{"id":624637,"date":"2023-10-13T19:29:09","date_gmt":"2023-10-13T17:29:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=531364"},"modified":"2023-10-13T19:29:09","modified_gmt":"2023-10-13T17:29:09","slug":"the-steel-woods-on-your-time-2023-by-trex-roads","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=624637","title":{"rendered":"The Steel Woods &#8211; \u201cOn Your Time\u201d (2023) &#8211; by Trex Roads"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono artisti che reputo assolutamente fondamentali nel mio modo di vedere e ascoltare la musica. Artisti che sin dal primo ascolto mi hanno colpito e lasciato un segno nell\u2019anima.<\/p>\n<p>La mia Stella Polare della musica indipendente ha cinque punte e una di queste punte \u00e8           sicuramente occupata dagli Steel Woods (le altre sono Whiskey Myers, Cody Jinks, Shane Smith and the Saints e Turnpike Troubadours, ndr).<\/p>\n<p>La band, nata a Nashville nel 2016, era la creatura partorita da due menti artistiche con pochi eguali. Due menti che si sono trovate ad avere la stessa visione, gli stessi gusti e fra le quali \u00e8 nata una chimica che possiamo definire magica. A me ha sempre ricordato la magia che c\u2019era fra Jimmy Page e Robert Plant e dalla quale nacquero i Led Zeppelin.<\/p>\n<p>L\u2019incontro fra il grande chitarrista (che all\u2019epoca era il chitarrista della band di Jamey Johnson)    Jason \u201cRowdy\u201d Cope e il polistrumentista Wes Bayliss \u00e8 avvenuto per puro caso e, come mi piace ricordare, per un aiuto arrivato dal Cielo: Wes stava cantando ad un concerto di tributo al leggendario countryman Wayne Mills e colp\u00ec Rowdy a tal punto che lo spinse a conoscerlo.<\/p>\n<p>Wayne Mills, la cui storia racconter\u00f2 in una puntata del mio show Trex Music Club su WCN Radio a gennaio, condivide a suo modo lo stesso tragico destino di Cope: mor\u00ec proprio mentre stava per raccogliere i frutti del duro lavoro on the road di quegli anni. <\/p>\n<p>Mills venne ucciso a colpi di pistola il 23 novembre 2013, fuori da un locale di Nashville, per un banale lite, mentre Rowdy Cope mor\u00ec per le complicazioni del suo diabete il 16 gennaio 2021.<br \/>\nIl filo rosso che lega Wayne Mills agli Steel Woods venne suggellato dalla stupenda cover di One Of These Days di Mills, che la band registr\u00f2 per il loro secondo disco Old News del 2019.<\/p>\n<p>La scomparsa di Cope fu un colpo durissimo per la famiglia, per gli amici e per la band che era gi\u00e0 diventata un riferimento assoluto della musica southern e rock americana, tanto che nel 2020 era in programma un tour europeo.<\/p>\n<p>In quei mesi ho avuto paura che gli Steel Woods non si sarebbero pi\u00f9 ripresi, anzi che Bayliss non avrebbe pi\u00f9 trovato forza e ispirazione per continuare nel progetto e nella visione che era il sogno di entrambi.<br \/>\nAl contrario la band non si ferm\u00f2 e, come spesso ripete il grande Wes, \u00e8 ci\u00f2 che Jason avrebbe voluto per la sua creatura e, ne sono certo, ne sarebbe stato orgoglioso.<\/p>\n<p>All of Your Stones (che avevo recensito per il mio blog qui <a href=\"https:\/\/trexroads.altervista.org\/all-of-your-stones-the-steel-woods-2021\/\">https:\/\/trexroads.altervista.org\/all-of-your-stones-the-steel-woods-2021\/<\/a>) era stato l\u2019ultimo disco in cui Cope era ancora presente, una specie di testamento in musica lasciato al mondo.