{"id":620724,"date":"2023-07-13T20:25:41","date_gmt":"2023-07-13T18:25:41","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=424604"},"modified":"2023-07-13T20:25:41","modified_gmt":"2023-07-13T18:25:41","slug":"lessenza-e-la-missione-del-papa-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=620724","title":{"rendered":"L&#8217;essenza e la missione del Papa &#8211; Di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>Potremmo mettere un altro titolo: \u201cIl Papa secondo il cardinale Gerhard Ludwig Muller\u201d, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex S. Ufficio). Da qualche mese \u00e8 uscito il suo ultimo libro, \u201cIl Papa. Ministero e Missione\u201d, pubblicato dalla casa editrice Cantagalli di Siena. (372 pp. 26 e)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/conferenza-card-muller-11-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\" class=\"alignnone size-large wp-image-424605\" \/><\/p>\n<p>La faticosa lettura del documentato testo del cardinale tedesco certamente ha irrobustito la mia cultura sulla figura fondamentale del Pontefice. Il libro rafforza l&#8217;idea che noi cattolici siamo dei privilegiati rispetto ad altre religioni, abbiamo una guida e un punto di riferimento sicuro per la nostra Fede. Arcivescovo-vescovo emerito di Ratisbona, Incaricato personalmente da Benedetto XVI di pubblicare le sue Gesammelte Scriften, gli scritti di carattere teologico e quindi di curare la pubblicazione dell&#8217;Opera Omnia. Un progetto di 16 volumi. Muller ha all&#8217;attivo oltre cinquecento pubblicazioni scientifiche. In questo libro, racchiude e ci consegna, in un unico quadro, note, riflessioni e osservazioni di tutta una vita, sull&#8217;origine, l&#8217;essenza e la missione del successore di Pietro. Cos\u00ec \u201cIl Papa\u201d diventa un&#8217;opera imponente che, proprio in questi tempi di enorme confusione sulla figura del Papa, offre un contributo determinante per una corretta comprensione del ministero petrino. Un ministero unico al mondo, che nel corso dei secoli fino ai nostri giorni ha sempre provocato grande devozione, ma anche forti critiche, sia dentro che fuori della Chiesa. Il cardinale Muller ha tracciato le linee fondamentali del suo libro in una affollata conferenza del 7 maggio presso Palazzo Madama a Torino, organizzata dall&#8217;associazione \u201cLogos e Persona\u201d di don Salvatore Vitiello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Conferenza-card-muller-10-locandina-742x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"961\" class=\"alignnone size-large wp-image-424606\" \/><\/p>\n<p>Per qualcuno Muller passa come un reazionario \u201cnemico\u201d di Papa Francesco. Invece il cardinale ha risposto a queste dicerie con un libro che trasuda amore e fedelt\u00e0 al magistero pontificio. Tuttavia, l&#8217;ex prefetto, intervistato da Il Giornale, non rinuncia a parlare chiaramente di tutto ci\u00f2 che non va nel governo della Chiesa e non risparmia critiche dure alle autorit\u00e0 ecclesiastiche e a quelle politiche. Rispondendo alle domande di Nico Spuntoni (\u201cAnche se malato, il Papa non deve dimettersi\u201d, 3.4.23, Il Giornale) Muller afferma di essere stato sempre difensore del Papa e dei papi. \u201cCi\u00f2 che \u00e8 cambiato oggi \u00e8 che gli anti-papisti sono diventati super-papisti. Non per rispetto del papato come istituzione divina, ma piuttosto perch\u00e9 vogliono strumentalizzare Francesco per l\u2019introduzione della loro ideologia modernista nella Chiesa. A questo scopo distinguono tra &#8216;amici&#8217; e &#8216;nemici&#8217; del papa.