{"id":620955,"date":"2023-07-19T13:25:48","date_gmt":"2023-07-19T11:25:48","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=425259"},"modified":"2023-07-19T13:25:48","modified_gmt":"2023-07-19T11:25:48","slug":"chiedimi-chi-era-fabio-casartelli-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=620955","title":{"rendered":"Chiedimi chi era Fabio  Casartelli- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>A Fabio, al ciclismo e anche un po&#8217; a noi.<br \/>\nSiamo in uno di quei giorni nei quali Richard Virenque \u00e8 intenzionato a lasciare il segno nell&#8217;unica maniera a lui congeniale, scappando in salita.<\/p>\n<p> Il Tour de France, quel maledetto 18 luglio, propone la pi\u00f9 classica delle tappe pirenaiche, quindi caldo torrido, continui sali e scendi, asfalti appiccicosi e scorte di borracce ghiacciate. Tra Saint Girons e Cauterets sono tanti i colli da scalare, il primo ha un nome che evoca imprese, col du Portet d&#8217;Aspet, e la carovana gialla da quelle parti \u00e8 praticamente di casa. Vestito della maglia a pois, quella del miglior scalatore, Virenque \u00e8 ovviamente gi\u00e0 in fuga di buon mattino quando, superato il colle che sta appollaiato nel dipartimento dell&#8217;Alta Garonna ad una quota di poco pi\u00f9 di mille metri, gli inseguitori si lanciano ammassati in discesa. All&#8217;arrivo manca un&#8217;eternit\u00e0 e lo sguardo dei protagonisti non \u00e8 ancora iniettato di sangue ma nelle picchiate, chiss\u00e0 perch\u00e9, si finisce sempre per andare gi\u00f9 il pi\u00f9 in fretta possibile. Anche il Diablo Chiappucci, Claudi\u00f3 per i cugini transalpini, ha messo nel mirino la tappa e comincia a scalpitare animato da una sola certezza: andr\u00e0 pancia a terra fin sotto al traguardo. Nulla di nuovo, insomma.<\/p>\n<p>Fa un caldo micidiale, la regione dei Midi-Pirenei tra luglio e agosto \u00e8 uno spicchio di mondo inospitale dove condizioni che rasentano l&#8217;insopportabile fanno s\u00ec che nulla sia mai banale. Manca l&#8217;aria e nemmeno l&#8217;ombra sembra offrire un minimo di refrigerio, ma la bicicletta \u00e8 intagliata nei cromosomi della gente comune che assiepata lungo il percorso pare non curarsene troppo. Se la salita \u00e8 la sublimazione della fatica, la discesa \u00e8, insieme, tecnica e follia. Tecnica, perch\u00e9 bisogna sapersi districare tra pieghe e traiettorie; follia, perch\u00e9 toccare i cento all&#8217;ora su un mezzo che non arriva ai dieci chili di peso non \u00e8 ascrivibile tra le abitudini di buon senso. In testa al gruppo, disegnando una curva verso sinistra, Rezze finisce lungo e nel burrone quando apre gli occhi ha un femore in mille pezzi. Nella dinamica delle scie, l&#8217;errore del carneade francese ha per conseguenza il solito effetto domino: tre califfi del pedale come il nostro Perini, Museeuw e Breukink finiscono in terra senza potersi opporre alle leggi della fisica, fortunatamente senza particolari noie tanto che in un amen rimontano in sella. Va peggio a Baldinger, a cui lo scivolone, invece, costa la frattura del bacino. Anche Fabio Casartelli, con la spianata di Ger-de-Boutx nel mirino, rimane coinvolto.<br \/>\nIn quegli anni, l&#8217;uso del caschetto &#8211; oggi un benedetto automatismo per chi pratica la disciplina a qualunque livello &#8211; non \u00e8 obbligatorio e la sagoma dei ciclisti \u00e8 ancora definita dal tipico cappellino con l&#8217;aletta ridotta che fa da trait d&#8217;union tra il contemporaneo e il ciclismo dei pionieri. Non lo indossa, Fabio, che ha la sfortuna nera di finire contro uno di quei tipici blocchi in pietra che delimitano il nastro d&#8217;asfalto lungo le strade di montagna. L&#8217;impatto \u00e8 terribile e l&#8217;espressione del dottor Porte, l&#8217;angelo custode dei corridori, non lascia presagire nulla di buono. Sull&#8217;elicottero, per tre volte il cuore di Fabio si ferma e per tre volte i medici lo riportano alla vita, tra incessanti massaggi cardiaci e iniezioni di adrenalina. Nel frattempo la corsa prosegue, perch\u00e9 la scelta pi\u00f9 o meno discutibile \u00e8 quella di lasciare i protagonisti al loro mestiere, ignari.<\/p>\n<p>Al nosocomio pi\u00f9 prossimo, quello di Tarbes, Casartelli ci arriva tecnicamente ancora vivo ma la situazione \u00e8 di quelle disperate. Infatti, dopo due ore di agonia, il cuore dell&#8217;azzurro cessa definitivamente di battere, fatale il terribile trauma cranico. Nella tiv\u00f9 di stato che ancora \u00e8 sinonimo di sport, il verbo per antonomasia del ciclismo \u00e8 quello del leggendario Adriano De Zan, cantore delle vicende ciclistiche tutto garbo, eleganza dialettica e competenza. Con l&#8217;immediatezza comunicativa della generazione social ancora da venire, spetta alla voce amica di tanti pomeriggi festosi dare l&#8217;annuncio della tragedia; un momento di lancinante dolore impresso nella cultura sportiva del nostro Paese. Piange, De Zan, financo si scusa per non aver saputo trattenere la commozione che, di rimando, ci paralizza davanti allo schermo. Un frangente nefasto che ha almeno il pregio di ricordare quanto sia volubile la vita per essere spesa tra futili pensieri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/de-zan.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"900\" class=\"alignnone size-full wp-image-425260\" \/><\/p>\n<p>Casartelli, appena venticinquenne, aveva da poco festeggiato la nascita di Marco, il suo primo figlio. A casa, ad attenderlo, anche la moglie Annalisa: non lo rivedranno pi\u00f9. Campione olimpico a Barcellona, Fabio si era ripromesso di vincere un tappa di questo Tour, lo ripeteva a tutti, perch\u00e9 il peluche che spetta al pi\u00f9 bravo di giornata avrebbe fatto felice il piccolo Marco ancora tutto da scoprire.<\/p>\n<p>Da quel 18 luglio di ventotto anni fa, una stele in marmo bianco e grigio, adornata di fiori e biglietti adagiati da una moltitudine inesausta di tifosi e viandanti, \u00e8 eretta proprio nel punto dell\u2019incidente a imperitura memoria del ragazzo di Albese. L\u00ec, il Tour de France ci ritorna spesso in un rituale non scritto che tanto ci inorgoglisce. Perch\u00e9 il mondo del ciclismo avr\u00e0 mille difetti ed \u00e8 infarcito di contraddizioni talvolta poco simpatiche ma ha il pregio di non dimenticare mai chi ha contribuito con testa, cuore e gambe a renderlo uno sport meraviglioso.<\/p>\n<p>Fabio, ovunque tu sia, non smettere mai di spingere forte sui pedali. Perch\u00e9 se smetti tu, smettiamo anche noi.<\/p>\n<p>Teo Parini<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/tee.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" class=\"alignnone size-full wp-image-327339\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casartelli, appena venticinquenne, aveva da poco festeggiato la nascita di Marco, il suo primo figlio. 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