{"id":626004,"date":"2023-11-16T14:00:01","date_gmt":"2023-11-16T13:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=541660"},"modified":"2023-11-16T14:00:01","modified_gmt":"2023-11-16T13:00:01","slug":"atp-finals-alla-scoperta-di-bulletto-rune-svedese-venuto-dal-freddo-che-stasera-sfida-jannik-sinner-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=626004","title":{"rendered":"Atp Finals: alla scoperta di &#8216;bulletto&#8217; Rune, svedese venuto dal freddo che stasera sfida Jannik Sinner- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Piccolo riassunto. Jannik Sinner, per non doversi mettere con la calcolatrice in mano a contare set o forse anche game vinti e persi, ha un&#8217;ottima scappatoia: battere Holger Rune nello scontro diretto di questa sera. Una sconfitta in due set quasi sicuramente lo estrometterebbe dal torneo mentre una in tre set lo sottoporrebbe, appunto, alla roulette della conta. Insomma, un&#8217;evenienza possibilmente da scongiurare. Ma chi \u00e8 il suo avversario? Se agli aficionados il danese \u00e8 noto da tempo, ben prima che facesse irruzione in Top 10, non \u00e8 detto che lo sia per alcuni spettatori occasionali, l&#8217;altra sera nel match di Sinner contro Djokovic erano pi\u00f9 di tre milioni davanti alla tiv\u00f9, che la contingenza favorevole ai nostri colori sta avvicinando al tennis. <\/p>\n<p>Holger Rune, danese classe 2003 quindi vent&#8217;anni appena compiuti, sul campo da tennis non \u00e8 tipicamente il ragazzo pi\u00f9 simpatico ed affabile di questo mondo, anzi, \u00e8 avversario da evitare come la peste per almeno due ragioni: \u00e8 un tennista di razza che ha la capacit\u00e0 innata di tirare fuori dalla grazia degli d\u00e8i i suoi avversari, causa comportamenti che si muovono tra le pieghe del regolamento oltre che della correttezza. Rune, per inquadrare tennisticamente ma anche caratterialmente il personaggio, \u00e8 quel bulletto della scuola che, oltre a infastidire i compagni, non sbaglia i compiti in classe e, pertanto, i professori hanno lo stesso un occhio di riguardo nonostante l&#8217;insufficienza rimediata in condotta. <\/p>\n<p>Le cattive notizie, almeno per noi campanilisti il giusto, non finiscono qui, perch\u00e9 il nostro Sinner ne ha gi\u00e0 incrociato la traiettoria in due circostanze ed entrambe le volte \u00e8 uscito anzitempo dal torneo. Ci\u00f2 per ribadire un pensiero gi\u00e0 anticipato a monte della compilazione dei gironi e nella speranza poi tradita di non trovarci in questa particolare situazione. Anche per il formidabile Jannik di questi tempi non sar\u00e0 una passeggiata di salute disporre di Holger.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0, lo sarebbe stato sicuramente fino ad un mesetto fa perch\u00e9 Rune, immerso nelle financo comprensibili mattane post adolescenziali, veniva da una stagione tremebonda e, ancora peggio, pareva non essere pi\u00f9 in grado di vincere una partita che fosse una. A Shanghai, nel Mille cinese, ad inizio ottobre non riusciva a fare meglio che vincere due-game-due contro il non trascendentale Nakashima e qualche giorno pi\u00f9 tardi ci lasciava le penne contro Kecmanovic, un altro che ha almeno un paio di categorie meno di lui. Tanto che la terza sconfitta di ottobre, questa volta a Basilea contro Auger-Aliassime, uno che a differenza degli altri due forte lo \u00e8 per davvero, era sembrata financo accettabile, considerati i tempi di vacche magre. Per\u00f2, come accade solo ai grandi giocatori e Rune lo \u00e8, basta poco per raccogliere i cocci e rimettersi in corsa. Magari portando nel proprio angolo un vecchio marpione come Boris Becker, pessimo businessman di s\u00e9 stesso ma uomo di inesausta conoscenza del gioco. <\/p>\n<p>\u00c8 ancora ottobre, infatti, quando a Parigi-Bercy il tabellone gli riserva in dote lo spauracchio Djokovic e ci manca un pelo perch\u00e9 il danese non estrometta il serbo dall&#8217;ultimo Masters 1000 stagionale al termine di una battaglia punto a punto. Un livello di gioco impensabile solo fino a qualche