{"id":621157,"date":"2023-07-24T13:45:53","date_gmt":"2023-07-24T11:45:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=425943"},"modified":"2023-07-24T13:45:53","modified_gmt":"2023-07-24T11:45:53","slug":"filippo-facci-quello-vero-nella-superba-articolessa-di-marianna-rizzini-sul-foglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=621157","title":{"rendered":"Filippo Facci (quello vero) nella superba articolessa di Marianna Rizzini sul Foglio"},"content":{"rendered":"<p>La superba Marianna Rizzini ha descritto sul Foglio del 15 luglio- va da s\u00e8, superbamente- Filippo Facci. Leggete..<\/p>\n<p>Ritratto del giornalista di Libero al centro delle polemiche per La Russa jr, la ragazza, lo stalking, la Rai Quello che \u00e8 successo \u00e8 gi\u00e0 accaduto, e comunque poi non \u00e8 successo pi\u00f9 niente. L\u2019ha scritto di se stesso in un suo libro Filippo Facci, il giornalista di Libero in questi giorni finito nel vortice delle polemiche \u2013 da sinistra, da destra, via social, via carta stampata \u2013 per la frase infelice sul caso di Leonardo Apache La Russa, figlio diciannovenne del presidente del Senato Ignazio e principale accusato del presunto stupro ai danni di un\u2019amica. <\/p>\n<p>Facci invece \u2013 inizialmente previsto nel palinsesto autunnale con una striscia quotidiana pre-tg su Rai2, ora appesa alla decisione finale dell\u2019ad Rai Roberto Sergio, dopo un cda in cui \u00e8 insorta, in chiave anti-Facci, tutta la componente femminile dello stesso \u2013 \u00e8 accusato di sessismo per le parole spese sulla ragazza che accusa La Russa jr. (\u201c\u2026indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache\u201d, ha scritto il giornalista). Alla frase, giudicata poi un errore e un \u201cfallimento professionale\u201d dallo stesso Facci, si \u00e8 aggiunto \u2013 ulteriore miccia per l\u2019onda montante di anti-faccismo \u2013 il resoconto a stralci, pubblicato come fosse un\u2019intercettazione da alcuni organi di stampa, della querelle postseparazione tra Facci e la ex compagna, madre dei suoi due figli, querelle privata diventata iper-pubblica attraverso il passaparola internettiano, in particolare a proposito dell\u2019ammonimento del questore per stalking, giunto a Facci sulla base delle dichiarazioni dell\u2019ex partner. Il giornalista si \u00e8 difeso sul Corriere della Sera, dicendo di aver per primo denunciato la ex partner, poi controdenunciante. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. Chi \u00e8 Facci, al di l\u00e0 di quello che decideranno la Rai e una causa privata? E\u2019 forse questa, intanto, la storia che fatica a farsi strada nel polverone sollevato, con quella frase, dallo stesso Facci, mentre c\u2019\u00e8 chi si domanda come sia possibile che un giornalista con esperienza pi\u00f9 che trentennale, e curriculum corposo di cronista giudiziario, autore di varie contro-inchieste sui metodi usati negli anni di Mani pulite da Antonio Di Pietro e dal pool di Milano, sapendo di dover andare in Rai, non si sia fermato nel rileggere parole dal sen fuggite (\u201cnon sono razzista, non sono fascista, non sono sessista e non sono un vittimizzatore\u201d, ha detto poi Facci al Corriere, ma era tardi, ch\u00e9 le parole incriminate vivevano gi\u00e0 di vita propria sui social e nelle conversazioni estive a bordo bar). Quello che \u00e8 successo \u00e8 gi\u00e0 accaduto, e comunque poi non \u00e8 successo pi\u00f9 niente. E\u2019 un concetto che ricorre in \u201cLa guerra dei trent\u2019anni &#8211; 1992-2022, le inchieste, la rivoluzione passata e il passato che non passa\u201d (ed. Marsilio), il libro in cui Facci racconta dall\u2019interno la sua lunga e rocambolesca contro-inchiesta su Mani pulite, con tanto di dossier-fantasma che finisce anonimo sui giornali e con strani personaggi che