{"id":626478,"date":"2023-11-28T11:30:51","date_gmt":"2023-11-28T10:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=543610"},"modified":"2023-11-28T11:30:51","modified_gmt":"2023-11-28T10:30:51","slug":"legambiente-lombardia-prima-a-livello-nazionale-per-le-esondazioni-fluviali-milano-prima-tra-le-citta-seveso-caso-simbolo-del-rischio-idrogeologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=626478","title":{"rendered":"Legambiente:  Lombardia prima a livello nazionale per le esondazioni fluviali, Milano tra le citt\u00e0. Seveso caso simbolo"},"content":{"rendered":"<p>Pubblicato ieri il rapporto Citt\u00e0 Clima 2023 \u2013 Speciale Alluvioni, che mostra un paese sempre pi\u00f9 aggredito dalla crisi climatica negli ultimi quattordici anni, la serie storica presa in esame dai redattori dell&#8217;Osservatorio Citt\u00e0 Clima di Legambiente (2010- 31 ottobre 2023). La Lombardia \u00e8 purtroppo protagonista delle casistiche, con il fiume Seveso segnalato come caso di studio a livello nazionale per il rischio idrogeologico.<\/p>\n<p> Milano \u00e8 la citt\u00e0 italiana con la maggiore frequenza di esondazioni fluviali nel periodo in analisi (almeno venti eventi registrati solo tra Seveso e Lambro), mentre la regione nel suo complesso si attesta al terzo posto dopo la Sicilia e il Lazio per gli allagamenti da piogge intense (sessantasei eventi), mentre \u00e8 prima per le esondazioni fluviali (trenta casi). Il report cita anche l&#8217;evento che ha colpito Milano nella notte tra il 24 e il 24 luglio 2023, quando la citt\u00e0 ha perso cinquemila alberi in pochi minuti per i venti che hanno raggiunto i 100 Km.<\/p>\n<p>&#8220;I fenomeni come quelli che hanno colpito la Lombardia sono inseriti in una serie storica in chiaro peggioramento&#8221; commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. &#8220;C&#8217;\u00e8 sicuramente bisogno di maggiori competenze per amministrare i territori in regime di cambiamento climatico, ed il caso del Seveso \u00e8 in questo senso emblematico: in meno di dieci anni per ben tre volte si sono verificati eventi che hanno allagato il centro citt\u00e0, quando in passato le esondazioni erano sempre limitate ai quartieri nord. Anche le vasche di laminazione rischiano di essere inefficaci: non bastano le opere di difesa, serve una pianificazione territoriale che traguardi il ripristino della permeabilit\u00e0 dei suoli metropolitani, oltre che degli ambiti fluviali che la citt\u00e0 ha nascosto sotto l&#8217;asfalto.&#8221;<\/p>\n<p>Il fiume Seveso<\/p>\n<p>Il Seveso \u00e8 un corso d&#8217;acqua che non si presta a banalizzazioni. Intanto perch\u00e9 il Seveso \u00e8 il vero &#8216;fiume di Milano&#8217;, ma non si vede. Perch\u00e9 \u00e8 sotterraneo in tutto il territorio comunale, per cui la vera opera necessaria per rimetterlo in sicurezza sarebbe riportarlo alla luce. Piuttosto complicato ovviamente, ma ragionamenti dovrebbero andare in questa direzione, modificando le scelte insediative e recuperando le dismissioni per ripristinare la valle fluviale.<\/p>\n<p>Tutte azioni che &#8220;costano&#8221;. Costa recuperare e bonificare aree dismesse per trasformarle in aree di espansione fluviale (anche perch\u00e9 sono tutte aree che, a Milano, sono fortemente appetite dalla speculazione immobiliare). Si sceglie, quindi, la soluzione pi\u00f9 semplice, che \u00e8 scavare vasche &#8220;al posto&#8221; delle aree verdi superstiti (pochissime, quasi inesistenti) lungo il suo corso nel tratto a monte. A novembre 2023 \u00e8 entrata in funzione la prima vasca, 250.000 mc di capacit\u00e0, realizzata a spese di oltre 50.000 mq di un bosco urbano piantato negli anni &#8217;90 a Bresso, nel Parco Nord Milano.