<\/p>\n<p>Credo che la maggiore difficolt\u00e0 non sia stata trovare un sostituto, soprattutto nei live, perch\u00e9 di chitarristi bravi ne esistono e la scelta di Tyler Powers fu perfetta, ma nessuno avrebbe potuto   sostituire la magia che Rowdy creava quando lavorava con Wes Bayliss.<\/p>\n<p>Non voglio assolutamente sminuire Powers, che \u00e8 un musicista straordinario e lo sta dimostrando nei tanti live che si sono succeduti, ma Jason \u201cRowdy\u201d Cope aveva un ruolo che non potr\u00e0 essere rimpiazzato da nessuno e il grandissimo merito di Wes Bayliss sta in questo disco che avete ora nei vostri speaker.<\/p>\n<p>E\u2019 riuscito in questo On Your Time a dare seguito, da solo, alla visione che lui e Cope ebbero nel 2016 e lo ha fatto in una maniera che solo chi \u00e8 toccato da un talento fuori dal comune pu\u00f2 fare: suonando tutti gli strumenti che sentirete nelle 10 canzoni (TUTTI!), producendo il lavoro e cantando in maniera incredibile come se il suo amico Rowdy fosse al suo fianco nello studio di registrazione a vegliare su di lui e a dargli forza e ispirazione.<\/p>\n<p>Inoltre questo disco, nelle sue storie, continua il percorso della vita del personaggio che ha          attraversato i 3 dischi degli Steel Woods e cio\u00e8 Uncle Loyd (protagonista della canzone omonima presente nel primo disco Straw in the Wind che era una cover del grande Darrell Scott, presente in questo disco con la sua steel guitar). Se avete tempo, traducete i testi e seguite la storia, ne varr\u00e0 la pena e poi ammiratelo sulla stupenda copertina guardare le montagne al tramonto.<\/p>\n<p>Il lavoro inizia con un arpeggio di chitarra southern: inizia cos\u00ec The Man From Everywhere. La voce di Bayliss \u00e8 una delle migliori voci rock del music business e quando inizia a cantare capirete perch\u00e9. Una canzone trascinata, appiccicosa, emozionante come nella migliori canzoni che il southern rock ha partorito negli anni.<\/p>\n<p>Bayliss ci canta di responsabilit\u00e0 famigliari e di bambini che cambiano la visione della vita dei     genitori, mentre il riff di Cut the Grass ci avvolge con le sue chitarre. Le chitarre sono grasse e pesanti, gli assolo taglienti e si respira quell\u2019aria umida della musica del Sud, ma la voce di       Bayliss apre un varco ed \u00e8 emozionante a livelli impensabili.<\/p>\n<p>Il riff di Devil in this Holler \u00e8 un manuale di come deve suonare quel tipo di rock americano che deve la sua nascita alla Allman Brohters Band e ai Lynyrd Skynyrd. Graffiante, sporco, trascinato e quando la voce di Bayliss esplode non fa prigionieri. Una delle mie preferite della discografia magnifica di questa band eccezionale. L\u2019assolo poi \u00e8 di una bellezza lancinante e vi ricordo che suona tutto lui. Pazzesco.<\/p>\n<p>Famine Fortune ha un groove da far tremare i denti, le chitarre scavano solchi, mentre l\u2019armonica regala un tocco di blues al sound sporco di polvere e fango. La storia modernizzata di Adamo ed Eva \u00e8 cantata da una voce che viene dal Cielo, accompagnata da un brano in cui la melodia si intreccia ad un lavoro incredibile di ritmica e chitarra. Il finale \u00e8 un altro assolo stupendo.<\/p>\n<p>La title track \u00e8 una ballata dove le influenze country emergono in tutta la loro bellezza e Bayliss mostra tutto il suo talento padroneggiando questa melodia struggente con la sua voce incredibile.<br \/>\nRivedo, senza fare paragoni, in questo brano in cui Wes cui parla con il cuore del rapporto padre figlio, la stessa emozionante bellezza di Simple Man dei Lynyrd Skynyrd. <\/p>\n<p>Questa voce potrebbe cantare qualsiasi cosa e renderla emozionante, figuriamoci una canzone della bellezza di On Your Time: capolavoro.