appaiono dall\u2019estero sulla scena. Il punto di vista \u00e8 quello di un ex ragazzo che si trova quasi per caso alle prese con un caso dentro il caso. Era il 1992 e Facci, gi\u00e0 giovane militante radicale, poi craxiano, sposato a ventitr\u00e9 anni con una donna che aveva contatti professionali con lo studio avvocatizio di La Russa padre (nemesi? beffarda coincidenza?), nonch\u00e9 cronista alle prime armi in cerca di un contratto, si ritrova all\u2019Avanti, quotidiano socialista. Ma nella sede negletta, quella lombarda, invisa ai romani per via di alcune beghe interne al Psi, e proprio nel momento in cui scrivere \u201cper il giornale dei ladri\u201d non era un buon biglietto da visita per farsi aiutare dal cosiddetto pool che seguiva il pool, quello dei cronisti di giudiziaria rispettati e letti sui grandi quotidiani, giornalisti che avevano agganci con i magistrati e con alcuni avvocati. Cronisti che (a parte un paio, mossi a compassione per il collega alle prime armi), magari cambiavano marciapiede, scrive Facci, quando lui compariva davanti al Palazzo di Giustizia con il taccuino (gliene importava ma in fondo anche no, a Facci, di quella conventio ad excludendum antisocialista, ma anche questa \u00e8 un\u2019altra storia). <\/p>\n<p>Ed era gi\u00e0 successo quello che \u00e8 successo oggi, forse, qualche anno dopo Tangentopoli, quando Facci \u2013 nel frattempo l\u2019autore di un libro-intervista con l\u2019ex sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri e di una serie di inchieste su varie testate, dopo la chiusura dell\u2019Avanti, la separazione dalla moglie e l\u2019estate in cui, privo di lavoro e casa, ci dormiva, nella sede del giornale non pi\u00f9 in edicola \u2013 aveva affrontato l\u2019esame di idoneit\u00e0 professionale all\u2019Ordine dei giornalisti, davanti a una commissione di magistrati e giornalisti, con una tesina sullo scambio di informazioni e gli stretti rapporti tra giudici e stampa durante gli anni di Mani pulite. Provocazione? Scelta incauta? Fu promosso, Facci, ma per il rotto della cuffia, grazie all\u2019alto voto preso allo scritto e a un unico commissario, dopo un\u2019ora di dibattito e varie domande trabocchetto da parte del piccato magistrato esaminatore. Perch\u00e9 ti sei presentato con quella tesina? gli aveva chiesto un amico, commentando poi con un altro amico: ma Facci \u00e8 pazzo? \u201cPerch\u00e9 sono cos\u00ec\u201d, aveva risposto Facci. Che poi \u00e8 la stessa frase usata oggi, con il Corriere della Sera, alla domanda \u201cmai un pentimento?\u201d: \u201cMai. Sono cos\u00ec\u201d. Succede quindi, chiss\u00e0, quello che \u00e8 gi\u00e0 successo. Era gi\u00e0 successo tutto anche nei primi anni Duemila, quando alcuni degli allora stagisti e ora redattori in questo giornale, a quei tempi spediti nella sede di Milano in Largo Corsia de\u2019 Servi, erano stati scherzosamente avvisati dai giovani e gi\u00e0 affermati colleghi Christian Rocca, Mattia Feltri e Daniele Bellasio: non vi spaventate, eh, a pranzo viene un nostro amico, bravissimo giornalista ma un po\u2019 eccentrico, si chiama Filippo Facci. L\u2019eccentrico non si era subito rivelato tale, e anzi era parso, a un primo sguardo, molto taciturno, a differenza dell\u2019altro amico dei colleghi e habitu\u00e9 dei pranzi in San Babila (Giuseppe Cruciani, futuro conduttore radiofonico de \u201cLa Zanzara\u201d). I due, Facci e Cruciani, apparivano perfettamente opposti: uno biondo, l\u2019altro moro, uno romano, l\u2019altro monzese, uno in sneakers, l\u2019altro con scarpe di alta qualit\u00e0 artigianale, uno seduto al primo computer libero con aria concentrata, l\u2019altro al telefono con un amico o parente per un racconto lampo del recente viaggio a Formentera. Eccentrico forse non era la parola giusta, per Facci. Non