{"id":622050,"date":"2023-08-14T11:50:49","date_gmt":"2023-08-14T09:50:49","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=428461"},"modified":"2023-08-14T11:50:49","modified_gmt":"2023-08-14T09:50:49","slug":"alcune-ombre-ma-tante-luci-nellevangelizzazione-dellamerica-latina-a-cura-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=622050","title":{"rendered":"Alcune ombre ma tante luci nell&#8217;evangelizzazione dell&#8217;America Latina &#8211; A cura di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Estate arriva anche per leggere buoni libri, non so perch\u00e9 ma ho ripreso in mano \u201cIl Vangelo nelle Americhe. Dalla barbarie alla civilt\u00e0\u201d, di Jean Dumont, pubblicato da Effedieffe nel 1992, ora ripubblicato. Un testo che avevo letto negli anni &#8217;90 e proprio in quegli anni, presentato in un settimanale locale della Riviera Jonica messinese, pi\u00f9 volte utilizzato nella mia rubrica radiofonica a Raj stereo sound. Si tratta di una ricerca storica che fa tabula rasa degli \u201ca priori\u201d, delle parole d&#8217;ordine, delle leggende e che giunge \u2013 attenendosi unicamente ai fatti accertati \u2013 allo smantellamento della \u201cleggenda nera\u201d anticattolica e antispagnola.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ISABELLA-e-FERDINANDO-1.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"236\" class=\"alignnone size-full wp-image-428465\" \/><\/p>\n<p>Jean Dumont (1923-2001) plurilaureato, insieme a Regine Pemoud e a Philippe Ari\u00e8s incarna la scelta \u2013 tipicamente francese \u2013 di svolgere la professione di storico al di fuori delle universit\u00e0, a contatto diretto e spesso itinerante con gli archivi. Per oltre quarant\u2019anni, in qualit\u00e0 di direttore editoriale, ha curato collane storiche presso importanti editori francesi. In questa veste ha pubblicato \u2013 ma spesso anche ideato, commissionato, rivisto, annotato \u2013 oltre mille opere storiche, diventando un punto di riferimento imprescindibile per tre generazioni di cultori francesi della materia. Maestro capace di suscitare e di organizzare intorno a se il lavoro degli storici, Jean Dumont viene considerato uno storico di fama mondiale per le sue ricerche sulla vita religiosa soprattutto dei secoli dal \u2018500 al \u2018700 in Spagna, nelle colonie spagnole e in Francia. Convinto della necessit\u00e0 di diffondere capillarmente la cultura storica e di sfatare i luoghi comuni propagati dalle ideologie.<\/p>\n<p>Il testo dell&#8217;infaticabile ricercatore francese risponde ad una serie di domande.<br \/>\nIl cosiddetto Nuovo Mondo, all\u2019arrivo dei conquistadores spagnoli, era una sorta di paradiso terrestre? Sono attendibili le denunzie storiche mosse dal grande accusatore Bartolomeo de Las Casas? Gli Indios vennero massacrati e maltrattati dai cattolici come avvenne nel caso degli Indiani d\u2019America per mano dei protestanti? I Sovrani cattolici (in particolar modo Isabella di Castiglia) e la stessa Chiesa dell\u2019epoca, si disinteressarono della sorte di quelle genti, travolte da una Conquista ingiusta e spogliatrice? Le encomendias servirono all\u2019asservimento degli indigeni o alla loro protezione?<\/p>\n<p>L\u2019autore, smonta larga parte delle accuse contenute nella famigerata \u201cLeggenda Nera\u201d antispagnola ed anticattolica e sfata il mito che il nuovo mondo fosse, all\u2019arrivo dei conquistadores, una sorta di paradiso terrestre: basti pensare che alla vigilia della scoperta, nel 1487, gli Atzechi sacrificarono ventimila prigionieri in occasione dell\u2019inaugurazione di un nuovo tempio. Ricorda come sia stato proprio Cort\u00e9s, superata la prima fase della Conquista, a promuovere la protezione degli indiani e che le cause del primo regresso demografico delle popolazioni indigene non sono imputabili a massacri indiscriminati o a maltrattamenti, ma ai virus del morbillo e del vaiolo, di cui gli europei erano portatori sani e di cui gli indios non possedevano gli anticorpi; se vi furono uccisioni o maltrattamenti (isolati), questi furono prontamente repressi dietro le denunzie della Chiesa cattolica e per iniziativa dei Sovrani spagnoli, autori di una rigorosa legislazione a tutela degli indigeni (meno fortunati furono i nativi del nord America, identificati come il diavolo dai protestanti).