{"id":622397,"date":"2023-08-23T20:45:14","date_gmt":"2023-08-23T18:45:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=429153"},"modified":"2023-08-23T20:45:14","modified_gmt":"2023-08-23T18:45:14","slug":"la-verita-su-isabella-la-cattolica-a-cura-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=622397","title":{"rendered":"La verit\u00e0 su Isabella la Cattolica &#8211; A cura di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Ho deciso di affrontare subito il tema della straordinaria sovrana di Spagna, sposa di Ferdinando, che finanzi\u00f2 il viaggio di Cristoforo Colombo, ma non solo. Ho riletto (in biblioteca ne ho tanti altri NON letti) il testo, \u201cLa regina diffamata. La verit\u00e0 su Isabella la Cattolica\u201d, di Jean Dumont, SEI (Societ\u00e0 Editrice Internazionale), del 2003. Il testo \u00e8 introdotto da un invito alla lettura di Vittorio Messori. E&#8217; un lungo e accanito lavoro su una regina che ha veramente fatto la storia non solo della Spagna, ma di tutta la Cristianit\u00e0 occidentale&#8221;. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ISABELLA-e-FERDINANDO-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"236\" class=\"alignnone size-full wp-image-429155\" \/><\/p>\n<p>E&#8217; una sfida quella lanciata da Dumont, che, utilizzando una grande massa di documenti spesso inediti si propone di smontare la \u201cleggenda nera\u201d, provando la falsit\u00e0 delle accuse e dimostrando che \u00e8 ben fondata la fama di santit\u00e0 di Isabella. Una figura che \u00e8 stata infangata dai pi\u00f9 svariati accusatori a partire dagli ebrei, islamisti, massoni, liberal di ogni tipo, ma anche da secessionisti catalani, baschi, galiziani, antifranchisti. L&#8217;obiettivo di tutti questi \u00e8 impedire che la Chiesa beatifichi Isabella che qualche avversario ha definito, \u201cun diavolo in forma di donna\u201d.<\/p>\n<p>Isabella nasce il 22 aprile 1451 in un villaggio dell&#8217;altopiano della Vecchia Castiglia, Madrigal de las Altas Torres. I suoi genitori sono il re Giovanni II di Castiglia e la sua seconda moglie, Isabella di Portogallo. Dumont cerca di capire e descrivere l&#8217;ambiente di Madrigal, in cui \u201c\u00e8 sbocciato questo fiore della storia\u201d. Un ambiente che lasciato un segno profondo in Isabel, sia dal punto di vista religioso, artistico, sociale e politico. C&#8217;\u00e8 un ritratto che la ritrae giovane, con la carnagione molto chiara, bionda, sguardo gradevole e schietto, il viso molto bello e ridente. Dumont \u00e8 convinto che per scrivere la storia di Isabella, \u201csia preferibile andarla a scoprire anche nel suo sicuro microcosmo d&#8217;epoca, anzich\u00e9 fare assoluto affidamento al macrocosmo delle &#8216;scienze umane'[&#8230;]\u201d. Pertanto, per Dumont, \u201cIsabella \u00e8 prima di tutto Madrigal, villaggio dal passato di straordinaria ricchezza cristiana, sua culla profetica\u201d. Naturalmente non mi soffermo sulle interminabili vicende, sulle contestazioni dei partiti nobiliari, su come sia arrivata a diventare regina di Castiglia. Lo hanno fatto gli autorevoli storici come Tarsicio de Azcona o Joseph Perez, per nominare quelli pi\u00f9 celebri.<\/p>\n<p>Tuttavia il testo ci racconta anche come arrivarono al matrimonio i due giovani re, Isabella e Ferdinando, entrambi giovani coetanei affascinanti, che si sono scelti da soli. Un matrimonio frutto non di soli calcoli politici e finanziari (come si evince dal Concordato), che c&#8217;erano, ma c&#8217;era anche l&#8217;amore, la passione, al contrario di quello che sostengono Perez e Azcona. Isabella regina di Castiglia, Ferdinando re d&#8217;Aragona, si incontrano a Valladolid, dopo un viaggio da leggenda. Il matrimonio si svolge il 18 ottobre, celebrato dall&#8217;arcivescovo Carrillo. I giovani sposi all&#8217;inizio hanno avuto grosse difficolt\u00e0, a causa di principi e nobili, ma anche di Enrico IV, che non accettavano questo matrimonio, ma a poco a poco riescono a moltiplicare le alleanze a loro favore, come quella dei Mendoza, in particolare del marchese di Santillana. I futuri Re Cattolici, con il \u201cConcordato\u201d del 1475, prefigurano l&#8217;unit\u00e0 della Spagna attraverso l&#8217;unione dei due Regni. Dumont descrive la prima guerra che i due sovrani hanno affrontato contro il re del Portogallo, Alfonso V che pretendeva la corona di Castiglia. Quest&#8217;ultimo intanto si era alleato con Luigi XI.