{"id":624161,"date":"2023-10-05T14:00:38","date_gmt":"2023-10-05T12:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=435886"},"modified":"2023-10-05T14:00:38","modified_gmt":"2023-10-05T12:00:38","slug":"sinner-numero-4-al-mondo-e-prova-del-9-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=624161","title":{"rendered":"Sinner, numero 4 al mondo.. e prova del 9- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Il nono torneo della carriera, terzo di quest&#8217;anno, in quanto a peso specifico vale almeno la somma dei precedenti otto, questione di avversari. Se qualche mese fa Jannik Sinner rompeva il ghiaccio vincendo il Masters 1000 di Toronto avendo in sorte un tabellone da torneo di fascia decisamente inferiore, a Pechino, invece, ha dovuto piegare la resistenza qualificata di due dei primi tre giocatori al mondo e lo ha fatto senza perdere nemmeno un set, dimostrando una certa freddezza nell&#8217;assicurarsi tutti e tre i tre tie-break disputati tra semifinale e finale. Dalla Cina, quindi, l&#8217;azzurro porta via la certezza di aver raggiunto il livello dei migliori, anche se Djokovic dev&#8217;essere ancora battuto una prima volta, e di poter guardare con ottimismo all&#8217;ultimo scampolo di stagione che prevede, tra l&#8217;altro, le Finals di Torino alle quali \u00e8 ormai certo di poter partecipare. Con quello di ieri, Sinner raggiunge Fognini per numero di titoli vinti e mette nel mirino Panatta che ancora lo sopravanza ma di una vittoria soltanto, dieci contro nove. E sempre al pari di Panatta, battibile con i numeri ma inavvicinabile per tutto il resto, Sinner si \u00e8 assicurato la quarta posizione del ranking mondiale, privilegio che alle nostre latitudini ha potuto vantare, Adriano a parte, solo la meravigliosa Francesca Schiavone nel 2011. Lontano, almeno per ora, il terzo posto di Daniil Medvedev, con il russo che lo sopravanza di pi\u00f9 di duemila punti, quindi parecchio.<\/p>\n<p>A proposito del russo, al settimo tentativo, Sinner \u00e8 riuscito ad avere la meglio di un giocatore che fino al giorno prima aveva rappresentato uno scoglio insormontabile e che, invece, nella finale di Pechino \u00e8 caduto sotto al bombardamento incessante dell&#8217;italiano, capace di disinnescare la proverbiale difesa dell&#8217;avversario apparso per lunghi tratti di match in grande affanno e incapace di trovare la soluzione al ritmo infernale imposto con la tirannia dei grandi dalla miglior versione di Sinner ammirata fino ad ora. Il saldo positivo tra colpi vincenti ed errori gratuiti messo a referto da Jannik, al cospetto di un giocatore che notoriamente subisce winners con il contagocce, certifica la qualit\u00e0 tennistica esibita ieri in quello che \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 alti del tennis italiano nell&#8217;Era Open. Tirare forte e non sbagliare mai \u00e8 una combo difficilmente attuabile, giacch\u00e9, per definizione, il power tennis ha intrinseca una quantit\u00e0 di rischio elevata al punto che \u00e8 inevitabile mettere in preventivo un cospicuo numero di errori che si spera finiscano almeno per essere bilanciati dalle bordate che restano dentro alle righe. Diversamente sarebbe PlayStation, livello di gioco che Sinner ha saputo avvicinare per quanto umanamente possibile; il modo, forse l&#8217;unico, per avere la meglio della completezza di Alcaraz e della regolarit\u00e0 di Medvedev.<\/p>\n<p>Tornando alla finale, Sinner ha finito per vincere due set in fotocopia, conclusi entrambi al tie-break con l&#8217;identico punteggio di sette punti a due nei quali nessuno dei giocatori in campo \u00e8 riuscito a strappare la battuta al rivale, ci\u00f2 a testimonianza dell&#8217;efficacia dei rispettivi turni di servizio. Se per Medvedev \u00e8 abitudine consolidata &#8211; per dare l&#8217;idea, Daniil ha chiuso il primo parziale con una percentuale spaventosa di prime palle superiore al novanta per cento &#8211; lo \u00e8 meno per l&#8217;azzurro che spesso, in passato, ha tribolato e non poco con il fondamentale della battuta ma che, al contrario, ieri lo ha premiato con numeri da primo della classe. Quelli che lavorano maniacalmente ogni giorno per limare le imperfezioni del loro gioco. La differenza vera, per\u00f2, Sinner l&#8217;ha fatta con la risposta, quindi con la capacit\u00e0 di leggere il servizio del russo nei momenti importanti, quelli che al solito hanno deciso l&#8217;incontro. Il match point, per esempio.