&#8221;. Comunque Muller rifiuta qualsiasi etichetta o categoria. Risponde citando S. Tommaso che difendeva il ruolo del Papato nella Chiesa e che il Papa come persona umana pu\u00f2 avere i suoi limiti e talvolta le critiche nei suoi confronti non solo sono un diritto, ma addirittura un dovere. Secondo Muller il Papa anche se malato non deve dimettersi.<\/p>\n<p>In  passato c\u2019erano la vecchiaia e le malattie per papi e vescovi, ma Ges\u00f9 \u00e8 morto sulla croce. \u201cNon si pu\u00f2 pensare ad un apostolo che va in pensione! Ho accettato la decisione di Benedetto XVI, ma resto convinto che la missione del Papa sia per sempre, ad vitam.&#8221;<br \/>\nRitornando al Libro \u201cIl Papa\u201d, \u00e8 suddiviso in sette capitoli. Nel I (I papi della mia vita), il cardinale racconta la sua vita in rapporto ai sette papi che si sono susseguiti negli anni. A cominciare dal venerabile Pio XII, durante la sua infanzia e poi giovinezza. Nato e cresciuto in una famiglia cattolica praticante, sotto il pontificato del venerabile Pio XII (1939-1958), egli ha dunque conosciuto la cosiddetta cattolicit\u00e0 \u201cpreconciliare\u201d che gli ha insegnato a venerare la \u201cfigura\u201d del Papa, e a difenderlo dai connaz<br \/>\nionali tedeschi seguaci del protestantesimo luterano e da quell\u2019anti-romanit\u00e0 senza pi\u00f9 freni.<\/p>\n<p>Il clima di confronto \u2014 scontro \u2014 continuo con i luterani hanno fatto nascere in lui un profondo desiderio di ecumenismo, di cambiamento di rapporti fra cattolici e protestanti. Per questo ader\u00ec, fin da giovane seminarista e teologo, alle richieste di rinnovamento della Chiesa che il \u201cvento\u201d franco-tedesco esigeva da Roma. La Chiesa non doveva pi\u00f9 rifiutare in toto le \u201criforme\u201d \u2014 come fece ai tempi di Lutero, verso il quale il Cardinale \u00e8 molto comprensivo \u2014, ma mettersi a capo di esse, come ha fatto col Vaticano II. Il Concilio Vaticano II, afferma il card. Muller, \u00e8 stato una svolta per la Chiesa, ma non \u00e8 stato una rottura col suo passato. <\/p>\n<p>I \u201cmaestri\u201d del Cardinale sono stati Henri de Lubac, SJ (1896-1991) e Joseph Ratzinger-Benedetto XVI (1927-2022), quindi egli non pu\u00f2 che essere un convinto sostenitore dell\u2019ermeneutica della riforma nella continuit\u00e0. La Chiesa ha cambiato atteggiamento, teologia, ma non la sua missione e la sua morale. E il Papa dev\u2019essere il \u201cgarante\u201d di tutto questo.<br \/>\nNell&#8217;introduzione il cardinale precisa: \u201cho voluto di proposito evitare il titolo di &#8216;Papato&#8217;, per sottolineare il primato della persona sull&#8217;istituzione. Per la fede cattolica, Cristo ha trasformato un semplice pescatore del lago di Tiberiade, Simone, il figlio di Giona, primo di una lunga serie di successori, nella roccia su cui avrebbe costruito la propria Chiesa\u201d. Scrive Muller: \u201cle persone cambiano, ma il compito rimane lo stesso. Il compito particolare del papa \u00e8 servire l&#8217;unit\u00e0 e la comunione della Chiesa con Dio e di testimoniare la verit\u00e0 della fede in &#8216;Cristo, il figlio del Dio vivente&#8217; (Mt 16,16)\u201d. <\/p>\n<p>Nelle sue riflessioni teologiche sul Papa e la Chiesa Muller al famoso teologo di Tubinga Johan Adam Mohler (1796-1838). Alla \u201cStoria dei Papi\u201d di Ludwig von Pastor (1854-1928). E poi al professor Cardinale Karl Lehmann. Per la libert\u00e0 della Chiesa dallo Stato durante la Kulturkampf (1871-1878) ricorda le battaglie del grande vescovo di Magonza, Wilhelm Emmanuel Barone von Ketteler (1811-1877). Naturalmente sono frequenti i passaggi in riferimento ai vari Papi, come Giovanni XXIII che \u201caiuta