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ISABELLA-E-FERDINANDO-con-la-madonna.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"237\" class=\"alignnone size-full wp-image-429156\" \/><\/p>\n<p>Creazione dello Stato moderno.<br \/>\nI re cattolici dopo aver sconfitto la minaccia franco-portoghese, hanno iniziato a ristabilire la piena autorit\u00e0 dello Stato in Castiglia e riorganizzato il paese. Ben presto crearono un nuovo Stato, con caratteristiche moderne. Ma per ottenere questo risultato hanno dovuto combattere le pretese dei vari nobili locali. Poi c&#8217;era la situazione religiosa molto grave degli ebrei e dei conversos, che si sono convertiti al cristianesimo. Lo storico Diego Hurtado de Mendoza, figlio di uno degli uomini di fiducia di Isabella, potr\u00e0 scrivere: \u201cI Re Cattolici misero il governo della giustizia e delle altre cose pubbliche nelle mani di uomini di classe media, n\u00e9 grandi n\u00e9 piccoli, senza offesa per gli uni o per gli altri, la cui professione era la legge, la cortesia, il segreto, la verit\u00e0, la vita retta e i costumi non corrotti, persone che non sollecitano e non ricevono regali [\u2026]<br \/>\nEssi, invece, con dolcezza e umanit\u00e0, si riuniscono nell&#8217;ora prevista per ascoltare le cause e giudicarle, e discutere il bene pubblico\u201d. Isabella ha soddisfatto le aspirazioni popolari di difesa locale contro le oligarchie dei vari nobili. Rivolte di contadini e abitanti di citt\u00e0 sollecitarono l&#8217;appoggio reale. \u201cFu allora che si rafforz\u00f2 l&#8217;immagine della monarchia di Isabella e Ferdinando, attenta ai desideri del popolo e preoccupata a garantire loro protezione\u201d. Lope de Vega di questa condotta, ne fece un&#8217;opera teatrale.<\/p>\n<p>A questo punto Dumont si pone una domanda che ci fa riflettere molto: \u201cCi si chiede perch\u00e9 gli storici, anche migliori, abbiano omesso di rivelare che Isabella e Ferdinando hanno risposto istituzionalmente all&#8217;attesa popolare creando rappresentanze elettive nelle municipalit\u00e0\u201d. Un&#8217;importante conquista, presente in molte citt\u00e0 spagnole pi\u00f9 importanti dell&#8217;epoca. \u201cI rappresentanti agivano in collegamento diretto con i Consigli reali\u201d. Dumont ha consultato gli archivi e sa cosa scrive.: \u201cla rappresentanza popolare voluta da Isabella \u00e8 cos\u00ec efficace e generalizzata che la troviamo in America nel 1530 [&#8230;]\u201d. E&#8217; un \u201cgrande passo democratico\u201d, scrive Dumont. \u201cLa monarchia di Isabella fu dunque una &#8216;monarchia popolare&#8217;, modello di modernit\u00e0, come la memoria popolare non cessa di ricordare, e di celebrarla, fino ai nostri giorni\u201d. Una lezione per chi non conosce la Monarchia spagnola. \u201cI Re Cattolici vennero quindi in soccorso del popolo delle campagne, come erano giunti in soccorso del popolo delle citt\u00e0 creando la rappresentanza popolare [&#8230;]\u201d.<\/p>\n<p>Interessante la descrizione della riorganizzazione di Isabella dello Stato dal punto di vista economico, in particolare del sostegno e della promozione del grande allevamento delle pecore, basato sula transumanza. Era la principale ricchezza propriamente castigliana. La lana di alta qualit\u00e0 delle pecore merinos, era ricercata sui mercati europei. La Spagna garantiva, mediante la transumanza, la migliore alimentazione degli ovini in ogni stagione.