<\/p>\n<p>Apprezzabile, inoltre, la capacit\u00e0 di interpretazione delle situazioni di gioco, impensabile fino a non troppo tempo fa, sempre a testimonianza del lavoro svolto lontano dai tornei. La quantit\u00e0 di serve and volley, tipicamente non il suo il marchio di fabbrica, per punire la posizione in risposta troppo defilata del suo avversario denota almeno due cose: la grande lucidit\u00e0 e la capacit\u00e0 di scelta sotto stress e una capillare preparazione a tavolino del match. Che seguire a rete il servizio, preferibilmente giocato in slice da destra, potesse essere una fucina di punti &#8220;facili&#8221; lo aveva gi\u00e0 dimostrato Djokovic nell&#8217;ultima finale a New York dalla quale Medvedev, proprio per questo aspetto tattico, ne era uscito con le ossa rotte. Sinner e il suo team, quindi, devono averne fatto tesoro, modificando con umilt\u00e0 e lungimiranza lo schema di partita pi\u00f9 consueto per adattarlo alla contingenza, quindi alle caratteristiche dell&#8217;avversario. Attitudine, quest&#8217;ultima, che \u00e8 prerogativa dei grandi campioni e non un indice di debolezza come si potrebbe essere portati a credere. Incaponirsi, del resto, non \u00e8 mai una buona idea, nemmeno per chi ha doti tecniche non replicabili come Alcaraz che, proprio nella semifinale persa con Sinner, ha palesato una una certa immaturit\u00e0 accettando di combattere la battaglia su un terreno pi\u00f9 congeniale all&#8217;avversario, quasi a voler dimostrare di poter essere il migliore in qualunque circostanza, anche avversa.<\/p>\n<p>In definitiva, la settimana di Pechino ha tutti i crismi per rappresentare il vero punto di svolta nella carriera di Sinner perch\u00e9 certifica la la sopraggiunta capacit\u00e0 di correre testa a testa, e di vincere, con i pi\u00f9 forti interpreti della disciplina. Vincere, lapalissiano, aiuta a vincere e l&#8217;autorit\u00e0 esibita nel farlo ha due risvolti immediati. Il primo si chiama fiducia: tra pensare di poter fare qualcosa e averla gi\u00e0 fatta almeno una volta in passato ci passa il mare e, nello specifico, tornare in campo contro Medvedev &#8211; cosa che succeder\u00e0 spesso &#8211; dopo averlo battuto sar\u00e0 tutta un&#8217;altra cosa. Il secondo si chiama rispetto, per alcuni financo timore. Perch\u00e9 chi ha ambizioni di gloria tennistica far\u00e0 bene a includere in pianta stabile Sinner nei potenziali fattori di rischio. A non farlo, la possibilit\u00e0 di lasciarci le penne \u00e8 molto alta. Insomma, ci siamo.<\/p>\n<p>di Teo Parini<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ticinonotizie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/tee.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" class=\"alignnone size-full wp-image-327339\" \/>    \t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nono torneo della carriera, terzo di quest&#8217;anno, in quanto a peso specifico vale almeno la somma dei precedenti otto, questione di avversari. <\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":435888,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"localita":[97],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-624161","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","localita-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/624161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=624161"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/624161\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/435888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=624161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=624161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=624161"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=624161"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=624161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}