{"id":623601,"date":"2023-09-21T14:07:41","date_gmt":"2023-09-21T12:07:41","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=432901"},"modified":"2023-09-21T14:07:41","modified_gmt":"2023-09-21T12:07:41","slug":"litalrugby-se-desta-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=623601","title":{"rendered":"L&#8217;ItalRugby.. s&#8217;\u00e8 desta! Di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Quando a met\u00e0 di un primo tempo fin l\u00ec piuttosto tranquillo il nostro gigantesco capitano, Michele Lamaro, compie una delle poche scelte sbagliate della sua vita rugbistica, forse l&#8217;unica, subendo un intercetto di quelli che (non ce ne voglia) si vedono sui campetti di provincia dando il via ai tre minuti pi\u00f9 folli della recente storia italiana, fatti da due sacrosante espulsioni e una meta tecnica, la frittata azzurra sembra fatta.<\/p>\n<p> Contro i Teros uruguagi, che in quanto a qualit\u00e0 e fisicit\u00e0 valgono la met\u00e0 di noi, ci stiamo giocando la qualificazione diretta ai prossimi mondiali oltre che la possibilit\u00e0 di affrontare gli All Blacks tra una settimana da primi del girone per un sogno che si chiama quarti di finale. Hanno una buona rosa, anche se la panchina \u00e8 un po&#8217; corta, e un modo sparagnino e funzionale di stare in campo che gli consente di non vedere da troppo lontano le squadre migliori, basta chiedere alla Francia che per prevalere ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Pertanto, sono la classica squadra che non si batte da sola e che se la contesa evolve in rissa da strada si esalta a dismisura. Sono anche pi\u00f9 calcistici di noi, nel senso di scafati, e il loro continuo lagnarsi con l&#8217;arbitro ci tira dentro nel tranello: meno si gioca a rugby e pi\u00f9 le loro chance di successo aumentano. La peggior notizia della giornata \u00e8 che, nonostante vent&#8217;anni di Sei Nazioni e con le relativa esperienza maturata ad alto livello, ci caschiamo dentro con tutte le scarpe e i Teros all&#8217;intervallo ci vanno con dieci punti di vantaggio, che avrebbero pure potuto essere molti di pi\u00f9 se solo il loro calciatore non avesse spedito in tribuna due trasformazioni tutt&#8217;altro che impossibili. Italia uguale disastro.<\/p>\n<p>Qualche tempo fa, una situazione del genere ci avrebbe tagliato le gambe e sarebbe finita male, con tutto il movimento intento per l&#8217;ennesima volta a leccarsi ferite profondissime. Il rugby non fa sconti, non si vince di blasone ma di cuore, e in quel pantano, ne siamo certi, in mille altre occasioni saremmo sprofondati. Non ieri, perch\u00e9 quel che si verifica nel primo quarto d&#8217;ora della ripresa \u00e8 uno spettacolo mai visto alle nostre latitudini. Crowley, l&#8217;allenatore, deve aver fatto tremare i muri dello spogliatoio perch\u00e9 al rientro in campo l&#8217;Italia confusionaria e spaesata, forse supponente, della prima frazione lascia spazio ad  un quindici di una cattiveria agonistica tale da ricordare i giorni infuocati nei quali Mike Tyson si scagliava sull&#8217;avversario per spedirlo in tre minuti all&#8217;ospedale. Lamaro, incazzato come una belva per la stupidata commessa poc&#8217;anzi, e Lorenzo Cannone suonano la carica e in un amen dell&#8217;Uruguay sono macerie fumanti. Non solo furia agonistica, quella non potrebbe essere sufficiente, ma precisione nei fondamentali, disciplina ferrea, fosforo e velocit\u00e0. Morale, \u00e8 grande Italia che, in bilico sul cornicione, trova la sua miglior dimensione possibile. Un quarto d&#8217;ora, parafrasando la celebre locuzione per solito riservata all&#8217;orda nera neozelandese, di marea azzurra. Un&#8217;esibizione che, francamente, ci lascia di stucco tanta \u00e8 la bellezza rugbistica profusa.