<\/p>\n<p>L&#8217;Inquisizione vista come ripristino dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Realizzata progressivamente dal 1477 al 1490, \u201cnon \u00e8 da parte di Isabella l&#8217;effetto di una pulsione aberrante e divergente, ma una delle numerose istituzioni attraverso le quali ella ha condotto a buon fine la ricostruzione dello Stato castigliano e la protezione del popolo: un&#8217;impresa compiuta a difesa del popolo castigliano inteso come &#8216;popolo di Dio&#8217;, il Dio cristiano\u201d. Certo il tema \u00e8 complicato, come ho scritto altre volte, c&#8217;\u00e8 da fare la solita raccomandazione: per comprendere appieno bisogna calarsi in quell&#8217;epoca in cui \u00e8 vissuta la regina di Spagna. Inquisizione rivolta principalmente nei confronti degli ebrei e dei conversos. Secondo gli studi di Dumont, \u201cnell&#8217;inquisizione non vi \u00e8 antisemitismo, nel senso moderno dell&#8217;odio biologico, razziale\u201d. Non solo, avverte Dumont, Ferdinando stesso era, \u201cdi lignaggio in parte ebreo, per eredit\u00e0 materna\u201d, peraltro elencando i vari consiglieri e collaboratori diretti, intimi della regina sono di origine ebrea o conversa. Perfino Thomas de Torquemada, era nota l&#8217;origine conversa. Inoltre Dumont chiarisce che, la repressione antigiudaizzante, era gi\u00e0 stata rivendicata dagli ebrei conversi. \u201cQuesti nuovi cristiani sono generalmente convinti, e perfettamente avvertiti, del pericolo della giudaizzazione [&#8230;]\u201d. Uno di questi \u00e8 Salomon Ha-Levi, un tempo rabbino, in seguito vescovo di Burgos con il nome di Pablo de Santa Maria, autore di un \u201cDialogus contra Judaeos\u201d. Ma ce ne sono tanti altri, ex rabbini come principali inquisitori e grandi polemisti. Dumont fa cenno dell&#8217;intolleranza ebrea, maggiore di quella cristiana, come confermano altri storici come Fernand Braudel. Addirittura il liberale Salvador Madariaga, afferma che \u201cL&#8217;inquisizione spagnola per molti fu un&#8217;idea ebrea\u201d. Tuttavia, Dumont sostiene che l&#8217;Inquisizione in Spagna non ha mai raggiunto il carattere inquisitorio conosciuto in Francia, con i roghi dei Catari, quelli dei Templari o quello di Giovanna d&#8217;Arco. \u201cIn Castiglia non vi \u00e8 d&#8217;altronde alcuna tradizione di roghi religiosi[&#8230;]\u201d. E se poi si \u00e8 giunti a una sistematica repressione, \u00e8 perch\u00e9 era in gioco l&#8217;esistenza stessa della Spagna cristiana, osserva Ludwig von Pastor, autore dell&#8217;immensa \u201cStoria dei Papi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa supremazia degli ebrei spagnoli si fece intollerabile per le masse\u201d, masse che volevano restare cristiane\u201d.<br \/>\nDumont fa riferimento a una serie di esempi di rivolte popolari contro l&#8217;ebraismo e i conversos (non convertiti) che cercano di riprendere il potere politico ed economico. Il rischio per la Spagna \u00e8 grande e Isabella e Ferdinando lo hanno avvertito dopo la sanguinosa battaglia di Siviglia. Il problema dei converso \u00e8 il nodo gordiano da risolvere senza esitare, in modo drastico, definitivo. Ecco il progetto dei sovrani spagnoli: un nuovo e rigoroso battesimo per tutti. Un certificato rilasciato dal Tribunale della fede, che \u201csignificava qualificare definitivamente i conversos come cristiani e spagnoli con pieni diritti\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante questa situazione, Dumont titola un paragrafo: \u201cUna primavera di carit\u00e0\u201d, tuttavia la misericordia non era assente nei due sovrani, ricevendo la bolla papale, lanciarono a Siviglia, \u201cuna vasta campagna di catechizzazione dei conversos, per convincerli a rinunciare da soli alla loro infedelt\u00e0. Una campagna \u2013 precisa Dumont \u2013 che faceva ricorso, in