<br \/>\nDunque, il libro di Dumont ci racconta una \u201cbella lezione di storia\u201d, che sapientemente illustra una meravigliosa pagina del cristianesimo di cui i cattolici dovrebbero tornare a sentirsi fieri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/IL-VANGELO-NELLE-AMERICHE-1.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"280\" class=\"alignnone size-full wp-image-428466\" \/><\/p>\n<p>Il testo \u00e8 sapientemente prefato dal compianto professore di Storia Medievale, Marco Tangheroni, che ringrazia il coraggioso editore controcorrente che ha deciso di pubblicare l&#8217;opera. In conclusione della sua prefazione, auspica che il libro possa avere,\u201campia diffusione nella cultura italiana, ancora largamente egemonizzata da posizioni neoilluministe, neomarxiste, disordinatamente ecologiste e terzomondiste. E in particolare in quella cattolica tuttora infestata da complessi di inferiorit\u00e0 e subalternit\u00e0 nei confronti di queste posizioni\u201d. Prima di passare al giudizio storico \u00e8 opportuno vedere che cosa scrive la \u201cCommissione teologica internazionale\u201d, Memoria e riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato, L\u2019Osservatore Romano, Documenti, supplemento a L\u2019Osservatore Romano n.10, 10 marzo 2000, p.5, n.4).<\/p>\n<p>La Chiesa non entra nel merito delle vicende storiche ma si limita a dire che: \u00abl\u2019individuazione delle colpe del passato di cui fare ammenda implica anzitutto un corretto giudizio storico, che sia alla base anche della valutazione teologica. Ci si deve domandare: che cosa \u00e8 precisamente avvenuto? Che cosa \u00e8 stato propriamente detto e fatto? Solo quando a questi interrogativi sar\u00e0 stata data una risposta adeguata, frutto di un RIGOROSO GIUDIZIO STORICO, ci si potr\u00e0 anche chiedere se ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto, che \u00e8 stato detto o compiuto pu\u00f2 essere interpretato come conforme o no al Vangelo, e, nel caso non lo fosse, se i figli della Chiesa che hanno agito cos\u00ec avrebbero potuto rendersene conto a partire dal contesto in cui operavano. Unicamente quando si perviene alla certezza morale che quanto \u00e8 stato fatto contro il Vangelo da alcuni figli della Chiesa ed a suo nome avrebbe potuto essere compreso da essi come tale ed evitato, pu\u00f2 aver significato per la Chiesa di oggi fare ammenda di colpe del passato\u00bb.<\/p>\n<p>Allora quale \u00e8 stata la vera storia del Vangelo nelle Americhe?<\/p>\n<p>Certamente molti conquistadores si macchiarono di gravi colpe e ci furono anche preti e vescovi complici di diverse nefandezze. Non bisogna dimenticare che la colonizzazione del Sud America \u00e8 una storia di uomini e ogni storia di uomini \u00e8 fatta di luci e d ombre. Tuttavia gli aspetti positivi superarono quelli negativi. Scrive Giovanni Paolo II: \u201c- senza dubbio in questa evangelizzazione, come in ogni opera dell\u2019uomo, vi sono stati esiti e sbagli, \u2013 luci ed ombre -, per\u00f2, \u2013 pi\u00f9 luci che ombre -\u201c- (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica I cammini del Vangelo, 29 giugno 1990, n.8). A proposito dell&#8217;evangelizzazione dell&#8217;America Latina, il Papa nel suo secondo viaggio apostolico in Argentina ha detto: \u201cNegli uomini e nelle donne di questa terra, nei suoi costumi e nel suo stile di vita, perfino nella sua architettura, si scoprono i frutti di quell&#8217;incontro di due mondi che ebbe luogo quando giunsero i primi spagnoli ed entrarono in contatto con i popoli indigeni che vivevano in questa regione [\u2026] Da questo incontro fruttuoso \u00e8 nata la vostra cultura, vivificata dalla fede cattolica che, fin dall&#8217;inizio, si \u00e8 radicata molto profondamente in queste terre\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Apocalypto-con-Gibson.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" class=\"alignnone size-full wp-image-428467\" \/><\/p>\n<p>Gli spagnoli, pur con tutti i loro difetti umani, hanno liberato gli indios da regimi che si possono considerare fra i pi\u00f9 sanguinari e schiavistici della storia. Innanzi tutto bisogna sapere che gli Aztechi e gli Incas non erano pacifiche popolazioni locali ma erano essi stessi degli invasori che provenivano da altre terre.