<\/p>\n<p>Messo rapidamente in cascina il punto di bonus grazie alla meta numero quattro, la partita sbriciolata dai nostri non ha pi\u00f9 molto da dire e la girandola delle sostituzioni ci ricorda che tra otto giorni abbiamo il dovere di sfidare nelle condizioni fisiche pi\u00f9 adatte e senza paura gli All Blacks. Perch\u00e9 non succeder\u00e0, e qui la scaramanzia non c&#8217;entra, ma se dovesse succedere, insomma, ci siamo capiti. Difficile esprimere un giudizio  complessivo sul match di ieri perch\u00e9 il valore dell&#8217;Italia non \u00e8 certo quello tremebondo del primo tempo e, probabilmente, nemmeno quello stellare della ripresa. Detto con realismo, sta a met\u00e0 con incoraggiante tendenza al secondo. In quanto a singoli, per\u00f2, qualcosa la si pu\u00f2 dire. Allan, rimesso in mediana, vive il momento pi\u00f9 alto della sua carriera ed \u00e8 la garanzia che si andava cercando da una vita in un ruolo chiave. Detto di Lamaro (designato man of the match) e dell&#8217;ariete Cannone, da sottolineare l&#8217;esordio incoraggiante con meta annessa di Pani, ala ventenne con centimetri e potenza nei quadricipiti destinato a crescere molto, la robustezza della prima linea titolare, l&#8217;inesausto lavoro sporco di Negri e del placcatore per eccellenza Brex, anch&#8217;esso in meta, e la verve dei due diamanti di famiglia, Capuozzo e Ioane. Eccellente, ma non \u00e8 certo una novit\u00e0, il subentrante Zuliani, rubapalloni per genetica da fare impallidire Lupin e i suoi furti, al confronto con l&#8217;azzurro, da principiante.<\/p>\n<p>Siamo sinceri. Questa mattina fa un certo effetto, e che effetto, guardare la classifica del girone infernale nel quale siamo capitati che recita Italia dieci punti, Francia otto punti e Nuova Zelanda cinque punti. Ovvio, il bello (o il brutto) deve ancora venire ma vuoi mettere la serenit\u00e0 con la quale, da sfavoriti, potremo incrociare le traiettorie dei prossimi avversari? Aspiranti underdog, perch\u00e9 no? Una giornata storta pu\u00f2 capitare a chiunque, il nostro dovere \u00e8 quello di farci trovare pronti a raccogliere il seminato. Siamo ripetitivi, ma chi se ne importa: l&#8217;Italia che, ferita a morte, si ricompatta, fa quadrato e trova la forza interiore per annichilire fino a tramortire un avversario valoroso, pugnace e con tutta l&#8217;inerzia del mondo dalla sua parte &#8211; en passant, nel contesto di un mondiale &#8211; \u00e8 gioia primordiale, esultanza allo stato brado. L&#8217;idea che ci\u00f2 potesse succedere, poi, \u00e8 uno dei due motivi, l&#8217;altro \u00e8 l&#8217;amore incondizionato per una disciplina meravigliosa, che ci ha tenuti incollati alla tiv\u00f9 tutte quelle maledette volte nelle quali tutto sembrava da buttare via, consapevoli che, un giorno, il vento sarebbe cambiato.<\/p>\n<p>Umilt\u00e0, ragazzi, perch\u00e9 siamo gente da rugby che ha fatto una fatica terribile per essere cos\u00ec com&#8217;\u00e8 diventata oggi. Questa generazione, il cui acme deve ancora venire, scriver\u00e0 pagine bellissime. In alto i bicchieri.<\/p>\n<p>di Teo Parini<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/tee.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" class=\"alignnone size-full wp-image-327339\" \/>    \t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo sinceri. 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