primo luogo, alle &#8216;dolci ragioni e ai teneri ammonimenti&#8217; invocati dal segretario reale converso Pulgar\u201d. Mendoza redige un vero e proprio catechismo per i conversos. Lo scrittore francese ci invita a soffermarsi su questa primavera di carit\u00e0, e soprattutto a sfatare alcuni luoghi comuni, ripresi da molti nostri media e dai manuali scolastici. Durante tutto il Medioevo a sud dei Pirenei \u00e8 successo un fatto unico in Europa: \u201cla fusione biologica fra cristiani ed ebrei: ci\u00f2 permise, fenomeno inesistente altrove, l&#8217;ascesa delle discendenze ebree in cima alla gerarchia sociale cristiana. Questo riavvicinamento biologico fu dovuto alle donne ebree divenute cristiane\u201d. Grazie a tutta questa tolleranza e fraternit\u00e0, faceva della Castiglia il \u201cregno delle tre religioni\u201d (cristiana, musulmana ed ebrea). I cristiani sposavano le ebree perch\u00e9 particolarmente belle. Infatti, c&#8217;\u00e8 una incredibile presenza maggioritaria conversa nell&#8217;alta nobilt\u00e0 spagnola, fra gli alti funzionari, i consiglieri e collaboratori del re, era presente anche nell&#8217;alto clero.<\/p>\n<p>Alla fine consultando le fonti si pu\u00f2 scrivere che per certi versi Isabella diventa \u201cProtettrice degli ebrei\u201d. Nel 1477 Isabella prende sotto la sua protezione gli ebrei, in particolare i loro beni, soltanto quando percepisce il pericolo dei giudaizzanti entra in azione l&#8217;Inquisizione, che deve essere considerata nelle sue giuste proporzioni. Certamente NON sono le cifre enormi fornite certi storici. In ventiquattro anni di governo di Isabella le vittime dell&#8217;inquisizione non furono superiore ai quattrocento. Certo, ammette Dumont, \u201cun bilancio pesante, ma non paragonabile all&#8217;orgia di massacri con il fuoco che la cultura scolastica ha radicato nello spirito popolare\u201d. Un numero relativamente limitato scrive Braudel. Sicuramente infinitamente pi\u00f9 limitato rispetto alle centinaia e migliaia di ghigliottinati, delle fucilazioni di massa, delle deportazioni delle \u201ccolonne infernali\u201d nei soli sei anni di Terrore (1793-1799) della Rivoluzione francese, \u201cin nome della quale si giudica l&#8217;inquisizione spagnola senza nemmeno aver studiato la storia\u201d. Ben presto i conversos si dimostrarono, \u201cmalvagi\u201d e non dolci e povere pecorelle oppresse come ci vengono dipinte. Ormai erano diventati un pericolo sociale, organizzavano complotti, assassinii. Attenzione per\u00f2 ci tiene a precisare Dumont: la battaglia del governo spagnolo era contro i cristiani, \u201cperch\u00e8 l&#8217;inquisizione, bisogna ricordarlo, ha potere soltanto sui battezzati, e non sugli ebrei, che non subiranno mai repressione, salvo per crimini particolari, e che potranno continuare a professare liberamente la fede ebraica\u201d. Dumont accenna alle prigioni che non erano l&#8217;\u201danticamera dell&#8217;inferno\u201d, come \u00e8 stato scritto. Poi c&#8217;erano le tante garanzie degli inquisitori per l&#8217;accusato. Gli accusati vengono giudicati tutti allo stesso modo, nobili o popolani, ricchi o poveri.<\/p>\n<p>Il V\u00b0 capitolo si occupa dell&#8217;espulsione degli ebrei.<br \/>\nAnche qui ci sono tante leggende da smascherare. L&#8217;espulsione ridusse certamente la repressione nei confronti dei conversos ed \u00e8 stata decisiva per il ritorno alla pace religiosa. In merito all&#8217;espulsione degli ebrei, Dumont si sforza di trattare l&#8217;argomento e di dare delle risposte con giustizia sia per i cristiani che per gli ebrei. Lo fa in quattordici punti che non sto qui ad esporli. Accenno a qualche risposta. Intanto gli ebrei aiutarono i musulmani a conquistare i territori spagnoli. Per quanto riguarda l&#8217;accoglienza si possono accettare singole persone, non a titolo perpetuo un popolo intero. In quanto il popolo ospitante