{"id":626128,"date":"2023-11-19T20:00:15","date_gmt":"2023-11-19T19:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=542215"},"modified":"2023-11-19T20:00:15","modified_gmt":"2023-11-19T19:00:15","slug":"saremo-destinati-ad-essere-sottomessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=626128","title":{"rendered":"Il nostro futuro: saremo destinati ad essere &#8220;sottomessi&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO &#8211; L&#8217;altra sera (15.11.23) la trasmissione \u201cFuori dal coro\u201d condotta da Mario Giordano su rete 4 di Mediaset, il giornalista ha \u201cconfezionato\u201d un interessante e ben documentato reportage sulla questione Islam in Europa, con riferimenti all&#8217;Italia. Giordano ha introdotto il tema ricordando la povera bambina inglese di otto mesi, Indy Gregory, uccisa per ordine di un giudice inglese, che fiscalmente ha rispettato il cosiddetto protocollo inglese. Ma una societ\u00e0, un mondo che non \u00e8 in grado di rispettare e condanna a morte una bambina, \u00e8 destinato ad essere \u201csottomesso\u201d.<br \/>\nA Chi? Ad una cultura, ad una religione identitaria come l&#8217;islam, in particolare, a quella fondamentalista che imperversa in tutta Europa e che soprattutto quest&#8217;ultima, sembra opportunamente piegarsi ai dettami della cultura islamica. <\/p>\n<p>Per certi aspetti sembrerebbe che Giordano oltre ai libri e ai servizi di Giulio Meotti, abbia letto il poderoso e articolato studio, \u201cL&#8217;Islam in Europa\u201d della prof.ssa Silvia Scaranari pubblicato nell&#8217;ultimo numero della rivista Cristianit\u00e0, organo ufficiale di Alleanza Cattolica (n. 422, luglio-agosto 2023).<br \/>\nLa questione islamica o musulmana \u00e8 sempre attuale, soprattutto in queste settimane che si \u00e9 \u201csvegliato\u201d il terrorismo del movimento filo palestinese di Hamas con un terribile sanguinoso attentato nei confronti del popolo israeliano, che ha causato la violenta reazione dell&#8217;esercito israeliano. Naturalmente con questo non vogliamo sostenere che tutto il mondo musulmano sia fatto di terroristi come Hamas pronti ad attaccare l&#8217;Occidente, per fortuna.<\/p>\n<p>La Scaranari ammette che studiare la complessa e variegata presenza islamica in Europa non \u00e8 cosa facile, tuttavia si pu\u00f2 tentare di disegnare un quadro sommario dei fatti. Se prima negli anni, &#8217;60, l&#8217;immigrazione di persone di religione musulmane in Europa avveniva singolarmente, perch\u00e9 c&#8217;era bisogno di manodopera. Successivamente \u00e8 cresciuta con i ricongiungimenti familiari, modificando il modus vivendi della comunit\u00e0. Prima i lavoratori musulmani accettavano di vivere la pratica religiosa a livello individuale e privato, ora con la presenza di mogli e figli, cominciarono a sentire il bisogno di avere luoghi di culto, di alimenti conformi alle norme coraniche, di spazi di sepolture, di negozi di abbigliamento tradizionale, di cure sanitarie separate da maschi e femmine.<\/p>\n<p>Dagli anni &#8217;90 si \u00e8 generata un nuovo e forte e caotico flusso migratorio, che ha coinvolto Paesi lontani dall&#8217;Europa come il Bangladesh, il Pakistan, lo Sri Lanka. Tutti Paesi con un Islam variegato, fatto di diverse scuole giuridiche e nazionali, poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;Islam che riguarda gli Stati, in particolare quello dell&#8217;Arabia Saudita o del ricco Qatar, che fanno parte della Lega del mondo islamico. Questi con caratteristiche \u201cmissionarie\u201d, \u201cprendono iniziative e cercano di coagulare fra loro i fedeli emigrati, favorendo una serie di attivit\u00e0, come la costruzione di moschee, l&#8217;istituzione di fondazioni culturali e di banche, la creazione di scuole coraniche&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Lo studio della Scaranari elenca alcuni luoghi di culto, finanziati dai Paesi musulmani a partire dalla moschea di Roma, iniziative analoghe sono quelle di Colonia, finanziata dalla Turchia di Erdogan. Sempre in Germania dovrebbe sorgere un gigantesco complesso edilizio a Francoforte sul Meno, finanziato dal Qatar. Grandi moschee sono in costruzione in diversi Paesi. Per esempio, nella sola Albania, c&#8217;\u00e8 un progetto di costruirne duemila. Ultimo progetto \u00e8 quello di costruire di una mega moschea di diecimila quadrati a Strasburgo di ventotto cupole con minareti di 44 metri.