<br \/>\nGli aztechi erano un popolo bellicoso e crudele che aveva a sua volta distrutto la popolazione dei toltechi, degli zapotechi e quanto rimaneva dei maya. Gli aztechi tennero sempre in schiavit\u00f9 gli indios dell\u2019America centrale, essi avevano una macabra religione che si basava sui sacrifici umani di massa. Per gli aztechi il sangue umano era il nutrimento che bisognava offrire agli dei per continuare a garantire il funzionamento del mondo. Sostanzialmente era un popolo sempre in guerra, proprio perch\u00e9 avevano necessit\u00e0 di procurarsi nuovi schiavi da sacrificare agli dei. Un codice azteco racconta che nel 1487 furono sacrificati 20.000 prigionieri in occasione dell\u2019inaugurazione di un nuovo tempio dedicato al dio colibr\u00ec. Ogni primo mese dell\u2019anno uccidevano moltissimi lattanti e poi li divoravano. Come ha ben raccontato Mel Gibson nel film \u201cApocalypto\u201d. Il rito sacrificale tipico consisteva nel portare le vittime in cima alle piramidi. Qui veniva strappato il cuore ancora pulsante e i corpi venivano precipitati dalle piramidi. I corpi venivano scuoiati, con le pelli venivano fatti abiti per la casta sacerdotale mentre le altre parti del corpo venivano mangiate: dopo il pasto si ubriacavano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Apocalypto-3.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" class=\"alignnone size-full wp-image-428468\" \/><\/p>\n<p>Anche i Maya, in quanto a crudelt\u00e0, non sono stati da meno: essi praticavano sacrifici umani in relazione con i cicli del calendario, anche loro strappavano il cuore e procedevano allo scorticamento del cadavere come atto magico per appropriarsi dell\u2019anima. Mentre gli Incas erano amerindi di stirpe Quechua della regione di Cuzco. Essi avevano invaso e sottomesso tutti i popoli delle Ande \u2013  l\u2019attuale Per\u00f9, la Bolivia, l\u2019Ecuador, il Cile, l\u2019Argentina \u2013 e per ragioni economiche avevano deportato intere popolazioni in luoghi lontani. Sia gli Aztechi che gli Incas erano dei regimi collettivisti e razzisti. Tutta la vita privata era strettamente controllata dallo Stato \u2013 compreso i vestiti -, il matrimonio era controllato dalle autorit\u00e0 per evitare contaminazioni razziali e per assicurare la purezza del popolo. La posizione della donna nell\u2019impero Incas era ancora pi\u00f9 tragica. Ogni anno le bambine di nove anni di et\u00e0 venivano valutate dai funzionari imperiali: Quelle scelte \u2013 chiamate elette \u2013 erano prelevate ed educate in case speciali. Esse venivano divise in tre categorie. Un primo gruppo: dovevano restare vergini, impiegate nel culto del dio sole \u2013 vergini del sole -. Un secondo gruppo: donne che venivano divise tra i funzionari imperiali in qualit\u00e0 di prostitute. Il terzo gruppo era destinato ai sacrifici umani. Mentre nelle trib\u00f9 indie vicine, la donna godeva di indipendenza.<\/p>\n<p>Pertanto di fronte a questi regimi potenti e sanguinari ben consolidati, come hanno fatto gli spagnoli a farli crollare. Attenzione tra il 1509 e il 1559, gli spagnoli che raggiunsero le indie furono in tutto poco pi\u00f9 di 500. Come poterono poche decine di soldati far crollare degli imperi? Le poche armi non funzionarono quasi mai a causa del clima umido che neutralizzava le polveri, i cavalli non potevano essere utilizzati nell\u2019assalto a causa delle foreste. La verit\u00e0 \u00e8 che gli spagnoli ebbero l\u2019appoggio determinante degli indios che li accolsero come liberatori e si unirono a loro per rovesciare la schiavit\u00f9 azteca e Incas.