ha diritto alla propria identit\u00e0, alla quale lo straniero non pu\u00f2 attentare e gli ebrei erano considerati stranieri. Agli ebrei sono stati dati quattro mesi di tempo per lasciare il territorio spagnolo, non hanno subito molestie durante l&#8217;uscita dal territorio. Tuttavia la sorte peggiore tocc\u00f2 agli ebrei che si diressero nel Maghreb, in Marocco, numerosi trovarono la morte o la schiavit\u00f9 nei battelli dei Mori. I beni degli ebrei sono stati donati alle chiese o ai signori che li avevano ospitati. Dumont precisa che soltanto un numero ridotto di ebrei ha lasciato la Spagna. Lo scrittore francese ha cercato di dimostrare che l&#8217;espulsione degli ebrei non \u00e8 stata una macchia da non perdonare a Isabella. Peraltro l&#8217;assemblea dei dottori dell&#8217;Universit\u00e0 di Parigi si \u00e8 congratulata con i re cattolici. Quanto alla Chiesa, Alessandro VI accolse a Roma con generosit\u00e0 molti ebrei spagnoli espulsi.<\/p>\n<p>Infine Dumont espone un particolare che riguarda il nostro tempo. Durante la persecuzione nazista di Hitler, \u00e8 proprio uno spagnolo tradizionalista, la cui famiglia ha origini in quei \u201cbattesimi affrettati\u201d degli ebrei a venire in loro soccorso. \u201cQuest&#8217;uomo aveva una doppia linea di discendenza conversa, paterna e materna: si chiamava Francisco Franco Bahamonde, due nomi di famiglie converse\u201d. Dumont precisa che Franco era un \u201ccapo di uno Stato spagnolo cristiano e autoritario, aveva ristabilito, come prima decorazione ufficiale, l&#8217;Ordine di Isabella la Cattolica e dato allo Stato per emblema il simbolo dei Re Cattolici, il gioco e le frecce: quest&#8217;uomo si gett\u00f2 in soccorso degli ebrei in pericolo\u201d. Del resto Hitler e il suo Istituto della razza, sapevano delle origini ebraiche di Franco, ecco perch\u00e9 lo chiamavano \u201cufficialetto ebreo\u201d. Peraltro Franco, discepolo di Isabella, fece una cosa inaudita nel pieno del trionfo di Hitler, diede la nazionalit\u00e0 spagnola ai discendenti degli ebrei espulsi dalla Spagna, ponendoli sotto la protezione di uno Stato neutrale, strappandoli cos\u00ec a sicura deportazione. \u201cSi calcola che Franco abbia salvato cos\u00ec 400.000 ebrei [&#8230;]\u201d. Ogni anno il 20 novembre, anniversario della morte di Franco, gli ebrei svolgono una celebrazione di riconoscenza per la sua memoria.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima crociata dell&#8217;Occidente europeo.<br \/>\nNel VI\u00b0 capitolo, Dumont descrive la riconquista di Granada occupata dai Moriscos, l&#8217;ultimo regno musulmano della penisola, che aveva cancellato ogni vestigia del cristianesimo. E qui lo studioso francese smonta, l&#8217;immagine amabile, colta e tollerante che ci hanno lasciato i romanzieri e gli scrittori romantici. Ci vengono raccontati alcuni particolari come il gigantesco rogo della biblioteca del califfato di Cordova. Certo c&#8217;\u00e8 l&#8217;Alhambra di Granada, testimone di una civilt\u00e0 raffinata, nelle sue alte sfere, costruzione \u2013 ricorda Dumont \u2013 fornita dall&#8217;oro proveniente dal Sudan, dagli schiavi neri e dai prigionieri cristiani addetti al trasporto. Pertanto, \u201cla riconquista del regno islamico di Granada non pu\u00f2 quindi essere descritta come la vittoria dell&#8217;oppressione cristiana sulla giusta pace, n\u00e9 come quella delle tenebre castigliane sulla luce\u201d. Come sostengono i terzomondisti del cancel culture. La Reconquista, \u201cfu in realt\u00e0 il frutto dell&#8217;ideale di un popolo, desideroso di recuperare le sue terre, e di riportarvi la fede che era stata strappata con la forza\u201d. La riconquista di Granada fu anche un obiettivo non solo nazionale, ma un ideale internazionale, europeo. E questo particolare mi era sconosciuto.