{"id":621956,"date":"2023-08-11T16:15:16","date_gmt":"2023-08-11T14:15:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=428191"},"modified":"2023-08-11T16:15:16","modified_gmt":"2023-08-11T14:15:16","slug":"la-chiesa-di-san-rocco-a-magenta-uno-degli-edifici-religiosi-piu-importanti-del-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=621956","title":{"rendered":"La chiesa di San Rocco a Magenta, ammiriamo uno degli edifici religiosi pi\u00f9 importanti del territorio"},"content":{"rendered":"<div class=\"youtube-embed\" data-video_id=\"n0gkHuyX0K8\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Magenta: la storia dell&#039;antica chiesa di San Rocco con Francesco Bigogno\" width=\"696\" height=\"392\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/n0gkHuyX0K8?feature=oembed&#038;enablejsapi=1\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>E\u2019 una delle chiese pi\u00f9 amate dai Magentini. Una delle sue caratteristiche uniche \u00e8 quella di conservare, al suo interno un piccolo cimitero. Parliamo della chiesa di San Rocco di Magenta perch\u00e9 a breve, il prossimo mercoled\u00ec 16 agosto, sar\u00e0 il giorno della fiera e a San Rocco non si pu\u00f2 non entrare nella chiesa per una visita. Ci saranno tre messe, alle 8.30, alle 10.30 e alle 18. Ma l\u2019invito \u00e8 di continuare a frequentarla anche successivamente. Da alcuni anni \u00e8 concessa al rito Ortodosso e conserva al suo interno anche delle bellissime icone. <\/p>\n<p>MAGENTA &#8211; Parliamo della chiesa di San Rocco con Francesco Bigogno che nel video ripercorre le tappe pi\u00f9 importanti della storia di questo monumento. Venne costruita nella seconda met\u00e0 del xv secolo. \u201cNei decenni precedenti \u2013 ricorda Bigogno \u2013 era in voga la devozione per san Rocco e san Sebastiano, protettori contro la peste. E cos\u00ec si cominci\u00f2 la sua costruzione per volont\u00e0 popolare\u201d. A parlarne fu il testamento lasciato dal nobile Antonio Capelli che lasci\u00f2 questa chiesa alla citt\u00e0. A differenza di tutte le altre, fu l\u2019unica tenuta in piedi esclusivamente con le offerte dei contadini che vivevano attorno. <\/p>\n<p>\u201cNegli anni successivi venne ritrovata in condizioni di grave degrado \u2013 ricorda Bigogno &#8211; E cos\u00ec, verso la fine del 500 per volere di san Carlo Borromeo, venne istituita la scuola dei Disciplinati. Scuola di laici dediti ai sacramenti con la preghiera e la penitenza che si accollarono la responsabilit\u00e0 del suo mantenimento\u201d. Venne descritta come un oratorio con altare e campanile a base quadrata. All\u2019interno custodiva la statua di san Rocco e il dipinto della Beata Vergine col Bambino e i santi Rocco e Sebastiano. Successivamente l\u2019oratorio venne decorato e cominci\u00f2 ad assumere la conformazione attuale. \u201cPer tutto il xvii secolo la chiesa viene abbellita e divent\u00f2 punto di riferimento per la popolazione di Magenta. &#8211; continua &#8211; nel 1701 viene intitolato un altare a san Giovanni Battista. Poi, nel 1703, venne ottenuta l\u2019approvazione ecclesiale per due reliquie di san Silvano e san Simpliciano conservate per la venerazione\u201d. <\/p>\n<p>Su visita del cardinale Pozzobonelli la chiesa ottenne la conformazione attuale. In pi\u00f9 si era costruita la casa dei Disciplinati. Nel 1772 vengono traslate le ossa del cimitero adiacente, la ben nota cappelletta dei morti che custodisce i teschi visibile anche all\u2019esterno. Con la dominazione austriaca viene utilizzata come alloggio per i soldati e nel diciannovesimo secolo, sciolta la confraternita dei Disciplinati, la chiesa diventa sussidiaria alla basilica di san Martino. Tante le opere d\u2019arte che custodisce al suo interno. L\u2019organo Prestinari di pregevole fattura venne realizzato nel 1878. L\u2019ultimo restauro, per volont\u00e0 di don Giuseppe Locatelli, risale al 1978. Da sottolineare, come opere da ammirare, Le nozze di Cana, il dipinto della Trinit\u00e0 di pregevole fattura, la mater dolorosa. La Beata Vergine col Bambino e la cappella con il dipinto di San Sebastiano. E poi il bellissimo altare con marmi policromi e decorazioni. Un modello unico in Lombardia. Il prossimo anno saranno 500 anni di vita per la chiesa di San Rocco. \u201cHa fatto parte del tessuto sociale, religioso, devozionale di Magenta. &#8211; conclude Bigogno &#8211; Una delle pi\u00f9 importanti del territorio\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 una delle chiese pi\u00f9 amate dai Magentini. Una delle sue caratteristiche uniche \u00e8 quella di conservare, al suo interno un piccolo cimitero. 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