<\/p>\n<p>Quando c&#8217;\u00e8 l&#8217;intervento degli Stati islamici, fa notare la professoressa torinese, c&#8217;\u00e8 sempre la volont\u00e0 di non far perdere l&#8217;identit\u00e0 ai propri concittadini emigrati. Il contrario di quello che pensano glie europei, che si illudono, immaginano che queste emigrati musulmani a poco a poco si integrano e vengono assorbiti diventando cittadini europei.<\/p>\n<p>Prima o poi sulla questione islamica occorrer\u00e0 aprire un tavolo di discussione e soprattutto smetterla di guardare il fenomeno al puro livello umanitario, anche perch\u00e8 negli ultimi tempi \u00e8 cresciuto il coinvolgimento degli Stati di origine. Anche la Scaranari sottolinea il grande impegno \u201cmissionario\u201d in Europa del governo qatariano  di Abdullah Bin Nasser al-Thani della famiglia reale del Qatar. Esiste la pi\u00f9 grande e influente organizzazione umanitaria controllata dai salafiti, il suo fondatore sarebbe legato ad al Qaida. A questo proposito rileva la Scaranari che un po&#8217; ovunque a Londra, Parigi, a Berlino, esistono dei centri chiamati \u201cKing Fahd Academy\u201d che \u201cdevono favorire la reislamizzazione dei giovani musulmani e offrire un&#8217;immagine accattivante, pacifica e quasi suadente dell&#8217;islam agli occhi degli europei\u201d.<\/p>\n<p>Oltre a queste forme di appartenenza, esiste un islam politico, in particolare quello radicale dei Fratelli Musulmani. Ha diverse sfaccettature, si passa da una reislamizzazione dal basso a quella dei colpi di Stato o atti terroristici volti a destabilizzare i governi. Poi viene descritto l&#8217;islam delle confraternite, molto attivo. Successivamente si prende in considerazione del fenomeno abbastanza preoccupante che \u00e9 quello dell&#8217;islam cosiddetto \u201csfuggente\u201d, del web. Quest&#8217;ultimo \u00e8 presente tra i giovani, apertamente in polemica con le autorit\u00e0 dei Paesi di provenienza. \u201cE&#8217; un mondo facile preda dei gruppi radicali e jihadisti, che sono molto presenti in rete e che hanno elaborato una valida strategia di comunicazione soprattutto con i giovanissimi, molto proiettati, come tutti i loro coetanei, a vivere un mondo virtuale\u201d.<\/p>\n<p>In questo mondo \u00e8 reso pi\u00f9 facile la diffusione di materiale estremista, accelerando il processo di radicalizzazione. E&#8217; un mondo che rappresenta un problema sia per le comunit\u00e0 islamiche che per l&#8217;ordine pubblico. Legato a quest&#8217;aspetto esiste anche l&#8217;islam \u201cFai da te\u201d, sempre presente sul web. Qui la Scaranari fa presente che non sempre, in particolare la maggioranza dei giovani, vive l&#8217;islam, del resto come molti giovani cristiani, con pratiche ridotte al minimo, con molti compromessi.<br \/>\nA questo punto lo studio avvia una domanda fondamentale per la questione che si sta trattando. Come vive l&#8217;Europa questo forte impatto col mondo musulmano?