<br \/>\nIl Papa Sisto IV nel 1482 aveva istituita il contributo alla Crociata (Cruzada), destinato in primo luogo a finanziare la lotta contro l&#8217;islam in Spagna. Tutti contribuirono, fino a raggiungere la somma di 500 milioni di maraved\u00ec. In tutta Europa gruppi consistenti di cavalieri e soldati si preparavano a venire in aiuto, volontariamente ai soldati e cavalieri di Isabella e Ferdinando. Di fronte a Granada si organizzava cos\u00ec l&#8217;ultima crociata dell&#8217;Occidente europeo. Gli archivi attestano la presenza di combattenti tedeschi, svizzeri, francesi, borgognoni e inglesi. In questo contesto, Dumont sottolinea il genio politico e militare del futuro Re Cattolico e quello della moglie. Non mi soffermo, ma vi lascio alla lettura del testo. Il 2 gennaio 1492 si compie la reconquista con la prima messa nel palazzo musulmano dell&#8217;Alhambra. Il potere dell&#8217;islam in Spagna \u00e8 finito, le campane suonano fino a Londra e prima di tutto a Roma.<\/p>\n<p>Cristoforo Colombo e l&#8217;America.<br \/>\nProbabilmente \u00e8 l&#8217;impresa pi\u00f9 conosciuta che riguarda la regina di Spagna. L&#8217;enorme storiografia colombina ha costruito romanzi inesauribili e contraddittori, non confermati da nessun documento d&#8217;archivio. Intanto i monarchi hanno deciso da soli, erano capaci di farlo. Il ritorno e l&#8217;incontro con i sovrani di Colombo in Spagna secondo Dumont non ha il carattere di apoteosi, come \u00e8 stato scritto ovunque. Per il secondo viaggio di Colombo in America, i monarchi spagnoli gli danno una Istruzione fondamentale: \u201cColombo deve fare il possibile per convertire gli indigeni, con la precisazione che questi devono essere trattati &#8216;bene e con amore, senza far loro il minimo torto, in maniera tale da avere con loro molto dialogo e familiarit\u00e0\u201d.<br \/>\nE&#8217; una istruzione opera soprattutto di isabella, del popolo castigliano. Colombo per\u00f2 dimostra una inquietante doppiezza nel suo comportamento nelle \u201cIndie\u201d, in totale contraddizione con le istruzioni ricevute da Isabella. Praticamente nelle terre scoperte, installa \u201cuna semplice agenzia commerciale che il monopolio, in cui tutti gli spagnoli e gli europei erano dei salariati, e gli indiani degli schiavi: in questo modo \u00e8 l&#8217;unico a profittarne\u201d. Addirittura nel 1495, invia una prima nave carica di schiavi indiani, per metterli in vendita, ma Isabella fa tornare indietro la nave. Ben presto il rapporto con la regina si deteriora per via della schiavit\u00f9 degli indiani e cos\u00ec la regina ordina che tutti quelli che hanno portato schiavi dalle Indie devono, \u201csotto pena di morte\u201d, ricondurli o rimandarli in America. Intanto affida nelle Antille pieni poteri d&#8217;inchiesta e di governo, a due commissari, Francisco Bobadilla e Nicolas de Ovando, che fanno arrestare Colombo. Poi ci sar\u00e0 per Colombo il quarto e ultimo disastroso viaggio e infine muore il 21 novembre 1504.<br \/>\nA partire dal 1501, Isabella ha la responsabilit\u00e0 completa e diretta della colonizzazione in America, oltre alla responsabilit\u00e0 di evangelizzarla, obbligata dalla Bolla pontificia, Piis Fidelium, del 25 giugno 1493. Firma una istruzione al governatore Ovando, affinch\u00e9 \u201dprotegga in ogni istante quelli che noi oggi chiamiamo diritti umani\u201d. Infatti, Dumont scrive che \u201cl&#8217;istruzione precisa con risolutezza che lo status degli abitanti delle terre scoperte \u00e8 quello di uomini liberi, sudditi naturali della Corona castigliana\u201d. Inoltre, la sovrana aggiunge: \u201c\u00e8 necessario informare gli indiani sulla nostra sante fede, affinch\u00e9 ne giungano a conoscenza\u201d. Pertanto, i religiosi, dovranno informare e ammonire gli indiani con molto amore, \u201csenza esercitare su di loro alcuna costrizione\u201d. E&#8217; giunta l&#8217;ora di Dio, affidata a quindici religiosi, in gran parte francescani, la schiavit\u00f9 