a superare il giudizio superficiale di una Chiesa polarizzata fin da questa epoca in un&#8217;ala conservatrice e una progressista\u201d. In questo tempo il cardinale comprese come all&#8217;interno della Chiesa c&#8217;era tensione tra chi intendeva trasmettere fedelmente l&#8217;oggetto della fede e chi invece voleva illustrarla al passo con i tempi. Fu evidente l&#8217;ostilit\u00e0 e la reazione all&#8217;enciclica Humanae vitae da parte di certi ambienti ecclesiastici. A questo proposito, Muller accenna all&#8217;incomprensione e il disprezzo sia da parte dei conservatori che dei progressisti, di cui fu oggetto l&#8217;enciclica di san Paolo VI. Enciclica oggi riconosciuta come  profetica. Sul tema, \u201cc&#8217;era chi, da una parte, puntava il dito contro il Concilio per l&#8217;ormai diffusa crisi della fede, dall&#8217;altra chi riteneva che le riforme conciliari non fossero state attuate in modo abbastanza radicale. In realt\u00e0 \u2013 scrive Muller \u2013 \u00e8 stato proprio un&#8217;interpretazione ideologica del Concilio, a dividere la Chiesa in scettici ed entusiasti. Cos\u00ec al posto dell&#8217;auspicato rinnovamento nella vita e nella missione della Chiesa \u00e8 arrivata la confusione babilonica\u201d. Per Muller un magistero, soprattutto un concilio ecumenico, non pu\u00f2 fondare una nuova Chiesa o abolirne una vecchia.<\/p>\n<p>Interessante poi le riflessioni di Henri de Lubac (1896-1991) insieme a Hans Urs von Balthasar (1905-1988) che hanno aiutato Muller a trovare la sua strada al di fuori dell&#8217;opposizione distruttiva tra conservatorismo (integralismo) e progressismo (modernismo). A questo proposito il cardinale precisa che queste due posizioni, infruttuose e distruttive, \u201cenfatizzano un elemento importante dell&#8217;insieme, ma che lo separano da esso, si fonda sulla confusione tra la fede, che deriva dall&#8217;ascolto della parola divina, e una ideologia pensata dai suoi sostenitori, che non \u00e8 altro se non auto-redenzione gnostica\u201d. Muller ricorda la canonizzazione del grande papa San Giovanni Paolo II. Uno dei papi pi\u00f9 importanti degli ultimi secoli. Muller ricorda i punti essenziali della vita di Karol Wojtyla a combattere prima l&#8217;ideologia razzista del nazismo e poi quella comunista. \u201cGiovanni Paolo II ha sperimentato sulla propria pelle, e in quella del popolo polacco, l&#8217;applicazione del darwinismo sociale nei Paesi sotto il dominio nazionalsocialista e comunista e ne ha riconosciuto le conseguenze omicide\u201d. Muller, ricorda che il \u201cdarwinismo sociale non \u00e8 un errore spirituale, ma  un crimine contro lo spirito\u201d. <\/p>\n<p>L&#8217;alternativa per san Giovanni Paolo II \u00e8 la civilt\u00e0 dell&#8217;amore, l&#8217;unica via d&#8217;uscita dall&#8217;autodistruzione dell&#8217;umanit\u00e0. Interessanti le riflessioni del teologo Muller sugli anni della cosiddetta \u201cGuerra fredda\u201d, del sistema economico capitalista e di quell&#8217;umanesimo senza Dio che era destinato a fallire come progetto filosofico e sociale, destinato a sfociare \u201cnella pi\u00f9 grande barbarie della storia umana, nell&#8217;umanesimo senza esseri umani, nella disumanit\u00e0 assoluta e nella follia di un trans e post-umanesimo\u201d. Sempre in questo primo capitolo Muller racconta il suo incontro a Lima con Gustavo Gutierrez, il padre della Teologia della Liberazione. Vado oltre se no diventa una mega recensione del libro. L&#8217;ultima parte \u00e8 dedicata al suo rapporto con Papa Benedetto XVI da Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Le brevi analisi delle encicliche del Papa tedesco, la