<\/p>\n<p>Intanto in Europa si \u00e8 ragionato riconoscendo a tutti la libert\u00e0 religiosa, come diritto fondamentale, ha concesso diverse richieste agli immigrati di origine musulmana: macellazione halal, men\u00f9 halal nelle scuole, aperture di centri culturali e moschee. Dopo queste aperture ci si aspettava da queste comunit\u00e0 ordine e trasparenza. Purtroppo non \u00e8 stato cos\u00ec, \u201cmoschee, scuole, centri culturali si sono trasformati in punti di coagulo e di formazione all&#8217;islam radicale\u201d. <\/p>\n<p>Spesso il controllo sui fedeli, in particolare sulle donne \u00e8 diventato pi\u00f9 pesante del Paese d&#8217;origine. \u201cLa comunit\u00e0 tende a irrigidire le norme e i costumi per non rischiare di perdere la propria identit\u00e0 e il proprio senso di appartenenza alla Umma e per marcare la distinzione rispetto al mondo occidentale, infedele e &#8216;satanico&#8217;\u201d. Allora ecco apparire i matrimoni combinati anche con minori, se non addirittura con bambine, controllo sistematico in certi quartieri delle citt\u00e0 europee del rispetto del digiuno. Attenzione quartieri dove gli stessi poliziotti si rifiutano di entrare per i pericoli in cui potrebbero incorrere. In Francia ci sarebbero almeno 1514 quartieri (circa 859 comuni) circa quattro milioni di francesi, che vivono con una legge islamica, chiamata dal politicamente corretto, \u201cdiversamente legale\u201d.<\/p>\n<p> Questo \u00e8 un fenomeno che penalizza altre comunit\u00e0 come quella ebrea, che subiscono attacchi antisemiti e pressioni, fino all&#8217;isolamento, tanto da indurli esasperati ad abbandonare certi quartieri a maggioranza islamica. Pertanto non si pu\u00f2 parlare di integrazione dove questi gruppi di musulmani diventano maggioranza. \u201cInvece di promuovere l&#8217;integrazione, si cade nell&#8217;esclusione reciproca\u201d.<\/p>\n<p>Un altro fattore che non fa comprendere la questione dell&#8217;islam in Europa \u00e8 quello di una certa retorica esistente tra gli europei e gli immigrati musulmani, mi riferisco all&#8217;islamofobia che ha conquistato quegli europei per la paura, l&#8217;indignazione e la rabbia suscitate dal terrorismo. Certo \u00e8 un grave errore generalizzare e vedere in ogni musulmano un potenziale terrorista. Tuttavia \u00e8 difficile non ammettere che i terroristi erano e sono anche musulmani. Cos\u00ec di fronte al barbaro attentato alle Torri Gemelle di New York nel 2001, ai preti uccisi in Francia, e alle stragi dei cristiani in Nigeria e in Congo, alcuni ambienti musulmani, invece di riconoscere l&#8217;orrore di questi selvaggi attentati commessi dai loro correligionari, \u201channo incominciato ad accusare il mondo occidentale di fare di tutta l&#8217;erba un fascio, hanno sostenuto che l&#8217;islam \u00e8 una religione di pace e protestano ovunque si mette in dubbio le loro buone intenzioni, imponendo l&#8217;idea che qualunque osservazione critica verso l&#8217;islam sia animata da ostilit\u00e0, sia cio\u00e8 appunto &#8216;islamofobia&#8217;\u201d. La libert\u00e0 di parola viene censurata anche sui media, chi cerca di dire la verit\u00e0, \u00e8 costretto ad autocensurarsi, se non lo fa finisce come il professore Samuel Paty o come i giornalisti di Charlie Hebdo.<\/p>\n<p>Poi si prendono in esame gli aspetti demografici legati alla realt\u00e0 musulmana confrontati con quelli degli europei. Da decenni l&#8217;Europa \u00e8 esposta a un calo demografico, da poco i politici hanno preso consapevolezza del pericolo. Le proiezioni ci dicono per esempio che la popolazione della sola Nigeria nel 2058 superer\u00e0 quella di tutta l&#8217;Europa, dove il tasso di natalit\u00e0 nelle comunit\u00e0 islamiche \u00e8 decisamente superiore. Attualmente in alcuni Paesi della Francia, la popolazione musulmana supera il 20 % e poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto delle scuole da esaminare, dove c&#8217;\u00e8 una presenza multietnica abbastanza significativa. <\/p>\n<p>Pertanto in simili contesti non \u00e8 possibile parlare di integrazione: \u201cla presenza di numeri cos\u00ec forti porta necessariamente a un cambio di cultura, di usi, di costumi&#8230;e si rischia di arrivare a un cambio di norme giuridiche\u201d. Un imam in Danimarca ha reclamato decisamente la liceit\u00e0 delle spose-bambine, perch\u00e9 conforme alle consuetudini dei Paesi di provenienza di molti migranti, i giudici danesi invece di rispondere con un secco NO, hanno risposto che il problema va studiato.