di Colombo \u00e8 scomparsa. Dumont fa riferimento all&#8217;encomienda, istituita da Isabella, un&#8217;istituzione molto discussa. Aveva quattro obiettivi: Impedire che gli indiani rimangono dispersi nelle boscaglie e sottoalimentati. Creare villaggi indiani, in cui essi saranno nutriti, civilizzati e cristianizzati. Affidare il villaggio a un governatore per proteggere da abusi gli indiani e garantirgli un salario equo. Isabella lo precisa: \u201cgli indiani lavoreranno come &#8216;uomini liberi e non come schiavi&#8217; e dovranno essere trattati con umanit\u00e0\u201d. Attenzione non sono obiettivi di dissimulata schiavit\u00f9. Ancora una volta Dumont fa notare la grande rivoluzione di Isabella, \u201cla libert\u00e0 assoluta fu un passo da gigante in un periodo in cui la schiavit\u00f9 era moneta corrente\u201d. Possiamo affermare con certezza che \u201cIsabella \u00e8 la madre di quella che diventer\u00e0 la libera America cattolica\u201d.<br \/>\nLa prima Riforma cattolica.<br \/>\nUn altro aspetto fondamentale della grande opera isabelliana. Allora si domandava Perez, \u201cla Spagna dei Re Cattolici era davvero cristiana?\u201d. Tutta la storia religiosa della Spagna lo dimostra. Isabella realizz\u00f2 una riforma laica della Chiesa, senza eguali nel mondo. Una dura battaglia anche contro Roma, che Isabella ha intrapreso durante i trent&#8217;anni del suo regno. I vescovi devono essere laureati, impeccabili sul piano morale e quello spirituale, e non solo figli di famiglie nobili. Infatti, al termine del regno dei Re Cattolici, su 112 vescovi di nomina reale vi saranno soltanto 32 membri della famiglia reale o della nobilt\u00e0. Isabella ha agito prima e meglio del Concilio di Trento, in un tempo in cui la Chiesa di Roma era fortemente in crisi, c&#8217;era un abisso sui valori cristiani tra i riformatori reali e i religiosi di Spagnoli dalla Roma papale dell&#8217;epoca. Troppi religiosi, canonici, preti erano fuori controllo, mentre\u201ci vescovi riformati scelti da Isabella si impegnano attivamente per riportare sulla retta via il popolo clericale con l&#8217;esempio quotidiano, la denuncia puntuale degli abusi, l&#8217;appello alla rettitudine nel servizio divino, alla carit\u00e0 effettiva, alla formazione universitaria dei migliori, ma anche con l&#8217;impiego di sanzioni severe\u201d. Una riforma che attu\u00f2 insieme a un vescovo designato dal Papa, si tratta dell&#8217;arcivescovo di Messina, Martin Ponce.<br \/>\nIn questo contesto troviamo uno dei tratti caratteristici della regina: la misericordia, la comprensione per i problemi degli umili. Isabella insieme al popolo cristiano attu\u00f2 una Riforma caratteristica, profonda, i cui effetti permangono. Per tracciare un quadro di questa riforma del clero regolare di Spagna, sarebbe necessario un intero volume.<br \/>\nIl volume dello studioso francese si chiude con due temi che andrebbero conosciuti: La bellezza e la santit\u00e0. \u201cLa grandezza di Isabella non si esprime solo nella sua opera di riconquista sociale, politica, nazionale e religiosa, ma anche nella riscoperta della bellezza\u201d. Secondo gli studiosi dell&#8217;arte, si \u00e8 affermato e diffuso un vero e proprio \u201cstile Isabella\u201d. Isabella accoglie in Spagna una pleiade di crociati dell&#8217;arte europea, francesi, inglesi, tedeschi, italiani, ben presto divenuti spagnoli, per costruire splendide cattedrali, chiese, palazzi, tardo-gotico, con un ritorno all&#8217;identit\u00e0 cristiana della Spagna. Certo la concessione del titolo di \u201ccattolici\u201d, non \u00e8 una sorta di canonizzazione personale, ma si canonizza in un certo senso gli elementi principali dell&#8217;azione religiosa e sociale di isabella. Tuttavia per Dumont Isabella aveva carattere di santit\u00e0, anche i sostenitori meno calorosi, all&#8217;interno della Chiesa non ne dubitano. Chi non vuole la sua santificazione, riconosce che la regina di Spagna era santa, ma la questione degli ebrei frena la sua canonizzazione.