<\/p>\n<p>Dunque scrive Dumont: \u201cl&#8217;insediamento spagnolo non fu affatto ricevuto come una &#8216;aggressione&#8217; da un gran numero di popoli indigeni [\u2026] Quando Cortes sbarca con la sua ridottissima truppa sulla costa di Vera Cruz, viene presto accolto come un alleato dai Cempoaltechi, appartenenti alla grande civilt\u00e0 totonachi, creatori dell&#8217;arte pi\u00f9 pura e pi\u00f9 moderna dell&#8217;antico Messico\u201d. A poco a poco anche altre popolazioni si schierano con Cortes, come i Tlaxcaltechi, che poi saranno i veri vincitori dell&#8217;impero azteco: essi entreranno a fianco di Cortes in Citt\u00e0 del Messico. Inoltre anche le popolazioni del sud, gli Zapotechi di Oaxaca, accolgono gli spagnoli come ospiti e benvenuti. Alla fine molti storici messicani, possono sostenere, che la Conquista fu opera, \u201cmeno di Cortes, che non dei gruppi indigeni, stanchi della tirannia azteca e desiderosi di scuotersela di dosso, i quali si gettarono nelle braccia degli spagnoli\u201d. Addirittura Alfredo Chavero, scrive: \u201cnon fu un gruppo di europei ad operare la Conquista, ma gli Indiani stessi\u201d. Un fatto indiscutibile \u00e8 che nei tre secoli di presenza spagnola mai ci furono rivolte contro gli spagnoli da parte degli indios. La morte di milioni di persone nella popolazione indigena ci fu ma non fu dovuta alle armi degli spagnoli ma alle nuove malattie infettive portate dagli spagnoli: Il morbillo e il vaiolo. <\/p>\n<p>Inoltre, gli spagnoli si sposarono con le donne indigene, creando cos\u00ec la popolazione meticcia.<br \/>\nInfatti i cattolici spagnoli non esitavano a sposare le indigene perch\u00e9 la teologia cattolica le riteneva esseri umani a pieno titolo. Nel Nord America, invece, la colonizzazione protestante aborriva le unioni miste e i frutti degli incroci razziali venivano emarginati: la teologia protestante, infatti, considerava l\u2019indiano inferiore in quanto predestinato ad esserlo (\u00e8 lo stesso meccanismo che ha portato nel Sudafrica all\u2019apartheid e in Australia alla quasi estinzione degli indigeni). Inoltre, nel Nord America la colonizzazione protestante ha effettivamente sterminato le popolazioni locali (il massacro sulla frontiera dell\u2019Ovest nel XIX secolo).<br \/>\nE allora perch\u00e9 \u00e8 nata la Leggenda nera della conquista spagnola? <\/p>\n<p>Lo storico Pierre Chanu, calviniste e liberale, sostiene che \u00e8 stata l\u2019America protestante a crearla, probabilmente per liberarsi dal suo crimine. Il primo scritto utilizzato in funzione strumentale dagli olandesi e dagli inglesi, per costruire il mito del massacro degli indios da parte degli spagnoli, fu quello del frate cattolico Bartolomeo de Las Casas. Bartolomeo fino a 35 anni aveva praticato, prima della conversione, la schiavit\u00f9 degli indios nei suoi possedimenti delle Antille. Lo scritto di Bartolomeo \u00e8 frutto di un\u2019esaltazione mistica e di un desiderio di espiazione. <\/p>\n<p>Bartolomeo, in modo del tutto ingenuo e infantile, dice che tutti i popoli delle Indie sono naturalmente buoni e pacifici, addirittura privi di ogni forma di aggressivit\u00e0. Le civilt\u00e0 costruite da questi popoli sarebbero tutte perfette e paradisiache, comprese quelle sanguinarie degli aztechi e degli Incas. Pertanto, Il male non esisterebbe presso quei popoli ma solo nell\u2019animo degli europei. Bartolomeo, con il suo scritto, \u00e8 il primo a gettare le premesse di quella favola illuminista che dar\u00e0 origine al mito del buon selvaggio.<\/p>\n<p>Il libro di Dumont indugia molto sul francescano, gli stessi Re spagnoli, Ferdinando e Isabella, hanno concesso piena libert\u00e0 di manifestare la propria visione utopistica. Isabella scrisse nel suo testamento una supplica al Re e alla principessa sua figlia affinch\u00e9 gli indios fossero sempre trattati con umanit\u00e0, rispettati nelle loro persone e nei loro beni e affinch\u00e9 fosse riparato ogni eventuale danno che avessero ricevuto.<\/p>\n<p>Lo storico protestante nord-americano William Malty ha scritto che nessuna nazione eguagli\u00f2 la Spagna cattolica nella preoccupazione per le anime dei suoi sudditi. A questo proposito c&#8217;\u00e8 un altro francescano che potrebbe essere considerato il vero paladino degli indios, quel fra Toribio de Benavente, detto \u201cMotolinia\u201d, poco conosciuto.<br \/>\nAnche in Per\u00f9 avvenne la stessa cosa con Pizarro e i suoi spagnoli, le popolazioni indigene come i Canari taglieggiati dagli Incas si allearono con gli spagnoli ed entrarono a Quito.