<\/p>\n<p>Tuttavia per la Scaranari in Europa si sta assistendo a preoccupanti fenomeni di sostituzione culturale, invece che l&#8217;auspicata politica di integrazione graduale del mondo musulmano. Certamente l&#8217;Europa nella sua lunga storia ha affrontato massicce ondate di immigrazione, ma nel nostro secolo stiamo assistendo a qualcosa di diverso. Le popolazione piombate sull&#8217;impero romano spesso avevano un atteggiamento di gratitudine per quello che trovavano. \u201cGli stessi popoli barbari, con la loro sete di dominio, riconobbero il patrimonio culturale esistente e ne fecero tesoro\u201d.  Ma adesso con un islam identitario forte con un senso di rivalsa, tutto cambia anche perch\u00e8 dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 un atteggiamento dimissionario e suicida degli europei.<\/p>\n<p>Oggi, in diversi casi, \u201cassistiamo a una immigrazione che disprezza l&#8217;Europa, le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra storia e che assume un atteggiamento di sfrontatezza e di rivendicazione\u201d. Anzi spesso questi popoli sono convinti di avere una superiorit\u00e0 culturale, talvolta \u201cdominati da una sete di \u201cvendetta\u201d contro il Vecchio Continente, evidenziandone solamente le colpe e negandone i meriti\u201d. Con queste premesse in certi quartieri e scuole delle citt\u00e0 europee si crea un clima di suggestione collettiva, di \u201cjihadismo d&#8217;atmosfera\u201d, da cui vengono condizionati sia i musulmani che i non musulmani, un misto di paura, di tacito consenso, di condivisione, spesso per opportunismo e per quieto vivere. Chi non \u00e8 disposto a piegarsi a questa perversa atmosfera, \u00e8 costretto a cambiare citt\u00e0 o quartiere.<\/p>\n<p>Lo studio di Silvia Scaranari si chiude con delle interessanti riflessioni socio-politiche mettendo a confronto l&#8217;islam radicale che non pu\u00f2 essere paragonato all&#8217;iper-tradizionalismo di qualche comunit\u00e0 cattolica: la visione coranica come verit\u00e0 religiosa, sociale, politica, vuole sottomettere il mondo, come ricorda Remi Brague.<\/p>\n<p>Di fronte abbiamo \u201cl&#8217;uomo occidentale post-moderno, privo di verit\u00e0 a cui fare riferimento, non \u00e8 capace di comprendere una simile prospettiva esistenziale e finge che tutto l&#8217;islam sia pace e fratellanza\u201d. L&#8217;Occidente spesso non comprende che gli Stati islamici, \u201cnon desiderano assolutamente l&#8217;integrazione, anzi operano per l&#8217;esatto contrario\u201d. Anzi insiste la professoressa, \u201cL&#8217;integrazione in Occidente \u00e8 vista come un pericolo, il rischio di acquisire abitudini, culture e usi degli &#8216;infedeli&#8217; e per questo si prodigano in sforzi significativi di reislamizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Occorre mettere in guardia l&#8217;uomo occidentale, quello cristiano che ragiona con le nostre categorie, per comprendere quelle dell&#8217;islam, \u00e8 un errore epocale. \u201cLe belle parole \u201clibert\u00e0 religiosa\u201d, \u201caccoglienza\u201d, \u201cfratellanza\u201d non bastano, occorre riempirle di significato e, soprattutto impiantare dei &#8216;paletti&#8217; entro cui possono stare, altrimenti non \u00e8 integrazione ma anarchia, in cui vince il pi\u00f9 forte\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO &#8211; L&#8217;altra sera (15.11.23) la trasmissione \u201cFuori dal coro\u201d condotta da Mario Giordano su rete 4 di Mediaset, il giornalista ha \u201cconfezionato\u201d un interessante e ben documentato reportage sulla questione Islam in Europa, con riferimenti all&#8217;Italia. 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