<br \/>\nComunque la santit\u00e0 di Isabella \u00e8 sancita, senza possibili contestazioni, nei 28 spessi volumi di documenti riuniti dal postulatore della causa di beatificazione di padre Anastasio Gutierrez Poza. Isabella in fondo \u00e8 come santa Giovanna d&#8217;Arco, morir\u00e0 povera, letteralmente sul lastrico. Hanno dovuto vendere all&#8217;asta i suoi beni personali, per i debiti contratti per le attivit\u00e0 caritatevoli, fu considerata dal popolo, ma anche dai religiosi, \u201cmater nostra\u201d. Non posso non concludere questo mio studio con le parole del postulatore padre Gutierrez, nell&#8217;intervista concessa alla rivista Cristianit\u00e0 (La serva di Dio Isabella la Cattolica, modello per la nuova evangelizzazione [Intervista con padre Anastasio Guti\u00e9rrez Poza C.M.F.], Intervista con padre Anastasio Guti\u00e9rrez Poza C.M.F.,a cura di Francesco Pappalardo, Cristianit\u00e0, n. 204, 1992)<\/p>\n<p>Un modello per i nostri tempi.<br \/>\nD.\tQuali insegnamenti possiamo trarre oggi dalla vita della regina Isabella, che potrebbe essere la prima sovrana beatificata dopo i re santi del Medioevo?<br \/>\nR. La Positio historica, pur rilevando l\u2019assenza di fenomeni mistici straordinari in Isabella, la descrive come un\u2019autentica contemplativa nell\u2019azione, che ha saputo coniugare la pratica delle virt\u00f9 cristiane con il difficile esercizio dell\u2019azione di governo. Isabella ha intrapreso il cammino della santit\u00e0 proprio con il compimento puntuale dei suoi doveri di regina e ha mostrato che la vera missione dei reggitori degli Stati \u00e8 di stabilire la pace e l\u2019armonia fra i cittadini, affinch\u00e9 possa sbocciare la carit\u00e0 nelle anime e nelle societ\u00e0. \u00c8 quindi anche modello di vita per i laici, ai quali insegna come devono procurarsi il Regno di Dio trattando le cose temporali, anche le pi\u00f9 impegnative. <\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 modello di virt\u00f9 per le famiglie, come figlia, sorella, sposa fedele, madre sollecita e premurosa di cinque figli, ai quali si \u00e8 dedicata senza trascurare i doveri di governo. In questo senso \u00e8 anche modello di squisita femminilit\u00e0, secondo l\u2019insegnamento della Chiesa, ribadito da Papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Mulieris dignitatem, del 30 settembre 1988. Ma il suo principale insegnamento sta nella sollecitudine per l\u2019impegno missionario, che anima tutte le sue grandi imprese e che induce a proporla come modello della prima e della seconda evangelizzazione del mondo in genere e dell\u2019Europa in specie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/LA-REGINA-DIFFAMATA.-J.-Dumont.jpg\" alt=\"\" width=\"159\" height=\"240\" class=\"alignnone size-full wp-image-429157\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho deciso di affrontare subito il tema della straordinaria sovrana di Spagna, sposa di Ferdinando, che finanzi\u00f2 il viaggio di Cristoforo Colombo, ma non solo<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":429154,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[38],"localita":[],"sezione-speciale":[158],"class_list":["post-622397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-in-evidenza","sezione-speciale-langolo-del-bonvegna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=622397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622397\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=622397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=622397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=622397"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=622397"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=622397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}