incasellabile? Estemporaneo? Parlavano per lui, intanto, le sue case. <\/p>\n<p>Si favoleggiava di quella con drappi rossi, vagamente dannunziana, teatro di mitiche polentate dove una volta, racconta oggi Mattia Feltri, prese fuoco non si sa come una tenda. Ma anche di quella con arredamento talmente algido da ricordare un set di Stanley Kubrick: bianco, chirurgico, pochi mobili. Come testimoni oculari, i suddetti stagisti videro invece la casa-giardino con una sorta di albero in salotto, di cui si narrava la complicatissima discesa con gru al momento dell\u2019impianto, e ci fu anche chi vide la casa di cui Facci stesso racconta oggi la sciagurata fine: loft con piscina sul tetto, passo pi\u00f9 lungo della gamba, fisco alle costole, contestuale calo di richieste da parte delle riviste che affittavano quelle stanze per servizi strapagati, vendita sottocosto, stop della second life da arredatore per passione, pi\u00f9 che per fissazione. Presente in ogni caso, la fissazione, sugli accessori attentamente studiati. Poteva infatti accadere che Facci entrasse al Foglio \u2013 giornale dove anche collaborava, e dove a un certo punto, grazie a uno scoop antidipietrista, aveva fatto letteralmente saltare dalla gioia il co-direttore Vichi Festa e gongolare con forza il direttore emerito Giuliano Ferrara \u2013 rovesciando sulla prima scrivania utile valanghe di saponette di diverse gradazioni di beige, pare in tinta con gli asciugamani, e varie scatole di mini-dentifrici Marvis di qualsiasi colore disponibile sul mercato. A che ti servono? aveva incautamente chiesto una stagista soprannominata \u201cLoredana\u201d pare per via di un tratto somatico che a Facci faceva venire in mente \u201cuna tipica faccia da Loredana\u201d. Risultato: nessuna risposta, e nuova schiera di dentifrici Marvis il giorno successivo. La fissazione, d\u2019altronde, poteva emergere anche sull\u2019arredamento delle altrui dimore. Ci fu infatti chi si ritrov\u00f2 a dover staccare dal muro i pasticcini mignon che Facci, in preda a un impeto di perfezionismo misto a fastidio per la sciatteria, aveva appeso a chiodi lasciati senza quadri nella casa di un\u2019amica, durante una festa di compleanno, con l\u2019intento di abbellire il muro scarno grazie a quella estemporanea installazione artistico-culinaria.<\/p>\n<p> Come era gi\u00e0 successo tutto quando Facci si presentava in campo per la partita di calcetto e cominciava a correre senza fermarsi, e con quella corsa matta e disperatissima andava avanti fino al fischio finale, cosa che lo fotografa pi\u00f9 di una fotografia, dice oggi Feltri, che ha ricordato in un suo \u201cBuongiorno\u201d, sulla Stampa, la volta in cui Facci aveva soddisfatto il desiderio infantile di Feltri di poter colpire con una palla un birillo umano, ed era successo che Feltri aveva davvero tirato la palla e Facci si era davvero buttato per terra, lungo disteso come un bersaglio da bowling. C\u2019era gi\u00e0 stata la storia e la controstoria, in quei primi anni Duemila: Mani pulite, il successo di Facci come giornalista non allineato ai cronisti pro pool, l\u2019amicizia con Craxi, gli anatemi per la medesima, le monetine al Raphael viste dal vivo con l\u2019amico Luca Josi, la morte dell\u2019ex premier ad Hammamet, un rapido cambio di testate e direttori, da Maurizio Belpietro a Feltri padre, per il Facci che scriveva di giustizia ma anche di musica, wagneriano con ascendenze trentine, figlio di un pap\u00e0 ingegnere e di una mamma mancata presto, quando il futuro giornalista era ancora bambino, circostanza che Facci ha ricordato in \u201cLa guerra dei trent\u2019anni\u201d, libro in cui, alla cronaca dei giorni terribili del \u201992-\u201993, quelli dei suicidi, del carcere preventivo pro-confessione e dei politici ammanettati sotto i riflettori, si sovrappone la