giorno prima. In sostanza, gli \u00e8 stato sufficiente misurarsi con il pi\u00f9 bravo di tutti per alzare a comando l&#8217;asticella e l&#8217;orgoglio, roba da fenomeni. Cos\u00ec, tanto per fissare il concetto, Rune ha replicato la brillante performance in maniera pressoch\u00e9 identica all&#8217;esordio di queste ATP Finals, lasciando il passo, sempre sul filo di lana e con punteggio sostanzialmente analogo, ancora al numero uno del mondo, costretto a sfiancarsi fino all&#8217;ultima goccia di energia per avere la meglio. Morale, gli indizi sono sufficienti, l&#8217;ex numero 4 del ranking mondiale, nonch\u00e9 vincitore di quattro titoli di cui un Masters 1000, \u00e8 tornato a sedersi dove gli compete. Una disagevole situazione perch\u00e9, con ancora negli occhi il match di Sinner di ieri l&#8217;altro e quindi in preda a troppo facili entusiasmi, non bisogna dimenticarsi quella che \u00e8 la domanda fondamentale. Siamo sicuri che, per quanto visto fino ad oggi nelle rispettive giovani carriere, il miglior Sinner sia pi\u00f9 forte del miglior Rune? Noi no, almeno non ancora. <\/p>\n<p>Rune \u00e8, al pari di Jannik, prototipo del tennis contemporaneo e, pertanto, corri-e-tira come ragione di vita tennistica. A differenza dell&#8217;azzurro, non imprime la stessa velocit\u00e0 ipersonica alla pallina e non esercita analogo bombardamento. La sensazione, quindi, \u00e8 che a Sinner sia sempre sufficiente un solo pugno per il ko mentre a Rune si renda necessario un maggiore lavoro ai fianchi con l&#8217;uso del jab. Un po&#8217; come Hagler, l&#8217;azzurro, contro Leonard, il danese. In compenso, vanta una mano decisamente pi\u00f9 educata. Morale, quando, per fare esempio, Rune gioca la palla corta, ecco che dalle sue corde esce il colpo proprio come deve uscire che significa, appunto, dare alla palla del tu. Come l&#8217;azzurro, inoltre, si fa preferire dal lato del rovescio, colpo bimane che lui stesso definisce, sicuramente esagerando un po&#8217;, il migliore del mondo. Del resto, che non gli faccia difetto l&#8217;autostima &#8211; al quasi conterraneo del meraviglioso nonch\u00e9 idolo del nostro Direttore Fabrizio Provera, lo svedese Kent Carlsson (sia sempre lode al suo grande nome di terraiolo) &#8211; \u00e8 cosa assolutamente nota; un&#8217;ostentata sicurezza nei propri mezzi tendente alla spocchia tale da fargli appiccicare addosso l&#8217;etichetta di cattivo ragazzo, che, se cattivo non lo \u00e8, insopportabile lo \u00e8 di sicuro. E sar\u00e0 bene per Jannik non cascare in qualche tranello che Rune andr\u00e0 magistralmente a sciorinare qualora l&#8217;andamento del match lo rendesse necessario. Perch\u00e9 capace, quest&#8217;ultimo, di fare saltare i nervi anche ad un novello Gandhi come l&#8217;altoatesino.<\/p>\n<p>In definitiva, quanto appena raccontato \u00e8 al solo scopo di mettere in guardia i nuovi tifosi di Sinner, poco avvezzi alle dinamiche al contorno e arrivati al tennis come conseguenza di un momento storico dalla tinta azzurro cielo alpino, sul fatto che questa sera ci sar\u00e0 da guadagnarsi la pagnotta e che la granitica certezza della presenza di Jannik in semifinale qui a Torino \u00e8 meglio lasciarla ai venditori di tappeti intenti solo a cavalcare l&#8217;onda buona. Noi, questa sicurezza, non ce l&#8217;abbiamo. In ogni caso, risultato a parte, \u00e8 comunque interessante osservare in prospettiva 2024 come Sinner abbia saputo gestire le scorie, anche emotive, della prima vittoria in carriera contro Djokovic e se, come plausibile, ci\u00f2 possa rappresentare il suo turning point, lo switch da grande giocatore al campione epocale che l&#8217;Italia, dopo Adriano Panatta, non ha pi\u00f9 avuto.<\/p>\n<p>Buon tennis a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccolo riassunto. Jannik Sinner, per non doversi mettere con la calcolatrice in mano a contare set o forse anche game vinti e persi, ha un&#8217;ottima scappatoia: battere Holger Rune nello scontro diretto di questa sera. 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