<\/p>\n<p>Sicuramente si tratta di un&#8217;opera utile, sebbene realizzata con un elevatissimo costo in termini ecologici e paesaggistici. Il problema \u00e8 che questa vasca avrebbe dovuto essere l&#8217;ultima, e non la prima, del sistema di sicurezza del capoluogo lombardo: essa \u00e8 concepita per attivarsi per onde di piena brevi, quali quelle scatenate da un violento ma localizzato temporale estivo. Una piena generata da piogge abbondanti ma estese, come quella che ha invaso la citt\u00e0 lo scorso 31 ottobre, porta verso Milano volumi di acqua di svariati milioni di metri cubi, che riempirebbero la vasca in poche decine di minuti, se non trattenute pi\u00f9 a monte, dalle altre vasche del sistema.<\/p>\n<p>Di queste, la pi\u00f9 importante \u00e8 sicuramente la vasca di Varedo-Paderno: un invaso artificiale che, quando sar\u00e0 realizzato, potr\u00e0 contenere oltre 2 milioni di mc d&#8217;acqua. Ma la realizzazione di quest&#8217;opera, che fra l&#8217;altro sarebbe accompagnata dalla bonifica di terreni contaminati dallo stabilimento dismesso della SNIA di Varedo, \u00e8 ancora in alto mare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanzato, nonostante svariati problemi nell&#8217;esecuzione delle opere, \u00e8 l&#8217;invaso di Senago, che per\u00f2 potr\u00e0 contenere solo 800.000 mc, una parte dei quali derivanti dalle piene di altri torrenti che scendono dal pianalto argilloso delle Groane. Un invaso fortemente contestato dai comitati locali, visto che si tratta di un invaso &#8216;fuori linea&#8217; rispetto al torrente Seveso, che dista oltre 5 km: \u00e8 comprensibile che le comunit\u00e0 locali, che non sono rivierasche del corso d&#8217;acqua, siano scese sul piede di guerra quando \u00e8 stato detto loro di farsi carico delle piene del torrente, in quanto i comuni rivieraschi, al contrario, avevano cementificato tutte le aree libere disponibili&#8230;<\/p>\n<p>Fra l&#8217;altro, il fatto che l&#8217;invaso sia fuori linea, ne depotenzia fortemente il ruolo: le acque di piena che esso potr\u00e0 accogliere, infatti, non potranno eccedere la portata del canale adduttore: si tratta di 60 mc\/sec, una portata che \u00e8 meno di un terzo di quella di picco di un tipico evento di piena del Seveso. Significa che il grosso dell&#8217;onda di piena non potr\u00e0 essere intercettato dall&#8217;opera idraulica. Altre vasche e aree di espansione completano il sistema che, a regime, dovrebbe avere una capacit\u00e0 complessiva di circa 4 milioni di mc.<\/p>\n<p>Tutto bene? Ni. Il sistema, per come progettato, se e quando sar\u00e0 a regime dovrebbe essere in grado di proteggere Milano dagli eventi alluvionali che generano enormi disagi e danni ai quartieri settentrionali. Stiamo parlando di gestire onde di piena come quelle, estremamente devastanti, che negli ultimi dieci anni si sono ripetute in almeno tre occasioni (due eventi nel 2014 e uno nel 2023). Ma questi eventi si sono caratterizzati per piogge certamente importanti, ma ben al di sotto dei 100 mm nell&#8217;arco delle 24 ore.<\/p>\n<p>Poca cosa in rapporto a eventi di natura catastrofale quali quelli che recentemente hanno colpito altre regioni, con volumi di pioggia dell&#8217;ordine di diverse centinaia di mm. Ad esempio, una pioggia di 250 mm scaricherebbe, sulle sole superfici coperte di cemento e asfalto del bacino del Seveso, un volume di oltre 15 milioni di metri cubi d&#8217;acqua, quattro volte superiore alla capacit\u00e0 di tutte le vasche. L&#8217;onda di piena che ne verrebbe generata riempirebbe le vasche nell&#8217;arco di poche ore, lasciando defluire i volumi in eccesso che finirebbero, inesorabilmente, per piombare su una citt\u00e0 in cui il torrente \u00e8 racchiuso in un tubo sotterraneo di portata ridicolmente bassa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato ieri il rapporto Citt\u00e0 Clima 2023 \u2013 Speciale Alluvioni, che mostra un paese sempre pi\u00f9 aggredito dalla crisi climatica negli ultimi quattordici anni, la serie storica presa in esame dai redattori dell&#8217;Osservatorio Citt\u00e0 Clima di Legambiente (2010- 31 ottobre 2023). 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