{"id":621005,"date":"2023-07-20T13:20:21","date_gmt":"2023-07-20T11:20:21","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/una-ricerca-universita-bicocca-apre-le-porte-alla-video-game-therapy\/"},"modified":"2023-07-20T13:20:21","modified_gmt":"2023-07-20T11:20:21","slug":"una-ricerca-universita-bicocca-apre-le-porte-alla-video-game-therapy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=621005","title":{"rendered":"Una ricerca Universit\u00e0 Bicocca apre le porte alla \u201cvideo game therapy\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Usare i videogiochi come strumento creativo in un percorso terapeutico. Un gruppo di ricercatori di Milano-Bicocca ha presentato in modo analitico come i videogiochi, dove l\u2019interazione avviene in uno scenario immaginario, possano essere dei facilitatori di cura per traumi, in quanto in essi ci sentiamo pi\u00f9 liberi e tendiamo ad abbassare le difese. Questo pu\u00f2 essere utile ad esempio per trattare casi di dipendenze, per la prevenzione, per il supporto ai neet \u2013 giovani che non lavorano n\u00e8 studiano \u2013 e \u201critirati sociali\u201d, ma anche in ambito di disturbo da deficit di attenzione iperattivit\u00e0), disturbi dell\u2019apprendimento ed autismo per favorire l\u2019autoregolazione cognitiva. Il contributo, dal titolo \u201cPutting the Gaming Experience at the Center of the Therapy -The Video Game Therapy Approach\u201d, \u00e8 stato scritto da Marcello Sarini, ricercatore di informatica del Dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca, insieme a Francesco Bocci, psicoterapeuta Adleriano, e Ambra Ferrari, esperta di ludonarrativa, ed \u00e8 stato recentemente pubblicato sulla rivista Mdpi Healthcare. Questo articolo analizza come questa strategia, gi\u00e0 nota in ambito clinico, possa essere utile in particolare nella creazione di un efficace rapporto terapeuta-paziente. L\u2019approccio presentato si fonda sul concetto che i videogiochi offrono la possibilit\u00e0 di interagire in uno scenario immaginario, concretizzato visivamente grazie al supporto video-digitale. In tale scenario, il paziente pu\u00f2 esprimere gli aspetti salienti di se\u00b4 in assoluta libert\u00e0 e con meno difese rispetto al ricorso esclusivo al dialogo. Questo avviene grazie sia alle propriet\u00e0 immersive del videogioco che rendono l\u2019esperienza ludica particolarmente spontanea sia grazie all\u2019attivazione dell\u2019esperienza di \u201cFlow\u201d, nel quale i due emisferi sono in equilibrio rispetto alle sfide e agli obiettivi che il gioco richiede ed interagiscono tra loro in modo equilibrato. All\u2019interno dell\u2019approccio della Vgt vengono integrate varie tecniche psicologiche, quali, per citarne alcune, l\u2019ascolto attivo, le libere associazioni, l\u2019esposizione allo stimolo, la catarsi, la desensibilizzazione rispetto ad un ricordo\/evento traumatico. Per la buona riuscita del percorso \u00e8 di fondamentale importanza che il focus non sia tanto legato al contenuto o al mezzo utilizzato (in questo caso il videogioco), ma soprattutto al \u201ccome\u201d, al \u201cmodo\u201d in cui il terapeuta o caregiver lo propone e lo agisce in seduta. Il gaming riattiva, infatti, dinamiche \u201cproiettive\u201d e \u201cdifese primordiali\u201d in un ambiente \u201cprotetto\u201d e \u201cregolato\u201d. Il \u201cfare\u201d \u201cgiocando\u201d nella relazione permette cos\u00ec al terapeuta ed al paziente gamer, alla diade terapeutica, di \u201cimmaginare\u201d nella relazione, di far rivivere proiezioni e identificazioni, come anche vissuti emotivi, traumi passati, ricordi d\u2019infanzia, senza rimanere incastrati in essi, ma dandone un significato adattivo e creativo. Questa ricerca descrive in modo dettagliato le diverse fasi in cui si articola il percorso terapeutico spiegando come le diverse fasi della psicologia individuale adleriana siano rese operative nella Vgt considerando il ruolo fondamentale delle sessioni di gioco che ogni paziente ha con dei videogiochi commerciali. Questi videogiochi sono scelti dal terapeuta come i pi\u00f9 adatti rispetto al contesto del paziente. Lo studio approfondisce come, attraverso sessioni di gioco, usando il videogioco pi\u00f9 adatto per il paziente, il paziente stesso possa raggiungere uno \u201cstato di Flow\u201d, e che questa esperienza sia facilitante per affrontare i suoi traumi e le sue difficolt\u00e0. \u201cE\u2019 attraverso questa esperienza, \u2013 sottolinea Marcello Sarini \u2013 che il terapeuta come alleato del paziente in una coppia terapeutica, pu\u00f2 utilizzare i diversi approcci e tecniche che la psicoterapia mette a disposizione, per risolvere le problematiche del paziente\u201d.(ITALPRESS).<\/p>\n<p>Foto: Ufficio Stampa Universit\u00e0 Milano Bicocca<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it MILANO (ITALPRESS) \u2013 Usare i videogiochi come strumento creativo in un percorso terapeutico. 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