono ha giocato nel Milan ed \u00e8 piuttosto in l\u00e0 con l&#8217;et\u00e0 per competere. Battuta a parte, il nativo russo non \u00e8 proprio l&#8217;ultimo arrivato, considerato che un santone come Gunther Bresnik, gi\u00e0 mentore di Becker, Leconte e Thiem, ha accettato di esserne coach e la sua classifica \u00e8 abbondantemente sopra alla centesima posizione mondiale. Shevchenko, probabilmente, ricorder\u00e0 quella di ieri come la giornata pi\u00f9 avvilente della sua storia d&#8217;amore con il tennis. Non tanto per la prevedibile sconfitta, quella ci sta tutta, quanto per l&#8217;esibizione stilistica che l&#8217;azzurro gli ha gratuitamente sbattuto in faccia con l&#8217;arroganza tennistica degli eletti, palesando la stessa differenza di talento &#8211; inteso come la capacit\u00e0 di gestire con agio situazioni proibitive per il resto del genere umano &#8211; che passa tra Van Basten e Pasquale Bruno. Sfido chiunque ad aver pensato che i due ragazzi stessero facendo lo stesso sport, bench\u00e9 vestiti in maniera similare e dotati della stessa arma d&#8217;offesa.<\/p>\n<p>Se lo score conta davvero poco, anche se la severit\u00e0 dello stesso suggerirebbe qualche ulteriore spunto d&#8217;analisi, a importare moltissimo \u00e8 la qualit\u00e0 profusa da Lorenzo in un centinaio di minuti irreali, cos\u00ec sui generis da destabilizzare emotivamente anche un pragmatico come Wilander, che da giocatore fu archetipo di orripilante modernit\u00e0, con il suo gioco che a definire sparagnino gli si faceva un complimento, e da cronista \u00e8 l&#8217;elogio permanente al &#8220;winning ugly&#8221; nella formulazione, per chi se lo ricorda, di Brad Gilbert. Mats, uno che comunque mastica e analizza tennis da una vita, nell&#8217;intervista di rito ha infatti definito Musetti come un mix tra Roger Federer e Guga Kuerten, che \u00e8 un po&#8217; come dire ad un matematico che la sua mente geniale compendia un po&#8217; di Euclide e un po&#8217; di Pitagora. Come dargli torto.<\/p>\n<p>Musetti \u00e8 proprio Musetti perch\u00e9, con una gestualit\u00e0 che \u00e8 classicismo e futuro insieme, impedisce di prevedere cosa succeder\u00e0 con la palla successiva che, quale meravigliosa cifra stilistica, non sar\u00e0 mai uguale a quella che l&#8217;ha immediatamente preceduta. Musetti \u00e8, in tal senso, la variazione issata al potere, la fantasia balistica in carne ed ossa, l&#8217;educazione certosina di una mano dalla quale, parafrasando lo scriba Gianni Clerici, una volta nella vita vorremmo tutti quanti essere accarezzati. E se tutto ci\u00f2 non sar\u00e0 mai sinonimo di successo, per inciso Lorenzo non vincer\u00e0 questo Roland Garros e nemmeno il prossimo, \u00e8 per\u00f2 il motivo per cui, anche nel periodo storico nefasto dei Ruud e dei Rune e della dipartita di Federer, la nostra voglia di tennis non potr\u00e0 mai esaurirsi.<\/p>\n<p>Lorenzo, un highlight senza soluzione di continuit\u00e0, \u00e8 ascrivibile a quella cerchia di campioni che, se proprio non l&#8217;hanno inventato, il loro sport lo hanno sospinto su traiettorie inesplorate. Con buona pace di Sinner e ancora di pi\u00f9 di Berrettini, che restano ovviamente una ricchezza per la nostra federazione, \u00e8 proprio il toscano a riallacciarsi al discorso incominciato da un Panatta oggi meno solo e che purtroppo interpreti via via meno brillanti, fatte salve rarissime eccezioni, hanno lasciato cadere nel dimenticatoio. Nell&#8217;attesa di sapere se al pari del meraviglioso Adriano anche Lorenzo avr\u00e0 il suo magico 1976, ma non \u00e8 fondamentale accada per aggiustare il giudizio su di lui, gli si deve fin da subito un grazie grande come una casa per aver riportato il tennis azzurro sul piano che la disciplina del diavolo merita: quello dell&#8217;inesausta bellezza. Perch\u00e9, nella vita, non conta quanto fai ma come lo fai e Musetti lo fa alla maniera di quelli geniali.<\/p>\n<p>Teo Parini<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/tee.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" class=\"alignnone size-full wp-image-327339\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il tennis resta una disciplina meravigliosa, anche se un po&#8217; bistrattata dalla maggioranza dei suoi noiosi attori, \u00e8 perch\u00e9 talvolta si degna ancora di elargire pomeriggi come quello di ieri.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":327340,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,13],"tags":[],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-530588","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico","category-sport","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/530588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=530588"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/530588\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=530588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=530588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=530588"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=530588"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=530588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}