<br \/>\nE\u2019 poi il turno di due cover e come in ogni disco degli Steel Woods sono pezzi che non interpretano, ma le fanno sembrare come scritte da loro: You Don\u2019t Even Know Who I Am, di Gretchen Peter, \u00e8 una ballata intensa ed emozionante che sembra un\u2019outtake di un album con Cope, mentre Border Lord, del leggendario Kris Kristofferson, \u00e8 un rock del Sud dall\u2019incedere quasi epico. <\/p>\n<p>Una cavalcata di 7 minuti con un tappeto di armonica e un andamento oscillante, quasi blues. Il lavoro di Bayliss agli strumenti \u00e8 davvero soprannaturale: un artista che ha pochi paragoni nella musica americana di oggi, un vero fuoriclasse.<\/p>\n<p>Stories to tell to Myself \u00e8 una ballata malinconica quasi folk-blues che era stata scritta nel 2018 e sembra proprio provenire dall\u2019esordio discografico in cui c\u2019era ancora Cope al fianco di Bayliss: le liriche paiono dare un filo conduttore a tutte le storie sentite finora, dove Uncle Loyd era             protagonista e ascoltarle accompagnate da una parte strumentale di una bellezza commovente, ci fa entrare nell\u2019immagine di copertina, all\u2019ombra di quel tramonto. <\/p>\n<p>Seduti ad ascoltare quell\u2019uomo e la sua vita. Poesia e arte, Wes Bayliss le padroneggia come fosse un pittore. Broken Down Dam inizia piano, con la voce calma di Bayliss ad accoglierci, ma proprio come l\u2019acqua che esce dalla diga rotta del titolo, cresce sempre di pi\u00f9 in intensit\u00e0 per arrivare               all\u2019ennesimo assolo di chitarra finale di una bellezza scintillante, attorniato dalle tastiere, dalla steel guitar e da un ritmo epico.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 raggiungere la felicit\u00e0 nella vita senza passare attraverso al dolore e alle difficolt\u00e0 e If Not for the Rain \u00e8 il manifesto finale di questo disco, come a dirci che la perdita di uno dei pi\u00f9 grandi musicisti della musica americana indipendente \u00e8 stato il passaggio per arrivare ad un disco, e mi ripeto, di una bellezza poetica stordente e magica. L\u2019assolo di armonica ne suggella in maniera perfetta la chiusura.<\/p>\n<p>La vita per fortuna continua e Wes Bayliss la sua l\u2019ha fatta continuare nel solco che un giorno tracci\u00f2 assieme ad un umile musicista che aveva la sua stessa visione del mondo e dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Vi ricordo che sarebbe un peccato non approfittare della loro tourn\u00e9e europea che toccher\u00e0 Milano assieme ai Blackberry Smoke il 2 ottobre 2024: vi aspetto, io di certo non me lo perder\u00f2. Grazie Dio per gli Steel Woods e per Wes Bayliss, chi li conosce non li molla pi\u00f9, anche se non \u00e8 avvezzo a questa musica: potere della bellezza e della magia.<\/p>\n<p>Piccola nota a margine nel mio piccolo troverete nel mio romanzo in uscita il 13 giugno 2024 una dedica a Wes non solo nella colonna sonora del libro, ma anche nel nome del co-protagonista il detective Bayliss. Eagle Up!<\/p>\n<p>Buon ascolto,<br \/>\nClaudio Trezzani by Trex Roads  <\/p>\n<p>Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.trexroads.altervista.org\">www.trexroads.altervista.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono artisti che reputo assolutamente fondamentali nel mio modo di vedere e ascoltare la musica. Artisti che sin dal primo ascolto mi hanno colpito e lasciato un segno nell\u2019anima. 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