{"id":531114,"date":"2023-06-15T16:53:20","date_gmt":"2023-06-15T14:53:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=358013"},"modified":"2023-06-15T16:53:20","modified_gmt":"2023-06-15T14:53:20","slug":"il-ponte-in-pietra-sul-naviglio-grande-1606","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=531114","title":{"rendered":"IL PONTE IN PIETRA SUL NAVIGLIO GRANDE (1606)"},"content":{"rendered":"<p>Originariamente il ponte in pietra sul Naviglio Grande non era cos\u00ec. Quando, all\u2019inizio del Seicento (1606), fu sostituito il vecchio ponte in legno con un altro in pietra le arcate erano solamente due, come quello della Padregnana. L\u2019alzaia del Naviglio Grande era in sponda destra, tant\u2019\u00e8 che il ponte ferroviario (1887) ha una luce (apertura) sul pilone ovest, proprio per permettere il transito della strada che costeggiava il Naviglio e proseguiva sempre in sponda destra com\u2019\u00e8 attualmente dopo il ponte della Padregnana.<br \/>\nFu l\u2019ingegner Paolo Tatti (sindaco di Turbigo dal 1864 al 1913) a modificare la struttura, come risulta da un documento del Corpo Reale del Genio Civile di Milano che nel marzo 1889 esprimeva un parere favorevole al progetto elaborato dallo stesso Tatti che prevedeva l\u2019aggiunta di una arcata proprio con lo scopo di spostare l\u2019alzaia in sponda sinistra, liberando cos\u00ec la sponda destra dove insisteva la sua propriet\u00e0 (ai nostri tempi era quella della conceria Piave e, in parte, \u00e8 ancora dei figli di Garavaglia Giuseppe). L\u2019Ufficio dopo aver detto \u201c di non aver trovato necessaria alcuna osservazione\u201d aggiunge che l\u2019approvazione definitiva sar\u00e0 data dal Ministero dei Lavori Pubblici a cui il progetto &#8211;  firmato dall\u2019ingegner Paolo Tatti &#8211; sarebbe stato inviato.<br \/>\n IN TEMPI RECENTI\u2026Nel 1987, durante i lavori di ampliamento della fognatura, oltre ad affiorare la rizzada sottostante al preesistente manto di copertura della strada, ne \u00e8 comparsa un\u2019altra a pi\u00f9 di un metro di profondit\u00e0 dell\u2019attuale livello, la quale \u2013 con linea discendente \u2013 si raccordava alle sponde del Naviglio Grande. Era la strada medievale che conduceva al porto di Turbigo sul Ticino, in quanto, fino al 1606 il ponte in pietra sul Naviglio non esisteva. Fino al quel tempo, i viandanti che volevano andare in Piemonte attraversavano il Naviglio a valle di qualche metro dall\u2019attuale ponte, in corrispondenza del cancello ancora oggi esistente, Con l\u2019edificazione del ponte in pietra nel 1606 venne ristretta la via 3 giugno e con un terrapieno fu alzata la strada per raccordare le pile ed arrivare alla situazione attuale.<br \/>\nNel 1889, l\u2019allora Sindaco del paese  &#8211; come abbiamo detto &#8211;  predispose un progetto di allargamento del ponte a seguito dell\u2019aumentato numero di carrettieri, ma fu realizzata solamente una maggiore campata dell\u2019arcata lato paese.<br \/>\nNel marzo 2009, mentre stavamo fotografando il ponte in pietra si avvicin\u00f2 un turbighese (Ardizio) che si raccont\u00f2 che suo nonno Crippa di Nosate (classe 1862) aveva lavorato alla modifica del ponte di fine Ottocento, il quale veniva pagato direttamente l\u2019ingegner Paolo Tatti. Quindi non solo l\u2019ingegner Tatti progett\u00f2 le modifiche al ponte, ma ne pag\u00f2 anche il costo, ma aveva la sua convenienza, come abbiamo detto, nel senso che eliminava la penetrazione longitudinale nella sua propriet\u00e0 della vecchia alzaia in sponda destra<br \/>\nUna nuova fase riguardante il ponte sul Naviglio si apr\u00ec con la richiesta da parte dell\u2019ENEL del potenziamento della centrale termoelettrica. L\u2019Amministrazione Paratico chiese in cambio della licenza edilizia la risoluzione del problema della strozzatura realizzata dal ponte secentesco in pietra. La prima proposta dell\u2019ENEL, della fine del 1967, fu quella dell\u2019abbattimento e della costruzione di un altro ponte in cemento armato. Proposta che venne sostenuta anche nei mesi successivi fino a convincere l\u2019Amministrazione. L\u2019interessamento di alcuni turbighesi, tra cui l\u2019architetto Angelo Vittorio Mira Bonomi, allora ispettore onorario alle Antichit\u00e0 nella provincia di Milano e di Varese, ma anche di Giuseppe Garavaglia (proprietario della Conceria Piave) che il 15 gennaio 1968 present\u00f2 una petizione popolare in Comune, fecero si che il Soprintendente Gisberto Martelli vincol\u00f2 il ponte con la seguente motivazione evitando lo scempio in atto: \u201cSi comunica che il Ponte antico sul Naviglio Grande, di propriet\u00e0 comunale, riveste l\u2019interesse di cui all\u2019art. 1 della legge 1\u00b0 giugno 1939, n. 1089, perch\u00e9 vide l\u2019ingresso, in Lombardia, delle truppe di Napoleone III il 2 giugno 1859, alla vigilia della Battaglia di Magenta\u201d.<br \/>\nIl ponte in cemento armato sarebbe stato costruito, a totale carico dell\u2019Enel, affiancato a quello gi\u00e0 esistente in pietra. Avrebbe avuto un andamento inclinato, quasi tangente agli archi esistenti in modo da non impattare con l\u2019antica presenza. Il Consiglio Comunale del 20 febbraio 1968 approv\u00f2 il progetto di massima del nuovo ponte in cemento precompresso, nominando l\u2019architetto Angelo Vittorio Mira Bonomi \u201cassistente-controllo lavori\u201d in rappresentanza della Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Originariamente il ponte in pietra sul Naviglio Grande non era cos\u00ec. Quando, all\u2019inizio del Seicento (1606), fu sostituito il vecchio ponte in legno con un altro in pietra le arcate erano solamente due, come quello della Padregnana. 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