lezione tenuta all&#8217;Universit\u00e0 di Ratisbona il 12 settembre 2006. E poi quella sui tre volumi di \u201cGes\u00f9 di Nazareth\u201d, che raggiunge il culmine della vita di Ratzinger teologo e studioso. Infine Papa Francesco, \u201cdifferente per temperamento ed esperienza dai suoi predecessori fortemente radicati in Europa, il primo papa latino-americano ha posto i poveri, i sofferenti e gli scartati delle periferie al centro del suo pontificato\u201d. Muller  accenna ai documenti pubblicati da papa Francesco, Evangelii gaudium, Laudato si, Amoris Letitia, che cercano di costruire ponti anche verso coloro che si sentono esclusi o lontani. \u201cOccorre superare gli scontri ideologici tra conservatori e progressisti, che paralizzano la vita e la missione della Chiesa\u201d. Papa Francesco ci mette in guardia, \u201cda uno stile di vita mondano e dall&#8217;adeguamento della Chiesa al mondo, come se la Chiesa di Cristo fosse soltanto una delle tante organizzazioni di carattere umanitario-spirituale\u201d. Al centro della Chiesa il Papa ha messo i poveri, \u00e8 necessario che ci facciamo evangelizzare da loro. Il povero \u00e8 considerato un grande valore, la nuova evangelizzazione deve partire da loro.<\/p>\n<p>Il II capitolo tratta de \u201cIl Papato come realt\u00e0 della Storia e della Rivelazione\u201d. Una istituzione divina, a partire da San Pietro, si sono succeduti 266 uomini in veste di detentori del ministero. Il Papato con le sue luci ed ombre, \u00e8 un fenomeno unico, di cui la Storia non pu\u00f2 ignorare. In questa parte il cardinale esamina il profilo teologico e spirituale del supremo servizio per la Chiesa e per il mondo, che il suo Capo ha affidato a San Pietro e ai suoi successori. Neanche la storiografia liberale, scrive Muller, che nel primato della Chiesa di Roma ha visto una semplice creazione umana o il prodotto casuale di congiunture storiche [\u2026] pu\u00f2 sottrarsi al fascino di una tradizione lunga duemila anni. Non mi soffermo sui vari passaggi storici del Papato esaminati dall&#8217;autore del poderoso testo, non mancano i riferimenti alla cosiddetta Riforma di Martin Lutero, la Libert\u00e0 religiosa di fronte agli Stati assoluti dell&#8217;epoca Moderna.<br \/>\nIl III\u00b0 capitolo (\u201cIl Creatore della Chiesa \u00e8 anche il fondatore del papato\u201d) Qui Muller dopo aver rievocato i sette Papi della sua vita, risale all&#8217;origine del papato: il rapporto di Ges\u00f9 con quel pescatore del lago di Tiberiade, da lui definito la pietra su cui avrebbe edificato la Chiesa. \u201cSolo in relazione a Ges\u00f9 Cristo pu\u00f2 avere senso qualsiasi discorso sull&#8217;origine divina della Chiesa, sui suoi inizi nella storia, sulla sua missione universale e sul suo mandato apostolico\u201d. La lettura di questa parte del testo rinforza la nostra fede che talvolta vacilla di fronte agli attacchi della Modernit\u00e0 ma nello stesso tempo arricchisce la nostra debole cultura teologica sulla nascita della Chiesa, il ministero e il primato di Pietro.<br \/>\nIl IV\u00b0 capitolo (\u201cLa Chiesa Cattolica nella Tradizione Apostolica\u201d) IL Papa riceve il suo mandato direttamente e personalmente da Cristo, non da una comunit\u00e0, n\u00e9 da una Chiesa locale n\u00e9 dalla Chiesa universale. Qui il cardinale Muller spiega perch\u00e9 come sede del Papato \u00e8 stata scelta Roma e non un altro luogo. Ci sono tutte le risposte ai possibili interrogativi. Perch\u00e9 \u00e8 stato scelto solo uno degli apostoli, che poi sar\u00e0 il vescovo di Roma, a governare la Chiesa. Nel capitolo viene affrontato il dualismo tra Pietro e Paolo. Anche qui il rapporto tra il papa e il concilio dei vescovi. Poi le tensioni tra Oriente e Occidente nella Chiesa.