storia privata di un ragazzo che per anni ha guidato senza patente (e un giorno, chiss\u00e0 se con patente o meno, racconta Cruciani, Facci e Cruciani arrivarono in decappottabile, spettinatissimi, dopo il viaggio open-air da Milano, al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, non si sa se per sbalordire il borghese o per farsi da soli quattro risate). In quel libro c\u2019\u00e8 il Facci pubblico, quello che per anni ha raccolto prove sui \u201cpresunti colpevoli\u201d, casi di malagiustizia finiti in un omonimo volume anche grazie alla cocciutaggine da ex radicale che a diciotto anni raccoglieva firme a un banchetto e a quaranta \u00e8 stato chiamato da Pannella, a Ferragosto, per sostituire per una domenica l\u2019allora direttore di Radio Radicale Massimo Bordin nella conversazione a due in cui Pannella poteva prodursi in ore di ragionamenti e Bordin in ore di tosse scettica. <\/p>\n<p>Quella volta Facci scese da un barchino a Ponza per attraversare una Roma deserta e accettare la sfida lisergica a colpi di infinite frasi subordinate. Ma nel libro c\u2019\u00e8 anche il Facci privato, ugualmente radicale, specie nel racconto per sottrazione della morte del padre. Poche frasi in cui si intuisce il contorno del rapporto genitore-figlio, al di l\u00e0 \u201cdi ogni celebre caso di nutrizione interrotta\u201d o di \u201ccontesta &#8211; to distacco di respiratore\u201d. Poche frasi in cui dal padre al figlio si indovina il passaggio di qualche tratto caratteriale o di qualche pensiero, attitudine, idea: \u201cGran relativista\u201d, scrive Facci del padre: \u201cUna volta stavamo guardando un film e disse che tra i partigiani di qualsiasi nazione si nascondevano sempre i pi\u00f9 grandi eroi e i peggiori assassini. Un\u2019altra volta \u2013 ed ero gi\u00e0 abbastanza anziano \u2013 lo stavo portando in montagna e lui dal niente mi rivel\u00f2 che, verso la fine della Seconda guerra mondiale, era scappato in lungo e in largo per il Settentrione con una Fiat Balilla perch\u00e9 sia i nazisti sia i partigiani l\u2019avevano condannato a morte\u2026\u201d. Se sia o meno relativista il Facci figlio non se lo domandano n\u00e9 quelli che, da sinistra, vogliono ora vederlo fuori dal servizio pubblico sia quelli che, da destra, oggi, ma non a monte della scelta del suo nome per la striscia su Rai2, hanno scoperto improvvisamente che Facci ha anche scritto frasi scomode in generale e per la parte politica ora al governo (sull\u2019Islam? Su Eugenia Roccella? Sulle donne? Sugli uomini?). Gli amici di ieri e di oggi, intanto, di fronte al caso Facci, si interrogano su un punto: poteva mai comportarsi diversamente, il Facci che ora dice \u201cio sono cos\u00ec\u201d e che ieri, racconta Rocca, entrando per la prima volta al Foglio, venticinquenne cronista giudiziario, convocato dal direttore ma ricevuto da Rocca e Feltri, aveva allarmato entrambi a forza di guardare dietro alle poltrone in pelle della redazione di via Victor Hugo? Che cosa star\u00e0 cercando, una microspia? si erano chiesti i due, vista la fama antidipietrista di Facci. E per\u00f2 poi si era scoperto che Facci, in un attacco aspirazionale di sincretismo d\u2019interni (stile set di Kubrick pi\u00f9 stile salotto borghese?) stava cercando semplicemente la marca della poltrona, per poterne magari acquistarne una simile. E chiss\u00e0 se si sarebbe potuto comportare diversamente, oggi, il Facci che ieri si divertiva a lanciare la sfida degli incipit \u2013 iniziamo tutti gli articoli, domani, su diversi giornali, con espressioni desuete tipo \u201cim &#8211; perciocch\u00e9\u201d \u2013 ma anche a fare scherzi di humour anglosassone feroce, come quando si sostitu\u00ec a Bellasio, allora capo degli Esteri, al computer del medesimo, per inviare dalla sua email messaggi di chiusura a fidanzate, amici