<br \/>\nUn&#8217;appassionata adesione di massa. Insomma Dumont pu\u00f2 scrivere che \u201cla pretesa &#8216;aggressione culturale&#8217; cristiana era di fatto un apporto da lungo tempo atteso, anche se inconsciamente\u201d. Occorre riflettere molto sull&#8217;evangelizzazione dei popoli indigeni. Fu una vera epopea, \u201cquasi dappertutto si ripete la sete indiana di cristianesimo; dappertutto investe le moltitudini e travolge la prudenza che i religiosi vorrebbero mantenere nell&#8217;amministrazione del battesimo\u201d. Gli stessi accomodanti francescani<br \/>\ncercarono prima di battezzare, di fornire una preliminare istruzione. <\/p>\n<p>\u201cGli indiani furono \u2013 salvo rarissime eccezioni \u2013 battezzati a \u201cuno a uno&#8217; [&#8230;]\u201d. Il francescano Torquemada, afferma che, \u201cspesso i preti non riuscivano pi\u00f9 a sollevare la brocca con la quale battezzavano, tanto erano stanche le loro braccia\u201d.<\/p>\n<p>Addirittura uno studioso francescano rileva che gli indios in massa, importunavano i frati, \u201cvenivano a reclamare il battesimo\u201d.<br \/>\nE&#8217; l&#8217;\u201dora di Dio\u201d, secondo il gesuita padre Plaza, gli indiani si appassionano talmente che accorrono ad ascoltare pi\u00f9 di una predica nello stesso giorno, girando di parrocchia in parrocchia. La sete indiana del cristianesimo, esplode in ogni citt\u00e0, in ogni villaggio.<br \/>\nNasce una nuova alleanza nella gioia. Lo -cattolica che nasce immadiatamente dopo la Conquista, come modello storico delle civilt\u00e0 Arnold Toynbee, ha considerato \u201cla civilt\u00e0 indo-cattolica che nasce immediatamente dopo la Conquista, come il modello mondiale della felice fusione di due civilt\u00e0\u201d. Lo storico ha sviluppato questa tesi dopo aver visitato le innumerevoli opere d&#8217;arte, \u201csovrabbondanti di luce e di gioia, contrariamente alla sinistra arte azteca, forniscono \u2013 proprio attraverso la gioia \u2013 la prova irrefutabile della liberazione umana portata dalla Conquista e dall&#8217;evangelizzazione\u201d.<\/p>\n<p>E&#8217; una bella lezione di Storia, l&#8217;auto evangelizzazione degli indiani. Il libro di Dumont prosegue ad evidenziare l&#8217;opera luminosa della stupefacente arte indo-cristiana, fino a parlare di una vera e propria et\u00e0 dell&#8217;oro. Non posso dilungarmi troppo.<\/p>\n<p>Prima di concludere il testo fa riferimento alla \u201cVerit\u00e0 della Madonna di Guadalupe\u201d, apparsa immaculada incinta a Juan Diego nel 1531, \u201cDio ha fatto ci\u00f2 che non ha fatto per nessun&#8217;altra nazione\u201d. <\/p>\n<p>La Vergine Maria ha voluto mettere il suo sigillo alla scoperta, alla conquista e all&#8217;evangelizzazione di quelle nuove terre.<br \/>\nUna storia che va affrontata e raccontata bene per capire come la Provvidenza non manca di entrare nella Storia dell&#8217;uomo. Il testo di Dumont si arricchisce con un saggio su \u201cSanta Isabella la Cattolica\u201d, un processo di riabilitazione della regina spagnola, un processo che non va avanti proprio perch\u00e9 si tratta di una regina, \u201cpoliticamente scorretta\u201d, anche questa storia merita attenzione da parte nostra. Lo faremo in qualche altra occasione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dunque, il libro di Dumont ci racconta una \u201cbella lezione di storia\u201d, che sapientemente illustra una meravigliosa pagina del cristianesimo di cui i cattolici dovrebbero tornare a sentirsi fieri.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":428469,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[38],"localita":[],"sezione-speciale":[158],"class_list":["post-622050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca","tag-in-evidenza","sezione-speciale-langolo-del-bonvegna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=622050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622050\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/428469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=622050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=622050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=622050"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=622050"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=622050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}