<\/p>\n<p>Il V\u00b0 capitolo (\u201cIl dogma del primato di dottrina e giurisdizione del Pontefice romano\u201d) Nel testo Muller chiarisce quanto sia importante e attuale mostrare con urgenza il primato romano del Pontefice per preservare la verit\u00e0 della rivelazione. E qui fa riferimento a Pio XI nell&#8217;enciclica Mit brennender Sorge contro il nazionalsocialismo evidenzi\u00f2 come di fronte alla brutale minaccia nei confronti dell&#8217;uomo, la fede nella Chiesa non si manterr\u00e0 pura e incontaminata se non si appogger\u00e0 nella fede al primato del vescovo di Roma. E oggi anche se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il totalitarismo nazista, ci sono altri pericoli totalitari di \u201cstampo mediatico, pseudoreligioso e laicista-statalista\u201d. Pertanto per Muller, \u201cIl vecchio agnosticismo e il relativismo contemporaneo dominante, opposti alla verit\u00e0 naturale e rivelata, non hanno portato affatto libert\u00e0 di coscienza e tolleranza. Al contrario, non sono mai al riparo dal trasformarsi in pretese ideologiche e politiche totalitarie\u201d. Muller insiste scrivendo che proprio nell&#8217;era della scristianizzazione o \u201csecolarizzazione\u201d in Europa e nel mondo, si giunge alla maggiore  persecuzione dei cristiani mai vista in passato. VI\u00b0 capitolo affronta il tema dell&#8217;Integrazione del Papato nella Chiesa e nel Collegio dei vescovi. Sulla presunta mancata continuit\u00e0 tra il Concilio Vaticano I e II, il cardinale Muller fa riferimento alla Lumen Gentium 18, dove si dice un chiaro no a tutte le teorie e ipotesi di una rottura nella tradizione della fede cattolica. \u201cUna banalizzazione populista \u2013 scrive Muller \u2013 vede nella differenza tra i due concili un cambiamento dell&#8217;immagine della Chiesa da una piramide a un cerchio\u201d. Sembrerebbe che all&#8217;improvviso i laici dal \u201cbasso\u201d della Chiesa costruiscono il vertice dandogli un mandato di rappresentanza. Ne deriva una specie di democratizzazione, come se l&#8217;origine del potere risiederebbe nel popolo. \u201cSi dimentica per\u00f2 che la gerarchia non rappresenta una struttura di potere perch\u00e9 i ministeri ecclesiastici possiedono un fondamento apostolico\u201d. Peraltro qualsiasi autorit\u00e0 nella Chiesa deriva da Cristo. Il cardinale accenna a quel spirito del concilio interpretato da certe forze progressiste nella Chiesa che avrebbero il compito di schiacciare l&#8217;interpretazione conservatrice ed emarginare i suoi esponenti. Non esiste contrapposizione tra l&#8217;episcopato e il Papa, nessuna contrapposizione tra il Concilio e il Papa. Il teologo Johan Adam Mohler ha esposto chiaramente con la massima chiarezza la dottrina della Chiesa sul primato e sull&#8217;episcopato. Tuttavia il Papa ha bisogno dei vescovi, il Papa non pu\u00f2 fare tutto, non si pu\u00f2 farsi carico delle molteplici situazioni di ciascun Paese del mondo. \u201cUn&#8217;eccessiva centralizzazione non aiuta la Chiesa, ma ne ostacola il dinamismo missionario\u201d. La Chiesa non pu\u00f2 permettersi lotte di potere tra forze centraliste e particolariste. Cos\u00ec avremmo una Chiesa secolarizzata e politicizzata, simile alle Ong. Per Papa Francesco occorre \u201csuperare la passivit\u00e0 e la rassegnazione di fronte all&#8217;estrema secolarizzazione e di porre fine ai paralizzanti conflitti interni tra ideologie tradizionaliste e moderniste\u201d. <\/p>\n<p>Tuttavia secondo il cardinale nella Chiesa serve una riforma della curia romana. Del resto, \u201cogni volta che la Chiesa