e, peggio, ai collaboratori del Foglio, spiegando con prosa fredda al commentatore atlantista che i suoi articoli erano diventati troppo atlantisti, e che quindi si sarebbe potuto fare a meno della sua collaborazione, anche perch\u00e9 sinceramente ormai era diventata troppo cara, e all\u2019esperto di Medio Oriente che la linea del giornale era cambiata, ragion per cui si sarebbe potuto scegliere un collaboratore pi\u00f9 filopalestinese (Bellasio aveva trascorso il successivo pomeriggio a cercare di placare i destinatari delle mail, perplessi e inferociti). Poi c\u2019\u00e8 la foto che circola in questi giorni. Quella in cui Facci appare corrucciato e intento a tormentare una ciocca di capelli, e un collega giura che \u00e8 \u201clo stesso tic che aveva quando, a un certo punto, lanciatosi nell\u2019hobby delle arrampicate in montagna, si sedeva mezz\u2019ora prima di partire a riflettere su non si sa che cosa, giocando appunto con i capelli, zitto, cosa che faceva sempre, peraltro, prima di mettersi a scrivere\u201d. <\/p>\n<p>E quel Facci che giocava a calcio come fosse da solo in campo, ora dipinto sui giornali come solitario mostro di palinsesto, aveva provato subito simpatia, agli albori di Tangentopoli, per l\u2019ex sindaco di Milano, il socialista Paolo Pillitteri. \u201cC\u2019era Pillitteri immerso in una solitudine impressionante e quasi violenta, lui che sino a poco tempo prima era stato il celebratissimo sindaco di Milano\u201d, ha scritto Facci in \u201cLa guerra dei trent\u2019anni\u201d. \u201cL\u2019inquadratura sembrava quella della sala da ballo di \u2018Shining\u2019, immaginando che ectoplasmi evanescenti e scontornati lentamente stagliassero profili di infiniti questuanti, millantatori, cortigiani, postulanti, pennivendoli, industrialotti e berluschini che poi si dissolvevano\u201d. Era la prima volta che il giornalista incontrava l\u2019ex sindaco, poi ispiratore della contro-inchiesta che far\u00e0 di Facci una firma dell\u2019antidipietrismo. Non parlarono subito di Mani pulite, per\u00f2. Per vezzo, noia, passione, pizzico di follia o tutte queste cose insieme si part\u00ec da altro. La seconda inquadratura vede infatti Pillitteri e Facci l\u00ec, nella simil-sala da ballo di Shining, intenti a parlare di un film di Tarkovskij. La terza inquadratura \u00e8 quella di questi giorni. Sono passati trent\u2019anni, Facci \u00e8 di nuovo in tribunale, mediatico, non da cronista ma da imputato. E la parola non andr\u00e0 alla giuria, ma a un consiglio di amministrazione Rai, con eco e coro su Twitter, Facebook, Instagram e Whatsapp.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/fac.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" class=\"alignnone size-full wp-image-425948\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritratto del giornalista di Libero al centro delle polemiche per La Russa jr, la ragazza, lo stalking, la Rai Quello che \u00e8 successo \u00e8 gi\u00e0 accaduto, e comunque poi non \u00e8 successo pi\u00f9 niente. <\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":425946,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,11],"tags":[],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-621157","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-economia","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/621157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=621157"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/621157\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=621157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=621157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=621157"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=621157"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=621157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}