{"id":621155,"date":"2023-07-24T13:20:45","date_gmt":"2023-07-24T11:20:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/bicocca-disturbi-meno-frequenti-in-maggioranza-casi-di-covid-risolti\/"},"modified":"2023-07-24T13:20:45","modified_gmt":"2023-07-24T11:20:45","slug":"bicocca-disturbi-meno-frequenti-in-maggioranza-casi-di-covid-risolti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=621155","title":{"rendered":"Bicocca \u201cDisturbi meno frequenti in maggioranza casi di Covid risolti\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Disturbi neurologici meno frequenti e nella maggioranza dei casi, risolti, spesso anche in tempi brevi, nelle ondate pandemiche successive alla prima. Questi gli esiti dello studio Neuro-Covid Italy, promosso dalla Societ\u00e0 Italiana di Neurologia, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Neurology, giornale ufficiale della American Academy of Neurology. I disturbi neurologici associati all\u2019infezione da Covid-19, chiamati collettivamente con il termine \u201cneuro-Covid\u201d, sono tra gli aspetti pi\u00f9 allarmanti, controversi e meno compresi della recente pandemia. Si tratta di sintomi e malattie diverse \u2013 dall\u2019encefalopatia acuta (ovvero un grave stato confusionale, con disorientamento e allucinazioni) fino all\u2019ictus ischemico, l\u2019emorragia cerebrale, le difficolt\u00e0 di concentrazione e memoria, la cefalea cronica, la riduzione dell\u2019olfatto e del gusto, alcune forme di epilessia e di infiammazione dei nervi periferici. Il progetto Neuro-Covid Italy ha coinvolto 38 unit\u00e0 operative di Neurologia in Italia e nella Repubblica di San Marino ed \u00e8 stato coordinato dal Prof. Carlo Ferrarese, direttore della Clinica Neurologica dell\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca presso la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza. Lo studio, ideato dai ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano (Vincenzo Silani e Alberto Priori, rispettivamente direttore del Dipartimento di Neuroscienze di Auxologico IRCCS e direttore della Clinica Neurologica III, Polo Universitario San Paolo) e di Milano-Bicocca (professor Carlo Ferrarese), \u00e8 stato presentato al Comitato Etico di Auxologico Irccs a Milano il 26 Marzo 2020, ed \u00e8 durato per un periodo di 70 settimane, da Marzo 2020 fino a Giugno 2021, con un successivo follow-up fino a Dicembre 2021. Su quasi 53.000 pazienti ospedalizzati per Covid-19, circa 2000 pazienti erano affetti da disturbi neuro-Covid e sono stati seguiti per almeno 6 mesi dopo la diagnosi, per analizzare l\u2019evoluzione dei disturbi. \u201cLo studio Neuro-Covid Italy \u00e8 stato un grande lavoro di squadra, svolto con impegno e dedizione da 160 neurologi impegnati in prima linea durante il periodo pi\u00f9 duro della pandemia \u2013 afferma Carlo Ferrarese, coordinatore dello studio. Lo studio \u00e8 stato promosso dalla Societ\u00e0 Italiana di Neurologia, che fin dall\u2019inizio ha supportato tutte le attivit\u00e0 di ricerca\u201d. Il dottor Simone Beretta, neurologo presso la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza e primo autore dello studio sottolinea l\u2019importanza dei risultati ottenuti: \u00abUn primo dato importante \u00e8 che i disturbi neuro-Covid sono diventati gradualmente meno frequenti ad ogni successiva ondata pandemica, passando da circa l\u20198% della prima ondata a circa il 3% della terza ondata. Questo indipendentemente dalla severit\u00e0 respiratoria del virus e prima dell\u2019arrivo dei vaccini. La ragione pi\u00f9 probabile di questa riduzione sembra quindi legata alle varianti stesse del virus, che passando da quella originale di Wuhan fino a Delta hanno reso il virus meno pericoloso per il sistema nervoso. Con la variante Omicron e l\u2019uso dei vaccini, la situazione \u00e8 andata ulteriormente migliorando e i disturbi neuro-Covid sono ora diventati molto rari\u201d. Un secondo dato, riguarda il recupero neurologico nei mesi successivi all\u2019infezione, come spiega il professore Carlo Ferrarese: \u201cIn oltre il 60% dei pazienti c\u2019\u00e8 stato una risoluzione completa dei sintomi neurologici oppure la persistenza di sintomi lievi, che non impediscono le attivit\u00e0 della vita quotidiana. Questa percentuale arriva a oltre il 70% per i pazienti in et\u00e0 lavorativa, tra i 18 e i 64 anni\u201d. \u201cNon bisogna per\u00f2 dimenticare che \u2013 prosegue Ferrarese \u2013 in circa il 30% dei pazienti, i sintomi neurologici sono durati oltre i 6 mesi dall\u2019infezione. Questo \u00e8 vero soprattutto per quanto riguarda i pazienti con ictus associato all\u2019infezione da Covid, che nelle prime ondate sono stati gravati anche da una elevata mortalit\u00e0 intraospedaliera. Ma anche per i disturbi cognitivi, della concentrazione e della memoria, la risoluzione dei sintomi \u00e8 stata molto pi\u00f9 lenta rispetto ad altre condizioni neurologiche, tanto da rientrare in quella che \u00e8 stata chiamata sindrome long-Covid. Questa nuova sindrome \u00e8 attualmente seguita in molti centri neurologici coinvolti nello studio\u201d. Il professor Alberto Priori, direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia e della Clinica Neurologica dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano presso il Polo Universitario San Paolo alla Asst Santi paolo e Carlo di Milano, che con i suoi collaboratori ha descritto per primo i disturbi cognitivi associati al Covid, rileva inoltre che \u201cse, quando e quanto l\u2019infezione da Sars-Cov-2 potr\u00e0 determinare un incremento del rischio di patologie neurologiche ad essa correlate a distanza di anni rimane ovviamente da essere studiato. Visti i dati della pandemia appena finita, i numeri potrebbero ipoteticamente essere importanti. Ci\u00f2 implica che i sistemi sanitari europei oltre che le societ\u00e0 scientifiche dovranno monitorare attentamente il quadro neuro-epidemiologico e dedicare sin da ora risorse specifiche a tale osservazione nel tempo\u201d. \u201cLo studio Neuro-Covid Italy ci rende orgogliosi \u2013 conclude Vincenzo Silani \u2013 per avere intuito precocemente il coinvolgimento del sistema nervoso nella pandemia legata al Covid ed avere cos\u00ec determinato la raccolta dei dati nella penisola tracciando una prima valutazione dell\u2019impatto neurologico in acuto e nel lungo termine della pandemia\u201d.(ITALPRESS).<\/p>\n<p>Foto: Ufficio Stampa Universit\u00e0 Milano Bicocca<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it MILANO (ITALPRESS) \u2013 Disturbi neurologici meno frequenti e nella maggioranza dei casi, risolti, spesso anche in tempi brevi, nelle ondate pandemiche successive alla prima. 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