si \u00e8 liberata dai modelli terreni di esercizio del potere e ha eliminato il veleno del pensiero mondano dal suo spirito e dal suo corpo, ha aperto la via a un profondo rinnovamento spirituale in Ges\u00f9 Cristo, suo capo e fonte di vita\u201d. La Chiesa storicamente ha sempre avviato riforme come quella del grande movimento gregoriano dell&#8217;XI secolo, oppure quella tridentina, o la grande apertura del Concilio Vaticano II. Attenzione ai vescovi cortigiani, gli esempi del passato sono tanti, \u201ci criteri d&#8217;azione del vescovo non stanno nel cercare il favore del popolo, o nel tacere per non ferire la sensibilit\u00e0, ma nell&#8217;amore per Ges\u00f9, il Buon Pastore che ha dato la sua vita\u201d. Paolo scrivendo a Timoteo delinea l&#8217;ideale biblico del vescovo: \u201cCombatti la buona battaglia della fede\u201d. Muller insiste sul comportamento degli uomini di Chiesa, \u201ca dar senso alla Chiesa non \u00e8 il consenso della societ\u00e0, n\u00e9 servirsi del cristianesimo come religione civile, o il contatto con i pi\u00f9 importanti politici, ma l&#8217;annuncio della salvezza per i poveri nelle periferie esistenziali\u201d. A questo proposito il cardinale fa l&#8217;esempio di pastore universale che ha favorito la riforma  ecclesiastica san Pio X con il suo motto: \u201cOmnia in Christo instaurare\u201d. Occorre evitare da un lato di secolarizzare la Chiesa, ma anche di spiritualizzarla e di respingerla nel regno dell&#8217;ideale e dei sogni. La Chiesa \u00e8 santa, ma \u00e8 sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento (Lumen Gentium 8) L&#8217;invito di Papa Francesco a fare un esame di coscienza, non significa \u201cconfermare chiss\u00e0 quali leggende nere &#8216;dietro le mura del Vaticano&#8217;\u201d. Muller chiarisce che cosa intende per riforma: \u201cla bussola del rinnovamento non consiste nel patrimonio ecclesiastico, nella vastit\u00e0 delle nostre istituzioni e nel personale alle dipendenze di diocesi e ordini (o scuole e ospedali), ma nello spirito d&#8217;amore con cui la Chiesa serve gli uomini mediante l&#8217;annuncio, i sacramenti e la carit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La Chiesa \u00e8 per sua natura missionaria, guidata e governata universalmente dal successore di Pietro, \u00e8 il contrario dell&#8217;europeizzazione della Chiesa. L&#8217;ultimo capitolo \u00e8 dedicato alla \u201cMissione del Papa nel disegno divino di salvezza universale\u201d. Tutti i programmi di autoredenzione umana erano e sono condannati al fallimento, nessun uomo pu\u00f2 essere salvato n\u00e9 con la gnosi mitologica, n\u00e9 con le utopie di una \u201cnew age\u201d, n\u00e9 per le utopie sociali marxiste, n\u00e9 del capitalismo liberale. Occorre superare \u201ci burroni ideologici\u201d. La Chiesa, i suoi pastori, devono ritornare ad essere \u201cpescatori di uomini per Cristo\u201d, \u201cpredicatori della misericordia divina\u201d, per andare contro il vortice del secolarismo e del mondo senza Dio.<br \/>\nConcludo con parole significative rivolte al Papa, che trovano posto nella IV di copertina: \u201cla critica priva di amore finisce per disgregare. L&#8217;amore senza critica non \u00e8 altro che una stucchevole lusinga. Il supremo ministero che Ges\u00f9 ha conferito a Pietro e ai suoi successori si contraddistingue proprio perch\u00e9 il suo titolare non si gloria della sua dignit\u00e0, ma rimane all&#8217;ombra del Signore e lo segue\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per qualcuno Muller passa come un reazionario \u201cnemico\u201d di Papa Francesco. 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